RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 12 Seconda Parte

Bella la storia della rivolta egiziana, eh? La democrazia che nasce in un Paese. Un popolo che riprende in mano il suo destino. Ci può essere qualcosa di negativo in questo? Possiamo non sorridere compiaciuti per una volta?... Sì che possiamo, e anzi, dovremmo preoccuparci, pulitevi quel sorriso dalla faccia. Perché il mondo non è quello che vediamo, il mondo è quello che il Vero Potere non ci fa mai vedere. Infatti mentre il Cairo sperava, e proprio a causa di quella speranza, milioni di altri poveracci prendevano una sberla colossale, in termini di sussistenza, lavoro, reddito. Un egiziano lotta per vivere meglio, e un pakistano ‘a causa sua’ perde il lavoro e va alla disperazione. Questo è il mondo vero, care ‘belle anime’, il mondo dove in una decina di stanze occidentali un centinaio di uomini guarda alla Tv la rivolta a Tahrir Square e le esitazioni di Hosni Mubarak, come voi, solo che questi uomini poi alzano la cornetta del telefono a danno ordini secchi, e così decime di miliardi di dollari spariscono in poche ore dai mercati cosiddetti emergenti, quelli che hanno bisogno di quel denaro come i tuoi polmoni del prossimo respiro.In un Paese come il Bangladesh si tratta di decine di finanziarie che volano via, assieme al lavoro di qualche decina di migliaia di persone, che hanno famiglia come te, che ieri hanno messo a letto la bimba come hai fatto tu, ma che domani che faranno? Ciò accade perché, come ho mille volte scritto, il mondo vero è governato dal Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori, e la loro sentenza passata in giudicato il 4 febbraio è stata questa: “C’è un paradosso nei mercati… il successo delle proteste al Cairo potrebbe rendere il resto della regione caotico, se ispira i popoli di altri regimi… ci sono segni di stress nel sistema, perché la protesta egiziana sta incoraggiando i manifestanti in Yemen, Algeria, Bahrain e Iran”… l’atmosfera sarà anche elettrizzata in Egitto, ma l’umore è decisamente più grigio nella stanze di business in Europa e America” (Financial Times).

Che significa? Significa che gli investitori, coloro cioè che decidono se il tuo Paese avrà i fondi per vivere o no, hanno pensato che era meglio levare di corsa il loro denaro dalle nazioni emergenti, soprattutto quelle con regimi autoritari, perché a rischio di contagio della rivolta araba, e quindi a rischio di instabilità per chi fa business. Hanno preso il colossale malloppo e lo hanno piazzato nei porti sicuri come i titoli di Stato USA, lo Yen giapponese o le materie prime. Questa è miseria che piomba di colpo nella casa di milioni di Bashir o Nawaz, di Ngoro o di Muanna, coi loro figli, i loro debiti, le loro malattie, le loro speranze. Vuoi ancora sorridere? E c’è di peggio. Perché gli stessi investitori, come detto sopra, getteranno i denari sottratti al Bangladesh o all’Indonesia in porti sicuri come le materie prime, cioè grano o mais, e i prezzi di quelle preziose materie schizzerà alle stelle per la solita questione della domanda e offerta. E poco importa se qui da noi la Barilla si gratterà il capo per non aumentare i bucatini di 5 centesimi, il dramma è che in ¾ del mondo quelle variazioni significano letteralmente la fame per orde di esseri umani che contano sulla farina o sul mais per arrivare al giorno dopo. Ecco cosa possono fare i commodities traders, sapevi che esistevano? I nomi? Che so… Bunge, Archer Daniels Midland, ADM, Gavilon, li conoscevi? Spegni la Tv o Facebook, con le belle news dal Cairo. Al massimo un sorrisetto per i fratelli egiziani, poi mettiti a pensare col magone, perché il mondo vero è un’altra cosa.

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella gente lì”, vero?

In tema di occupazione Michele Santoro cosa fa? Sempre la stessa cosa, prende i soliti lavoratori alla disperazione e li mette davanti a una telecamera dove all’altro capo c’è un politico italiano, spesso oggi Tremonti, che deve spiegare le cause delle loro miserie. Cioè, la grande informazione, anche quella fintamente di sinistra, non fa altro che dirci che i problemi di chi soffre nello stipendio stanno a Roma, magari proprio nel politico ‘odioso designato’ del momento. Mai e poi mai diranno la verità, spesso per malafede, ma di fatto non gliela dicono a quei lavoratori.

Gli hanno per caso mai detto che in molti casi è lo Sweating the Assets da parte degli Equity Funds che ha fottuto il posto di lavoro degli operai di quell’azienda di Sassari, o di Como, o Bologna? Gli dicono mai che sono le politiche macroeconomiche del Fondo Monetario Internazionale ad aver prosciugato la Aggregate Demand nel mondo, che ha ridotto drasticamente anche la richiesta di merci italiane da parte di decine di Paesi emergenti del mondo?

Sweating the Assets: gli speculatori degli Equity Funds individuano un’azienda italiana appetibile, cioè che genera buoni profitti a fronte di un indebitamento limitato. La comprano con un take over azionario, e poi emettono titoli nel nome di quell’azienda che promettono interessi alti a chi li compra. Con i soldi dei compratori pagano i loro debiti per l’acquisto dell’azienda, poi la spremono come un limone vendendo tutto ciò che possiede e che abbia un valore (s’intascano i profitti), tagliano i salari, licenziano una quota di lavoratori con la scusa della crisi economica, e alla fine lasciano uno scheletro di azienda in rovina che fa bancarotta o viene venduta dai filibustieri dell’Equity Fund per pochi soldi (che di nuovo incassano). Gli acquirenti dei titoli rimangono fregati, e i dipendenti versano lacrime e sangue. Altro che Tremonti. L’economista Jan Toporowsky sostiene che questa sia una delle principali cause di fallimento aziendale del mondo. Di nuovo: tu e il tuo destino di padre o madre di famiglia, anche qui, da noi.

Cos’è la crisi dell’Aggregate Demand? Dovete capire che noi Paesi ricchi non siamo sempre autosufficienti, cioè non bastiamo a noi stessi per produrre e venderci tutto ciò che ci serve, cioè per mantenere al lavoro il maggior numero di persone possibile. Da almeno 20 anni una fetta sempre maggiore del nostro reddito dipende da quanto comprano da noi diversi Paesi cosiddetti emergenti. Essi ‘emersero’ negli anni ’80 e promettevano bene, anche nella prospettiva dei loro cittadini, non solo per i soliti ricconi. Ma ovviamente il Vero Potere gli è piombato addosso, per mano del Fondo Monetario Internazionale e delle sue regole di gestione economica tutte volte a spremere la gente e a tutelare gli investitori. Una lunga e incredibile storia che non posso trattare qui. Di fatto, testimoniano fior di economisti fra cui il Nobel Joseph Stiglitz o Jeffrey Sachs con a sostegno l’evidenza dei fatti, le regole del FMI hanno devastato quelle economie emergenti portandole in diversi casi al fallimento (le nazioni cosiddette Tigri asiatiche, Messico, e altri). Il fallimento e quelle stesse regole hanno gettato quei Paesi in debiti a spirale che potevano ripagare solo in dollari, che non possedevano a sufficienza. Per un decennio hanno sudato lacrime e sangue per trovare il bigliettoni verdi necessari, a costi umani inenarrabili. Ma hanno imparato la lezione. Infatti oggi quegli stessi Paesi sono diventati avidi accumulatori di dollari nei loro fondi sovrani, che NON vogliono spendere proprio per non ritrovarsi mai più in quelle condizioni terribili. Ma se non li spendono significa che non comprano da noi, quindi cala la domanda di merci e servizi (la Aggregate Demand) italiani, francesi, olandesi ecc. Significa letteralmente, per fare il solito chiaro esempio, che la ditta di maglieria di Carpi che aveva una fetta grossa di fatturato acquistata da Korea del Sud, India, o Taiwan e Singapore, ora non vende più come prima, e licenzia o precarizza a man bassa. In Italia questo fenomeno ha afflitto una quota di commercio estero enorme, e come sempre sei tu o tua moglie a soffrire. Altro che Tremonti, caro Santoro, poveracci quelli che in buona fede si accalcano davanti alle tue telecamere.

Sweating the Assets, Equity Funds, crisi di Aggregate Demand… milioni di posti di lavoro nel mondo succhiati da quelle idrovore.

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

Banane equosolidali, Gruppi di Acquisto Solidali, l’orto biologico, i pacchi di pasta per Mani Tese… certo, come no. Fra il miliardo di persone che fanno la fame ogni giorno e tutti quelli che invece mangiano come maiali sempre, o mangerebbero come maiali sempre, la differenza non è che non ci sia cibo per sfamare tutti, lo si sa; la differenza si chiama appetito, solo questo, e non sto scherzando. Il fatto è che in realtà di cibo per l’appetito dei secondi non ce n’è veramente a sufficienza. Oggi una lunga lista di Paesi, che vanno da quelli del Golfo a India e Cina fino ai ricchi del G8, fatica a trovare sui mercati tutto ciò che consuma a tavola. Forse non lo avete presente, ma dietro ogni nostro boccone a pranzo o cena c’è una guerra immane e dalle conseguenze oscene per accaparrarsi il cibo, resa ancor più ignobile dalla presenza di lei, The Machine. E’ in corso una gara immensa e a colpi di miliardi di euro per conquistare terreni coltivabili a suon di milioni di ettari dove coltivare o allevare ciò che noi consumiamo. A competere sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo ma anche i ricchi dell’Occidente; se per i primi si tratta appunto di trovare sempre più riso o carne, per noi si tratta anche di speculare in finanza su queste nuove produzioni, che promettono talmente bene da garantire già oggi interessi dal 20 al 40% sul capitale investito (metro di misura: un titolo di Stato rende in media, se va bene, un 5%).

Qui l’intersezione fra consumismo e finanza speculativa è anche più oscena e micidiale di ciò che ho descritto ne Il Più Grande Crimine e Aggiornamenti, poiché il Vero Potere infligge a noi disoccupazione, dipendenza e perdita totale di democrazia, ma nel caso della corsa al cibo esso infligge morte fisica e miserie inenarrabili a centinaia di milioni di persone. Perché? Semplice: la combinazione fra l’effettiva grande richiesta di alimenti, la conseguente aspettativa da parte dei mercati che essi si venderanno sempre più, e la montagna di miliardi che per quella precisa ragione vi si investono, ha fatto schizzare il prezzo delle materie prime alimentari alle stelle - la FAO nel 2008 ha stimato un aumento del 52% in pochi mesi – e ciò per chi conta sul mais o sul riso per letteralmente arrivare al giorno dopo, è una condanna a morte. A peggiorare la situazione, sempre nel costo al rialzo di quelle materie, ci sono altre cause, come il fatto che sempre più cereali sono richiesti per sfamare gli animali che noi divoriamo; oppure la produzione del nostro etanolo, che ci dovrebbe alleggerire la dipendenza dal petrolio, ma che risucchia dalle bocche degli affamati altrettanto mais con cui lo si produce; e infine la considerazione che per produrre il cibo occorre come sempre una mare di petrolio, che oggi costa tantissimo e così aumentano i prezzi degli alimenti. Mi soffermo brevemente su questi due ultimi punti: la situazione dell’uso di mais per l’etanolo è divenuta così grave per i poveri del mondo che addirittura ha mosso le proteste del numero uno del colosso alimentare Nestlè, Peter Brabeck-Letmathe, in occasione di un discorso fatto al Council on Foreign Relations a metà marzo. Brabeck-Letmathe, che non è certo un benefattore, ha però ricordato una cosa estremamente importante e destabilizzante per le ‘belle anime’ di sinistra: è la nostra esigenza di ridurre l’inquinamento ambientale che ci ha portato verso l’etanolo, e chi paga il prezzo delle nostre politiche verdi sono però i soliti disgraziati ‘negri’ del Sud, che appunto fanno la fame. E sul secondo argomento, l’uso del petrolio per il nostro cibo, cito alcuni dati essenziali: per produrre ogni singola caloria di cibo (soprattutto grano) occorrono in media da una a dieci calorie di combustibili fossili. I cereali per arrivare sulla nostra tavola richiedono 4 calorie fossili per ogni caloria che ci danno. La carne di manzo ne richiede 35 di calorie fossili per darne una a noi, quella di maiale vuole 68 calorie fossili per ogni caloria alimentare che offre. Ogni innocente verdura che vediamo in vendita è all’apice di uno spreco incredibile di idrocarburi. Ad esempio per lavorare e fertilizzare i campi dello Stato americano dello Iowa occorre ogni anno l’energia equivalente a quella di 4.000 bombe termonucleari, energia fornita interamente dal petrolio. Come già detto, il globo consuma ogni anno 15.000 miliardi di watt, quasi tutti prodotti da combustibili fossili, e il 73% di questa energia va in agricoltura, luce domestica e trasporti. Le guerre, le ribellioni in Medioriente, la speculazione degli investitori, sparano alle stelle il prezzo del greggio e così anche quello del cibo: fame e disperazione dei ‘negri’.

Ma noi vogliamo mangiare sempre e che sia tanto. Ok. Eccovi dunque la corsa per il cibo dove stiamo letteralmente comprando intere fette di Paesi poveri da coltivare con tecnologie spaziali, manodopera ovviamente da fame, e profitti da capogiro per gli investitori. Una corsa spietata, immensa, infermabile visto che miliardi di persone poi pretendono quella roba ogni giorno:

Il Bahrain si è gettato a divorar terreno in India, Pakistan, Filippine, Sudan, Egitto, Iraq, con gruppi come il TRAFCO e il MAP, oltre allo stesso governo. La Cina, è ad arraffare terre in Brasile, Cuba, Birmania, Cameroon, Messico, Kazakhstan, Laos, Mozambico, Filippine, Uganda, Tanzania, Zimbabwe, col governo, con il gigante della telefonia ZTE, e Balckstone che è una degli Equity Funds più grandi al mondo. Gli Stati del Golfo sono arrivati in tutta l’Africa (in Somalia soprattutto), in Brasile e in Asia con Agricapital, che è un fondo di investimento islamico da un miliardo di dollari in cash. L’India si è gettata su Argentina, Brasile, Birmania, Paraguay, Uruguay, Indonesia, con la aziende Ruchi Soya, KS Oil e Godrej. Il Giappone compra in Cina, Brasile, Egitto, Sud America, e Sud Est asiatico, attraverso Mitsui, Itochu, Sumitomo, Asahi, quest’ultima già produce in Cina latte che costa il 50% in più del prodotto locale e viene spinto con un marketing aggressivo che sospinge a sua volta gli altri prezzi in alto. Il Kuwait è sbarcato a fare acquisti di campagne in Birmania, Cambogia, Egitto, Marocco, Yemen, Laos, Uganda, Sudan, con la famiglia Al-Sabah al comando che stringe affari con i ceffi del governo di Khartoum. Il Qatar si è fiondato su Pakistan, Tajikistan, Sudan, Turchia, Vietnam, dove possiede un Investment Fund da 900 milioni di dollari, e infine compra risaie a man bassa in Cambogia, dove il governo spera di esportare a fiume il prezioso chicco a 10 milioni di tonnellate all’anno nonostante nelle sue campagne si faccia ancora la fame, vera. L’Arabia Saudita è in Brasile, Etiopia, Filippine, Senegal, Uganda, Ukraina, Indonesia, Kazakhstan, Pakistan, Sudan, Tailandia, con la famiglia reale, con il Al Rabie Group e… coi Bin Laden, certo, che hanno piazzato una scommessa da 4,3 miliardi di dollari su immensi campi di riso in Indonesia. La Korea del Sud cerca terre in Russia, Argentina, Sudan, Cambogia, Laos, Mongolia, Indonesia, e ha persino invitato il criminale presidente Al-Bashir a una piena cooperazione che prevede centinaia di migliaia di ettari dove coltivare grano, da esportare tutto, fino all’ultimo chicco, in Korea, mentre in Sudan lo sappiamo, crepano di denutrizione. Poi ci sono gli Emirati Arabi Uniti, che valgono una menzione perché oltre a essere anch’essi ovunque a comprare, hanno chiesto al Pakistan l’esenzione dalle leggi nazionali che limitano l’esportazione di alimenti, visto che i pakistani sono alla bancarotta proprio a causa delle speculazioni alimentari. E poi ci siamo noi…

Ma noi occidentali, oltre ad acquistare intere regioni come i sopraccitati, siamo specializzati in speculazione sulle produzioni già in corso e su quelle future. La Svezia con Alpcot Agro e Black Earth farming; la Gran Bretagna con Barklays Capital, con Cru Investment Management che promette interessi del 30-40%!, con Dexion Capital, con Knight Frank e il suo Hedge Fund fatto per l’occasione, con Lonrho, con Landkom, con Bidwells, con Schroders che promette il 15% lungo solo 5-10 anni di investimenti, con T4M. La Danimarca con Trigon Agri. L’Olanda con Louis Dreyfus. Gli Stati Uniti, che piazzano nella corsa il colosso delle speculazioni Goldman Sachs, l’altro gigante Morgan Stanley, BalckRock che ha lanciato un Hedge Fund per questo da 200 milioni di dollari, e RAV Agro Pro in partnership con Israele e la Gran Bretagna. Infine la Germania, la cui Deutsche Bank investe 60 milioni di dollari in Cina, ma che fa la parte del leone con una partnership americana da 450 milioni per acquisire terre in Europa. A fare da ombrello a questa corsa dei pirana agricoli c’è l’International Finance Corporation della Banca Mondiale, che “sta lavorando sodo in Ukraina e in altre nazioni per assicurarsi che le terre coltivabili siano vendute agli investitori stranieri attraverso le riforme di mercato, e ha investito nel solo 2008 1,4 miliardi di dollari per l’agribusiness” (GRAIN, 24/10/08). Segue il codazzo degli Hedge Funds e banche come Agri-Vie Fund, Africa Invest, Emergent, Dutch Rabobank, BNP Paribas, o Credit Agricole.

Dovete immaginare che con promesse fatte agli investitori di profitti nell’ordine del 15 o 40% sul capitale investito, si esclude categoricamente qualsiasi significativa condivisione dei guadagni con le popolazioni locali. Nessuno fa miracoli. Inoltre non va dimenticato che essendo lo scopo di tutto ciò l’accaparramento di forniture a catena per i megamarket a prezzi sempre più bassi, e contando che già i prezzi sono alti per le ragioni dette più sopra, le ‘belle anime’ si possono scordare qualsiasi accenno al biologico e all’equosolidale. Si tenga conto poi dell’impatto ambientale di questi milioni di ettari trasformati in serre high tech, e la devastazione delle catene di piccola produzione di cibo a livello locale, quella che sfama milioni di villaggi. Ma The Machine non ne ha ancora a sufficienza.

Essa specula anche sulle forniture fondamentali per l’agricoltura, come le sementi, i fertilizzanti, il grano, e i macchinari. Da una parte i suoi servi nelle organizzazioni sovranazionali, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio che regola quasi tutto con leggi più potenti di quelle nazionali, stanno lavorando duramente per ottenere che le sementi divengano proprietà brevettate, e non più un bene di tutti da piantare gratis (con il bene placido del buon Bill Gates che da una parte fa la sua carità all’Africa e dall’altra lavora all’OMC per difendere i brevetti di cui sopra). Dall’altra si è organizzata in monopoli giganteschi che posseggono in pratica l’esclusiva di quelle forniture essenziali. Cargill, ADM, e Bunge hanno in mano le sementi e hanno incassato l’anno scorso quasi otto miliardi di dollari fra di loro, tutti profitti. Potash Corp. , Mosaic e Yara controllano i fertilizzanti, con 11 miliardi di profitti. Monsanto, Syngenta, Bayer, Dow, e BASF, trattano sementi e pesticidi e hanno intascato 7,5 miliardi. AGCO, John Deere, New Holland fanno i macchinari sono a 4,9 miliardi. Con un potere del genere e quasi monopolio su ciò che vendono, questi colossi possono strizzare i contadini come stracci, e sappiate che lo fanno anche ai ricchi, infatti negli USA le spese di produzione in agricoltura si mangiano il 77% degli incassi lordi. Immaginate in Sudan. Il risultato è, di nuovo, l’aumento dei prezzi dei prodotti, quindi crisi alimentare, rivolte, instabilità politica, e fame fino alla morte.

Tutto questo, ma veramente, sta dietro alla tua spesa alla COOP, o qualsiasi altro punto vendita di cibarie. Inutile fare gli ipocriti o ventilare soluzioni da favola della Befana – i Gruppi di Acquisto Solidali!... forza biologico!... il fotovoltaico!... – i numeri sono quelli elencati, i miliardi di bocche sono quelle che pretendono volumi immensi di cibo, sempre, e a prezzi da tenere bassi, il che nell’attuale sistema dei mercati è proprio una guerra globale. Una macchina mostruosa che macina capitali mostruosi e che ha alle spalle tutti i Paesi ricchi e quasi tutti quelli emergenti, me le ‘belle anime’… “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, con le loro zampette e le loro antennine.

E poi c’è il resto...

Ne ho già parlato in altri articoli. C’è lo strapotere sovranazionale del Trattato di Lisbona in tutta Europa, cioè la morte delle sovranità dei nostri parlamenti; c’è il Neomercantilismo dei mega conglomerati industriali all’arrembaggio che divora redditi e diritti al lavoro; c’è la morsa Neoliberista (giusta disoccupazione, bassi salari, governi minimi) su tutta l’ideologia economica che conta al mondo; c’è la sopraccitata Organizzazione Mondiale del Commercio che detta legge sovranazionale su tutti i commerci, salute pubblica, diritti del lavoro, per miliardi di esseri umani; ci sono i club delle Globocrazia (The Economist) come il World Economic Forum di Davos, la Commissione Trilaterale, il Boao Meeting in Cina o il Council on Foreign Relations, poi il Bilderberg sopra a tutti; c’è l’apparato industriale militare con i suoi mille e cinquecento miliardi di dollari di fatturato, ma che è anche la fonte di gran parte della tecnologia medica moderna, senza la quale anche le ‘belle anime’ vanno al Creatore in caso d’infarto o incidente o gravidanza a rischio ecc. E mi fermo qui, a continuare si rischia l’impietosità.

… Non vi posso mentire sulle vostre chance”, ma sul futuro abbiamo un dovere.

Noi persone di questa epoca storica sappiamo in quale sistema moriremo, si chiama The Machine, il Vero Potere, pace a noi. Ma sul futuro di chi verrà dopo i figli dei nostri figli, abbiamo un dovere, sempre che esista una categoria morale di questo tipo. Dobbiamo iniziare il lavoro di divulgazione ai cittadini di chi sia il Vero Potere e di come lavora proprio sulle nostre vite di ogni giorno. Trasmettere la non speranza di oggi ma aiutare chi ci ascolta a superare il primo sconforto, che è la morte dell’azione futura a causa proprio di questa infantile ostinazione degli attivisti a voler vedere subito il cambiamento. Poi però usare il pensiero per capire come si pongono i primi mattoni di una rivoluzione del futuro, esattamente come fecero gli Illuministi e i pensatori democratici di oltre 2 secoli fa, i quali certo sapevano che sarebbero morti senza che nulla dei loro ideali fosse neppure vicino alla realizzazione. Dobbiamo essere come loro. Sì, dobbiamo pensare, pensare e pensare, e non farci prendere dall’altrettanto infantile desiderio di emozioni e sprecarci in feste di piazza, gruppetti col personaggio Guru, attivismo di tastiera, e isterismi anti Berlusconi. Stare a casa a pensare, esattamente ciò che hanno fatto i cervelli del Vero Potere quando in 70 anni hanno decretato la fine della Storia di due secoli e mezzo, e ci sono riusciti. E smettete di chiedere a quelli come me le soluzioni. Pensatele voi, ciascuno l’ideologo di se stesso, ma pensate con calma, perché The Machine non è Berlusconi o la Camorra, o la Casta, magari lo fosse. The Machine è immensa e immensamente abile. Richiede strategie alla sua altezza, e soprattutto deve essere prima di tutto capita. Avete capito ora? Divulgate, mettetevi a pensare, con lo sguardo generoso di chi regala se stesso per il futuro di chi ancora non è nato.

fine

Commenti (45)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. marco76 31 marzo 2011

      Forse dimenticate una cosa importante, voi che sempre criticate Barnard...Paolo critica pesantemente la sterilità del popolo...leggetevi tutti i suoi articoli nel suo sito...Ci ha raccontato chi è il potere, ci ha detto quello che questo potere ha fatto e farà, e soprattutto ci ha detto come il potere ci ha trasformato in persone dalla mente offuscata e dalla voglia di combattere per i nostri diritti pari allo zero...Senza dimenticare uno dei suoi primi scritti in cui diceva che se noi persone normali non ci mettiamo in testa di dover rinunciare a molte delle cose inutili che ci circondano ( che ci fanno credere abilmente invece indispensabili ) e a cambiare stile di vita, il mondo mai prenderà la giusta piega...
      In quanto al come reagire, non mi sembra ( rivolto soprattutto ad amensa ) non dica la sua, anzi...Che poi la sua teoria di una nazione dove lo Stato funzioni come deve, con la piena occupazione ecc... possa presentare delle parti sbagliati e da vedere, almeno qualcuno che propone qualcosa c'è...
      Credo ci sia parecchio, anzi troppo, astio nei confronti di un giornalista che per dire quello che pensa e le cose come stanno, ha sbattuto la porta in faccia a una carriera sicura e ben retribuita...Poi però si fanno le raccolte firme per personaggi stile Travaglio & C. che straguadagnano per riempire l'etere di aria fritta...
      Incredibile

    1. amensa 31 marzo 2011

      ok . grazie.
      lo farò

    1. rasna-zal 31 marzo 2011

      Questa [la colpa] è parte integrante del problema.

      L'analisi parte da qui: se l'umanità non si fosse assuefatta al potere che la governa, se non avesse delegato loro ogni briciola di futuro, anche quello dei loro amatissimi figli in cambio di una esistenza commerciale ed una vita trasposta e masmediatica, sicuramente questo appello di Barnard non avrebbe avuto senso.
      Quale è l'unico modo di svegliare un uomo da un sogno che si è costruito?
      Svelargli l'orrore che si cela dietro, forse a quel punto potrà rendersi conto delle sue mancanze e reagire al suo stato.
      Il problema è che oggi la gente vive una vita costruita su modelli ben pensati per non far sfuggire nessuno, chiamala come vuoi, The Machine, Matrix,ecc..., bisogna svelare l'inganno, poi la presa di coscienza, poi l'analisi delle colpe.
      Impossibile per la società egocentrica di oggi partire dalla fine.

    1. ottavino 30 marzo 2011

      Barnard fa la solita analisi anche accurata, anche condivisibile, ma commette il solito errore di generazioni di contestatori, lui vede i "cattivi" che dominano i "buoni", il popolo oppresso. Nella realtà la situazione non è questa. Sono le persone cosiddette "normali" il vero motore di tutto questo. Solo se cambiano le aspirazioni e i desideri delle persone comuni avrai un cambiamento. Il solito concetto del distruggere l'elite padrona per liberare le masse è illusorio.

    1. Earth 30 marzo 2011

      C'e' una piccolissima falla nella richiesta di aiuto, perche' questa e', una richiesta di aiuto per una soluzione.
      Qual'e' la falla? Ah si, chi e' intelligente abbastanza da poter trovare una soluzione per distruggere o modificare l'andamento della The Machine, lo e' anche per poterlo utilizzare a suo piacimento e a trarne profitti da essa per la sua famiglia e molte generazioni a venire :D
      Probabilmente questa persona poi non viene nemmeno considerata dalle persone, perche' incapaci di comprenderlo, dovrebbe agire totalmente da sola e quindi... chi glie lo fa fare? Non fatemi ridere dicendo che tante teste a pensare siano meglio di una, lo dimostra il campo dei fisici che non e' cosi', l'idea geniale viene solo a una persona e gli altri seguono, la elaborano, ma qui davvero che si interessa attivamente a questo problema chi c'e'? Solo mortaccioni e pensionati, per i primi va tutto il mio rispetto, ma di sicuro non affido il destino dell'umanita' a loro per il semplice motivo che se lo sono, non sono stati capaci di far fruttare due euro sfruttando per l'appunto il sistema, figurati se riuscirebbero ad uccidere il sistema, come spiega bene barnard quando dice zampette e antennine. Quindi questo genio non potrebbe nemmeno fare un lavoro di gruppo, dovrebbe fare tutto da solo
      Infine questa persona dovrebbe essere dedita al martirio, chi pensa di potersi mettere contro la The Machine e colpire i suoi punti vitali senza essere prima ammazzato e' un folle.
      Scusate stavo dimenticando, e questo credo sia il punto cardine, per quale motivo poi dovrebbe farlo? Sacrificare la sua vita e quella dei suoi cari per gli altri? Ma seriamente, chi ha mai fatto qualcosa per te? Se sei nella merda prova a chiedere a un amico un aiuto, si beh dai non continuo neanche, avete tutti presente, figurati a un estraneo, molte volte nemmeno ai familiari...
      Dunque dovrebbe perdere tempo, molto tempo, soldi e famiglia, rischiare tutto, per questa grande massa di benevolenza vivente?
      Hey, sono un bel po' di varianti da tenere in considerazione vero? Se si potesse indicare con un numero la probabilita' che ogni variante sia positiva, penso che sia di molti ordini di grandezza superiore alla vincita del super enalotto, diciamo pure che e' quasi impossibile dai.
      Visto che non hai l'intelligenza di trovare la soluzione e stai chiedendo aiuto, altrimenti lo avresti gia' cambiato il sistema se solo tu avessi potuto o qualsiasi dei tuoi amichetti da cui reperisci informazioni, almeno cambia antifona e cerca di spiegare il perche' l'umanita' debba essere salvata a costo della sua vita, non tutti sono preparati a morire come lo sei tu B. e soprattutto che abbiano una concezione di essere umano come la tua, o meglio che abbiano la tua stessa ideologia, che e' il motivo principale per il quale ti muovi. Sta diventando palloso leggerti, chissa' perche', ma faccio davvero fatica a pensare che fai tutto questo solo per il benessere degli altri a scapito del tuo di benessere, penso invece che sei innamorato della tua ideologia e vuoi cambiare il mondo a tua somiglianza. Difatti stai anche cercando di creare delle "copie" di te, piuttosto che essere seguito, perche' se levi chi e' al comando, poi chi sta dietro si muove in modo scoordinato, confuso e infine dirottato, invece da bravo stai creando dei piccoli alter ego della tua ideologia, non ti devono seguire ma poi di tanto in tanto gli lanci delle istruzioni su delle tematiche a cui devono essere interessati, gli lasci giusto il tempo necessario per assimilarle fino all'invio della prossima istruzione, cosi' potranno agire anche senza di te. Quante volte hai detto di non voler scrivere piu' e poi sei tornato alla carica? ;) Un metodo subdolo e potente, ma peccato che in questo caso sia inefficace, la the machine e' gia' pronta e agisce ogni giorno contro questo, ovvero la individualita'.
      Forse solo su una cosa concordo, che passeranno centinaia e centinaia di anni prima che il mondo venga secondo tua concezione "liberato", libero da che cosa poi, visto che gia' la mettono la crocetta ogni 5 anni e non glie ne frega un cazzo di altro, li vuoi liberare dal calcio e tecnologia per farli pensare di piu'? O liberare le donne dalla moda e gossip?
      Mi pare che queste due attivita' siano molto piu' antiche del ventesimo secolo. Perche' io ho trovato queste informazioni e altre persone invece non lo hanno fatto? Probabilmente perche' non glie ne puo' fregar di meno? Ah no scusa non sono nemmeno d'accordo sul fatto che l'umanita' sia "liberata" tra centinaia di anni, siccome la medicina ha fatto passi enormi, entro la fine di questo secolo, ma anche prima, si scoprira' il segreto dell'immortalita'.
      E' finita, buona permanenza a tutti, il piu' che potete, su questo mondo.

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      Il discorso di Barnard è semplice:

      - noi (i 6 Miliardi) abbiamo un nemico;
      - il nemico è una minaccia, ha un piano, il potere gli è stato ceduto da noi stessi;
      - Il nemico ha un nome: io lo urlo forte affinchè voi tutti possiate vederlo e riconoscerlo.

      E' evidente che il "nemico" (elites, the machine,...) è legato al potere, chi lo nega: Barnard?
      E' evidente chi gli ha ceduto il potere, chi lo nega: Barnard?
      E evidente che il potere va gestito in altra maniera, chi lo nega: Barnard?

      ma sopratutto, il lavoro di Barnard è fatto per individuare una nuova forma di stato sociale oppure è volto specificatamente alla denuncia del rischio che si palesa (the machine,...)?

      Non è lui che dice dobbiamo capire chi è il nemico e dobbiamo prendere tempo per pensare, pensare, pensare. Questo che significa, andare alla prossima riunione del Bilderberg e immolarsi in una detonazione al C4?
      Non credo, no?

      Personalmete non credo nella parola "democrazia", niente riferito a questa parola mi rappresenta, come non ho difficoltà a credere che non rappresenti neanche te. Ma questo è un altro discorso, anche se è strettamente legato all'altro, un discorso dove non possiamo muovere accuse sull'intenzione contro Barnard perchè egli non l'ha affrontato, non credo per svista, non credo faziosamente, per saperlo basta chiedergielo: [email protected]

      Però, siccome il problema te lo poni tu, chiediglielo direttamente a lui, vedrai che ti risponde.

    1. mikaela 30 marzo 2011

      "fan club" "sputerebbe in faccia"
      Ma che ternini usi ?

    1. mikaela 30 marzo 2011

      • 1 barnard e' stupendo
      • 2 non crede all'9/11
      • 3 suscita passione
      • 4 seguito
      • 5 forti contrasti

      Comedonchisciotte e' un grande Forum fatto proprio per far incontrare la gente vicina e lontana, non limitare i tuoi commenti solo con aggettivi qualificativi come faccio io che non ho propieta' di linguaggio.Siamo qui proprio per uno scambio d'idee sulle rarissime informazioni che solo un giornalista senza guinzaglio come Barnard puo' scrivere.
      Comincia da qui,inizia a farci sapere la tua opinione scrivi cosa ne pensi, vedrai che gli amici arriveranno.
      Potresti anche andare in futuro ad un incontro con Barnard piu' vicino a Terni sono sicura che troverai tanti amici. Per quanto riguarda 9/11 dire "Barnard non crede " e' errato, dovresti leggere prima quello che ha scritto in proposito e poi esprimere un giudizio. Sotto ti metto i links Ciao.

      Tornare alla lucidità sul ‘complotto’ dell’11/9 [www.paolobarnard.info]

      Guardate i primi dieci minuti di ‘11 Settembre 2001 Inganno Globale’ [www.paolobarnard.info]

    1. venezia63jr 30 marzo 2011

      Ascolta, barnard, ha gia' dato la soluzione. Informati sulla ricetta "Barnard".

    1. Earth 30 marzo 2011

      Poi si lamenta che non si trova la soluzione. Che grande uomo :D

    1. amensa 30 marzo 2011

      @ rasna-zal
      ora che ti sei sfogato, mi hai fatto il tuo bel pistolotto, rispondimi a una domanda facile facile.
      premesso che sono d'accordo che il vero potere sia in mano a una minoranza, secondo te, chi ha permesso che questa minoranza acquisisse tutto questo potere ?.......... se attingi la risposta dagli scritti di Paolo, avvertimi solo, non mi interessa da quale scritto, lo troverò io.
      ps. ti ricordo che è da 65 anni ch eci riempiamo la bocca della parola "democrazia".

    1. amensa 30 marzo 2011

      solo perchè CdC non pubblica in home anche i miei scritti.
      se vuoi disscutere seriamente, trova pure tu il "campo di gioco" basta ch enon ti porti pure la claque, perchè quella dà un po' fastidio.
      resta sempre il fatto che aspetto ch etu entri nel merito degli scritti.... e cioè indichi i punti su cui dissenti.

    1. RicBo 30 marzo 2011

      io vivo all'estero anche se conosco B. personalmente (sono originario di Bologna) e ti posso dire che dovrebbe essere un fan club clandestino anche solo fare una pagina in facebook sarebbe contro i suoi principi ci sputerebbe in faccia

    1. doppio 30 marzo 2011

      barnard è stupendo,(nonostante non creda al 9/11), e suscita passione,seguito e forti contrasti. Io mi considero un suo fan e vorrei sapere se come barnardiani possiamo almeno una volta trovarci assieme anche solo per guardarci in faccia, se non per formare un qualche tipo di aggregato. C'è qualcuno nei dintorni di Terni??

    1. Gariznator 30 marzo 2011

      era una domanda. non sono riuscito a mandare un messaggio privato a davide. scusami tanto

    1. RicBo 30 marzo 2011

      La Soluzione di Barnard é quella di avere massima fiducia nel ruolo dello Stato che agisce in funzione anticiclica e magicamente, attraverso politiche monetarie e finanziare di matrice keynesiana, redistribuisce la ricchezza prodotta a tutti i suoi cittadini in parti uguali (se non proprio uguali, a ciascuno secondo merito...)

      Io a casa mia questo lo chiamo Socialismo.

      Qualcosa a cui neanche la Svezia di Olof Palme é arrivata, pur avvicinadosi.

      Ci si scorda che lo Stato è espressione del Potere (borghese) dominante e che la democrazia é lo specchio per le allodole che ci hanno mostrato per farci credere di avere il potere di decidere sul nostro futuro (si potrebbe obiettare che ci sono eccezioni a questo stato di cose ma in generale è così).

      Il vero problema, che Barnard solo sfiora perchè è davvero la questione del secolo, è Come Superare il Capitalismo, perchè quello che chiama Time Machine, altro non è che il capitalismo neoliberista.

      Capisc'amme...

    1. RicBo 30 marzo 2011

      Finalmente sig. Mensa siamo d'accordo su qualcosa (non so quanto questo le importi): la Soluzione di Barnard é quella di avere massima fiducia nel ruolo dello Stato che agisce in funzione anticiclica e magicamente, attraverso politiche monetarie e finanziare di matrice keynesiana, redistribuisce la ricchezza prodotta a tutti i suoi cittadini in parti uguali (se non proprio uguali, a ciascuno secondo merito...)

      Io a casa mia questo lo chiamo Socialismo.

      Qualcosa a cui neanche la Svezia di Olof Palme é arrivata, pur avvicinadosi.

      Come ben dice lei, ci si scorda che lo Stato è espressione del Potere (borghese) dominante e che la democrazia é lo specchio per le allodole che ci hanno mostrato per farci credere di avere il potere di decidere sul nostro futuro (si potrebbe obiettare che ci sono eccezioni a questo stato di cose ma in generale è così).

      Il vero problema, che Barnard solo sfiora perchè è davvero la questione del secolo, è Come Superare il Capitalismo, perchè quello che chiama Time Machine, altro non è che il capitalismo neoliberista.

      Capisc'amme...

    1. Earth 30 marzo 2011

      Hai dei link o dei titoli cosi' lo posso cercare? Mi piacerebbe vedere in quale tv sta apparendo e come reagisce il mainstream di fronte alle sue accuse.

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      Condivido la tua analisi, il mio intendimento non è negare le colpe che abbiamo e che per altro non nega neppure Barnard che individua chiaramente il nostro lassismo come fonte del potere delle elites.

      Altra cosa Alberto, è dovermi succhiare la filippica di Mensa ogni qual volta apro un articolo di Barnard, altra cosa è comprendere effettivamente da dove prende spunto questa benedetta filippica; non dirmi che la defenestrazione fisica delle elites è anche nei tuoi piani concreti oltre che nelle fantasie che non vedremo mai, perchè non ci credo. Questi, a mio avviso, non sono argomenti tali da giustificare una cosi serrata battaglia, fatta soprattutto di slogan strillati e risaputi, che non apportano nulla alla discussione.
      Mi ci metto pure io, mio malgrado, ma questa cosa, e sopratutto i modi, non mi vanno giù. Ciao

    1. Iacopo67 30 marzo 2011

      Condivido e sostengo appieno questo tuo punto di vista, che hai espresso con chiarezza, come tuo solito. Ciao.

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