RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 12 Seconda Parte

Bella la storia della rivolta egiziana, eh? La democrazia che nasce in un Paese. Un popolo che riprende in mano il suo destino. Ci può essere qualcosa di negativo in questo? Possiamo non sorridere compiaciuti per una volta?... Sì che possiamo, e anzi, dovremmo preoccuparci, pulitevi quel sorriso dalla faccia. Perché il mondo non è quello che vediamo, il mondo è quello che il Vero Potere non ci fa mai vedere. Infatti mentre il Cairo sperava, e proprio a causa di quella speranza, milioni di altri poveracci prendevano una sberla colossale, in termini di sussistenza, lavoro, reddito. Un egiziano lotta per vivere meglio, e un pakistano ‘a causa sua’ perde il lavoro e va alla disperazione. Questo è il mondo vero, care ‘belle anime’, il mondo dove in una decina di stanze occidentali un centinaio di uomini guarda alla Tv la rivolta a Tahrir Square e le esitazioni di Hosni Mubarak, come voi, solo che questi uomini poi alzano la cornetta del telefono a danno ordini secchi, e così decime di miliardi di dollari spariscono in poche ore dai mercati cosiddetti emergenti, quelli che hanno bisogno di quel denaro come i tuoi polmoni del prossimo respiro.In un Paese come il Bangladesh si tratta di decine di finanziarie che volano via, assieme al lavoro di qualche decina di migliaia di persone, che hanno famiglia come te, che ieri hanno messo a letto la bimba come hai fatto tu, ma che domani che faranno? Ciò accade perché, come ho mille volte scritto, il mondo vero è governato dal Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori, e la loro sentenza passata in giudicato il 4 febbraio è stata questa: “C’è un paradosso nei mercati… il successo delle proteste al Cairo potrebbe rendere il resto della regione caotico, se ispira i popoli di altri regimi… ci sono segni di stress nel sistema, perché la protesta egiziana sta incoraggiando i manifestanti in Yemen, Algeria, Bahrain e Iran”… l’atmosfera sarà anche elettrizzata in Egitto, ma l’umore è decisamente più grigio nella stanze di business in Europa e America” (Financial Times).

Che significa? Significa che gli investitori, coloro cioè che decidono se il tuo Paese avrà i fondi per vivere o no, hanno pensato che era meglio levare di corsa il loro denaro dalle nazioni emergenti, soprattutto quelle con regimi autoritari, perché a rischio di contagio della rivolta araba, e quindi a rischio di instabilità per chi fa business. Hanno preso il colossale malloppo e lo hanno piazzato nei porti sicuri come i titoli di Stato USA, lo Yen giapponese o le materie prime. Questa è miseria che piomba di colpo nella casa di milioni di Bashir o Nawaz, di Ngoro o di Muanna, coi loro figli, i loro debiti, le loro malattie, le loro speranze. Vuoi ancora sorridere? E c’è di peggio. Perché gli stessi investitori, come detto sopra, getteranno i denari sottratti al Bangladesh o all’Indonesia in porti sicuri come le materie prime, cioè grano o mais, e i prezzi di quelle preziose materie schizzerà alle stelle per la solita questione della domanda e offerta. E poco importa se qui da noi la Barilla si gratterà il capo per non aumentare i bucatini di 5 centesimi, il dramma è che in ¾ del mondo quelle variazioni significano letteralmente la fame per orde di esseri umani che contano sulla farina o sul mais per arrivare al giorno dopo. Ecco cosa possono fare i commodities traders, sapevi che esistevano? I nomi? Che so… Bunge, Archer Daniels Midland, ADM, Gavilon, li conoscevi? Spegni la Tv o Facebook, con le belle news dal Cairo. Al massimo un sorrisetto per i fratelli egiziani, poi mettiti a pensare col magone, perché il mondo vero è un’altra cosa.

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella gente lì”, vero?

In tema di occupazione Michele Santoro cosa fa? Sempre la stessa cosa, prende i soliti lavoratori alla disperazione e li mette davanti a una telecamera dove all’altro capo c’è un politico italiano, spesso oggi Tremonti, che deve spiegare le cause delle loro miserie. Cioè, la grande informazione, anche quella fintamente di sinistra, non fa altro che dirci che i problemi di chi soffre nello stipendio stanno a Roma, magari proprio nel politico ‘odioso designato’ del momento. Mai e poi mai diranno la verità, spesso per malafede, ma di fatto non gliela dicono a quei lavoratori.

Gli hanno per caso mai detto che in molti casi è lo Sweating the Assets da parte degli Equity Funds che ha fottuto il posto di lavoro degli operai di quell’azienda di Sassari, o di Como, o Bologna? Gli dicono mai che sono le politiche macroeconomiche del Fondo Monetario Internazionale ad aver prosciugato la Aggregate Demand nel mondo, che ha ridotto drasticamente anche la richiesta di merci italiane da parte di decine di Paesi emergenti del mondo?

Sweating the Assets: gli speculatori degli Equity Funds individuano un’azienda italiana appetibile, cioè che genera buoni profitti a fronte di un indebitamento limitato. La comprano con un take over azionario, e poi emettono titoli nel nome di quell’azienda che promettono interessi alti a chi li compra. Con i soldi dei compratori pagano i loro debiti per l’acquisto dell’azienda, poi la spremono come un limone vendendo tutto ciò che possiede e che abbia un valore (s’intascano i profitti), tagliano i salari, licenziano una quota di lavoratori con la scusa della crisi economica, e alla fine lasciano uno scheletro di azienda in rovina che fa bancarotta o viene venduta dai filibustieri dell’Equity Fund per pochi soldi (che di nuovo incassano). Gli acquirenti dei titoli rimangono fregati, e i dipendenti versano lacrime e sangue. Altro che Tremonti. L’economista Jan Toporowsky sostiene che questa sia una delle principali cause di fallimento aziendale del mondo. Di nuovo: tu e il tuo destino di padre o madre di famiglia, anche qui, da noi.

Cos’è la crisi dell’Aggregate Demand? Dovete capire che noi Paesi ricchi non siamo sempre autosufficienti, cioè non bastiamo a noi stessi per produrre e venderci tutto ciò che ci serve, cioè per mantenere al lavoro il maggior numero di persone possibile. Da almeno 20 anni una fetta sempre maggiore del nostro reddito dipende da quanto comprano da noi diversi Paesi cosiddetti emergenti. Essi ‘emersero’ negli anni ’80 e promettevano bene, anche nella prospettiva dei loro cittadini, non solo per i soliti ricconi. Ma ovviamente il Vero Potere gli è piombato addosso, per mano del Fondo Monetario Internazionale e delle sue regole di gestione economica tutte volte a spremere la gente e a tutelare gli investitori. Una lunga e incredibile storia che non posso trattare qui. Di fatto, testimoniano fior di economisti fra cui il Nobel Joseph Stiglitz o Jeffrey Sachs con a sostegno l’evidenza dei fatti, le regole del FMI hanno devastato quelle economie emergenti portandole in diversi casi al fallimento (le nazioni cosiddette Tigri asiatiche, Messico, e altri). Il fallimento e quelle stesse regole hanno gettato quei Paesi in debiti a spirale che potevano ripagare solo in dollari, che non possedevano a sufficienza. Per un decennio hanno sudato lacrime e sangue per trovare il bigliettoni verdi necessari, a costi umani inenarrabili. Ma hanno imparato la lezione. Infatti oggi quegli stessi Paesi sono diventati avidi accumulatori di dollari nei loro fondi sovrani, che NON vogliono spendere proprio per non ritrovarsi mai più in quelle condizioni terribili. Ma se non li spendono significa che non comprano da noi, quindi cala la domanda di merci e servizi (la Aggregate Demand) italiani, francesi, olandesi ecc. Significa letteralmente, per fare il solito chiaro esempio, che la ditta di maglieria di Carpi che aveva una fetta grossa di fatturato acquistata da Korea del Sud, India, o Taiwan e Singapore, ora non vende più come prima, e licenzia o precarizza a man bassa. In Italia questo fenomeno ha afflitto una quota di commercio estero enorme, e come sempre sei tu o tua moglie a soffrire. Altro che Tremonti, caro Santoro, poveracci quelli che in buona fede si accalcano davanti alle tue telecamere.

Sweating the Assets, Equity Funds, crisi di Aggregate Demand… milioni di posti di lavoro nel mondo succhiati da quelle idrovore.

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

Banane equosolidali, Gruppi di Acquisto Solidali, l’orto biologico, i pacchi di pasta per Mani Tese… certo, come no. Fra il miliardo di persone che fanno la fame ogni giorno e tutti quelli che invece mangiano come maiali sempre, o mangerebbero come maiali sempre, la differenza non è che non ci sia cibo per sfamare tutti, lo si sa; la differenza si chiama appetito, solo questo, e non sto scherzando. Il fatto è che in realtà di cibo per l’appetito dei secondi non ce n’è veramente a sufficienza. Oggi una lunga lista di Paesi, che vanno da quelli del Golfo a India e Cina fino ai ricchi del G8, fatica a trovare sui mercati tutto ciò che consuma a tavola. Forse non lo avete presente, ma dietro ogni nostro boccone a pranzo o cena c’è una guerra immane e dalle conseguenze oscene per accaparrarsi il cibo, resa ancor più ignobile dalla presenza di lei, The Machine. E’ in corso una gara immensa e a colpi di miliardi di euro per conquistare terreni coltivabili a suon di milioni di ettari dove coltivare o allevare ciò che noi consumiamo. A competere sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo ma anche i ricchi dell’Occidente; se per i primi si tratta appunto di trovare sempre più riso o carne, per noi si tratta anche di speculare in finanza su queste nuove produzioni, che promettono talmente bene da garantire già oggi interessi dal 20 al 40% sul capitale investito (metro di misura: un titolo di Stato rende in media, se va bene, un 5%).

Qui l’intersezione fra consumismo e finanza speculativa è anche più oscena e micidiale di ciò che ho descritto ne Il Più Grande Crimine e Aggiornamenti, poiché il Vero Potere infligge a noi disoccupazione, dipendenza e perdita totale di democrazia, ma nel caso della corsa al cibo esso infligge morte fisica e miserie inenarrabili a centinaia di milioni di persone. Perché? Semplice: la combinazione fra l’effettiva grande richiesta di alimenti, la conseguente aspettativa da parte dei mercati che essi si venderanno sempre più, e la montagna di miliardi che per quella precisa ragione vi si investono, ha fatto schizzare il prezzo delle materie prime alimentari alle stelle - la FAO nel 2008 ha stimato un aumento del 52% in pochi mesi – e ciò per chi conta sul mais o sul riso per letteralmente arrivare al giorno dopo, è una condanna a morte. A peggiorare la situazione, sempre nel costo al rialzo di quelle materie, ci sono altre cause, come il fatto che sempre più cereali sono richiesti per sfamare gli animali che noi divoriamo; oppure la produzione del nostro etanolo, che ci dovrebbe alleggerire la dipendenza dal petrolio, ma che risucchia dalle bocche degli affamati altrettanto mais con cui lo si produce; e infine la considerazione che per produrre il cibo occorre come sempre una mare di petrolio, che oggi costa tantissimo e così aumentano i prezzi degli alimenti. Mi soffermo brevemente su questi due ultimi punti: la situazione dell’uso di mais per l’etanolo è divenuta così grave per i poveri del mondo che addirittura ha mosso le proteste del numero uno del colosso alimentare Nestlè, Peter Brabeck-Letmathe, in occasione di un discorso fatto al Council on Foreign Relations a metà marzo. Brabeck-Letmathe, che non è certo un benefattore, ha però ricordato una cosa estremamente importante e destabilizzante per le ‘belle anime’ di sinistra: è la nostra esigenza di ridurre l’inquinamento ambientale che ci ha portato verso l’etanolo, e chi paga il prezzo delle nostre politiche verdi sono però i soliti disgraziati ‘negri’ del Sud, che appunto fanno la fame. E sul secondo argomento, l’uso del petrolio per il nostro cibo, cito alcuni dati essenziali: per produrre ogni singola caloria di cibo (soprattutto grano) occorrono in media da una a dieci calorie di combustibili fossili. I cereali per arrivare sulla nostra tavola richiedono 4 calorie fossili per ogni caloria che ci danno. La carne di manzo ne richiede 35 di calorie fossili per darne una a noi, quella di maiale vuole 68 calorie fossili per ogni caloria alimentare che offre. Ogni innocente verdura che vediamo in vendita è all’apice di uno spreco incredibile di idrocarburi. Ad esempio per lavorare e fertilizzare i campi dello Stato americano dello Iowa occorre ogni anno l’energia equivalente a quella di 4.000 bombe termonucleari, energia fornita interamente dal petrolio. Come già detto, il globo consuma ogni anno 15.000 miliardi di watt, quasi tutti prodotti da combustibili fossili, e il 73% di questa energia va in agricoltura, luce domestica e trasporti. Le guerre, le ribellioni in Medioriente, la speculazione degli investitori, sparano alle stelle il prezzo del greggio e così anche quello del cibo: fame e disperazione dei ‘negri’.

Ma noi vogliamo mangiare sempre e che sia tanto. Ok. Eccovi dunque la corsa per il cibo dove stiamo letteralmente comprando intere fette di Paesi poveri da coltivare con tecnologie spaziali, manodopera ovviamente da fame, e profitti da capogiro per gli investitori. Una corsa spietata, immensa, infermabile visto che miliardi di persone poi pretendono quella roba ogni giorno:

Il Bahrain si è gettato a divorar terreno in India, Pakistan, Filippine, Sudan, Egitto, Iraq, con gruppi come il TRAFCO e il MAP, oltre allo stesso governo. La Cina, è ad arraffare terre in Brasile, Cuba, Birmania, Cameroon, Messico, Kazakhstan, Laos, Mozambico, Filippine, Uganda, Tanzania, Zimbabwe, col governo, con il gigante della telefonia ZTE, e Balckstone che è una degli Equity Funds più grandi al mondo. Gli Stati del Golfo sono arrivati in tutta l’Africa (in Somalia soprattutto), in Brasile e in Asia con Agricapital, che è un fondo di investimento islamico da un miliardo di dollari in cash. L’India si è gettata su Argentina, Brasile, Birmania, Paraguay, Uruguay, Indonesia, con la aziende Ruchi Soya, KS Oil e Godrej. Il Giappone compra in Cina, Brasile, Egitto, Sud America, e Sud Est asiatico, attraverso Mitsui, Itochu, Sumitomo, Asahi, quest’ultima già produce in Cina latte che costa il 50% in più del prodotto locale e viene spinto con un marketing aggressivo che sospinge a sua volta gli altri prezzi in alto. Il Kuwait è sbarcato a fare acquisti di campagne in Birmania, Cambogia, Egitto, Marocco, Yemen, Laos, Uganda, Sudan, con la famiglia Al-Sabah al comando che stringe affari con i ceffi del governo di Khartoum. Il Qatar si è fiondato su Pakistan, Tajikistan, Sudan, Turchia, Vietnam, dove possiede un Investment Fund da 900 milioni di dollari, e infine compra risaie a man bassa in Cambogia, dove il governo spera di esportare a fiume il prezioso chicco a 10 milioni di tonnellate all’anno nonostante nelle sue campagne si faccia ancora la fame, vera. L’Arabia Saudita è in Brasile, Etiopia, Filippine, Senegal, Uganda, Ukraina, Indonesia, Kazakhstan, Pakistan, Sudan, Tailandia, con la famiglia reale, con il Al Rabie Group e… coi Bin Laden, certo, che hanno piazzato una scommessa da 4,3 miliardi di dollari su immensi campi di riso in Indonesia. La Korea del Sud cerca terre in Russia, Argentina, Sudan, Cambogia, Laos, Mongolia, Indonesia, e ha persino invitato il criminale presidente Al-Bashir a una piena cooperazione che prevede centinaia di migliaia di ettari dove coltivare grano, da esportare tutto, fino all’ultimo chicco, in Korea, mentre in Sudan lo sappiamo, crepano di denutrizione. Poi ci sono gli Emirati Arabi Uniti, che valgono una menzione perché oltre a essere anch’essi ovunque a comprare, hanno chiesto al Pakistan l’esenzione dalle leggi nazionali che limitano l’esportazione di alimenti, visto che i pakistani sono alla bancarotta proprio a causa delle speculazioni alimentari. E poi ci siamo noi…

Ma noi occidentali, oltre ad acquistare intere regioni come i sopraccitati, siamo specializzati in speculazione sulle produzioni già in corso e su quelle future. La Svezia con Alpcot Agro e Black Earth farming; la Gran Bretagna con Barklays Capital, con Cru Investment Management che promette interessi del 30-40%!, con Dexion Capital, con Knight Frank e il suo Hedge Fund fatto per l’occasione, con Lonrho, con Landkom, con Bidwells, con Schroders che promette il 15% lungo solo 5-10 anni di investimenti, con T4M. La Danimarca con Trigon Agri. L’Olanda con Louis Dreyfus. Gli Stati Uniti, che piazzano nella corsa il colosso delle speculazioni Goldman Sachs, l’altro gigante Morgan Stanley, BalckRock che ha lanciato un Hedge Fund per questo da 200 milioni di dollari, e RAV Agro Pro in partnership con Israele e la Gran Bretagna. Infine la Germania, la cui Deutsche Bank investe 60 milioni di dollari in Cina, ma che fa la parte del leone con una partnership americana da 450 milioni per acquisire terre in Europa. A fare da ombrello a questa corsa dei pirana agricoli c’è l’International Finance Corporation della Banca Mondiale, che “sta lavorando sodo in Ukraina e in altre nazioni per assicurarsi che le terre coltivabili siano vendute agli investitori stranieri attraverso le riforme di mercato, e ha investito nel solo 2008 1,4 miliardi di dollari per l’agribusiness” (GRAIN, 24/10/08). Segue il codazzo degli Hedge Funds e banche come Agri-Vie Fund, Africa Invest, Emergent, Dutch Rabobank, BNP Paribas, o Credit Agricole.

Dovete immaginare che con promesse fatte agli investitori di profitti nell’ordine del 15 o 40% sul capitale investito, si esclude categoricamente qualsiasi significativa condivisione dei guadagni con le popolazioni locali. Nessuno fa miracoli. Inoltre non va dimenticato che essendo lo scopo di tutto ciò l’accaparramento di forniture a catena per i megamarket a prezzi sempre più bassi, e contando che già i prezzi sono alti per le ragioni dette più sopra, le ‘belle anime’ si possono scordare qualsiasi accenno al biologico e all’equosolidale. Si tenga conto poi dell’impatto ambientale di questi milioni di ettari trasformati in serre high tech, e la devastazione delle catene di piccola produzione di cibo a livello locale, quella che sfama milioni di villaggi. Ma The Machine non ne ha ancora a sufficienza.

Essa specula anche sulle forniture fondamentali per l’agricoltura, come le sementi, i fertilizzanti, il grano, e i macchinari. Da una parte i suoi servi nelle organizzazioni sovranazionali, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio che regola quasi tutto con leggi più potenti di quelle nazionali, stanno lavorando duramente per ottenere che le sementi divengano proprietà brevettate, e non più un bene di tutti da piantare gratis (con il bene placido del buon Bill Gates che da una parte fa la sua carità all’Africa e dall’altra lavora all’OMC per difendere i brevetti di cui sopra). Dall’altra si è organizzata in monopoli giganteschi che posseggono in pratica l’esclusiva di quelle forniture essenziali. Cargill, ADM, e Bunge hanno in mano le sementi e hanno incassato l’anno scorso quasi otto miliardi di dollari fra di loro, tutti profitti. Potash Corp. , Mosaic e Yara controllano i fertilizzanti, con 11 miliardi di profitti. Monsanto, Syngenta, Bayer, Dow, e BASF, trattano sementi e pesticidi e hanno intascato 7,5 miliardi. AGCO, John Deere, New Holland fanno i macchinari sono a 4,9 miliardi. Con un potere del genere e quasi monopolio su ciò che vendono, questi colossi possono strizzare i contadini come stracci, e sappiate che lo fanno anche ai ricchi, infatti negli USA le spese di produzione in agricoltura si mangiano il 77% degli incassi lordi. Immaginate in Sudan. Il risultato è, di nuovo, l’aumento dei prezzi dei prodotti, quindi crisi alimentare, rivolte, instabilità politica, e fame fino alla morte.

Tutto questo, ma veramente, sta dietro alla tua spesa alla COOP, o qualsiasi altro punto vendita di cibarie. Inutile fare gli ipocriti o ventilare soluzioni da favola della Befana – i Gruppi di Acquisto Solidali!... forza biologico!... il fotovoltaico!... – i numeri sono quelli elencati, i miliardi di bocche sono quelle che pretendono volumi immensi di cibo, sempre, e a prezzi da tenere bassi, il che nell’attuale sistema dei mercati è proprio una guerra globale. Una macchina mostruosa che macina capitali mostruosi e che ha alle spalle tutti i Paesi ricchi e quasi tutti quelli emergenti, me le ‘belle anime’… “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, con le loro zampette e le loro antennine.

E poi c’è il resto...

Ne ho già parlato in altri articoli. C’è lo strapotere sovranazionale del Trattato di Lisbona in tutta Europa, cioè la morte delle sovranità dei nostri parlamenti; c’è il Neomercantilismo dei mega conglomerati industriali all’arrembaggio che divora redditi e diritti al lavoro; c’è la morsa Neoliberista (giusta disoccupazione, bassi salari, governi minimi) su tutta l’ideologia economica che conta al mondo; c’è la sopraccitata Organizzazione Mondiale del Commercio che detta legge sovranazionale su tutti i commerci, salute pubblica, diritti del lavoro, per miliardi di esseri umani; ci sono i club delle Globocrazia (The Economist) come il World Economic Forum di Davos, la Commissione Trilaterale, il Boao Meeting in Cina o il Council on Foreign Relations, poi il Bilderberg sopra a tutti; c’è l’apparato industriale militare con i suoi mille e cinquecento miliardi di dollari di fatturato, ma che è anche la fonte di gran parte della tecnologia medica moderna, senza la quale anche le ‘belle anime’ vanno al Creatore in caso d’infarto o incidente o gravidanza a rischio ecc. E mi fermo qui, a continuare si rischia l’impietosità.

… Non vi posso mentire sulle vostre chance”, ma sul futuro abbiamo un dovere.

Noi persone di questa epoca storica sappiamo in quale sistema moriremo, si chiama The Machine, il Vero Potere, pace a noi. Ma sul futuro di chi verrà dopo i figli dei nostri figli, abbiamo un dovere, sempre che esista una categoria morale di questo tipo. Dobbiamo iniziare il lavoro di divulgazione ai cittadini di chi sia il Vero Potere e di come lavora proprio sulle nostre vite di ogni giorno. Trasmettere la non speranza di oggi ma aiutare chi ci ascolta a superare il primo sconforto, che è la morte dell’azione futura a causa proprio di questa infantile ostinazione degli attivisti a voler vedere subito il cambiamento. Poi però usare il pensiero per capire come si pongono i primi mattoni di una rivoluzione del futuro, esattamente come fecero gli Illuministi e i pensatori democratici di oltre 2 secoli fa, i quali certo sapevano che sarebbero morti senza che nulla dei loro ideali fosse neppure vicino alla realizzazione. Dobbiamo essere come loro. Sì, dobbiamo pensare, pensare e pensare, e non farci prendere dall’altrettanto infantile desiderio di emozioni e sprecarci in feste di piazza, gruppetti col personaggio Guru, attivismo di tastiera, e isterismi anti Berlusconi. Stare a casa a pensare, esattamente ciò che hanno fatto i cervelli del Vero Potere quando in 70 anni hanno decretato la fine della Storia di due secoli e mezzo, e ci sono riusciti. E smettete di chiedere a quelli come me le soluzioni. Pensatele voi, ciascuno l’ideologo di se stesso, ma pensate con calma, perché The Machine non è Berlusconi o la Camorra, o la Casta, magari lo fosse. The Machine è immensa e immensamente abile. Richiede strategie alla sua altezza, e soprattutto deve essere prima di tutto capita. Avete capito ora? Divulgate, mettetevi a pensare, con lo sguardo generoso di chi regala se stesso per il futuro di chi ancora non è nato.

fine

Commenti (45)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. AlbertoConti 30 marzo 2011

      Non intendo assolutamente metter dito in questa polemica a 2, ma solo appuntare una differenza che vedo nella questione della "colpa de noantri". Il cristianesimo dice che siamo tutti peccatori, che grosse colpe le abbiamo da qualche parte nel nostro vissuto. Credenti o no, non mi risulta che questo punto di vista sia considerato folle o misero. In questa visione dantesca del buon Paolo le colpe vengono invece concentrate in un elite che rappresenta il mostro, esterno a "noantri". Sono il primo a riconoscere che c'è del vero, che siamo governati da dei gran figli di p., ma allo stesso tempo è pur vero che li supportiamo e sopportiamo, non solo perchè sono nascosti, potenti, abili, ecc. ecc. ma anche perchè così "esterni" a noantri forse non sono, rappresentando il lato oscuro dell'animo umano. Mi fan pena quelli che s'illudono di risolvere tutto distruggendo il mostro, perchè alla fin fine combattono più contro se stessi che contro i mulini a vento. Ne abbiamo prove provate in continuazione, basta saperle vedere oltre l'apparenza.

    1. Sirius 30 marzo 2011

      Grande Paolo Barnard! Un uomo che ha un grandissimo coraggio, che non abbassa mai la testa!

    1. Sirius 30 marzo 2011

      Ma è un commento?

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      Andrea Mensa mi chiede di entrare in merito alle dichiarazioni da lui fatte, questo perchè mi trova sempre in opposizione nell'ambito di determinati suoi interventi.


      Qui chiarisco la questione in quanto al Mensa piace tanto inveire contro gli utenti in particolare contro quelli che, direttamente o indirettamente, abbracciano le analisi di Barnard, la senteza emessa è sempre la stessa: sei un accolito di Barnard.

      Bisognerebbe far capire al Mensa che Barnard, al contrario di lui, Barnard sta portando avanti da agosto 2010 un lavoro ad ampio raggio sul potere che domina le sorti del mondo individuandone, fatti, luoghi, nomi, circostanze, date e numeri, tutti ben riscontrabili e facilmente fruibi.
      Risulta evidente che malgrado la difficoltà iniziale all'approccio - soprattutto si parla di economia - il lavoro è invece di grande interesse sociale; però per Mensa se ti ritrovi tra quelli a cui fila questo discorso, allora sei un "invasato" seguace del guru bolognese ex Reporter.

      Mi spiace, ma non accetto queste generalizzazioni, penso che posso essere daccordo con Barnard, in disenso con Mensa, senza per questo essere sminuito nelle mia capacità critiche.

      E giusto per rispondere a Mensa che mi aveva chiesto commentare il suo scritto, cito:

      Quando parli del potente di turno , che alzando la cornetta del telefono, cambia il destino di migliaia di persone, ebbene, pensa ad un centinaio di quelle persone, che gli sfondano la porta dell’ufficio, e buttano lui ed il telefono giù dalla finestra !!! e poi vediamo quante telefonate fa ancora !! Ma per far ciò occorrono persone che VOGLIANO il potere, quello vero, che siano consapevoli che lo possano e soprattutto VOGLIANO esercitarlo

      Cosa dovrei criticare?
      L'ambizione della ridistribuzione del potere a suon di pappate?
      Cosa: il mantra della democrazia partecipativa che non piace a nessuno perchè impegna troppo e la conseguente conclusione che le colpe sono di "noaltri" e le Banche, il Trattato di Lisbona, FMI, BCE, ecc... sono solo strumenti che, non sono inventati per strangolarci, ma vengono usati male dai nostri delegati al potere?

      Spiacente, è sicuramente un argomento, ma quello più misero.

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      Tu "dissenti" dal normale confronto quando a fronte di critiche te ne vai a scrivere articolini su altri siti; spiegami che senso ha?

      Anzi no, non spiegarmelo, mi interessa poco.
    1. RicardoDenner 30 marzo 2011

      Visto il potere del Sistema e la brevità della vita..credo che la vecchia idea di salvarsi l'anima non sia tanto da buttare..

      Trovare il Paradiso giusto..e lavorarci intorno..ecco l'arma per distruggere the Machine..!

      Il diavolo potrà essere un buon prete..ma mai una persona umana...e tornare umani è il compito che distrugge i facitori di illusioni...

    1. amensa 30 marzo 2011

      oltre all'ironia spicciola, riesci anche ad entrare nel merito di cosa sostengo ?
      questa volta non ci sono scusanti, non ho usato turpiloqui, nemmeno ironia, tantomeno insulti. più educata di così, un dissenso, non so come manifestarlo.
      oppure devo dedurre che ti disturbi proprio solo inl fatto che io dissenta ?
      dai, su dimmi dove dissenti, che ti rispondo !

    1. amensa 30 marzo 2011

      non rallegrarti troppo.... non sono sempre di luna buona... e allora capita che risponda per le rime.
      questa volta no, voglio fare il signore e allora ti dico che ti ho risposto, e ti ho anche segnalato la risposta in PM, panto perchè non ti sfugga.

    1. amensa 30 marzo 2011

      ma io non alludo solo a quello !!!!
      pensa all'intervento in Irak.... quante persone hanno manifestato ? e cosa ha fatto il governo ? e il parlamento ?
      e sul nucleare c'è stato un referendum o no ? e cosa sta facendo il governo ?
      se vuoi vado avanti per un'ora, ma il concetto è sempre lo stesso.
      i rappresentanti fanno quel cavolo che gli pare, promesse elettorali o no, cambiano casacca, fanno esattamente l'opposto di quanto dichiarato.... non ti viene il sospetto di esser preso in giro ?
      se lo analizzi è il sistema fatto apposta per permettere tutto ciò.
      ma quanti, chi se ne accorge ? avanti, tutti come pecoroni, una volta ogni 5 anni a mettere una croce, convinti ch equello sia l'esercizio del potere !!
      non ti viene qualche dubbio ?

    1. amensa 30 marzo 2011

      quando lo capirai, fammelo sapere. sempre disponibile alla discussione.

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      ... ah! GAUDIUM MAGNUM: stamattina s'è svegliato bene!


      ... e chi se ne frega, non ce lo metti?

      Ieri sera ha spaccato i timpani a tutti, ma stamattina siccome s'è svegliato bene, la luna è entrata in venere, Tutti dobbiamo risorbirci la solfa della democrazia partecipativa VS la democrazia e basta, con accuse a se stessi e salvacondotto per Banche, istituzioni sovranazionali (Trattato di Lisbona), BCE, IFM, G8, G20; tanto la colpa è tutta nostra.

      E stamani che è in "buona", dai Barnard non dormire: sbrigati, alzati e rispondi subito ad amensa, che oggi ti ha fatto una domanda facile, facile , che ci puoi arrivare anche tu: "con i tuoi soli mezzi".


      Intanto che aspettiamo che Barnardi ti risponda, però, rispondi tu alla domanda che ti ho fatto sull'altro articolo, altrimenti sembra che sfuggi e questo non ti si addice, giusto?

    1. Linderberg 30 marzo 2011

      Gentile Amensa, è vero. Quando i nostri rappresentanti dello Stato Sovrano d'Italia festeggiarono quel 2 agosto la cessione della Repubblica in mano a Bruxelles il popolino era troppo preso a coprirsi il corpo di cremette ad alta protezione uv per accorgersi dell'inganno. Non che se la votazione su Lisbona fosse accaduta in altro periodo avremmo avuto sommosse di strada. E' anche vero che come sottoline lei andiamo solo dalla padella alla brace e che farsi sodomizzare da un politico nostrano o da un eurosauro anonimo in soldoni è la stessa cosa.
      Devo però sostenere la campagna dell'autore, e dimenticare della sottile (o spessa) diversità tra la gabbia europea e quella italiana, in quanto credo essere arrivati ad un punto di non ritorno dove muovere critiche, seppur valide e fondate, alla passata provinciale amministrazione può funzionare solo come esercizio retorico mentre ci troviamo comunque di fronte ad una rinnovata e letale minaccia della quale il Barnard ci tiene aggiornati. Tutto qui.
      un cordiale saluto

    1. Nolisbona 30 marzo 2011

      Si sono chiariti pubblicamente...forse ti sei perso qualcosa. Ma non e' Travaglio quello che diceva agli inizi della sua carriera lungo o corto chiunque va in tv il guinzaglio ce l'ha? Oggi ha le stesse presenze di Emilio FEDe in TV.

    1. AlbertoConti 30 marzo 2011

      C'era una volta un re .... Così cominciavano le favole per l'infanzia d'altri tempi, narrando di un immaginario collettivo preindustriale. La Nobiltà, la classe sociale elitaria ed "eletta" per unzione divina, è stata il sistema di riferimento politico dei millenni che hanno preceduto e preparato la fase attuale, dell'adolescenza tecnologica dell'umanità, che però non la coinvolge ancora uniformemente. Su sette, c'è un solo miliardo d'oro, del quale siamo parte nonostante tutto. Ora il buon Paolo Barnard ci narra di quanto sia malvagia l'elite del miliardo d'oro, e su questo mi trova perfettamente d'accordo, evidenziando tra le righe anche lo strumento di comando del potere costituito e istituzionalizzato, il controllo della moneta per condizionare l'economia. Ciò che invece meriterebbe uno spazio consistente, nella limitata opportunità di pensiero della quale ciascuno di noi può godere, è l'aspetto sistemico dell'economia fisica che il mostro alien dirige così efficientemente, non più nobile re, ma volgare profittatore privo d'inibizioni morali. Buono o cattivo che sia, il direttore d'orchestra di un sistema finito, dai confini netti e tutt'ora insuperabili (la vera grazia divina di cui godiamo, sperando che duri almeno fino al superamento dell'adolescenza tecnologica), ha tutta la convenienza a promuovere l'ordine e l'efficienza del sistema socio-politico-economico che governa, ed è quello che sta facendo, anche se i modi e i risultati non ci garbano. Ovviamente non è (solo) una questione di gusti, ma di sostanza esistenziale: sopravvivenza, equità, qualità della vita e dell'ambiente. Ora, concludendo, la questione è come sempre la vera rappresentatività dell'elite rispetto alla massa che la sostiene (e direi anche che la genera). In particolare c'è un grosso problema di rappresentatività (in termini fattuali, non certo nell'utopia democratica) del miliardo d'oro rispetto agli altri 6 (che guarda caso non si fanno pippe mentali sulla "democrazia", non se le possono neppure permettere). Il motivo reale? Lo sappiamo tutti, è quel famoso "tenore di vita" che guai a chi lo tocca per chi lo ha "conquistato", ma che madre natura ce lo sta toccando eccome, dimostrandoci ogni giorno di più la vacuità (e vanità) delle nostre "conquiste".

    1. maristaurru 30 marzo 2011

      Amensa, sempre obliquo e sempre più inquietante.. mi ricorda qualcosa, ma davvero non si riesce a mettere a fuoco.. per ora,

    1. IVANOE 30 marzo 2011

      Caro Paolo, ormai smascherati questi imbroglioni da quattro soldi :Santoro, Travaglio, Flores e via cantando, non ci rimane che fare quello che dici tu spegnere la tv e la radio.
      Tutta questa gentaglia fa parte del sistema come la maggior parte della magistratura italiana che se non fossero addomesticati dai lauti stipendi che gli fa dire " ma chi me lo fa fare" avrebbe già messo dentro tutti e buttato la chiave. Ma così non è.Questi si coprono l'uno con l'altro dai faomsi giudici di assalto che prima si fanno eleggere al parlamento europeo facendo il finto robi wood e poi i candida a sindaco di napoli... e così i quelli di milano che sembra sempre che stanno lì lì per mettere in galera il politico più chiaccertato del mondo.Adesso invece và di moda il magitrato che sà tutto sui fattacci del 92 in sicilia e sono convinto ch con un paio di giri in tv pure questo lo candidano al parlamento europeo.Purtorppo quelli svegli come noi hanno capito che tutta stà gentagli fa parte del sistema con la parte più squallida e meschina di fare la parte dei paladini dei deboli solo per buttare fumo agli occhi e depistarli, così come il famoso esponente dellì IDV che ogni giorno scopre che il suo partito è inquinato da gentaglia come gli altri.
      Che dire ? Hai ragione caro Paolo !!1

    1. amensa 30 marzo 2011

      Stamattina sono particolarmente felice, pertanto voglio essere, serio e costruttivo, abbandonando ogni accento polemico o ironico. Vediamo se riesco ad essere ascoltato dall’autore.
      La mia convinzione è , e smentitemi se pensate non sia vero, che ogni analisi ben fatta, completa, rigorosa, abbia in se l’indicazione della soluzione.
      Se dico “l’automobile non funziona” non c’è analisi, è solo una constatazione.
      Se apro il cofano, faccio un po’ di prove e dico “è il carburatore” allora, avrò fatto una analisi, e quindi la soluzione del problema è evidente.
      Dei due articoli posso sottoscrivere quasi tutto, tranne cosa ora metterò in evidenza:
      La frase nella conclusione :” C’è lo strapotere sovranazionale del Trattato di Lisbona in tutta Europa, cioè la morte delle sovranità dei nostri parlamenti”………………..
      Indicato come uno dei mali che ci affliggono.
      Ma perché, quando i parlamenti avevano la sovranità, era tutto diverso ?
      Qui sta il nocciolo della mia critica a Barnard.
      Chi ha accettato lo strapotere del trattato di Lisbona ? non certo il popolo, ma il governo in sua vece.
      Non si è nemmeno preoccupato di darne notizia …. Lo ha firmato quasi di nascosto.
      E a chi risponde il governo ? al parlamento !! che aveva tutta la sovranità per rifiutarlo, metterlo in discussione, porlo a referendum, ecc…
      Io capisco da dove arriva quella frase !
      Arriva dalla falsa concezione di democrazia che ci è stata somministrata dalle elementari in poi, che cioè sia valida l’eguaglianza democrazia=elezioni.
      Questo, Paolo, è il nocciolo della questione !!!
      Se il parlamento, e quindi il governo fossero davvero espressione di democrazia, tutto sarebbe diverso.
      Dal sistema monetario in poi ! TUTTO.
      Le espressioni dei “sistemi” monetario, bancario, ecc… sono solo degli attrezzi, più o meno validi, ma cosa se ne fa è la mano che li impugna a determinarlo.
      Un cacciavite può servire a serrare o ad allentare una vite, o trafiggere una persona.
      Ma non è il cacciavite buono o cattivo, non è col cacciavite che bisogna prendersela, ma con la mano che lo impugna.
      Il popolo, o la maggior parte di esso, non ha nemmeno idea di cosa sia la democrazia, e molti di coloro che lo hanno capito , la rifiutano, perché troppo impegnativa, troppo responsabilizzante.
      Il gioiello di ciò che ha fatto la tua “macchina” è stato convincere tutti che bastasse quella mezz’ora ogni 5 anni, l’andare a mettere una croce, per esercitare il massimo dei poteri.
      Questa fesseria, è il cardine del mio discorso.
      La democrazia, prima di tutto va VOLUTA dal popolo, che deve esser disposto a dedicargli le risorse necessarie, altrimenti esso finisce solo ad invocare eroi o santi ! guarda caso che dovrebbero poi fare quel che LORO non hanno voglia di fare.
      Dare potere, e poi non esercitare il controllo, porta chi lo detiene a dirigere il potere a proprio vantaggio. È umano, è scontato, chiunque lo farebbe, tranne appunto un eroe o un santo.
      Senza controllo i burocrati di Lisbona, valgono tanto quanto dei parlamenti senza controllo, dove chi è eletto fa e disfa a proprio piacere, anzi, secondo gli ordini dei loro veri padroni.
      Ma se vuoi davvero propagandare un cambiamento, la prima cosa da fare è far capire almeno ad un elevato numero di persone, che il loro futuro sta nelle loro mani.
      Quando parli del potente di turno , che alzando la cornetta del telefono, cambia il destino di migliaia di persone, ebbene, pensa ad un centinaio di quelle persone, che gli sfondano la porta dell’ufficio, e buttano lui ed il telefono giù dalla finestra !!! e poi vediamo quante telefonate fa ancora !!
      Ma per far ciò occorrono persone che VOGLIANO il potere, quello vero, che siano consapevoli che lo possano e soprattutto VOGLIANO esercitarlo .
      Inviti a pensare …….. ottimo, sono d’accordo, ma è necessario anche dare un’idea di COSA occorra pensare, a chi da troppo tempo si è distratto, per uscire da questa gabbia che così bene descrivi.
      E la gabbia, la gabbietta circolare dentro cui corriamo tutti come criceti, è questo falso concetto di democrazia che ci è stato inculcato, e che viene rinnovato in continuazione, facendo appello alla “democrazia” …….. già, ma questa falsa e inutile, non a quella vera!
      Paolo, tu scrivi bene, sei colto, sei generoso, anche ….. hai seguito sei come una lucente e potente corazzata con potenti cannoni che naviga verso lo scontro …… e poi spara a salve o addirittura dalla parte sbagliata.
      Come vedi, oggi sono così felice, per affari miei, che non sono stato ne ironico, ne sgarbato, tantomeno polemico …….. visto che lo chiedi agli altri, prova a rifletterci un attimo su, a cosa ti sto dicendo. Pensa. Non voglio dirti che la mia sia una verità, soprattutto la leggerai da pochissime parti, ma credo che potrai arrivarci anche tu, con i tuoi soli mezzi.

    1. Faulken 30 marzo 2011

      Aggiornamento chiaro, lucido, ma ancora parziale e forse è impossile che possa scrivere tu la terza parte, non è il tuo campo specifico. Tocchi brillantemente economia politica, energia/alimentazione. La terza parte dell'aggiornamento si apre quando alla fine quando usi il verbo "trasmettere".

    1. jorge 29 marzo 2011

      Corretto, puntuale, informato, per niente superficiale.
      Un lavoro di "ricerca" ben impostato e soprattutto un invito
      a tutti a collaborare nell'approfondimento degli svariati argomenti
      messi in campo.
      Bravo Barnard.

    1. lupomartino 29 marzo 2011

      BRAVO BARNARD, COMPLIMENTI!!!!

Visualizzati 20 di 45 commenti approvati.