REVISIONISMO E “COMPLOTTISMO” - SULLE ANALOGIE TRA OLOCAUSTO E 11 SETTEMBRE

REVISIONISMO E “COMPLOTTISMO” - SULLE ANALOGIE TRA OLOCAUSTO E 11 SETTEMBRE

DI CARLO MATTOGNO

andreacarancini.blogspot.com/

Prendo spunto dallo scritto di Franco Cardini sul caso Williamson [1], già esaminato da Andrea Carancini su questo Blog, anche se in una prospettiva molto particolare [2], per svolgere qualche considerazione su revisionismo e “complottismo”.



La pubblicazione da parte di Enrico Deaglio nel settimanale Diario dell’inchiesta Il complotto dell'11 Settembre? Una boiata pazzesca! (settembre 2006) ispirò a Pierluigi Battista questa recensione apparsa sul Corriere della Sera il 2 ottobre 2006:

«Le Twin Towers e la rivincita degli «ingenui»

Un ringraziamento speciale a Enrico Deaglio, che con il suo ultimo «Diario» ci fa sentire un po' meno sciocchi: noi ingenui che pensavamo fossero veri gli aerei dell' 11 settembre scagliati contro le Torri gemelle e il Pentagono, che i passeggeri fossero morti davvero, che il crollo del World Trade Center fosse causato degli aerei conficcati nei grattacieli con il loro carico di 37.800 litri di cherosene ciascuno. Stupidamente ignari che Osama Bin Laden fosse solo il nome d' arte di George W. Bush, eravamo abbindolati da una cupola di «sionisti, agenti Cia e Adepti Illuminati per il Nuovo Ordine Mondiale». Questo ci dicevano i maniaci del Complotto. Ma grazie a Deaglio, che ha portato in Italia il lavoro certosino di trenta giornalisti del Popular Mechanics, possiamo finalmente capire quale cumulo di menzogne e di teoremi bislacchi sia al centro della grande fantasia complottista. Non eravamo stupidi noi, erano i teorici del complotto che ci raccontavano un sacco di bugie.
L' ossessione complottista, a differenza della realtà, esercita un fascino potentissimo. Suggerisce la sensazione inebriante di guardare le cose dietro il velo della verità ufficiale, trasforma la vita in un thriller avvincente e galvanizza l' esistenza con il sapore dell' intrigo. Per questo i manuali dei cospirazionisti dell' 11 settembre vendono milioni di copie e la trasmissione di Milena Gabanelli ad essi dedicata fa il boom di ascolti. Attenzione, però, perché la Grande Cospirazione è intessuta di colossali sciocchezze. Dicono che le torri sono crollate per effetto di «esplosioni controllate». Ma centinaia di esperti consultati dal giornale americano (e menzionati da «Diario») sostengono che è impossibile, che a quella temperatura l' acciaio si sbriciola, e che soprattutto, questo è il punto cruciale che persino noi profani possiamo afferrare, per ottenere l' esplosione «sarebbero state necessarie almeno 75 tonnellate di esplosivo, che avrebbero dovuto essere trasportate con carrelli e piazzate intorno alle colonne di acciaio». Pensate: un traffico pazzesco di camion e carrelli, con decine di persone impegnate a sistemare l' esplosivo, nel cuore di New York, senza farsi vedere da nessuno, contando sulla complicità di un numero incalcolabile di persone. Non è un' ipotesi fantasticamente insensata? E poi. Dicono che nessun aereo si è schiantato sul Pentagono, bensì un missile telecomandato dai malvagi architetti del complotto. E perché lo dicono? Perché nessuno l' ha visto in tv. Ma l' hanno visto centinaia di testimoni oculari: tutti agenti della Cia. E i passeggeri morti dell' American Airlines 77, i cui resti sono stati identificati con l' esame del Dna insieme a quelli dei cinque dirottatori? Agenti della Cia, e pure i parenti che fintamente ne piangono la scomparsa, gli esperti che hanno condotto le analisi, i trasportatori che hanno collocato rapidamente sul luogo finti rottami ancora fumanti di una finta fusoliera, i finti morti dell' United Airlines che si è schiantato in Pennsylvania, la sua finta scatola nera fintamente ritrovata, i parenti finti che hanno ricevuto le ultime finte telefonate disperate dei loro congiunti. Un immenso esercito di agenti della Cia. Non è straordinariamente sciocco credere alle suggestioni degli agguerriti complottisti? Migliaia di persone coinvolte e vincolate all' omertà, oltre a decine di controllori di volo compiacenti, centinaia di familiari assoldati, stuoli di politici e giornalisti. Ora che comincia anche in Italia il tour del circo itinerante dei complottisti, ospiti i Giulietto Chiesa e i Franco Cardini, un grazie rinnovato a Deaglio che ci mette al riparo da una gigantesca mistificazione. Per dirla con il suo titolo: una boiata pazzesca.

Battista Pierluigi»[3].

Franco Cardini e Giulietto Chiesa, sentitisi chiamati in causa, replicarono il 7 ottobre con la lettera che segue, indirizzata al direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli e a Pierluigi Battista, Sergio Romano, Enrico Deaglio:
«Caro Direttore,

chiedendo a Lei (o, se ciò è da Lei ritenuto più opportuno, al dott. Sergio Romano) di pubblicare questa nostra lettera ci appelliamo, prima che alla legge sulla stampa, al Suo rispetto per la verità.
Nella rubrica “Opinioni” di qualche giorno fa, il dottor Pierluigi Battista indica i sottoscritti e altri loro omonimi, che noi non conosciamo (deduciamo ciò dal fatto che egli ci denomina “i Giulietto Chiesa e i Franco Cardini”: siamo dunque più di due) quali titolari di un “circo itinerante dei complottisti” che starebbe facendo “un tour” per propagandare una “Grande Cospirazione ...intessuta di colossali sciocchezze” a proposito dei fatti dell’11.9.2001. Le sciocchezze che noialtri “maniaci del complotto” propaganderemmo sarebbero state smentite dal n.XI.37/38 del “Diario” diretto da Enrico Deaglio che ha portato in Italia il lavoro certosino di trenta giornalisti del Popular Mechanics i quali avrebbero smascherato il “cumulo di menzogne e di teoremi bislacchi al centro della grande fantasia complottista”. Pertanto, a quel che sembra, noi propaganderemmo “un sacco di bugie”.

Purtroppo per il Suo valente collaboratore, la realtà è ben diversa. Enrico Deaglio ha riciclato, con un anno e mezzo di ritardo, il numero del marzo 2005 della rivista Popular Mechanics in cui compariva un’inchiesta-dossier dal titolo Debunking 9.11 lies (“Smentiamo le menzogne dell’11 settembre”), redatto non da “trenta giornalisti”, bensì da uno solo, Benjamin Chertoff, dal giornale definito our senior researcher (“il nostro ricercatore più esperto”), il quale avrebbe – a suo dire – intervistato ben 300 testimoni. Preferiamo tradurre senior con “più esperto” (la lingua inglese usa tale aggettivo in questo senso), giacché non possiamo credere ch’egli sia “ il più vecchio”, come una traduzione letterale indurrebbe a far credere. Difatti, il signor Chertoff è un promettente venticinquenne. Ignoriamo quanto sia esperto, e in quali campi, ma una cosa la sappiamo: egli è nipote di Michael Chertoff, un signore che il Presidente Bush ha nominato a capo del Dipartimento “Homeland Security”. Un ministro, quindi: il quale ben conosce le questioni dell’11 settembre, in quanto era a quel tempo assistant attorney a New York (e in tale veste è stato anche sospettato di aver occultato alcune prove che sarebbero state utili all’inchiesta). La parentela è stata confermata dal giornalista Christopher Bollyn su American Free Press del 7 marzo 2005 (al quale il Chertoff aveva cercato di mentire, negando il fatto). Naturalmente, dopo che negli States la cosa è stata smascherata, il dossier di Popular Mechanics è rapidamente scomparso dalla circolazione: oggi più nessuno lo citerebbe senza coprirsi di ridicolo. Ma, come accade sovente, lo si è ripresentato sotto altra forma (il libro Debunking 9/11 myths a cura di David Dunbar e Brad Reagan, Hearst Books, nato già vecchio) e intanto, secondo una buona regola commerciale di stampo liberista, si è cercato di riciclarlo alla periferia dell’impero. Non fanno così le multinazionali, quando “regalano” ai bambini africani derrate e medicinali scaduti, deducibili dalle imposte? Ha quindi davvero ragione la copertina del periodico del Deaglio: “Una boiata pazzesca”.

Pertanto, tutto quello che, riassumendo il Deaglio che ricicla il Chertoff, il Battista afferma a proposito dei dubbi emersi su alcuni aspetti della ricostruzione ufficiale di quella tragica giornata, non solo è stato ampiamente contestato dal marzo dello scorso anno ad oggi, ma è destituito di plausibile fondamento. E’ purtroppo stato altresì accertato che i molti pretesi intervistati dal Chertoff si riducevano da intervistati a ripetitori delle tesi avallate e fatte proprie dall’amministrazione Bush, quando non addirittura a persone in un modo o nell’ altro legate agli organi governativi. Quanto noi affermiamo, e molto di ben più grave, è ampiamente documentato in molte ricerche uscite sia a stampa, sia on line. Ci limitiamo a citare almeno tre fra le pubblicazioni più serie e attendibili: Jürgen Elsässer, Comment le Jihad est arrivé en Europe, Vevey, Xenia, 2006 (l’edizione originale è in tedesco; quella francese si avvale di una Prefazione di J.-P. Chevènement); Webster Tarpley, 9/11. Synthetic terror made in USA, Joshua Tree, California, Progressive Press 2006, ben 492 pagine; Barrie Zwicker, Towers of deception. The media cover-up of 9/11, New Society Publishers (Canada), 2006, pp. 400 accompagnate dall’impressionante DVD The great conspiracy. Aspettiamo con ansia il prossimo elzeviro dell’amico Battista, quando si sarà letto queste oltre mille pagine.

Cordiali saluti»[4].

Questo scambio di cortesie mostra quanto siano straordinarie le analogie tra revisionismo storico e “complottismo” relativo alle vicende dell’11 settembre 2001, cominciando dalla denominazione spregiativa, “complottisti”, che richiama quella di “negazionisti”:

- l’asserzione, come scrive Diario, di un’«“altra verità” che si contrappone alla “storia ufficiale”»(p. 12);

- il Führerbefehl riguardo all’attentato: «Osama bin Laden in persona forniva ulteriori dettagli della sua ideazione, addestramento e realizzazione della strage dell’11 settembre»(p. 12);

- i documenti e le prove: «Recuperati dagli archivi di al Quaeda, si sono visti i testamenti dei dirottatori, il loro addestramento alla lotta in una cabina di aereo e i famosi coltellini»(p. 12);

- le prove materiali: «Rottami della fusoliera del Boeing American Airlines 77 trovati sulla scena dell’attentato al Pentagono»(p. 15);

- le perizie tecniche;

- «centinaia di testimoni oculari»;

- i resti dei cadaveri e delle vittime «identificati con l' esame del Dna»;

- la confutazione radicale delle tesi “complottistiche”: «Due anni fa la rivista promosse un’inchiesta in profondità sull’11 settembre analizzando le teorie cospirazioniste. Mise al lavoro 30 giornalisti e intervistò 300 esperti e concluse, in un numero speciale del marzo 2005, che nessuna delle teorie resisteva alla prova dei fatti»(p. 13);

- il rimprovero classico ai “complottisti” di proferire «un sacco di bugie», «colossali sciocchezze», un «cumulo di menzogne».

In pratica, la “storia ufficiale” dell’11 settembre è, apparentemente, di gran lunga più documentata e inattaccabile della “storia ufficiale” delle “camere a gas” omicide.

In effetti, per le 23 o 28 “camere a gas” omicide dei quattro “campi di sterminio” totale di Chelmno, Belzec, Sobibor e Treblinka, in cui sarebbero stati assassinati da 1.740.000 a 1.908.000 Ebrei, non esiste alcuna prova documentaria o materiale, soltanto testimonianze, contraddittorie e insensate. Per quanto riguarda Auschwitz, per le 7 “camere a gas” omicide del crematorio I e dei cosiddetti “Bunker” di Birkenau (cui vengono attribuite oltre 200.000 vittime) non ci sono parimenti prove documentarie o materiali, mentre a sostegno della realtà delle 8 “camere a gas” omicide dei crematori II-V di Birkenau vengono addotti soltanto alcuni “indizi”, ma tutti concentrati nella fase della costruzione degli impianti, sicché essi riguardano eventualmente la progettazione e la costruzione di “camere a gas” omicide, non già il loro impiego[5].

È come se la “storia ufficiale” dell’11 settembre, a cominciare dal crollo delle torri gemelle e delle loro vittime, fosse basata esclusivamente su testimonianze e su qualche indizio, senza alcuna prova documentaria o materiale.
Ma allora perché studiosi seri come Cardini “negano” questa “storia ufficiale”?

Perché, essendo dotati di intelligenza e di senso critico, non sono disposti a trangugiare “verità” preconfezionate, ma le analizzano tecnicamente mostrandone le incoerenze e l’infondatezza.

Esattamente ciò che fanno gli studiosi revisionisti nei confronti delle “verità” preconfezionate sulle “camere a gas”.
I “complottisti” si richiamano a pubblicazioni serie e attendibili, che invitano a leggere, ma che nessuno leggerà, perché Deaglio dixit, perciò non vale la pena di esaminare «oltre mille pagine» di «colossali sciocchezze»; proprio come i revisionisti hanno le proprie pubblicazioni serie e attendibili, che nessuno legge, perché Pierre-Vidal Naquet, Valentina Pisanty et alii dixerunt.

Nello scritto sul caso Williamson summenzionato, Cardini espone un “eptalogo” il cui primo punto suona così:
«la shoah è una realtà immensa, spaventosa e incontrovertibile, comprovata da documenti e testimonianze che possono senza dubbio venir riconsiderati e all’interno dei quali possono anche trovarsi errori e perfino falsificazioni, che tuttavia non sono praticamente suscettibili di attenuare in modo sensibile le enormi responsabilità di chi tali delitti concepì e attuò e di chi ne fu esecutore o complice».

Ma ciò può valere perfettamente anche per la “storia ufficiale” dell’11 settembre.



Si profila così una curiosa contraddizione di fondo: nell’ambito delle vicende dell’11 settembre i “complottisti” adottano una rigorosa metodologia revisionistica, ma nel quadro della Shoah la loro intelligenza e il loro senso critico si offuscano irrimediabilmente, sembrano colpiti da cecità e paralizzati, tanto che sono più che propensi a trangugiare senza battere ciglio tutte le relative “verità” preconfezionate.

Viltà? Timore di infrangere dei tabù inviolabili? Oppure, più semplicemente, ignoranza della metodologia e delle argomentazioni revisionistiche?

Una scelta metodologica appare comunque inevitabile: non si può essere ipercritici in un campo di indagine, completamente acritici in un altro.

Carlo Mattogno

Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com/

Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-sulle-analogie-tra.html

26.02.2009

[1] A proposito del caso Williamson e del “revisionismo-negazionismo”, in: http://21e33.blogspot.com/2009/02/franco-cardini-sul-caso-williamson.html.

[2] Davvero Gesù era “ebreo”? Lettera aperta a Franco Cardini, in: http://andreacarancini.blogspot.com/search?updated-max=2009-02-17T04%3A16%3A00-08%3A00&max-results=7

[3] Corriere della Sera, 2 ottobre 2006, p. 28, consultabile in:
http://archiviostorico.corriere.it/2006/ottobre/02/Twin_Towers_rivincita_degli_ingenui_co_9_061002064.shtml.

[4] http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=2689

[5] Vedi al riguardo il mio articolo La “Repubblica” della disinformazione, in:http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-la-repubblica-della.html

Commenti (34)

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    1. nessuno 27 febbraio 2009

      I complottisti italiani hanno fior di sentenze che attestano l'esistenza di un piano del materassaio per "riformare l'Italia" e gli atti criminali posti in essere perchè fosse attuato.

      A questo piano hanno contribuito la cia, i servizi segreti deviati , il vaticano , dei gruppi fascisti notoriamente attivi come bombaroli le fantomatiche br komuniste e dulcis in fundo il piduista berlosco che attua il piano del materassaio con il supporto dei nazileghisti.

      Niente di nuovo sotto il sole l'Italia è stata ed è una colonia americana che deve ubbidir tacendo agli ordini dei suoi padroni pena stragi attentati terroristici e quant'altro.

      Dietro l'11 settembre c'è sicuramente bush e la sua cricca che erano ansiosissimi di attaccare l'Afghanistan e costruire quel prezioso oleodotto berlosco semmai è servito solo quale servo sciocco qual'è.

    1. Melkitzedeq 27 febbraio 2009

      L'articolo e' ottimo e mette in luce come entrambi gli eventi (11/9 e olocausto) sono collegati da una sottile linea rossa. Entrambi infatti rappresentano due pilastri del dominio occidentale sul mondo. Entrambi quindi sono eretti a dogmi intoccabili pena la "scomunica" dalla societa' civile e nel caso dell'olocausto il carcere.

      L'articolo poi tende a sottolineare come molti tra i "complottisti" fanno le pulci ad ogni minimo dettaglio riguardante i fatti dell'11/9, usando quindi la giusta ottica scientifica, mentre quando il discorso cade sui fatti di 70 anni fa cala il tabu' ed il complottista di cui sopra si dimentica del metodo scientifico per comportarsi come una pecora nel branco. Questo e' il caso di Franco Cardini, recentemente definitosi "amico di israele"...

    1. Melkitzedeq 27 febbraio 2009

      Ma che cosa c'entra Mattogno, che e' uno studioso apolitico, con il neofascismo?

      Posso capire che un neonazista con la svastica tatuata che si metta a parlare di revisionismo olocaustico non abbia credibilita' ma se ci mettiamo ad accusare di neonazismo, stragismo ecc. anche gli studiosi seri allora che vi devo dire? Tenetevi il sionismo per 1000 anni.

    1. Melkitzedeq 27 febbraio 2009

      Posso capire che uno andando di fretta non colga la sottile ironia dell'articolo ma mi sembra abbastanza evidente come Mattogno, che sull'11/9 ovviamente non crede alla teoria ufficiale, intende mettere in evidenza il parallelismo tra questo e l'olocausto, in quanto entrambi gli eventi rappresentano due tappe fondamentali per l'instaurazione del dominio occidentale sul mondo. Quindi su entrambi gli eventi agisca una forma di "inquisizione" contro i "complottisti/negazionisti" che mettono in dubbio la verita' ufficiale.

    1. virgo_sine_macula 27 febbraio 2009

      Questo articolo sarebbe da aggiungere ai 4 vangeli canonici:verita' allo stato puro.I complottisti in italia hanno sempre proliferato,la cia,la p2,i sevizi deviati,il vaticano,berlusconi,tutte forze oscure secondo loro che tramano nell'ombra e responsabili di ogni nefandezza in italia e nel mondo.Del resto la posizione del complottista e' da sempre ideologicamente vantaggiosa e comoda:lui dice il complotto c'e' stato,non ne ho le prove perche' i complottisti le hanno occultate.A questa stregua puo' esserci complotto dietro qualunque situazione,tanto non lo si puo' dimostrare per l'abilita' di queste forze occulte che si muovono nell'ombra di nascondere ogni traccia.Invece come scriveva il sommo machiavelli,ancora attuale,le congiure e i complotti prima o poi vengono a galla con diretta correlazione alla loro grandezza,piu' persone coinvolgono e piu' vengono a galla,dato che le persone che fanno complotti e congiure sono per loro natura doppiogiochiste e viscide,prima o poi qualcuno parla e la verita' salta fuori.Invece su questa mostruosa macchinazione dell'11 settembre finora nessuno si e' fatto avanti,se non i soliti complottisti antisionisti con le loro tesi allucinanti non suffragate da alcun fatto.Tra un po' mi aspetto che dicano che dietro l'11 settembre c'e' berlusconi che ansioso di mandare truppe in afganistan e iraq ha dato un pretesto al suo amico bush per scatenare le due guerre.Meno male che all'epoca di pearl harbour berlusca era bambino altrimenti lo avrebbero accusato di aver organizzato tutto insieme all'immancabile licio gelli che con la sua azienda di materassi ha finanziato le forze della reazione di tutto il mondo.Mentre,fatto curioso,lunione sovietica e i suoi ex satelliti non hanno mai organizzato alcun complotto.In italia si sa abbiamo i pacifisti a senso unico e i complottisti a senso unico.

    1. pentaoptio 27 febbraio 2009

      queste sono le cose che mi fanno agitare , di più.
      dove come e quando qualcuno ha sostenuto che gli aerei , non c'erano?
      sveglia , gli aerei erano veri , ma proprio per questo mi dici dove è finito
      il boing del pentagono ?
      hai mai visto cascare un grattacelo da se ,il WT7 lo ha fatto ,informati poi riscrivi così posso risponderti

    1. pentaoptio 27 febbraio 2009

      purtoppo l'art. 21 della costituzione , sono sogni pindarici , ma hai visto come hanno conciato il cardinale , per avere detto , come la pensava,
      hai sentito qualche intervista , per il vero interessato della polemica
      leuchter ,ma se ti dico che ho un marziano in garage , spero che tu almeno mi chieda di vederlo , prima di dire che in un garage in italia è nascoto un marziano

    1. pentaoptio 27 febbraio 2009

      la miccia bagnata forse la puoi trovare , fra le tue gambe , spero che non ti abbiano insegnato che : va bevuta , e che deve essere succhiata quando ti da certi stimoli , perchè puo darti la pelle vellutata e un po di acidità , ma non si usa così quella miccia

    1. Cataldo 27 febbraio 2009

      Mattogno perde di vista il senso delle proporzioni, e si concentra sul "metodo", ma l'aggancio è fantomatico: accomuna una politica di anni con i fatti un giorno, e pensa di analizzarli con gli stessi criteri. Come innesco polemico mi sembra una miccia bagnata.

    1. Cornelia 27 febbraio 2009

      Sto tipo sogna. Fior di giornalisti mainstream, in privato, ammettono tranquillamente che la versione ufficiale dell'11 settembre ha buchi enormi e probabilmente i complottisti hanno ragione.

      Viceversa, non si sognano neppure di prendere in esame le teorie revisioniste.

    1. francesco67 27 febbraio 2009

      Devo dire che leggendo l'articolo mi sono sentito un poco spaesato. Arrivato alla fine non ho ancora capito se l'autore é a favore o a sfavore delle "teorie complottiste" (ovviamente teorie per lui). Ed alla fine ancora non ho capito che relazione possa esserci tra revisionismo e complottismo. In definitiva non ho capito l'autore da che parte si pone. Chissa, forse per rimanere "scientifico" e non teorico complottista si sia posto in un'apatica descrizione delle cose dove si capisce soltanto lui.
      Un saluto.
      F

    1. adriano_53 27 febbraio 2009

      Più che sulle analogie tra olocausto e 11/09 è notevole cogliere la reazione che viene innescata nel mainstream mediatico a qualunque opinione contraria a quella ufficiale.
      Che sul 11/09 sia tutto assodato e pacifico solo quei pennivendoli del CdS lo possono pensare.
      Ma sempre quei rubapenne del CdS possono pensare che sull'olocausto sia stato detto tutto.
      E sempre quelle creature dall'incerta sessualità che scrivono sul CdS possono pensare che il pensiero unico sia l'unico modalità del pensiero.

      D'altronde, su ciò che viene scritto in quel volantino commerciale che è il CdS, ed in particolare per chi lecca la bava lasciata da Pierluigi Battista( nomen omen), non si devono spendere troppe parole.

    1. Marlowe 27 febbraio 2009

      Anche io mi fido più di un'indagine scientifica che di una verità preconfezionata. E non ho paura di chi definisce verità preconfezionata l'olocausto e anzi mi incuriosisce.
      Ho visto il film Nazirock ed è lì che per la prima volta ho sentito menzionare il nome dell'autore di quest'articolo. Per quanto scioccante possano apparire le argomentazioni delle sue opere ritengo poco elegante e troppo facile da parte del regista cercare di screditarle intervistando un ragazzo poco preparato intervenuto a una manifestazione di Forza Nuova in cui i libri di Mattogno venivano esposti e venduti mi pare.
      Sarebbe stato più onesto intervistare direttamente il signor Mattogno e chiedergli anche come si pone nei confronti di queste formazioni politiche neofasciste. Cosa pensa del fatto che queste formazioni sono organizzate anche da personaggi condannati per banda armata e terrorismo? Come si pone nei confronti del concetto di violenza a cui gli appartenenti a quese formazioni non rinunciano come strumento politico? Sono troppo curioso di saperlo.

    1. TVeye 27 febbraio 2009

      anchio credevo che gli aerei non ci fossero mai stati e che i video erano falsi credevo che quelle strane cromature fossero servite per mascherare l'inserimento dei finti aerei, mi son detto vediamo ma quanto sono solidi sti boeing? allora ho cercato dei video adatti a questo scopo la loro solidità e si, sono molto rubusti gli aerei ci sono stati eccome, lo capito da questi video .
      http://www.youtube.com/watch?v=xDxJAO__6t8 e qua http://www.youtube.com/watch?v=IWqFsLT_Ag4

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