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QUEL FENOMENO DI GRILLO: DENTRO O FUORI IL SISTEMA ?

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

Occorre dirlo per prima cosa, per evitare qualsiasi ambiguità o fraintendimento: Beppe Grillo non è
bravo, è fenomenale. E non parliamo del comico, che può piacere o meno, ma proprio del politico.
Di più, del lato strategico del politico. Essere riuscito a fare quello che ha fatto e quello che con
molta probabilità riuscirà a fare, all’interno del blocco (finto) democratico e mediatico attuale che è
in regime sul nostro Paese significa avere veramente qualcosa in più.

Grillo è addirittura eccezionale nell’uso della comunicazione e nell’utilizzo dei media, in primo
luogo della televisione, che riesce a piegare alle sue necessità senza frequentarla direttamente ed è
bravissimo dal punto di vista organizzativo. Lui o in ogni caso lo staff che, a tale scopo, ha attorno. E chiariamoci subito anche dal punto di vista della querelle Casaleggio: chiunque egli sia, se
dobbiamo valutare la parte strategica, organizzativa e di marketing, tutto l’eutourage di Grillo può
ragionevolmente dare la paga alla più costosa macchina da guerra elettorale statunitense che si sia
mai vista. E recentemente, in quelle che sono state le elezioni democratiche Usa più costose della
storia di quel Paese, è cosa che deve renderci orgogliosi proprio come italiani. Provasse chiunque
altro, con i mezzi economici e con il materiale umano italiano a realizzare quello che ha fatto
Grillo.

Altra premessa indispensabile: il fenomeno Grillo è oggi quanto di più entusiasmante vi possa
essere nel raccontare i fatti di politica interna del nostro Paese. Come ci ha detto Massimo Fini,
«oggi non parlare di Grillo, per un giornalista, non solo è un errore, ma significa proprio non
saper fare il proprio mestiere».

Detto questo, così come abbiamo fatto sin da quando è nato questo giornale – verificare in archivio,
please – continuiamo a parlarne proprio perché dal punto di vista giornalistico e dei fatti di politica
interna si tratta certamente di una novità assoluta pari, forse, solo a quella di Berlusconi subito dopo
Tangentopoli. Se allora c’era il Cavaliere a correre per convincere gli italiani e oggi, al di là di un
ennesimo fallimento totale della nostra classe politica, c’è una persona come Beppe Grillo e il suo
MoVimento 5 Stelle, vorrà pur dire qualcosa. Anzi, è già più di qualcosa. È molto.

Spezziamo una lancia a favore di Grillo anche, e lo facciamo subito, su uno dei temi di attualità,
inerenti il suo movimento, che la maggior parte dei commentatori e anche purtroppo di alcuni suoi
“attivisti” ha invece inteso nel senso più sbagliato possibile: la presunta poca democrazia esistente
all’interno del suo nuovo partito. Ebbene, la evidente guida autoritaria del MoVimento 5 Stelle da
parte di Beppe Grillo (altro che democrazia, suvvia) è quanto di meglio vi possa essere allo stadio
attuale della cosa. Di più, è quanto di meglio possa sperare anche l’ultimo dei simpatizzanti di
questo nuovo partito: il fatto che sia Grillo a decidere delle cose più rilevanti, lasciando alla base
una ampia libertà di azione su cose di minore conto, come la gestione locale, e invece decidendo in
prima persona sugli aspetti più spinosi e pericolosi di un soggetto in via di formazione come questo,
è il migliore scudo che si possa sperare per chi abbia a cuore le sorti di questa nuova realtà.
Che un movimento del genere, almeno nelle sue fasi iniziali, debba essere condotto con stretta
osservanza gerarchica è il migliore antidoto ai mali di crescita che una cosa del genere porta sempre
con sé. Ad esempio ai facili errori di inesperienza, cui va incontro chiunque, soprattutto in un
mondo di squali politici e mediatici asserviti come il nostro, e ai tentativi di infiltrazione, che da che
mondo è mondo sono una delle tecniche più efficaci per sabotare una cosa del genere. Gli attivisti
di Grillo che gridano alla poca democrazia interna dovrebbero invece baciare la strada dove
cammina il proprio leader. L’eccellenza è nelle minoranze, come è ovvio, non nelle maggioranze. E
non vi può essere, se non a livello locale e in modo diretto, come pure lascia giustamente fare
Grillo, una democrazia totale sulle decisioni più importanti da prendere. Altrimenti vincerebbero i
numeri. E i grandi numeri sono composti da mediocrità.
Ad ogni diktat di Grillo, ad esempio quello sulla partecipazione televisiva ai talk show, oppure
quello sui requisiti minimi per potersi candidare, i grillini dovrebbero ergere un monumento sulle
colline genovesi e di tutta Italia.

Per dirla in altre parole: in questa fase, se c’è una possibilità di riuscita in una operazione come
questa, ebbene essa non può prescindere dalla gestione verticistica del partito. Chi non lo capisce,
appunto, fa parte di quella massa che andrebbe docilmente a farsi sbranare da chi – Presidente del
Senato stesso, ovvero Schifani, in testa, che ha detto di voler cambiare la legge elettorale per evitare
di far arrivare il partito di Grillo all’80% – ha tutto l’interesse (proprio) a che il tentativo fallisca.

Endorsement per Beppe Grillo? Niente affatto. Perché detto tutto il meglio, in modo convinto, della
sua esperienza, onestà intellettuale vuole che, soprattutto a questo punto, ora che il suo partito punta
(giustamente) al Parlamento, ci si debba interrogare se è adatto a concorrere per la gestione centrale
dello Stato.

E qui arrivano le note dolenti. Non definitive, ma certamente allarmanti.

Intanto, prima considerazione: Grillo ha deciso di combattere il sistema dal suo interno. Essendone
un corpo estraneo, ed esterno, ha comunque deciso di infiltrarsi al suo interno per provare a
cambiarne le regole, invece che puntare a testa bassa a raderlo al suolo. Al di là di come la si pensi,
e in questo caso la nostra opinione è irrilevante, si tratta di una scelta. E questa, con le sue
implicazioni, va valutata.

Scegliere di battersi in questo modo infatti mette in guardia sui possibili problemi. Il primo, quello
di come entrare, pare già ampiamente superato: bontà sua e dei suoi attivisti, e manifesta incapacità
della classe politica attuale, Grillo sta spopolando. Ed è una marea montante. Proveranno in tutti i
modi a evitare il suo ingresso in massa al Parlamento ma non ci riusciranno. Allo stato attuale della
politica interna, appare che ogni mossa tra quelle messe in atto dai pachidermi di un tempo si ritorca
regolarmente contro di essi. Grillo entrerà in Parlamento.
E da lì, come si dovrebbe, il suo partito dovrà cercare nella peggiore delle ipotesi di fare
opposizione strenua ai vecchi partiti, e nella migliore – sperata anche da queste parti – di indirizzare
il Paese verso una nuova politica.

La domanda da porsi, per poter avere una opinione in merito alla scelta di Grillo di combattere il
sistema dall’interno invece di tentare di raderlo al suolo è la seguente: siamo, al momento, in una
situazione dove ancora qualcosa si può salvare oppure no? In altre parole, per cambiare la
situazione, basta ancora cercare di cambiarne le regole oppure siamo nella fase in cui andrebbe del
tutto rovesciato? Perché delle due l’una: se si capisce che qui siamo alla fine di un mondo, di un
modello di sviluppo e di tutti i suoi derivati (pseudo-filosofici, come il mercatismo, economici,
come la finanziariazzazione, etici, come la supremazia dell’individualismo sul comunitarismo,
ecologici, come la cecità del continuare a consumare sino alla fine delle risorse, e morali, come il
continuo sfruttamento dei quattro quinti del territorio e soprattutto delle popolazioni del mondo a
discapito di tutto il resto) allora non ci sono alternative: ciò che c’è va spazzato via con una vera
rivoluzione. Armata e cruenta. Altrimenti, se si pensa di poter cambiare regola per regola,
emendamento per emendamento, una impalcatura che sta crollando nel suo insieme, allora va bene
la scelta fatta dal movimento di Grillo. La nostra opinione è nota ed è inutile ribadirla.

Ma torniamo a Grillo e al suo ingresso al Parlamento, per la politica nazionale.

La politica, anzi, il Politico – e la P maiuscola in questo caso è d’obbligo – implica l’avere in mente
un obiettivo. Che a livello nazionale non può essere solo di gestione della cosa pubblica. La
diciamo semplice: implica avere una visione del mondo, una volontà e quindi una capacità
strategica e tattica per individuare la direzione da prendere e dunque percorrere le tappe necessarie
per raggiungerla.

Qui, il partito di Grillo, appare del tutto impreparato. Il cardine della sua nascita, crescita e attività è
stato quello doppio della correttezza morale (nessun condannato in Parlamento, nessuna corruzione,
buona gestione della cosa pubblica) e dello spazzare via le vecchie, logore, corrotte, nauseabonde e
incapaci classi politiche precedenti. Questo è il suo piano. E non è affatto poco, anzi. Basterebbe
questo per votarlo? Può darsi. A guardare intorno, infatti, non si vede (quasi) altro. Cosa diversa
sarebbe se si riuscisse, una volta nella vita, a vedere messe d’accordo le ali estreme extra
parlamentari, a sfondo unanime sociale, ma aspettare tale evento equivale, ormai lo si può dire, a
condannarsi a non vederlo mai. Per ora invece questo offre il convento: il vecchio, e quando
diciamo vecchio includiamo anche tutti i matteorenzi dell’ultima ora, beninteso, oppure il nuovo e –
per ora – il diverso: Grillo.

Ma politica di Stato è cosa differente rispetto alle battaglie sul territorio, nello specifico e nel
particulare caso per caso. È cosa molto differente dalla gestione comunale, provinciale o regionale.
È, appunto, affare di Stato. Di uno Stato che oggi è insito in un Continente indefinito come l’Europa
– o definito solo finanziariamente da chi ne è a capo – e soprattutto in un mondo dal quale non può
prescindere. A livello di Stato, di Nazione, non conta nulla decidere come gestire un semaforo
comunale, conta come rapportarsi alla realtà globale nella quale si agisce, conta se accettare od
ostare a pressioni che arrivano da fuori. Conta avere, appunto, una idea di nazione e di mondo, e
sinteticamente rispondere alle domande ulteriori, strategiche, “superiori”, relative ai temi di fondo
(e fondanti) di qualunque soggetto nazionale all’interno di questo mondo. Sono domande che
abbiamo posto a Beppe Grillo, indirettamente, visto che direttamente non se le lascia porre, più e
più volte, proprio da questo giornale e alle quali Grillo non ha mai risposto. Sovranità, moneta,
modello di sistema, rapporti con l’Europa, con la finanza e insomma non sono una novità per chi ci
legge da tempo.

Grillo non ha risposto perché forse non ne ha idea. Diciamo forse, perché in un angolino della
nostra coscienza c’è invece la speranza che abbia le idee chiare su questi punti cardine, e che magari
aspetti ancora per tirarle fuori. Di certo, però, non le ha il suo partito. Il MoVimento 5 Stelle – e
questo Grillo lo sa benissimo, ne siamo certi – è del tutto privo di quella cultura politica e filosofica
che è invece necessaria a un partito che si proponga di guidare una nazione.

Tempo addietro Grillo aveva chiamato a sé, quanto meno come testimonianza, intellettuali di varia
natura, ma tutti dotati dell’eccellenza di pensiero all’interno dei propri campi di indagine. Maurizio
Pallante, Giulietto Chiesa, Massimo Fini, tra gli altri. E anche quel genio di Bergonzoni. Voleva
significare la volontà di coagulare attorno al movimento, e poi farli diventare pensiero portante, la
decrescita, la geopolitica verso est e non verso gli Usa, il ritorno dell’uomo al centro rispetto
all’economia e il ritorno dell’arte e dell’eccellenza vissuti per quello che dovrebbero essere? Forse.
All’epoca forse significava questo. Ma poi, in tal senso, non vi è stato più nulla. E per ora –
sottolineiamo, con un velo di speranza, per ora – è così. Il che è terribile, perché se l’unica forza che appare davvero in grado di scardinare il vecchio e putrido esistente politico del nostro Paese va all’arrembaggio e riesce ad abbordare e a sconfiggerlo, ma arriva sul cassero senza le capacità giuste per poter governare la nave, e facile auspicare che stiamo andando incontro all’ennesima delusione.

Diciamolo chiaramente: al MoVimento 5 Stelle manca la classe dirigente, perché mancano le idee
da “dirigere”, perché, in definitiva, manca il pensiero intellettuale da far diventare Politico. E sino a
che non si doterà di questo, potrà sì governare bene a livello locale, e potrà probabilmente arrivare
anche a governare a livello centrale. Ma senza una Politica da attuare. E gli esiti, in tal senso, sono
facilmente immaginabili.

Votare oggi per Grillo equivale dunque ad aver scelto di combattere il sistema dal suo interno.
Equivale certamente alla volontà di spazzare via la vecchia politica del nostro Paese – il che è già
molto, lo ribadiamo – ma riguardo ai grandi temi della nostra epoca, equivale anche a firmare a
Grillo e al suo partito una fiducia in bianco. A votare un programma politico che sui temi veramente
importanti non esiste. Che è tutto da scrivere. Il che si potrebbe anche accettare, beninteso, ma
sarebbe necessario almeno sapere attorno a quali pensieri, a quale visione del mondo (più
semplicemente: a quali testi, a quali autori, a quali intellettuali) si andrà a cercare di formularlo.
Perché se ci si deve affidare alle federichesalsi che abbiamo visto in televisione e poi a indispettirsi presuntuosamente per essere state richiamate giustamente all’ordine, ebbene decidere di votarlo o no, il partito di Grillo, a livello di elezioni Politiche, non sembra neanche una domanda da porsi.

Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
novembre 2012

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

La Voce del Ribelle è un mensile – registrato presso il Tribunale di Roma,
autorizzazione N° 316 del 18 settembre 2008 – edito da Maxangelo
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Pubblicato da Davide

  • Giancarlo54

    Articolo perfetto che riussume tutti i dubbi verso il M5S. Alla fine l’articolista si pone la domanda che tutti, anche il sottoscritto, si fanno: che fare? Votare Grillo firmandogli un assegno in bianco ed in caso di quasi sicuro fallimento, perdere ancora tempo? O non votare nessuno e sperare che sorga un soggetto, in un futuro si spera il meno lontano possibile, politicamente votabile?
    Votare o non votare? Questo è il problema.

  • Vocenellanotte

    Certamente è si da votare il M5S (e non Grillo come il buona fede ci vuole far credere l’articolo). E’ l’unica rottura col sistema ancora possibile senza traumi, né morti o feriti per le strade, aggressioni e disordini dappertutto. E credo che all’estero la cosa sia vista silenziosamente con favore per fare fuori una classe politica impresentabile per un Paese con una tradizione civile, peggio della Grecia e Portogallo. Chi invece vuole credere ancora nei Bersani, Renzi (vomito), Berlusconi, Casini, o addirittura sperare nella Divina Provvidenza, o nel tanto peggio, tanto meglio, non glielo si può impedire. Sarà un modo per perpetuare lo status quo e poi lamentarsi che nessuno capisce niente.

  • Hamelin

    Ottimo articolo che centra in pieno la questione Grillo e M5S .
    Personalmente io non firmo assegni in bianco a nessuno e a sta tornata non faro’ neanche la fatica di andare al seggio per riempire la scheda di insulti come al solito.
    Il disgusto per questo “Parastato” di corrotti che vessa lo “Stato” dei cittadini onesti che manda avanti la baracca è andato troppo oltre…

  • Saysana

    Dando per appurato che tutta l’attuale classe politica si deve togliere di mezzo ed esser eventualmente perseguita a norma di legge (se non c’e’ si fara’) visto i risultati ottenuti finora, non capisco dove si voglia arrivare con il ragionamento di questo articolo.

    Se tutti gli ‘intellettuali”, cosi’ capaci di portare questo paese verso un radioso futuro, vogliono partecipare alla rinascita dell’Italia non hanno che da iscriversi al M5S e dare il loro contributo pubblicamente, personalmente e fisicamente.
    Non conosco certamente io il nome di tutti gli iscritti nel M5S ma non mi risulta che nessun “intellettuale” sia tra quei nomi o, almeno, nessuno ha fatto outing a parte alcune indicazioni di voto.

    Detto questo mi pare che Grillo ed il M5S abbiano gia’ fatto parlare innumerevoli volte “intellettuali” e “tecnici” su vari argomenti tattati, quelli non valgono nulla?

    Se non c’e’ esperienza ce la si fara’ e nel frattempo bisognera’ affidarsi al consiglio di gente capace e fidata.

    Per come la vedo io il M5S e’ l’unica possibilita’ (senza certezze) di uscire (lentamente e con dolore) dallo schifo di situazione in cui si trova l’Italia e gli italiani e chissa’ magari dare anche un esempio positivo, una volta tanto, al resto del mondo.

    Altrimenti credo convenga cominciare a grattare il fondo e fare un bel buco.

  • haward

    Condivisibile e ponderato. Il tempo ci dirà quale sia il progetto che sta alla base di questa riuscita operazione di marketing politico, sicuramente elaborato e realizzato, almeno fino a questo punto, con scaltrezza e conoscenza del “mercato”. Personalmente non mi fido per niente e non andrò a votare.

  • oriundo2006

    Sintetizzo: la pars destruens c’è, la pars construens assai meno. La prima appare l’unica democraticamente realizzabile, sia nel senso che propone un’uscita non violenta dall’attuale melma, sia nel senso che fallito questo tentativo si farà avanti irrimediabilmente quella lacrime e sangue. La seconda non c’è perchè gli intellettuali sono assenti. Questa è una vecchia idea del ‘melting pot’ ‘materialista’, spacciata come ‘cassetta degli attrezzi’ intellettuale in mano alle ‘avanguardie’, che costoro per scelta divina ( dovendosi redimere dalle colpe di classe ) debbano fare le mosche cocchiere di movimenti e masse altrimenti amorfe ed immature. Lezione che era già estremamente ‘datata’ anni fa e che oggi è ridicola. La pars construens non c’è perchè non ha da essere: il Movimento 5 Stelle ha solo da liberare il campo e basta. Questo è il suo compito assegnatogli da mentori e consiglieri occulti del Movimento, menti raffinate che altre non vogliono tra i piedi a discutere quanto è già stato deciso. G. è il loro ventriloquo a comando, abile ad imbonire le folle con le sue trovate spesso da bar dello sport, sbracciate e volgari q.b. a suscitare l’applauso e il consenso ‘facile’. Dunque, la pars construens non c’è oggi e può essere , anzi senz’altro è così, che appaia domani ma mutato il suo sembiante, e non più in vesti ‘democratiche’ e caciarone ( ‘populiste’ secondo l’epiteto del lucratore dei biglietti aerei gratis ). Indizio è la ritrosia del programma sui ‘problemi forti’ oggi sul tappeto, il primo ad esempio sull’organizzazione dello stato e la sua collocazione internazionale ( dove spesso non potendo o volendo dire la verità si preferisce il delirio sulla ‘rete’ colle sue virtù taumaturgiche ). Ultimo commento: che dire dei grillini, il grande assente dei dibattiti politici incentrati tutti sul ruolo carismatico’ del loro capo, che i nostalgici del rapporto capo-masse vedono con malcelata invidia. Ebbene, sono inconsistenti e assolutamente incapaci di agire ‘sponte propria’. Non possono e non debbono ‘apparire’ non tanto per non togliere vanto al capo ma proprio perchè non è previsto dalla pianificazione a tavolino del movimento che abbiano capacità d’agire autonoma. Oltretutto non a caso sono giovani e giovanissimi inesperti e zittibili a volontà ( proprio per questo sono scelti ). Morale: votiamo G. come ‘scopun del cess’, se proprio ci crediamo, ma stiamo attenti, perchè sparito lui – chè al buon momento sarà costretto colle buone o cattive a calare il sipario ( vedasi B. e le sue recenti ‘esternazioni’ rapidamente messe a tacere in un clima di ricatti e segreti inconfessabili ) – è ben facile che le ‘lacrime e sangue’ ci vedranno non attori ma utenti finali.

  • Cataldo

    Siamo alle solite, l’analisi è monca, non arriva a tirare le conseguenze della prima parte, pur positiva, e si perde.

    Il fatto che Grillo ed il M5S non abbia un programma politico, ma solo una serie di idee plausibili per risolvere problemi circoscritti nello spazio e nel tempo, è insito nella sua stessa natura, analizzata per bene nella prima parte dell’articolo . Il fatto che non vi sia un quadro generale, una “visione” dietro o dentro il movimento è puramente strumentale come tutto il resto. In altri termini il successo del movimento non sarebbe mai stato possibile se avesse avuto un “programma” articolato. Questo è insito nella natura stessa della situazione italiana, dove la realtà è costruita attraverso la soppressione sistematica della verità, in modi che è impossibile combattere frontalmente, l’unico programma reale è stato ed è, per il M5S, dare l’idea di partecipare al gioco, stante che il resto della politica ha visto solo vent’anni di cooptazione dei peggiori, manipolati da un pugno di higlander parlamentari coerenti alla loro sopravvivenza come gruppi di potere. Il successo di Grillo e del movimento è tutto nella prospettiva di partecipazione, nella sua offerta di esistenza politica ad una serie di rappresentazioni e di esigenze che tutto il resto della politica non calcola nemmeno da una generazione intera.
    Questo stato di fatto non è superabile nel breve, e di per se non costituisce un ostacolo alla crescita del movimento, si inserisce in una prospettiva di ricostruzione della politica che non avrà tempi brevi, è una fase molto embrionale. Del resto in tutto l’occidente non esistono forze politiche organizzate e rappresentative che abbiano una visione dei problemi tale da garantire offerte politiche coerenti, in grado di influenzare positivamente la realtà aggredendo in modo strutturale i problemi presenti.

  • redme

    Mumble mumble…sarà troppo o troppo poco?…ci vorrebbe un partito estraneo al palazzo però dotato di classe dirigente, cioè politici di mestiere,…cambiare dall’interno non si può ma la Rivoluzione sporca molto…che fare?…io intanto non voto così posso continuare a fare il chiacchierone online.

  • Cataldo

    Non commento gli altri punti, forse troppo triturati dalla sintesi 🙂 ma uno si: quando Grillo dice che non bisogna andare in tv non è per evitare che crescano le personalità dei sotto leader o leaderini in proprio, ma è per un aspetto centrale di tutta l’operazione comunicativa messa in piedi; andando in tv si legittimano come reali e plausibili le minchiate dei vari talk show, un errore bestiale, madornale, che contraddice la possibilità di riuscita del movimento alla radice. Se si accetta la partecipazione al circo tv si finirà per esserne metabolizzati e triturati, tutto qui, mentre evitando di dare legittimazione, in tutte le forme anche le più becere, si incrementa il differenziale di comunicazione e si evita di finire preda dell’entropia mass mediatica. Se la sinistra avesse voluto risolvere il problema di B. sarebbe bastato adottare forme simili di delegittimazione degli strumenti mediatici occupati dalla capa di pezza berlusconiana, ma, come oggi sanno anche i più decerebrati, la sinistra non era alternativa a B.

  • nuvolenelcielo

    Io ho criticato più volte l’ignoranza del non-programma di Grillo, in particolare riguardo all’economia. Ma sto cominciando a pensare che forse la cosa è GENIALE: sostituire la classe dirigente in blocco (con giovani sicuramente per la maggior parte in buona fede e onesti), spostando l’attenzione dalle scelte politiche, al sistema di rappresentanza, andando verso una concezione di democrazia diretta gestita da un sistema “pulito”. Quindi mettere le scelte politiche in secondo piano, affrontandole man mano che si presentano… Limitandosi per adesso a focalizzare l’attenzione su cose su cui tutti sono d’accordo (onestà, trasparenza, modernità). Forse è la vera mossa RIVOLUZIONARIA, o l’unica mossa rivoluzionaria possibile. Ed è una mossa che lascia alle spalle le vecchie divisioni ideologiche destra-sinistra – il Divide et Impera è sempre stata l’arma usata dalle elite per sviare l’attenzione e governare invisibile e indisturbata.

  • rebel69

    Certo che questi del NED non pisciano mica dal culo!

  • Primadellesabbie

    Va da se che le cose stiano cosí, anche per quanto riguarda la sua risposta precedente.

    Se fossi in Grillo eviterei di prendere bevande che mi venissero offerte da un minuto dopo le elezioni, sopratutto caffè. Visto l’ambientino.

  • Aironeblu

    Lo Monaco, un articolo che parte molto bene ma scade nella retorica della banalità come quasi ogni articolo che affronti il fenomeno Grillo.

    Domanda: perchè ultimamente pullulano ovunque interventi come questo, che si pongono legittimi dubbi sul programma politico di Grillo e nessuno prende in esame nemmeno lontanamente i programmi politici di quella che è la vecchia e canonica casta politica che ci ha disastrosamente governato fino a oggi? Che programmi hanno gente come Bersani, Casini, Alfano? Tengo ad aggiungere qualche considerazione che potrebbe essere d’aiuto per esprimere conclusioni più consapevoie di quelle riportate da Lo Monaco:

    – Beppe Grillo non è un prodotto del sistema, poichè sono almeno 20 anni che si occupa e promuove i temi di fondo che caratterizzano la sua linea politica, senza finanziamenti e senza altri mezzi che la comunicaziome diretta con i cittadini, prima nelle piazze italiane, e poi in quella virtuale del suo forum: non si tratta di un’operazione di marketing sponsorizzata Casaleggio stile Berlusconi, Obama, o Renzi

    – Dire che Beppe Grillo ha optato per combattere il sistema dal suo interno invece di volerlo radere al suolo come farebbe una sanguinosa rivoluzione è una fesseria degna di un troglodita armato di clava che trascina una donna per i capelli. Ogni sanguinosa rivoluzione nella storia altro non è stata che un grande inganno con cui gruppi di potere si sono serviti del popolo per spodestare altri gruppi di potere, prima tra tutte la rivoluzione francese. Con un po’ meno miopia si potrebbe capire anzi come Grillo sia al contrario l’unico personaggio pubblico con un minimo di risonanza mediatica che la rivoluzione la sta facendo davvero, ma la rivoluzione quella vera, quella della coscienza, e come stia radendo al suolo la vecchia casta politica semplicemente con le armi dell’intelletto piuttosto che con inutili e strumentalizzati scontri in piazza.

    – Dire che Grillo non abbia una solida visione del mondo che sappia orientare le varie scelte a livello politico nazionale vuol dire criticare Grillo senza avere mai ascoltato un suo discorso. Su youtube ce ne sono migliaia, in cui si parla dei poteri forti che stanno distruggendo il paese, di signoraggio, del nostro debito nelle mani di Deutsche Bank, Paribas e Banca di Londra, della necessità di uscita immediata dall’euro (da sancire però con un referendum, come democrazia comanda, e come ha comandato per nucleare e acqua pubblica), e, soprattutto, della necessità di rivoluzionare il paradigma economico del capitalismo iperproduttivo e consumista che ci ha accompagnato negli ultimi duecento anni di storia, e che oggi ha segnato la fine del suo futuro, per investire le risorse nazionali in sviluppo umano, sviluppo tecnologico, sviluppo economico decentrato, energia rinnovabile e accesso all’informazione. Basterebbe uno solo di questi punti come linea guida per orientare le politiche nazionali, ma forse Lo Monaco ascolta solo se la chiamiamo Green Economy e lo facciamo dire da Obama?

    – dire infine che votare Grillo è come dargli fiducia in bianco e votare un programma politico che sui temi veramente importanti non esiste, è il corollario finale di un’analisi superficiale di chi evidentemente i temi importanti non ha idea di cosa siano, e magari si trova disorientato di fronte a chi non parla di costruire TAV, Ponti sullo Stretto di Messina, nuovo cemento, l’Aquila 2, City Life, inceneritori e centrali nucleari, tra un appoggio statale alla FIAT che adesso ringrazia e leva le tende, una tangente da Impregilo e qualche nuova privatizzazione, il tutto portando il nostro debito pubblico a 2.000 miliardi. Sono questi i programmi politici che vorrebbe Lo Monaco?

    Concludo precisando che non faccio parte del M5S, ma che lo giudico esternamente ed obbiettivamente, informandomi per quanto possibile e verificando. Io personalmente lo voterò alle prossime elezioni, rinunciando al piacere del vaff… sulla scheda, che farebbe solo il gioco dei vecchi avvoltoi (che hanno già dichiarato di poter governare benissimo anche col voto di soli 4 italiani), o ancora peggio, dei nuovi rapaci mondialisti tramite il loro amministratore delegato Mario Monti.

    E invito chiunque continui ad essere scettico verso il “fenomeno” Grillo, sulla scia dei Lo Monaco di turno (che a dire il vero è tra quelli con la mano più leggera nel nuovo sport mediatico internazionale della caccia al Grillo Parlante), ad aprire youtube e ad ascoltare uno qualunque dei comizi o degli spettacoli di Grillo, che peraltro sono molto piacevoli e divertenti da seguire. E poi si giudichi.

  • Aironeblu

    Finalmente qualcuno che riesce a comprendere la portata della vera rivoluzione iniziata da Grillo, che è un po’ più avanti di quella proposta da Lo Monaco, con stormi di studenti che vanno a farsi manganellare in piazza (e col c… che ci va lui!)

  • ProjectCivilization
  • karson

    Mi hai tolto le parole da bocca.. d’accordo con te al 100%

  • sandman972

    Ogni volta che leggo un articolo come questo, mi viene da fare sempre la stessa domanda: qual’è veramente l’alternativa ora come ora?

    Perchè dall’articolo (ben scritto, peraltro) pare di capire che le due alternative per il buon Lo Monaco siano due: o votare M5S (e sperare che cambi qualcosa) o NON votare (e sperare che prima o poi non votando emerga una forza (!) che incarni l’ideale positivo del partito politico).

    Beh, ho una notizia per Lo Monaco…negli USA il 70-75% della gente si astiene dall’andare alle urne, ma nonostante tutto quelli che vanno a votare devono decidere tra due teste di vitello clonate che nella migliore delle ipotesi sono assassini di innocenti, nella peggiore assassini di innocenti con meno sorrisi. E’ emerso qualche partito/movimento/forza diversa che aspiri al cambiamento? Naaaa! Anzi, meno gente va al voto, più è facile controllarla.

    Ribadisco la mia idea: qui ci vuole un segnale, far capire che la gente si è rotta delle solite facce e si è stancata delle panzane. Ed ora come ora il solo movimento che catalizza sufficiente consenso è il M5S. Il resto è solo aria fritta.

  • Ercole

    Il M5S e l,ultima barriera che protegge lo stato borghese,noi proletari dobbiamo continuare a costruire il nostro esercito , per l,assalto ai padroni,dobbiamo con calma continuare ad apprendere l,arte della guerra.la lotta di classe non ha frontiere, o vinciamo internazionalmente, o perdiamo patriotticamente.

  • oriundo2006

    Mah, mi sembra non troppo convincente quello che dici: altrove su CDC un intervento ha messo in chiaro che se ti candidi al governo del paese DEVI informarne i cittadini, che hanno il DIRITTO di sapere il perchè del percome: programma, finalità, organizzazione, ecc. attraverso un mezzo aperto a tutti. Del resto se oggi si fanno le primarie in ogni dove è proprio per rispondere al desiderio di partecipazione dei cittadini. E G. invece: da un lato si fonda proprio su questo desiderio, dall’altro lo elude sapientemente, non indicendo un fico secco di niente ( per ora ) ma neppure partecipando ad un DIBATTITO VERO E PROPRIO E NON AD UN MONOLOGO. Guarda che questa è una strategia mediatica studiata a tavolino per ‘catturare’ il ‘voto fluttuante’ nella assoluta vaghezza di propositi e sopratutto dei MODI DI RAGGIUNGERLI. Gli altri partiti lo fanno, e spesso sono oggetto di attacchi mediatici veri e propri anche se per avventura dicono delle cose ‘giuste’, anche se nessuno se li fila tranne a sinistra, chè lì la ricetta è già pronta: patrimoniale ( id est salasso secentesco in corpore vili: se poi il paziente crepa cha famo ? annamo a magnà da Bersani ? ).

  • Denisio

    Non so perchè ma sono arrivato alle tue stesse conclusioni con la differenza che io mi sono iscritto, anche se, a dire il vero ho sempre percepito la politica degli anni scorsi e di oggi come cosa “altra”. Un giorno mentre facevo del marketing in uno dei megastore dell’elettronica sono rimasto inebetito vedendo (li dentro) uno comizio in un maxi TV al plasma e ti giuro che non capivo, non riuscivo a realizzare come fosse possibile una cosa del genere, lì nel luogo del consumismo c’era un personaggio con la camicia a quadri che con mirata e improvvisata ironia raccontava alla gente i lati nascosti delle vicende politiche e non solo, ti rimettava con i piedi per terra, ti dava l’idea che quel non luogo aveva qualcosa di terrificante, è stata solo un’impressione, la più forte , da allora ho cercato di criticarlo a fondo ma come dicevo sono giunto alle tue stesse considerazioni

  • nigel

    A me sembra che l’Autore cada in palese contraddizione. Come puo’ esaltarsi parlando delle indubbie qualita’ strategiche di Grillo, in grado di dare la paga alle macchine elettorali d’oltre oceano e non pensare che anche il relativo silenzio riguardo alle vere tematiche in gioco (Europa, Eurofallimento, Debito pubblico, MES, trattati EU, etc ) non faccia parte della stessa strategia tanto elogiata ? Grillo e’ un “animale politico” fenomenale, ha abbracciato tesi care alla Sinistra e alla Destra, ha strizzato l’occhio agli ecologisti, agli elettori della Lega e ai Centri sociali gridando in piazza che il re e’ nudo.
    Grillo non e’ stato molto esplicito riguardo alle vere tematiche, non si e’ presentato da Vespa con il suo gruppo di esperti in Economia perche’ se lo avesse fatto l’intero Mainstream mediatico lo avrebbe attaccato e ridicolizzato con ogni mezzo possibile. Non avendo nessuna intenzione di prestare il fianco ai corifei della distruzione economica del Paese, Grillo ha tuttavia abbondantemente chiarito il suo pensiero, sovrapponibile, almeno nelle grandi linee, a quello degli ” economisti anti- Sistema”. Il programma prende in considerazione un default controllato ( ” io non ho nulla contro l’euro, ma bisogna vedere a chi conviene” e ancora ” io non sono contro l’euro, voglio solo che gli Italiani possano esprimere la propria volontà con un referendum ” e ” meglio un salto nel buio che un suicidio assistito” ), il programma si basa sulla possibilita’ di ricontrattare il debito pubblico l(reiterato apprezzamento del giovane presidente dell’ Ecuador), si basa sulla modifica del sistema bancario ( elogio della rivoluzione silenziosa dell’Islanda, denuncia continua dei Banksters) e SU TUTTE LE TEMATICHE CHE VI SONO CARE. Grillo, su tutte queste cosine, non parla con chiarezza perché sa bene che perderebbe voti… ci sono molti che preferiscono la morte per lento strangolamento…

  • albsorio

    Penso che il M5S sia stato creato come valvola di sfogo. Il movimento 5S è più utile al potere che dovrebbe combattere che alla gente, come i partiti del resto… c’è però qualcosa di diverso dai partiti, è piú “pulito”, anche se non sembra non è monolitico, cioè è popolato da persone “slegate” da Grillo, perchè sono preoccupati i pagliacci del circo, tanto da creare una legge ad hoc per impedire che “governi” da solo? La valvola di sfogo deve sterilizzare la protesta ma questo funziona se M5S resta un partito di minoranza, cioè se non governa :-). Perchè io che sono iscritto ad un partito diverso voterò M5S? Si dice che è meglio il male noto al male ignoto… ma Monti & C. + ABC è un male troppo grande e noto, meglio rischiare su M5S. Poi mi diverte pensare che chi ha ideato il M5S come un petardo bagnato si trovi con un potenziale candelotto di dinamite infilato in c…

  • nigel

    Perderete, credo

  • nigel

    Ogni opinione e’ rispettabile. Personalmente non la condivido

  • nigel

    C’e qualcosa (che non sia la morte) di cui si possa essere matematicamente sicuri ?

  • AlbertoConti

    Se ci fosse un livello di maturità culturale e politica in Italia sufficiente a riempire di contenuti la democrazia diretta e partecipata, ci sarebbero partiti democratici (di fatto, non di nome e basta) che non hanno bisogno di leader, perché avrebbero la forza di autodisciplinarsi. Siamo all’opposto, ignari, ineducati al ragionamento, inconsapevoli, egocentrici, individualisti, litigiosi e incoerenti. Un non-popolo così ha creato Mussolini, che gli è andato bene per vent’anni, come più tardi Berlusconi, con la differenza che il primo pensava a loro, il secondo solo a se stesso e ai suoi amichetti. C’è stata in mezzo la DC, una specie di CL ma molto più “onesta”, con leader del calibro di Fanfani e Moro. Insomma, popolo bue con i leader che si merita, o meglio che si può permettere nelle sue reali condizioni. Il M5S segue questo sogno, ma lasciato a se stesso non durerebbe un mese, perchè la materia prima è ancora grezza, la cultura non è acqua e non si fa in una breve stagione di spettacoli esilaranti. Per fortuna che Grillo c’è, una tabula-rasa politica ma un capo-comico con le palle, sue o di controfigure non importa. E’ il massimo che si possa sperare in questa fase di transizione. Comunque molto meglio della Lega di Bossi, che invece una linea politica ce l’aveva nel dopo-tangentopoli1, una linea politica che più di m… non si può, anch’essa intrisa di ignoranza ma con velleità “idealistiche”. Il rischio di fungere da innoqua falsa valvola di sfogo oggi c’è, come allora, ma anche come nella rivoluzione francese se è per questo. Diciamo che abbiamo una chanches, di crescere una buona volta, forse l’ultima occasione concessa dalla storia.

  • totalrec

    sostituire la classe dirigente in blocco (con giovani sicuramente per la maggior parte in buona fede e onesti), spostando l’attenzione dalle scelte politiche, al sistema di rappresentanza

    E’ appunto questo il motivo per cui il M5S è inutile, nella migliore delle ipotesi, o perfino dannoso, nella peggiore.

    Sono proprio le scelte politiche e gli uomini in grado di compierle che ci mancano da vent’anni. E’ questo il motivo per cui siamo ridotti alla canna del gas. Non ci manca certo la “rappresentanza”. Essa è sempre quella scelta dall’elite politica dominante. E l’elite politica dominante, nei paesi privi di una classe dirigente autoctona, è quella dei grandi centri di potere internazionali (Stati Uniti e Germania, nel nostro caso). Non so in che lingua ripeterlo: non ci serve né pulizia, né “persone oneste”, né raffinati sistemi di rappresentanza. Ci serve una classe politica/dirigente nazionale degna di questo nome, in grado di contrastare i gruppi politici esteri che attualmente ci tengono in pugno, e quindi fornita di una solida base teorica per agire in questa direzione. Proprio ciò che i bimbiminchia di Grillo, con le loro frasi fatte e i loro programmini ricopiati dai biscotti della fortuna, dolosamente o no, stanno facendo di tutto per dissolvere in via definitiva.

    (GF)

  • Ercole

    chi lotta puo anche perdere , chi non lotta ha gia perso….

  • Ercole

    chi lotta puo anche perdere , chi non lotta ha gia perso….

  • albsorio

    ” C’è stata in mezzo la DC, una specie di CL ma molto più “onesta”, con leader del calibro di Fanfani e Moro.”—- mi sembra che manchi qualche nome… meglio dimenticarli 🙂 , Fanfani bho se lo dici tu, io ho seri dubbi.

  • yiliek

    Domanda: che ne pensate del Movimento libera Italia di Bruno Poggi come alternativa del m5s o come suo concorritore in parlamento per liberare un po di culi molli da quelle sedie?

  • Ercole

    carlo marx e il nostro candidato, ma non viene presentato su nessuna lista……..da sempre si e battuto contro il parlamentarismo borghese,sono 150 anni … ce lo diceva che sarebbe finita male ,ed aveva visto giusto, che ne pensate……

  • alvise

    Non conosco tutti i papabili del 5 stelle, ma una persona si, che sarà sicuramente nello staff politico del 5S, è una brava, secondo me, economista, ascoltata, letta, e conosciuta personalmente, è la Loretta Napoleoni. Forse non sarà la Krugman italiana, ma la sua materia la conosce bene. Sicuramente non meno di Giannino ed altri cialtroni che stanno per entrare in politica. Quindi un politico capace, che conosce bene la City Inglese, cosa non da poco per futuri rapporti, e quindi sarebbe un ministro ideale per un dicastero così importante per la crescita del paese. Ma forse tu non sei d’accordo su quanto dico.

  • Aironeblu

    Mi fa piacere, credo che siano le conclusioni a cui bene o male arrivi chiunque si prenda qualche ora, peraltro poacevolmente scorrevole, di tempo per ascoltare Beppe Grillo e riflettere sugli argomenti sollevati, che sono veramente qualcosa di nuovo, rivoluzionario, ma soprattutto intelligente. Poi, come tutti, anche lui ogni tanto mostra qualche limite, ma rispetto ai discorsi della vecchia dỉigenza politica ed economica, siamo avanti di millenni.

  • Aironeblu

    Ragionamento assolutamente coretto: il non-voto è un voto al sistema, anche se nella scheda scrivi vaffanculo. E l’unica alternativa possibile oggi, Beppe Grillo, è l’unica forza di una certa consistenza che da 20 anni è impegnata per una rivoluzione democratica che parte dalla coscienza dei cittadini.

  • Aironeblu

    Assalto ai padroni, tu e chi? In tutto quello che scrivi dimostri che senza padroni non conceposci nemmeno la possivilità di esistere!

  • Aironeblu

    Io veramente su tutti questi temi tanto cari qui sul forum, ho sentito parole ben chiare e prese di posizione ben forti da parte di Grillo. Che poi parli con intelligenza piuttosto che partire a testa bassa, dimostra una certa lungimiranza, la sola che può portare a realizzare obbiettivi tanto impegnativi.

  • albsorio

    P.S. per accendere il candelotto basta andare a votare TUTTI, ovviamente M5S, agli indecisi e a chi ripugna questo sistema “democratico” chiedo cosa hanno da perdere? Un po di tempo e una ics su un foglio di carta! Se poi faranno male anche questi, bhe, potrai sempre dire di averci provato.

  • albsorio

    Concetti impolverati

  • Mondart

    Scusa Freda se anche qui torno a fare l’ esempio del Trentino: il Trentino ha sì una sua “autonomia AMMINISTRATIVA” ( e praticamente anche “monetaria”, nel senso che gode del “giusto” quantitativo di circolante interno, mentre a noi ne viene lasciato meno della metà ), ma non ha autonomia di poter politicamente interferire con le scelte “italiche”.

    Da come si stanno pian piano prospettando le cose, par di capire che UNO SCHEMA ANALOGO guiderà la costruzione dell’ “Europa dei Popoli” ( vs. Europa dei Banchieri ). Per questo non si toccano argomenti che competeranno alla SOVRANITA’ EUROPEA, e non a quella interna che sarà appunto di tipo prevalentemente “amministrativo” ( ossia esattamente il rapporto intercorrente oggi tra Trentino e Italia ).

    Il “recupero di sovranità” verterà quindi in questo contesto verso un recupero di potere economico e sociale e strutturale interno, ma non potrà certo interferire con scelte di “politica estera”, che rimarranno competenza Europea: chi crede ad un recupero “pieno” di sovranità nazionali si illude, in quanto la direzione tracciata, e ormai di fatto conseguita, è altra ed ormai “politicamente irreversibile” ( come si è premurato di rendere pubblico lo stesso Monti in non so quale congresso internazionale ).

    Siamo NEL sistema dunque ( sia con Grillo che col -penso complementare- Barnard ), ma non è detto che ciò sia per forza da vedere in modo DISTOPICO: ED E’ PROPRIO QUESTA TENDENZA A “TOGLIERE STRUTTURA” SENZA VOLER PER FORZA “SOSTITUIRLA” a farmi nutrire un leggero ottimismo ( visto, come sto imparando il politichese ?! ) sulla volontà della direzione intrapresa, che par di capire dovrebbe effettivamente andare in una direzione popolare, e ad una redistribuzione ampia e di base dei poteri “interni”.

    Torniamo al Trentino ( il cui modello penso si avvicini molto a quello che sarà la futura costruzione “interna” degli Stati Europei ): qual’è il suo “baco nella mela” attuale ? La “maldistribuzione” della sorprendente potenzialità economica ivi lasciata, dovuta proprio a “sovrabbondanza” ( e non carenza !) di struttura. Una struttura che finisce per essere nepotista, corruttibile, insomma per inficiare, favorendo fazioncine e potentati locali, il gettito delle sovvenmzioni che così cadono “a macchia di leopardo” invece che “a pioggia” … Un Grillo porterebbe quindi il Trentino a poter più pienamente e propriamente utilizzare la potenzialità monetaria messagli a disposizione …

    Ed ecco che tutto torna, se guardato in questa ottica, a costruire quella perfetta coerenza ( anche se non del tutto dichiarata ) degli obiettivi che si stanno a mio vedere in comune accordo perseguendo di “ricostruzione sistemica” dove un Grillo, come sopra, potrebbe portare l’ Italia a poter meglio e più pienamente sfruttare la potenzialità economica che le verrebbe fornita da un Barnard. Tutto quadra, in una perfetta ottica di unificazione prettamente “massonica” ( e anche questa non è detto sia da vedere solo in senso distopico ).

  • Mondart

    Scusate se anche qui torno a fare l’ esempio del Trentino: il Trentino ha sì una sua “autonomia AMMINISTRATIVA” ( e praticamente anche “monetaria”, nel senso che gode del “giusto” quantitativo di circolante interno, mentre a noi ne viene lasciato meno della metà ), ma non ha autonomia di poter politicamente interferire con le scelte “italiche”.

    Da come si stanno pian piano prospettando le cose, par di capire che UNO SCHEMA ANALOGO guiderà la costruzione dell’ “Europa dei Popoli” ( vs. Europa dei Banchieri ). Per questo non si toccano argomenti che competeranno alla SOVRANITA’ EUROPEA, e non a quella interna che sarà appunto di tipo prevalentemente “amministrativo” ( ossia esattamente il rapporto intercorrente oggi tra Trentino e Italia ).

    Il “recupero di sovranità” verterà quindi in questo contesto verso un recupero di potere economico e sociale e strutturale interno, ma non potrà certo interferire con scelte di “politica estera”, che rimarranno competenza Europea: chi crede ad un recupero “pieno” di sovranità nazionali si illude, in quanto la direzione tracciata, e ormai di fatto conseguita, è altra ed ormai “politicamente irreversibile” ( come si è premurato di rendere pubblico lo stesso Monti in non so quale congresso internazionale ).

    Siamo NEL sistema dunque ( sia con Grillo che col -penso complementare- Barnard ), ma non è detto che ciò sia per forza da vedere in modo DISTOPICO: ED E’ PROPRIO QUESTA TENDENZA A “TOGLIERE STRUTTURA” SENZA VOLER PER FORZA “SOSTITUIRLA” a farmi nutrire un leggero ottimismo ( visto, come sto imparando il politichese ?! ) sulla volontà della direzione intrapresa, che par di capire dovrebbe effettivamente andare in una direzione popolare, e ad una redistribuzione ampia e di base dei poteri “interni”.

    Torniamo al Trentino ( il cui modello penso si avvicini molto a quello che sarà la futura costruzione “interna” degli Stati Europei ): qual’è il suo “baco nella mela” attuale ? La “maldistribuzione” della sorprendente potenzialità economica ivi lasciata, dovuta proprio a “sovrabbondanza” ( e non carenza !) di struttura. Una struttura che finisce per essere nepotista, corruttibile, insomma per inficiare, favorendo fazioncine e potentati locali, il gettito delle sovvenmzioni che così cadono “a macchia di leopardo” invece che “a pioggia” … Un Grillo porterebbe quindi il Trentino a poter più pienamente e propriamente utilizzare la potenzialità monetaria messagli a disposizione …

    Ed ecco che tutto torna, se guardato in questa ottica, a costruire quella perfetta coerenza ( anche se non del tutto dichiarata ) degli obiettivi che si stanno a mio vedere in comune accordo perseguendo di “ricostruzione sistemica” dove un Grillo, come sopra, potrebbe portare l’ Italia a poter meglio e più pienamente sfruttare la potenzialità economica che le verrebbe fornita da un Barnard. Tutto quadra, in una perfetta ottica di unificazione prettamente “massonica” ( e anche questa non è detto sia da vedere solo in senso distopico ).

  • MrStewie

    Era d’accordo con l’articolo, e sono ancora più d’accordo con quanto dici. Non vorrei citare troppo Mondart, ma è incredibilmente curiosa la coincidenza fra gli opposti. Facendo un passo indietro, ormai è chiaro come il binomio sinistra-destra fosse teso a squalificare l’autorità parlamentare, affinchè il giochino del terzo risolvesse il dilemma: il tecnico. Oggi- mi ripeto- è incredibilmente curioso notare che a constrapporsi al tecnico di cui prima (strumento di controllo dall’alto di una oligarchia) un movimento popolare che si intende dal basso: l’esatto opposto. La tempistica con cui con anni di anticipo il M5S si è formato, ben prima che ci chiedessimo chi diavolo fosse Monti, è strabiliante. Se questo fosse il caso, è chiaro che il M5S diventa semplicemente “funzionale” a qualcosa. Il qualcosa è il terzo soggetto che risolve il contrasto finanza-popolo (ammesso che questo sia il binomio esatto!).

  • sandman972

    Si, e il bello è che invece stiamo tutti a discutere del sesso degli angeli: se il movimento parla di tutti gli argomenti che ci interessano, se sia democratico, se Grillo ha la figlia cocainomane, se casaleggio è imparentato con i rettiliani.

    Tanti voli pidarici e nessuno che faccia il ragionamento più pratico e terra terra, ovvero che 1) non andare a votare fa il LORO gioco 2) ora come ora se vai a votare puoi darlo solo al M5S, perchè forse c’è della merda anche in quello, ma il resto è tutta merda DI SICURO.

    A me sembra di una facilità estrema, ma evidentemente non è cosi.

  • nigel

    Sono perfettamente d’accordo. A me sembra che vi sia una sofisticata strategia dietro il M5S. Ciao

  • nigel

    Ogni valutazione sarà fatta a bocce ferme, credo

  • nigel

    Per come la vedo io il M5S e’ l’unica possibilita’ (senza certezze) di uscire (lentamente e con dolore) dallo schifo di situazione in cui si trova l’Italia e gli italiani e chissa’ magari dare anche un esempio positivo, una volta tanto, al resto del mondo.

    Altrimenti credo convenga cominciare a grattare il fondo e fare un bel buco.

    Perfettamente d’accordo

  • peronospora

    Io pure. E sono curioso di vedere cosa diranno i topi boccaloni quando saranno in fondo al burrone, anche se lo so gia………

  • sandman972

    Secondo me è sempre il solito discorso…purtroppo lo sbarramento è al 4%, ed ora come ora il solo movimento diverso dai soliti PD-PDL-IDV e compagnia bella che è in grado di superare lo sbarramento è il M5S. I voti ad altri movimenti ora come ora sono voti gettati.

  • AlbertoConti

    Era solo un esempio, non un analisi. Comunque prova a confrontare la rappresentatività reale (di interessi e di intenti) di un Fanfani con quella di un Berlusconi e vedrai che anche questo misero esempietto ha un po’ di senso.

  • Ercole

    sono i padroni che ci impediscono il futuro ,se non ci togliamo dai coglioni il capitalismo e i suoi sostenitori come faccio a parlare di un qualcosa che bisogna ancora costruire , non e che dei tu caro airone, che non esisti senza i padroni….

  • nuvolenelcielo

    Questo è un desiderio, condivisibile, ma rimane nel reame dei desideri. Non ci sono all’orizzonte scelte politiche e uomini in grado di compierle opponendosi direttamente all’elite dominante. L’unico cambiamento possibile è aggirare il problema, e un governo di “bimbiminchia” onesti come li chiami tu, quando si trova di fronte in prima persona, da responsabile diretto, all’idea di bombardare un paese mediorientale per gli interessi americani, o di aumentare la pressione fiscale in favore di gruppi finanziari ecc., è l’unico che può fare scelte differenti, perché essendo “bimbiminchia”, tendono a ripondere solo agli elettori “da blog” e a un comico, e non sono aggrovigliati e larve dipendenti dal sistema di potere gerarchico occulto che muove tutti i politici attuali come marionette.

  • giopaol

    Purtroppo la democrazia diretta nasce ed è in funzione antigerarchica, anche se Grillo da i suoi dictat, non bisogna dimenticare questo particolare, quindi tutto, a partire dalle regole o statuto, come si voglia chiamarlo, deve nascere dalla partecipazione più ampia possibile.

  • rebel69

    Qualcuno di tutti quelli che commentano questo articolo avranno letto i link da te postati?Si saranno posti le stesse domandine semplici semplici.

  • albsorio

    La DC, come molti altri partiti aveva tante buone intenzioni… elettorali, ma sempre come tanti partiti era un cesto di mele marcie con qualche mela sana, a suo tempo hanno preso per il culo anche me, con Martinazzoli, a quello che ricordo ultimo segretario DC, poi lo schifo dello smembramento del partito con tutto il putridume di eredi “politici” che si trascina fino ai giorni nostri.

  • albsorio

    La DC, come molti altri partiti aveva tante buone intenzioni… elettorali, ma sempre come tanti partiti era un cesto di mele marcie con qualche mela sana, a suo tempo hanno preso per il culo anche me, con Martinazzoli, a quello che ricordo ultimo segretario DC, poi lo schifo dello smembramento del partito con tutto il putridume di eredi “politici” che si trascina fino ai giorni nostri.

  • karson

    “ora come ora se vai a votare puoi darlo solo al M5S, perchè forse c’è della merda anche in quello, ma il resto è tutta merda DI SICURO.”

    Sacrosanta verità!

  • Arcadia

    Quoto al 99% il tuo ragionamento.
    Credi che potrebbe reggere il Beppe Nazionale senza una sua classe dirigente di spessore alla guida del Paese nelle sue dinamiche “estere”?

  • Mattanza

    Mi sa che hai ragione,ma con piu’ di 100 basi militari USA in suolo italiano,la vedo male.

  • Tanita

    Scusate la mia ignoranza… Perché i colori del M5S son il bianco e il giallo?

  • Ercole

    La crisi attuale l’ha tirata a LUCIDO!!!

  • Cataldo

    E’ un grave errore pensare che sia scindibile un lato interno ed uno estero della politica, come in certe magliette della salute lana-cotone. Il mainstream fa di tutto per oscurare questa verità essenziale, va compreso che le scelte di geopolitica condizionano quelle di politica economica, o almeno sono in causazione circolare con queste.

  • nuvolenelcielo

    le stelle sono gialle… il bianco è uno sfondo neutrale altrimenti era troppo kitsch

  • sandman972

    Se aspetti la rivoluzione armata (che non avverrà mai, e se avverrà sarà per convenienza di qualcuno che non sei tu) e nel frattempo non fai qualcosa (come andare a votare per i movimenti di protesta) anche tu hai già perso.