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REVISIONISMO E “COMPLOTTISMO” – SULLE ANALOGIE TRA OLOCAUSTO E 11 SETTEMBRE

DI CARLO MATTOGNO
andreacarancini.blogspot.com/

Prendo spunto dallo scritto di Franco Cardini sul caso Williamson [1], già esaminato da Andrea Carancini su questo Blog, anche se in una prospettiva molto particolare [2], per svolgere qualche considerazione su revisionismo e “complottismo”.

La pubblicazione da parte di Enrico Deaglio nel settimanale Diario dell’inchiesta Il complotto dell’11 Settembre? Una boiata pazzesca! (settembre 2006) ispirò a Pierluigi Battista questa recensione apparsa sul Corriere della Sera il 2 ottobre 2006:
«Le Twin Towers e la rivincita degli «ingenui»
Un ringraziamento speciale a Enrico Deaglio, che con il suo ultimo «Diario» ci fa sentire un po’ meno sciocchi: noi ingenui che pensavamo fossero veri gli aerei dell’ 11 settembre scagliati contro le Torri gemelle e il Pentagono, che i passeggeri fossero morti davvero, che il crollo del World Trade Center fosse causato degli aerei conficcati nei grattacieli con il loro carico di 37.800 litri di cherosene ciascuno. Stupidamente ignari che Osama Bin Laden fosse solo il nome d’ arte di George W. Bush, eravamo abbindolati da una cupola di «sionisti, agenti Cia e Adepti Illuminati per il Nuovo Ordine Mondiale». Questo ci dicevano i maniaci del Complotto. Ma grazie a Deaglio, che ha portato in Italia il lavoro certosino di trenta giornalisti del Popular Mechanics, possiamo finalmente capire quale cumulo di menzogne e di teoremi bislacchi sia al centro della grande fantasia complottista. Non eravamo stupidi noi, erano i teorici del complotto che ci raccontavano un sacco di bugie.
L’ ossessione complottista, a differenza della realtà, esercita un fascino potentissimo. Suggerisce la sensazione inebriante di guardare le cose dietro il velo della verità ufficiale, trasforma la vita in un thriller avvincente e galvanizza l’ esistenza con il sapore dell’ intrigo. Per questo i manuali dei cospirazionisti dell’ 11 settembre vendono milioni di copie e la trasmissione di Milena Gabanelli ad essi dedicata fa il boom di ascolti. Attenzione, però, perché la Grande Cospirazione è intessuta di colossali sciocchezze. Dicono che le torri sono crollate per effetto di «esplosioni controllate». Ma centinaia di esperti consultati dal giornale americano (e menzionati da «Diario») sostengono che è impossibile, che a quella temperatura l’ acciaio si sbriciola, e che soprattutto, questo è il punto cruciale che persino noi profani possiamo afferrare, per ottenere l’ esplosione «sarebbero state necessarie almeno 75 tonnellate di esplosivo, che avrebbero dovuto essere trasportate con carrelli e piazzate intorno alle colonne di acciaio». Pensate: un traffico pazzesco di camion e carrelli, con decine di persone impegnate a sistemare l’ esplosivo, nel cuore di New York, senza farsi vedere da nessuno, contando sulla complicità di un numero incalcolabile di persone. Non è un’ ipotesi fantasticamente insensata? E poi. Dicono che nessun aereo si è schiantato sul Pentagono, bensì un missile telecomandato dai malvagi architetti del complotto. E perché lo dicono? Perché nessuno l’ ha visto in tv. Ma l’ hanno visto centinaia di testimoni oculari: tutti agenti della Cia. E i passeggeri morti dell’ American Airlines 77, i cui resti sono stati identificati con l’ esame del Dna insieme a quelli dei cinque dirottatori? Agenti della Cia, e pure i parenti che fintamente ne piangono la scomparsa, gli esperti che hanno condotto le analisi, i trasportatori che hanno collocato rapidamente sul luogo finti rottami ancora fumanti di una finta fusoliera, i finti morti dell’ United Airlines che si è schiantato in Pennsylvania, la sua finta scatola nera fintamente ritrovata, i parenti finti che hanno ricevuto le ultime finte telefonate disperate dei loro congiunti. Un immenso esercito di agenti della Cia. Non è straordinariamente sciocco credere alle suggestioni degli agguerriti complottisti? Migliaia di persone coinvolte e vincolate all’ omertà, oltre a decine di controllori di volo compiacenti, centinaia di familiari assoldati, stuoli di politici e giornalisti. Ora che comincia anche in Italia il tour del circo itinerante dei complottisti, ospiti i Giulietto Chiesa e i Franco Cardini, un grazie rinnovato a Deaglio che ci mette al riparo da una gigantesca mistificazione. Per dirla con il suo titolo: una boiata pazzesca.
Battista Pierluigi»[3].

Franco Cardini e Giulietto Chiesa, sentitisi chiamati in causa, replicarono il 7 ottobre con la lettera che segue, indirizzata al direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli e a Pierluigi Battista, Sergio Romano, Enrico Deaglio:
«Caro Direttore,
chiedendo a Lei (o, se ciò è da Lei ritenuto più opportuno, al dott. Sergio Romano) di pubblicare questa nostra lettera ci appelliamo, prima che alla legge sulla stampa, al Suo rispetto per la verità.
Nella rubrica “Opinioni” di qualche giorno fa, il dottor Pierluigi Battista indica i sottoscritti e altri loro omonimi, che noi non conosciamo (deduciamo ciò dal fatto che egli ci denomina “i Giulietto Chiesa e i Franco Cardini”: siamo dunque più di due) quali titolari di un “circo itinerante dei complottisti” che starebbe facendo “un tour” per propagandare una “Grande Cospirazione …intessuta di colossali sciocchezze” a proposito dei fatti dell’11.9.2001. Le sciocchezze che noialtri “maniaci del complotto” propaganderemmo sarebbero state smentite dal n.XI.37/38 del “Diario” diretto da Enrico Deaglio che ha portato in Italia il lavoro certosino di trenta giornalisti del Popular Mechanics i quali avrebbero smascherato il “cumulo di menzogne e di teoremi bislacchi al centro della grande fantasia complottista”. Pertanto, a quel che sembra, noi propaganderemmo “un sacco di bugie”.
Purtroppo per il Suo valente collaboratore, la realtà è ben diversa. Enrico Deaglio ha riciclato, con un anno e mezzo di ritardo, il numero del marzo 2005 della rivista Popular Mechanics in cui compariva un’inchiesta-dossier dal titolo Debunking 9.11 lies (“Smentiamo le menzogne dell’11 settembre”), redatto non da “trenta giornalisti”, bensì da uno solo, Benjamin Chertoff, dal giornale definito our senior researcher (“il nostro ricercatore più esperto”), il quale avrebbe – a suo dire – intervistato ben 300 testimoni. Preferiamo tradurre senior con “più esperto” (la lingua inglese usa tale aggettivo in questo senso), giacché non possiamo credere ch’egli sia “ il più vecchio”, come una traduzione letterale indurrebbe a far credere. Difatti, il signor Chertoff è un promettente venticinquenne. Ignoriamo quanto sia esperto, e in quali campi, ma una cosa la sappiamo: egli è nipote di Michael Chertoff, un signore che il Presidente Bush ha nominato a capo del Dipartimento “Homeland Security”. Un ministro, quindi: il quale ben conosce le questioni dell’11 settembre, in quanto era a quel tempo assistant attorney a New York (e in tale veste è stato anche sospettato di aver occultato alcune prove che sarebbero state utili all’inchiesta). La parentela è stata confermata dal giornalista Christopher Bollyn su American Free Press del 7 marzo 2005 (al quale il Chertoff aveva cercato di mentire, negando il fatto). Naturalmente, dopo che negli States la cosa è stata smascherata, il dossier di Popular Mechanics è rapidamente scomparso dalla circolazione: oggi più nessuno lo citerebbe senza coprirsi di ridicolo. Ma, come accade sovente, lo si è ripresentato sotto altra forma (il libro Debunking 9/11 myths a cura di David Dunbar e Brad Reagan, Hearst Books, nato già vecchio) e intanto, secondo una buona regola commerciale di stampo liberista, si è cercato di riciclarlo alla periferia dell’impero. Non fanno così le multinazionali, quando “regalano” ai bambini africani derrate e medicinali scaduti, deducibili dalle imposte? Ha quindi davvero ragione la copertina del periodico del Deaglio: “Una boiata pazzesca”.
Pertanto, tutto quello che, riassumendo il Deaglio che ricicla il Chertoff, il Battista afferma a proposito dei dubbi emersi su alcuni aspetti della ricostruzione ufficiale di quella tragica giornata, non solo è stato ampiamente contestato dal marzo dello scorso anno ad oggi, ma è destituito di plausibile fondamento. E’ purtroppo stato altresì accertato che i molti pretesi intervistati dal Chertoff si riducevano da intervistati a ripetitori delle tesi avallate e fatte proprie dall’amministrazione Bush, quando non addirittura a persone in un modo o nell’ altro legate agli organi governativi. Quanto noi affermiamo, e molto di ben più grave, è ampiamente documentato in molte ricerche uscite sia a stampa, sia on line. Ci limitiamo a citare almeno tre fra le pubblicazioni più serie e attendibili: Jürgen Elsässer, Comment le Jihad est arrivé en Europe, Vevey, Xenia, 2006 (l’edizione originale è in tedesco; quella francese si avvale di una Prefazione di J.-P. Chevènement); Webster Tarpley, 9/11. Synthetic terror made in USA, Joshua Tree, California, Progressive Press 2006, ben 492 pagine; Barrie Zwicker, Towers of deception. The media cover-up of 9/11, New Society Publishers (Canada), 2006, pp. 400 accompagnate dall’impressionante DVD The great conspiracy. Aspettiamo con ansia il prossimo elzeviro dell’amico Battista, quando si sarà letto queste oltre mille pagine.
Cordiali saluti»[4].
Questo scambio di cortesie mostra quanto siano straordinarie le analogie tra revisionismo storico e “complottismo” relativo alle vicende dell’11 settembre 2001, cominciando dalla denominazione spregiativa, “complottisti”, che richiama quella di “negazionisti”:
– l’asserzione, come scrive Diario, di un’«“altra verità” che si contrappone alla “storia ufficiale”»(p. 12);
– il Führerbefehl riguardo all’attentato: «Osama bin Laden in persona forniva ulteriori dettagli della sua ideazione, addestramento e realizzazione della strage dell’11 settembre»(p. 12);
– i documenti e le prove: «Recuperati dagli archivi di al Quaeda, si sono visti i testamenti dei dirottatori, il loro addestramento alla lotta in una cabina di aereo e i famosi coltellini»(p. 12);
– le prove materiali: «Rottami della fusoliera del Boeing American Airlines 77 trovati sulla scena dell’attentato al Pentagono»(p. 15);
– le perizie tecniche;
– «centinaia di testimoni oculari»;
– i resti dei cadaveri e delle vittime «identificati con l’ esame del Dna»;
– la confutazione radicale delle tesi “complottistiche”: «Due anni fa la rivista promosse un’inchiesta in profondità sull’11 settembre analizzando le teorie cospirazioniste. Mise al lavoro 30 giornalisti e intervistò 300 esperti e concluse, in un numero speciale del marzo 2005, che nessuna delle teorie resisteva alla prova dei fatti»(p. 13);
– il rimprovero classico ai “complottisti” di proferire «un sacco di bugie», «colossali sciocchezze», un «cumulo di menzogne».
In pratica, la “storia ufficiale” dell’11 settembre è, apparentemente, di gran lunga più documentata e inattaccabile della “storia ufficiale” delle “camere a gas” omicide.
In effetti, per le 23 o 28 “camere a gas” omicide dei quattro “campi di sterminio” totale di Chelmno, Belzec, Sobibor e Treblinka, in cui sarebbero stati assassinati da 1.740.000 a 1.908.000 Ebrei, non esiste alcuna prova documentaria o materiale, soltanto testimonianze, contraddittorie e insensate. Per quanto riguarda Auschwitz, per le 7 “camere a gas” omicide del crematorio I e dei cosiddetti “Bunker” di Birkenau (cui vengono attribuite oltre 200.000 vittime) non ci sono parimenti prove documentarie o materiali, mentre a sostegno della realtà delle 8 “camere a gas” omicide dei crematori II-V di Birkenau vengono addotti soltanto alcuni “indizi”, ma tutti concentrati nella fase della costruzione degli impianti, sicché essi riguardano eventualmente la progettazione e la costruzione di “camere a gas” omicide, non già il loro impiego[5].
È come se la “storia ufficiale” dell’11 settembre, a cominciare dal crollo delle torri gemelle e delle loro vittime, fosse basata esclusivamente su testimonianze e su qualche indizio, senza alcuna prova documentaria o materiale.
Ma allora perché studiosi seri come Cardini “negano” questa “storia ufficiale”?
Perché, essendo dotati di intelligenza e di senso critico, non sono disposti a trangugiare “verità” preconfezionate, ma le analizzano tecnicamente mostrandone le incoerenze e l’infondatezza.
Esattamente ciò che fanno gli studiosi revisionisti nei confronti delle “verità” preconfezionate sulle “camere a gas”.
I “complottisti” si richiamano a pubblicazioni serie e attendibili, che invitano a leggere, ma che nessuno leggerà, perché Deaglio dixit, perciò non vale la pena di esaminare «oltre mille pagine» di «colossali sciocchezze»; proprio come i revisionisti hanno le proprie pubblicazioni serie e attendibili, che nessuno legge, perché Pierre-Vidal Naquet, Valentina Pisanty et alii dixerunt.
Nello scritto sul caso Williamson summenzionato, Cardini espone un “eptalogo” il cui primo punto suona così:
«la shoah è una realtà immensa, spaventosa e incontrovertibile, comprovata da documenti e testimonianze che possono senza dubbio venir riconsiderati e all’interno dei quali possono anche trovarsi errori e perfino falsificazioni, che tuttavia non sono praticamente suscettibili di attenuare in modo sensibile le enormi responsabilità di chi tali delitti concepì e attuò e di chi ne fu esecutore o complice».
Ma ciò può valere perfettamente anche per la “storia ufficiale” dell’11 settembre.

Si profila così una curiosa contraddizione di fondo: nell’ambito delle vicende dell’11 settembre i “complottisti” adottano una rigorosa metodologia revisionistica, ma nel quadro della Shoah la loro intelligenza e il loro senso critico si offuscano irrimediabilmente, sembrano colpiti da cecità e paralizzati, tanto che sono più che propensi a trangugiare senza battere ciglio tutte le relative “verità” preconfezionate.
Viltà? Timore di infrangere dei tabù inviolabili? Oppure, più semplicemente, ignoranza della metodologia e delle argomentazioni revisionistiche?
Una scelta metodologica appare comunque inevitabile: non si può essere ipercritici in un campo di indagine, completamente acritici in un altro.

Carlo Mattogno
Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com/
Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-sulle-analogie-tra.html
26.02.2009

[1] A proposito del caso Williamson e del “revisionismo-negazionismo”, in: http://21e33.blogspot.com/2009/02/franco-cardini-sul-caso-williamson.html.
[2] Davvero Gesù era “ebreo”? Lettera aperta a Franco Cardini, in: http://andreacarancini.blogspot.com/search?updated-max=2009-02-17T04%3A16%3A00-08%3A00&max-results=7
[3] Corriere della Sera, 2 ottobre 2006, p. 28, consultabile in:
http://archiviostorico.corriere.it/2006/ottobre/02/Twin_Towers_rivincita_degli_ingenui_co_9_061002064.shtml.
[4] http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=2689
[5] Vedi al riguardo il mio articolo La “Repubblica” della disinformazione, in:http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/02/carlo-mattogno-la-repubblica-della.html

Pubblicato da Davide

  • TVeye

    anchio credevo che gli aerei non ci fossero mai stati e che i video erano falsi credevo che quelle strane cromature fossero servite per mascherare l’inserimento dei finti aerei, mi son detto vediamo ma quanto sono solidi sti boeing? allora ho cercato dei video adatti a questo scopo la loro solidità e si, sono molto rubusti gli aerei ci sono stati eccome, lo capito da questi video .
    http://www.youtube.com/watch?v=xDxJAO__6t8 e qua http://www.youtube.com/watch?v=IWqFsLT_Ag4

  • Marlowe

    Anche io mi fido più di un’indagine scientifica che di una verità preconfezionata. E non ho paura di chi definisce verità preconfezionata l’olocausto e anzi mi incuriosisce.
    Ho visto il film Nazirock ed è lì che per la prima volta ho sentito menzionare il nome dell’autore di quest’articolo. Per quanto scioccante possano apparire le argomentazioni delle sue opere ritengo poco elegante e troppo facile da parte del regista cercare di screditarle intervistando un ragazzo poco preparato intervenuto a una manifestazione di Forza Nuova in cui i libri di Mattogno venivano esposti e venduti mi pare.
    Sarebbe stato più onesto intervistare direttamente il signor Mattogno e chiedergli anche come si pone nei confronti di queste formazioni politiche neofasciste. Cosa pensa del fatto che queste formazioni sono organizzate anche da personaggi condannati per banda armata e terrorismo? Come si pone nei confronti del concetto di violenza a cui gli appartenenti a quese formazioni non rinunciano come strumento politico? Sono troppo curioso di saperlo.

  • adriano_53

    Più che sulle analogie tra olocausto e 11/09 è notevole cogliere la reazione che viene innescata nel mainstream mediatico a qualunque opinione contraria a quella ufficiale.
    Che sul 11/09 sia tutto assodato e pacifico solo quei pennivendoli del CdS lo possono pensare.
    Ma sempre quei rubapenne del CdS possono pensare che sull’olocausto sia stato detto tutto.
    E sempre quelle creature dall’incerta sessualità che scrivono sul CdS possono pensare che il pensiero unico sia l’unico modalità del pensiero.

    D’altronde, su ciò che viene scritto in quel volantino commerciale che è il CdS, ed in particolare per chi lecca la bava lasciata da Pierluigi Battista( nomen omen), non si devono spendere troppe parole.

  • francesco67

    Devo dire che leggendo l’articolo mi sono sentito un poco spaesato. Arrivato alla fine non ho ancora capito se l’autore é a favore o a sfavore delle “teorie complottiste” (ovviamente teorie per lui). Ed alla fine ancora non ho capito che relazione possa esserci tra revisionismo e complottismo. In definitiva non ho capito l’autore da che parte si pone. Chissa, forse per rimanere “scientifico” e non teorico complottista si sia posto in un’apatica descrizione delle cose dove si capisce soltanto lui.
    Un saluto.
    F

  • Cornelia

    Sto tipo sogna. Fior di giornalisti mainstream, in privato, ammettono tranquillamente che la versione ufficiale dell’11 settembre ha buchi enormi e probabilmente i complottisti hanno ragione.
    Viceversa, non si sognano neppure di prendere in esame le teorie revisioniste.

  • Cataldo

    Mattogno perde di vista il senso delle proporzioni, e si concentra sul “metodo”, ma l’aggancio è fantomatico: accomuna una politica di anni con i fatti un giorno, e pensa di analizzarli con gli stessi criteri. Come innesco polemico mi sembra una miccia bagnata.

  • pentaoptio

    la miccia bagnata forse la puoi trovare , fra le tue gambe , spero che non ti abbiano insegnato che : va bevuta , e che deve essere succhiata quando ti da certi stimoli , perchè puo darti la pelle vellutata e un po di acidità , ma non si usa così quella miccia

  • pentaoptio

    purtoppo l’art. 21 della costituzione , sono sogni pindarici , ma hai visto come hanno conciato il cardinale , per avere detto , come la pensava,
    hai sentito qualche intervista , per il vero interessato della polemica
    leuchter ,ma se ti dico che ho un marziano in garage , spero che tu almeno mi chieda di vederlo , prima di dire che in un garage in italia è nascoto un marziano

  • pentaoptio

    queste sono le cose che mi fanno agitare , di più.
    dove come e quando qualcuno ha sostenuto che gli aerei , non c’erano?
    sveglia , gli aerei erano veri , ma proprio per questo mi dici dove è finito
    il boing del pentagono ?
    hai mai visto cascare un grattacelo da se ,il WT7 lo ha fatto ,informati poi riscrivi così posso risponderti

  • virgo_sine_macula

    Questo articolo sarebbe da aggiungere ai 4 vangeli canonici:verita’ allo stato puro.I complottisti in italia hanno sempre proliferato,la cia,la p2,i sevizi deviati,il vaticano,berlusconi,tutte forze oscure secondo loro che tramano nell’ombra e responsabili di ogni nefandezza in italia e nel mondo.Del resto la posizione del complottista e’ da sempre ideologicamente vantaggiosa e comoda:lui dice il complotto c’e’ stato,non ne ho le prove perche’ i complottisti le hanno occultate.A questa stregua puo’ esserci complotto dietro qualunque situazione,tanto non lo si puo’ dimostrare per l’abilita’ di queste forze occulte che si muovono nell’ombra di nascondere ogni traccia.Invece come scriveva il sommo machiavelli,ancora attuale,le congiure e i complotti prima o poi vengono a galla con diretta correlazione alla loro grandezza,piu’ persone coinvolgono e piu’ vengono a galla,dato che le persone che fanno complotti e congiure sono per loro natura doppiogiochiste e viscide,prima o poi qualcuno parla e la verita’ salta fuori.Invece su questa mostruosa macchinazione dell’11 settembre finora nessuno si e’ fatto avanti,se non i soliti complottisti antisionisti con le loro tesi allucinanti non suffragate da alcun fatto.Tra un po’ mi aspetto che dicano che dietro l’11 settembre c’e’ berlusconi che ansioso di mandare truppe in afganistan e iraq ha dato un pretesto al suo amico bush per scatenare le due guerre.Meno male che all’epoca di pearl harbour berlusca era bambino altrimenti lo avrebbero accusato di aver organizzato tutto insieme all’immancabile licio gelli che con la sua azienda di materassi ha finanziato le forze della reazione di tutto il mondo.Mentre,fatto curioso,lunione sovietica e i suoi ex satelliti non hanno mai organizzato alcun complotto.In italia si sa abbiamo i pacifisti a senso unico e i complottisti a senso unico.

  • Melkitzedeq

    Posso capire che uno andando di fretta non colga la sottile ironia dell’articolo ma mi sembra abbastanza evidente come Mattogno, che sull’11/9 ovviamente non crede alla teoria ufficiale, intende mettere in evidenza il parallelismo tra questo e l’olocausto, in quanto entrambi gli eventi rappresentano due tappe fondamentali per l’instaurazione del dominio occidentale sul mondo. Quindi su entrambi gli eventi agisca una forma di “inquisizione” contro i “complottisti/negazionisti” che mettono in dubbio la verita’ ufficiale.

  • Melkitzedeq

    Ma che cosa c’entra Mattogno, che e’ uno studioso apolitico, con il neofascismo?

    Posso capire che un neonazista con la svastica tatuata che si metta a parlare di revisionismo olocaustico non abbia credibilita’ ma se ci mettiamo ad accusare di neonazismo, stragismo ecc. anche gli studiosi seri allora che vi devo dire? Tenetevi il sionismo per 1000 anni.

  • Melkitzedeq

    L’articolo e’ ottimo e mette in luce come entrambi gli eventi (11/9 e olocausto) sono collegati da una sottile linea rossa. Entrambi infatti rappresentano due pilastri del dominio occidentale sul mondo. Entrambi quindi sono eretti a dogmi intoccabili pena la “scomunica” dalla societa’ civile e nel caso dell’olocausto il carcere.

    L’articolo poi tende a sottolineare come molti tra i “complottisti” fanno le pulci ad ogni minimo dettaglio riguardante i fatti dell’11/9, usando quindi la giusta ottica scientifica, mentre quando il discorso cade sui fatti di 70 anni fa cala il tabu’ ed il complottista di cui sopra si dimentica del metodo scientifico per comportarsi come una pecora nel branco. Questo e’ il caso di Franco Cardini, recentemente definitosi “amico di israele”…

  • nessuno

    I complottisti italiani hanno fior di sentenze che attestano l’esistenza di un piano del materassaio per “riformare l’Italia” e gli atti criminali posti in essere perchè fosse attuato.
    A questo piano hanno contribuito la cia, i servizi segreti deviati , il vaticano , dei gruppi fascisti notoriamente attivi come bombaroli le fantomatiche br komuniste e dulcis in fundo il piduista berlosco che attua il piano del materassaio con il supporto dei nazileghisti.
    Niente di nuovo sotto il sole l’Italia è stata ed è una colonia americana che deve ubbidir tacendo agli ordini dei suoi padroni pena stragi attentati terroristici e quant’altro.
    Dietro l’11 settembre c’è sicuramente bush e la sua cricca che erano ansiosissimi di attaccare l’Afghanistan e costruire quel prezioso oleodotto berlosco semmai è servito solo quale servo sciocco qual’è.

  • virgo_sine_macula

    Tanto sciocco che e’ uno degli uomini piu’ ricchi al mondo,il presidente piu’ titolato di sempre nella storia del calcio mondiale,presidente del consiglio del governo piu’ longevo della repubblica,presidente e titolare di una delle piu’ importanti e redditizie aziende italiane che macina miliardi di profitti senza ricorrere a cassa integrazione.Domanda,se questo e’ uno sciocco,come definire Bertinotti,Veltroni o il valdese Ferrero?Nullita’?Due di picche?Pulviscolo molecolare?Zeri?

  • virgo_sine_macula

    A proposito non si parla mai dell’unico vero complotto mai avvenuto in italia,quello per mandare in b la juve per rendere piu’ incerto il campionato di a.Ci avete fatto caso che ad avvantaggiarsene sono state una squadra con tifoseria di destra(l’inter)e una con un presidente ex piduista(il milan).Che ci sia lo zampino di gelli anche qui?

  • TVeye

    cosa ti fa agitare? che nessuno tra giornali e media non abbiano mai affrontato il problema dei video manipolati? e perchè avrebbero dovuto farlo?mi chiedi a me dove è finito il boeing del pentagono? forse ti dovresti chiedere dove sono finite le scatole nere dei 4 aerei ,hai mai visto cascare un grattacelo da se ,il WT7 lo ha fatto ? cosa vorrebbe dire questa frase?

    http://www.wikio.it/article/88885160

  • nessuno

    E classico dei morti di fame osannare i ricchi nella speranza che cada qualche briciola….
    Il cavigliere mascherato e riuscito a farsi prendere per i fondelli da uno come bush il che è tutto dire.
    La somma delle castronerie che è uscita dalla sua bocca ha fatto il giro del mondo diventando il target preferito della satira straniera in quanto alla presidenza del milan sinceramente non me ne può fregare di meno.
    Figlio di un oscuro ragioniere di una banca già nota per riciclaggio ed esportazione illegale di valuta , tramite il padre ha avuto modo di conoscere il meglio della delinquenza finanziaria italiana e svizzera.Il contrabbando di sigarette stava finendo e da entrambe le parti (Svizzera- Italia) i finanziatori del contrabbando cercavano nuovi sbocchi per i loro capitali.
    Il baldo cavigliere ha messo la pelle al sole e si è lanciato nella edilnord e nessuno ha mai capito(o voluto capire ) dove trovasse i soldi per fare andare avanti i cantieri.E il periodo che le sue società passano di mano: una casalinga,un paralitico ecc.
    Poi il colpo di fortuna in assoluto tramite il noto pregiudicato mafioso marcello dell’utri viene in contatto con Stefano Bontate capomafia al culmine della carriera e da questi riceve dei miliardi da investire a nome e per conto della mafia,
    di questo avvenimento si è occupato anche il giudice Borsellino.Il colpo dio fortuna sta nell’ammazzamento di Bontate e di quanti sapevano del fatto cosi il nostro cavigliere ha estinto un debito.E tanto imprenditore non è visto che prima di entrare in politica i suoi debiti erano di oltre 400 miliardi, le sue società erano in perdita e la guardia di finanza incominciava a fargli le pulci E potrei continuare fino ai giorni nostri ma penso che basti.
    Una carriera criminale più che imprenditoriale.
    C’è chi non la conosce e chi la conosce ma fa finta di niente per interesse.
    C’è chi lo osanna perchè al pari suo disconosce valori come ONESTA & LEGALITA.
    Un inciso molte di queste notizie si possono ritrovare negli scritti di Max Ferrari esagitato animatore di telepadania, cronista della prima ora poi cacciato a pedate nel sedere dai nazileghisti.

  • Marlowe

    io accuso solo il regista di nazirock di avere fatto recensire un libro di mattogno a un ragazzino che ne sapeva zero, intervenuto a una manifestazione di forza nuova.

  • Cataldo

    Ho riletto l’articolo e mi sembra ancora più evanescente, la qualità del tuo commento denota almeno più adeguatezza tra linguaggio e contenuti, ma è OT, non aggiunge nulla alla discussione .

  • Melkitzedeq

    Ah scusa, avevo capito male.

  • pietro200

    e tu continua a leccargli il culo se vuoi, ma non andarlo ad idolatrare in giro perche’ fai schifo.

  • pietro200

    parla di cio’ che piu’ ti piace, ma prima di parlare dell’11-09 vedi di documentarti un po, dopo fai un corso accelerato di fisica elementare e allora potresti iniziare a dire la tua.
    vaffanculo tu e tutti i tuoi sionisti di merda. vuoi capirlo? la gente sta affilando i forconi e tu ancora lecchi le palle alle merde.

  • eresiarca

    E, detto questo, il “problema” non è nemmeno FN. Perché credere che quello sia il “più schifoso” dei partiti significa aver introiettato la “lezione” secondo cui un PD o una AN sarebbero “più rispettabili”…
    Se FN e le formazioni simili sono da criticare, lo sono perché sono una truffa e ingannano un po’ di ragazzotti le cui energie sarebbero più proficuamente da incanalare per la soluzione dei reali problemi che affliggono questo nostro disgraziato Paese…

  • eresiarca

    C’è di più. Molti di questi ‘revisionisti dell’11/9’ sono contro i neocon, ma per un’America “migliore”… Prima di parlare dell’America come di un modello perverso di “civiltà” e come del nostro occupante ci pensano su 1.000 volte…

  • virgo_sine_macula

    E se le volessi trovare in altre fonti che non siano quelle di Max Ferrari che da militante leghista conosco bene?

  • virgo_sine_macula

    Non lo idolatro e ti diro’ di piu’ non mi piace affatto come persona ma se devo proprio scegliere tra lui e una nullita’ come prodi o bertinotti scelgo sempre lui.Dire che Berlusconi e’ sciocco o una nullita’ non corrisponde a verita’,magari si puo’ dire che e’ corrotto o mafioso,ma non uno sciocco.

  • virgo_sine_macula

    Certo la gente,come a guidonia,sta affilando i forconi per cacciare questa immondizia umana staniera e col voto spazza via i comunisti dal parlamento.Da leghista non amo certo israele ma,com l’autore dell’articolo,ritengo le ipotesi complottiste ridicole,quanto alla fisica gia’ parecchi esperti hanno avvallato la verita’ ufficiale,scusami se credo piu’ a loro che a te.

  • afragola

    vergine tu ci godi a essere mandata a prenderlo en el tresero .brutta pantegana della padania ..smettila di citare a spoposito cose che non sai …..la vera immondizia umana sei tu, il nanonzo e quella banda di tossicodipendenti che scorazzano per il nord italia
    dilla tutta che ti piacerebbe essere montata da un bel negrone cazzuto ..visto che gli spastici della tua zona sono muniti di strumenti inesistenti ..e prima di fare la cassandra decretando la morte dei comunisti ..informati ….non aprire la bocca a vanvera, tu sei il prototipo del vuto assoluto l..sei una nullita’ …datti foco …..tu e quell’ decerebrato di borghezzio
    ….jajajajaj censuratemi pure me nefotto della censura …l’importante e prendere a calci sta stupida vergine che talmente presa dalla sua foga cagatoria non sa che dire e spara cazzate a gogo’

  • Melkitzedeq

    Ben detto.

    Comunque non sottovaluterei il discorso sulle analogie tra i due fenomeni, perche’ se ci si pensa sono piu’ di quelle che sembrano a prima vista, ripeto sono esattamente due “tappe” o meglio pretesti per l’instaurazione dell’attuale dominio americansionista sul mondo.

  • portoBF

    Voglio solo rispondere a quel genio incompreso di virgosinemacula. Vuoi fare lo spiritoso? L’originale? Quello contro tutti? Sei solo un poveraccio. Leggi le imprese del tuo eroe, demente. Perchè anche se non lo vuoi far vedere, è Berlusconi il tuo politico ideale.

    >

    BERLUSCONI E I SUOI MISTERI
    La vita e la carriera dell’imprenditore Silvio Berlusconi, nonostante le biografie autorizzate che il protagonista ha fatto pubblicare o propiziato nel corso degli anni con fini auto-agiografici, rimane costellata di buchi neri e di domande senza risposta. Piccolo riepilogo degli omissis più inquietanti.

    1) La Edilnord Sas è la società fondata nel 1963 da Silvio Berlusconi per costruire Milano 2. Soci accomandatari (quelli che vi operano), oltre al futuro Cavaliere, sono il commercialista Edoardo Piccitto e i costruttori Pietro Canali, Enrico Botta e Giovanni Botta. Soci accomandanti (quelli che finanziano l’operazione) il banchiere Carlo Rasini, titolare dell’omonima banca con sede in via dei Mercanti a Milano, e l’avvocato d’affari Renzo Rezzonico, legale rappresentante di una finanziaria di Lugano: la “Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag”, di cui nessuno conoscerà mai i reali proprietari. Si tratta comunque di gente molto ottimista, se ha affidato enormi capitali a Berlusconi, cioè a un giovanotto di 27 anni che, fino a quel momento, non ha dato alcuna prova imprenditoriale degna di nota.

    2) Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: “In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti”. Cioè la Rasini, dove – ripetiamo – Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.

    3) Il 29 ottobre 1968 nasce la Edilnord Centri Residenziali Sas (una sorta di Edilnord 2): stavolta, al posto di Berlusconi, come socio accomandatario c’è sua cugina Lidia Borsani, 31 anni. E i capitali li fornisce un’altra misteriosa finanziaria luganese, la “Aktiengesellschaft für Immobilienanlagen in Residenzentren Ag” (Aktien), fondata da misteriosi soci appena 10 giorni prima della nascita di Edilnord 2. Berlusconi da questo momento sparisce nel nulla, coperto da una selva di sigle e prestanome. Riemergerà solo nel 1975 per presiedere la Italcantieri, e nel 1979, come presidente della Fininvest. Intanto nascono decine di società intestate a parenti e figuranti, controllate da società di cui si ignorano i veri titolari. Come ha ricostruito Giuseppe Fiori nel libro “Il venditore” (Garzanti, 1994, Milano), Italcantieri nasce nel 1973, costituita da due fiduciarie ticinesi: “Cofigen Sa” di Lugano (legata al finanziere Tito Tettamanzi, vicino alla massoneria e all’Opus Dei) e “Eti A.G.Holding” di Chiasso (amministrata da un finanziere di estrema destra, Ercole Doninelli, proprietario di un’altra società, la Fi.Mo, più volte 7 inquisita per riciclaggio, addirittura con i narcos colombiani).

    4) Nel 1974 nasce la “Immobiliare San Martino”, amministrata da Marcello Dell’Utri e capitalizzata da due fiduciarie del parabancario Bnl: la Servizio Italia (diretta dal piduista Gianfranco Graziadei) e la Saf (Società Azionaria Finanziaria, rappresentata da un prestanome cecoslovacco, Frederick Pollack, nato nientemeno che nel 1887). A vario titolo e con vari sistemi e prestanome, “figlieranno” una miriade di società legate a Berlusconi e ai suoi cari: a cominciare dalle 34 “Holding Italiana” che controllano il gruppo Fininvest. Secondo il dirigente della Banca d’Italia Francesco Giuffrida e il sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro, consulenti tecnici della Procura di Palermo al processo contro Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, queste finanziarie hanno ricevuto fra il 1978 e il 1985 almeno 113 miliardi (pari a 502 miliardi di lire e 250 milioni di euro di oggi), in parte addirittura in contanti e in assegni “mascherati”, dei quali tuttoggi “si ignora la provenienza”. La Procura di Palermo sostiene che sono i capitali mafiosi “investiti” nel Biscione dalle cosche legate al boss Stefano Bontate. La difesa afferma che si tratta di autofinanziamenti, anche se non spiega da dove provenga tutta quella liquidità. Lo stesso consulente tecnico di Berlusconi, il professor Paolo Jovenitti, ammette l'”anomalia” e l’incomprensibilità di alcune operazioni dell’epoca.

    5) Nel 1973 Silvio Berlusconi acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San Martino ad Arcore, con quadri d’autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un pro-tutore, l’avvocato Cesare Previti, che è pure un amico di Berlusconi, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e dirigente di una società del gruppo (la Immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi e connessi viene pagata circa 500 milioni dell’epoca: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in denaro frusciante, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borse, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettate di carta. A quel punto, Previti e Berlusconi offrono di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito. Una sentenza del Tribunale di Roma, nel 2000, ha assolto gli autori del libro “Gli affari del presidente”, che raccontava l’imbarazzante transazione.

    6) Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell’Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell’Utri l’ha promosso “amministratore della villa”) il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d’Angerio principe di Sant’Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell’Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all’ergastolo per omicidio e mafia.

    7) Il 26 gennaio 1978 Silvio Berlusconi si affilia alla loggia Propaganda 2 (P2), presentato al gran maestro venerabile Licio Gelli dall’amico giornalista Roberto Gervaso. Paga regolare quota di iscrizione (100 mila lire) e viene registrato con la tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625. La partecipazione al pio sodalizio gli procaccerà vantaggi di ogni genere: dai finanziamenti della “Servizio Italia” di Graziadei ai crediti facili e ingiustificati del Monte dei Paschi di Siena (di cui è provveditore il piduista Giovanni Cresti) alla collaborazione con il “Corriere della Sera” diretto dal piduista Franco Di Bella e controllato dalla Rizzoli dei piduisti Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din e Umberto Ortolani.

    8) Il 24 ottobre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza nella sede dell’Edilnord Cantieri Residenziali. Si spaccia per un “un semplice consulente esterno” addetto “alla progettazione di Milano 2”. In realtà è il proprietario unico della società, intestata a Umberto Previti. Ma i militari abboccano e chiudono in tutta fretta l’ispezione, sebbene abbiano riscontrato più di un’anomalia nei rapporti con i misteriosi soci svizzeri. Faranno carriera tutti e tre. Si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo e Alberto Corrado. Berruti, il capopattuglia, lascerà le Fiamme Gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare per la Fininvest come avvocato d’affari (società estere, contratti dei calciatori del Milan, e così via). Arrestato nel 1985 nello scandalo Icomec (e poi assolto), tornerà in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell’inchiesta sulle mazzette alla Guardia di Finanza, poi verrà eletto deputato per Forza Italia e condannato in primo e secondo grado a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento. Gallo risulterà iscritto alla loggia P2.

    9) Il 30 maggio 1983 la Guardia di Finanza di Milano, che sta controllando i telefoni di Berlusconi nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, redige un rapporto investigativo in cui si legge: “E’ stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane (Lombardia e Lazio). Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni in Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo aventi sede a Vaduz e comunque all’estero. Operativamente le società in questione avrebbero conferito ampio mandato ai professionisti della zona”. Per otto anni l’indagine, seguita inizialmente dal pm Giorgio Della Lucia (poi passato all’Ufficio istruzione, da anni imputato per corruzione in atti giudiziari insieme al finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex datore di lavoro ed ex socio di Marcello Dell’Utri) langue, praticamente dimenticata. Alla fine, nel 1991, il gip milanese Anna Cappelli archivierà tutto.

    10) Il terzo, seccante incontro ravvicinato fra il Cavaliere e la Legge risale al 16 ottobre 1984. Tre pretori, di Torino, Roma e Pescara, hanno la pretesa di applicare le norme che regolano l’emittenza televisiva e che il Cavaliere ha deciso di aggirare, trasmettendo in contemporanea gli stessi programmi su tutto il territorio nazionale. I tre magistrati fanno presente che è vietato, 9 non si può e bloccano le attrezzature che consentono l’operazione fuorilegge. Il Cavaliere oscura le sue tv, per attribuire il black out ai giudici, poi scatena il popolo dei teledipendenti con lo slogan “Vietato vietare”, opportunamente rilanciato dallo show del giornalista piduista Maurizio Costanzo. Lo slogan viene subito tradotto in legge dal presidente del Consiglio Bettino Craxi. Il quale abbandona una visita di Stato a Londra per precipitarsi in Italia e varare un decreto legge ad personam (“decreto Berlusconi”) che riaccende immediatamente le tv illegali del suo compare. Lo scandalo è talmente enorme che, persino nel pentapartito, qualcuno non ci sta. E il decreto viene bocciato dall’aula come incostituzionale. Due dei tre pretori reiterano il sequestro penale delle attrezzature utilizzabili oltre l’ambito locale. Così Craxi partorisce un secondo decreto Berlusconi, agitando davanti ai riottosi partiti alleati lo spauracchio della crisi di governo e delle elezioni anticipate, in caso di mancata conversione in legge. Provvederà poi lo stesso Caf a legalizzare il monopolio illegale Fininvest sulla televisione commerciale con la legge Mammì, detta anche “legge-Polaroid” per l’alta fedeltà con cui fotografa lo status quo.

    Ora voglio vedere chi ha il coraggio di dirmi che le accuse a Berlusconi sono infondate,che sia l’unico capace di governare,che la sua politica è coerente e mantiene le promesse. Con quale coraggio credete in lui che rovina l’italia per i suoi interessi, per non andare in galera e per fatturare denaro. Non può governare!!!!!!!!!!!!!!!!! perchè ha il monopolio dell’informazione !!! . é una dittatura virtuale trasparente ma tremenda….Non credo che il governo Prodi sia stato così pericoloso!!!!

    Riportiamo integralmente, grazie al quotidiano “La Stampa”, l’intervista di Enzo Biagi ad Indro Montanelli che ha suscitato l’ennesimo vespaio di polemiche

    del 28/03/2001

    Ecco l’intervista integrale. Prima parte

    Biagi: Questa delle minacce di morte per te è quasi una cara consuetudine?
    Montanelli: Ma veramente non è una consuetudine, ma non vorrei che si esagerasse su questa minaccia. Ho ricevuto delle telefonate non tanto minatorie, quanto di sfogo, di insulti: le minacce erano sottintese, quindi non mi fanno nessunissimo effetto.
    Biagi: È convinzione abbastanza diffusa che a Maggio la vittoria toccherà a Berlusconi e ai suoi alleati.
    Montanelli: È una convinzione che io condivido in pieno. Io son convinto che il Polo vince: come vincerà, è un po’ più da discutere.
    Biagi: E se il Cavaliere vince come si regolerà? Previti ha detto: «Non faremo prigionieri».
    Montanelli: Credo che Berlusconi si disferebbe volentieri di Previti se potesse, ma evidentemente non può perché ogni volta che Previti apre bocca Berlusconi perde qualche voto.
    Biagi: A mio parere se il leader del centro destra arriva alla ribalta sarà duro toglierlo di scena.
    Montanelli: Questo non lo so, credo invece che sarà più facile. Perché l’uomo con le promesse sappiamo benissimo quale forza trascinante possieda. Si tratta di mantenerle. Si può tingere le proprie sconfitte dei colori più vivaci, più seducenti, più belli, ma le sconfitte vengono fuori e lui va incontro a delle grosse sconfitte, secondo me.
    Biagi: In caso di vittoria del leader del Polo, mi è venuta l’idea di una possibile dittatura morbida che non ha le quadrate legioni, ma i quadrati bilanci.
    Montanelli: Tu hai detto esattamente, hai previsto quello che succederà. Son convinto che governerà senza quadrate legioni, con molta corruzione.
    Biagi: Ti accusano di una certa doppiezza nei confronti di Berlusconi. C’è un prima e un dopo?
    Montanelli: Nei confronti miei e del giornale fu un editore eccellente, che non mise mai il becco dentro alla conduzione, che rimase fedele alla formula che io avevo escogitato. Tu sei il proprietario, io sono il padrone almeno fino a che rimango qui a fare il direttore, e d’improvviso quando mi dichiara che entra in politica va nella redazione a mia insaputa e dice: qui bisogna cambiare tutto, perché adesso il giornale deve mettersi al suo servizio. Non dica di no perché io ho le testimonianze di quasi tutti i redattori del giornale. Quindi diventa un uomo diverso, io non potevo trattare il mio editore allo stesso modo in cui poi ho dovuto trattare il mio padrone, perché lui voleva diventare il mio padrone, e io veramente la vocazione del servitore non ce l’ho

    Leggete il seguito dell’intervista con le frasi censurate e non andate in onda…

    Ecco l’intervista integrale. Parte seconda

    Biagi: L’avresti mai immaginato che ti avrebbero accusato di essere di sinistra?
    Montanelli: Questo veramente è il coronamento della mia vita, e quindi lo accetto con una certa allegria. Mi doveva succedere anche questo, e mi è successo.
    Biagi: Tu dici che sei di destra, precisiamo, quella di Prezzolini o quella di Fini?
    Montanelli: Quella di Prezzolini. Sebbene, intendiamoci, quella di Fini io la posso accettare. Io non lo conosco, non l’ho mai incontrato. Ma a me sembra una persona abbastanza ragionevole, abbastanza moderata. Certo lui ha un padrone. Berlusconi è il suo padrone e quindi poveretto non lo invidio proprio.
    Biagi: Hai detto che voterai per il centro sinistra, perché?
    Montanelli: Per quello che ti ho detto prima: questo centro sinistra è pieno di magagne e io l’ho scritto e non perdo occasione di scriverlo, è un’armata Brancaleone, si decompone ad ogni svolta di strada, è balbuziente come me: quindi per carità è pieno di difetti, però non fa paura, mentre questa destra mi fa paura.
    Biagi: Che ne dici della Lega che si presenta insieme a Forza Italia, dopo tutto quello che Bossi ha detto del Cavaliere?
    Montanelli: Sono evidentemente due compari: fra compari questo è giusto che succeda, non fra amici.
    Biagi: Tentiamo un «ritrattino» dei due contendenti, Berlusconi chi è?
    Montanelli: Berlusconi chi è, ormai credo che l’abbiano capito tutti, meno naturalmente quelli che non vogliono capire: ma insomma è il più grande piazzista che ci sia non in Italia, ma nel mondo. Certamente è un uomo che ha risorse inimmaginabili, che ha della verità un concetto del tutto personale, per cui la verità è quello che dice lui. E a questa sicumera forse a furia di dire le bugie ci crede, forse diventa un bugiardo in buona fede perché questo lo faceva anche prima. Questo è Berlusconi.
    Biagi: E Rutelli?
    Montanelli: Mi sembra che dica delle cose sensate; è giovane, probabilmente la politica però l’ha fatta come sindaco di Roma e l’ha fatta bene. So che fare il capo del governo è tutt’altra cosa. Però l’uomo mi dà una certa garanzia di equilibrio. Purtroppo dovrà fare esperienza e naturalmente l’esperienza si paga con degli errori, è sempre così. Sarà così anche per lui, però non mi allarma. Io la sera a letto non mi metto a pensare a che cosa farà Rutelli, perché non mi farà nulla. Mentre cosa farà Berlusconi, mi inquieta un po’.
    Biagi: Che cosa c’è da sperare per il futuro? Cosa auguri al nostro Paese?
    Montanelli: Al nostro Paese io auguro di rinsavire, di trovare finalmente un po’ di maturità, perché tutto questo dipende dal fatto che noi non abbiamo una coscienza civile, non ce la siamo formata: noi siamo un coacervo, non siamo né un popolo, né una nazione, perché se fossimo una cosa e l’altra le cose le vedremmo in maniera diversa. Invece non lo siamo, so anche per colpa di chi, ma questo è un discorso che bisogna fare in un’altra sede.
    Biagi: Cosa ti auguri allora?
    Montanelli: Mi auguro, adesso naturalmente scandalizzerò tutti, la vittoria di Berlusconi, perché Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. Per guarire di Berlusconi ci vuole una bella iniezione di vaccino di Berlusconi. Bisogna vederlo al potere e io credo che il ribaltone fu la più grossa sciocchezza che abbia fatto l’Italia.

    Ora che ve lo dice pure Montanelli ci credete ?

  • nessuno


    La massima di Comedonchisciotte é:

    Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo


    Quindi bisogna aspettarsi che ci sia chi scrive di tutto e di più come nel caso di specie, d’altronde anche loro sono persone, hanno diritto di esistere ed esprimersi nel modo che conoscono e dagli insegnamenti ricevuti.
    A noi che li leggiamo servono a confermare il ribrezzo che si prova verso certi movimenti e certi modi di pensare, quindi sono utili per ricordarci che esistono queste persone e che con il loro modo di essere cercano di stravolgere lo stato democratico facendo prevalere l’ignoranza e l’arroganza alla conoscenza e al dialogo.

  • nessuno

    Mi pare che Ferrari con la nazilega abbia chiuso da tempo.Lo conoscerai “de relato” perchè a quel che dice in giro ha un sommo disprezzo per voi nazileghisti che definisce dei leccaculo,servi agli ordini di bossi e quella accolita di delinquenti che sono i capetti della nazilega.
    Also di fonti se ne vuoi ce ne sono a josa ma non credo che ti possano interessare e dove vorresti andare a parare ormai ci vuole poco a capire che squallido personaggio sei.
    Vai a in chat a fingerti donna per soddisfare i tuoi desideri repressi.
    E se vieni qua puoi postare le baggianate che vuoi ma aspettati risposte ben peggiori della mia.
    Il tuo posto naturale è una sede della nazilega fra lobotomizzati ve la intendete.
    Sei un diverso della peggior specie.

  • virgo_sine_macula

    Io non censuro nessuno sei libero di scrivere cio’ che vuoi ma per favore
    non pretendere che tutti la pensino alla tua maniera,ammesso che nel tuo caso si possa parlare di pensiero