RAGE AGAINST THE MACHINE ? (PRIMA PARTE)

RAGE AGAINST THE MACHINE ? (PRIMA PARTE)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 12 Prima Parte

Riguardate Alien, il capolavoro fanta-horror del 1979 di Ridley Scott. Esso è perfetto, ma proprio perfetto per la comprensione di tutto ciò che sto cercando di dire agli italiani da almeno undici anni. Nel film, degli ordinari esseri umani ospiti di un’astronave commerciale percepiscono che qualcosa di molto negativo li ha svegliati dal loro torpore e li costringe a occuparsene. Indagano, s’imbattono in cose davvero inquietanti, ma non capiscono ancora. Gli accadimenti danno poi segni addirittura drammatici, ma nonostante questo essi rimangono molto lontani dalla comprensione di ciò in cui si sono imbattuti. Il loro viaggio continua, e solo uno dell’equipaggio, e per puro caso, si ritrova a un certo punto faccia a faccia con la realtà che gli è piombata addosso. Capita a un operaio dell’astronave, che si era allontanato dal gruppo per recuperare il loro micio mascotte scappato nei meandri bui del vascello spaziale.La scena ideata da Scott è un capolavoro di espressività della recitazione, cioè porta allo spettatore tutta l’idea di come rimane un uomo quando scopre che la verità di ciò che sta accadendo è mostruosamente inimmaginabile. Guardatela, osservate come si trasmuta il volto dell’operaio quando alzando gli occhi dal micio che si era rintanato in un angolo buio, incrocia le forme orripilanti di un mostro alieno sconosciuto che si era infiltrato nell’astronave. Sa di essere un uomo morto e sa che ne verrà straziato, ma lo shock della scoperta è tale da annullare in lui qualsiasi moto d’angoscia. Fissa il mostro ipnotizzato, quasi più rapito da quella cosa inimmaginata che dal suo prossimo destino.

La medesima realizzazione non tarderà ad affacciarsi alla coscienza del resto dell’equipaggio, ma nonostante tutto esso continuerà a non comprendere appieno che razza di catastrofe li sta possedendo. Ci vorrà un’altra scena che ha fatto la storia del cinema per finalmente spalancare le coscienze ai rimanenti sopravvissuti. E anche questa parte è meravigliosamente perfetta per me, si adatta magnificamente a ciò che sto tentando di dirvi da tanto tempo. Nel film uno dei membri dell’equipaggio, l’ufficiale medico, si rivela essere un androide programmato proprio per facilitare il compito della mostruosa creatura. Verrà semi distrutto dai tre passeggeri, ma prima di spegnersi rivelerà ad essi la verità, con parole da ghiacciare il sangue. All’angosciata domanda della comandante “Come la combattiamo? Come la uccidiamo?”, l’androide risponde “Non potete… ancora non capite con cosa avete a che fare, vero? E’ perfetta… ammiro la sua purezza, vuole sopravvivere e non ha interferenze della coscienza né della morale”, e conclude “… Non vi posso mentire sulle vostre chance”.

Sostituite l’equipaggio con noi cittadini, l’alieno con il Vero Potere, cioè la mostruosa macchina del capitale moderno e dei suoi profeti, quella che qui chiamerò The Machine. Il resto viene da sé.

I cittadini occidentali, e quelli dell’Eurozona in particolare, sono da tempo alle prese con fatti inquietanti che non riescono a comprendere; quei fatti sono divenuti anche gravi, ma lo stesso essi non comprendono; dal 2007 l’evidenza di una sordida catastrofe di proporzioni storiche si è fatta pressante, e professionisti come me stanno tentando di aprirgli gli occhi, con risultati quasi nulli. Occasionalmente ricevo comunicazione da un singolo individuo che invece ha visto, come l’operaio nel film, e dalle sue parole traspare esattamente lo stato di ipnotico shock della scoperta mostruosa così ben reso da Scott in quella scena. Ma tutti gli altri ancora faticano, anzi, non vogliono capire. Con il mio Aggiornamento N. 9 ho voluto dare l’affondo per costringere alla comprensione della mole del problema, della minaccia, anzi, della soverchiante ferocia di The Machine e di come oggi per noi non vi sia in realtà una speranza. Evidentemente non ci sono riuscito. E allora getto qui l’ultimo mio tentativo di spalancarvi la coscienza. E badate che le parole di quell’androide sono perfette. Il Vero Potere, che ci ha imprigionati e annullati come Stati, parlamenti, economie e democrazie, cioè The Machine descritta nel mio saggio e negli undici aggiornamenti, è oggi talmente possente che “… ancora non capite con cosa avete a che fare, vero? E’ perfetta, vuole sopravvivere e non ha interferenze della coscienza né della morale”. Questo essa è, alla lettera, e voi dovete vederla per un solo motivo…

Perché se non accettate di vederla, non potrete porre i primi mattoni di una lontana speranza di combatterla per coloro che verranno molti decenni dopo di noi.

Fa la differenza fra morirne da inutili ignari, o morirne da combattenti che compiono il primo passo di una lontana riscossa.

Ma che noi ne moriremo da vittime, questo è certo.

Il sughero e la speranza.

Forse ora, dopo le parole appena scritte sopra, chi era presente al mio dibattito col pubblico in provincia di Pistoia venerdì 4 febbraio comprenderà come mi sono comportato. Il tema era proprio Il Più Grande Crimine, ovvero chi è il Vero Potere sulle nostre vite.

Quelle che seguono sono con tutta probabilità le parole scritte nel suo diario dalla giovinetta che stava seduta su un mobile in fondo alla sala a sinistra. Non so per quale preciso motivo, ma quella è il tipo di ragazza che tiene un diario, secondo me. E mi guardava con allarmata attenzione.

E’ stato uno sterilizzatore di speranza, l’ha inseguita nella sala del dibattito e l’ha abbattuta senza pietà fino all’ultimo granello... Forse l’ultimo non era del tutto morto, aveva dato un paio di battiti cardiaci riverso in un angolo, laggiù in fondo. Lui li ha uditi e in meno di un attimo gli è stato addosso… lo ha finito sotto gli occhi di un centinaio di persone troppo intimidite per intervenire. Non volava una mosca. Fucilato sul posto quello del ricambio politico e morale dall’interno del potere. Spiaccicato al muro quello del reddito di cittadinanza. Freddato alla seconda parola quello del boicottaggio commerciale. Inseguito e giustiziato quello della Tobin Tax. Lasciato parlare quello delle micro cellule di resistenza solidali che incepperebbero il meccanismo dei potenti… solo per aprirgli in faccia un lanciafiamme di parole che lo hanno spolpato vivo, si arricciava sulla sedia come un capello sulla fiamma di un accendino. Non volava una mosca nella sala.

Al ritorno ho percorso tutti i cento chilometri dell’autostrada Firenze-Bologna pensando a cosa avevo fatto. Cioè: tu prendi in mano un pubblico che è curioso di sapere; lo conduci a comprendere, fatto dopo fatto, nome dopo nome, data dopo data, che in realtà noi persone moderne viviamo come un pulviscolo di pulcini ignari di star chiusi nell’aia di ciclopi cannibali che però mai vedono; gli causi dapprima un motivato shock, che si allenta poi in forte ansia la quale, condotta dal recupero della ragione, disperatamente cerca ossigeno nella domanda “E adesso cosa possiamo fare?” con lo stresso spasmo dei polmoni dell’atleta che emerge da un’apnea al limite. E dopo tutto questo tu gli dici: non potete più fare nulla voi, la gente di questa generazione. Hanno vinto loro, noi siamo morti, noi. Qualcuno fra qualche secolo forse… Glielo motivi, poi glielo ri-motivi con maggior forza, poi glielo tuoni nelle orecchie, e infine la falcidia di cui sopra sui coraggiosi che proprio non volevano morire quella sera. Come forse descritto nel diario di quella esile ragazza.

Nessun divertimento, tanto meno compiacimento, solo la verità. Gli ho detto la verità. Ma loro non vogliono morire. Ci deve essere un motivo per cui è così ostico per le persone capire cosa li ha uccisi e perché è ora impossibile aver ragione del nemico. Comunque glielo spieghi, il risultato è che riemergono come sugheri nell’acqua per tornare al punto di prima. Il sughero è la materia di cui è composta la speranza, deve essere questo il motivo, inutile pigiarlo sotto, lui torna su. Ed è questo ostinato giochetto che impedisce a me di rendere chiaro agli occhi del pubblico, o dei lettori, con quale razza di arsenale quel nemico ci ha travolti. Quasi nessuno s’immagina le dimensioni of The Machine. No more rage against.

Eppure alcuni, e sono facilmente visibili oggi, credono di poter dire “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”. Sono le ‘belle anime’ e i loro famosi Guru, quelli della sinistra ecologica e libera, i pacifisti, i viola, gli equosolidali, i No qui e No là, i grilli ecc., con al seguito intellettuali assortiti, e sono tremendi, al punto che sarebbe molto meglio che non ci fossero. Dovete immaginarli come delle formiche che navigavano su gusci di noci e che hanno cozzato sul loro pezzo di mare contro una portaerei nucleare. Ora sono in acqua che si agitano con le zampette, i gusci rovesciati, microscopici puntini sulla superficie che si dicono l’un l’altra “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”… Il fatto è che tutto ciò che anno visto è stata la schiuma delle onde sollevate dallo scafo del colosso, ma lui, quell’arsenale immane navigante, non sanno neppure che è passato da quelle parti, non immaginano neppure che esista una cosa simile al mondo, perché è troppo enorme. Le loro antenne non la sanno vedere, non l’hanno mai vista. Ma le ‘belle anime’ si dicono che adesso gliele diamo noi alla portaerei con le nostre zampette e con le nostre antennine.

Prima di entrare nel ventre di The Machine una volta per tutte, ve le presento le ‘belle anime’, perché sono, credetemi, un danno reale e devastante. Esse di fatto costituiscono il principale motivo per cui neppure quello 0,1% dei cittadini ancora ‘vivi’ mai agiranno contro chi ci ha distrutti. E se non agiscono loro, allora è proprio la fine, e neppure sussisterà la speranza lontana di cui parlavo prima.

Se questi sono i ‘giusti’…

Per prima cosa, le ‘belle anime’ sono molto meno belle di come vorrebbero rappresentarsi. Lo compresi quando ero molto giovane. Ero fra ‘compagni’, quelli giusti, antifascisti, stavamo nella radio libera, giornalisti sgarruppati ma tosti. Da noi passavano altri ‘giusti’, quelli di Cuore di Michele Serra, e quelli che nel ’77 avevano fatto la Storia. Ed erano canne, canne e cannoni a non finire, hash, olio, erba a volumi cubitali sempre, come corredo fisso di tutto. Ok. E giù con sermoni contro le basi Nato, e dagli alla Nestlè, padroni bastardi, sbirri fascisti, viva i migranti e solidarietà ai compagni in carcere. Ok, passi il comunismo all’italiana, mi faceva sorridere un po’, mai stato comunista, ma va bene dai. Ma quelle canne. Un giorno a un’assemblea mi saltò in mente una cosa e gliela dissi: “E i miliardi che date alle mafie a fumarvi tutta quella roba? Non è che i cartelli dei narcos libanesi li trattano bene i contadini che coltivano l’erba, forse peggio della Dal Monte coi campesinos. Ci sta con la coerenza anti imperialista?”.

Avete presente il sedile del passeggero della Aston Martin di James Bond nei mitici anni ’60? Lo ricordate? Era quello che catapultava con una forza incredibile il malcapitato fuori dall’auto in corsa. Ecco, fui catapultato fuori da quel mondo di compagni con lo stesso impeto. Mai più accettato. Mi fu tutto chiaro subito, sta gente non tollerava il dissenso, e non solo, se gli incrinavi l’atmosfera della ‘parrocchia’, ‘chenoisiamoquelligiusti’, ti odiavano. Da allora la storia si è ripetuta mille volte, cioè mille volte mi sono trovato fra i ‘giusti’ e solo per avergli detto ciò che non volevano sentirsi dire mi hanno messo nella catapulta e via… sparato fuori con un bel seguito di odio, proprio odio, in uno slalom i cui paletti sono stati, fra gli altri, Report e redazione, Emergency, Beppe Grillo e grillo blog, centri sociali assortiti, Sabina Guzzanti, Micromega, Gherado Colombo, Travaglio, Ricca, i No Tav, e un sacco di altre ‘belle anime’. Elio Veltri, di fronte a fior di testimoni, addirittura mi ha pubblicamente insultato dicendomi che devo “farmi curare”, prima di lasciare la sala del dibattito di cui eravamo co-relatori latrando improperi. Il motivo? Gli avevo contestato che Prodi e Draghi fossero delle “stimabili persone”, avevo incrinato la figura del suo mito europeista Altiero Spinelli, e sostenevo che la mafia finanziaria è 100 volte più pericolosa di quella regionale italiana, con la solita fiumana di dati e fatti a sostegno, che sapete. Mi sembra il minimo del diritto alle proprie opinioni. Il Veltri ha concluso con un magnifico “se avessi saputo non sarei mai venuto!!”. Alla faccia del libero dibattito…

La morale: alla fine sono fatti quasi tutti della stessa pasta, i parrocchiani di qua e quelli di là, una pasta i cui ingredienti sono l’intolleranza per il libero pensiero, l’ipocrisia, l’autocelebrazione, e l’odio per chi gli rompe le uova nel paniere intellettuale. Ma qui a sinistra c’è l’insopportabile presunzione di essere quelli puliti, quelli che sanno come si salva il mondo. Ecco, questo è l’humus di partenza delle ‘belle anime’. Da queste premesse desolanti, si passa poi ad ancora peggio, cioè alla loro illusione di poter sconfiggere The Machine senza averci capito nulla, manco se lo immaginano com’è veramente fatta, proprio come le formichine sui gusci. Sabato 19 febbraio partecipavo a San Marino a una tavola rotonda sulla Globalizzazione con Giacomo Marramao, Lidia Ravera e Jacopo Fo. Parlano dei cattivi del mondo. Io glieli smonto, e al contrario gli dimostro che i loro ‘buoni o meno peggio’ sono fatti della stessa pasta degli altri e anzi, a volte sono persino peggiori. Jacopo Fo se ne esce con “… e dai! Lo so che Obama è sempre un presidente americano, ma rispetto a Bush il suo è, diciamo, un capitalismo dal volto umano”. Potevo star zitto? Obama che chiude Guantanamo e tiene aperta Bagram che è sei volte più grande e dove si tortura sei volte di più; che mantiene l’immunità di Bush ai torturatori della CIA; che nel dicembre del 2008 dice a Israele “bombardate i civili palestinesi quanto vi pare, ma non il 18 di gennaio che c’è la mia inaugurazione, e in cambio vi facciamo arrivare un carico di armi illegale dalla Germania” (Gen. Jim Jones a colloquio con Netanyahu); che ha sborsato 11 mila miliardi di dollari per salvare il sedere di Wall Street e non per salvare milioni di americani sfrattati da Wall Street; che ha presieduto sul più imponente trasferimento di ricchezza dal basso verso l’altro della storia degli USA ridicolizzando gli sforzi dei Bush; che ha calato le tasse del 1% ricco d’America e ha congelato gli stipendi pubblici; che ha messo come responsabile delle politiche del lavoro un tal Jeffrey Immelt, il presidente di General Electric che ha oltre la metà dei suoi posti di lavoro delocalizzati in Asia (sic); che ha firmato l’ordine per la repressione dei dissidenti civici americani per mano dell’FBI; che ha fatto una riforma sanitaria che regala oltre 70 miliardi di dollari alle assicurazioni private con 45 milioni di americani senza copertura sanitaria; che oggi persino taglia i fondi al programma statale di aiuti finanziari agli americani che non si possono permettere il riscaldamento (il LIHEAP)… e ce ne sarebbe da arrivare a sentirsi male. Gliel’ho detto al Fo. Ha sbottato che sono un pessimista, applauso del pubblico. Poi gelo, insulti a me dal filosofo emerito, e dibattito troncato su due piedi.

Sono quelli che “adesso c’è Saviano…”, quelli della politica a cinque stelle, con i cortei, con la Tobin Tax, con l’equosolidale, con i blog, e quelli della Decrescita. Non hanno la più pallida idea delle dimensioni di The Machine, e di come essa ci ha tutti intrappolati nella spirale di impoverimento e morte democratica che ho descritto ne Il Più Grande Crimine. Dice la Ravera che dobbiamo vivere con meno, dobbiamo sostituire i consumi con i rapporti umani, e strappa l’applauso. Ma neppure ci arriva, l’autrice, a pensare ai milioni di poveracci che perderebbero il lavoro, il futuro, la casa, per permettere a lei di strappare l’applauso nel dire ste insulsaggini ignoranti di qualsiasi rudimento di macroeconomia. John Maynard Keynes è vissuto per nulla. Ste ‘belle anime’ sparano impuniti le loro fantasmagorie ma non sono nei panni del magazziniere della Lotto cassintegrato o dell’ex operaia dell’OMSA che oggi fa le pulizie in nero, o della madre single con due bambine che non trova uno stipendio che le permetta di uscire da un appartamento marcio di umidità dove le piccole vanno a letto coi pigiamini zuppi. Forse manco li hanno mai visti esseri umani così, ed è un bene per loro, perché il magazziniere, l’operaia e quella madre le gonfierebbero la faccia di sberle neppure a metà della frase “dobbiamo vivere con meno, sostituire i consumi con i rapporti umani”, poiché questa elevata saviezza si avvererà forse fra 300 anni, ma nel frattempo milioni di poveri cristi che non leggono la Ravera o che non ridono con Jacopo Fo soffriranno le pene dell’inferno se qualcuno non rianima questa economia, e per rianimarla, oggi, non si può prescindere dai consumi, che sono fatturati, che sono stipendi disperatamente necessari. Fra l’altro, le ‘belle anime’ vagheggiano di economie alternative di cui mai nessuno ha verificato l’effettiva fattibilità nel mondo moderno, e fra l’altro vagheggiano di modelli di decrescita senza aver interpellato gli africani, gli indiani, i cinesi, i kazaki, i vietnamiti, gli indonesiani, tutti coloro cioè che hanno aspettato 3000 anni per avere ciò che abbiamo noi, ma ai quali oggi, quando toccherebbe a loro entrare nel Mercato per poi avere tutte quelle cose, no!, devono rinunciare, perché “dobbiamo vivere con meno, dobbiamo sostituire i consumi con i rapporti umaniil PIL cinese è fallico!” concluse la Ravera. Ok, vallo a dire a loro. Ma vacci Ravera, e se torni intera…

Le ‘belle anime’ che “col fotovoltaico noi oggi siamo autosufficienti e persino vendiamo l’elettricità”, dice sempre il figlio del Nobel, peccato che per fare i pannelli ci voglia il petrolio e che gli sfugga che il nostro mondo necessita ogni anno di 15.000 miliardi di watt, e che il 73% di questi non va in borsette o per fare cellulari caro Jacopo, ma per l’agricoltura, luce domestica e trasporti, e che coi pannelli, scusate, gli fai una pippa a 15.000 miliardi di watt, specialmente se poi sti ‘paladini’ usano il pc ogni giorno, e se corrono a farsi la TAC quando stanno male, per generosa concessione di 3 milioni di morti in Congo (vi si estrae il Coltan per l’elettronica) e dell’industria militare (TAC, RM, endoscopie ecc.). Ipocriti.

E questi sono l’avanguardia della riscossa oggi, personaggi che viaggiano sul binario della propria auto-santificazione di ‘belle anime noiquelligiusti’ chiusi nel bozzolo del proprio ego da cui non sono in grado di vedere nulla della realtà della gente vera, dell’economia vera, e soprattutto di The Machine, ma proprio nulla. C’è da piangere, ma al peggio non c’è fine.

Il fatto è che una marea di attivisti italiani crede veramente che questi professionisti dell’odio del libero pensiero, questi parrocchiani che mettono al rogo chiunque non sia dei loro, tali e quali agli altri di destra, siano i depositari dei valori democratici e della giustizia. C’è da mettersi le mani nei capelli, è una truffa terribile ai danni di tanta buona fede di gente esasperata. Ste ‘belle anime’ sono devastanti per le pochissime speranze di fermare il Potere, perché il 99% degli attivisti gli crede e si fa infinocchiare dalle loro fandonie per salvare il mondo… “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”. Il risultato è che le esigue forze attive rimaste in questa società paralizzata si sprecano ad inseguire isterismi e utopie ignoranti senza neppure sapere chi è il nemico, e nessuno o quasi rimane nelle fila di chi invece sta capendo cosa ci accade, gli sparuti impotenti testimoni dei crimini del Vero Potere. Il risultato è che a soffrire da cani saranno milioni di altri che neppure avranno il sollievo di sentirsi ‘noiquelligiusti’. Si sentiranno da cani e basta.

Questa è la speranza, tutta qui.

Ripeto, con forza: se neppure si riesce a capire il grado della nostra disfatta di cittadini, con le esatte forme e proporzioni del nemico, come si potrà mai immaginare che almeno un giorno molto lontano qualcuno possa arrivare a una speranza? Come si potranno mai porre i semi di un riscatto con l’umile lungimiranza di chi fece la stessa cosa 250 anni fa sapendo che i frutti li avrebbero goduti esseri umani di un futuro per loro inimmaginabile? Perché è solo questa oggi la forma della speranza, e non quella di sughero, ma quella concreta per i secoli che verranno, quella che abbiamo il dovere di iniziare a costruire oggi anche se noi non la vedremo mai. Ripeto: porre oggi i germi di un lavoro progressivo lungo un paio di secoli per regalare la speranza a chi verrà. Per fare ciò occorre avere la vista chiara, e allora eccola… The Machine.

The Machine, nero su bianco.

Il prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia, cioè tutto ciò che essa produce come ricchezza, è di 2 mila miliardi di euro circa. Quello degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. La ricchezza speculativa in mano a non più di mille individui oggi è di 650 mila miliardi di dollari. Riassumo: due (2) e quattordici (14), contro seicentocinquanta (650). O meglio: trecentosessanta milioni di esseri umani complessivi hanno 16, mille esseri umani circa hanno 650. Ma attenzione, ciascuno di quei dollari è una bomba a orologeria chiamata prodotti derivati, cioè una scommessa finanziaria priva di ogni reale fondamento in ricchezza concreta e che infetta l’intero globo nelle vene di tutte le sue maggiori banche, fondi pensione, assicurazioni, municipalità, polizze vita, finanziarie delle aziende, fondi sovrani, risparmi privati… basta che salti per aria la prima miccia, e il botto disintegra il pianeta venti volte. Non esiste al mondo nessun politico, nessun tecnico, nessun esperto in grado di capire sto mostro né di controllarlo. Il Financial Times incaricò un team di guidato da Gillian Tet di comprendere come fossero fatti questi derivati, e dopo un anno di lavoro il team di questi super specialisti ne aveva compreso solo una parte. Il governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, non ha esitato a dichiarare che “non ci capisco nulla”. Questo è l’uomo che sta al timone di tutto ciò che tu e io conosciamo come euro e quindi il nostro denaro, nulla di meno. Nel gennaio del 2007 Fabrice Tourre, da se stesso soprannominato The Fabulous Fab, uno dei cervelli creatori di questi esplosivi alieni monetari che posseggono il mondo economico, scriveva in una email: “Sempre più rischio nel sistema… Tutto l’edificio sta per collassare… L’unico potenziale sopravvissuto, il Fabulous Fab… che sta ritto al centro di questi intricati, rischiosissimi, stupefacenti derivati da lui stesso creati senza neppure capire tutte le implicazioni di queste mostruosità…”. Se ne stava ritto al centro mentre creava, in un anonimo ufficio di cui tu non hai mai saputo nulla, la cosa che alla prima parziale deflagrazione ha causato la più grave crisi finanziaria ed economica dal 1929 a oggi, costata lacrime e sangue (e anche la vita) a miliardi di esseri umani – e in mezzo ci sono concretamente i nostri operai, precari, neolaureati, disoccupati, le loro famiglie e il destino dei loro figli; è la stessa cosa che ha fatto sparire dalla nostra Italia in soli due anni una cifra pari a 23 finanziarie dello Stato messe assieme, e poi si parla di ‘ripresa’…; ed è un disastro da cui nessuno oggi sa se mai ne usciremo veramente. Se ne stava ritto negli uffici di Goldman Sachs, la banca d’investimento che ha fra le sue proprietà il governo degli Stati Uniti con la sua cassaforte, nelle persone di Bob Rubin e Gene Sperling, e degli amici Ben Bernanke, Timothy Geithner e Larry Summers. A poche centinaia di metri dal Fabulous Fab, in un altro anonimo ufficio londinese, e anche di questo tu non hai mai saputo nulla, Joseph Cassano della AIG americana cucinava le polizze assicurative truffa che hanno causato il collasso dell’intero sistema creditizio bancario del pianeta. Lui, praticamente da solo. Sei titolare di una carrozzeria di Foggia e la banca ti ha appena negato quel finanziamento che ti serviva per sopravvivere? E’ stato Joseph, lo sapevi? Sapevi che le vite e il futuro di sopravvivenza di miliardi di aziende e di famiglie del nostro mondo dipende realmente ogni santo giorno dalle azioni di questi pazzi fuori controllo? Lo sapevi che non esiste un politico su questa terra che li possa controllare? E sai perché? Perché non sanno che esistono, non sanno cosa fanno e come lo fanno, e soprattutto perché quando The Machine si rompe trascinando nel baratro un centinaio di Stati sovrani, governi e relativi popoli, i politici sono costretti a rivolgersi agli stessi manovratori criminali come Tourre o Cassano o Goldman Sachs per aggiustarla, essendo questi gli unici che sanno come funziona il suo infernale motore.

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

Ogni mattina tu ti alzi e pensi a come arrivare alla fine del mese col mutuo, con la rata della cucina o dell’auto, perché poi c’è tutto il resto. Assieme a te si svegliano anche tutti questi: AfW - Bundesverband Finanzdienstleistung e.V., Association Française de la Gestion financière AFG, Association Française des Marchés Financiers AMAFI, Association Française des Trésoriers d'Entreprise AFTE, Association Luxembourgeoise des Fonds d'Investissement ALFI, Association des Banques et Banquiers, Luxembourg ABBL, Association of British Insurers ABI, Association of Chartered Certified Accountants ACCA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ANIA, Assuralia, beroepsvereniging van verzekeringsondernemingen Assuralia, British Bankers' Association BBA, Bundesarbeitsgemeinschaft Deutscher Kommunalversicherer BADK, Bundesverband deutscher Banken e.V. Bankenverband, Bundesverband Öffentlicher Banken Deutschlands VÖB, Bureau International des Producteurs d'Assurances et de Réassurances BIPAR, CHAMBRES REGIONALES DU SURENDETTEMENT SOCIAL CRESUS, Conféderation Internationale des Banques Populaires CIBP, EUROPEAN SERVICES FORUM ESF, European Association of Co-operative Banks EACB, European Association of Public Banks and Funding agencies AISBL EAPB, European Associations of Corporate Treasurers EACT, European Banking Federation EBF, European Banking Industry Committee EBIC, European Contact Group ECG, European Savings Banks Group ESBG, European insurance and reinsurance federation CEA, Febelfin NULL, Finanssialan Keskusliitto - Finansbranschens Centralförbund ry FK – FC, Futures and Options Association FOA, Fédération Française des Sociétés d'Assurance FFSA, Fédération bancaire française FBF, Fédération des Experts comptables Européens FEE, Fédération nationale du Crédit agricole FNCA, Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft e.V. GDV, Institute of Chartered Accountants in England and Wales ICAEW, International Association for Financial Participation I.A.F.P., International Capital Market Association ICMA, International Swaps and Derivatives Association ISDA, London Investment Banking Association LIBA, Swedish Bankers´ Association SBA, The Confederation of the Nordic Bank, Finance and Insurance Unions NFU, VOTUM Verband Unabhängiger Finanzdienstleistungs-Unternehmen in Europa e. V., Verband der Auslandsbanken in Deutschland e.V. / Association of Foreign Banks in Germany VAB, Verband der privaten Krankenversicherung e.V. PKV, Wirtschaftskammer Wien/Fachgruppe Finanzdienstleister FG FDL/WKW.
Ok, allora: tu vorresti un sistema finanziario – cioè quei soldi che prendi in prestito per la tua azienda o negozio o per vivere - che fosse alla tua portata, vorresti poter dire a quelli che contano in queste cose “Ehi! Ascoltatemi, datemi ossigeno, per carità!”. Ma non puoi, neppure riusciresti ad avvicinarti alle loro stanze. Invece, quei signori listati qui sopra possono, si chiamano le Lobby finanziarie d’Europa, e non solo possono, ma dettano anche legge, e non solo dettano legge, ma oliano anche quelli che contano, eccome se li oliano. Stanno alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio d’Europa, alla Banca Centrale Europea, alla tua Banca Centrale, al tuo ministero del Tesoro, ogni santo giorno, 24 ore su 24, sette giorni su sette. E sai cosa fanno? Il loro porco interesse. E sai cosa gliene frega di te? Hai già capito. Ma tu li conoscevi? Sapevi che sono loro a creare le decisioni in finanza e non il tuo politico, o amministratore o Presidente del Consiglio?

Ogni mattina tu ti alzi e pensi a sto mondo degenerato, ti scappano due improperi e tiri dritto. Se sei un impegnato pensi anche a cosa fare per migliorarlo, cioè appartieni allo 0,1% che non tira dritto imprecando. Bene, tu ti dai da fare, ma assieme a te si danno da fare anche questi: Acton Institute for the Study of Religion and Liberty (Grand Rapids, MI - USA) Adam Smith Institute (London UNITED KINGDOM), Adam Smith Society (Milano - ITALY) Adriatic Institute for Public Policy (Rijeka - CROATIA) Africa Fighting Malaria (Congella - SOUTH AFRICA) African Center for Advocacy and Human Development (ACAHD) (Lagos , Lagos - NIGERIA) Agencia Interamericana de Prensa Economica (Boca Raton, FL - USA) Al-Quds (Amman) Alabama Policy Institute (Birmingham, AL - USA) Albanian Center for Economic Research (Tirana - ALBANIA) Allegheny Institute for Public Policy (Pittsburgh, PA - USA) Alternate Solutions Institute (Lahore, Pu - PAKISTAN) América Libre Institute (La Libertad - EL SALVADOR) America’s Future Foundation (Washington, DC - USA) American Council of Trustees and Alumni (Washington, DC - USA) American Enterprise Institute (Washington, DC - USA) American Institute for Full Employment (Klamath Falls, OR - USA) Americans for Tax Reform Foundation (Washington, DC - USA) ANDES LIBRES Asociacion Civil (Cusco - PERU) APOYO Institute (San Antonio, Lima - PERU) Asociacion Civil Consorcio Desarrollo y Justicia (Caracas - VENEZUELA) Asociacion Civil de Empresarios, Consumidores y Artistas Responsables Argentinos(Buenos Aires - ARGENTINA) Asociacion Cristiana de Dirigentes de Empresa (Montevideo - URUGUAY) Asociacion Nacional de Consumidores Libres (San Jose - COSTA RICA) Asociacion Nacional de Fomento Economico (San Jose - COSTA RICA) Association for Liberal Thinking (Ankara - TURKEY) Association pour la Liberte Economique et le Progres Social (Paris - FRANCE) Atlantic Institute for Market Studies (Halifax, NS - CANADA) Atlas Economic Research Foundation (Arlington, VA - USA) Beacon Hill Institute for Public Policy Research (Boston, MA - USA) Becket Fund for Religious Liberty (Washington, DC - USA) Beijing Siyuan Research Center (Beijing - CHINA) Bishkek Business Club (Bishkek, - KYRGYZSTAN) Bluegrass Institute for Public Policy Solutions (Bowling Green, KY - USA) Buckeye Institute (Columbus, OH - USA) Business Ethics Center of Jerusalem (Jerusalem - ISRAEL) Calvert Institute for Policy Research Inc. (Baltimore, MD - USA) Cámara Argentina de Comercio (Buenos Aires - ARGENTINA) Canadian Constitution Foundation (Calgary, AB - CANADA) Canadian Tax Foundation (Toronto, Ontario - CANADA) Canadian Taxpayers Federation (Vancouver, BC - CANADA) Capital ResearchCenter (Washington, DC - USA) Cascade Policy Institute (Portland, OR - USA) Cathay Institution for Public Affairs (Beijing - CHINA) Cato Institute (Washington, DC - USA) Center for Entrepreneurship and Economic Development (Podgorica, Crna Gora - MONTENEGRO) Center for Free Enterprise (Seoul - KOREA) Center for Institutional Analysis and Development (Bucuresti - ROMANIA) Center for International Private Enterprise (Washington, DC - USA) Center for Liberal-Democratic Studies (Serbia - SERBIA) Center for Media Freedom and Responsibility (Makati City - PHILIPPINES) Center for Political Studies (kobenhavn K - DENMARK) Center for Research and Communication Foundation, Inc. (Pasig, Metro Manila - PHILIPPINES) Center for Social Practices (Sofia - BULGARIA) Center for the Defense of Free Enterprise (Bellevue, WA - USA) Center for the Study of Islam & Democracy (Washington, DC - USA) Center of Methodology of Social Science (Rome - ITALY) Centre for Civil Society (New Delhi - INDIA) Centre for Cultural Renewal (Ottawa - CANADA) Centre for Development and Enterprise (Johannesburg - SOUTH AFRICA) Centre for Independent Studies (St Leonards - AUSTRALIA) Centre for Liberal Strategies (Sofia - BULGARIA) Centre for Public Policy Research (Cochin, Kerala - INDIA) Centre for Research into Post-Communist Economies (London - UNITED KINGDOM) Centre for the New Europe (Brussels - BELGIUM) Centro de Divulgacion del Conocimiento Economico (CEDICE) (Caracas - VENEZUELA) Centro de Estudios de la Realidad Economica y Social (Montevideo - URUGUAY) Centro de Estudios Economico-Sociales (Guatemala City - GUATEMALA) Centro de Estudios Macroeconomicos de Argentina (Capital Federal - ARGENTINA) Centro de Estudios Públicos (Santiago - CHILE) Centro de Investigación para el Desarrollo A.C. (Mexico - MEXICO) Centro de Investigacion y Estudios Legales (CITEL) (Lima - PERU) Centro de Investigaciones Economicas Nacionales (Guatemala City - GUATEMALA) Centro de Pol (Caracas, Es - VENEZUELA) Centro para la Apertura y el Desarrollo de America Latina (CADAL) (Buenos Aires - ARGENTINA) Centrum Pro Ekonomiku A Politiku (Prague - CZECH REPUBLIC) China Center for Economic Research (Beijing - CHINA) Circulo De Empresarios (Madrid - SPAIN) Citizens’ Council on Health Care (St. Paul, MN - USA) Civic Institute (Prague - CZECH REPUBLIC) Civitas (Bolivia) (Cochambamba - BOLIVIA) Civitas: Institute for the Study of Civil Society (Westminster - UNITED KINGDOM) Clare Boothe Luce Policy Institute (Herndon, VA - USA) Claremont Institute (Claremont, CA - USA) Committee for a Constructive Tomorrow (Washington, DC - USA) Committee for Monetary Research & Education (Charlotte, NC - USA) Commonwealth Foundation (Harrisburg, PA - USA) Competitive Enterprise Institute (Washington, DC - USA) Conservative Institute of M.R. Stefanik (Bratislava - SLOVAKIA) Consumers for Health Care Choices (Hagerstown, MD - USA) Copenhagen Institute (K - DENMARK) David Hume Institute (Edinburgh - UNITED KINGDOM) Discovery Institute (Seattle, WA - USA) DonorsTrust (Alexandria, VA - USA) E.G. West Centre (England - UNITED KINGDOM) Economic and Social Policy Institute (Belgrade - SERBIA) Education Advancement Fund International (Honolulu, HI - USA) Education Forum (Wellington - NEW ZEALAND) EKOME (Mesogeia Attikis - GREECE) Elinkeinoelämän Valtuuskunta (Helsinki - FINLAND) Escuela Superior de Economia y Administracion de Empresas (ESEADE) (Buenos Aires - ARGENTINA) Ethan Allen Institute (Concord, VT - USA) Ethics and Public Policy Center (Washington, DC - USA) Eudoxa AB (Stockholm - SWEDEN) Eurolibnetwork (Paris - FRANCE) Evergreen Freedom Foundation (Olympia, WA - USA) F.A. Hayek Foundation (Slovakia) (Bratislava - SLOVAKIA) F.A. von Hayek Institut Osterreich, IIAE (Wien - AUSTRIA) Faith & Reason Institute (Washington, DC - USA) Federalist Society for Law and Public Policy Studies (Washington, DC - USA) Flint Hills Center for Public Policy (formerly Kansas Public Policy Institute) (Witchita, KS - USA) Fomento del Trabajo Nacional (Barcelona - SPAIN) Foro de Estudios Sobre la Administracion de Justicia (Buenos Aires - ARGENTINA) Forum-Centre for Strategic Research and Documentation (Skopje - MACEDONIA) Foundation for Democracy in Africa (Arlington, VA - USA) Foundation for Economic Education (Irvington-on-Hudson, NY - USA) Foundation for Individual Rights in Education (F.I.R.E.) (Philadelphia, PA - USA) Foundation for Research on Economics and the Environment (Bozeman, MT - USA) Foundation for Teaching Economics (Davis, CA - USA) Fraser Institute (Vancouver, BC - CANADA) Free Congress Foundation (Washington, DC - USA) Free Market Center, Serbia (Belgrade - SERBIA) Free Market Foundation of Southern Africa (Sandton - SOUTH AFRICA) Free Society Institute (Slovenska Bistrica - SLOVENIA) Freedom Institute (Dublin - IRELAND) Freedom Institute- Jakarta (Jakarta - INDONESIA) Freedom Works (Washington, DC - USA) Frontier Centre for Public Policy (Winnipeg, Manitoba - CANADA) Fully Informed Jury Association (Helena, MT - USA) Fund for American Studies (Washington, DC - USA) Fundación Alberdi (Mendoza - ARGENTINA) Fundación Atlas1853 (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion Bases (Rosario - ARGENTINA) Fundación Capital (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Carlos Pellegrini (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación del Tucuman (S.M. de Tucum - ARGENTINA) Fundacion Friedrich A. von Hayek (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion FUNDAR Justicia y seguridad (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion Global (Mar de Plata, Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Institucionalidad y Justicia (FINJUS) (Santo Domingo - DOMINICAN REPUBLIC) Fundacion Libertad (Rosario, Santa Fe - ARGENTINA) Fundacion Libertad (Uruguay) (Montevideo - URUGUAY) Fundacion Libertad de Panama (Panama - PANAMA) Fundación Libertad y Democracia (FULIDE) (Santa Cruz - BOLIVIA) Fundacion para el Analisis y los Estudios Sociales (Madrid - SPAIN) Fundacion para el Desarollo de Guatemala (FUNDESA) (Sur Guatemala, Gu - GUATEMALA) Fundación para el Desarrollo Integral de la Sociedad (Santo Domingo, DN - DOMINICAN REPUBLIC) Fundación Paz Ciudadana (Santiago - CHILE) Fundacion Pensar (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Salvadoreña para el Desarrollo Económico y Social (FUSADES) (Antiguo Cuscatl - EL SALVADOR) Fuping Development Institute (Beijing - CHINA) Future of Freedom Foundation (Fairfax, VA - USA) Galen Institute (Alexandria, VA - USA) Georgia Public Policy Foundation (Atlanta, GA - USA) Globalisation Institute (Brussels, Schuman - BELGIUM) Goldwater Institute (Phoenix, AZ - USA) Grassroot Institute of Hawaii Inc. (Honolulu, HI - USA) Great Plains Public Policy Institute (Sioux Falls, SD - USA) Heartland Institute (Chicago, IL - USA) Hellenic Leadership Institute (Athens - GREECE) Heritage Foundation (Washington, DC - USA) Hispanic American Center for Economic Research (Washington, DC - USA) Hong Kong Centre for Economic Research (Hong Kong - CHINA) Howard Center (Rockford, Il - USA) Human Rights Foundation (New York City, NY - USA) iFRAP (Paris - FRANCE) Illinois Policy Institute (Springfield, IL - USA) Imani Center for Policy and Education (Achimota-Accra - GHANA) Independence Institute (Golden, CO - USA) Independent Institute (Oakland, CA - USA) Independent Institute of Socio-Economic and Political Studies (Minsk - BELARUS) Independent Women’s Forum (Washington, DC - USA) Initiative for Public Policy Analysis (IPPA) (Lagos - NIGERIA) Innovations for Poverty Action (New Haven, CT - USA) Institucion Futuro (Gorr, Navarra - SPAIN) Institut Économique de Montréal (Montreal Economic Institute) (Montreal, Qu - CANADA) Institut Constant de Rebecque (1006 Lausanne - SWITZERLAND) Institut de Formation Politique (Paris - FRANCE) Institut Turgot (Louvain-la-neuve - FRANCE) Institut Za Civilizacijo In Kulturo (Ljubljana - SLOVENIA) Institute for Development and Social Initiatives ‘Viitorul’ (Chisinau - MOLDOVA) Institute for Economic Studies Europe (Paris - FRANCE) Institute for Energy Research (Houston, TX - USA) Institute for Enterprise Culture & Entrepreneurship (Thiruvananthapuram, Kerala - INDIA)Institute for Health Freedom (Washington, DC - USA) Institute for Humane Studies (Arlington, VA - USA) Institute for Justice (Arlington, VA - USA) Institute for Liberty and Policy Analysis (INLAPP) (El Roble, Alajuela, Alajuela - COSTA RICA) Institute for Market Economics (Sofia - BULGARIA) Institute for Policy Innovation (Lewisville, TX - USA) Institute for Political Studies- Portuguese Catholic University (Lisbon - PORTUGAL) Institute for Solidarity in Asia (Makati City - PHILIPPINES) Institute for Strategic Studies and Prognoses (Podgorica - MONTENEGRO) Institute for the Study of Russian Economy (Moscow - RUSSIA) Institute for Trade Standards and Sustainable Development (Princeton, NJ - USA) Institute for Transitional Democracy and International Security (Budapest - HUNGARY) Institute of Economic Affairs - Ghana (Christianborg, Accra - GHANA) Institute of Economic Affairs (IEA) (London - UNITED KINGDOM) Institute of Public Affairs (Melbourne - AUSTRALIA) Institute of Public Finance (Zagreb - CROATIA) Instituto Cultural Ludwig Von Mises (Col. Juriquilla - MEXICO) Instituto de Ciencia Politica (Bogota - COLOMBIA) Instituto de Estudos Empresariais (Porto Alegre, RS - BRAZIL) Instituto de Libre Empresa (Peru) (Santiago de Surco, Lima - PERU) Instituto de Politicas Publicas (Santiago - CHILE) Instituto Ecuatoriano de Economia Politica (Guayaquil - ECUADOR) Instituto Juan de Mariana (Madrid - SPAIN) Instituto Liberal - Rio de Janeiro (Rio de Janeiro - BRAZIL) Instituto Liberdade (Porto Alegre, RS - BRAZIL) Instituto Libertad (Cartago - COSTA RICA) Instituto Libertad y Democracia (Lima - PERU) Instituto Libertad y Progreso (Bogotá - COLOMBIA) Instituto Libre Empresa y Desarrollo, A.C. (Hermosillo, So) Instituto para la Libertad (Quito, Distrito Metropolitano - ECUADOR) Instytut Globalizacji (Gliwice - POLAND) Instytut Liberalno-Konserwatywny (Lublin - POLAND) Inter Region Economic Network - Kenya (IREN) (Nairobi - KENYA) International Centre for Economic Research (Torino - ITALY) International Development Enterprises (India) (New Delhi - INDIA) International Policy Network (London - UNITED KINGDOM) International Society for Individual Liberty (Benicia, CA - USA) Islamic Free Market Institute Foundation (Washington, DC - USA) Israel Center for Social and Economic Progress (Mevasseret Zion - ISRAEL) Istituto Acton (Roma - ITALY) Istituto Bruno Leoni (Torino - ITALY) James Madison Institute (Tallahassee, FL - USA) Jerusalem Institute for Market Studies (Jerusalem - ISRAEL) John Locke Foundation (Raleigh, NC - USA) Josiah Bartlett Center for Public Policy (Concord, NH - USA) Kenya Institute of Public Policy Research and Analysis (Nairobi - KENYA) Kosovar Institute for Policy Research and Development (Belgrade - SERBIA) Landmark Legal Foundation (Kansas City, MO - USA) Language of Liberty Institute (Prescott Valley, AZ - USA) Leadership Institute (Arlington, VA - USA) Liberal Bangla (Cirencester, Gl - UNITED KINGDOM) Liberal Group- Kerala (Kottayam, Ke - INDIA) Liberal Network Europe (Borovets - BULGARIA) Liberales Institut (Zurich - SWITZERLAND) Liberalni Institut (Prague - CZECH REPUBLIC) Libertad y Desarrollo (Santiago, Region Metropolitana - CHILE) Libertas (Copenhagen - DENMARK) Liberté Chérie (Nanterre - FRANCE) Liberty Center (Ulaanbaatar, Sukhbaatar District - MONGOLIA) Liberty Fund (Indianapolis, IN - USA) Liberty Ideas (Vienna - AUSTRIA) Liberty Institute (India) (New Dehli - INDIA) Lion Rock Institute (Hong Kong - CHINA) Lithuanian Free Market Institute (Vilnius - LITHUANIA) Locke Institute (Fairfax, VA - USA) Ludwig von Mises Institute Europe (Brussels - BELGIUM) Ludwig von Mises Institute- Romania (Bucharest - ROMANIA) Mackinac Center for Public Policy (Midland, MI - USA) Maine Heritage Policy Center (Portland, ME - USA) Maine Public Policy Institute (Bangor, ME - USA) Manhattan Institute for Policy Research (New York, NY - USA) Manning Centre for Building Democracy (Calgary, AB - CANADA) Maryland Public Policy Institute (Germantown, MD - USA) Maxim Institute (Auckland - NEW ZEALAND) Media Research Center (Alexandria, VA - USA) Medicine & Liberty (Vevey - SWITZERLAND) Mercatus Center (Arlington, VA - USA) Milton & Rose D. Friedman Foundation (Indianapolis, IN - USA) Minaret of Freedom Institute (Bethesda, MD - USA) Minimal Government (1286 Sen. Gil Puyat Ave., Makati City - PHILIPPINES) Mont Pelerin Society (Alexandria, VA - USA) Montenegro Business Alliance (Podgorica, Sahat Kula - MONTENEGRO) Nassau Institute (Nassau - BAHAMAS) National Center for Policy Analysis (Dallas, TX - USA) National Foundation for Family Research Education (Calgary, AB - CANADA) Network for North Korean Democracy and Human Rights (Seoul - KOREA) Nevada Policy Research Institute (Las Vegas, NV - USA) New Economic School-Georgia (Tbilisi - GEORGIA) New Zealand Business Roundtable (Wellington - NEW ZEALAND) Oklahoma Council of Public Affairs Inc. (Oklahoma City, OK - USA) Open Republic Institute (Dublin 4 - IRELAND) Pacific Research Instiute for Public Policy (San Francisco, CA - USA) PalThink for Strategic Studies (Gaza, Palestine) Paraguayan Center for Promotion of Economic Freedom and Social Justice (Asunci - PARAGUAY) Philadelphia Society (Jerome, MI - USA) Philanthropy Roundtable (Washington, DC - USA) Pioneer Institute for Public Policy Research (Boston, MA - USA) Platte Institute for Economic Research (Omaha, NE - USA) Polish Ludwig von Mises Institute (Warszawa - POLAND) Polish-American Foundation for Economic Research and Education ‘pro publico bono’(Warsaw - POLAND) POPULI (Politicas Publicas para la Libertad) (La Paz - BOLIVIA) Prague Security Studies Institute (Prague - CZECH REPUBLIC) Private Sector Organization of Jamaica (Kingston - JAMAICA) Project Empowerment (London - UNITED KINGDOM) Projekt Lodz Foundation (Lodz - POLAND) Property and Environment Research Center (Bozeman, MT - USA) Prosperity Foundation (Kathmandu - NEPAL) Public Interest Institute (Mt. Pleasant, IA - USA) Reason Foundation (Los Angeles, CA - USA) Red Libertad (Mara del Plata, Buenos Aires - ARGENTINA) Rio Grande Foundation (Albuquerque, NM - USA) Romania Think Tank (Bucharest - ROMANIA) Romanian Institute for Recent History (Bucharest - ROMANIA) RSE-Centre for Social and Economic Research (Reykjavik - ICELAND) Sagamore Institute for Policy Research (Indianapolis, IN - USA) Science & Environmental Policy Project (Arlington, VA - USA) Scientific Research Mises Center (Minsk - BELARUS) Shalem Center (Jerusalem - ISRAEL) Shamie Center for Better Government (Boston, MA - USA) Show-Me Institute for Public Policy (St. Louis, MO - USA) Social Affairs Unit (London - UNITED KINGDOM) Society for Quality Education (Toronto, ON - CANADA) SOS Education Association (Paris - FRANCE) South Carolina Policy Council (Columbia, SC - USA) Southeastern Legal Foundation (Atlanta, GA - USA) State Policy Network (Richmond, CA - USA) Stockholm Network (London - UNITED KINGDOM) Sutherland Institute (Salt Lake City, UT - USA) Taiwan Institute of Economic Research (Taipei - TAIWAN-ROC) Tennessee Center for Policy Research (Nashville, TN - USA) Texas Public Policy Foundation (Austin, TX - USA) The Boss (Kathmandu - NEPAL) The Bruges Group (London - UNITED KINGDOM) The Free State Foundation (Potomac, MD - USA) The Ohrid Institute for Economic Strategies and International Affairs (Skpoje - MACEDONIA) Thomas Jefferson Institute for Public Policy (Springfield, VA - USA) TIMBRO (Stockholm - SWEDEN) Toward Tradition (Mercer Island, WA - USA) Unirule Institute of Economics (Beijing, Haidian District, - CHINA) Venezie Institute (South Kensington, Lo - UNITED KINGDOM) Verdad Colombia (Bogota, Cu - COLOMBIA) Virginia Institute for Public Policy (Gainesville, VA - USA) Washington Policy Center (Seattle, WA - USA) Wisconsin Policy Research Institute (Thiensville, WI - USA) Wynnewood Institute (Wynnewood, PA - USA) Yankee Institute for Public Policy Studies (Hartford, CT - USA) Young Britons Foundation (London - UNITED KINGDOM) Zambia Institute for Public Policy Analysis (Kitwe - ZAMBIA). Dunque tu ti dai da fare per migliorare il mondo. Loro invece pensano a come peggiorarlo. Solo che loro hanno budget di milioni di dollari o di euro, e sfornano praticamente tutti i cervelli economici delle università, dei ministeri delle Finanze, delle Confindustrie, i grandi tecnocrati mondiali. Li conoscevi? Loro non fanno manifestazioni, non portano sciarpe colorate, e non vanno ai circhi con Saviano o Grillo. Lavorano 24 ore su 7 giorni su 7, come quegli altri più sopra, macinano potere da forsennati. Sono le fondazioni di destra economica, i grandi burattinai. Disciplinati, implacabili, e soprattutto immensamente competenti e sempre connessi a tutte le prese giuste, accesso diretto con tappeto rosso a ogni singolo uomo o donna in posizione di potere nazionale, anzi, la realtà è addirittura grottescamente all’opposto: sono i politici che hanno accesso diretto a loro, perché da loro prendono ordini e guai a chi sgarra. Leggi questo: “… Il Paese è divenuto talmente aperto a tutte le correnti, che non può permettersi più alcuna politica indipendente, nessuna deviazione dal trend imposto dai mercati internazionali… il fato del governo Berlusconi (1994, nda) è la prova più lampante di questa affermazione: la maggioranza che sorregge un governo che si mette anche brevemente in contrasto con i mercati internazionali si decompone e il governo cade". (Marcello De Cecco, La Sapienza, Roma)

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

- continua -

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=213
29.03.2011

LEGGI ANCHE: RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

Commenti (56)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Nolisbona 30 marzo 2011

      Chi ti insulta? Non cerchiamo il consenso dei pensionati. Tranquillo puoi scrivere le sciocchezze che vuoi.

    1. amensa 30 marzo 2011

      vero ...... ma ognuno ha le proprie percezioni e quindi le proprie opinioni.

    1. amensa 29 marzo 2011

      non credo.... chi è già depresso entra perfettamente in sintonia subito, chi non lo è per niente , non si fa certo influenzare, ma chi è lì lì.... beh allora una buona spinta verso il basso la riceve.

    1. mikaela 29 marzo 2011

      Caro Alberto, tu sai benissimo che "l'Ortodossia" e' prima di tutto ortodossia di vita e non ortodossia da indottrinamento.

      Io non ho mai letto niente su Marxs (tranne ora) e guarda caso mi e' saltato fuori nella ricerca un articolo scritto nel lontano Ottobre del 2002 da uno che ha il tuo stesso nome

      albertobelcami.blogspot.com-schiaccia qui [albertobelcami.blogspot.com]

      Chisa' perche' quando scrive Paolo Barnard non devo usare mai il dizionario e quando mi scrivono gli "intellettuali" italiani perdo tante ore per capire quello che loro non vogliono che io capisca.

      Ma perche' scrivete tutti per farmi vedere come siete bravi a scrivere,eppure dal giudizio che esprimi sembra che ci conosciamo sin dai primordi della mia iscrizione al forum quindi sicuramente saprai anche che l'italiano non e' il mio forte.

      Ps."Apostasia"-non sono l'unica persona che maturando si e' allontanata dalla fede cattolica.

    1. Albert_Wesker 29 marzo 2011

      vetero marxista non e' comunque aggettivazione soggetta a diffamazione o calunnia.............anzi

    1. geopardy 29 marzo 2011

      Personalmente ritengo Barnard un ottimo giornalista ed informatore, anche se non ne condivido, in genere, la visione estremamente pessimista.

      In questo articolo, mentre predica il grande crimine (al quale in linea di principio potrei anche credere), ma al tempo stesso inneggia ai consumi, mi sa che il mostro non l'ha proprio guardato bene.
      Da quando è nato questo sistema si sa che più consumiamo e più affamiamo il resto del mondo, per permettere a tutti di mangiare siamo obbligati a decrescere nei consumi; per permettere alla Cina di potersi "sviluppare", dovremo rinunciare senz'altro al nostro super "benessere" e sta già accadendo, se, poi, mettiamo in lista tutti gli altri, non credo che quanto affermo abbia bisogno di essere ulteriormente spiegato.

      The Mchine, come la chiama l'autore, è impotente di fronte alla richiesta di giustizia e distribuzione dell'intero mondo e lo sta già dimostrando da decenni.
      I meccanismi del mondo sono più forti di qualsiasi machine messa su da porzioni ridicolmente piccole di avidissimi esseri umani.

      Tutto questo pessimismo cosmico sembra figlio del concetto dell'impossibilità dell'uomo di sfuggire al fato.
      Secondo me Barnard, continuando su questo tono, finirà per immolarsi alla guida di qualche gruppo millenarista di suicidio collettivo, mi sembra che abbia tutte le caratteristiche psicologiche del caso.

      Tornando al modello consumistico occidentale, hanno calcolato che se il resto dell'umanità volesse emulare questo congiunturale (e lo credo fermamente) periodo di super consumo, dovremmo avere a disposizione le risorse di 3 o 4 pianeti come la terra, quindi, la nostra decrescita è e sarà sempre più necessaria, non credo che con emissioni dal nulla di moneta "sovrana" potremo riparare al limite ecosistemico invalicabile.

      Ciao

      Geo

    1. rasna-zal 29 marzo 2011

      citazione di amensa:


      "è vero , c'è astio nel mio scritto, ma perchè detesto le persone negative, che devono rattristare gli altri per sentirsi in compagnia. perchè li ritengo negativi , per la società, e nella società ci sono anc'io"

      Ci sono anche io, amensa e sinceramente della tua ipocrisia con cui definisci astio il logorante lavoro di ricerca del consenso, opposizione a tutti i commenti, sfinimento degli utenti, mi sono stufato.

      Tu detesti le persone negative?
      Come definisci invece le persone arroganti, supponenti e pronte al turpiloquio?

      Basta vedere i messaggi che lasci sugli articoli e contare quanti "non hai capito un cazzo" o "... una sega" o "coglione"; allora chi è il negatino?

      Ma poi, vedi... se si riuscisse a capire per cosa tutto questo ciarlare: tu prima di arrogarti il diritto di redarguire tutti gli utenti del forum a suon di invettive al cardiopalma, dovresti avere almeno l'educazione di spiegare la tua posizione.

      Si... è verissimo che l'hai gia scritta in tutte le salse, ma vedi, tutto il can-can nasce dal fatto che tu sostieni di aver enucleato una tua, tutta personale, Teoria Economica, una nuova, tale da far sembrare deglii idioti tutti gli economisti che si sono affacciati alla vita su questo pianeta; sulla base della quale hai individuato Barnard come tuo obbiettivo principale (perchè una volta è negativo, un'altra è depresso, un'altra è fighetto,...) e i suoi articoli e chi ne ha interesse come arena del consenso.

      Bene, allora per favore, useresti la gentilezza di farci vedere su cosa si basano i tuoi interventi qui, cosa giustifica tanto astio, come anche altri utenti hanno potuto notare, da quale considerazioni nascono le tue estenuanti opposizioni ad personam su ogni post, perchè tu dici che hanno una origine: appunto la Teoria Economica di amensa.

      Il web è di tutti ed io ho fatto ricerche, dal 2008 che in un giornalino del nord scrivendo rispondevi che stavi lavorando da autodidatta ad una tua teoria economica e che presto l'avresti enunciata in un tomo.

      Orbene sommo vate dell'economia, illuminaci e facci dono delle tue verità: dovè la teoria che tanto farnetichi?
      Esponila, ti prego al giudizio degli altri!
      Dacci la possibilità di capire se siamo di nuovo di fronte all'ira del figlio di Dio che armato di verità e di un bastone perse la pazienza e crocchio tutti i mercanti del tempio.

      Perche se è così hai ragione tu.

      Per il momento però dobbiamo accettarlo come un dogma e mai contraddirti, giammai criticarti, altrimenti poi ti ritrovi tra gli articoletti di un altro forum, decontestualizzato, rimproverato, alla pubblica gogna.

      Si fa presto a criticare da dietro il nulla, e non è che un nome ed un cognome, riempiono poi il vuoto che c'è intorno, e nemmeno 10, 100, 1000 articoli di economia strillati, confusi, che non si capisce da cosa hanno origine, oltre che dalle inconfutabili teorie di un ex dipendente IBM in pensione.

    1. Firenze137 29 marzo 2011

      Grazie Mikaela x la segnalazione, ma lo conoscevo perchè mi ero già fatto un giretto sulle pagine di Paolo ieri. Putroppo sono arrivato tardi ma comunque sono riuscito a farmi un'dea abbastanza diretta e dell'aria che tira fra quelli di Emergency. Lui è il guru e sa parlare molto bene, con le pause giuste e sa intuire perfettamente il momento in cui lasciare andare la battuta che strappa l'applauso. Che dire..è il nostro paladino più organizzato e con la conoscenza dei fatti internazionali più estesa e approfondita. Ha uno staff eccellente con persone giovani che ridono sempre e ti comunicano serenità. Chi vuoi che non ne rimanga attratto.. ma non lo dico in senso polemico. La gente penso davvero che abbia bisogno, anche pscicologicamente, di gente come Gino Strada. Come chi si compra l'amuleto e dopo si sente meglio. Ciao

    1. Cornelia 29 marzo 2011

      Amon, tu e quelli come te sono gli unici e veri Ribelli. Anzi, ti dirò di più: sarai (forse) tra i pochi che si salveranno dopo il disastro.

    1. rasna-zal 29 marzo 2011

      @ AmonAmarth:



      Devi sperare di farcela AmonAmarth, anzi se hai bisogno di campagna, non hai che da chiedere...
      Non credo che un lungo elenco di ipocrisie debba per forza annoverare come ipocriti chi persegue gli stessi fini: il tuo "piano di fuga" è il tuo obbiettivo, la base, la roccaforte.

      Nulla a che vedere con le filosofie cult elencate da B. e soprattutto con l'ipocrisia che ne stravolge il significato facendo si, per esempio, che un modello alimentare tipo quello "vegan" che può avere risvolti positivi sull'uomo e sull'ambiente, diventi un club di invasati che si sentono migliori degli altri e quindi in diritto di insultare il loro stile di vita.

      Sono vegano, secondo te dovrei essere offeso dalle parole di B.?

      No, penso proprio di no. B. non parla di stili di vita ma parla di movimenti, opinioni, leader, santoni, ecc.., che raccolgono consensi su tutti i fronti e intanto mirano a dividere e a snaturare quella coscenza comune che invece dovrebbe vederci, se pur diversi nelle scelte di vita, uniti nei valori che la fondano e fanno si che valga la pena di essere vissuta.

    1. RicBo 29 marzo 2011

      Barnard è deprimente per chi è già depresso, a me non impedisce di concentrare le mie forze su ciò che chiama Vero Potere, lo stimolo positivo e l'azione fattiva li puoi trovare dentro di te e nella società che ti circonda e ti assicuro che esistono.

    1. amensa 29 marzo 2011

      non dico cos'è secondo me .... non voglio rogne!

    1. Albert_Wesker 29 marzo 2011

      Mikaela e' una vetero marxista pluriortodossa per cui ogni devianza
      dalla di lei dottrina e' considerata apostasia

    1. amensa 29 marzo 2011

      è vero , c'è astio nel mio scritto, ma perchè detesto le persone negative, che devono rattristare gli altri per sentirsi in compagnia. perchè li ritengo negativi , per la società, e nella società ci sono anc'io.
      dai leggi i commenti, e dimmi chi ha avuto qualche stimolo positivo, di azione fattiva..... tutti depressi.come l'autore.

    1. amensa 29 marzo 2011

      a cosa serve un'analisi se non a indicare un rimedio ?
      come vedi , non sto contestando l'analisi...... sto contestando il fine con il quale è fatta, o meglio, l'assenza di un fine.
      se vuole dirmi che devo morire, basta una riga , e posso anch erispondere ch elo sapevo già senza consultare montagne di autori.
      ma così è solo una lagna deprimente...... oppure, dimmi tu qual è secondo te il fine di tutto ciò.
      gli unici predicatori ch ehanno avuto successo , da gesù a gandhi a mandela a malcom x, hanno sempre indicato un fine nella loropredicazione, positivo, chiaro, da perseguire.
      qual è il fine di Barnard ? deprimere la gente ?, sotenere ch enon si può fare nulla ? ch ebisogna porgere l'altra guancia ? non so, io non l'ho capito, se l'hai capito tu dimmelo.

    1. sandropascucci 29 marzo 2011

      Barnard capisce come va il Mondo come io capisco il funzionamento delle cellule staminali. E ci parla di come va il Mondo come io Vi parlerei di cellule staminali..

      Il signoraggio bancario è una bestia nera per il nostro contro-ex-anti-contro-anti-già-contro-Sistema. Lo ha segnato per sempre. Ormai delira a 360 gradi perché la batosta di non aver saputo SCHIERARSI dalla parte giusta lo ha BRUCIATO dentro.

      addio P.B.
      sei nel girone appena sotto quello del peggior beppE grill0.

    1. RicBo 29 marzo 2011

      Non capisco perchè tutto questo astio nei confronti di un giornalista coraggioso che sarà anche un pessimista cosmico ma almeno si è ultra documentato e sa di cosa parla. Che poi la soluzione non sia indebitarsi all'infinito, ok, pretendere che sia lo Stato che ridistribuisca la ricchezza è una favola (a casa mia si chiama Socialismo) ma questo non sminuisce l'analisi di Barnard.

    1. AmonAmarth 29 marzo 2011

      Caro Paolo conosco la tua lucida analisi da tempo e pure nei dettagli, ti considero anche una persona estremamente intelligente e logica per questo perchè in pochi sono in grado di comunicare così tanto in modo così (relativamente) semplice... ma le mie palle non mi sono ancora cadute a terra e ne vado fiero cazzo, e non perchè sono uno fra i tanti "beati ignoranti": credimi, sottovaluti gente come me che sarò pure qui a scrivere con le mie luride mani da ipocrita hardware-software-consumista! L'alternativa al mio approccio è forse la depressione e il suicidio. Per fortuna la vita è fatta davvero del "qui e ora", e se devo fare qualche SEMPLICE constatazione posso dire: affanculo sti stronzi, che continuino pure ad autodefinirsi "burattinai" (o sentirsi tali che è poi lo stesso), e che faccia lo stesso chi si sente suo suddito. A me non me ne sbatte una beata minchia nerboruta, perchè se non fosse ancora chiaro io, come tanti altri giovani 26enni di oggi (no mutuo, no debiti, neolaureati, no famiglia, contratti di lavoro saltuari) ho un mio fottuto "piano di fuga", alla loro facciaccia arrogante del cazzo, l'anarchia pura e semplice se la meritano eccome... Si tratta del puntare all'autosufficienza attraverso un pezzo di terra (ridi pure stronzo!) e di uscire completamente dal nodo dei fili di sti burattinai (denaro), seconodo logica e secondo fatica da impotente laureato moderno: sono PIENAMENTE COSCIENTE che sarà quasi impossibile, ma d'altronde in The Machine, come sai e come continui a ripetere tu, non abbiamo speranza nemmeno di respirare in futuro... Quindi in cosa devo SPERARE se non in questo, dalla mia posizione di "sto ancora accumulando i soldi necessari all'acquisizione del suddetto pezzo di terra (attraverso un lavoro precario)"?... Dimmelo TU. Saluti.

    1. amensa 29 marzo 2011

      dai forza adesso Mikaela, nomisbona, rasna-zal e compagnia cantante..... forza con gli insulti .... perchè non siete in grado di contestare nemmeno una virgola di cosa scrivo !

    1. amensa 29 marzo 2011

      ennesima filippica ..... altro sparare a salve ......
      Bene. Ora conosciamo quanti sono i cattivi, ed anche i loro nomi.
      Ma sono troppo pochi per cui direi di alzare il numero ad almeno 100.000 che su 6 miliardi mi sembra più ragionevole.
      Loro hanno 630 trilioni di dollari mentre tutti gli USA in un anno ne producono 14 e noi Italiani 2.
      E perché non glieli togliamo ? noi “buoni” siamo tanti, loro sono pochi, glieli togliamo tutti, cancelliamo i debiti degli stati, e così le popolazioni non devono più pagare ne capitale ne interessi su quei debiti che loro , i cattivi, ci hanno causato.
      Non si può perché sono banche ? ma le banche sono di qualcuno, sono società per azioni e i proprietari sono gli azionisti. Le banche rubano per pagare bonus e dividendi ? bene niente di più facile che spogliare i proprietari, mica saranno poi così tanti in confronto ai 6 miliardi, no ?
      Ah …. Qualcuno ha protestato …. Dice che non è giusto togliere la proprietà dei beni …… forse chi ha protestato ha azioni di banche ?
      No, qui bisogna chiarirsi le idee … perché se è giusta la proprietà, se è giusto che si permetta a qualcuno di arricchirsi così tanto da potersi poi comprare banche, lobbies, parlamenti, governi, allora che protestiamo a fare se poi qualcuno lo fa ?
      Non è per caso che ci hanno convinto che la proprietà è sacra e guai a toccarla ? ma allora cosa ci stiamo lamentando a fare ? questa è solo la logica conseguenza , no ?
      Non sarebbe forse il caso di pensare che è sacra ma solo fino ad un certo limite ? che oltre all’agiatezza, alla tranquillità per una sana e accudita vecchiaia, il resto è proprio di troppo ? perché se uno è ricco , affinchè sia ricco ci devono essere dei poveri.
      Ma poi, chi dovrebbe intervenire ? il governo, i nostri governanti , no ? ma quelli sappiamo che sono stati comprati, corrotti da chi ha i soldi, e allora c’è qualcuno disposto a credere che qualcuno di loro è disposto a rinunciare ai privilegi che quella posizione gli dà solo per una questione di etica, tipo mantenere le promesse elettorali ?
      Ecco, quella è la perla messa in atto dai ricchi ……. Democrazia …. Il potere è vostro , popolo stupido, ve lo stiamo concedendo , e senza alcuna fatica con un minimo impegno ogni 4 o 5 anni, andate a mettere una croce di qui o di là, e avete dimostrato che si, il potere è vostro !!!
      Tanto poi che vinca l’uno o gli altri sono entrambi sul nostro libro paga …….. tanto noi possiamo permetterci anche di pagarne due, non solo uno , eh.. eh … tanto li paghiamo con i vostri soldi.
      Ma allora Barnard …… perché ti dai tanta pena, perché sbraiti tanto …… è proprio il popolo che NON VUOLE cambiare ….. moderare la proprietà ? già e se poi vinco al totocalcio, che me ne faccio di tanti soldi ? se potessi comprarmi anche un altro appartamento , ehhh no …. Mica mi fregate perché prendere i soldi a quelli là mi va bene ……. Ma i miei no, proprio no che non mi và.
      E poi non rompiamo con questi discorsi sulla democrazia ….. la partita voglio guardarmi, mica leggere cosa fa il ministro del tesoro !! di quello non ci capisco nulla, ed è solo roba noiosa !!
      E allora, caro Barnard, non ti resta che prendertela con la sovranità monetaria ( già come se gli USA ormai in bancarotta non ce l’avessero), quella almeno non interessa nessuno dei tuoi ascoltatori …… e poi chi dovrebbe riprenderla ? i tuoi governanti democraticamente eletti ?? ha..ha….ha… questa è la migliore tra le barzellette …… sei tu che dici che sono pagati e corrotti ecc… ecc… e allora pensi proprio che dovrebbero fare un simile dispetto, ai loro “padroni“.
      Dai ….. ma chi vuoi prendere per i fondelli ……. Hai studiato troppo di troppi, ed hai dimenticato di collegare il cervello alla mano che scrive bene, ma perdio, dagli un po’ di senso a cosa scrivi, no ?

Visualizzati 20 di 56 commenti approvati.