RAGE AGAINST THE MACHINE ? (PRIMA PARTE)

RAGE AGAINST THE MACHINE ? (PRIMA PARTE)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 12 Prima Parte

Riguardate Alien, il capolavoro fanta-horror del 1979 di Ridley Scott. Esso è perfetto, ma proprio perfetto per la comprensione di tutto ciò che sto cercando di dire agli italiani da almeno undici anni. Nel film, degli ordinari esseri umani ospiti di un’astronave commerciale percepiscono che qualcosa di molto negativo li ha svegliati dal loro torpore e li costringe a occuparsene. Indagano, s’imbattono in cose davvero inquietanti, ma non capiscono ancora. Gli accadimenti danno poi segni addirittura drammatici, ma nonostante questo essi rimangono molto lontani dalla comprensione di ciò in cui si sono imbattuti. Il loro viaggio continua, e solo uno dell’equipaggio, e per puro caso, si ritrova a un certo punto faccia a faccia con la realtà che gli è piombata addosso. Capita a un operaio dell’astronave, che si era allontanato dal gruppo per recuperare il loro micio mascotte scappato nei meandri bui del vascello spaziale.La scena ideata da Scott è un capolavoro di espressività della recitazione, cioè porta allo spettatore tutta l’idea di come rimane un uomo quando scopre che la verità di ciò che sta accadendo è mostruosamente inimmaginabile. Guardatela, osservate come si trasmuta il volto dell’operaio quando alzando gli occhi dal micio che si era rintanato in un angolo buio, incrocia le forme orripilanti di un mostro alieno sconosciuto che si era infiltrato nell’astronave. Sa di essere un uomo morto e sa che ne verrà straziato, ma lo shock della scoperta è tale da annullare in lui qualsiasi moto d’angoscia. Fissa il mostro ipnotizzato, quasi più rapito da quella cosa inimmaginata che dal suo prossimo destino.

La medesima realizzazione non tarderà ad affacciarsi alla coscienza del resto dell’equipaggio, ma nonostante tutto esso continuerà a non comprendere appieno che razza di catastrofe li sta possedendo. Ci vorrà un’altra scena che ha fatto la storia del cinema per finalmente spalancare le coscienze ai rimanenti sopravvissuti. E anche questa parte è meravigliosamente perfetta per me, si adatta magnificamente a ciò che sto tentando di dirvi da tanto tempo. Nel film uno dei membri dell’equipaggio, l’ufficiale medico, si rivela essere un androide programmato proprio per facilitare il compito della mostruosa creatura. Verrà semi distrutto dai tre passeggeri, ma prima di spegnersi rivelerà ad essi la verità, con parole da ghiacciare il sangue. All’angosciata domanda della comandante “Come la combattiamo? Come la uccidiamo?”, l’androide risponde “Non potete… ancora non capite con cosa avete a che fare, vero? E’ perfetta… ammiro la sua purezza, vuole sopravvivere e non ha interferenze della coscienza né della morale”, e conclude “… Non vi posso mentire sulle vostre chance”.

Sostituite l’equipaggio con noi cittadini, l’alieno con il Vero Potere, cioè la mostruosa macchina del capitale moderno e dei suoi profeti, quella che qui chiamerò The Machine. Il resto viene da sé.

I cittadini occidentali, e quelli dell’Eurozona in particolare, sono da tempo alle prese con fatti inquietanti che non riescono a comprendere; quei fatti sono divenuti anche gravi, ma lo stesso essi non comprendono; dal 2007 l’evidenza di una sordida catastrofe di proporzioni storiche si è fatta pressante, e professionisti come me stanno tentando di aprirgli gli occhi, con risultati quasi nulli. Occasionalmente ricevo comunicazione da un singolo individuo che invece ha visto, come l’operaio nel film, e dalle sue parole traspare esattamente lo stato di ipnotico shock della scoperta mostruosa così ben reso da Scott in quella scena. Ma tutti gli altri ancora faticano, anzi, non vogliono capire. Con il mio Aggiornamento N. 9 ho voluto dare l’affondo per costringere alla comprensione della mole del problema, della minaccia, anzi, della soverchiante ferocia di The Machine e di come oggi per noi non vi sia in realtà una speranza. Evidentemente non ci sono riuscito. E allora getto qui l’ultimo mio tentativo di spalancarvi la coscienza. E badate che le parole di quell’androide sono perfette. Il Vero Potere, che ci ha imprigionati e annullati come Stati, parlamenti, economie e democrazie, cioè The Machine descritta nel mio saggio e negli undici aggiornamenti, è oggi talmente possente che “… ancora non capite con cosa avete a che fare, vero? E’ perfetta, vuole sopravvivere e non ha interferenze della coscienza né della morale”. Questo essa è, alla lettera, e voi dovete vederla per un solo motivo…

Perché se non accettate di vederla, non potrete porre i primi mattoni di una lontana speranza di combatterla per coloro che verranno molti decenni dopo di noi.

Fa la differenza fra morirne da inutili ignari, o morirne da combattenti che compiono il primo passo di una lontana riscossa.

Ma che noi ne moriremo da vittime, questo è certo.

Il sughero e la speranza.

Forse ora, dopo le parole appena scritte sopra, chi era presente al mio dibattito col pubblico in provincia di Pistoia venerdì 4 febbraio comprenderà come mi sono comportato. Il tema era proprio Il Più Grande Crimine, ovvero chi è il Vero Potere sulle nostre vite.

Quelle che seguono sono con tutta probabilità le parole scritte nel suo diario dalla giovinetta che stava seduta su un mobile in fondo alla sala a sinistra. Non so per quale preciso motivo, ma quella è il tipo di ragazza che tiene un diario, secondo me. E mi guardava con allarmata attenzione.

E’ stato uno sterilizzatore di speranza, l’ha inseguita nella sala del dibattito e l’ha abbattuta senza pietà fino all’ultimo granello... Forse l’ultimo non era del tutto morto, aveva dato un paio di battiti cardiaci riverso in un angolo, laggiù in fondo. Lui li ha uditi e in meno di un attimo gli è stato addosso… lo ha finito sotto gli occhi di un centinaio di persone troppo intimidite per intervenire. Non volava una mosca. Fucilato sul posto quello del ricambio politico e morale dall’interno del potere. Spiaccicato al muro quello del reddito di cittadinanza. Freddato alla seconda parola quello del boicottaggio commerciale. Inseguito e giustiziato quello della Tobin Tax. Lasciato parlare quello delle micro cellule di resistenza solidali che incepperebbero il meccanismo dei potenti… solo per aprirgli in faccia un lanciafiamme di parole che lo hanno spolpato vivo, si arricciava sulla sedia come un capello sulla fiamma di un accendino. Non volava una mosca nella sala.

Al ritorno ho percorso tutti i cento chilometri dell’autostrada Firenze-Bologna pensando a cosa avevo fatto. Cioè: tu prendi in mano un pubblico che è curioso di sapere; lo conduci a comprendere, fatto dopo fatto, nome dopo nome, data dopo data, che in realtà noi persone moderne viviamo come un pulviscolo di pulcini ignari di star chiusi nell’aia di ciclopi cannibali che però mai vedono; gli causi dapprima un motivato shock, che si allenta poi in forte ansia la quale, condotta dal recupero della ragione, disperatamente cerca ossigeno nella domanda “E adesso cosa possiamo fare?” con lo stresso spasmo dei polmoni dell’atleta che emerge da un’apnea al limite. E dopo tutto questo tu gli dici: non potete più fare nulla voi, la gente di questa generazione. Hanno vinto loro, noi siamo morti, noi. Qualcuno fra qualche secolo forse… Glielo motivi, poi glielo ri-motivi con maggior forza, poi glielo tuoni nelle orecchie, e infine la falcidia di cui sopra sui coraggiosi che proprio non volevano morire quella sera. Come forse descritto nel diario di quella esile ragazza.

Nessun divertimento, tanto meno compiacimento, solo la verità. Gli ho detto la verità. Ma loro non vogliono morire. Ci deve essere un motivo per cui è così ostico per le persone capire cosa li ha uccisi e perché è ora impossibile aver ragione del nemico. Comunque glielo spieghi, il risultato è che riemergono come sugheri nell’acqua per tornare al punto di prima. Il sughero è la materia di cui è composta la speranza, deve essere questo il motivo, inutile pigiarlo sotto, lui torna su. Ed è questo ostinato giochetto che impedisce a me di rendere chiaro agli occhi del pubblico, o dei lettori, con quale razza di arsenale quel nemico ci ha travolti. Quasi nessuno s’immagina le dimensioni of The Machine. No more rage against.

Eppure alcuni, e sono facilmente visibili oggi, credono di poter dire “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”. Sono le ‘belle anime’ e i loro famosi Guru, quelli della sinistra ecologica e libera, i pacifisti, i viola, gli equosolidali, i No qui e No là, i grilli ecc., con al seguito intellettuali assortiti, e sono tremendi, al punto che sarebbe molto meglio che non ci fossero. Dovete immaginarli come delle formiche che navigavano su gusci di noci e che hanno cozzato sul loro pezzo di mare contro una portaerei nucleare. Ora sono in acqua che si agitano con le zampette, i gusci rovesciati, microscopici puntini sulla superficie che si dicono l’un l’altra “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”… Il fatto è che tutto ciò che anno visto è stata la schiuma delle onde sollevate dallo scafo del colosso, ma lui, quell’arsenale immane navigante, non sanno neppure che è passato da quelle parti, non immaginano neppure che esista una cosa simile al mondo, perché è troppo enorme. Le loro antenne non la sanno vedere, non l’hanno mai vista. Ma le ‘belle anime’ si dicono che adesso gliele diamo noi alla portaerei con le nostre zampette e con le nostre antennine.

Prima di entrare nel ventre di The Machine una volta per tutte, ve le presento le ‘belle anime’, perché sono, credetemi, un danno reale e devastante. Esse di fatto costituiscono il principale motivo per cui neppure quello 0,1% dei cittadini ancora ‘vivi’ mai agiranno contro chi ci ha distrutti. E se non agiscono loro, allora è proprio la fine, e neppure sussisterà la speranza lontana di cui parlavo prima.

Se questi sono i ‘giusti’…

Per prima cosa, le ‘belle anime’ sono molto meno belle di come vorrebbero rappresentarsi. Lo compresi quando ero molto giovane. Ero fra ‘compagni’, quelli giusti, antifascisti, stavamo nella radio libera, giornalisti sgarruppati ma tosti. Da noi passavano altri ‘giusti’, quelli di Cuore di Michele Serra, e quelli che nel ’77 avevano fatto la Storia. Ed erano canne, canne e cannoni a non finire, hash, olio, erba a volumi cubitali sempre, come corredo fisso di tutto. Ok. E giù con sermoni contro le basi Nato, e dagli alla Nestlè, padroni bastardi, sbirri fascisti, viva i migranti e solidarietà ai compagni in carcere. Ok, passi il comunismo all’italiana, mi faceva sorridere un po’, mai stato comunista, ma va bene dai. Ma quelle canne. Un giorno a un’assemblea mi saltò in mente una cosa e gliela dissi: “E i miliardi che date alle mafie a fumarvi tutta quella roba? Non è che i cartelli dei narcos libanesi li trattano bene i contadini che coltivano l’erba, forse peggio della Dal Monte coi campesinos. Ci sta con la coerenza anti imperialista?”.

Avete presente il sedile del passeggero della Aston Martin di James Bond nei mitici anni ’60? Lo ricordate? Era quello che catapultava con una forza incredibile il malcapitato fuori dall’auto in corsa. Ecco, fui catapultato fuori da quel mondo di compagni con lo stesso impeto. Mai più accettato. Mi fu tutto chiaro subito, sta gente non tollerava il dissenso, e non solo, se gli incrinavi l’atmosfera della ‘parrocchia’, ‘chenoisiamoquelligiusti’, ti odiavano. Da allora la storia si è ripetuta mille volte, cioè mille volte mi sono trovato fra i ‘giusti’ e solo per avergli detto ciò che non volevano sentirsi dire mi hanno messo nella catapulta e via… sparato fuori con un bel seguito di odio, proprio odio, in uno slalom i cui paletti sono stati, fra gli altri, Report e redazione, Emergency, Beppe Grillo e grillo blog, centri sociali assortiti, Sabina Guzzanti, Micromega, Gherado Colombo, Travaglio, Ricca, i No Tav, e un sacco di altre ‘belle anime’. Elio Veltri, di fronte a fior di testimoni, addirittura mi ha pubblicamente insultato dicendomi che devo “farmi curare”, prima di lasciare la sala del dibattito di cui eravamo co-relatori latrando improperi. Il motivo? Gli avevo contestato che Prodi e Draghi fossero delle “stimabili persone”, avevo incrinato la figura del suo mito europeista Altiero Spinelli, e sostenevo che la mafia finanziaria è 100 volte più pericolosa di quella regionale italiana, con la solita fiumana di dati e fatti a sostegno, che sapete. Mi sembra il minimo del diritto alle proprie opinioni. Il Veltri ha concluso con un magnifico “se avessi saputo non sarei mai venuto!!”. Alla faccia del libero dibattito…

La morale: alla fine sono fatti quasi tutti della stessa pasta, i parrocchiani di qua e quelli di là, una pasta i cui ingredienti sono l’intolleranza per il libero pensiero, l’ipocrisia, l’autocelebrazione, e l’odio per chi gli rompe le uova nel paniere intellettuale. Ma qui a sinistra c’è l’insopportabile presunzione di essere quelli puliti, quelli che sanno come si salva il mondo. Ecco, questo è l’humus di partenza delle ‘belle anime’. Da queste premesse desolanti, si passa poi ad ancora peggio, cioè alla loro illusione di poter sconfiggere The Machine senza averci capito nulla, manco se lo immaginano com’è veramente fatta, proprio come le formichine sui gusci. Sabato 19 febbraio partecipavo a San Marino a una tavola rotonda sulla Globalizzazione con Giacomo Marramao, Lidia Ravera e Jacopo Fo. Parlano dei cattivi del mondo. Io glieli smonto, e al contrario gli dimostro che i loro ‘buoni o meno peggio’ sono fatti della stessa pasta degli altri e anzi, a volte sono persino peggiori. Jacopo Fo se ne esce con “… e dai! Lo so che Obama è sempre un presidente americano, ma rispetto a Bush il suo è, diciamo, un capitalismo dal volto umano”. Potevo star zitto? Obama che chiude Guantanamo e tiene aperta Bagram che è sei volte più grande e dove si tortura sei volte di più; che mantiene l’immunità di Bush ai torturatori della CIA; che nel dicembre del 2008 dice a Israele “bombardate i civili palestinesi quanto vi pare, ma non il 18 di gennaio che c’è la mia inaugurazione, e in cambio vi facciamo arrivare un carico di armi illegale dalla Germania” (Gen. Jim Jones a colloquio con Netanyahu); che ha sborsato 11 mila miliardi di dollari per salvare il sedere di Wall Street e non per salvare milioni di americani sfrattati da Wall Street; che ha presieduto sul più imponente trasferimento di ricchezza dal basso verso l’altro della storia degli USA ridicolizzando gli sforzi dei Bush; che ha calato le tasse del 1% ricco d’America e ha congelato gli stipendi pubblici; che ha messo come responsabile delle politiche del lavoro un tal Jeffrey Immelt, il presidente di General Electric che ha oltre la metà dei suoi posti di lavoro delocalizzati in Asia (sic); che ha firmato l’ordine per la repressione dei dissidenti civici americani per mano dell’FBI; che ha fatto una riforma sanitaria che regala oltre 70 miliardi di dollari alle assicurazioni private con 45 milioni di americani senza copertura sanitaria; che oggi persino taglia i fondi al programma statale di aiuti finanziari agli americani che non si possono permettere il riscaldamento (il LIHEAP)… e ce ne sarebbe da arrivare a sentirsi male. Gliel’ho detto al Fo. Ha sbottato che sono un pessimista, applauso del pubblico. Poi gelo, insulti a me dal filosofo emerito, e dibattito troncato su due piedi.

Sono quelli che “adesso c’è Saviano…”, quelli della politica a cinque stelle, con i cortei, con la Tobin Tax, con l’equosolidale, con i blog, e quelli della Decrescita. Non hanno la più pallida idea delle dimensioni di The Machine, e di come essa ci ha tutti intrappolati nella spirale di impoverimento e morte democratica che ho descritto ne Il Più Grande Crimine. Dice la Ravera che dobbiamo vivere con meno, dobbiamo sostituire i consumi con i rapporti umani, e strappa l’applauso. Ma neppure ci arriva, l’autrice, a pensare ai milioni di poveracci che perderebbero il lavoro, il futuro, la casa, per permettere a lei di strappare l’applauso nel dire ste insulsaggini ignoranti di qualsiasi rudimento di macroeconomia. John Maynard Keynes è vissuto per nulla. Ste ‘belle anime’ sparano impuniti le loro fantasmagorie ma non sono nei panni del magazziniere della Lotto cassintegrato o dell’ex operaia dell’OMSA che oggi fa le pulizie in nero, o della madre single con due bambine che non trova uno stipendio che le permetta di uscire da un appartamento marcio di umidità dove le piccole vanno a letto coi pigiamini zuppi. Forse manco li hanno mai visti esseri umani così, ed è un bene per loro, perché il magazziniere, l’operaia e quella madre le gonfierebbero la faccia di sberle neppure a metà della frase “dobbiamo vivere con meno, sostituire i consumi con i rapporti umani”, poiché questa elevata saviezza si avvererà forse fra 300 anni, ma nel frattempo milioni di poveri cristi che non leggono la Ravera o che non ridono con Jacopo Fo soffriranno le pene dell’inferno se qualcuno non rianima questa economia, e per rianimarla, oggi, non si può prescindere dai consumi, che sono fatturati, che sono stipendi disperatamente necessari. Fra l’altro, le ‘belle anime’ vagheggiano di economie alternative di cui mai nessuno ha verificato l’effettiva fattibilità nel mondo moderno, e fra l’altro vagheggiano di modelli di decrescita senza aver interpellato gli africani, gli indiani, i cinesi, i kazaki, i vietnamiti, gli indonesiani, tutti coloro cioè che hanno aspettato 3000 anni per avere ciò che abbiamo noi, ma ai quali oggi, quando toccherebbe a loro entrare nel Mercato per poi avere tutte quelle cose, no!, devono rinunciare, perché “dobbiamo vivere con meno, dobbiamo sostituire i consumi con i rapporti umaniil PIL cinese è fallico!” concluse la Ravera. Ok, vallo a dire a loro. Ma vacci Ravera, e se torni intera…

Le ‘belle anime’ che “col fotovoltaico noi oggi siamo autosufficienti e persino vendiamo l’elettricità”, dice sempre il figlio del Nobel, peccato che per fare i pannelli ci voglia il petrolio e che gli sfugga che il nostro mondo necessita ogni anno di 15.000 miliardi di watt, e che il 73% di questi non va in borsette o per fare cellulari caro Jacopo, ma per l’agricoltura, luce domestica e trasporti, e che coi pannelli, scusate, gli fai una pippa a 15.000 miliardi di watt, specialmente se poi sti ‘paladini’ usano il pc ogni giorno, e se corrono a farsi la TAC quando stanno male, per generosa concessione di 3 milioni di morti in Congo (vi si estrae il Coltan per l’elettronica) e dell’industria militare (TAC, RM, endoscopie ecc.). Ipocriti.

E questi sono l’avanguardia della riscossa oggi, personaggi che viaggiano sul binario della propria auto-santificazione di ‘belle anime noiquelligiusti’ chiusi nel bozzolo del proprio ego da cui non sono in grado di vedere nulla della realtà della gente vera, dell’economia vera, e soprattutto di The Machine, ma proprio nulla. C’è da piangere, ma al peggio non c’è fine.

Il fatto è che una marea di attivisti italiani crede veramente che questi professionisti dell’odio del libero pensiero, questi parrocchiani che mettono al rogo chiunque non sia dei loro, tali e quali agli altri di destra, siano i depositari dei valori democratici e della giustizia. C’è da mettersi le mani nei capelli, è una truffa terribile ai danni di tanta buona fede di gente esasperata. Ste ‘belle anime’ sono devastanti per le pochissime speranze di fermare il Potere, perché il 99% degli attivisti gli crede e si fa infinocchiare dalle loro fandonie per salvare il mondo… “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”. Il risultato è che le esigue forze attive rimaste in questa società paralizzata si sprecano ad inseguire isterismi e utopie ignoranti senza neppure sapere chi è il nemico, e nessuno o quasi rimane nelle fila di chi invece sta capendo cosa ci accade, gli sparuti impotenti testimoni dei crimini del Vero Potere. Il risultato è che a soffrire da cani saranno milioni di altri che neppure avranno il sollievo di sentirsi ‘noiquelligiusti’. Si sentiranno da cani e basta.

Questa è la speranza, tutta qui.

Ripeto, con forza: se neppure si riesce a capire il grado della nostra disfatta di cittadini, con le esatte forme e proporzioni del nemico, come si potrà mai immaginare che almeno un giorno molto lontano qualcuno possa arrivare a una speranza? Come si potranno mai porre i semi di un riscatto con l’umile lungimiranza di chi fece la stessa cosa 250 anni fa sapendo che i frutti li avrebbero goduti esseri umani di un futuro per loro inimmaginabile? Perché è solo questa oggi la forma della speranza, e non quella di sughero, ma quella concreta per i secoli che verranno, quella che abbiamo il dovere di iniziare a costruire oggi anche se noi non la vedremo mai. Ripeto: porre oggi i germi di un lavoro progressivo lungo un paio di secoli per regalare la speranza a chi verrà. Per fare ciò occorre avere la vista chiara, e allora eccola… The Machine.

The Machine, nero su bianco.

Il prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia, cioè tutto ciò che essa produce come ricchezza, è di 2 mila miliardi di euro circa. Quello degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. La ricchezza speculativa in mano a non più di mille individui oggi è di 650 mila miliardi di dollari. Riassumo: due (2) e quattordici (14), contro seicentocinquanta (650). O meglio: trecentosessanta milioni di esseri umani complessivi hanno 16, mille esseri umani circa hanno 650. Ma attenzione, ciascuno di quei dollari è una bomba a orologeria chiamata prodotti derivati, cioè una scommessa finanziaria priva di ogni reale fondamento in ricchezza concreta e che infetta l’intero globo nelle vene di tutte le sue maggiori banche, fondi pensione, assicurazioni, municipalità, polizze vita, finanziarie delle aziende, fondi sovrani, risparmi privati… basta che salti per aria la prima miccia, e il botto disintegra il pianeta venti volte. Non esiste al mondo nessun politico, nessun tecnico, nessun esperto in grado di capire sto mostro né di controllarlo. Il Financial Times incaricò un team di guidato da Gillian Tet di comprendere come fossero fatti questi derivati, e dopo un anno di lavoro il team di questi super specialisti ne aveva compreso solo una parte. Il governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, non ha esitato a dichiarare che “non ci capisco nulla”. Questo è l’uomo che sta al timone di tutto ciò che tu e io conosciamo come euro e quindi il nostro denaro, nulla di meno. Nel gennaio del 2007 Fabrice Tourre, da se stesso soprannominato The Fabulous Fab, uno dei cervelli creatori di questi esplosivi alieni monetari che posseggono il mondo economico, scriveva in una email: “Sempre più rischio nel sistema… Tutto l’edificio sta per collassare… L’unico potenziale sopravvissuto, il Fabulous Fab… che sta ritto al centro di questi intricati, rischiosissimi, stupefacenti derivati da lui stesso creati senza neppure capire tutte le implicazioni di queste mostruosità…”. Se ne stava ritto al centro mentre creava, in un anonimo ufficio di cui tu non hai mai saputo nulla, la cosa che alla prima parziale deflagrazione ha causato la più grave crisi finanziaria ed economica dal 1929 a oggi, costata lacrime e sangue (e anche la vita) a miliardi di esseri umani – e in mezzo ci sono concretamente i nostri operai, precari, neolaureati, disoccupati, le loro famiglie e il destino dei loro figli; è la stessa cosa che ha fatto sparire dalla nostra Italia in soli due anni una cifra pari a 23 finanziarie dello Stato messe assieme, e poi si parla di ‘ripresa’…; ed è un disastro da cui nessuno oggi sa se mai ne usciremo veramente. Se ne stava ritto negli uffici di Goldman Sachs, la banca d’investimento che ha fra le sue proprietà il governo degli Stati Uniti con la sua cassaforte, nelle persone di Bob Rubin e Gene Sperling, e degli amici Ben Bernanke, Timothy Geithner e Larry Summers. A poche centinaia di metri dal Fabulous Fab, in un altro anonimo ufficio londinese, e anche di questo tu non hai mai saputo nulla, Joseph Cassano della AIG americana cucinava le polizze assicurative truffa che hanno causato il collasso dell’intero sistema creditizio bancario del pianeta. Lui, praticamente da solo. Sei titolare di una carrozzeria di Foggia e la banca ti ha appena negato quel finanziamento che ti serviva per sopravvivere? E’ stato Joseph, lo sapevi? Sapevi che le vite e il futuro di sopravvivenza di miliardi di aziende e di famiglie del nostro mondo dipende realmente ogni santo giorno dalle azioni di questi pazzi fuori controllo? Lo sapevi che non esiste un politico su questa terra che li possa controllare? E sai perché? Perché non sanno che esistono, non sanno cosa fanno e come lo fanno, e soprattutto perché quando The Machine si rompe trascinando nel baratro un centinaio di Stati sovrani, governi e relativi popoli, i politici sono costretti a rivolgersi agli stessi manovratori criminali come Tourre o Cassano o Goldman Sachs per aggiustarla, essendo questi gli unici che sanno come funziona il suo infernale motore.

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

Ogni mattina tu ti alzi e pensi a come arrivare alla fine del mese col mutuo, con la rata della cucina o dell’auto, perché poi c’è tutto il resto. Assieme a te si svegliano anche tutti questi: AfW - Bundesverband Finanzdienstleistung e.V., Association Française de la Gestion financière AFG, Association Française des Marchés Financiers AMAFI, Association Française des Trésoriers d'Entreprise AFTE, Association Luxembourgeoise des Fonds d'Investissement ALFI, Association des Banques et Banquiers, Luxembourg ABBL, Association of British Insurers ABI, Association of Chartered Certified Accountants ACCA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ANIA, Assuralia, beroepsvereniging van verzekeringsondernemingen Assuralia, British Bankers' Association BBA, Bundesarbeitsgemeinschaft Deutscher Kommunalversicherer BADK, Bundesverband deutscher Banken e.V. Bankenverband, Bundesverband Öffentlicher Banken Deutschlands VÖB, Bureau International des Producteurs d'Assurances et de Réassurances BIPAR, CHAMBRES REGIONALES DU SURENDETTEMENT SOCIAL CRESUS, Conféderation Internationale des Banques Populaires CIBP, EUROPEAN SERVICES FORUM ESF, European Association of Co-operative Banks EACB, European Association of Public Banks and Funding agencies AISBL EAPB, European Associations of Corporate Treasurers EACT, European Banking Federation EBF, European Banking Industry Committee EBIC, European Contact Group ECG, European Savings Banks Group ESBG, European insurance and reinsurance federation CEA, Febelfin NULL, Finanssialan Keskusliitto - Finansbranschens Centralförbund ry FK – FC, Futures and Options Association FOA, Fédération Française des Sociétés d'Assurance FFSA, Fédération bancaire française FBF, Fédération des Experts comptables Européens FEE, Fédération nationale du Crédit agricole FNCA, Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft e.V. GDV, Institute of Chartered Accountants in England and Wales ICAEW, International Association for Financial Participation I.A.F.P., International Capital Market Association ICMA, International Swaps and Derivatives Association ISDA, London Investment Banking Association LIBA, Swedish Bankers´ Association SBA, The Confederation of the Nordic Bank, Finance and Insurance Unions NFU, VOTUM Verband Unabhängiger Finanzdienstleistungs-Unternehmen in Europa e. V., Verband der Auslandsbanken in Deutschland e.V. / Association of Foreign Banks in Germany VAB, Verband der privaten Krankenversicherung e.V. PKV, Wirtschaftskammer Wien/Fachgruppe Finanzdienstleister FG FDL/WKW.
Ok, allora: tu vorresti un sistema finanziario – cioè quei soldi che prendi in prestito per la tua azienda o negozio o per vivere - che fosse alla tua portata, vorresti poter dire a quelli che contano in queste cose “Ehi! Ascoltatemi, datemi ossigeno, per carità!”. Ma non puoi, neppure riusciresti ad avvicinarti alle loro stanze. Invece, quei signori listati qui sopra possono, si chiamano le Lobby finanziarie d’Europa, e non solo possono, ma dettano anche legge, e non solo dettano legge, ma oliano anche quelli che contano, eccome se li oliano. Stanno alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio d’Europa, alla Banca Centrale Europea, alla tua Banca Centrale, al tuo ministero del Tesoro, ogni santo giorno, 24 ore su 24, sette giorni su sette. E sai cosa fanno? Il loro porco interesse. E sai cosa gliene frega di te? Hai già capito. Ma tu li conoscevi? Sapevi che sono loro a creare le decisioni in finanza e non il tuo politico, o amministratore o Presidente del Consiglio?

Ogni mattina tu ti alzi e pensi a sto mondo degenerato, ti scappano due improperi e tiri dritto. Se sei un impegnato pensi anche a cosa fare per migliorarlo, cioè appartieni allo 0,1% che non tira dritto imprecando. Bene, tu ti dai da fare, ma assieme a te si danno da fare anche questi: Acton Institute for the Study of Religion and Liberty (Grand Rapids, MI - USA) Adam Smith Institute (London UNITED KINGDOM), Adam Smith Society (Milano - ITALY) Adriatic Institute for Public Policy (Rijeka - CROATIA) Africa Fighting Malaria (Congella - SOUTH AFRICA) African Center for Advocacy and Human Development (ACAHD) (Lagos , Lagos - NIGERIA) Agencia Interamericana de Prensa Economica (Boca Raton, FL - USA) Al-Quds (Amman) Alabama Policy Institute (Birmingham, AL - USA) Albanian Center for Economic Research (Tirana - ALBANIA) Allegheny Institute for Public Policy (Pittsburgh, PA - USA) Alternate Solutions Institute (Lahore, Pu - PAKISTAN) América Libre Institute (La Libertad - EL SALVADOR) America’s Future Foundation (Washington, DC - USA) American Council of Trustees and Alumni (Washington, DC - USA) American Enterprise Institute (Washington, DC - USA) American Institute for Full Employment (Klamath Falls, OR - USA) Americans for Tax Reform Foundation (Washington, DC - USA) ANDES LIBRES Asociacion Civil (Cusco - PERU) APOYO Institute (San Antonio, Lima - PERU) Asociacion Civil Consorcio Desarrollo y Justicia (Caracas - VENEZUELA) Asociacion Civil de Empresarios, Consumidores y Artistas Responsables Argentinos(Buenos Aires - ARGENTINA) Asociacion Cristiana de Dirigentes de Empresa (Montevideo - URUGUAY) Asociacion Nacional de Consumidores Libres (San Jose - COSTA RICA) Asociacion Nacional de Fomento Economico (San Jose - COSTA RICA) Association for Liberal Thinking (Ankara - TURKEY) Association pour la Liberte Economique et le Progres Social (Paris - FRANCE) Atlantic Institute for Market Studies (Halifax, NS - CANADA) Atlas Economic Research Foundation (Arlington, VA - USA) Beacon Hill Institute for Public Policy Research (Boston, MA - USA) Becket Fund for Religious Liberty (Washington, DC - USA) Beijing Siyuan Research Center (Beijing - CHINA) Bishkek Business Club (Bishkek, - KYRGYZSTAN) Bluegrass Institute for Public Policy Solutions (Bowling Green, KY - USA) Buckeye Institute (Columbus, OH - USA) Business Ethics Center of Jerusalem (Jerusalem - ISRAEL) Calvert Institute for Policy Research Inc. (Baltimore, MD - USA) Cámara Argentina de Comercio (Buenos Aires - ARGENTINA) Canadian Constitution Foundation (Calgary, AB - CANADA) Canadian Tax Foundation (Toronto, Ontario - CANADA) Canadian Taxpayers Federation (Vancouver, BC - CANADA) Capital ResearchCenter (Washington, DC - USA) Cascade Policy Institute (Portland, OR - USA) Cathay Institution for Public Affairs (Beijing - CHINA) Cato Institute (Washington, DC - USA) Center for Entrepreneurship and Economic Development (Podgorica, Crna Gora - MONTENEGRO) Center for Free Enterprise (Seoul - KOREA) Center for Institutional Analysis and Development (Bucuresti - ROMANIA) Center for International Private Enterprise (Washington, DC - USA) Center for Liberal-Democratic Studies (Serbia - SERBIA) Center for Media Freedom and Responsibility (Makati City - PHILIPPINES) Center for Political Studies (kobenhavn K - DENMARK) Center for Research and Communication Foundation, Inc. (Pasig, Metro Manila - PHILIPPINES) Center for Social Practices (Sofia - BULGARIA) Center for the Defense of Free Enterprise (Bellevue, WA - USA) Center for the Study of Islam & Democracy (Washington, DC - USA) Center of Methodology of Social Science (Rome - ITALY) Centre for Civil Society (New Delhi - INDIA) Centre for Cultural Renewal (Ottawa - CANADA) Centre for Development and Enterprise (Johannesburg - SOUTH AFRICA) Centre for Independent Studies (St Leonards - AUSTRALIA) Centre for Liberal Strategies (Sofia - BULGARIA) Centre for Public Policy Research (Cochin, Kerala - INDIA) Centre for Research into Post-Communist Economies (London - UNITED KINGDOM) Centre for the New Europe (Brussels - BELGIUM) Centro de Divulgacion del Conocimiento Economico (CEDICE) (Caracas - VENEZUELA) Centro de Estudios de la Realidad Economica y Social (Montevideo - URUGUAY) Centro de Estudios Economico-Sociales (Guatemala City - GUATEMALA) Centro de Estudios Macroeconomicos de Argentina (Capital Federal - ARGENTINA) Centro de Estudios Públicos (Santiago - CHILE) Centro de Investigación para el Desarrollo A.C. 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(Philadelphia, PA - USA) Foundation for Research on Economics and the Environment (Bozeman, MT - USA) Foundation for Teaching Economics (Davis, CA - USA) Fraser Institute (Vancouver, BC - CANADA) Free Congress Foundation (Washington, DC - USA) Free Market Center, Serbia (Belgrade - SERBIA) Free Market Foundation of Southern Africa (Sandton - SOUTH AFRICA) Free Society Institute (Slovenska Bistrica - SLOVENIA) Freedom Institute (Dublin - IRELAND) Freedom Institute- Jakarta (Jakarta - INDONESIA) Freedom Works (Washington, DC - USA) Frontier Centre for Public Policy (Winnipeg, Manitoba - CANADA) Fully Informed Jury Association (Helena, MT - USA) Fund for American Studies (Washington, DC - USA) Fundación Alberdi (Mendoza - ARGENTINA) Fundación Atlas1853 (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion Bases (Rosario - ARGENTINA) Fundación Capital (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Carlos Pellegrini (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación del Tucuman (S.M. de Tucum - ARGENTINA) Fundacion Friedrich A. von Hayek (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion FUNDAR Justicia y seguridad (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion Global (Mar de Plata, Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Institucionalidad y Justicia (FINJUS) (Santo Domingo - DOMINICAN REPUBLIC) Fundacion Libertad (Rosario, Santa Fe - ARGENTINA) Fundacion Libertad (Uruguay) (Montevideo - URUGUAY) Fundacion Libertad de Panama (Panama - PANAMA) Fundación Libertad y Democracia (FULIDE) (Santa Cruz - BOLIVIA) Fundacion para el Analisis y los Estudios Sociales (Madrid - SPAIN) Fundacion para el Desarollo de Guatemala (FUNDESA) (Sur Guatemala, Gu - GUATEMALA) Fundación para el Desarrollo Integral de la Sociedad (Santo Domingo, DN - DOMINICAN REPUBLIC) Fundación Paz Ciudadana (Santiago - CHILE) Fundacion Pensar (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Salvadoreña para el Desarrollo Económico y Social (FUSADES) (Antiguo Cuscatl - EL SALVADOR) Fuping Development Institute (Beijing - CHINA) Future of Freedom Foundation (Fairfax, VA - USA) Galen Institute (Alexandria, VA - USA) Georgia Public Policy Foundation (Atlanta, GA - USA) Globalisation Institute (Brussels, Schuman - BELGIUM) Goldwater Institute (Phoenix, AZ - USA) Grassroot Institute of Hawaii Inc. (Honolulu, HI - USA) Great Plains Public Policy Institute (Sioux Falls, SD - USA) Heartland Institute (Chicago, IL - USA) Hellenic Leadership Institute (Athens - GREECE) Heritage Foundation (Washington, DC - USA) Hispanic American Center for Economic Research (Washington, DC - USA) Hong Kong Centre for Economic Research (Hong Kong - CHINA) Howard Center (Rockford, Il - USA) Human Rights Foundation (New York City, NY - USA) iFRAP (Paris - FRANCE) Illinois Policy Institute (Springfield, IL - USA) Imani Center for Policy and Education (Achimota-Accra - GHANA) Independence Institute (Golden, CO - USA) Independent Institute (Oakland, CA - USA) Independent Institute of Socio-Economic and Political Studies (Minsk - BELARUS) Independent Women’s Forum (Washington, DC - USA) Initiative for Public Policy Analysis (IPPA) (Lagos - NIGERIA) Innovations for Poverty Action (New Haven, CT - USA) Institucion Futuro (Gorr, Navarra - SPAIN) Institut Économique de Montréal (Montreal Economic Institute) (Montreal, Qu - CANADA) Institut Constant de Rebecque (1006 Lausanne - SWITZERLAND) Institut de Formation Politique (Paris - FRANCE) Institut Turgot (Louvain-la-neuve - FRANCE) Institut Za Civilizacijo In Kulturo (Ljubljana - SLOVENIA) Institute for Development and Social Initiatives ‘Viitorul’ (Chisinau - MOLDOVA) Institute for Economic Studies Europe (Paris - FRANCE) Institute for Energy Research (Houston, TX - USA) Institute for Enterprise Culture & Entrepreneurship (Thiruvananthapuram, Kerala - INDIA)Institute for Health Freedom (Washington, DC - USA) Institute for Humane Studies (Arlington, VA - USA) Institute for Justice (Arlington, VA - USA) Institute for Liberty and Policy Analysis (INLAPP) (El Roble, Alajuela, Alajuela - COSTA RICA) Institute for Market Economics (Sofia - BULGARIA) Institute for Policy Innovation (Lewisville, TX - USA) Institute for Political Studies- Portuguese Catholic University (Lisbon - PORTUGAL) Institute for Solidarity in Asia (Makati City - PHILIPPINES) Institute for Strategic Studies and Prognoses (Podgorica - MONTENEGRO) Institute for the Study of Russian Economy (Moscow - RUSSIA) Institute for Trade Standards and Sustainable Development (Princeton, NJ - USA) Institute for Transitional Democracy and International Security (Budapest - HUNGARY) Institute of Economic Affairs - Ghana (Christianborg, Accra - GHANA) Institute of Economic Affairs (IEA) (London - UNITED KINGDOM) Institute of Public Affairs (Melbourne - AUSTRALIA) Institute of Public Finance (Zagreb - CROATIA) Instituto Cultural Ludwig Von Mises (Col. Juriquilla - MEXICO) Instituto de Ciencia Politica (Bogota - COLOMBIA) Instituto de Estudos Empresariais (Porto Alegre, RS - BRAZIL) Instituto de Libre Empresa (Peru) (Santiago de Surco, Lima - PERU) Instituto de Politicas Publicas (Santiago - CHILE) Instituto Ecuatoriano de Economia Politica (Guayaquil - ECUADOR) Instituto Juan de Mariana (Madrid - SPAIN) Instituto Liberal - Rio de Janeiro (Rio de Janeiro - BRAZIL) Instituto Liberdade (Porto Alegre, RS - BRAZIL) Instituto Libertad (Cartago - COSTA RICA) Instituto Libertad y Democracia (Lima - PERU) Instituto Libertad y Progreso (Bogotá - COLOMBIA) Instituto Libre Empresa y Desarrollo, A.C. (Hermosillo, So) Instituto para la Libertad (Quito, Distrito Metropolitano - ECUADOR) Instytut Globalizacji (Gliwice - POLAND) Instytut Liberalno-Konserwatywny (Lublin - POLAND) Inter Region Economic Network - Kenya (IREN) (Nairobi - KENYA) International Centre for Economic Research (Torino - ITALY) International Development Enterprises (India) (New Delhi - INDIA) International Policy Network (London - UNITED KINGDOM) International Society for Individual Liberty (Benicia, CA - USA) Islamic Free Market Institute Foundation (Washington, DC - USA) Israel Center for Social and Economic Progress (Mevasseret Zion - ISRAEL) Istituto Acton (Roma - ITALY) Istituto Bruno Leoni (Torino - ITALY) James Madison Institute (Tallahassee, FL - USA) Jerusalem Institute for Market Studies (Jerusalem - ISRAEL) John Locke Foundation (Raleigh, NC - USA) Josiah Bartlett Center for Public Policy (Concord, NH - USA) Kenya Institute of Public Policy Research and Analysis (Nairobi - KENYA) Kosovar Institute for Policy Research and Development (Belgrade - SERBIA) Landmark Legal Foundation (Kansas City, MO - USA) Language of Liberty Institute (Prescott Valley, AZ - USA) Leadership Institute (Arlington, VA - USA) Liberal Bangla (Cirencester, Gl - UNITED KINGDOM) Liberal Group- Kerala (Kottayam, Ke - INDIA) Liberal Network Europe (Borovets - BULGARIA) Liberales Institut (Zurich - SWITZERLAND) Liberalni Institut (Prague - CZECH REPUBLIC) Libertad y Desarrollo (Santiago, Region Metropolitana - CHILE) Libertas (Copenhagen - DENMARK) Liberté Chérie (Nanterre - FRANCE) Liberty Center (Ulaanbaatar, Sukhbaatar District - MONGOLIA) Liberty Fund (Indianapolis, IN - USA) Liberty Ideas (Vienna - AUSTRIA) Liberty Institute (India) (New Dehli - INDIA) Lion Rock Institute (Hong Kong - CHINA) Lithuanian Free Market Institute (Vilnius - LITHUANIA) Locke Institute (Fairfax, VA - USA) Ludwig von Mises Institute Europe (Brussels - BELGIUM) Ludwig von Mises Institute- Romania (Bucharest - ROMANIA) Mackinac Center for Public Policy (Midland, MI - USA) Maine Heritage Policy Center (Portland, ME - USA) Maine Public Policy Institute (Bangor, ME - USA) Manhattan Institute for Policy Research (New York, NY - USA) Manning Centre for Building Democracy (Calgary, AB - CANADA) Maryland Public Policy Institute (Germantown, MD - USA) Maxim Institute (Auckland - NEW ZEALAND) Media Research Center (Alexandria, VA - USA) Medicine & Liberty (Vevey - SWITZERLAND) Mercatus Center (Arlington, VA - USA) Milton & Rose D. Friedman Foundation (Indianapolis, IN - USA) Minaret of Freedom Institute (Bethesda, MD - USA) Minimal Government (1286 Sen. Gil Puyat Ave., Makati City - PHILIPPINES) Mont Pelerin Society (Alexandria, VA - USA) Montenegro Business Alliance (Podgorica, Sahat Kula - MONTENEGRO) Nassau Institute (Nassau - BAHAMAS) National Center for Policy Analysis (Dallas, TX - USA) National Foundation for Family Research Education (Calgary, AB - CANADA) Network for North Korean Democracy and Human Rights (Seoul - KOREA) Nevada Policy Research Institute (Las Vegas, NV - USA) New Economic School-Georgia (Tbilisi - GEORGIA) New Zealand Business Roundtable (Wellington - NEW ZEALAND) Oklahoma Council of Public Affairs Inc. (Oklahoma City, OK - USA) Open Republic Institute (Dublin 4 - IRELAND) Pacific Research Instiute for Public Policy (San Francisco, CA - USA) PalThink for Strategic Studies (Gaza, Palestine) Paraguayan Center for Promotion of Economic Freedom and Social Justice (Asunci - PARAGUAY) Philadelphia Society (Jerome, MI - USA) Philanthropy Roundtable (Washington, DC - USA) Pioneer Institute for Public Policy Research (Boston, MA - USA) Platte Institute for Economic Research (Omaha, NE - USA) Polish Ludwig von Mises Institute (Warszawa - POLAND) Polish-American Foundation for Economic Research and Education ‘pro publico bono’(Warsaw - POLAND) POPULI (Politicas Publicas para la Libertad) (La Paz - BOLIVIA) Prague Security Studies Institute (Prague - CZECH REPUBLIC) Private Sector Organization of Jamaica (Kingston - JAMAICA) Project Empowerment (London - UNITED KINGDOM) Projekt Lodz Foundation (Lodz - POLAND) Property and Environment Research Center (Bozeman, MT - USA) Prosperity Foundation (Kathmandu - NEPAL) Public Interest Institute (Mt. Pleasant, IA - USA) Reason Foundation (Los Angeles, CA - USA) Red Libertad (Mara del Plata, Buenos Aires - ARGENTINA) Rio Grande Foundation (Albuquerque, NM - USA) Romania Think Tank (Bucharest - ROMANIA) Romanian Institute for Recent History (Bucharest - ROMANIA) RSE-Centre for Social and Economic Research (Reykjavik - ICELAND) Sagamore Institute for Policy Research (Indianapolis, IN - USA) Science & Environmental Policy Project (Arlington, VA - USA) Scientific Research Mises Center (Minsk - BELARUS) Shalem Center (Jerusalem - ISRAEL) Shamie Center for Better Government (Boston, MA - USA) Show-Me Institute for Public Policy (St. Louis, MO - USA) Social Affairs Unit (London - UNITED KINGDOM) Society for Quality Education (Toronto, ON - CANADA) SOS Education Association (Paris - FRANCE) South Carolina Policy Council (Columbia, SC - USA) Southeastern Legal Foundation (Atlanta, GA - USA) State Policy Network (Richmond, CA - USA) Stockholm Network (London - UNITED KINGDOM) Sutherland Institute (Salt Lake City, UT - USA) Taiwan Institute of Economic Research (Taipei - TAIWAN-ROC) Tennessee Center for Policy Research (Nashville, TN - USA) Texas Public Policy Foundation (Austin, TX - USA) The Boss (Kathmandu - NEPAL) The Bruges Group (London - UNITED KINGDOM) The Free State Foundation (Potomac, MD - USA) The Ohrid Institute for Economic Strategies and International Affairs (Skpoje - MACEDONIA) Thomas Jefferson Institute for Public Policy (Springfield, VA - USA) TIMBRO (Stockholm - SWEDEN) Toward Tradition (Mercer Island, WA - USA) Unirule Institute of Economics (Beijing, Haidian District, - CHINA) Venezie Institute (South Kensington, Lo - UNITED KINGDOM) Verdad Colombia (Bogota, Cu - COLOMBIA) Virginia Institute for Public Policy (Gainesville, VA - USA) Washington Policy Center (Seattle, WA - USA) Wisconsin Policy Research Institute (Thiensville, WI - USA) Wynnewood Institute (Wynnewood, PA - USA) Yankee Institute for Public Policy Studies (Hartford, CT - USA) Young Britons Foundation (London - UNITED KINGDOM) Zambia Institute for Public Policy Analysis (Kitwe - ZAMBIA). Dunque tu ti dai da fare per migliorare il mondo. Loro invece pensano a come peggiorarlo. Solo che loro hanno budget di milioni di dollari o di euro, e sfornano praticamente tutti i cervelli economici delle università, dei ministeri delle Finanze, delle Confindustrie, i grandi tecnocrati mondiali. Li conoscevi? Loro non fanno manifestazioni, non portano sciarpe colorate, e non vanno ai circhi con Saviano o Grillo. Lavorano 24 ore su 7 giorni su 7, come quegli altri più sopra, macinano potere da forsennati. Sono le fondazioni di destra economica, i grandi burattinai. Disciplinati, implacabili, e soprattutto immensamente competenti e sempre connessi a tutte le prese giuste, accesso diretto con tappeto rosso a ogni singolo uomo o donna in posizione di potere nazionale, anzi, la realtà è addirittura grottescamente all’opposto: sono i politici che hanno accesso diretto a loro, perché da loro prendono ordini e guai a chi sgarra. Leggi questo: “… Il Paese è divenuto talmente aperto a tutte le correnti, che non può permettersi più alcuna politica indipendente, nessuna deviazione dal trend imposto dai mercati internazionali… il fato del governo Berlusconi (1994, nda) è la prova più lampante di questa affermazione: la maggioranza che sorregge un governo che si mette anche brevemente in contrasto con i mercati internazionali si decompone e il governo cade". (Marcello De Cecco, La Sapienza, Roma)

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

- continua -

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=213
29.03.2011

LEGGI ANCHE: RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

Commenti (56)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Georgejefferson 27 novembre 2011

      di fronte a persone che si indignano se gli butti verita in faccia..si indignano perche gli smonti la superficialita dell anima sua bella...persone che di fronte all evidenza interpretano i dati come attacco alla sua coscienza e rispondono:il paradiso e'nei cieli...a cosa serve l'informazione?essa vera e sacrosanta conta poco senza l'accrescimento culturale della gente...il sistema ostacola perennemente questa evoluzione della cultura personale

    1. tania 31 marzo 2011

      va bene ... solo una cosa : quelli di cui parli non è sinistra .. l'antiberlusconismo sono argomenti da PD , IDV , Travaglio , Santoro , Saviano ecc ecc.. che sono di sinistra come M.Thatcher . Ciao

    1. mikaela 31 marzo 2011

      Se mi sono inserita nella vostra conversazione a due non e’ stato per buttare qualcuno nella gogna mediatica,ne tantomeno mi e’ sembrato tale il tuo post.

      Alla tua domanda aveva gia’ risposto ampiamente l’altro utente
      Zasna-zan quindi a me e’ sembrato che a voi due era sfuggito un particolare importantissimo che da 10 anni ha questa parte ha cambiato la vita di noi europei' Il trattato di Lisbona( e’ vero era inteso in “The machine” ma non ci avevo pensato) e ho voluto evidenziarlo.

      Io non ho nominato nessuno.

      Se ho fatto il ritratto del percorso di un giornalista di Sinistra e’ solo perche’ tu hai detto che sei di sinistra e se tu in questo ritratto ci rivedi Giulietto Chiesa buon per te, perlomeno sai quanto valgono le informazioni passate al popolo dai giornalisti di sinistra che anziche'riempire il vuoto che ha lasciato Barnard visto che avevano il microfono e i giornalia si sono dedicati solo all'aria fritta.

      Mi fa un certo effetto sentirmi dire da una che si colloca a sinistra
      “le gogne pubbliche sono inutili” Hai ragione.
      La sinistra italiana (e io non sono di destra) ha fatto della gogna mediatica a Berlusconi la unica opposizione al suo governo.
      Quando dici che Paolo Barnard non e’ il solo ma e’ in compagnia a tanti bravi volenterosi informatori anche qui ti do ragione pero’ devi ammettere che Barnard e' un giornalista non un Bloger,(professore o avvocato con il pallino della penna) era in prima serata in televisione, (dopo una lunga gavetto nei giornali di sinistra) quella televisione di sinistra che si supponeva doveva essere al fianco dei cittadini piu’ deboli e ignari.
      E poi un bel giorno dalla prima serata ce lo ritroviamo a scrivere sulla sua Pagina Web
      Fatto Fuori dalla sinistra e dal grande potere con cui la sinistra va a bracceto.

      Non che la destra non ci vada, fatte alcune eccezioni che veramente dovevano salvare i palesi interessi nazionali ecco che ci ritroviamo la sinistra che l’attacca(appoggiando cosi' l'altra desta italiana quella di Travaglio) ma non potendo dire niente che dia fastidio al grande potere l’unica cosa a cui si attacca sono cose personali di Berlusconi che non portano alla risoluzione dei veri problemi che ci hanno distrutti.Ciao

    1. tania 31 marzo 2011

      Mikaela capisco che il mio invito ad un dibattito pubblico ( almeno qui ) fosse fuori luogo : hai ragione che le gogne pubbliche sono inutili . Non capisco quindi perché tu voglia farne una contro Giulietto Chiesa che non mi interessa ne difendere ne attaccare . E quindi , seguendo il tuo ragionamento , fosse anche contro il conservatore neoliberista Marco Travaglio , le gogne pubbliche rimangono inutili . E aggiungo , con tutto il rispetto per tutti , che di divulgatori dei danni della globalizzazione neoliberista ce ne sono, per fortuna , tanti. Ovviamente non hanno pubblicità e anche se sono tanti è come se fossero pochissimi , ma per fortuna Paolo Barnard è non solo in numerosa ma anche in buonissima compagnia nella critica a questo sistema , o “TheMachine” come lo chiama lui .

      Mi interessa solo ribadire i contenuti , che sono quelli che ho detto sopra .. "schiavi di tutto il mondo unitevi” ( uso uno slogan per essere breve ) e a-crescita fattibile e doverasa in un sistema dove gli assi portanti dell'economia siano sotto una trasparente sovranità pubblica . Per quanto riguarda il Trattato di Lisbona , anche lui rientra in TheMachine .. e anche lui cadrebbe nel giro di un saluto se lo schiavo europeo , africano , messicano e vietnamita fossero uniti

      ciao

    1. marco76 31 marzo 2011

      Forse dimenticate una cosa importante, voi che sempre criticate Barnard...Paolo critica pesantemente la sterilità del popolo...leggetevi tutti i suoi articoli nel suo sito...Ci ha raccontato chi è il potere, ci ha detto quello che questo potere ha fatto e farà, e soprattutto ci ha detto come il potere ci ha trasformato in persone dalla mente offuscata e dalla voglia di combattere per i nostri diritti pari allo zero...Senza dimenticare uno dei suoi primi scritti in cui diceva che se noi persone normali non ci mettiamo in testa di dover rinunciare a molte delle cose inutili che ci circondano ( che ci fanno credere abilmente invece indispensabili ) e a cambiare stile di vita, il mondo mai prenderà la giusta piega... In quanto al come reagire, non mi sembra ( rivolto soprattutto ad amensa ) non dica la sua, anzi...Che poi la sua teoria di una nazione dove lo Stato funzioni come deve, con la piena occupazione ecc... possa presentare delle parti sbagliati e da vedere, almeno qualcuno che propone qualcosa c'è... Credo ci sia parecchio, anzi troppo, astio nei confronti di un giornalista che per dire quello che pensa e le cose come stanno, ha sbattuto la porta in faccia a una carriera sicura e ben retribuita...Poi però si fanno le raccolte firme per personaggi stile Travaglio & C. che straguadagnano per riempire l'etere di aria fritta... Incredibile

    1. Truman 31 marzo 2011

      Bah! Paolo parla di mille persone contro il resto del mondo (qualcosa come otto miliardi) e tifa per i mille. Un po' surreale


      Direi che, esattamente all'opposto di ciò che dice Paolo, la situazione comincia ad essere disperata per i mille, perchè basta uno su un milione degli altri che cominci a darsi da fare, e loro sono fottuti.

    1. daveross 31 marzo 2011

      Barnard, Chapeau.

      Soprattutto la lista finale. Sarebbe un 'blueprint' (a dirla nel loro gergo) per un azione futura.

    1. mikaela 30 marzo 2011

      Ciao Tania, scusa se mi intrometto ma e' piu' forte di me, anche se alcune sfumature mi sfuggono.Tu dici:

      "Il popolo unito"

      Non ti sei ricordata che "The Machine"ha in mano il trattato di Lisbona che ha leggi sovranazionali che limitano le competenze sulla nostra nazione soprattutto in caso di rivoluzione.

      Ecco cosa e' successo da 10 anni a questa parte.

      Abiamo perso la nostra sovranita' monetaria e ci hanno imposto qualcosa che nessuno sapeva fino al giorno in cui ne ha parlato Barnard circa 2 anni fa mentre i piu' grandi nomi del giornalismo di sinistra che avrebbero dovuto essere al fianco del popolo(qualcuno era anche in parlamento) cosa hanno fatto?Persa la poltrona da quello che mi risulta facevano conferenze sul World Trade Center su zeitgeist e poi sul signoraggio e ora esaurito il filone cosa fanno? Nuovi movimenti o partiti che non cambieranno mai niente per il popolo ma a loro sicuramente ridara' la sospirata poltrona in prima fila. Attaccare l'operato di Barnard dietro un nick e' facile, sono in tanti soprattutto perche' non si e' schierato con questo o quello.

      Altra cosa e' il confronto pubblico e se a te ha scritto un MP. e' perche' il tuo commento e'rivolto con un linguaggio idoneo e appropiato e non te ne rammaricare.Sono sicura che Barnard parteciperebbe volentieri alla discussione se ci fossero meno fesserie e dileggiamenti.

      I bravi web master non hanno ancora capito che eliminare inutili commenti allusivi o battutine non significa censurare ma invoglierebbe gli autori a replicare approfondendo il loro scritto nel contesto della conversazione dando grande valore al Forum

      Mi ha fatto piacere rivederti sul forum ciao M.

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      @ tania


      dici:

      "... ci sono tantissimi modi per avere una sovranità pubblica , trasparente e dal basso sull’economia... // ... E il “popoli unito” , 6 miliardi di persone unite .. ci impiegherebbero un battito di ciglia a fare un definitivo esproprio proletario a “The Machine” . Il problema è solo quello… “il popolo unito” , non “The Machine”"

      Barnard dice:

      "... Da quando scrissi quelle cose sono passati quasi 10 anni. Rimangono vere, ma da allora ho compreso che anche io mi illudevo di una capacità di reazione che non esiste..."

      In queste due frasi trovo scritte le stesse cose, ovviamente cambiano i punti di vista, ma non solo: sono passati anche 10 anni.
      Barnard sostiene che le cose che diceva e che tu sostieni, erano vere e RIMANGONO VERE, ma in 10 anni tante cose succedono, le persone cambiano, la vita stessa cambia, anche le passioni cambiano, bisognerebbe chiedere a Barnard cosa e cambiato in lui in questi 10 anni, bisognerebbe chiedergli se ha mai pensato di gettare la spugna, se ha scelto proprio adesso invece per farlo...

      La risposta la trovi nelle sue parole, nulla è cambiato, purtroppo nemmeno per la gente che lo ha letto 10 anni fa, nessuna reazione...
      Barnard è comunque qui, scrive, ha alzato il tiro, si sente tutta la stanchezza e la frustrazione di questi 10 anni ne Il Piu Grande Crimine però è qui, scrive.

      Non condivido la tua critica, è una analisi fatta da un prospettiva personale, che non tiene conto del percorso della persona e del mutare delle situazioni di partenza da te prese in cosiderazione.
      Inoltre non vedo contraddizioni in lui, solo prospettive diverse, tempi diversi, velocità diverse...
      Ciao.

    1. tania 30 marzo 2011

      Invece Barnard lo esclude ( “..Da quando scrissi quelle cose sono passati quasi 10 anni. Rimangono vere, ma da allora ho compreso che anche io mi illudevo di una capacità di reazione che non esiste, e neppure io avevo visto appieno The Machine. Ciao B…” PS : mi dispiace ancora una volta Paolo , lo so che è un messaggio privato … e non voglio sembrare scorretta : ma se io ti invito ad un dibattito pubblico è perchè voglio rendere partecipi tutti .. a quel punto o non mi rispondi o mi rispondi pubblicamente ..se volevo una risposta privata ti scrivevo un messaggio privato..)
      Comunque le cose che tu scrivi , rasna-zal , sono tutte condivisibili in questo modello di sviluppo , in questo sistema , in The Machine come la chiama Paolo Barnard . In questo sistema dove non esiste alcuna sovranità pubblica .

      Ma la a-crescita , la liberazione dal consumo e la liberazione dall’immensa bolla di lavoro letteralmente inutile ( anzi socialmente dannoso ) che ci circonda … è non solo fattibilissima ma anche doverosa in un sistema dove gli assi portanti dell’economia siano sotto una vera sovranità pubblica . E sovranità pubblica per me va al di là del concetto di statonazione .. ci sono tantissimi modi per avere una sovranità pubblica , trasparente e dal basso sull’economia.. e la tecnologia può dare una grossissima mano in questo senso .

      Sono comunista e per me “The Machine” , come la chiama Paolo .. rappresenta si e no l’1% del pianeta . E il “popoli unito” , 6 miliardi di persone unite .. ci impiegherebbero un battito di ciglia a fare un definitivo esproprio proletario a “The Machine” . Il problema è solo quello… “il popolo unito” , non “The Machine” .
      Ciao

    1. Earth 30 marzo 2011

      Mi fate troppo ridere, a fare considerazioni e a insultarvi, ma qualcuno che provi a pensare a una soluzione non c'e'? :D

    1. Earth 30 marzo 2011

      Sbagliato, barnard ha fatto un articolo di informazione obiettiva misto alle sue considerazioni. Visto che la combatte in prima persona e' anche giusto che la gente sappia le strade gia' prese, cosi' da escluderle in una ipotetica soluzione pensata dal lettore. Se ogni attivita' applicata contro la "the machine" poi non e' servito a niente, non gli si puo' mica dare la colpa a lui.


      Piuttosto, tu come lo risolveresti questo problema, ovvero distruggere o modificare la "the machine"?

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      No, no. Non sei un ipocrita, e non dovresti perdere tempo con decrescita, GAS, ecc.., se ciò non è nel tuo pensiero; Ho 42 anni e mi trovo, diciamo in centro Italia.

      Le tue considerazioni sono anche le mie, ma io parto più avvantaggiato: l'utopia ce l'ho in tasca.
      Il problema è che l'utopia non sfama la famiglia, e staccare la spina con "la macchina" è sempre più difficile.
      Comunque non sei solo ad ambire a farlo, puoi mandarmi un PM se vuoi sapere o condividere altro. Ciao

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      Quello di cui parli non è escuso dal discorso di Barnard, fa parte delle tue scelte personali; collettivamente invece rappresenta un movimento fra i tanti che pur perseguendo una giusta causa, diventa elemento di nicchia del vivere, è ciò scade inevitabilmente nella cultura del proprio ego a scapito dei non appartenenti alla cricca.

      Questo è quello che succede sempre e che è funzionale al sistema: divide et impera.
      Tutte le energie distratte dalla cooperazione e dalla lotta al sistema, favoriscono il potere stesso, l'autocelebrazione di alcuni gruppi, conduce dalla stessa parte.
      Ciò non toglie che ognuno possa vivere nella maniera più consona ai suoi principi senza per questo sentirsi addosso la colpa dell'ipocrisia che riveste parecchi aspetti di queste "alternative sostenibili", che comunque fanno parte del businness o ne sono inconspevolmente partecipi.
      Es: l'energia rinnovabile, in se è positiva ma, se pensiamo che comunque resta in mano ad uno/n gestori, allora dobbiamo continuare a vederla parte del business ed infatti nessuno ha proposto di considerare che l'energia sia una risorsa comune (ci si è guardati bene), mentre sarebbe più logico e sostenibile se ognuno si producesse la propria in modo eco-compatibile; invece si è optato per la scelta più opportuna, funzionale e comunque renumerativa al Business (o The Machine se preferisci) e per l'utilizzo del sistema con meno guadagno energetico.
      Come mai all'Università di Bologna è stato testato un reattore, "sedicente" a fusione fredda, che comunque a generato 15 KW out da 700 W in, e nessuno ne parla con l'enfasi che meriterebbe?
      Perchè oltre gli interessi in ambito militare, a tenere nascosto questo principio c'è anche l'ovvia riconsiderazione delle società che detendono il privilegio della produzione e distribuzione dell'energia. Riconsiderazione totale, perchè di fatto non servirebbero più, sarebbero oltrepassate alla messa in commercio del primo reattore domestico.
      Ecco l'ipocrisia. Poi è normale che puoi scegliere di vivere con il minor impatto possibile, ma non risolve il problema, lo attenua se vuoi, ti fa stare meglio con te stesso e il rischio però è quello di creare la solita "isola felice".
      Ciao

    1. AmonAmarth 30 marzo 2011

      No no, ci mancherebbe anche di perdere la speranza caro rasna-zal... La speranza rimane eccome, altrimenti cadrei in depressione subito! Devo ammettere però che incastrare questi ragionamenti appartenenti ormai al tuo vigile conscio con i discorsi del "collega" o del "passante" o del "qualunque" ti fa sentire veramente un alieno, e non è affatto bello socio-psicologicamente parlando. Quando questa gente della mia età (ovvero la maggior parte) parla di "mutuo" o di "macchina nuova" o di altre "normali cose del diventare grandi in questa società" (cose nelle quali tralaltro uno investe pesantemente suoi salari e ci fa pure sopra dei debiti) mi chiedo sempre perchè io non riesco a pensarla come loro e se non sono davvero io il matto rincoglionito che non capisce più un cazzo. Insomma, tutti fanno progetti inerenti alla "realtà come la conosciamo", mentre io faccio progetti localizzando la mia "utopia" in un futuro quasi post-apocalittico... C'è qualcosa che non va in tutto questo, e non sono nemmeno sicuro, ad ora, di aver la forza di (prima o poi) mollare lo sporco contratto di lavoro precario che mi sono appena accaparrato per mettere tutte le forze nella realizzazione di tale realtà autosufficiente, insomma finchè dura dura, NO?! Sono per questo un'ipocrita forse? Dovrei forse perdere il mio tempo libero oltre le 40 di lavoro settimanali in un "passatempo" stile decrescita/GAS/"sostenibilità a parole" quando nel frattempo lavoro per una qualsiasi azienda che mi fa produrre-consumare-crepare a tempo pieno?... Sono curioso di sapere le impressioni di chi si sente come me, tu di dove sei e quanti anni hai? Ciao!

    1. AmonAmarth 30 marzo 2011

      Grazie, Cornelia. Tu quanti anni hai, sei forse anche te di quest'idea di "riscatto nella miseria"? Se è così speriamo di vederci davvero bene e speriamo anche che sia così per il maggior numero di persone possibile... anche la miseria potrà diventare più "divertente" se la si affronterà in gruppo! Un saluto.

    1. amensa 30 marzo 2011

      dimenticavo la tua osservazione sull'economia.
      quando avrò finito di completare la mia opera, se avrò il tuo indirizzo mi premurerò di inviartene una copia.
      per ora io sono disponibilissimo a discutere delle mie e anche altrui affermazioni.
      ho addirittura aperto un 3D proprio intitolato "domande a mensa andrea", ma di tue non ne ho ricevute, almeno mi pare.
      a quelle che ho ricevuto ho risposto fino all'esaurimento dell'argomento ( e non mi è costato poco lavoro, tempo e dedizione).
      dai, dimmi chi ha fatto cosa analoga ?
      lo sai che il99% degli esperti, scrittori di libri, premi nobel, ecc.... sono stati smentiti dai fatti almeno una volta ? allora, perchè dovrebbero essere credibili?

    1. amensa 30 marzo 2011

      @ rasna-zal
      fino a che non indichi in cosa consista la MIA ipocrisia, quel termine te lo puoi anche mettere dove dico io.
      turpiloquio è vero, qualche volta mi scappa pure, perchè a differenza di molti altri io cerco di rispondere sia alle domande che alle accuse, e quando sembra di parlare ai muri mi inquieto anche ( va bene per le tue orecchie sensibili il verbo inquietarsi ? spero di si).
      io credo di essere disponibile al dialogo, ma quando invece di elencare dove eventualmente sbaglio, incominciate a fare apprezzamenti sulla persona, allora cambio anch'io registro.

      per il resto vedo di darti una risposta complessiva.
      inizialmente ho cominciato a contestare i discorsi monetari ..... ma mi sono accorto, strada facendo che il quadro era più ampio.
      il continuo riferimento alle colpe di tutto cosa ci circonda, unito a un malinteso senso di democrazia, generava la sensazione che non solo i lettori ci CdC, ma quasi ( e metto un quasi per magnanimità, perchè non so dove trovare qualcuno che non ci rientri) tutti hanno sviluppato un elevato senso di irresponsabilità.
      vedi... o credi che questa democrazia sia una penosa finzione, e allora è inutile rivolgersi ai rappresentanti eletti, o credi che quelli siano veramente l'espressione del popolo, e allora si dovrebbe sentire la responsabilità che deriva nell'averli scelti.
      hai altre alternative ? io non ne trovo.
      allora, e comunque, in ambo i casi, per disinteresse o creduloneria ( responsabilità esiste sia per cosa si fa ma anche per cosa NON si fa) la responsabilità di quanto accade è sempre e comunque, almeno in parte, di chi partecipa , anche subendo.
      chi ha mai sostenuto questa tesi ? allora mi trovo solo , isolato , contro tutti che invece tentano di scagionare il lettore, mentre io gli dico, se cerchi un colpevole, prima guardati allo specchio.
      lo so , non è un messaggio gradevole da ricevere, ma dimostrami, fammi capire che non è vero.
      ci hai provato almeno ?
      da questo punto in poi, sugli scritti di Barnard, sono stato soprattutto attento ai messaggi impliciti, quelli che passano senza essere esplicitati.
      ti faccio un esempio, per farti capire il concetto.
      la maestra che sostiene che i compiti a casa sono importanti, e poi non ne controlla l'esecuzione, non li corregge, manda un messaggio verbale , sostenendo l'importanza, ed un messaggio implicito, esattamente contrario, perchè li ritenesse importanti controllerebbe. ed i messaggi impliciti sono molto più forti e pervasivi di quelli espliciti.
      ecco allora che ho cambiato registro..... non più a contestare i fatti, ma i messaggi impliciti, che Barnard, intelligente com'è sicuramente sa di inviare, non è che ci siano così per caso, io almeno non ci credo.
      sai, i messaggi subliminari per immagini sono stati vietati, tanto sono stati riconosciuti potenti.
      quelli dati con una singola frase, in mezzo a tante altre, non ancora, ed allora mi occupo di evidenziarli.
      come vedi, ti ho risposto.
      non leggo sempre tutto, se ci tieni a qualche risposta, puoi sempre segnalarmi il fatto di aver postato una domanda in PM.
      come vedi non scappo mai.

    1. rasna-zal 30 marzo 2011

      non dovrebbe essere difficile comprendere che il problema non è questo:


      "una famiglia di neo-catecumenali belle anime con 5 figli che andavano a un "laboratorio"(così li chiamano) sulla decrescita e una che vendeva loro prodotti equosolidali"

      Ma piuttosto questo:

      "Tutti con un ego grande come quello di un prete che si infuria quando gli tocchi il suo dio""

      Come giustamente tu stesso scrivi.
      Ciao

    1. modo16 30 marzo 2011

      Parole da persona matura..concordo.

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