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RAGE AGAINST THE MACHINE ? (PRIMA PARTE)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 12 Prima Parte

Riguardate
Alien, il capolavoro fanta-horror del 1979 di Ridley Scott. Esso è perfetto, ma
proprio perfetto per la comprensione di tutto ciò che sto cercando di dire agli
italiani da almeno undici anni. Nel film, degli ordinari esseri umani ospiti di
un’astronave commerciale percepiscono che qualcosa di molto negativo li ha
svegliati dal loro torpore e li costringe a occuparsene. Indagano, s’imbattono
in cose davvero inquietanti, ma non capiscono ancora. Gli accadimenti danno poi
segni addirittura drammatici, ma nonostante questo essi rimangono molto lontani
dalla comprensione di ciò in cui si sono imbattuti. Il loro viaggio continua, e
solo uno dell’equipaggio, e per puro caso, si ritrova a un certo punto faccia a
faccia con la realtà che gli è piombata addosso. Capita a un operaio
dell’astronave, che si era allontanato dal gruppo per recuperare il loro micio
mascotte scappato nei meandri bui del vascello spaziale.La scena ideata da Scott è un capolavoro di espressività della recitazione, cioè porta allo spettatore tutta l’idea di come rimane un uomo quando scopre che la verità di ciò che sta accadendo è mostruosamente inimmaginabile. Guardatela, osservate come si trasmuta il volto dell’operaio quando alzando gli occhi dal micio che si era rintanato in un angolo buio, incrocia le forme orripilanti di un mostro
alieno sconosciuto che si era infiltrato nell’astronave. Sa di essere un uomo
morto e sa che ne verrà straziato, ma lo shock della scoperta è tale da
annullare in lui qualsiasi moto d’angoscia. Fissa il mostro ipnotizzato, quasi
più rapito da quella cosa inimmaginata che dal suo prossimo destino.

La
medesima realizzazione non tarderà ad affacciarsi alla coscienza del resto
dell’equipaggio, ma nonostante tutto esso continuerà a non comprendere appieno
che razza di catastrofe li sta possedendo. Ci vorrà un’altra scena che ha fatto
la storia del cinema per finalmente spalancare le coscienze ai rimanenti
sopravvissuti. E anche questa parte è meravigliosamente perfetta per me, si adatta
magnificamente a ciò che sto tentando di dirvi da tanto tempo. Nel film uno dei
membri dell’equipaggio, l’ufficiale medico, si rivela essere un androide
programmato proprio per facilitare il compito della mostruosa creatura. Verrà
semi distrutto dai tre passeggeri, ma prima di spegnersi rivelerà ad essi la
verità, con parole da ghiacciare il sangue. All’angosciata domanda della
comandante “Come la combattiamo? Come la
uccidiamo?
”, l’androide risponde “Non
potete… ancora non capite con cosa avete a che fare, vero? E’ perfetta… ammiro
la sua purezza, vuole sopravvivere e non ha interferenze della coscienza né
della morale”
, e conclude “… Non vi
posso mentire sulle vostre chance
”.

Sostituite
l’equipaggio con noi cittadini, l’alieno con il Vero Potere, cioè la  mostruosa macchina del capitale moderno
e dei suoi profeti, quella che qui chiamerò The
Machine
. Il resto viene da sé.

I
cittadini occidentali, e quelli dell’Eurozona in particolare, sono da tempo
alle prese con fatti inquietanti che non riescono a comprendere; quei fatti
sono divenuti anche gravi, ma lo stesso essi non comprendono; dal 2007
l’evidenza di una sordida catastrofe di proporzioni storiche si è fatta
pressante, e professionisti come me stanno tentando di aprirgli gli occhi, con
risultati quasi nulli. Occasionalmente ricevo comunicazione da un singolo
individuo che invece ha visto, come l’operaio nel film, e dalle sue parole
traspare esattamente lo stato di ipnotico shock della scoperta mostruosa così
ben reso da Scott in quella scena. Ma tutti gli altri ancora faticano, anzi,
non vogliono capire. Con il mio Aggiornamento N. 9 ho voluto dare l’affondo per
costringere alla comprensione della mole del problema, della minaccia, anzi,
della soverchiante ferocia di The Machine
e di come oggi per noi non vi sia in realtà una speranza. Evidentemente non ci
sono riuscito. E allora getto qui l’ultimo mio tentativo di spalancarvi la
coscienza. E badate che le parole di quell’androide sono perfette. Il Vero
Potere, che ci ha imprigionati e annullati come Stati, parlamenti, economie e
democrazie, cioè The Machine
descritta nel mio saggio e negli undici aggiornamenti, è oggi talmente possente
che “… ancora non capite con cosa avete a
che fare, vero? E’ perfetta, vuole sopravvivere e non ha interferenze della
coscienza né della morale”
. Questo essa è, alla lettera, e voi dovete
vederla per un solo motivo…

Perché se non accettate di vederla,
non potrete porre i primi mattoni di una lontana speranza di combatterla per
coloro che verranno molti decenni dopo di noi.

Fa la differenza fra morirne da
inutili ignari, o morirne da combattenti che compiono il primo passo di una
lontana riscossa.

Ma che noi ne moriremo da vittime,
questo è certo.

 

Il sughero e la speranza.

Forse
ora, dopo le parole appena scritte sopra, chi era presente al mio dibattito col
pubblico in provincia di Pistoia venerdì 4 febbraio comprenderà come mi sono
comportato. Il tema era proprio Il Più Grande Crimine, ovvero chi è il Vero
Potere sulle nostre vite.

Quelle
che seguono sono con tutta probabilità le parole scritte nel suo diario dalla
giovinetta che stava seduta su un mobile in fondo alla sala a sinistra. Non so
per quale preciso motivo, ma quella è il tipo di ragazza che tiene un diario,
secondo me. E mi guardava con allarmata attenzione.

E’ stato uno sterilizzatore di speranza,
l’ha inseguita nella sala del dibattito e l’ha abbattuta senza pietà fino
all’ultimo granello… Forse l’ultimo non era del tutto morto, aveva dato un
paio di battiti cardiaci riverso in un angolo, laggiù in fondo. Lui li ha uditi
e in meno di un attimo gli è stato addosso… lo ha finito sotto gli occhi di un
centinaio di persone troppo intimidite per intervenire. Non volava una mosca.
Fucilato sul posto quello del ricambio politico e morale dall’interno del potere.
Spiaccicato al muro quello del reddito di cittadinanza. Freddato alla seconda
parola quello del boicottaggio commerciale. Inseguito e giustiziato quello
della Tobin Tax. Lasciato parlare quello delle micro cellule di resistenza
solidali che incepperebbero il meccanismo dei potenti… solo per aprirgli in
faccia un lanciafiamme di parole che lo hanno spolpato vivo, si arricciava
sulla sedia come un capello sulla fiamma di un accendino. Non volava una mosca
nella sala.

Al
ritorno ho percorso tutti i cento chilometri dell’autostrada Firenze-Bologna
pensando a cosa avevo fatto. Cioè: tu prendi in mano un pubblico che è curioso
di sapere; lo conduci a comprendere, fatto dopo fatto, nome dopo nome, data
dopo data, che in realtà noi persone moderne viviamo come un pulviscolo di
pulcini ignari di star chiusi nell’aia di ciclopi cannibali che però mai
vedono; gli causi dapprima un motivato shock, che si allenta poi in forte ansia
la quale, condotta dal recupero della ragione, disperatamente cerca ossigeno
nella domanda “E adesso cosa possiamo
fare?
” con lo stresso spasmo dei polmoni dell’atleta che emerge da un’apnea
al limite. E dopo tutto questo tu gli dici: non potete più fare nulla voi, la
gente di questa generazione. Hanno vinto loro, noi siamo morti, noi. Qualcuno
fra qualche secolo forse… Glielo motivi, poi glielo ri-motivi con maggior
forza, poi glielo tuoni nelle orecchie, e infine la falcidia di cui sopra sui
coraggiosi che proprio non volevano morire quella sera. Come forse descritto
nel diario di quella esile ragazza.

Nessun
divertimento, tanto meno compiacimento, solo la verità. Gli ho detto la verità.
Ma loro non vogliono morire. Ci deve essere un motivo per cui è così ostico per
le persone capire cosa li ha uccisi e perché è ora impossibile aver ragione del
nemico. Comunque glielo spieghi, il risultato è che riemergono come sugheri
nell’acqua per tornare al punto di prima. Il sughero è la materia di cui è
composta la speranza, deve essere questo il motivo, inutile pigiarlo sotto, lui
torna su. Ed è questo ostinato giochetto che impedisce a me di rendere chiaro
agli occhi del pubblico, o dei lettori, con quale razza di arsenale quel nemico
ci ha travolti. Quasi nessuno s’immagina le dimensioni of The Machine. No more rage against.

Eppure
alcuni, e sono facilmente visibili oggi, credono di poter dire “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa
”. Sono le ‘belle anime’ e i loro famosi Guru, quelli della sinistra
ecologica e libera, i pacifisti, i viola, gli equosolidali, i No qui e No là, i
grilli ecc., con al seguito intellettuali assortiti, e sono tremendi, al punto
che sarebbe molto meglio che non ci fossero. Dovete immaginarli come delle
formiche che navigavano su gusci di noci e che hanno cozzato sul loro pezzo di
mare contro una portaerei nucleare. Ora sono in acqua che si agitano con le
zampette, i gusci rovesciati, microscopici puntini sulla superficie che si
dicono l’un l’altra “adesso gliela
facciamo vedere a quella cosa lì
”… Il fatto è che tutto ciò che anno visto
è stata la schiuma delle onde sollevate dallo scafo del colosso, ma lui,
quell’arsenale immane navigante, non sanno neppure che è passato da quelle
parti, non immaginano neppure che esista una cosa simile al mondo, perché è
troppo enorme. Le loro antenne non la sanno vedere, non l’hanno mai vista. Ma
le ‘belle anime’ si dicono che adesso gliele diamo noi alla portaerei con le
nostre zampette e con le nostre antennine.

Prima
di entrare nel ventre di The Machine
una volta per tutte, ve le presento le ‘belle anime’, perché sono, credetemi, un
danno reale e devastante. Esse di fatto costituiscono il principale motivo per
cui neppure quello 0,1% dei cittadini ancora ‘vivi’ mai agiranno contro chi ci
ha distrutti. E se non agiscono loro, allora è proprio la fine, e neppure
sussisterà la speranza lontana di cui parlavo prima.

 

Se questi sono i ‘giusti’…

Per
prima cosa, le ‘belle anime’ sono molto meno belle di come vorrebbero
rappresentarsi. Lo compresi quando ero molto giovane. Ero fra ‘compagni’,
quelli giusti, antifascisti, stavamo nella radio libera, giornalisti
sgarruppati ma tosti. Da noi passavano altri ‘giusti’, quelli di Cuore di
Michele Serra, e quelli che nel ’77 avevano fatto la Storia. Ed erano canne,
canne e cannoni a non finire, hash, olio, erba a volumi cubitali sempre, come
corredo fisso di tutto. Ok. E giù con sermoni contro le basi Nato, e dagli alla
Nestlè, padroni bastardi, sbirri fascisti, viva i migranti e solidarietà ai
compagni in carcere. Ok, passi il comunismo all’italiana, mi faceva sorridere
un po’, mai stato comunista, ma va bene dai. Ma quelle canne. Un giorno a
un’assemblea mi saltò in mente una cosa e gliela dissi: “E i miliardi che date alle mafie a fumarvi tutta quella roba? Non è che
i cartelli dei narcos libanesi li trattano bene i contadini che coltivano
l’erba, forse peggio della Dal Monte coi campesinos. Ci sta con la coerenza
anti imperialista?
”.

Avete
presente il sedile del passeggero della Aston Martin di James Bond nei mitici
anni ’60? Lo ricordate? Era quello che catapultava con una forza incredibile il
malcapitato fuori dall’auto in corsa. Ecco, fui catapultato fuori da quel mondo
di compagni con lo stesso impeto. Mai più accettato. Mi fu tutto chiaro subito,
sta gente non tollerava il dissenso, e non solo, se gli incrinavi l’atmosfera
della ‘parrocchia’, ‘chenoisiamoquelligiusti’, ti odiavano. Da allora la storia
si è ripetuta mille volte, cioè mille volte mi sono trovato fra i ‘giusti’ e
solo per avergli detto ciò che non volevano sentirsi dire mi hanno messo nella
catapulta e via… sparato fuori con un bel seguito di odio, proprio odio, in uno
slalom i cui paletti sono stati, fra gli altri, Report e redazione, Emergency,
Beppe Grillo e grillo blog, centri sociali assortiti, Sabina Guzzanti,
Micromega, Gherado Colombo, Travaglio, Ricca, i No Tav, e un sacco di altre
‘belle anime’. Elio Veltri, di fronte a fior di testimoni, addirittura mi ha
pubblicamente insultato dicendomi che devo “farmi
curare
”, prima di lasciare la sala del dibattito di cui eravamo co-relatori
latrando improperi. Il motivo? Gli avevo contestato che Prodi e Draghi fossero
delle “stimabili persone”, avevo
incrinato la figura del suo mito europeista Altiero Spinelli, e sostenevo che
la mafia finanziaria è 100 volte più pericolosa di quella regionale italiana,
con la solita fiumana di dati e fatti a sostegno, che sapete. Mi sembra il
minimo del diritto alle proprie opinioni. Il Veltri ha concluso con un
magnifico “se avessi saputo non sarei mai
venuto!!
”. Alla faccia del libero dibattito…

La
morale: alla fine sono fatti quasi tutti della stessa pasta, i parrocchiani di
qua e quelli di là, una pasta i cui ingredienti sono l’intolleranza per il
libero pensiero, l’ipocrisia, l’autocelebrazione, e l’odio per chi gli rompe le
uova nel paniere intellettuale. Ma qui a sinistra c’è l’insopportabile presunzione
di essere quelli puliti, quelli che sanno come si salva il mondo. Ecco, questo
è l’humus di partenza delle ‘belle anime’. Da queste premesse desolanti, si
passa poi ad ancora peggio, cioè alla loro illusione di poter sconfiggere The Machine senza averci capito nulla,
manco se lo immaginano com’è veramente fatta, proprio come le formichine sui
gusci. Sabato 19 febbraio partecipavo a San Marino a una tavola rotonda sulla
Globalizzazione con Giacomo Marramao, Lidia Ravera e Jacopo Fo. Parlano dei cattivi
del mondo. Io glieli smonto, e al contrario gli dimostro che i loro ‘buoni o
meno peggio’ sono fatti della stessa pasta degli altri e anzi, a volte sono
persino peggiori. Jacopo Fo se ne esce con “… e dai! Lo so che Obama è sempre un presidente americano, ma rispetto a
Bush il suo è, diciamo, un capitalismo dal volto umano
”. Potevo star zitto?
Obama che chiude Guantanamo e tiene aperta Bagram che è sei volte più grande e
dove si tortura sei volte di più; che mantiene l’immunità di Bush ai
torturatori della CIA; che nel dicembre del 2008 dice a Israele “bombardate i civili palestinesi quanto vi
pare, ma non il 18 di gennaio che c’è la mia inaugurazione, e in cambio vi
facciamo arrivare un carico di armi illegale dalla Germania
” (Gen. Jim
Jones a colloquio con Netanyahu); che ha sborsato 11 mila miliardi di dollari
per salvare il sedere di Wall Street e non per salvare milioni di americani
sfrattati da Wall Street; che ha presieduto sul più imponente trasferimento di
ricchezza dal basso verso l’altro della storia degli USA ridicolizzando gli
sforzi dei Bush; che ha calato le tasse del 1% ricco d’America e ha congelato
gli stipendi pubblici; che ha messo come responsabile delle politiche del
lavoro un tal Jeffrey Immelt, il presidente di General Electric che ha oltre la
metà dei suoi posti di lavoro delocalizzati in Asia (sic); che ha firmato
l’ordine per la repressione dei dissidenti civici americani per mano dell’FBI;
che ha fatto una riforma sanitaria che regala oltre 70 miliardi di dollari alle
assicurazioni private con 45 milioni di americani senza copertura sanitaria;
che oggi persino taglia i fondi al programma statale di aiuti finanziari agli
americani che non si possono permettere il riscaldamento (il LIHEAP)… e ce ne
sarebbe da arrivare a sentirsi male. Gliel’ho detto al Fo. Ha sbottato che sono
un pessimista, applauso del pubblico. Poi gelo, insulti a me dal filosofo
emerito, e dibattito troncato su due piedi.

Sono
quelli che “adesso c’è Saviano…”,
quelli della politica a cinque stelle, con i cortei, con la Tobin Tax, con
l’equosolidale, con i blog, e quelli della Decrescita. Non hanno la più pallida
idea delle dimensioni di The Machine,
e di come essa ci ha tutti intrappolati nella spirale di impoverimento e morte
democratica che ho descritto ne Il Più Grande Crimine. Dice la Ravera che
dobbiamo vivere con meno, dobbiamo sostituire i consumi con i rapporti umani, e
strappa l’applauso. Ma neppure ci arriva, l’autrice, a pensare ai milioni di
poveracci che perderebbero il lavoro, il futuro, la casa, per permettere a lei
di strappare l’applauso nel dire ste insulsaggini ignoranti di qualsiasi
rudimento di macroeconomia. John Maynard Keynes è vissuto per nulla. Ste ‘belle
anime’ sparano impuniti le loro fantasmagorie ma non sono nei panni del
magazziniere della Lotto cassintegrato o dell’ex operaia dell’OMSA che oggi fa
le pulizie in nero, o della madre single con due bambine che non trova uno
stipendio che le permetta di uscire da un appartamento marcio di umidità dove
le piccole vanno a letto coi pigiamini zuppi. Forse manco li hanno mai visti
esseri umani così, ed è un bene per loro, perché il magazziniere, l’operaia e
quella madre le gonfierebbero la faccia di sberle neppure a metà della frase “dobbiamo vivere con meno, sostituire i
consumi con i rapporti umani
”, poiché questa elevata saviezza si avvererà
forse fra 300 anni, ma nel frattempo milioni di poveri cristi che non leggono
la Ravera o che non ridono con Jacopo Fo soffriranno le pene dell’inferno se
qualcuno non rianima questa economia, e per rianimarla, oggi, non si può
prescindere dai consumi, che sono fatturati, che sono stipendi disperatamente
necessari. Fra l’altro, le ‘belle anime’ vagheggiano di economie alternative di
cui mai nessuno ha verificato l’effettiva fattibilità nel mondo moderno, e fra
l’altro vagheggiano di modelli di decrescita senza aver interpellato gli
africani, gli indiani, i cinesi, i kazaki, i vietnamiti, gli indonesiani, tutti
coloro cioè che hanno aspettato 3000 anni per avere ciò che abbiamo noi, ma ai
quali oggi, quando toccherebbe a loro entrare nel Mercato per poi avere tutte
quelle cose, no!, devono rinunciare, perché “dobbiamo vivere con meno, dobbiamo sostituire i consumi con i rapporti
umani
il PIL cinese è fallico!
concluse la Ravera. Ok, vallo a dire a loro. Ma vacci Ravera, e se torni
intera…

Le
‘belle anime’ che “col fotovoltaico noi
oggi siamo autosufficienti e persino vendiamo l’elettricità
”, dice sempre
il figlio del Nobel, peccato che per fare i pannelli ci voglia il petrolio e
che gli sfugga che il nostro mondo necessita ogni anno di 15.000 miliardi di
watt, e che il 73% di questi non va in borsette o per fare cellulari caro
Jacopo, ma per l’agricoltura, luce domestica e trasporti, e che coi pannelli,
scusate, gli fai una pippa a 15.000 miliardi di watt, specialmente se poi sti
‘paladini’ usano il pc ogni giorno, e se corrono a farsi la TAC quando stanno
male, per generosa concessione di 3 milioni di morti in Congo (vi si estrae il
Coltan per l’elettronica) e dell’industria militare (TAC, RM, endoscopie ecc.).
Ipocriti.

E
questi sono l’avanguardia della riscossa oggi, personaggi che viaggiano sul
binario della propria auto-santificazione di ‘belle anime noiquelligiusti’ chiusi nel bozzolo del proprio ego da cui non sono
in grado di vedere nulla della realtà della gente vera, dell’economia vera, e
soprattutto di The Machine, ma
proprio nulla. C’è da piangere, ma al peggio non c’è fine.

Il
fatto è che una marea di attivisti italiani crede veramente che questi
professionisti dell’odio del libero pensiero, questi parrocchiani che mettono
al rogo chiunque non sia dei loro, tali e quali agli altri di destra, siano i
depositari dei valori democratici e della giustizia. C’è da mettersi le mani
nei capelli, è una truffa terribile ai danni di tanta buona fede di gente esasperata.
Ste ‘belle anime’ sono devastanti per le pochissime speranze di fermare il
Potere, perché il 99% degli attivisti gli crede e si fa infinocchiare dalle
loro fandonie per salvare il mondo… “adesso
gliela facciamo vedere a quella cosa lì
”. Il risultato è che le esigue
forze attive rimaste in questa società paralizzata si sprecano ad inseguire
isterismi e utopie ignoranti senza neppure sapere chi è il nemico, e nessuno o
quasi rimane nelle fila di chi invece sta capendo cosa ci accade, gli sparuti impotenti
testimoni dei crimini del Vero Potere. Il risultato è che a soffrire da cani
saranno milioni di altri che neppure avranno il sollievo di sentirsi ‘noiquelligiusti’. Si sentiranno da cani
e basta.

 

Questa è la speranza, tutta qui.

Ripeto,
con forza: se neppure si riesce a capire il grado della nostra disfatta di
cittadini, con le esatte forme e proporzioni del nemico, come si potrà mai
immaginare che almeno un giorno molto lontano qualcuno possa arrivare a una
speranza? Come si potranno mai porre i semi di un riscatto con l’umile
lungimiranza di chi fece la stessa cosa 250 anni fa sapendo che i frutti li
avrebbero goduti esseri umani di un futuro per loro inimmaginabile? Perché è
solo questa oggi la forma della speranza, e non quella di sughero, ma quella
concreta per i secoli che verranno, quella che abbiamo il dovere di iniziare a
costruire oggi anche se noi non la vedremo mai. Ripeto: porre oggi i germi di un lavoro progressivo lungo un paio di secoli per
regalare la speranza a chi verrà.
Per fare ciò occorre avere la vista
chiara, e allora eccola… The Machine.

 

The
Machine
, nero su bianco.

Il prodotto interno lordo (PIL)
dell’Italia
, cioè tutto ciò
che essa produce come ricchezza, è di 2 mila miliardi di euro circa. Quello
degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. La ricchezza speculativa in mano a
non più di mille individui oggi è di 650 mila miliardi di dollari. Riassumo:
due (2) e quattordici (14), contro seicentocinquanta (650). O meglio:
trecentosessanta milioni di esseri umani complessivi hanno 16, mille esseri
umani circa hanno 650. Ma attenzione, ciascuno di quei dollari è una bomba a
orologeria chiamata prodotti derivati, cioè una scommessa finanziaria priva di
ogni reale fondamento in ricchezza concreta e che infetta l’intero globo nelle vene
di tutte le sue maggiori banche, fondi pensione, assicurazioni, municipalità,
polizze vita, finanziarie delle aziende, fondi sovrani, risparmi privati… basta
che salti per aria la prima miccia, e il botto disintegra il pianeta venti
volte. Non esiste al mondo nessun politico, nessun tecnico, nessun esperto in
grado di capire sto mostro né di controllarlo. Il Financial Times incaricò un
team di guidato da Gillian Tet di comprendere come fossero fatti questi
derivati, e dopo un anno di lavoro il team di questi super specialisti ne aveva
compreso solo una parte. Il governatore della Banca Centrale Europea, Jean
Claude Trichet, non ha esitato a dichiarare che “non ci capisco nulla”. Questo è l’uomo che sta al timone di tutto
ciò che tu e io conosciamo come euro e quindi il nostro denaro, nulla di meno.
Nel gennaio del 2007 Fabrice Tourre, da se stesso soprannominato The Fabulous
Fab, uno dei cervelli creatori di questi esplosivi alieni monetari che
posseggono il mondo economico, scriveva in una email: “Sempre più rischio nel sistema… Tutto l’edificio sta per collassare…
L’unico potenziale sopravvissuto, il Fabulous Fab… che sta ritto al centro di
questi intricati, rischiosissimi, stupefacenti derivati da lui stesso creati
senza neppure capire tutte le implicazioni di queste mostruosità…
”.

Se ne stava ritto al centro mentre creava, in un anonimo ufficio di cui tu non
hai mai saputo nulla, la cosa che alla prima parziale deflagrazione ha causato la più grave crisi finanziaria ed
economica dal 1929 a oggi, costata lacrime e sangue (e anche la vita) a
miliardi di esseri umani – e in mezzo ci sono concretamente i nostri operai,
precari, neolaureati, disoccupati, le loro famiglie e il destino dei loro
figli; è la stessa cosa che ha fatto sparire dalla nostra Italia in soli due
anni una cifra pari a 23 finanziarie dello Stato messe assieme, e poi si parla
di ‘ripresa’…; ed è un disastro da cui nessuno oggi sa se mai ne usciremo
veramente. Se ne stava ritto negli uffici di Goldman Sachs, la banca
d’investimento che ha fra le sue proprietà il governo degli Stati Uniti con la
sua cassaforte, nelle persone di Bob Rubin e Gene Sperling, e degli amici Ben
Bernanke, Timothy Geithner e Larry Summers. A poche centinaia di metri dal
Fabulous Fab, in un altro anonimo ufficio londinese,
e anche di questo tu non hai mai saputo nulla, Joseph Cassano della AIG
americana cucinava le polizze assicurative truffa che hanno causato il collasso
dell’intero sistema creditizio bancario del pianeta. Lui, praticamente da solo.
Sei titolare di una carrozzeria di Foggia e la banca ti ha appena negato quel
finanziamento che ti serviva per sopravvivere? E’ stato Joseph, lo sapevi?
Sapevi che le vite e il futuro di sopravvivenza di miliardi di aziende e di
famiglie del nostro mondo dipende realmente ogni santo giorno dalle azioni di
questi pazzi fuori controllo? Lo sapevi che non esiste un politico su questa
terra che li possa controllare? E sai perché? Perché non sanno che esistono,
non sanno cosa fanno e come lo fanno, e soprattutto perché quando The Machine si rompe trascinando nel
baratro un centinaio di Stati sovrani, governi e relativi popoli, i politici
sono costretti a rivolgersi agli stessi manovratori criminali come Tourre o
Cassano o Goldman Sachs per aggiustarla, essendo questi gli unici che sanno
come funziona il suo infernale motore.

Ok,
adesso gliela facciamo vedere a quella
cosa lì
”, vero?

Ogni mattina tu ti alzi e pensi a come arrivare alla fine del mese col mutuo, con la rata della cucina o dell’auto, perché poi c’è tutto il resto. Assieme a te si svegliano anche tutti questi: AfW – Bundesverband Finanzdienstleistung e.V., Association Française de la Gestion financière AFG, Association Française des Marchés Financiers AMAFI, Association Française des Trésoriers d’Entreprise AFTE, Association Luxembourgeoise des Fonds d’Investissement ALFI, Association des Banques et Banquiers, Luxembourg ABBL, Association of British Insurers ABI, Association of Chartered Certified Accountants ACCA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ANIA, Assuralia, beroepsvereniging van verzekeringsondernemingen Assuralia, British Bankers’ Association BBA, Bundesarbeitsgemeinschaft Deutscher Kommunalversicherer BADK, Bundesverband deutscher Banken e.V. Bankenverband, Bundesverband Öffentlicher Banken Deutschlands VÖB, Bureau International des Producteurs d’Assurances et de Réassurances BIPAR, CHAMBRES REGIONALES DU SURENDETTEMENT SOCIAL CRESUS, Conféderation Internationale des Banques Populaires CIBP, EUROPEAN SERVICES FORUM ESF, European Association of Co-operative Banks EACB, European Association of Public Banks and Funding agencies AISBL EAPB, European Associations of Corporate Treasurers EACT, European Banking Federation EBF, European Banking Industry Committee EBIC, European Contact Group ECG, European Savings Banks Group ESBG, European insurance and reinsurance federation CEA, Febelfin NULL, Finanssialan Keskusliitto – Finansbranschens Centralförbund ry FK – FC, Futures and Options Association FOA, Fédération Française des Sociétés d’Assurance FFSA, Fédération bancaire française FBF, Fédération des Experts comptables Européens FEE, Fédération nationale du Crédit agricole FNCA, Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft e.V. GDV, Institute of Chartered Accountants in England and Wales ICAEW, International Association for Financial Participation I.A.F.P., International Capital Market Association ICMA, International Swaps and Derivatives Association ISDA, London Investment Banking Association LIBA, Swedish Bankers´ Association SBA, The Confederation of the Nordic Bank, Finance and Insurance Unions NFU, VOTUM Verband Unabhängiger Finanzdienstleistungs-Unternehmen in Europa e. V., Verband der Auslandsbanken in Deutschland e.V. / Association of Foreign Banks in Germany VAB, Verband der privaten Krankenversicherung e.V. PKV, Wirtschaftskammer Wien/Fachgruppe Finanzdienstleister FG FDL/WKW.
Ok, allora: tu vorresti un sistema finanziario – cioè quei soldi che prendi in prestito per la tua azienda o negozio o per vivere – che fosse alla tua portata, vorresti poter dire a quelli che contano in queste cose “Ehi! Ascoltatemi, datemi ossigeno, per carità!”. Ma non puoi, neppure riusciresti ad avvicinarti alle loro stanze. Invece, quei signori listati qui sopra possono, si chiamano le Lobby finanziarie d’Europa, e non solo possono, ma dettano anche legge, e non solo dettano legge, ma oliano anche quelli che contano, eccome se li oliano. Stanno alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio d’Europa, alla Banca Centrale Europea, alla tua Banca Centrale, al tuo ministero del Tesoro, ogni santo giorno, 24 ore su 24, sette giorni su sette. E sai cosa fanno? Il loro porco interesse. E sai cosa gliene frega di te? Hai già capito. Ma tu li conoscevi? Sapevi che sono loro a creare le decisioni in finanza e non il tuo politico, o amministratore o Presidente del Consiglio?

Ogni mattina tu ti alzi e pensi a sto mondo degenerato, ti scappano due improperi e tiri dritto. Se sei un impegnato pensi anche a cosa fare per migliorarlo, cioè appartieni allo 0,1% che non tira dritto imprecando. Bene, tu ti dai da fare, ma assieme a te si danno da fare anche questi: Acton Institute for the Study of Religion and Liberty (Grand Rapids, MI – USA) Adam Smith Institute (London UNITED KINGDOM), Adam Smith Society (Milano – ITALY) Adriatic Institute for Public Policy (Rijeka – CROATIA) Africa Fighting Malaria (Congella – SOUTH AFRICA) African Center for Advocacy and Human Development (ACAHD) (Lagos , Lagos – NIGERIA) Agencia Interamericana de Prensa Economica (Boca Raton, FL – USA) Al-Quds (Amman) Alabama Policy Institute (Birmingham, AL – USA) Albanian Center for Economic Research (Tirana – ALBANIA) Allegheny Institute for Public Policy (Pittsburgh, PA – USA) Alternate Solutions Institute (Lahore, Pu – PAKISTAN) América Libre Institute (La Libertad – EL SALVADOR) America’s Future Foundation (Washington, DC – USA) American Council of Trustees and Alumni (Washington, DC – USA) American Enterprise Institute (Washington, DC – USA) American Institute for Full Employment (Klamath Falls, OR – USA) Americans for Tax Reform Foundation (Washington, DC – USA) ANDES LIBRES Asociacion Civil (Cusco – PERU) APOYO Institute (San Antonio, Lima – PERU) Asociacion Civil Consorcio Desarrollo y Justicia (Caracas – VENEZUELA) Asociacion Civil de Empresarios, Consumidores y Artistas Responsables Argentinos(Buenos Aires – ARGENTINA) Asociacion Cristiana de Dirigentes de Empresa (Montevideo – URUGUAY) Asociacion Nacional de Consumidores Libres (San Jose – COSTA RICA) Asociacion Nacional de Fomento Economico (San Jose – COSTA RICA) Association for Liberal Thinking (Ankara – TURKEY) Association pour la Liberte Economique et le Progres Social (Paris – FRANCE) Atlantic Institute for Market Studies (Halifax, NS – CANADA) Atlas Economic Research Foundation (Arlington, VA – USA) Beacon Hill Institute for Public Policy Research (Boston, MA – USA) Becket Fund for Religious Liberty (Washington, DC – USA) Beijing Siyuan Research Center (Beijing – CHINA) Bishkek Business Club (Bishkek, – KYRGYZSTAN) Bluegrass Institute for Public Policy Solutions (Bowling Green, KY – USA) Buckeye Institute (Columbus, OH – USA) Business Ethics Center of Jerusalem (Jerusalem – ISRAEL) Calvert Institute for Policy Research Inc. (Baltimore, MD – USA) Cámara Argentina de Comercio (Buenos Aires – ARGENTINA) Canadian Constitution Foundation (Calgary, AB – CANADA) Canadian Tax Foundation (Toronto, Ontario – CANADA) Canadian Taxpayers Federation (Vancouver, BC – CANADA) Capital ResearchCenter (Washington, DC – USA) Cascade Policy Institute (Portland, OR – USA) Cathay Institution for Public Affairs (Beijing – CHINA) Cato Institute (Washington, DC – USA) Center for Entrepreneurship and Economic Development (Podgorica, Crna Gora – MONTENEGRO) Center for Free Enterprise (Seoul – KOREA) Center for Institutional Analysis and Development (Bucuresti – ROMANIA) Center for International Private Enterprise (Washington, DC – USA) Center for Liberal-Democratic Studies (Serbia – SERBIA) Center for Media Freedom and Responsibility (Makati City – PHILIPPINES) Center for Political Studies (kobenhavn K – DENMARK) Center for Research and Communication Foundation, Inc. (Pasig, Metro Manila – PHILIPPINES) Center for Social Practices (Sofia – BULGARIA) Center for the Defense of Free Enterprise (Bellevue, WA – USA) Center for the Study of Islam & Democracy (Washington, DC – USA) Center of Methodology of Social Science (Rome – ITALY) Centre for Civil Society (New Delhi – INDIA) Centre for Cultural Renewal (Ottawa – CANADA)
Centre for Development and Enterprise (Johannesburg – SOUTH AFRICA) Centre for Independent Studies (St Leonards – AUSTRALIA) Centre for Liberal Strategies (Sofia – BULGARIA) Centre for Public Policy Research (Cochin, Kerala – INDIA) Centre for Research into Post-Communist Economies (London – UNITED KINGDOM) Centre for the New Europe (Brussels – BELGIUM) Centro de Divulgacion del Conocimiento Economico (CEDICE) (Caracas – VENEZUELA) Centro de Estudios de la Realidad Economica y Social (Montevideo – URUGUAY) Centro de Estudios Economico-Sociales (Guatemala City – GUATEMALA) Centro de Estudios Macroeconomicos de Argentina (Capital Federal – ARGENTINA) Centro de Estudios Públicos (Santiago – CHILE) Centro de Investigación para el Desarrollo A.C. (Mexico – MEXICO) Centro de Investigacion y Estudios Legales (CITEL) (Lima – PERU) Centro de Investigaciones Economicas Nacionales (Guatemala City – GUATEMALA) Centro de Pol (Caracas, Es – VENEZUELA) Centro para la Apertura y el Desarrollo de America Latina (CADAL) (Buenos Aires – ARGENTINA) Centrum Pro Ekonomiku A Politiku (Prague – CZECH REPUBLIC) China Center for Economic Research (Beijing – CHINA) Circulo De Empresarios (Madrid – SPAIN) Citizens’ Council on Health Care (St. Paul, MN – USA) Civic Institute (Prague – CZECH REPUBLIC) Civitas (Bolivia) (Cochambamba – BOLIVIA) Civitas: Institute for the Study of Civil Society (Westminster – UNITED KINGDOM) Clare Boothe Luce Policy Institute (Herndon, VA – USA) Claremont Institute (Claremont, CA – USA) Committee for a Constructive Tomorrow (Washington, DC – USA) Committee for Monetary Research & Education (Charlotte, NC – USA) Commonwealth Foundation (Harrisburg, PA – USA) Competitive Enterprise Institute (Washington, DC – USA) Conservative Institute of M.R. Stefanik (Bratislava – SLOVAKIA) Consumers for Health Care Choices (Hagerstown, MD – USA) Copenhagen Institute (K – DENMARK) David Hume Institute (Edinburgh – UNITED KINGDOM) Discovery Institute (Seattle, WA – USA) DonorsTrust (Alexandria, VA – USA) E.G. West Centre (England – UNITED KINGDOM) Economic and Social Policy Institute (Belgrade – SERBIA) Education Advancement Fund International (Honolulu, HI – USA) Education Forum (Wellington – NEW ZEALAND) EKOME (Mesogeia Attikis – GREECE) Elinkeinoelämän Valtuuskunta (Helsinki – FINLAND)
Escuela Superior de Economia y Administracion de Empresas (ESEADE) (Buenos Aires – ARGENTINA) Ethan Allen Institute (Concord, VT – USA) Ethics and Public Policy Center (Washington, DC – USA) Eudoxa AB (Stockholm – SWEDEN) Eurolibnetwork (Paris – FRANCE) Evergreen Freedom Foundation (Olympia, WA – USA) F.A. Hayek Foundation (Slovakia) (Bratislava – SLOVAKIA) F.A. von Hayek Institut Osterreich, IIAE (Wien – AUSTRIA) Faith & Reason Institute (Washington, DC – USA) Federalist Society for Law and Public Policy Studies (Washington, DC – USA) Flint Hills Center for Public Policy (formerly Kansas Public Policy Institute) (Witchita, KS – USA) Fomento del Trabajo Nacional (Barcelona – SPAIN) Foro de Estudios Sobre la Administracion de Justicia (Buenos Aires – ARGENTINA) Forum-Centre for Strategic Research and Documentation (Skopje – MACEDONIA) Foundation for Democracy in Africa (Arlington, VA – USA) Foundation for Economic Education (Irvington-on-Hudson, NY – USA) Foundation for Individual Rights in Education (F.I.R.E.) (Philadelphia, PA – USA) Foundation for Research on Economics and the Environment (Bozeman, MT – USA) Foundation for Teaching Economics (Davis, CA – USA) Fraser Institute (Vancouver, BC – CANADA) Free Congress Foundation (Washington, DC – USA) Free Market Center, Serbia (Belgrade – SERBIA) Free Market Foundation of Southern Africa (Sandton – SOUTH AFRICA) Free Society Institute (Slovenska Bistrica – SLOVENIA) Freedom Institute (Dublin – IRELAND) Freedom Institute- Jakarta (Jakarta – INDONESIA) Freedom Works (Washington, DC – USA) Frontier Centre for Public Policy (Winnipeg, Manitoba – CANADA) Fully Informed Jury Association (Helena, MT – USA) Fund for American Studies (Washington, DC – USA) Fundación Alberdi (Mendoza – ARGENTINA) Fundación Atlas1853 (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundacion Bases (Rosario – ARGENTINA) Fundación Capital (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación Carlos Pellegrini (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación del Tucuman (S.M. de Tucum – ARGENTINA) Fundacion Friedrich A. von Hayek (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundacion FUNDAR Justicia y seguridad (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundacion Global (Mar de Plata, Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación Institucionalidad y Justicia (FINJUS) (Santo Domingo – DOMINICAN REPUBLIC) Fundacion Libertad (Rosario, Santa Fe – ARGENTINA) Fundacion Libertad (Uruguay) (Montevideo – URUGUAY) Fundacion Libertad de Panama (Panama – PANAMA) Fundación Libertad y Democracia (FULIDE) (Santa Cruz – BOLIVIA) Fundacion para el Analisis y los Estudios Sociales (Madrid – SPAIN) Fundacion para el Desarollo de Guatemala (FUNDESA) (Sur Guatemala, Gu – GUATEMALA) Fundación para el Desarrollo Integral de la Sociedad (Santo Domingo, DN – DOMINICAN REPUBLIC) Fundación Paz Ciudadana (Santiago – CHILE) Fundacion Pensar (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación Salvadoreña para el Desarrollo Económico y Social (FUSADES) (Antiguo Cuscatl – EL SALVADOR) Fuping Development Institute (Beijing – CHINA) Future of Freedom Foundation (Fairfax, VA – USA) Galen Institute (Alexandria, VA – USA) Georgia Public Policy Foundation (Atlanta, GA – USA) Globalisation Institute (Brussels, Schuman – BELGIUM) Goldwater Institute (Phoenix, AZ – USA) Grassroot Institute of Hawaii Inc. (Honolulu, HI – USA) Great Plains Public Policy Institute (Sioux Falls, SD – USA) Heartland Institute (Chicago, IL – USA) Hellenic Leadership Institute (Athens – GREECE) Heritage Foundation (Washington, DC – USA) Hispanic American Center for Economic Research (Washington, DC – USA) Hong Kong Centre for Economic Research (Hong Kong – CHINA) Howard Center (Rockford, Il – USA) Human Rights Foundation (New York City, NY – USA) iFRAP (Paris – FRANCE) Illinois Policy Institute (Springfield, IL – USA) Imani Center for Policy and Education (Achimota-Accra – GHANA) Independence Institute (Golden, CO – USA) Independent Institute (Oakland, CA – USA) Independent Institute of Socio-Economic and Political Studies (Minsk – BELARUS) Independent Women’s Forum (Washington, DC – USA) Initiative for Public Policy Analysis (IPPA) (Lagos – NIGERIA) Innovations for Poverty Action (New Haven, CT – USA) Institucion Futuro (Gorr, Navarra – SPAIN) Institut Économique de Montréal (Montreal Economic Institute) (Montreal, Qu – CANADA) Institut Constant de Rebecque (1006 Lausanne – SWITZERLAND) Institut de Formation Politique (Paris – FRANCE) Institut Turgot (Louvain-la-neuve – FRANCE) Institut Za Civilizacijo In Kulturo (Ljubljana – SLOVENIA) Institute for Development and Social Initiatives ‘Viitorul’ (Chisinau – MOLDOVA) Institute for Economic Studies Europe (Paris – FRANCE) Institute for Energy Research (Houston, TX – USA) Institute for Enterprise Culture & Entrepreneurship (Thiruvananthapuram, Kerala – INDIA)Institute for Health Freedom (Washington, DC – USA) Institute for Humane Studies (Arlington, VA – USA) Institute for Justice (Arlington, VA – USA) Institute for Liberty and Policy Analysis (INLAPP) (El Roble, Alajuela, Alajuela – COSTA RICA) Institute for Market Economics (Sofia – BULGARIA) Institute for Policy Innovation (Lewisville, TX – USA) Institute for Political Studies- Portuguese Catholic University (Lisbon – PORTUGAL) Institute for Solidarity in Asia (Makati City – PHILIPPINES) Institute for Strategic Studies and Prognoses (Podgorica – MONTENEGRO) Institute for the Study of Russian Economy (Moscow – RUSSIA) Institute for Trade Standards and Sustainable Development (Princeton, NJ – USA) Institute for Transitional Democracy and International Security (Budapest – HUNGARY) Institute of Economic Affairs – Ghana (Christianborg, Accra – GHANA) Institute of Economic Affairs (IEA) (London – UNITED KINGDOM) Institute of Public Affairs (Melbourne – AUSTRALIA) Institute of Public Finance (Zagreb – CROATIA) Instituto Cultural Ludwig Von Mises (Col. Juriquilla – MEXICO) Instituto de Ciencia Politica (Bogota – COLOMBIA) Instituto de Estudos Empresariais (Porto Alegre, RS – BRAZIL) Instituto de Libre Empresa (Peru) (Santiago de Surco, Lima – PERU) Instituto de Politicas Publicas (Santiago – CHILE) Instituto Ecuatoriano de Economia Politica (Guayaquil – ECUADOR) Instituto Juan de Mariana (Madrid – SPAIN) Instituto Liberal – Rio de Janeiro (Rio de Janeiro – BRAZIL) Instituto Liberdade (Porto Alegre, RS – BRAZIL) Instituto Libertad (Cartago – COSTA RICA) Instituto Libertad y Democracia (Lima – PERU) Instituto Libertad y Progreso (Bogotá – COLOMBIA) Instituto Libre Empresa y Desarrollo, A.C. (Hermosillo, So) Instituto para la Libertad (Quito, Distrito Metropolitano – ECUADOR) Instytut Globalizacji (Gliwice – POLAND) Instytut Liberalno-Konserwatywny (Lublin – POLAND) Inter Region Economic Network – Kenya (IREN) (Nairobi – KENYA) International Centre for Economic Research (Torino – ITALY) International Development Enterprises (India) (New Delhi – INDIA) International Policy Network (London – UNITED KINGDOM) International Society for Individual Liberty (Benicia, CA – USA) Islamic Free Market Institute Foundation (Washington, DC – USA) Israel Center for Social and Economic Progress (Mevasseret Zion – ISRAEL) Istituto Acton (Roma – ITALY) Istituto Bruno Leoni (Torino – ITALY) James Madison Institute (Tallahassee, FL – USA) Jerusalem Institute for Market Studies (Jerusalem – ISRAEL) John Locke Foundation (Raleigh, NC – USA) Josiah Bartlett Center for Public Policy (Concord, NH – USA) Kenya Institute of Public Policy Research and Analysis (Nairobi – KENYA) Kosovar Institute for Policy Research and Development (Belgrade – SERBIA) Landmark Legal Foundation (Kansas City, MO – USA) Language of Liberty Institute (Prescott Valley, AZ – USA) Leadership Institute (Arlington, VA – USA) Liberal Bangla (Cirencester, Gl – UNITED KINGDOM) Liberal Group- Kerala (Kottayam, Ke – INDIA) Liberal Network Europe (Borovets – BULGARIA) Liberales Institut (Zurich – SWITZERLAND) Liberalni Institut (Prague – CZECH REPUBLIC) Libertad y Desarrollo (Santiago, Region Metropolitana – CHILE) Libertas (Copenhagen – DENMARK) Liberté Chérie (Nanterre – FRANCE) Liberty Center (Ulaanbaatar, Sukhbaatar District – MONGOLIA) Liberty Fund (Indianapolis, IN – USA) Liberty Ideas (Vienna – AUSTRIA) Liberty Institute (India)
(New Dehli – INDIA) Lion Rock Institute (Hong Kong – CHINA) Lithuanian Free Market Institute (Vilnius – LITHUANIA) Locke Institute (Fairfax, VA – USA) Ludwig von Mises Institute Europe (Brussels – BELGIUM) Ludwig von Mises Institute- Romania (Bucharest – ROMANIA) Mackinac Center for Public Policy (Midland, MI – USA) Maine Heritage Policy Center (Portland, ME – USA) Maine Public Policy Institute (Bangor, ME – USA) Manhattan Institute for Policy Research (New York, NY – USA) Manning Centre for Building Democracy (Calgary, AB – CANADA) Maryland Public Policy Institute (Germantown, MD – USA) Maxim Institute (Auckland – NEW ZEALAND) Media Research Center (Alexandria, VA – USA) Medicine & Liberty (Vevey – SWITZERLAND) Mercatus Center (Arlington, VA – USA) Milton & Rose D. Friedman Foundation (Indianapolis, IN – USA) Minaret of Freedom Institute (Bethesda, MD – USA) Minimal Government (1286 Sen. Gil Puyat Ave., Makati City – PHILIPPINES) Mont Pelerin Society (Alexandria, VA – USA) Montenegro Business Alliance (Podgorica, Sahat Kula – MONTENEGRO) Nassau Institute (Nassau – BAHAMAS) National Center for Policy Analysis (Dallas, TX – USA) National Foundation for Family Research Education (Calgary, AB – CANADA) Network for North Korean Democracy and Human Rights (Seoul – KOREA) Nevada Policy Research Institute (Las Vegas, NV – USA) New Economic School-Georgia (Tbilisi – GEORGIA) New Zealand Business Roundtable (Wellington – NEW ZEALAND) Oklahoma Council of Public Affairs Inc. (Oklahoma City, OK – USA) Open Republic Institute (Dublin 4 – IRELAND) Pacific Research Instiute for Public Policy (San Francisco, CA – USA) PalThink for Strategic Studies (Gaza, Palestine) Paraguayan Center for Promotion of Economic Freedom and Social Justice (Asunci – PARAGUAY) Philadelphia Society (Jerome, MI – USA) Philanthropy Roundtable (Washington, DC – USA) Pioneer Institute for Public Policy Research (Boston, MA – USA) Platte Institute for Economic Research (Omaha, NE – USA) Polish Ludwig von Mises Institute (Warszawa – POLAND) Polish-American Foundation for Economic Research and Education ‘pro publico bono’(Warsaw – POLAND) POPULI (Politicas Publicas para la Libertad) (La Paz – BOLIVIA) Prague Security Studies Institute (Prague – CZECH REPUBLIC) Private Sector Organization of Jamaica (Kingston – JAMAICA) Project Empowerment (London – UNITED KINGDOM) Projekt Lodz Foundation (Lodz – POLAND) Property and Environment Research Center (Bozeman, MT – USA) Prosperity Foundation (Kathmandu – NEPAL) Public Interest Institute (Mt. Pleasant, IA – USA) Reason Foundation (Los Angeles, CA – USA) Red Libertad (Mara del Plata, Buenos Aires – ARGENTINA) Rio Grande Foundation (Albuquerque, NM – USA) Romania Think Tank (Bucharest – ROMANIA) Romanian Institute for Recent History (Bucharest – ROMANIA) RSE-Centre for Social and Economic Research (Reykjavik – ICELAND) Sagamore Institute for Policy Research (Indianapolis, IN – USA) Science & Environmental Policy Project (Arlington, VA – USA) Scientific Research Mises Center (Minsk – BELARUS) Shalem Center (Jerusalem – ISRAEL) Shamie Center for Better Government (Boston, MA – USA) Show-Me Institute for Public Policy (St. Louis, MO – USA) Social Affairs Unit (London – UNITED KINGDOM) Society for Quality Education (Toronto, ON – CANADA) SOS Education Association (Paris – FRANCE) South Carolina Policy Council (Columbia, SC – USA) Southeastern Legal Foundation (Atlanta, GA – USA) State Policy Network (Richmond, CA – USA) Stockholm Network (London – UNITED KINGDOM) Sutherland Institute (Salt Lake City, UT – USA) Taiwan Institute of Economic Research (Taipei – TAIWAN-ROC) Tennessee Center for Policy Research (Nashville, TN – USA) Texas Public Policy Foundation (Austin, TX – USA) The Boss (Kathmandu – NEPAL) The Bruges Group (London – UNITED KINGDOM) The Free State Foundation (Potomac, MD – USA) The Ohrid Institute for Economic Strategies and International Affairs (Skpoje – MACEDONIA) Thomas Jefferson Institute for Public Policy (Springfield, VA – USA) TIMBRO (Stockholm – SWEDEN) Toward Tradition (Mercer Island, WA – USA) Unirule Institute of Economics (Beijing, Haidian District, – CHINA) Venezie Institute (South Kensington, Lo – UNITED KINGDOM) Verdad Colombia (Bogota, Cu – COLOMBIA) Virginia Institute for Public Policy (Gainesville, VA – USA) Washington Policy Center (Seattle, WA – USA) Wisconsin Policy Research Institute (Thiensville, WI – USA)
Wynnewood Institute (Wynnewood, PA – USA) Yankee Institute for Public Policy Studies (Hartford, CT – USA) Young Britons Foundation (London – UNITED KINGDOM) Zambia Institute for Public Policy Analysis (Kitwe – ZAMBIA).
Dunque tu ti dai da fare per migliorare il mondo. Loro invece pensano a come peggiorarlo. Solo che loro hanno budget di milioni di dollari o di euro, e sfornano praticamente tutti i cervelli economici delle università, dei ministeri delle Finanze, delle Confindustrie, i grandi tecnocrati mondiali. Li conoscevi? Loro non fanno manifestazioni, non portano sciarpe colorate, e non vanno ai circhi con Saviano o Grillo. Lavorano 24 ore su 7 giorni su 7, come quegli altri più sopra, macinano potere da forsennati. Sono le fondazioni di destra economica, i grandi burattinai. Disciplinati, implacabili, e soprattutto immensamente competenti e sempre connessi a tutte le prese giuste, accesso diretto con tappeto rosso a ogni singolo uomo o donna in posizione di potere nazionale, anzi, la realtà è addirittura grottescamente all’opposto: sono i politici che hanno accesso diretto a loro, perché da loro prendono ordini e guai a chi sgarra. Leggi questo: “… Il Paese è divenuto talmente aperto a tutte le correnti, che non può permettersi più alcuna politica indipendente, nessuna deviazione dal trend imposto dai mercati internazionali… il fato del governo Berlusconi (1994, nda) è la prova più lampante di questa affermazione: la maggioranza che sorregge un governo che si mette anche brevemente in contrasto con i mercati internazionali si decompone e il governo cade”. (Marcello De Cecco, La Sapienza, Roma)

Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

– continua –

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=213
29.03.2011

LEGGI ANCHE: RAGE AGAINST THE MACHINE ? (SECONDA PARTE)

Pubblicato da Davide

  • RicBo

    Caro Paolo, effettivamente trovo che sei un pessimista cosmico.
    Non è corretto uccidere le piccole speranze che esistono e resistono a ciò che descrivi, nonostante tutti i difetti che le ‘belle anime’ hanno (in particolare concordo sul settarismo e l’autoindulgenza), sono pur sempre il germe del futuro. Soffocarle nella culla significa sopprimere l’unica speranza e mi viene in mente un altro film ‘culto’, Terminator, in cui un androide viene spedito nel passato per uccidere, appunto, il capostipite della ‘speranza’, il quale, povero, non ha la minima idea di esserlo.
    In realtà esistono nel mondo analisi simili alla tua, specialmente in latino america dove ci sono ancora università con facoltà economiche con docenti keynesiani e non neoliberali. Questi stanno producendo movimenti e prese di coscienza nella cittadinanza. Sono processi molto lenti ma inarrestabili che noi come ben dici forse non vedremo compiersi, ma almeno sono nati. Forse il tuo pessimismo nasce dal fatto di vivere in Europa, nella quale davvero non si vedono scintille di speranza e futuro.

    Forse sarebbe meglio chiamare le cose con il loro nome: se chiami Capitalismo quello che definisci come The Machine, il Futuro è il suo Superamento (che personalmente chiamerei Socialismo), la Speranza è la Rivoluzione, anche se già so che su questi termini mi attirerò le critiche.

  • stefanodandrea

    D’accordo. Esiste da tempo un partito unico delle due coalizioni, che in certo senso è stato fondato dai governi tecnici (e le alleanze tecniche) che hanno preceduto il partito unico: cfr. “La assoluta omogeneità delle due coalizioni che da quindici anni si alternano al governo dell’Italia. Perché in Italia abbiamo un governo ma non il Parlamento” http://www.appelloalpopolo.it/?p=106
    Di fronte al partito unico, che ha dirigenti, capitali, iscritti, simpatizzanti e votanti, stanno tanti poeti o teorici solitari o piccoli gruppi che la pensano in modo alternativo su uno o altro punto. Ma l’unione degli alternativi non c’è. E’ quella che serve. Per costituirla bisognerebbe sottomettersi ad una disciplina. Costituire l’altra parte. Che non è solo “altra”, è “costituita”, organizzata, disciplinata.
    Ma tra i peggiori mali che ci ha inflitto il vero potere, ci sono l’individualismo, il narcisismo, la separazione degli uomini dalle terre, lo sfaldamento di popoli, il dissolvimento delle etiche della virtù (erano tante) e quindi di etiche dei doveri. Questi uomini non sono capaci di organizzarsi. Non è che non lo vogliano; salvo non volerlo perché consapevoli di essere incapaci.
    E’ questo il dramma. Siamo moderni anche noi. Perciò è contro la nostra modernità che, in primo luogo, dobbiamo combattere.

  • paulaster84

    caro Paolo,
    dai che commenti che mi precedono sembra che nessuno riesca a capire né la portata di questi pensieri, né le implicazioni che hanno sulla nostra società: semplicemente la maggior parte della gente si rifiuta di pensarla come te perché crede sia “impossibile”.
    Personalmente anch’io mi rifiuto di pensarla come te: ma è solo perché sono un tipo che spera in un futuro, vivere sperando aiuta no..? Almeno per i miei piccoli problemi della vita, che poi sono quelli che uno si trova a poter risolvere tutti i giorni.
    Poi in effetti più cerco di informarmi sulle tue dichiarazioni più mi prende lo sconforto. Sembra tutto tremendamente vero. E’ qua l’inversione, quello che uno ha sempre bollato come fantapolitica diventa improvvisamente lucida consapevolezza che viviamo in un “sogno”, incubo a dir la verità.
    Ad esempio sono andato su wikipedia, mi sono trovato davanti a questo specchietto, che non conoscevo, dopodiché ho deciso di postare questo commento e appena finito chiuderò il browser per pensare felicemente ai miei piccoli problemi. Questa, perlomeno, è una cosa bella.
    Saluti

    Dirigenti della Goldman Sachs passati alla funzione pubblica

    Romano Prodi, da consulente Goldman Sachs a Presidente del Consiglio in Italia
    Mario Draghi, da Vicepresidente Goldman Sachs a Governatore della Banca d’Italia
    Mario Monti, dalla Commissione Europea sulla concorrenza alla Goldman Sachs
    Massimo Tononi, dalla Goldman Sachs di Londra a sottosegretario all’Economia nel governo Prodi del 2006
    Gianni Letta, membro dell’Advisory Board di GS è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi (2008)
    Robert Rubin, da dirigente Goldman Sachs a segretario al Tesoro presidenza Clinton
    Henry M. Paulson, da vice Presidente di Goldman Sachs a Segretario al Tesoro sotto presidenza G.W. Bush
    Robert Zoellich, da dirigente Goldman Sachs a vicesegretario U.S.A.
    William Dudley, da dirigente della Goldman Sachs a capo della Federal Reserve Bank di New York, il distretto principale azionista della Federal Reserve
    Paul Thain, da Presidente Goldman Sachs nel 2003 a capo del New York Stock Exchange
    Philip D. Murphy, da presidente Goldman Sachs in Asia a Responsabile per la raccolta fondi per il Partito Democratico U.S.A.
    Joshua Bolten, da dirigente Goldman Sachs, a capo del gabinetto dell Casa Bianca
    Gary Gensler, sottosegretario al tesoro
    Jon Corzine, da ex presidente Goldman Sachs a Governatore del New Jersey

  • duca

    Bel pezzo, da cui però si capisce che più che onnipotente, the machine è in realtà fragile e si basa sulla paura, paura di perdere quello che abbiamo, ma poi cos’è che abbiamo veramente?…E anche the Maachine ha paura, mi pare che ieri l’Islanda e oggi l’Irlanda e in passato l’Argentina le abbiano tenuto testa (certo, nessun precedente può passare impunito, però per il momento… insomma la lotta non è necessariamente a senso unico).
    Però poi mi viene da dire, aspettando di venire mandato sott’acqua (ho come il sospetto che Barnard abbia usato l’analogia del turacciolo per decenza, ma che avesse in mente qualcosa di peggio, e non volesse sporcarsi le mani :o) ) che se gli Stati si decidessero a mettere le pistole sul tavolo quando devono andare a parlare con FMI, GS etc. the machine farebbe molta meno paura: alla fine è un Bluff, una profezia che si autoavvera perchè non riusciamo a scorllarci di dosso l’idea che questa elite sia onnipotente quando invece è solo estremamente cialtrona e, questo sì pericolosa, molto pericolosa, ma non onnipotente.

  • Firenze137

    Continua l’eccellenza di Barnard, e a mio avviso non si può rispondere solo che è un pessimista. E che vuol dire ? LA verità è questa che lui descrive. Io però credo di aver individuato il comune denominatore di quello che sta accadendo. E questo è la COMODITA’ e la CONVENIENZA.

    La comodità e la convenienza in fondo vuol dire mi costa 10 ne ricavo 15 . Scomodarmi mi costa 15 ma mi da 15. Non scomodarmi mi costa 10, ma mi da O=zero. Il reitrato propagarsi di questo giochino perverso ha trasferito all’economia dei 650 miliardi di roba tossica. L’uomo intossicato dallla Convenienza si è creato un sistema moneta intossicato dai sottostanti.

    Ed in questo SISTEMA della Convenienza – nel quale ci metto pure che sempre più spesso è più comodo dire quello che CONVIENE invece di quello che è Giusto dire – è più comodo avere dei paladini come Grillo ed altri che andare di persona a riprendersi il maltolto. Ormai la nostra mente è dominata dagli stereotipi della seria ‘ad ognuno il suo mestiere’ e quelli li.. le anime belle si sono ritagliati nell’inconscio collettivo, il ruolo di paladini che ci “rappresentano” e ci difendono. E se arriva Barnard a rompere le uova nel paniere, a scalfire il nostro Paladino di turno, allora fuori dalle balle Barnard ! che a noi ci conviene così.

    Pensare che se verso il 5 permille a Gino Strada o acquisto i CD di Grillo sono a posto. Ognuno faccia il suo mestiere mi sento dire anch’io anche dai miei parenti. Loro sanno fare il loro mestiere. Tu fai il tuo. La nostra pansa piena, e la mente drogata dai reality, non ci fa muovere che più di un sopracciglio per dare una sbirciata al drammatico testo di Barnard. Ma come sto bene nella mia comoda incoscienza sapendo che c’è un altro che lavora per me.

    Anch”io, vedete sono qui che scrivo. E scrivo. E riscrivo. Stasera andrò a sentire Gino Strada al Verdi di Firenze. Ma sarà un dopo cena diverso e niente più anche se credo che Gino Strada il problema se lo ponga davvero (ha una figlia mi dico) e pur dovendo anche lui ‘rendere conto’ a chi sta sopra di lui, qualcosa possa riuscire a fare anche se probabilmente ignorato o mediato con/dal il Potere. Comincio a pensare che ci sia davvero Qualcosa di Scritto al di sopra di noi della serie ‘ e questo avvenne perchè si dovesse compiere quello che aveva detto il Profeta..’

  • paulo

    Paolo, bel lavoro di compilazione (o copia incolla) ! La vecchia saggezza taoista afferma che: “Il male si basa sulla negazione e, alla fine, distrugge se stesso”. Credo che non si debba “opporsi al male”, ma perseverare nel Bene per sconfiggere “The Machine”. Ricordati anche che ci sono due sentimenti dai quali tutti gli altri sono derivati: la Paura e l’Amore. Il primo ci rende schiavi, il secondo ci da la libertà.

  • sovranidade

    E’ tutto terribilmente “vero” quello che scrive Paolo Barnard…il catastrofista più onesto del pianeta.
    Però trascura un piccolo dettaglio, che “i Popoli” della terra, almeno numericamente, sono infinitamente più forti e potenti rispetto a quel manipolo di esaltati che credono di poterli dominare all’infinito.
    Basterebbe trovare il modo di organizzarli, naturalmente partendo da ciò che è alla base di tutto: l’informazione!
    Perché una persona ben informata è quasi impossibile prenderla per il culo per sempre e questo vale anche per un Popolo.
    (a proposito, grazie di cuore a ComeDonChisciotte per l’ottimo lavoro di informazione e sensibilizzazione che svolge così bene e quotidianamente).

    Gutta cavat lapidem

    …e visto che ci sono: http://sovranidade.org/

  • modo16

    ahahah tutto vero, siamo fottuti..ho conosciuto giusto ieri una famiglia di neo-catecumenali belle anime con 5 figli che andavano a un “laboratorio”(così li chiamano) sulla decrescita e una che vendeva loro prodotti equosolidali. Tutti con quel loro modo di guardare e di muoversi che mi ricordava tanto lo sfigato dei miei tempi(sono del ’77).Tutti con quella soddisfazione di essere nel giusto. Tutti con il cerume negli occhi e nelle orecchie. Tutti della parrocchia del volemoci bene. Tutti col giubbottino north face. Tutti con un ego grande come quello di un prete che si infuria quando gli tocchi il suo dio.

  • Nolisbona

    Che non possiamo far nulla non e’ pessimismo e’ una triste realtà. Basta vedere il dissenso patetico contro la Casta…qualche slogan, tutti che agitano la propria bandierina facendo attenzione di essere ripresi dalla telecamera del TG.
    Per affrontare il Vero Potere servono Giganti, gente culturalmente preparata e con due palle d’acciaio.

  • Nolisbona

    Se dovete fumarvi le canne…non compratelo!il pollice verde e’ un rischio ma almeno la coscienza e’ a posto.

  • mikaela

    Caro Firenze137, sono le 18,20 spero tu legga questo link prima d’andare al Teatro Verdi questa sera.Ti servira’ per analizzare meglio il discorso di Strada
    Ciao.M.

    Gino Strada è un imperialista. Qualcuno lo vede?
    [www.paolobarnard.info]

  • tania

    solo un’economia in mano al privato costringe per forza di cose alla crescita infinita… solo un’economia che sia sotto una sovranità pubblica ( non parlo di economie nazionali , non mi interessa .. parlo semplicemente della dicotomia pubblico/privato ) .. dicevo un’economia che sia governata da una sovranità pubblica può ( e deve ) fare a meno della “crescita” .

    E non si capisce nemmeno perchè un africano dovrebbe aspirare a diventare uno schiavo consumatore per avere la pancia piena … bella fine che gli auguri , Paolo

    comunque ti cito , questo eri tu qualche tempo fa :

    http://www.paolobarnard.info/mondo_sfogo_doc.php

    “…E soprattutto era più importante ignorare che l’Impero, quel mostro che affama i bambini e bombarda là dove c’è il petrolio, siamo noi, tutti noi, le nostre case, auto, telefonini, pensioni, Tac, farmaci, cd, grano e frutta, internet e computer, e che è ipocrita oltre che inutile puntare le nostre nobili dita contro il G8, contro Bush assassino, quando le nostre melanzane costano più petroliodamissiliCruise di tutte le flotte navali dei G8 messe assieme…”
    “..Dobbiamo …Calcolare gli esatti costi di un Mondo Migliore, in termini di: cambiamenti di stili di vita qui al Nord – destrutturazioni economiche – posti di lavoro da perdere o riconvertitre – prezzi e rinunce al consumo – equilibri politici ecc..- e accettare che dovremo noi per primi pagare quei costi..”

    Paolo mi dispiace , ma a forza di voler andare controcorrente .. vai anche contro te stesso

  • g

    Trovo molto condivisibili le parole di Barnard. Credo che abbia ragione sul fatto che non ci siano grandi speranze. Per invertire la rotta che ha preso il mondo sarebbero necessari enormi sacrifici che nessuno è in grado e vuole sopportare. Sarebbe necessaria una vera e forte rivoluzione che capovolga la nostra società e i suoi valori ma questo è ostacolato anche da quelle che in questo articolo vengono chiamate
    belle anime, che mi ricordano molto i “leftist” descritti nel Manifesto di theodore kazinsky.
    E’ una visione delle cose stremamente pessimistica, ma a mio parere realistica. Le cose cambieranno solo quando inevitabilmente collasseranno.

  • desiderio

    condivido pienamente la tua analisi (fra l’altro quello che tu dicesti con le canne io lo dissi sulle sigarette con medesimo effetto!!) ed anch’io nn nutro nessuna speranza per il futuro prossimo e nn sono sola…
    ora, io e le mie amiche ci domandiamo: cosa possiamo fare affinchè le nostre idee di un mondo più giusto (diciamo semplificando) nn muoiano ma si tramandino fino a quando (lontano nel tempo) potranno realmete valere qualcosa?
    A volte pensiamo che le future catastrofi naturali e nn solo porteranno ad una diminuzione della popolazione e ad una conseguente diminuzione di disparità di forze (direi fra il cinico ed il pessimista ma per ora nn si può influire sugli eventi).
    mano a mano che prendevo consapevolezza del reale volto del potere mi sono resa conto che il mio destino è segnato:sono carne da macello!…. e lo accetto ma vorrei davvero lasciare il segno della mia idea (come? )come speranza per il futuro.
    grazie

  • AmonAmarth

    Straquoto. Va bene capire che questo Vero Potere è realmente così, ma non riconosco l’onnipontenza di niente e nessuno. Il filo dei burattinai è ancora il denaro, e un uomo respira ancora senza.

  • Hamelin

    Bel commento , mi ricorda la mia parte piu’ romantica ed astratta.
    Sappi che le idee qulaunque esse siano hanno sempre valore che accresce ogni volta che le condividiamo. Se le condividi potrai tramandarle in eterno e avranno sempre piu’ valore. Pensa se t’incontrassi e ti dessi 1 EUR e tu mi dessi 1 EUR ( uno scambio equo ) entrambi ce ne torneremmo a casa con 1 EUR e tutto sarebbe uguale .Pensa invece se t’incontrassi e ti dessi un idea e tu mi dessi una tua idea( uno scambio equo)…Entrambi torneremmo a casa con 2 Idee.
    Per quanto riguarda il volto del potere…non ti sminuire ognuno é artefice del proprio destino ed ognuno crea la realtà che vive.Tu puoi tutto cio’ che vuoi ( nel senso del concetto primario non prenderla sul materiale ).Io il vero volto del potere lo guardo tutte le mattine allo specchio e prego di riuscire ad agire ogni secondo della mia vita con tutta la mia umanità e sperando che un altro essere umano faccia la stessa cosa ( anche se visti i risultati di questo mondo evidentemente cosi’ non é ) .
    Un Saluto

  • amensa

    ennesima filippica ….. altro sparare a salve ……
    Bene. Ora conosciamo quanti sono i cattivi, ed anche i loro nomi.
    Ma sono troppo pochi per cui direi di alzare il numero ad almeno 100.000 che su 6 miliardi mi sembra più ragionevole.
    Loro hanno 630 trilioni di dollari mentre tutti gli USA in un anno ne producono 14 e noi Italiani 2.
    E perché non glieli togliamo ? noi “buoni” siamo tanti, loro sono pochi, glieli togliamo tutti, cancelliamo i debiti degli stati, e così le popolazioni non devono più pagare ne capitale ne interessi su quei debiti che loro , i cattivi, ci hanno causato.
    Non si può perché sono banche ? ma le banche sono di qualcuno, sono società per azioni e i proprietari sono gli azionisti. Le banche rubano per pagare bonus e dividendi ? bene niente di più facile che spogliare i proprietari, mica saranno poi così tanti in confronto ai 6 miliardi, no ?
    Ah …. Qualcuno ha protestato …. Dice che non è giusto togliere la proprietà dei beni …… forse chi ha protestato ha azioni di banche ?
    No, qui bisogna chiarirsi le idee … perché se è giusta la proprietà, se è giusto che si permetta a qualcuno di arricchirsi così tanto da potersi poi comprare banche, lobbies, parlamenti, governi, allora che protestiamo a fare se poi qualcuno lo fa ?
    Non è per caso che ci hanno convinto che la proprietà è sacra e guai a toccarla ? ma allora cosa ci stiamo lamentando a fare ? questa è solo la logica conseguenza , no ?
    Non sarebbe forse il caso di pensare che è sacra ma solo fino ad un certo limite ? che oltre all’agiatezza, alla tranquillità per una sana e accudita vecchiaia, il resto è proprio di troppo ? perché se uno è ricco , affinchè sia ricco ci devono essere dei poveri.
    Ma poi, chi dovrebbe intervenire ? il governo, i nostri governanti , no ? ma quelli sappiamo che sono stati comprati, corrotti da chi ha i soldi, e allora c’è qualcuno disposto a credere che qualcuno di loro è disposto a rinunciare ai privilegi che quella posizione gli dà solo per una questione di etica, tipo mantenere le promesse elettorali ?
    Ecco, quella è la perla messa in atto dai ricchi ……. Democrazia …. Il potere è vostro , popolo stupido, ve lo stiamo concedendo , e senza alcuna fatica con un minimo impegno ogni 4 o 5 anni, andate a mettere una croce di qui o di là, e avete dimostrato che si, il potere è vostro !!!
    Tanto poi che vinca l’uno o gli altri sono entrambi sul nostro libro paga …….. tanto noi possiamo permetterci anche di pagarne due, non solo uno , eh.. eh … tanto li paghiamo con i vostri soldi.
    Ma allora Barnard …… perché ti dai tanta pena, perché sbraiti tanto …… è proprio il popolo che NON VUOLE cambiare ….. moderare la proprietà ? già e se poi vinco al totocalcio, che me ne faccio di tanti soldi ? se potessi comprarmi anche un altro appartamento , ehhh no …. Mica mi fregate perché prendere i soldi a quelli là mi va bene ……. Ma i miei no, proprio no che non mi và.
    E poi non rompiamo con questi discorsi sulla democrazia ….. la partita voglio guardarmi, mica leggere cosa fa il ministro del tesoro !! di quello non ci capisco nulla, ed è solo roba noiosa !!
    E allora, caro Barnard, non ti resta che prendertela con la sovranità monetaria ( già come se gli USA ormai in bancarotta non ce l’avessero), quella almeno non interessa nessuno dei tuoi ascoltatori …… e poi chi dovrebbe riprenderla ? i tuoi governanti democraticamente eletti ?? ha..ha….ha… questa è la migliore tra le barzellette …… sei tu che dici che sono pagati e corrotti ecc… ecc… e allora pensi proprio che dovrebbero fare un simile dispetto, ai loro “padroni“.
    Dai ….. ma chi vuoi prendere per i fondelli ……. Hai studiato troppo di troppi, ed hai dimenticato di collegare il cervello alla mano che scrive bene, ma perdio, dagli un po’ di senso a cosa scrivi, no ?

  • amensa

    dai forza adesso Mikaela, nomisbona, rasna-zal e compagnia cantante….. forza con gli insulti …. perchè non siete in grado di contestare nemmeno una virgola di cosa scrivo !

  • AmonAmarth

    Caro Paolo conosco la tua lucida analisi da tempo e pure nei dettagli, ti considero anche una persona estremamente intelligente e logica per questo perchè in pochi sono in grado di comunicare così tanto in modo così (relativamente) semplice… ma le mie palle non mi sono ancora cadute a terra e ne vado fiero cazzo, e non perchè sono uno fra i tanti “beati ignoranti”: credimi, sottovaluti gente come me che sarò pure qui a scrivere con le mie luride mani da ipocrita hardware-software-consumista! L’alternativa al mio approccio è forse la depressione e il suicidio. Per fortuna la vita è fatta davvero del “qui e ora”, e se devo fare qualche SEMPLICE constatazione posso dire: affanculo sti stronzi, che continuino pure ad autodefinirsi “burattinai” (o sentirsi tali che è poi lo stesso), e che faccia lo stesso chi si sente suo suddito. A me non me ne sbatte una beata minchia nerboruta, perchè se non fosse ancora chiaro io, come tanti altri giovani 26enni di oggi (no mutuo, no debiti, neolaureati, no famiglia, contratti di lavoro saltuari) ho un mio fottuto “piano di fuga”, alla loro facciaccia arrogante del cazzo, l’anarchia pura e semplice se la meritano eccome… Si tratta del puntare all’autosufficienza attraverso un pezzo di terra (ridi pure stronzo!) e di uscire completamente dal nodo dei fili di sti burattinai (denaro), seconodo logica e secondo fatica da impotente laureato moderno: sono PIENAMENTE COSCIENTE che sarà quasi impossibile, ma d’altronde in The Machine, come sai e come continui a ripetere tu, non abbiamo speranza nemmeno di respirare in futuro… Quindi in cosa devo SPERARE se non in questo, dalla mia posizione di “sto ancora accumulando i soldi necessari all’acquisizione del suddetto pezzo di terra (attraverso un lavoro precario)”?… Dimmelo TU. Saluti.

  • RicBo

    Non capisco perchè tutto questo astio nei confronti di un giornalista coraggioso che sarà anche un pessimista cosmico ma almeno si è ultra documentato e sa di cosa parla. Che poi la soluzione non sia indebitarsi all’infinito, ok, pretendere che sia lo Stato che ridistribuisca la ricchezza è una favola (a casa mia si chiama Socialismo) ma questo non sminuisce l’analisi di Barnard.

  • sandropascucci

    Barnard capisce come va il Mondo come io capisco il funzionamento delle cellule staminali. E ci parla di come va il Mondo come io Vi parlerei di cellule staminali..

    Il signoraggio bancario è una bestia nera per il nostro contro-ex-anti-contro-anti-già-contro-Sistema. Lo ha segnato per sempre. Ormai delira a 360 gradi perché la batosta di non aver saputo SCHIERARSI dalla parte giusta lo ha BRUCIATO dentro.

    addio P.B.
    sei nel girone appena sotto quello del peggior beppE grill0.

  • amensa

    a cosa serve un’analisi se non a indicare un rimedio ?
    come vedi , non sto contestando l’analisi…… sto contestando il fine con il quale è fatta, o meglio, l’assenza di un fine.
    se vuole dirmi che devo morire, basta una riga , e posso anch erispondere ch elo sapevo già senza consultare montagne di autori.
    ma così è solo una lagna deprimente…… oppure, dimmi tu qual è secondo te il fine di tutto ciò.
    gli unici predicatori ch ehanno avuto successo , da gesù a gandhi a mandela a malcom x, hanno sempre indicato un fine nella loropredicazione, positivo, chiaro, da perseguire.
    qual è il fine di Barnard ? deprimere la gente ?, sotenere ch enon si può fare nulla ? ch ebisogna porgere l’altra guancia ? non so, io non l’ho capito, se l’hai capito tu dimmelo.

  • amensa

    è vero , c’è astio nel mio scritto, ma perchè detesto le persone negative, che devono rattristare gli altri per sentirsi in compagnia. perchè li ritengo negativi , per la società, e nella società ci sono anc’io.
    dai leggi i commenti, e dimmi chi ha avuto qualche stimolo positivo, di azione fattiva….. tutti depressi.come l’autore.

  • Albert_Wesker

    Mikaela e’ una vetero marxista pluriortodossa per cui ogni devianza
    dalla di lei dottrina e’ considerata apostasia

  • amensa

    non dico cos’è secondo me …. non voglio rogne!

  • RicBo

    Barnard è deprimente per chi è già depresso, a me non impedisce di concentrare le mie forze su ciò che chiama Vero Potere, lo stimolo positivo e l’azione fattiva li puoi trovare dentro di te e nella società che ti circonda e ti assicuro che esistono.

  • rasna-zal

    @ AmonAmarth:

    Devi sperare di farcela AmonAmarth, anzi se hai bisogno di campagna, non hai che da chiedere…

    Non credo che un lungo elenco di ipocrisie debba per forza annoverare come ipocriti chi persegue gli stessi fini: il tuo “piano di fuga” è il tuo obbiettivo, la base, la roccaforte.


    Nulla a che vedere con le filosofie cult elencate da B. e soprattutto con l’ipocrisia che ne stravolge il significato facendo si, per esempio, che un modello alimentare tipo quello “vegan” che può avere risvolti positivi sull’uomo e sull’ambiente, diventi un club di invasati che si sentono migliori degli altri e quindi in diritto di insultare il loro stile di vita.


    Sono vegano, secondo te dovrei essere offeso dalle parole di B.?


    No, penso proprio di no. B. non parla di stili di vita ma parla di movimenti, opinioni, leader, santoni, ecc.., che raccolgono consensi su tutti i fronti e intanto mirano a dividere e a snaturare quella coscenza comune che invece dovrebbe vederci, se pur diversi nelle scelte di vita, uniti nei valori che la fondano e fanno si che valga la pena di essere vissuta.
  • Cornelia

    Amon, tu e quelli come te sono gli unici e veri Ribelli. Anzi, ti dirò di più: sarai (forse) tra i pochi che si salveranno dopo il disastro.

  • Firenze137

    Grazie Mikaela x la segnalazione, ma lo conoscevo perchè mi ero già fatto un giretto sulle pagine di Paolo ieri. Putroppo sono arrivato tardi ma comunque sono riuscito a farmi un’dea abbastanza diretta e dell’aria che tira fra quelli di Emergency. Lui è il guru e sa parlare molto bene, con le pause giuste e sa intuire perfettamente il momento in cui lasciare andare la battuta che strappa l’applauso. Che dire..è il nostro paladino più organizzato e con la conoscenza dei fatti internazionali più estesa e approfondita. Ha uno staff eccellente con persone giovani che ridono sempre e ti comunicano serenità. Chi vuoi che non ne rimanga attratto.. ma non lo dico in senso polemico. La gente penso davvero che abbia bisogno, anche pscicologicamente, di gente come Gino Strada. Come chi si compra l’amuleto e dopo si sente meglio. Ciao

  • rasna-zal

    citazione di amensa:


    “è vero , c’è astio nel mio scritto, ma perchè detesto le persone negative, che devono rattristare gli altri per sentirsi in compagnia. perchè li ritengo negativi , per la società, e nella società ci sono anc’io”


    Ci sono anche io, amensa e sinceramente della tua ipocrisia con cui definisci astio il logorante lavoro di ricerca del consenso, opposizione a tutti i commenti, sfinimento degli utenti, mi sono stufato.


    Tu detesti le persone negative?

    Come definisci invece le persone arroganti, supponenti e pronte al turpiloquio?


    Basta vedere i messaggi che lasci sugli articoli e contare quanti “non hai capito un cazzo” o “… una sega” o “coglione”; allora chi è il negatino?


    Ma poi, vedi… se si riuscisse a capire per cosa tutto questo ciarlare: tu prima di arrogarti il diritto di redarguire tutti gli utenti del forum a suon di invettive al cardiopalma, dovresti avere almeno l’educazione di spiegare la tua posizione.


    Si… è verissimo che l’hai gia scritta in tutte le salse, ma vedi, tutto il can-can nasce dal fatto che tu sostieni di aver enucleato una tua, tutta personale, Teoria Economica, una nuova, tale da far sembrare deglii idioti tutti gli economisti che si sono affacciati alla vita su questo pianeta; sulla base della quale hai individuato Barnard come tuo obbiettivo principale (perchè una volta è negativo, un’altra è depresso, un’altra è fighetto,…) e i suoi articoli e chi ne ha interesse come arena del consenso.


    Bene, allora per favore, useresti la gentilezza di farci vedere su cosa si basano i tuoi interventi qui, cosa giustifica tanto astio, come anche altri utenti hanno potuto notare, da quale considerazioni nascono le tue estenuanti opposizioni ad personam su ogni post, perchè tu dici che hanno una origine: appunto la Teoria Economica di amensa.


    Il web è di tutti ed io ho fatto ricerche, dal 2008 che in un giornalino del nord scrivendo rispondevi che stavi lavorando da autodidatta ad una tua teoria economica e che presto l’avresti enunciata in un tomo.


    Orbene sommo vate dell’economia, illuminaci e facci dono delle tue verità: dovè la teoria che tanto farnetichi?

    Esponila, ti prego al giudizio degli altri!

    Dacci la possibilità di capire se siamo di nuovo di fronte all’ira del figlio di Dio che armato di verità e di un bastone perse la pazienza e crocchio tutti i mercanti del tempio.


    Perche se è così hai ragione tu.


    Per il momento però dobbiamo accettarlo come un dogma e mai contraddirti, giammai criticarti, altrimenti poi ti ritrovi tra gli articoletti di un altro forum, decontestualizzato, rimproverato, alla pubblica gogna.


    Si fa presto a criticare da dietro il nulla, e non è che un nome ed un cognome, riempiono poi il vuoto che c’è intorno, e nemmeno 10, 100, 1000 articoli di economia strillati, confusi, che non si capisce da cosa hanno origine, oltre che dalle inconfutabili teorie di un ex dipendente IBM in pensione.
  • geopardy

    Personalmente ritengo Barnard un ottimo giornalista ed informatore, anche se non ne condivido, in genere, la visione estremamente pessimista.

    In questo articolo, mentre predica il grande crimine (al quale in linea di principio potrei anche credere), ma al tempo stesso inneggia ai consumi, mi sa che il mostro non l’ha proprio guardato bene.
    Da quando è nato questo sistema si sa che più consumiamo e più affamiamo il resto del mondo, per permettere a tutti di mangiare siamo obbligati a decrescere nei consumi; per permettere alla Cina di potersi “sviluppare”, dovremo rinunciare senz’altro al nostro super “benessere” e sta già accadendo, se, poi, mettiamo in lista tutti gli altri, non credo che quanto affermo abbia bisogno di essere ulteriormente spiegato.

    The Mchine, come la chiama l’autore, è impotente di fronte alla richiesta di giustizia e distribuzione dell’intero mondo e lo sta già dimostrando da decenni.
    I meccanismi del mondo sono più forti di qualsiasi machine messa su da porzioni ridicolmente piccole di avidissimi esseri umani.

    Tutto questo pessimismo cosmico sembra figlio del concetto dell’impossibilità dell’uomo di sfuggire al fato.
    Secondo me Barnard, continuando su questo tono, finirà per immolarsi alla guida di qualche gruppo millenarista di suicidio collettivo, mi sembra che abbia tutte le caratteristiche psicologiche del caso.

    Tornando al modello consumistico occidentale, hanno calcolato che se il resto dell’umanità volesse emulare questo congiunturale (e lo credo fermamente) periodo di super consumo, dovremmo avere a disposizione le risorse di 3 o 4 pianeti come la terra, quindi, la nostra decrescita è e sarà sempre più necessaria, non credo che con emissioni dal nulla di moneta “sovrana” potremo riparare al limite ecosistemico invalicabile.

    Ciao

    Geo

  • Albert_Wesker

    vetero marxista non e’ comunque aggettivazione soggetta a diffamazione o calunnia………….anzi

  • mikaela

    Caro Alberto, tu sai benissimo che “l’Ortodossia” e’ prima di tutto ortodossia di vita e non ortodossia da indottrinamento.

    Io non ho mai letto niente su Marxs (tranne ora) e guarda caso mi e’ saltato fuori nella ricerca un articolo scritto nel lontano
    Ottobre del 2002 da uno che ha il tuo stesso nome

    albertobelcami.blogspot.com-schiaccia qui [albertobelcami.blogspot.com]

    Chisa’ perche’ quando scrive Paolo Barnard non devo usare mai il dizionario e quando mi scrivono gli “intellettuali” italiani perdo tante ore per capire quello che loro non vogliono che io capisca.

    Ma perche’ scrivete tutti per farmi vedere come siete bravi a scrivere,eppure dal giudizio che esprimi sembra che ci conosciamo sin dai primordi della mia iscrizione al forum quindi sicuramente saprai anche che l’italiano non e’ il mio forte.

    Ps.”Apostasia”-non sono l’unica persona che maturando si e’ allontanata dalla fede cattolica.

  • amensa

    non credo…. chi è già depresso entra perfettamente in sintonia subito, chi non lo è per niente , non si fa certo influenzare, ma chi è lì lì…. beh allora una buona spinta verso il basso la riceve.

  • amensa

    vero …… ma ognuno ha le proprie percezioni e quindi le proprie opinioni.

  • Nolisbona

    Chi ti insulta? Non cerchiamo il consenso dei pensionati. Tranquillo puoi scrivere le sciocchezze che vuoi.

  • modo16

    Parole da persona matura..concordo.

  • rasna-zal

    non dovrebbe essere difficile comprendere che il problema non è questo:

    una famiglia di neo-catecumenali belle anime con 5 figli che andavano a un “laboratorio”(così li chiamano) sulla decrescita e una che vendeva loro prodotti equosolidali


    Ma piuttosto questo:

    Tutti con un ego grande come quello di un prete che si infuria quando gli tocchi il suo dio”


    Come giustamente tu stesso scrivi.

    Ciao
  • amensa

    @ rasna-zal
    fino a che non indichi in cosa consista la MIA ipocrisia, quel termine te lo puoi anche mettere dove dico io.
    turpiloquio è vero, qualche volta mi scappa pure, perchè a differenza di molti altri io cerco di rispondere sia alle domande che alle accuse, e quando sembra di parlare ai muri mi inquieto anche ( va bene per le tue orecchie sensibili il verbo inquietarsi ? spero di si).
    io credo di essere disponibile al dialogo, ma quando invece di elencare dove eventualmente sbaglio, incominciate a fare apprezzamenti sulla persona, allora cambio anch’io registro.

    per il resto vedo di darti una risposta complessiva.
    inizialmente ho cominciato a contestare i discorsi monetari ….. ma mi sono accorto, strada facendo che il quadro era più ampio.
    il continuo riferimento alle colpe di tutto cosa ci circonda, unito a un malinteso senso di democrazia, generava la sensazione che non solo i lettori ci CdC, ma quasi ( e metto un quasi per magnanimità, perchè non so dove trovare qualcuno che non ci rientri) tutti hanno sviluppato un elevato senso di irresponsabilità.
    vedi… o credi che questa democrazia sia una penosa finzione, e allora è inutile rivolgersi ai rappresentanti eletti, o credi che quelli siano veramente l’espressione del popolo, e allora si dovrebbe sentire la responsabilità che deriva nell’averli scelti.
    hai altre alternative ? io non ne trovo.
    allora, e comunque, in ambo i casi, per disinteresse o creduloneria ( responsabilità esiste sia per cosa si fa ma anche per cosa NON si fa) la responsabilità di quanto accade è sempre e comunque, almeno in parte, di chi partecipa , anche subendo.
    chi ha mai sostenuto questa tesi ? allora mi trovo solo , isolato , contro tutti che invece tentano di scagionare il lettore, mentre io gli dico, se cerchi un colpevole, prima guardati allo specchio.
    lo so , non è un messaggio gradevole da ricevere, ma dimostrami, fammi capire che non è vero.
    ci hai provato almeno ?
    da questo punto in poi, sugli scritti di Barnard, sono stato soprattutto attento ai messaggi impliciti, quelli che passano senza essere esplicitati.
    ti faccio un esempio, per farti capire il concetto.
    la maestra che sostiene che i compiti a casa sono importanti, e poi non ne controlla l’esecuzione, non li corregge, manda un messaggio verbale , sostenendo l’importanza, ed un messaggio implicito, esattamente contrario, perchè li ritenesse importanti controllerebbe. ed i messaggi impliciti sono molto più forti e pervasivi di quelli espliciti.
    ecco allora che ho cambiato registro….. non più a contestare i fatti, ma i messaggi impliciti, che Barnard, intelligente com’è sicuramente sa di inviare, non è che ci siano così per caso, io almeno non ci credo.
    sai, i messaggi subliminari per immagini sono stati vietati, tanto sono stati riconosciuti potenti.
    quelli dati con una singola frase, in mezzo a tante altre, non ancora, ed allora mi occupo di evidenziarli.
    come vedi, ti ho risposto.
    non leggo sempre tutto, se ci tieni a qualche risposta, puoi sempre segnalarmi il fatto di aver postato una domanda in PM.
    come vedi non scappo mai.

  • amensa

    dimenticavo la tua osservazione sull’economia.
    quando avrò finito di completare la mia opera, se avrò il tuo indirizzo mi premurerò di inviartene una copia.
    per ora io sono disponibilissimo a discutere delle mie e anche altrui affermazioni.
    ho addirittura aperto un 3D proprio intitolato “domande a mensa andrea”, ma di tue non ne ho ricevute, almeno mi pare.
    a quelle che ho ricevuto ho risposto fino all’esaurimento dell’argomento ( e non mi è costato poco lavoro, tempo e dedizione).
    dai, dimmi chi ha fatto cosa analoga ?
    lo sai che il99% degli esperti, scrittori di libri, premi nobel, ecc…. sono stati smentiti dai fatti almeno una volta ? allora, perchè dovrebbero essere credibili?

  • AmonAmarth

    Grazie, Cornelia. Tu quanti anni hai, sei forse anche te di quest’idea di “riscatto nella miseria”? Se è così speriamo di vederci davvero bene e speriamo anche che sia così per il maggior numero di persone possibile… anche la miseria potrà diventare più “divertente” se la si affronterà in gruppo! Un saluto.

  • AmonAmarth

    No no, ci mancherebbe anche di perdere la speranza caro rasna-zal… La speranza rimane eccome, altrimenti cadrei in depressione subito! Devo ammettere però che incastrare questi ragionamenti appartenenti ormai al tuo vigile conscio con i discorsi del “collega” o del “passante” o del “qualunque” ti fa sentire veramente un alieno, e non è affatto bello socio-psicologicamente parlando. Quando questa gente della mia età (ovvero la maggior parte) parla di “mutuo” o di “macchina nuova” o di altre “normali cose del diventare grandi in questa società” (cose nelle quali tralaltro uno investe pesantemente suoi salari e ci fa pure sopra dei debiti) mi chiedo sempre perchè io non riesco a pensarla come loro e se non sono davvero io il matto rincoglionito che non capisce più un cazzo. Insomma, tutti fanno progetti inerenti alla “realtà come la conosciamo”, mentre io faccio progetti localizzando la mia “utopia” in un futuro quasi post-apocalittico… C’è qualcosa che non va in tutto questo, e non sono nemmeno sicuro, ad ora, di aver la forza di (prima o poi) mollare lo sporco contratto di lavoro precario che mi sono appena accaparrato per mettere tutte le forze nella realizzazione di tale realtà autosufficiente, insomma finchè dura dura, NO?! Sono per questo un’ipocrita forse? Dovrei forse perdere il mio tempo libero oltre le 40 di lavoro settimanali in un “passatempo” stile decrescita/GAS/”sostenibilità a parole” quando nel frattempo lavoro per una qualsiasi azienda che mi fa produrre-consumare-crepare a tempo pieno?… Sono curioso di sapere le impressioni di chi si sente come me, tu di dove sei e quanti anni hai? Ciao!

  • rasna-zal

    Quello di cui parli non è escuso dal discorso di Barnard, fa parte delle tue scelte personali; collettivamente invece rappresenta un movimento fra i tanti che pur perseguendo una giusta causa, diventa elemento di nicchia del vivere, è ciò scade inevitabilmente nella cultura del proprio ego a scapito dei non appartenenti alla cricca.

    Questo è quello che succede sempre e che è funzionale al sistema: divide et impera.

    Tutte le energie distratte dalla cooperazione e dalla lotta al sistema, favoriscono il potere stesso, l’autocelebrazione di alcuni gruppi, conduce dalla stessa parte.

    Ciò non toglie che ognuno possa vivere nella maniera più consona ai suoi principi senza per questo sentirsi addosso la colpa dell’ipocrisia che riveste parecchi aspetti di queste “alternative sostenibili”, che comunque fanno parte del businness o ne sono inconspevolmente partecipi.

    Es: l’energia rinnovabile, in se è positiva ma, se pensiamo che comunque resta in mano ad uno/n gestori, allora dobbiamo continuare a vederla parte del business ed infatti nessuno ha proposto di considerare che l’energia sia una risorsa comune (ci si è guardati bene), mentre sarebbe più logico e sostenibile se ognuno si producesse la propria in modo eco-compatibile; invece si è optato per la scelta più opportuna, funzionale e comunque renumerativa al Business (o The Machine se preferisci) e per l’utilizzo del sistema con meno guadagno energetico.

    Come mai all’Università di Bologna è stato testato un reattore, “sedicente” a fusione fredda, che comunque a generato 15 KW out da 700 W in, e nessuno ne parla con l’enfasi che meriterebbe?

    Perchè oltre gli interessi in ambito militare, a tenere nascosto questo principio c’è anche l’ovvia riconsiderazione delle società che detendono il privilegio della produzione e distribuzione dell’energia. Riconsiderazione totale, perchè di fatto non servirebbero più, sarebbero oltrepassate alla messa in commercio del primo reattore domestico.

    Ecco l’ipocrisia. Poi è normale che puoi scegliere di vivere con il minor impatto possibile, ma non risolve il problema, lo attenua se vuoi, ti fa stare meglio con te stesso e il rischio però è quello di creare la solita “isola felice”.

    Ciao
  • rasna-zal

    No, no. Non sei un ipocrita, e non dovresti perdere tempo con decrescita, GAS, ecc.., se ciò non è nel tuo pensiero; Ho 42 anni e mi trovo, diciamo in centro Italia.

    Le tue considerazioni sono anche le mie, ma io parto più avvantaggiato: l’utopia ce l’ho in tasca.

    Il problema è che l’utopia non sfama la famiglia, e staccare la spina con “la macchina” è sempre più difficile.

    Comunque non sei solo ad ambire a farlo, puoi mandarmi un PM se vuoi sapere o condividere altro.
    Ciao
  • Earth

    Sbagliato, barnard ha fatto un articolo di informazione obiettiva misto alle sue considerazioni. Visto che la combatte in prima persona e’ anche giusto che la gente sappia le strade gia’ prese, cosi’ da escluderle in una ipotetica soluzione pensata dal lettore. Se ogni attivita’ applicata contro la “the machine” poi non e’ servito a niente, non gli si puo’ mica dare la colpa a lui.

    Piuttosto, tu come lo risolveresti questo problema, ovvero distruggere o modificare la “the machine”?

  • Earth

    Mi fate troppo ridere, a fare considerazioni e a insultarvi, ma qualcuno che provi a pensare a una soluzione non c’e’? 😀

  • tania

    Invece Barnard lo esclude ( “..Da quando scrissi quelle cose sono passati quasi 10 anni. Rimangono vere, ma da allora ho compreso che anche io mi illudevo di una capacità di reazione che non esiste, e neppure io avevo visto appieno The Machine. Ciao B…” PS : mi dispiace ancora una volta Paolo , lo so che è un messaggio privato … e non voglio sembrare scorretta : ma se io ti invito ad un dibattito pubblico è perchè voglio rendere partecipi tutti .. a quel punto o non mi rispondi o mi rispondi pubblicamente ..se volevo una risposta privata ti scrivevo un messaggio privato..)
    Comunque le cose che tu scrivi , rasna-zal , sono tutte condivisibili in questo modello di sviluppo , in questo sistema , in The Machine come la chiama Paolo Barnard . In questo sistema dove non esiste alcuna sovranità pubblica .

    Ma la a-crescita , la liberazione dal consumo e la liberazione dall’immensa bolla di lavoro letteralmente inutile ( anzi socialmente dannoso ) che ci circonda … è non solo fattibilissima ma anche doverosa in un sistema dove gli assi portanti dell’economia siano sotto una vera sovranità pubblica . E sovranità pubblica per me va al di là del concetto di statonazione .. ci sono tantissimi modi per avere una sovranità pubblica , trasparente e dal basso sull’economia.. e la tecnologia può dare una grossissima mano in questo senso .

    Sono comunista e per me “The Machine” , come la chiama Paolo .. rappresenta si e no l’1% del pianeta . E il “popoli unito” , 6 miliardi di persone unite .. ci impiegherebbero un battito di ciglia a fare un definitivo esproprio proletario a “The Machine” . Il problema è solo quello… “il popolo unito” , non “The Machine” .
    Ciao

  • rasna-zal

    @ tania


    dici:

    … ci sono tantissimi modi per avere una sovranità pubblica , trasparente e dal basso sull’economia… // … E il “popoli unito” , 6 miliardi di persone unite .. ci impiegherebbero un battito di ciglia a fare un definitivo esproprio proletario a “The Machine” . Il problema è solo quello… “il popolo unito” , non “The Machine”


    Barnard dice:

    … Da quando scrissi quelle cose sono passati quasi 10 anni. Rimangono vere, ma da allora ho compreso che anche io mi illudevo di una capacità di reazione che non esiste…


    In queste due frasi trovo scritte le stesse cose, ovviamente cambiano i punti di vista, ma non solo: sono passati anche 10 anni.

    Barnard sostiene che le cose che diceva e che tu sostieni, erano vere e RIMANGONO VERE, ma in 10 anni tante cose succedono, le persone cambiano, la vita stessa cambia, anche le passioni cambiano, bisognerebbe chiedere a Barnard cosa e cambiato in lui in questi 10 anni, bisognerebbe chiedergli se ha mai pensato di gettare la spugna, se ha scelto proprio adesso invece per farlo…


    La risposta la trovi nelle sue parole, nulla è cambiato, purtroppo nemmeno per la gente che lo ha letto 10 anni fa, nessuna reazione…

    Barnard è comunque qui, scrive, ha alzato il tiro, si sente tutta la stanchezza e la frustrazione di questi 10 anni ne Il Piu Grande Crimine però è qui, scrive.


    Non condivido la tua critica, è una analisi fatta da un prospettiva personale, che non tiene conto del percorso della persona e del mutare delle situazioni di partenza da te prese in cosiderazione.

    Inoltre non vedo contraddizioni in lui, solo prospettive diverse, tempi diversi, velocità diverse…

    Ciao.
  • mikaela

    Ciao Tania, scusa se mi intrometto ma e’ piu’ forte di me, anche se alcune sfumature mi sfuggono.Tu dici:

    “Il popolo unito”

    Non ti sei ricordata che “The Machine”ha in mano il trattato di Lisbona che ha leggi sovranazionali che limitano le competenze sulla nostra nazione soprattutto in caso di rivoluzione.

    Ecco cosa e’ successo da 10 anni a questa parte.

    Abiamo perso la nostra sovranita’ monetaria e ci hanno imposto qualcosa che nessuno sapeva fino al giorno in cui ne ha parlato Barnard circa 2 anni fa mentre i piu’ grandi nomi del giornalismo di sinistra che avrebbero dovuto essere al fianco del popolo(qualcuno era anche in parlamento) cosa hanno fatto?Persa la poltrona da quello che mi risulta facevano conferenze sul World Trade Center su zeitgeist e poi sul signoraggio e ora esaurito il filone cosa fanno? Nuovi movimenti o partiti che non cambieranno mai niente per il popolo ma a loro sicuramente ridara’ la sospirata poltrona in prima fila.
    Attaccare l’operato di Barnard dietro un nick e’ facile, sono in tanti soprattutto perche’ non si e’ schierato con questo o quello.

    Altra cosa e’ il confronto pubblico e se a te ha scritto un MP. e’ perche’ il tuo commento e’rivolto con un linguaggio idoneo e appropiato e non te ne rammaricare.Sono sicura che Barnard parteciperebbe volentieri alla discussione se ci fossero meno fesserie e dileggiamenti.

    I bravi web master non hanno ancora capito che eliminare inutili commenti allusivi o battutine non significa censurare ma invoglierebbe gli autori a replicare approfondendo il loro scritto nel contesto della conversazione dando grande valore al Forum

    Mi ha fatto piacere rivederti sul forum ciao M.

  • daveross

    Barnard, Chapeau.

    Soprattutto la lista finale. Sarebbe un ‘blueprint’ (a dirla nel loro gergo) per un azione futura.

  • Truman

    Bah! Paolo parla di mille persone contro il resto del mondo (qualcosa come otto miliardi) e tifa per i mille. Un po’ surreale

    Direi che, esattamente all’opposto di ciò che dice Paolo, la situazione comincia ad essere disperata per i mille, perchè basta uno su un milione degli altri che cominci a darsi da fare, e loro sono fottuti.

  • marco76

    Forse dimenticate una cosa importante, voi che sempre criticate Barnard…Paolo critica pesantemente la sterilità del popolo…leggetevi tutti i suoi articoli nel suo sito…Ci ha raccontato chi è il potere, ci ha detto quello che questo potere ha fatto e farà, e soprattutto ci ha detto come il potere ci ha trasformato in persone dalla mente offuscata e dalla voglia di combattere per i nostri diritti pari allo zero…Senza dimenticare uno dei suoi primi scritti in cui diceva che se noi persone normali non ci mettiamo in testa di dover rinunciare a molte delle cose inutili che ci circondano ( che ci fanno credere abilmente invece indispensabili ) e a cambiare stile di vita, il mondo mai prenderà la giusta piega… In quanto al come reagire, non mi sembra ( rivolto soprattutto ad amensa ) non dica la sua, anzi…Che poi la sua teoria di una nazione dove lo Stato funzioni come deve, con la piena occupazione ecc… possa presentare delle parti sbagliati e da vedere, almeno qualcuno che propone qualcosa c’è… Credo ci sia parecchio, anzi troppo, astio nei confronti di un giornalista che per dire quello che pensa e le cose come stanno, ha sbattuto la porta in faccia a una carriera sicura e ben retribuita…Poi però si fanno le raccolte firme per personaggi stile Travaglio & C. che straguadagnano per riempire l’etere di aria fritta… Incredibile

  • tania

    Mikaela capisco che il mio invito ad un dibattito pubblico ( almeno qui ) fosse fuori luogo : hai ragione che le gogne pubbliche sono inutili . Non capisco quindi perché tu voglia farne una contro Giulietto Chiesa che non mi interessa ne difendere ne attaccare . E quindi , seguendo il tuo ragionamento , fosse anche contro il conservatore neoliberista Marco Travaglio , le gogne pubbliche rimangono inutili . E aggiungo , con tutto il rispetto per tutti , che di divulgatori dei danni della globalizzazione neoliberista ce ne sono, per fortuna , tanti. Ovviamente non hanno pubblicità e anche se sono tanti è come se fossero pochissimi , ma per fortuna Paolo Barnard è non solo in numerosa ma anche in buonissima compagnia nella critica a questo sistema , o “TheMachine” come lo chiama lui .

    Mi interessa solo ribadire i contenuti , che sono quelli che ho detto sopra .. “schiavi di tutto il mondo unitevi” ( uso uno slogan per essere breve ) e a-crescita fattibile e doverasa in un sistema dove gli assi portanti dell’economia siano sotto una trasparente sovranità pubblica . Per quanto riguarda il Trattato di Lisbona , anche lui rientra in TheMachine .. e anche lui cadrebbe nel giro di un saluto se lo schiavo europeo , africano , messicano e vietnamita fossero uniti

    ciao

  • mikaela

    Se mi sono inserita nella vostra conversazione a due non e’ stato per buttare qualcuno nella gogna mediatica,ne tantomeno mi e’ sembrato tale il tuo post.
    Alla tua domanda aveva gia’ risposto ampiamente l’altro utente
    Zasna-zan quindi a me e’ sembrato che a voi due era sfuggito un particolare importantissimo che da 10 anni ha questa parte ha cambiato la vita di noi europei’ Il trattato di Lisbona( e’ vero era inteso in “The machine” ma non ci avevo pensato) e ho voluto evidenziarlo.
    Io non ho nominato nessuno.
    Se ho fatto il ritratto del percorso di un giornalista di Sinistra e’ solo perche’ tu hai detto che sei di sinistra e se tu in questo ritratto ci rivedi Giulietto Chiesa buon per te, perlomeno sai quanto valgono le informazioni passate al popolo dai giornalisti di sinistra che anziche’riempire il vuoto che ha lasciato Barnard visto che avevano il microfono e i giornalia si sono dedicati solo all’aria fritta.
    Mi fa un certo effetto sentirmi dire da una che si colloca a sinistra
    “le gogne pubbliche sono inutili” Hai ragione.
    La sinistra italiana (e io non sono di destra) ha fatto della gogna mediatica a Berlusconi la unica opposizione al suo governo.
    Quando dici che Paolo Barnard non e’ il solo ma e’ in compagnia a tanti bravi volenterosi informatori anche qui ti do ragione pero’ devi ammettere che Barnard e’ un giornalista non un Bloger,(professore o avvocato con il pallino della penna) era in prima serata in televisione, (dopo una lunga gavetto nei giornali di sinistra) quella televisione di sinistra che si supponeva doveva essere al fianco dei cittadini piu’ deboli e ignari.
    E poi un bel giorno dalla prima serata ce lo ritroviamo a scrivere sulla sua Pagina Web
    Fatto Fuori dalla sinistra e dal grande potere con cui la sinistra va a bracceto.
    Non che la destra non ci vada, fatte alcune eccezioni che veramente dovevano salvare i palesi interessi nazionali ecco che ci ritroviamo la sinistra che l’attacca(appoggiando cosi’ l’altra desta italiana quella di Travaglio) ma non potendo dire niente che dia fastidio al grande potere l’unica cosa a cui si attacca sono cose personali di Berlusconi che non portano alla risoluzione dei veri problemi che ci hanno distrutti.Ciao

  • tania

    va bene … solo una cosa : quelli di cui parli non è sinistra .. l’antiberlusconismo sono argomenti da PD , IDV , Travaglio , Santoro , Saviano ecc ecc.. che sono di sinistra come M.Thatcher . Ciao

  • Georgejefferson

    di fronte a persone che si indignano se gli butti verita in faccia..si indignano perche gli smonti la superficialita dell anima sua bella…persone che di fronte all evidenza interpretano i dati come attacco alla sua coscienza e rispondono:il paradiso e’nei cieli…a cosa serve l’informazione?essa vera e sacrosanta conta poco senza l’accrescimento culturale della gente…il sistema ostacola perennemente questa evoluzione della cultura personale