RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 12 Seconda Parte

Bella la storia della rivolta
egiziana, eh
? La democrazia
che nasce in un Paese. Un popolo che riprende in mano il suo destino. Ci può
essere qualcosa di negativo in questo? Possiamo non sorridere compiaciuti per
una volta?… Sì che possiamo, e anzi, dovremmo preoccuparci, pulitevi quel
sorriso dalla faccia. Perché il mondo non è quello che vediamo, il mondo è
quello che il Vero Potere non ci fa mai vedere. Infatti mentre il Cairo
sperava, e proprio a causa di quella speranza, milioni di altri poveracci
prendevano una sberla colossale, in termini di sussistenza, lavoro, reddito. Un
egiziano lotta per vivere meglio, e un pakistano ‘a causa sua’ perde il lavoro
e va alla disperazione. Questo è il mondo vero, care ‘belle anime’, il mondo
dove in una decina di stanze occidentali un centinaio di uomini guarda alla Tv
la rivolta a Tahrir Square e le esitazioni di Hosni Mubarak, come voi, solo che
questi uomini poi alzano la cornetta del telefono a danno ordini secchi, e così
decime di miliardi di dollari spariscono in poche ore dai mercati cosiddetti
emergenti, quelli che hanno bisogno di quel denaro come i tuoi polmoni del
prossimo respiro.In un Paese come il Bangladesh si tratta di decine di
finanziarie che volano via, assieme al lavoro di qualche decina di migliaia di
persone, che hanno famiglia come te, che ieri hanno messo a letto la bimba come
hai fatto tu, ma che domani che faranno? Ciò accade perché, come ho mille volte
scritto, il mondo vero è governato dal Tribunale Internazionale degli
Investitori e Speculatori, e la loro sentenza passata in giudicato il 4
febbraio è stata questa: “C’è un
paradosso nei mercati… il successo delle proteste al Cairo potrebbe rendere il
resto della regione caotico, se ispira i popoli di altri regimi… ci sono segni
di stress nel sistema, perché la protesta egiziana sta incoraggiando i
manifestanti in Yemen, Algeria, Bahrain e Iran”…
l’atmosfera sarà anche elettrizzata in Egitto, ma l’umore è decisamente
più grigio nella stanze di business in Europa e America
” (Financial Times).

Che
significa? Significa che gli investitori, coloro cioè che decidono se il tuo
Paese avrà i fondi per vivere o no, hanno pensato che era meglio levare di
corsa il loro denaro dalle nazioni emergenti, soprattutto quelle con regimi
autoritari, perché a rischio di contagio della rivolta araba, e quindi a
rischio di instabilità per chi fa business. Hanno preso il colossale malloppo e
lo hanno piazzato nei porti sicuri come i titoli di Stato USA, lo Yen
giapponese o le materie prime. Questa è miseria che piomba di colpo nella casa
di milioni di Bashir o Nawaz, di Ngoro o di Muanna, coi loro figli, i loro
debiti, le loro malattie, le loro speranze. Vuoi ancora sorridere? E c’è di
peggio. Perché gli stessi investitori, come detto sopra, getteranno i denari
sottratti al Bangladesh o all’Indonesia in porti sicuri come le materie prime,
cioè grano o mais, e i prezzi di quelle preziose materie schizzerà alle stelle
per la solita questione della domanda e offerta. E poco importa se qui da noi
la Barilla si gratterà il capo per non aumentare i bucatini di 5 centesimi, il
dramma è che in ¾ del mondo quelle variazioni significano letteralmente la fame
per orde di esseri umani che contano sulla farina o sul mais per arrivare al
giorno dopo. Ecco cosa possono fare i commodities
traders
, sapevi che esistevano? I nomi? Che so… Bunge, Archer Daniels
Midland, ADM, Gavilon, li conoscevi? Spegni la Tv o Facebook, con le belle news
dal Cairo. Al massimo un sorrisetto per i fratelli egiziani, poi mettiti a
pensare col magone, perché il mondo vero è un’altra cosa.

Ok,
adesso gliela facciamo vedere a quella
gente lì
”, vero?

 

In tema di occupazione Michele
Santoro cosa fa?
Sempre la
stessa cosa, prende i soliti lavoratori alla disperazione e li mette davanti a
una telecamera dove all’altro capo c’è un politico italiano, spesso oggi
Tremonti, che deve spiegare le cause delle loro miserie. Cioè, la grande
informazione, anche quella fintamente di sinistra, non fa altro che dirci che i
problemi di chi soffre nello stipendio stanno a Roma, magari proprio nel
politico ‘odioso designato’ del momento. Mai e poi mai diranno la verità, spesso
per malafede, ma di fatto non gliela dicono a quei lavoratori.

Gli
hanno per caso mai detto che in molti casi è lo Sweating the Assets da parte
degli Equity Funds che ha fottuto il posto di lavoro degli operai di
quell’azienda di Sassari, o di Como, o Bologna? Gli dicono mai che sono le
politiche macroeconomiche del Fondo Monetario Internazionale ad aver
prosciugato la Aggregate Demand nel mondo, che ha ridotto drasticamente anche
la richiesta di merci italiane da parte di decine di Paesi emergenti del mondo?

Sweating
the Assets: gli speculatori degli Equity Funds individuano un’azienda italiana
appetibile, cioè che genera buoni profitti a fronte di un indebitamento
limitato. La comprano con un take over azionario, e poi emettono titoli nel
nome di quell’azienda che promettono interessi alti a chi li compra. Con i
soldi dei compratori pagano i loro debiti per l’acquisto dell’azienda, poi la
spremono come un limone vendendo tutto ciò che possiede e che abbia un valore
(s’intascano i profitti), tagliano i salari, licenziano una quota di lavoratori
con la scusa della crisi economica, e alla fine lasciano uno scheletro di
azienda in rovina che fa bancarotta o viene venduta dai filibustieri
dell’Equity Fund per pochi soldi (che di nuovo incassano). Gli acquirenti dei
titoli rimangono fregati, e i dipendenti versano lacrime e sangue. Altro che
Tremonti. L’economista Jan Toporowsky sostiene che questa sia una delle
principali cause di fallimento aziendale del mondo. Di nuovo: tu e il tuo
destino di padre o madre di famiglia, anche qui, da noi.

Cos’è
la crisi dell’Aggregate Demand? Dovete capire che noi Paesi ricchi non siamo
sempre autosufficienti, cioè non bastiamo a noi stessi per produrre e venderci
tutto ciò che ci serve, cioè per mantenere al lavoro il maggior numero di
persone possibile. Da almeno 20 anni una fetta sempre maggiore del nostro
reddito dipende da quanto comprano da noi diversi Paesi cosiddetti emergenti.
Essi ‘emersero’ negli anni ’80 e promettevano bene, anche nella prospettiva dei
loro cittadini, non solo per i soliti ricconi. Ma ovviamente il Vero Potere gli
è piombato addosso, per mano del Fondo Monetario Internazionale e delle sue
regole di gestione economica tutte volte a spremere la gente e a tutelare gli
investitori. Una lunga e incredibile storia che non posso trattare qui. Di
fatto, testimoniano fior di economisti fra cui il Nobel Joseph Stiglitz o
Jeffrey Sachs con a sostegno l’evidenza dei fatti, le regole del FMI hanno
devastato quelle economie emergenti portandole in diversi casi al fallimento
(le nazioni cosiddette Tigri asiatiche, Messico, e altri). Il fallimento e
quelle stesse regole hanno gettato quei Paesi in debiti a spirale che potevano
ripagare solo in dollari, che non possedevano a sufficienza. Per un decennio
hanno sudato lacrime e sangue per trovare il bigliettoni verdi necessari, a
costi umani inenarrabili. Ma hanno imparato la lezione. Infatti oggi quegli
stessi Paesi sono diventati avidi accumulatori di dollari nei loro fondi
sovrani, che NON vogliono spendere proprio per non ritrovarsi mai più in quelle
condizioni terribili. Ma se non li spendono significa che non comprano da noi,
quindi cala la domanda di merci e servizi (la Aggregate Demand) italiani,
francesi, olandesi ecc. Significa letteralmente, per fare il solito chiaro
esempio, che la ditta di maglieria di Carpi che aveva una fetta grossa di
fatturato acquistata da Korea del Sud, India, o Taiwan e Singapore, ora non
vende più come prima, e licenzia o precarizza a man bassa. In Italia questo
fenomeno ha afflitto una quota di commercio estero enorme, e come sempre sei tu
o tua moglie a soffrire. Altro che Tremonti, caro Santoro, poveracci quelli che
in buona fede si accalcano davanti alle tue telecamere.

Sweating
the Assets, Equity Funds, crisi di Aggregate Demand… milioni di posti di lavoro
nel mondo succhiati da quelle idrovore.

Ok,
adesso gliela facciamo vedere a quella
cosa lì
”, vero?

 

Banane equosolidali, Gruppi di
Acquisto Solidali, l’orto biologico, i pacchi di pasta per Mani Tese… certo,
come no.
Fra il miliardo di
persone che fanno la fame ogni giorno e tutti quelli che invece mangiano come
maiali sempre, o mangerebbero come maiali sempre, la differenza non è che non
ci sia cibo per sfamare tutti, lo si sa; la differenza si chiama appetito, solo
questo, e non sto scherzando. Il fatto è che in realtà di cibo per l’appetito
dei secondi non ce n’è veramente a sufficienza. Oggi una lunga lista di Paesi,
che vanno da quelli del Golfo a India e Cina fino ai ricchi del G8, fatica a
trovare sui mercati tutto ciò che consuma a tavola. Forse non lo avete
presente, ma dietro ogni nostro boccone a pranzo o cena c’è una guerra immane e
dalle conseguenze oscene per accaparrarsi il cibo, resa ancor più ignobile
dalla presenza di lei, The Machine.
E’ in corso una gara immensa e a colpi di miliardi di euro per conquistare
terreni coltivabili a suon di milioni di ettari dove coltivare o allevare ciò
che noi consumiamo. A competere sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo ma
anche i ricchi dell’Occidente; se per i primi si tratta appunto di trovare
sempre più riso o carne, per noi si tratta anche di speculare in finanza su
queste nuove produzioni, che promettono talmente bene da garantire già oggi
interessi dal 20 al 40% sul capitale investito (metro di misura: un titolo di
Stato rende in media, se va bene, un 5%).

Qui
l’intersezione fra consumismo e finanza speculativa è anche più oscena e
micidiale di ciò che ho descritto ne Il Più Grande Crimine e Aggiornamenti,
poiché il Vero Potere infligge a noi disoccupazione, dipendenza e perdita
totale di democrazia, ma nel caso della corsa al cibo esso infligge morte
fisica e miserie inenarrabili a centinaia di milioni di persone. Perché?
Semplice: la combinazione fra l’effettiva grande richiesta di alimenti, la
conseguente aspettativa da parte dei mercati che essi si venderanno sempre più,
e la montagna di miliardi che per quella precisa ragione vi si investono, ha
fatto schizzare il prezzo delle materie prime alimentari alle stelle –  la FAO nel 2008 ha stimato un aumento
del 52% in pochi mesi – e ciò per chi conta sul mais o sul riso per
letteralmente arrivare al giorno dopo, è una condanna a morte. A peggiorare la
situazione, sempre nel costo al rialzo di quelle materie, ci sono altre cause,
come il fatto che sempre più cereali sono richiesti per sfamare gli animali che
noi divoriamo; oppure la produzione del nostro etanolo, che ci dovrebbe
alleggerire la dipendenza dal petrolio, ma che risucchia dalle bocche degli
affamati altrettanto mais con cui lo si produce; e infine la considerazione che
per produrre il cibo occorre come sempre una mare di petrolio, che oggi costa
tantissimo e così aumentano i prezzi degli alimenti. Mi soffermo brevemente su
questi due ultimi punti: la situazione dell’uso di mais per l’etanolo è
divenuta così grave per i poveri del mondo che addirittura ha mosso le proteste
del numero uno del colosso alimentare Nestlè, Peter Brabeck-Letmathe, in
occasione di un discorso fatto al Council on Foreign Relations a metà marzo.
Brabeck-Letmathe, che non è certo un benefattore, ha però ricordato una cosa
estremamente importante e destabilizzante per le ‘belle anime’ di sinistra: è
la nostra esigenza di ridurre l’inquinamento ambientale che ci ha portato verso
l’etanolo, e chi paga il prezzo delle nostre politiche verdi sono però i soliti
disgraziati ‘negri’ del Sud, che appunto fanno la fame. E sul secondo
argomento, l’uso del petrolio per il nostro cibo, cito alcuni dati essenziali:
per produrre ogni singola caloria di cibo (soprattutto grano) occorrono in
media da una a dieci calorie di combustibili fossili. I cereali per arrivare
sulla nostra tavola richiedono 4 calorie fossili per ogni caloria che ci danno.
La carne di manzo ne richiede 35 di calorie fossili per darne una a noi, quella
di maiale vuole 68 calorie fossili per ogni caloria alimentare che offre. Ogni
innocente verdura che vediamo in vendita è all’apice di uno spreco incredibile
di idrocarburi. Ad esempio per lavorare e fertilizzare i campi dello Stato
americano dello Iowa occorre ogni anno l’energia equivalente a quella di 4.000
bombe termonucleari, energia fornita interamente dal petrolio. Come già detto,
il globo consuma ogni anno 15.000 miliardi di watt, quasi tutti prodotti da
combustibili fossili, e il 73% di questa energia va in agricoltura, luce
domestica e trasporti. Le guerre, le ribellioni in Medioriente, la speculazione
degli investitori, sparano alle stelle il prezzo del greggio e così anche
quello del cibo: fame e disperazione dei ‘negri’.

Ma
noi vogliamo mangiare sempre e che sia tanto. Ok. Eccovi dunque la corsa per il
cibo dove stiamo letteralmente comprando intere fette di Paesi poveri da
coltivare con tecnologie spaziali, manodopera ovviamente da fame, e profitti da
capogiro per gli investitori. Una corsa spietata, immensa, infermabile visto
che miliardi di persone poi pretendono quella roba ogni giorno:

Il
Bahrain si è gettato a divorar
terreno in India, Pakistan, Filippine, Sudan, Egitto, Iraq, con gruppi come il
TRAFCO e il MAP, oltre allo stesso governo. La Cina, è ad arraffare terre in Brasile, Cuba, Birmania, Cameroon,
Messico, Kazakhstan, Laos, Mozambico, Filippine, Uganda, Tanzania, Zimbabwe,
col governo, con il gigante della telefonia ZTE, e Balckstone che è una degli
Equity Funds più grandi al mondo. Gli Stati
del Golfo
sono arrivati in tutta l’Africa (in Somalia soprattutto), in
Brasile e in Asia con Agricapital, che è un fondo di investimento islamico da
un miliardo di dollari in cash. L’India
si è gettata su Argentina, Brasile, Birmania, Paraguay, Uruguay, Indonesia, con
la aziende Ruchi Soya, KS Oil e Godrej. Il Giappone
compra in Cina, Brasile, Egitto, Sud America, e Sud Est asiatico, attraverso
Mitsui, Itochu, Sumitomo, Asahi, quest’ultima già produce in Cina latte che
costa il 50% in più del prodotto locale e viene spinto con un marketing
aggressivo che sospinge a sua volta gli altri prezzi in alto. Il Kuwait è sbarcato a fare acquisti di
campagne in Birmania, Cambogia, Egitto, Marocco, Yemen, Laos, Uganda, Sudan,
con la famiglia Al-Sabah al comando che stringe affari con i ceffi del governo
di Khartoum. Il Qatar si è fiondato
su Pakistan, Tajikistan, Sudan, Turchia, Vietnam, dove possiede un Investment
Fund da 900 milioni di dollari, e infine compra risaie a man bassa in Cambogia,
dove il governo spera di esportare a fiume il prezioso chicco a 10 milioni di
tonnellate all’anno nonostante nelle sue campagne si faccia ancora la fame,
vera. L’Arabia Saudita è in Brasile,
Etiopia, Filippine, Senegal, Uganda, Ukraina, Indonesia, Kazakhstan, Pakistan,
Sudan, Tailandia, con la famiglia reale, con il Al Rabie Group e… coi Bin
Laden, certo, che hanno piazzato una scommessa da 4,3 miliardi di dollari su
immensi campi di riso in Indonesia. La Korea
del Sud
cerca terre in Russia, Argentina, Sudan, Cambogia, Laos, Mongolia,
Indonesia, e ha persino invitato il criminale presidente Al-Bashir a una piena
cooperazione che prevede centinaia di migliaia di ettari dove coltivare grano,
da esportare tutto, fino all’ultimo chicco, in Korea, mentre in Sudan lo
sappiamo, crepano di denutrizione. Poi ci sono gli Emirati Arabi Uniti, che valgono una menzione perché oltre a essere
anch’essi ovunque a comprare, hanno chiesto al Pakistan l’esenzione dalle leggi
nazionali che limitano l’esportazione di alimenti, visto che i pakistani sono
alla bancarotta proprio a causa delle speculazioni alimentari.  E poi ci siamo noi…

Ma
noi occidentali, oltre ad acquistare intere regioni come i sopraccitati, siamo
specializzati in speculazione sulle produzioni già in corso e su quelle future.
La Svezia con Alpcot Agro e Black
Earth farming; la Gran Bretagna con
Barklays Capital, con Cru Investment Management che promette interessi del
30-40%!, con Dexion Capital, con Knight Frank e il suo Hedge Fund fatto per
l’occasione, con Lonrho, con Landkom, con Bidwells, con Schroders che promette
il 15% lungo solo 5-10 anni di investimenti, con T4M. La Danimarca con Trigon Agri. L’Olanda
con Louis Dreyfus. Gli Stati Uniti,
che piazzano nella corsa il colosso delle speculazioni Goldman Sachs, l’altro
gigante Morgan Stanley, BalckRock che ha lanciato un Hedge Fund per questo da
200 milioni di dollari, e RAV Agro Pro in partnership con Israele e la Gran Bretagna. Infine la Germania, la cui Deutsche Bank investe 60 milioni di dollari in
Cina, ma che fa la parte del leone con una partnership americana da 450 milioni
per acquisire terre in Europa. A fare da ombrello a questa corsa dei pirana
agricoli c’è l’International Finance Corporation della Banca Mondiale, che “sta
lavorando sodo in Ukraina e in altre nazioni per assicurarsi che le terre
coltivabili siano vendute agli investitori stranieri attraverso le riforme di
mercato, e ha investito nel solo 2008 1,4 miliardi di dollari per
l’agribusiness
” (GRAIN, 24/10/08). Segue il codazzo degli Hedge Funds e
banche come Agri-Vie Fund, Africa Invest, Emergent, Dutch Rabobank, BNP
Paribas, o Credit Agricole.

Dovete
immaginare che con promesse fatte agli investitori di profitti nell’ordine del
15 o 40% sul capitale investito, si esclude categoricamente qualsiasi
significativa condivisione dei guadagni con le popolazioni locali. Nessuno fa
miracoli. Inoltre non va dimenticato che essendo lo scopo di tutto ciò
l’accaparramento di forniture a catena per i megamarket a prezzi sempre più
bassi, e contando che già i prezzi sono alti per le ragioni dette più sopra, le
‘belle anime’ si possono scordare qualsiasi accenno al biologico e
all’equosolidale. Si tenga conto poi dell’impatto ambientale di questi milioni
di ettari trasformati in serre high tech, e la devastazione delle catene di
piccola produzione di cibo a livello locale, quella che sfama milioni di
villaggi. Ma The Machine non ne ha
ancora a sufficienza.

Essa
specula anche sulle forniture fondamentali per l’agricoltura, come le sementi,
i fertilizzanti, il grano, e i macchinari. Da una parte i suoi servi nelle organizzazioni
sovranazionali, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio che regola quasi
tutto con leggi più potenti di quelle nazionali, stanno lavorando duramente per
ottenere che le sementi divengano proprietà brevettate, e non più un bene di
tutti da piantare gratis (con il bene placido del buon Bill Gates che da una
parte fa la sua carità all’Africa e dall’altra lavora all’OMC per difendere i
brevetti di cui sopra). Dall’altra si è organizzata in monopoli giganteschi che
posseggono in pratica l’esclusiva di quelle forniture essenziali. Cargill, ADM,
e Bunge hanno in mano le sementi e hanno incassato l’anno scorso quasi otto
miliardi di dollari fra di loro, tutti profitti. Potash Corp. , Mosaic e Yara
controllano i fertilizzanti, con 11 miliardi di profitti. Monsanto, Syngenta,
Bayer, Dow, e BASF, trattano sementi e pesticidi e hanno intascato 7,5
miliardi. AGCO, John Deere, New Holland fanno i macchinari sono a 4,9 miliardi.
Con un potere del genere e quasi monopolio su ciò che vendono, questi colossi
possono strizzare i contadini come stracci, e sappiate che lo fanno anche ai
ricchi, infatti negli USA le spese di produzione in agricoltura si mangiano il
77% degli incassi lordi. Immaginate in Sudan. Il risultato è, di nuovo,
l’aumento dei prezzi dei prodotti, quindi crisi alimentare, rivolte,
instabilità politica, e fame fino alla morte.

Tutto
questo, ma veramente, sta dietro alla tua spesa alla COOP, o qualsiasi altro
punto vendita di cibarie.  Inutile
fare gli ipocriti o ventilare soluzioni da favola della Befana – i Gruppi di
Acquisto Solidali!… forza biologico!… il fotovoltaico!… – i numeri sono
quelli elencati, i miliardi di bocche sono quelle che pretendono volumi immensi
di cibo, sempre, e a prezzi da tenere bassi, il che nell’attuale sistema dei
mercati è proprio una guerra globale. Una macchina mostruosa che macina
capitali mostruosi e che ha alle spalle tutti i Paesi ricchi e quasi tutti
quelli emergenti, me le ‘belle anime’… “adesso
gliela facciamo vedere a quella cosa lì
”, con le loro zampette e le loro
antennine.

 

E
poi c’è il resto…

Ne
ho già parlato in altri articoli. C’è lo strapotere sovranazionale del Trattato di Lisbona in tutta Europa,
cioè la morte delle sovranità dei nostri parlamenti; c’è il Neomercantilismo dei mega conglomerati
industriali all’arrembaggio che divora redditi e diritti al lavoro; c’è la
morsa Neoliberista (giusta
disoccupazione, bassi salari, governi minimi) su tutta l’ideologia economica
che conta al mondo; c’è la sopraccitata Organizzazione
Mondiale del Commercio
che detta legge sovranazionale su tutti i commerci,
salute pubblica, diritti del lavoro, per miliardi di esseri umani; ci sono i
club delle Globocrazia (The Economist) come il World Economic Forum di
Davos, la Commissione Trilaterale, il 
Boao Meeting in Cina o il Council on Foreign Relations, poi il
Bilderberg sopra a tutti; c’è l’apparato
industriale militare
con i suoi mille e cinquecento miliardi di dollari di
fatturato, ma che è anche la fonte di gran parte della tecnologia medica
moderna, senza la quale anche le ‘belle anime’ vanno al Creatore in caso
d’infarto o incidente o gravidanza a rischio ecc. E mi fermo qui, a continuare
si rischia l’impietosità.

 


Non vi posso mentire sulle vostre chance
”, ma sul futuro abbiamo un dovere.

Noi
persone di questa epoca storica sappiamo in quale sistema moriremo, si chiama The Machine, il Vero Potere, pace a noi.
Ma sul futuro di chi verrà dopo i figli dei nostri figli, abbiamo un dovere,
sempre che esista una categoria morale di questo tipo. Dobbiamo iniziare il
lavoro di divulgazione ai cittadini di chi sia il Vero Potere e di come lavora
proprio sulle nostre vite di ogni giorno. Trasmettere la non speranza di oggi
ma aiutare chi ci ascolta a superare il primo sconforto, che è la morte
dell’azione futura a causa proprio di questa infantile ostinazione degli
attivisti a voler vedere subito il cambiamento. Poi però usare il pensiero per
capire come si pongono i primi mattoni di una rivoluzione del futuro,
esattamente come fecero gli Illuministi e i pensatori democratici di oltre 2
secoli fa, i quali certo sapevano che sarebbero morti senza che nulla dei loro
ideali fosse neppure vicino alla realizzazione. Dobbiamo essere come loro. Sì,
dobbiamo pensare, pensare e pensare,
e non farci prendere dall’altrettanto infantile desiderio di emozioni e
sprecarci in feste di piazza, gruppetti col personaggio Guru, attivismo di
tastiera, e isterismi anti Berlusconi. Stare a casa a pensare, esattamente ciò
che hanno fatto i cervelli del Vero Potere quando in 70 anni hanno decretato la
fine della Storia di due secoli e mezzo, e ci sono riusciti. E smettete di
chiedere a quelli come me le soluzioni. Pensatele voi, ciascuno l’ideologo di
se stesso, ma pensate con calma, perché The
Machine
non è Berlusconi o la Camorra, o la Casta, magari lo fosse. The Machine è immensa e immensamente
abile. Richiede strategie alla sua altezza, e soprattutto deve essere prima di
tutto capita. Avete capito ora? Divulgate, mettetevi a pensare, con lo sguardo
generoso di chi regala se stesso per il futuro di chi ancora non è nato.

fine

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=214
29.03.2011

LEGGI ANCHE: RAGE AGAINST THE MACHINE ? (PRIMA PARTE)

45 Commenti
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Gariznator
Gariznator
29 Marzo 2011 17:16

Ma Barnard non aveva detto che non voleva essere più pubblicato su questo sito?

KATANGA
KATANGA
29 Marzo 2011 18:14

… quindi anche a costo di morire di fame c’é da sperare che finisca il petrolio.
almeno i sopravvissuti saranno liberi da questo giogo, o no?
non so perché ma mi sa che anche questo sia gia’ bele che previsto, …se ci arrivo io…
sará solo una sensazione ma sembra sempre piu’ palpabile l’ora dello sfoltimento.
comunque grazie
ora mi sento un microbo sulla testa della formichina che peró perlomeno riesce ad intravvedere la sagoma della portaerei.

geopardy
geopardy
29 Marzo 2011 18:21

Questa seconda parte è senz’altro migliore della prima.
Ciao
Geo

Albert_Wesker
Albert_Wesker
29 Marzo 2011 18:37

Barnard cambia idea con la stessa frequenza con cui il pd cambia guida

MauroV
MauroV
29 Marzo 2011 18:42

Un grazie di cuore a Paolo Barnard per il suo operato e le sue parole.
Personalmente ti stimo e ti invidio per aver sempre seguito la TUA STRADA.
Il tuo lavoro è molto importante, non perdere mai la fiducia in questo tuo grande e utile strumento di crescita socio-culturale.
Grazie

Mauro V. (Misano)

lupomartino
lupomartino
29 Marzo 2011 19:47

BRAVO BARNARD, COMPLIMENTI!!!!

jorge
jorge
29 Marzo 2011 23:54

Corretto, puntuale, informato, per niente superficiale.
Un lavoro di “ricerca” ben impostato e soprattutto un invito
a tutti a collaborare nell’approfondimento degli svariati argomenti
messi in campo.
Bravo Barnard.

Faulken
Faulken
30 Marzo 2011 1:09

Aggiornamento chiaro, lucido, ma ancora parziale e forse è impossile che possa scrivere tu la terza parte, non è il tuo campo specifico. Tocchi brillantemente economia politica, energia/alimentazione. La terza parte dell’aggiornamento si apre quando alla fine quando usi il verbo “trasmettere”.

amensa
amensa
30 Marzo 2011 2:12

Stamattina sono particolarmente felice, pertanto voglio essere, serio e costruttivo, abbandonando ogni accento polemico o ironico. Vediamo se riesco ad essere ascoltato dall’autore. La mia convinzione è , e smentitemi se pensate non sia vero, che ogni analisi ben fatta, completa, rigorosa, abbia in se l’indicazione della soluzione. Se dico “l’automobile non funziona” non c’è analisi, è solo una constatazione. Se apro il cofano, faccio un po’ di prove e dico “è il carburatore” allora, avrò fatto una analisi, e quindi la soluzione del problema è evidente. Dei due articoli posso sottoscrivere quasi tutto, tranne cosa ora metterò in evidenza: La frase nella conclusione :” C’è lo strapotere sovranazionale del Trattato di Lisbona in tutta Europa, cioè la morte delle sovranità dei nostri parlamenti”……………….. Indicato come uno dei mali che ci affliggono. Ma perché, quando i parlamenti avevano la sovranità, era tutto diverso ? Qui sta il nocciolo della mia critica a Barnard. Chi ha accettato lo strapotere del trattato di Lisbona ? non certo il popolo, ma il governo in sua vece. Non si è nemmeno preoccupato di darne notizia …. Lo ha firmato quasi di nascosto. E a chi risponde il governo ? al parlamento !! che aveva… Leggi tutto »

IVANOE
IVANOE
30 Marzo 2011 3:52

Caro Paolo, ormai smascherati questi imbroglioni da quattro soldi :Santoro, Travaglio, Flores e via cantando, non ci rimane che fare quello che dici tu spegnere la tv e la radio. Tutta questa gentaglia fa parte del sistema come la maggior parte della magistratura italiana che se non fossero addomesticati dai lauti stipendi che gli fa dire ” ma chi me lo fa fare” avrebbe già messo dentro tutti e buttato la chiave. Ma così non è.Questi si coprono l’uno con l’altro dai faomsi giudici di assalto che prima si fanno eleggere al parlamento europeo facendo il finto robi wood e poi i candida a sindaco di napoli… e così i quelli di milano che sembra sempre che stanno lì lì per mettere in galera il politico più chiaccertato del mondo.Adesso invece và di moda il magitrato che sà tutto sui fattacci del 92 in sicilia e sono convinto ch con un paio di giri in tv pure questo lo candidano al parlamento europeo.Purtorppo quelli svegli come noi hanno capito che tutta stà gentagli fa parte del sistema con la parte più squallida e meschina di fare la parte dei paladini dei deboli solo per buttare fumo agli occhi e depistarli,… Leggi tutto »

maristaurru
maristaurru
30 Marzo 2011 4:01

Amensa, sempre obliquo e sempre più inquietante.. mi ricorda qualcosa, ma davvero non si riesce a mettere a fuoco.. per ora,

AlbertoConti
AlbertoConti
30 Marzo 2011 4:17

C’era una volta un re …. Così cominciavano le favole per l’infanzia d’altri tempi, narrando di un immaginario collettivo preindustriale. La Nobiltà, la classe sociale elitaria ed “eletta” per unzione divina, è stata il sistema di riferimento politico dei millenni che hanno preceduto e preparato la fase attuale, dell’adolescenza tecnologica dell’umanità, che però non la coinvolge ancora uniformemente. Su sette, c’è un solo miliardo d’oro, del quale siamo parte nonostante tutto. Ora il buon Paolo Barnard ci narra di quanto sia malvagia l’elite del miliardo d’oro, e su questo mi trova perfettamente d’accordo, evidenziando tra le righe anche lo strumento di comando del potere costituito e istituzionalizzato, il controllo della moneta per condizionare l’economia. Ciò che invece meriterebbe uno spazio consistente, nella limitata opportunità di pensiero della quale ciascuno di noi può godere, è l’aspetto sistemico dell’economia fisica che il mostro alien dirige così efficientemente, non più nobile re, ma volgare profittatore privo d’inibizioni morali. Buono o cattivo che sia, il direttore d’orchestra di un sistema finito, dai confini netti e tutt’ora insuperabili (la vera grazia divina di cui godiamo, sperando che duri almeno fino al superamento dell’adolescenza tecnologica), ha tutta la convenienza a promuovere l’ordine e l’efficienza del sistema… Leggi tutto »

Nolisbona
Nolisbona
30 Marzo 2011 4:50

Si sono chiariti pubblicamente…forse ti sei perso qualcosa. Ma non e’ Travaglio quello che diceva agli inizi della sua carriera lungo o corto chiunque va in tv il guinzaglio ce l’ha? Oggi ha le stesse presenze di Emilio FEDe in TV.

Linderberg
Linderberg
30 Marzo 2011 5:10

Gentile Amensa, è vero. Quando i nostri rappresentanti dello Stato Sovrano d’Italia festeggiarono quel 2 agosto la cessione della Repubblica in mano a Bruxelles il popolino era troppo preso a coprirsi il corpo di cremette ad alta protezione uv per accorgersi dell’inganno. Non che se la votazione su Lisbona fosse accaduta in altro periodo avremmo avuto sommosse di strada. E’ anche vero che come sottoline lei andiamo solo dalla padella alla brace e che farsi sodomizzare da un politico nostrano o da un eurosauro anonimo in soldoni è la stessa cosa.
Devo però sostenere la campagna dell’autore, e dimenticare della sottile (o spessa) diversità tra la gabbia europea e quella italiana, in quanto credo essere arrivati ad un punto di non ritorno dove muovere critiche, seppur valide e fondate, alla passata provinciale amministrazione può funzionare solo come esercizio retorico mentre ci troviamo comunque di fronte ad una rinnovata e letale minaccia della quale il Barnard ci tiene aggiornati. Tutto qui.
un cordiale saluto

rasna-zal
rasna-zal
30 Marzo 2011 5:11

… ah! GAUDIUM MAGNUM: stamattina s’è svegliato bene!


… e chi se ne frega, non ce lo metti?


Ieri sera ha spaccato i timpani a tutti, ma stamattina siccome s’è svegliato bene, la luna è entrata in venere, Tutti dobbiamo risorbirci la solfa della democrazia partecipativa VS la democrazia e basta, con accuse a se stessi e salvacondotto per Banche, istituzioni sovranazionali (Trattato di Lisbona), BCE, IFM, G8, G20; tanto la colpa è tutta nostra.


E stamani che è in “buona”, dai Barnard non dormire: sbrigati, alzati e rispondi subito ad amensa, che oggi ti ha fatto una domanda facile, facile , che ci puoi arrivare anche tu: “con i tuoi soli mezzi”.

Intanto che aspettiamo che Barnardi ti risponda, però, rispondi tu alla domanda che ti ho fatto sull’altro articolo, altrimenti sembra che sfuggi e questo non ti si addice, giusto?

amensa
amensa
30 Marzo 2011 7:50

quando lo capirai, fammelo sapere. sempre disponibile alla discussione.

amensa
amensa
30 Marzo 2011 7:55

ma io non alludo solo a quello !!!!
pensa all’intervento in Irak…. quante persone hanno manifestato ? e cosa ha fatto il governo ? e il parlamento ?
e sul nucleare c’è stato un referendum o no ? e cosa sta facendo il governo ?
se vuoi vado avanti per un’ora, ma il concetto è sempre lo stesso.
i rappresentanti fanno quel cavolo che gli pare, promesse elettorali o no, cambiano casacca, fanno esattamente l’opposto di quanto dichiarato…. non ti viene il sospetto di esser preso in giro ?
se lo analizzi è il sistema fatto apposta per permettere tutto ciò.
ma quanti, chi se ne accorge ? avanti, tutti come pecoroni, una volta ogni 5 anni a mettere una croce, convinti ch equello sia l’esercizio del potere !!
non ti viene qualche dubbio ?

amensa
amensa
30 Marzo 2011 7:57

non rallegrarti troppo…. non sono sempre di luna buona… e allora capita che risponda per le rime.
questa volta no, voglio fare il signore e allora ti dico che ti ho risposto, e ti ho anche segnalato la risposta in PM, panto perchè non ti sfugga.

amensa
amensa
30 Marzo 2011 8:05

oltre all’ironia spicciola, riesci anche ad entrare nel merito di cosa sostengo ?
questa volta non ci sono scusanti, non ho usato turpiloqui, nemmeno ironia, tantomeno insulti. più educata di così, un dissenso, non so come manifestarlo.
oppure devo dedurre che ti disturbi proprio solo inl fatto che io dissenta ?
dai, su dimmi dove dissenti, che ti rispondo !

RicardoDenner
RicardoDenner
30 Marzo 2011 8:15

Visto il potere del Sistema e la brevità della vita..credo che la vecchia idea di salvarsi l’anima non sia tanto da buttare..

Trovare il Paradiso giusto..e lavorarci intorno..ecco l’arma per distruggere the Machine..!

Il diavolo potrà essere un buon prete..ma mai una persona umana…e tornare umani è il compito che distrugge i facitori di illusioni…

rasna-zal
rasna-zal
30 Marzo 2011 8:36

Tu “dissenti” dal normale confronto quando a fronte di critiche te ne vai a scrivere articolini su altri siti; spiegami che senso ha?

Anzi no, non spiegarmelo, mi interessa poco.
rasna-zal
rasna-zal
30 Marzo 2011 9:44

Andrea Mensa mi chiede di entrare in merito alle dichiarazioni da lui fatte, questo perchè mi trova sempre in opposizione nell’ambito di determinati suoi interventi. Qui chiarisco la questione in quanto al Mensa piace tanto inveire contro gli utenti in particolare contro quelli che, direttamente o indirettamente, abbracciano le analisi di Barnard, la senteza emessa è sempre la stessa: sei un accolito di Barnard. Bisognerebbe far capire al Mensa che Barnard, al contrario di lui, Barnard sta portando avanti da agosto 2010 un lavoro ad ampio raggio sul potere che domina le sorti del mondo individuandone, fatti, luoghi, nomi, circostanze, date e numeri, tutti ben riscontrabili e facilmente fruibi. Risulta evidente che malgrado la difficoltà iniziale all’approccio – soprattutto si parla di economia – il lavoro è invece di grande interesse sociale; però per Mensa se ti ritrovi tra quelli a cui fila questo discorso, allora sei un “invasato” seguace del guru bolognese ex Reporter. Mi spiace, ma non accetto queste generalizzazioni, penso che posso essere daccordo con Barnard, in disenso con Mensa, senza per questo essere sminuito nelle mia capacità critiche. E giusto per rispondere a Mensa che mi aveva chiesto commentare il suo scritto, cito: Quando parli del… Leggi tutto »

Sirius
Sirius
30 Marzo 2011 11:56

Ma è un commento?

Sirius
Sirius
30 Marzo 2011 11:58

Grande Paolo Barnard! Un uomo che ha un grandissimo coraggio, che non abbassa mai la testa!

AlbertoConti
AlbertoConti
30 Marzo 2011 12:21

Non intendo assolutamente metter dito in questa polemica a 2, ma solo appuntare una differenza che vedo nella questione della “colpa de noantri”. Il cristianesimo dice che siamo tutti peccatori, che grosse colpe le abbiamo da qualche parte nel nostro vissuto. Credenti o no, non mi risulta che questo punto di vista sia considerato folle o misero. In questa visione dantesca del buon Paolo le colpe vengono invece concentrate in un elite che rappresenta il mostro, esterno a “noantri”. Sono il primo a riconoscere che c’è del vero, che siamo governati da dei gran figli di p., ma allo stesso tempo è pur vero che li supportiamo e sopportiamo, non solo perchè sono nascosti, potenti, abili, ecc. ecc. ma anche perchè così “esterni” a noantri forse non sono, rappresentando il lato oscuro dell’animo umano. Mi fan pena quelli che s’illudono di risolvere tutto distruggendo il mostro, perchè alla fin fine combattono più contro se stessi che contro i mulini a vento. Ne abbiamo prove provate in continuazione, basta saperle vedere oltre l’apparenza.

Iacopo67
Iacopo67
30 Marzo 2011 13:02

Condivido e sostengo appieno questo tuo punto di vista, che hai espresso con chiarezza, come tuo solito. Ciao.

rasna-zal
rasna-zal
30 Marzo 2011 13:02

Condivido la tua analisi, il mio intendimento non è negare le colpe che abbiamo e che per altro non nega neppure Barnard che individua chiaramente il nostro lassismo come fonte del potere delle elites.

Altra cosa Alberto, è dovermi succhiare la filippica di Mensa ogni qual volta apro un articolo di Barnard, altra cosa è comprendere effettivamente da dove prende spunto questa benedetta filippica; non dirmi che la defenestrazione fisica delle elites è anche nei tuoi piani concreti oltre che nelle fantasie che non vedremo mai, perchè non ci credo.
Questi, a mio avviso, non sono argomenti tali da giustificare una cosi serrata battaglia, fatta soprattutto di slogan strillati e risaputi, che non apportano nulla alla discussione.

Mi ci metto pure io, mio malgrado, ma questa cosa, e sopratutto i modi, non mi vanno giù.
Ciao
Earth
Earth
30 Marzo 2011 14:28

Hai dei link o dei titoli cosi’ lo posso cercare? Mi piacerebbe vedere in quale tv sta apparendo e come reagisce il mainstream di fronte alle sue accuse.

RicBo
RicBo
30 Marzo 2011 14:31

Finalmente sig. Mensa siamo d’accordo su qualcosa (non so quanto questo le importi): la Soluzione di Barnard é quella di avere massima fiducia nel ruolo dello Stato che agisce in funzione anticiclica e magicamente, attraverso politiche monetarie e finanziare di matrice keynesiana, redistribuisce la ricchezza prodotta a tutti i suoi cittadini in parti uguali (se non proprio uguali, a ciascuno secondo merito…)
Io a casa mia questo lo chiamo Socialismo.
Qualcosa a cui neanche la Svezia di Olof Palme é arrivata, pur avvicinadosi.
Come ben dice lei, ci si scorda che lo Stato è espressione del Potere (borghese) dominante e che la democrazia é lo specchio per le allodole che ci hanno mostrato per farci credere di avere il potere di decidere sul nostro futuro (si potrebbe obiettare che ci sono eccezioni a questo stato di cose ma in generale è così).
Il vero problema, che Barnard solo sfiora perchè è davvero la questione del secolo, è Come Superare il Capitalismo, perchè quello che chiama Time Machine, altro non è che il capitalismo neoliberista.
Capisc’amme…

RicBo
RicBo
30 Marzo 2011 14:32

La Soluzione di Barnard é quella di avere massima fiducia nel ruolo dello Stato che agisce in funzione anticiclica e magicamente, attraverso politiche monetarie e finanziare di matrice keynesiana, redistribuisce la ricchezza prodotta a tutti i suoi cittadini in parti uguali (se non proprio uguali, a ciascuno secondo merito…)
Io a casa mia questo lo chiamo Socialismo.
Qualcosa a cui neanche la Svezia di Olof Palme é arrivata, pur avvicinadosi.
Ci si scorda che lo Stato è espressione del Potere (borghese) dominante e che la democrazia é lo specchio per le allodole che ci hanno mostrato per farci credere di avere il potere di decidere sul nostro futuro (si potrebbe obiettare che ci sono eccezioni a questo stato di cose ma in generale è così).
Il vero problema, che Barnard solo sfiora perchè è davvero la questione del secolo, è Come Superare il Capitalismo, perchè quello che chiama Time Machine, altro non è che il capitalismo neoliberista.
Capisc’amme…

Gariznator
Gariznator
30 Marzo 2011 15:37

era una domanda. non sono riuscito a mandare un messaggio privato a davide. scusami tanto

doppio
doppio
30 Marzo 2011 15:52

barnard è stupendo,(nonostante non creda al 9/11), e suscita passione,seguito e forti contrasti. Io mi considero un suo fan e vorrei sapere se come barnardiani possiamo almeno una volta trovarci assieme anche solo per guardarci in faccia, se non per formare un qualche tipo di aggregato. C’è qualcuno nei dintorni di Terni??

RicBo
RicBo
30 Marzo 2011 15:56

io vivo all’estero anche se conosco B. personalmente (sono originario di Bologna) e ti posso dire che dovrebbe essere un fan club clandestino anche solo fare una pagina in facebook sarebbe contro i suoi principi ci sputerebbe in faccia

amensa
amensa
30 Marzo 2011 17:09

solo perchè CdC non pubblica in home anche i miei scritti.
se vuoi disscutere seriamente, trova pure tu il “campo di gioco” basta ch enon ti porti pure la claque, perchè quella dà un po’ fastidio.
resta sempre il fatto che aspetto ch etu entri nel merito degli scritti…. e cioè indichi i punti su cui dissenti.

amensa
amensa
30 Marzo 2011 17:21

@ rasna-zal
ora che ti sei sfogato, mi hai fatto il tuo bel pistolotto, rispondimi a una domanda facile facile.
premesso che sono d’accordo che il vero potere sia in mano a una minoranza, secondo te, chi ha permesso che questa minoranza acquisisse tutto questo potere ?………. se attingi la risposta dagli scritti di Paolo, avvertimi solo, non mi interessa da quale scritto, lo troverò io.
ps. ti ricordo che è da 65 anni ch eci riempiamo la bocca della parola “democrazia”.

Earth
Earth
30 Marzo 2011 17:42

Poi si lamenta che non si trova la soluzione. Che grande uomo 😀

venezia63jr
venezia63jr
30 Marzo 2011 18:13

Ascolta, barnard, ha gia’ dato la soluzione. Informati sulla ricetta “Barnard”.

mikaela
mikaela
30 Marzo 2011 18:25
  • 1 barnard e’ stupendo
  • 2 non crede all’9/11
  • 3 suscita passione
  • 4 seguito
  • 5 forti contrasti

Comedonchisciotte e’ un grande Forum fatto proprio per far incontrare la gente vicina e lontana, non limitare i tuoi commenti solo con aggettivi qualificativi come faccio io che non ho propieta’ di linguaggio.Siamo qui proprio per uno scambio d’idee sulle rarissime informazioni che solo un giornalista senza guinzaglio come Barnard puo’ scrivere.
Comincia da qui,inizia a farci sapere la tua opinione scrivi cosa ne pensi, vedrai che gli amici arriveranno.
Potresti anche andare in futuro ad un incontro con Barnard piu’ vicino a Terni sono sicura che troverai tanti amici. Per quanto riguarda 9/11 dire “Barnard non crede ” e’ errato, dovresti leggere prima quello che ha scritto in proposito e poi esprimere un giudizio. Sotto ti metto i links Ciao.

Tornare alla lucidità sul ‘complotto’ dell’11/9
[www.paolobarnard.info]

Guardate i primi dieci minuti di ‘11 Settembre 2001 Inganno Globale’ [www.paolobarnard.info]

mikaela
mikaela
30 Marzo 2011 18:35

“fan club” “sputerebbe in faccia”
Ma che ternini usi ?

rasna-zal
rasna-zal
30 Marzo 2011 18:47

Il discorso di Barnard è semplice: – noi (i 6 Miliardi) abbiamo un nemico; – il nemico è una minaccia, ha un piano, il potere gli è stato ceduto da noi stessi; – Il nemico ha un nome: io lo urlo forte affinchè voi tutti possiate vederlo e riconoscerlo. E’ evidente che il “nemico” (elites, the machine,…) è legato al potere, chi lo nega: Barnard? E’ evidente chi gli ha ceduto il potere, chi lo nega: Barnard? E evidente che il potere va gestito in altra maniera, chi lo nega: Barnard? ma sopratutto, il lavoro di Barnard è fatto per individuare una nuova forma di stato sociale oppure è volto specificatamente alla denuncia del rischio che si palesa (the machine,…)? Non è lui che dice dobbiamo capire chi è il nemico e dobbiamo prendere tempo per pensare, pensare, pensare. Questo che significa, andare alla prossima riunione del Bilderberg e immolarsi in una detonazione al C4? Non credo, no? Personalmete non credo nella parola “democrazia”, niente riferito a questa parola mi rappresenta, come non ho difficoltà a credere che non rappresenti neanche te. Ma questo è un altro discorso, anche se è strettamente legato all’altro, un discorso dove non possiamo muovere… Leggi tutto »

Earth
Earth
30 Marzo 2011 19:32

C’e’ una piccolissima falla nella richiesta di aiuto, perche’ questa e’, una richiesta di aiuto per una soluzione. Qual’e’ la falla? Ah si, chi e’ intelligente abbastanza da poter trovare una soluzione per distruggere o modificare l’andamento della The Machine, lo e’ anche per poterlo utilizzare a suo piacimento e a trarne profitti da essa per la sua famiglia e molte generazioni a venire 😀 Probabilmente questa persona poi non viene nemmeno considerata dalle persone, perche’ incapaci di comprenderlo, dovrebbe agire totalmente da sola e quindi… chi glie lo fa fare? Non fatemi ridere dicendo che tante teste a pensare siano meglio di una, lo dimostra il campo dei fisici che non e’ cosi’, l’idea geniale viene solo a una persona e gli altri seguono, la elaborano, ma qui davvero che si interessa attivamente a questo problema chi c’e’? Solo mortaccioni e pensionati, per i primi va tutto il mio rispetto, ma di sicuro non affido il destino dell’umanita’ a loro per il semplice motivo che se lo sono, non sono stati capaci di far fruttare due euro sfruttando per l’appunto il sistema, figurati se riuscirebbero ad uccidere il sistema, come spiega bene barnard quando dice zampette e antennine. Quindi… Leggi tutto »

ottavino
ottavino
30 Marzo 2011 23:34

Barnard fa la solita analisi anche accurata, anche condivisibile, ma commette il solito errore di generazioni di contestatori, lui vede i “cattivi” che dominano i “buoni”, il popolo oppresso. Nella realtà la situazione non è questa. Sono le persone cosiddette “normali” il vero motore di tutto questo. Solo se cambiano le aspirazioni e i desideri delle persone comuni avrai un cambiamento. Il solito concetto del distruggere l’elite padrona per liberare le masse è illusorio.

rasna-zal
rasna-zal
31 Marzo 2011 2:48

Questa [la colpa] è parte integrante del problema.

L’analisi parte da qui: se l’umanità non si fosse assuefatta al potere che la governa, se non avesse delegato loro ogni briciola di futuro, anche quello dei loro amatissimi figli in cambio di una esistenza commerciale ed una vita trasposta e masmediatica, sicuramente questo appello di Barnard non avrebbe avuto senso.

Quale è l’unico modo di svegliare un uomo da un sogno che si è costruito?

Svelargli l’orrore che si cela dietro, forse a quel punto potrà rendersi conto delle sue mancanze e reagire al suo stato.

Il problema è che oggi la gente vive una vita costruita su modelli ben pensati per non far sfuggire nessuno, chiamala come vuoi, The Machine, Matrix,ecc…, bisogna svelare l’inganno, poi la presa di coscienza, poi l’analisi delle colpe.

Impossibile per la società egocentrica di oggi partire dalla fine.
amensa
amensa
31 Marzo 2011 6:42

ok . grazie.
lo farò

marco76
marco76
31 Marzo 2011 7:19

Forse dimenticate una cosa importante, voi che sempre criticate Barnard…Paolo critica pesantemente la sterilità del popolo…leggetevi tutti i suoi articoli nel suo sito…Ci ha raccontato chi è il potere, ci ha detto quello che questo potere ha fatto e farà, e soprattutto ci ha detto come il potere ci ha trasformato in persone dalla mente offuscata e dalla voglia di combattere per i nostri diritti pari allo zero…Senza dimenticare uno dei suoi primi scritti in cui diceva che se noi persone normali non ci mettiamo in testa di dover rinunciare a molte delle cose inutili che ci circondano ( che ci fanno credere abilmente invece indispensabili ) e a cambiare stile di vita, il mondo mai prenderà la giusta piega… In quanto al come reagire, non mi sembra ( rivolto soprattutto ad amensa ) non dica la sua, anzi…Che poi la sua teoria di una nazione dove lo Stato funzioni come deve, con la piena occupazione ecc… possa presentare delle parti sbagliati e da vedere, almeno qualcuno che propone qualcosa c’è… Credo ci sia parecchio, anzi troppo, astio nei confronti di un giornalista che per dire quello che pensa e le cose come stanno, ha sbattuto la porta in faccia… Leggi tutto »