PUTIN E LE STREGHE DI EASTWICK

PUTIN E LE STREGHE DI EASTWICK

DI ROSANNA SPADINI

comedonchsciotte.org

Là in Medio Oriente si sta allestendo lo spettacolo estremo della terza guerra mondiale, con Putin che attiva un’operazione di guerra aerea, terrestre e marittima, e si trascina dietro alleati fidati quali Cina, Iran ed Hezbollah, spiazzando tutte le aspettative internazionali. Poteva stare ancora a guardare, lo stratega dagli occhi di ghiaccio, e invece no … stavolta è voluto intervenire, e giocando d’azzardo ha acceso una scintilla che potrebbe cambiare le sorti del Medio Oriente. Vedremo se la mossa sarà uno scacco al re, tutto lascia supporre di sì per il momento.

Sebbene la partita infatti sia ancora tutta da giocare, Putin è in vantaggio, sia politicamente che militarmente, anche grazie all’intervento fulmineo messo in atto. Le forze in campo vedono opporsi schieramenti così ampi, come non era successo dalla seconda guerra mondiale: la nuova coalizione "antiterrorismo" comprende Russia, Iran, Iraq, Cina, Damasco ed Hezbollah. Mosca ha intenzione di colpire non solo Daesh, ma tutti i gruppi che considera terroristi, compresi quelli sostenuti dalle monarchie del Golfo e dalla Turchia.

Ma l'Impero ancora una volta si è distinto per la sua ambiguità, e mentre Putin assimilava i crimini dell'Is a quelli dei nazisti del '39, considerandoli un nemico decisamente da estirpare, l' Occidente pensava solo a defenestrare Bashar al-Assad. Obama si limita a far buon viso a cattiva sorte, ma l’ipocrisia gli sprizza da tutti i pori, e rimpinguare di continuo le folle fanatiche dell'Isis è il suo forte. Però i signori della guerra, Nato e teocrazie sunnite del petrolio, non hanno calcolato la fibrillazione dell'opinione pubblica europea, che si è vista invadere da mandrie di uomini in fuga, profughi, rifugiati, richiedenti asilo, e tra l'erezione di muri spinati sui Balcani e i flussi migratori siriani e mediorientali, è rimasta attonita di fronte alle ambiguità narratologiche del maistream giornalistico, tanto da nutrire il fondato sospetto che la vera politica europea fosse decisa oltreoceano.

L’antistoricismo continua ad affermarsi con altri mezzi sempre più violenti, e dopo l’11 settembre ha riversato tutto il suo cieco furore nella regione mediorientale, a partire dall’Afghanistan, l’Iraq, per poi incendiare intere nazioni con le “primavere arabe”, o con le “rivoluzioni colorate”, finché ora tenta di far saltare la Siria. Non si sa quale traiettoria potrà assumere questa deriva, non c'è dubbio che l' Occidente americano farà di tutto per sostenere l’Isis con ogni mezzo e per impantanare i Russi, in un conflitto lungo e sporco come fu quello in Afghanistan.

Probabilmente Obama ha faticato ad uscire da dinamiche interne politiche e repubblicane che sono favorevoli ad un scontro sempre più ampio con Putin. Eppure ci sono prove documentate, fornite anche dal NYT, che la CIA e il Pentagono hanno armato e addestrato forze estremiste islamiche prima per rovesciare Gheddafi e poi trasferendole in Siria per demolire il governo e il regime di Bashar al-Assad. Senza dimenticare che, nel maggio 2013 il senatore USA McCaine incontrava in Turchia colui che sarebbe divenuto il califfo dello Stato Islamico, il compagno di merende Al Baghdadi (Manlio Dinucci).

Del resto la sfida era partita dall'Ucraina, per coinvolgere tutto il fronte medio-orientale, e probabilmente Washington non si aspettava la velocità di reazione russa, dato che il gioco lo hanno sempre governato loro, e abituati da sempre a decidere l’agenda operativa sembra che ora siano rimasti spiazzati di fronte alle abilità strategiche di Putin, che ha riguadagnato un ruolo internazionale sempre più riconosciuto, intervenendo con alleanze decisive.

In questo frangente complicato il problema è continuare ad agire su di un'opinione pubblica che si è ingozzata di false flag e accusa crisi di astinenza, abituata ad accettare tutto, ossessionata dalla sindrome di un profughismo ipnotico, e ora dovrà ingoiare l’ennesima operazione di “Enduring Freedom” ed entrare in guerra a fianco degli alleati storici, affrontare spese militari divenute esorbitanti, per difendere l’occidente dal micidiale pericolo rappresentato dall’Isis.

L'Italia infatti spende ogni giorno per spese militari circa 80 milioni di euro, secondo le cifre ammesse dal Ministero della Difesa. Per di più la Nato preme che la spesa militare venga portata al 2% del Pil, quindi circa 100 milioni di euro al giorno.

Il Pentagono da parte sua conferma che non c’è collusione tra russi e americani, ma in Siria, aerei da guerra di entrambi gli stati si trovano a volare per la prima volta sullo stesso cielo a partire dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ipocrisie e troppa retorica. In realtà l’incidente ad impatto globale potrebbe essere in agguato, perché non ci sono solo manifestazioni ipocrite di falsa collaborazione da entrambe le parti, ma anche accuse incrociate tra la Nato e la Russia: la prima attacca la violazione dello spazio aereo turco da parte di Mosca, mentre quest’ultima chiede la liberazione dello spazio aereo siriano per poter intensificare i raid contro Isis e gruppi anti-Assad legati ad Al Qaeda.

Per l’esperto geopolitico Ian Bremmer, presidente dell’Eurasia Group, “le possibilità di incidenti stanno salendo, non fosse altro per i numeroso schieramenti che compongono le opposte coalizioni. Stati Uniti e loro alleati ignoreranno la richiesta russa di liberare lo spazio aereo siriano, esattamente come i russi hanno ignorato gli avvertimenti Usa riguardo il regime di Assad”.

Intanto Putin, nel giorno del suo 63esimo compleanno, sferra un attacco a sorpresa in Siria con 26 missili lanciati ad una distanza di 1500 km dalla flotta russa del Mar Caspio, annunciando il successo in tv prima di scendere in campo per un'altra sfida trasmessa in diretta. E gli Usa restano balordi e basiti, perché il segretario della Difesa americana Ashton Carter ha ribadito da Roma che "Se Mosca vuole contribuire alla coalizione anti-Isis in maniera costruttiva ben venga, ma se continuerà agendo unilateralmente non c'è spazio per il dialogo." Mosca replica che si tratta solo di concordare alcuni "dettagli tecnici" e ribalta le accuse: "Le forze aeree Usa e di altri Paesi hanno effettuato attacchi per un anno, abbiamo motivo di credere che non sempre, o meglio, molto spesso abbiano attaccato obiettivi diversi da quelli terroristici", ha dichiarato Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, alludendo a bersagli rivolti al regime di Assad.

Intanto lo Stato Islamico sembra crollare sotto i colpi dei bombardamenti russi, perché Putin sembra fare sul serio, mentre gli attacchi americani prolungatisi per un anno si sono rivelati piuttosto un'esigenza propagandistica, ad uso e consumo della retorica dei network. Sembra anche che la leadership caotica e le defezioni di massa abbiano indebolito il gruppo di terroristi. Il dottor Ashraf, ricercatore presso l'autorevole Royal United Services Institute (RUSI), ha sostenuto che le valutazioni di capacità militari dell’IS sono state enormemente esagerate”. Il mese scorso poi è emerso che la metà dei combattenti del gruppo sono ora stati uccisi, mentre altri disertano in massa dopo che i loro stipendi sono stati tagliati.

Un fuggi fuggi generale insomma, centinaia di combattenti lasciano il gruppo terroristico, un alto ufficiale britannico ha recentemente rivelato che addirittura la metà dei combattenti IS sarebbero stati uccisi, tanto che il loro numero si è ridotto da una stima di 18.000 a 10.000 unità, ed è stato costretto a cedere il 25% del territorio che aveva conquistato.

Gli attacchi aerei e le scaramucce con combattenti curdi, addestrati dalle forze speciali britanniche, hanno contribuito a ridurre i numeri in lotta tra di loro, un colonnello dell'esercito britannico che si esercita con i curdi ha detto che la percezione in Occidente che IS non possa essere sconfitto è del tutto sbagliata, invece è vero il contrario, le milizie islamiche sono fragili e verrà il giorno in cui il castello di carta crollerà definitivamente.

Putin ha martellato l'Isis, più di 110 hotspot jihadisti cancellati in una sola settimana di attacchi feroci, distruggendo sede IS, campi di addestramento, veicoli blindati e munizioni, secondo il ministero della difesa del paese. Gli obiettivi sono stati ripartiti tra tutta la Siria, a partire dalla roccaforte Al-Raqqa nel nord-est della città di Palmira. Andrei Kartapolov vice capo dello stato maggiore russo ha comunicato che l'aviazione militare russa ha condotto finora in Siria oltre 60 raid colpendo più di 50 infrastrutture dell'Is e riducendone significativamente il potenziale di combattimento.

Lo stratega di ghiaccio starebbe montando un enorme missione militare per prendere il controllo della roccaforte Al-Raqqa, il quartier generale e la capitale dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, sorvegliata da ben 5.000 jihadisti, ha voluto anche inviare il suo miglior team di forze speciali verso la Siria, i soldati della sua temibile unità Spetsnaz sono già stati dispiegati per sradicare ed eliminare truppe di jihadisti in fuga.

Invece l'Impero del caos ha appoggiato da sempre tutti i movimenti islamici più radicali per abbattere gli stati multiconfessionali del nord Africa e del Medio Oriente (Iraq, Libia, Siria, Egitto), per destabilizzare tutta l'area medio orientale, per proteggere Israele, spingere milioni di profughi disperati che scappano da guerre e carestie verso l’Europa, al fine di ottenere il duplice risultato di provocare dumping salariale e instabilità sociale, ai limiti di una vera e propria guerra civile tra autoctoni e immigrati, europei che si vedono rubare il lavoro e la serenità da estranei difficilmente disposti ad integrarsi.

Dunque per motivi diversi la Russia ha concentrato le sue forze in Siria, per il sostegno al regime di Assad, la tutela dei suoi interessi in Medio Oriente e il cambio di ruolo in ambito internazionale, tuttavia la vittoria di Putin sull’Isis potrebbe rafforzare la sua immagine di stratega intelligente e pronto a difendere l'Europa, sostituendo quindi nel frame culturale mondiale il ruolo di “salvatori della patria” conquistato da parte degli Usa nel secondo dopoguerra.

Ma le streghe di Eastwick continuano a blaterare i loro anatemi contro Putin: La Nato dice "Non bombarda l’Isis, aiuta solo Assad"; Il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, accusa Mosca e dice: “In Siria a lungo termine non c'è soluzione militare" e "ci deve essere la transizione", ovvero Assad deve lasciare il potere. Germania: "Putin rafforza lo Stato islamico" - "E' importante anche per la Russia capire che se si attacca chi lotta contro l'Isis, si rafforza l'Isis. E questo non è nell'interesse della stessa Russia". Lo dice il ministro della difesa tedesco, Ursula von der Leyen. Gb: In Siria "la Russia sta rendendo molto più pericolosa una situazione già molto seria". Lo dice il ministro della difesa britannico, Michael Fallon, che aggiunge: "Chiederemo esplicitamente alla Russia di smettere di sostenere il regime di Assad e di usare costruttivamente la sua influenza sul regime perché fermi il 'barrel bombing' sui civili". "La Russia deve smettere il bombardamento in zone non controllate dall'Isis", piuttosto "dia più sostegno a paesi come Turchia e Giordania".

E … se vince Putin ?

Rosanna

Fonte: www.comedonchisciotte.org

9.10.2015

RIFERIMENTI

http://www.express.co.uk/news/world/610612/ISIS-Putin-Russia-Syria-airstrikes-Islamic-State

http://www.express.co.uk/news/world/609680/Islamic-State-ISIS-Russian-bombing-terror-Syria-Caliphate-defeat

http://www.express.co.uk/news/world/608887/ISIS-Wages-Slashed-Exodus-Iraq-Syria-Fighters-Militants-Killer-Terrorism?_ga=1.140064243.1157977339.1444221170

http://www.express.co.uk/news/world/608842/ISIS-terror-attack-Islamic-State-plot-UK-West?_ga=1.147534199.1157977339.1444221170

http://www.express.co.uk/news/world/609034/Vladimir-Putin-air-strikes-hitting-West-backed-rebels?_ga=1.148444791.1157977339.1444221170

http://www.express.co.uk/news/world/609680/Islamic-State-ISIS-Russian-bombing-terror-Syria-Caliphate-defeat

http://www.rischiocalcolato.it/2015/10/la-guerra-in-siria-non-e-tra-isis-e-assad-ma-una-resa-dei-conti-globale-molto-pericolosa.html

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=124319&typeb=0&mosca-e-washington-intendono-rifondare-le-relazioni-internazionali

http://blogdieles2.altervista.org/quattro-bombe-in-testa-da-putin-e-lisis-e-in-fuga-ma-che-cazzo-ci-voleva-bastava-volerlo/

http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/siria-fiamme-senza-chiarezza-nessuna-pace

http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-mosca-autorizza-i-raid-aerei-monito-agli-usa-sgomberate-i-cieli

http://www.rischiocalcolato.it/2015/10/mondo-dei-pazzi-pare-che-gli-americani-siano-rimasti-assolutamente-spiazzati-dallintervento-russo-oppure-ce-qualcosa-sotto.html

http://www.rischiocalcolato.it/2015/10/la-guerra-in-siria-non-e-tra-isis-e-assad-ma-una-resa-dei-conti-globale-molto-pericolosa.html

http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2015/10/06/gemeinsam-gegen-den-is-russland-laedt-nato-offiziere-nach-moskau-ein/

http://it.sputniknews.com/mondo/20150930/1266036.html#ixzz3ni06f5MX

http://it.sputniknews.com/politica/20150924/1224528.html#ixzz3nbW2amkU

http://it.sputniknews.com/politica/20150924/1224528.html#ixzz3nbWCPIN7

http://it.sputniknews.com/politica/20150924/1224528.html#ixzz3mfeWEP67

http://it.sputniknews.com/opinioni/20151003/1285757.html#ixzz3nVADFb5M

Commenti (52)

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    1. andriun 12 ottobre 2015

      Piccolo aggiornamento: ho pubblicato un commento pacato ed onesto utilizzando le formule più appropriate nel sito da lei indicato e come era prevedibile è stato cancellato. Ora non mi venga a dire che in Italia non governano donne ed effeminati perchè risulta essere fin troppo palese il contrario: come gli tocchi le quote rosa si offendono, non c'è nulla da fare.


      C'è da chiedersi: come faranno mai i russi a vivere senza questa invenzione.

      ps. dallo scorso anno la Russia ha accettato(sic!) di far entrare in marina anche le donne. Non sono messi male come gli europei questo è certo, però, conoscendo la donna c'è solo da sperare(per loro ovviamente) che tengano "alta la guardia" se non vogliono essere raggirati ben bene, per poi ritrovarsi in cucina a pelar patate in men che non si dica.

    1. andriun 12 ottobre 2015

      Piccolo aggiornamento: ho pubblicato un commento pacato ed onesto utilizzando le formule più appropriate nel sito da lei indicato e come era prevedibile è stato cancellato. Ora non mi venga a dire che in Italia non governano donne ed effeminati perchè risulta essere fin troppo palese il contrario: come gli tocchi le quote rosa si offendono, non c'è nulla da fare.


      C'è da chiedersi: come faranno mai i russi a vivere senza questa invenzione.

      ps. dallo scorso anno la Russia ha accettato(sic!) di far entrare in marina anche le donne. Non sono messi male come gli europei questo è certo, però, conoscendo la donna c'è solo da sperare(per loro ovviamente) che tengano "alta la guardia" se non vogliono essere raggirati ben bene, per poi ritrovarsi in cucina a pelar patate in men che non si dica.

    1. Rosanna 12 ottobre 2015

      In realtà io ho trovato notizie diverse, tra cui anche queste:

      L'ammiraglio Komoyedov ha confermato quanto ipotizzato dagli israeliani pochi giorni fa sulla presenza della Liaoning, portaerei cinese che sarebbe già ancorata al porto di Tartus. Alla domanda “Non sarebbe necessario un gruppo navale da battaglia a protezione e supporto delle forze?”, l’ammiraglio ha risposto testualmente: “Abbiamo il Moskva, una portaerei cinese ed alcuni incrociatori: forze del tutto sufficienti a sostenere tutte le nostre operazioni”.

      Nei giorni scorsi, la presenza dell’unica portaerei cinese in servizio in Siria, era stata definita come una bufala. La notizia era stata riportata dal sito di intelligence israeliano DEBKA, ma è stata del tutto sottovalutata. Adesso la conferma dei russi: “abbiamo una portaerei cinese”.

      CINA: schierata a ridosso delle coste siriana la portaerei Liaoning ed un incrociatore lanciamissili. I cinesi non hanno ancora raggiunto una capacità offensiva. Il vettore attraccato al porto di Tartus è ancora privo della sua componente aerea, ma è stato messo a disposizione dei russi. Gli aerei da guerra cinesi giungeranno in Siria entro la metà di novembre, in volo attraverso l’Iran o trasportati dai cargo russi. I cinesi starebbero allestendo una squadriglia di J-15, caccia multiruolo di quarta generazione, elicotteri antisom Z-18F e da allerta precoce Z-18J. Pechino schiererà infine mille soldati.

      http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-i-russi-hanno-bombardato-postazioni-nemiche-mosca-conferma-abbiamo-anche-una

    1. RenatoT 12 ottobre 2015

      Gli Usa, sono buoni a sparar dagli elicotteri a 1km di distanza con sistemi autotracking e giroscopi che compensano vibrazioni e movimento... a civili....
    1. Cataldo 12 ottobre 2015

      Si, ma è sempre da seguire, con le giuste pinze si possono estrarre informazioni interessanti, la bufala fa parte del gioco.

    1. Cataldo 12 ottobre 2015

      Una presenza navale di quel livello non può essere uno "scoop" deve passare per stretti e pagare pedaggi, è un meme comodo per tracciare e operare altre manipolazioni.
      I cinesi hanno già operato in Libia per rimpatriare i loro tecnici e lavoratori, con una fregata, e pattugliano con unità dello stesso tipo e inferiori per antipirateria in zone prossime, in generale non ricordo che da Suez sia entrato mai qualcosa di più grande.

    1. Sigfrido_Mogherini 12 ottobre 2015

      Ah ah ah grazie al cielo solo uno sfortunato caso di omonimia di cui non vado certamente fiero.

    1. Rosanna 11 ottobre 2015

      ahahahahaha ... divertente !!

    1. andriun 11 ottobre 2015

      Rosanna l'unica che vuole scherzare su questo argomento è lei. Partiamo inanzi tutto da un semplice presupposto. Io ho parlato di quote rosa in Europa infatti. ma ho anche detto che sono del tutte illogiche se viste sotto il profilo della giustizia sociale.


      La donna non vuole essere meglio dell'uomo o per meglio dire non ricorda più volte di esserlo? Non dice sempre di voler lottare per la parità di genere?

      Lottare per la parità in un sistema che funziona, quindi logico, dovrebbe significare che dovrebbe essere la donna che ad elevarsi ai livelli del maschio, non il contrario. Altrimenti favoriamo la decadenza ovvero la spirale che ci porta al decadimento. Se la donna è migliore del maschio non non solo non dovrebbe avere difficoltà a competervi ma anche il rischio di un decadimento non dovrebbe mai esistere. Purtroppo questo decadimento c'è ed è proprio opera della donna e dei suoi sottoposti.

      Poi le chiedo con quale diritto lei(tanto per fare un esempio), che potrebbe essere l'unica donna che si interessa di politica, deve essere messa a forza in un collegio elettivo al posto di un uomo? Frodando il normale sistema selettivo? Altrimenti dobbiamo riservare un posto per la stessa ragione anche ai froci, ma anche agli handicappati o chi manifesta ogni genere di diversità. Tutti dovrebbero per la stessa logica avere lo stesso diritto di rappresentanza.

      Qui si vede la mancanza quasi assoluta di onestà intellettuale della donna. Racconta la favole sulla parità e poi se ne avvantaggia approfittando di avere a che fare con effeminati anzichè con UOMINI che capiscono i loro giochetti di prestigio.

      Perchè va ricordato che queste raccomandazioni di genere e sottolineo raccomandazioni, non riguardano solo la politica, ma anche i consigli di amministrazione delle grandi aziende ma non solo e la pena per non sottostarvi è, udite, udite, incorrere in sanzioni. Cioè, riassumendo, tu Stato mi metti delle sanzioni perchè non ho accettato una raccomandazione di genere? Ma stiamo scherzando? No, purtroppo non stiamo scherzando.

      Resta un fatto oramai incontestabile, che la Russia piaccia o non piaccia e di cui tanto bene si parla specie ultimamente è di fatto un Paese maschilista. Quindi la parola che mette tanto timore specie negli effeminati(per ovvi motivi di conflitto di interesse) non risulta essere alla fine dei conti il problema determinante(come invece la donna italiana tende a far credere), per avere una società sana e minimamente logica.

    1. giannis 11 ottobre 2015

      Per fare rispettare in questa umanita' un paese si deve dotare di armi nucleari , molto semplice

    1. ohmygod 11 ottobre 2015

      Rosanna:- Grazie Gioco, le tue analisi visionarie stanno al limite tra una realtà onirica e un ideale distopico, tanto che sembrano racconti inventati per lo storytelling di un fumetto, poi invece si rivelano portatori sani di patologie sociali decrepite, malate, agonizzanti e mummificate ... e molto realistiche ...
      ma in questo consiste la forza del realismo magico che assedia i tuoi testi ... ed è comunque piacevole starti a sentire


      forse Rosanna intendeva digitare GioCo ... che importa lei ha fatto nostro il suo errore.
      e fra convenevoli e sconvenevoli s'ammoscio' °svenevole come una comare° Vanita' 'ma' non prima di emettere la sua allupata bramosia: questa è mia quindi la facciamo nostra giacche' prima plagiasti il 'Grande Gioco' poi il 'Grande' andò a farsi benedire e ci rimise in :.'Gioco'.:

    1. makkia 11 ottobre 2015

      Non condivido la tua sicurezza sulla base di massa.
      Ci sono esempi noti di "base di massa" per idee islamiche radicali, ma non sono ISIS o Al-Qaeda.
      Sono Hamas, Hezbollah, Fratelli Musulmani.
      Tutti movimenti che non sono terroristi secondo i parametri "normali": non spargono il terrore al fine di indebolire la fiducia nelle istituzioni e aprire le porte a violenti rovesciamenti dell'ordine pre-esistente.
      Sono tutti movimenti che intendono scalare il potere politicamente, tramite consultazioni e ottenendo la legittimazione popolare. E nel frattempo, anche quando sono armati, difendono solo sé stessi e il loro popolo.

      Il sostegno della popolazione a ISIS & co io lo nego eccome.
      A meno che per sostegno si intenda che questi poveracci non scendono in armi contro le formazioni talebane o di Al-Qaeda (o filo-statunitensi).
      Quello significa solo che SUBISCONO la presenza dei terroristi vincenti, come i siciliani subiscono la sostanziale vittoria della mafia sui loro territori: con rassegnazione, al massimo abitudine e (occasionale e limitata a individui singoli) acquiescenza o anche collaborazione.

      Poi, come succederebbe a noi se ci trovassimo nelle terribili condiioni in cui sono stati spinti quei popoli, le storie dei singoli paesi sono molto diverse.
      Gli afghani hanno accettato i talebani come sostituti dei Signori del Nord, veri macellai sposorizzati dagli USA. I talebani portarono una parvenza di ordine.
      Gli iraniani si sono votati massicciamente gli ayatollah, in alternativa allo Shah. E se li tengono stretti perché ricordano il milione di morti impostigli dalla guerra per procura che gli USA gli hanno portato, tramite Saddam.
      Gli irakeni non sanno neanche loro a chi affidarsi: agli sciiti a riscihio intolleranza? Al corrotto governo filo-americano? Al labirinto di tribalismi e faide locali degli Sheik?

      L'ISIS e formazioni simili "valgono" 100.000 effettivi (alcui dicono 170.000) nell'intero bacino nord-orientale... composti dalla congerie di provenienze diverse di cui parlavi: non sembra una grande adesione di massa.
      La sola resistenza italiana ha visto 70.000 morti e oltre 150.000 feriti (e qualcuno sarà pure stato partigiano senza essere colpito, no?). Qui parliamo di tutto il nord-Africa dipinto come un enorme focolaio di masse pro-integralismi e riescono a raccogliere un esercito relativamente misero.
      Boko Haram sono stimati a 7-10.000 e nessuno vorrebbe mai vivere in un territorio controllato da loro. Le formazioni ribelliste asiatiche sono più autonomisti che terroristi e godono del sostegno di popolazioni oppresse da decenni, se non secoli, ma un sostegno estremamente limitato territorialmente.

      A parte i mercenari armati e pagati da USA e Saud, dove sono queste masse?

      E quanto al "sostegno ideologico", quello c'è stato, come le nostre Brigate Rosse hanno brevemente goduto del "mugugno" popolare che in fondo se la prendevano coi potenti e corrotti.
      Ma come qui è durato poco, così sta scemando in nord-Africa: un conto è attaccare gli odiati americani, un conto è una guerra confessionale tutta interna all'Islam, combattuta a sgozzamenti e massacri di civili locali.

    1. Rosanna 11 ottobre 2015

      andriun, non ho capito se vuoi scherzare ... dato che fai sempre analisi sociali di tipo antropologico di genere, come se il vero e unico problema dell'umanità fosse il predominio della donna sull'uomo ... ma dove lo vedi? guarda che non esiste nemmeno in Italia, e anche se ci sono le quote rosa, però il numero delle donne in Parlamento è nettamente inferiore al numero degli uomini ...

      http://www.youtrend.it/2014/03/18/donne-in-parlamento-parita-di-genere-europa-quote-ros/ [www.youtrend.it]


      La mappa interattiva ci mostra come non vi sia una sola chiave di
      lettura quando ci si sofferma sulla presenza femminile nei parlamenti
      nazionali. In primo luogo possiamo notare come nei paesi scandinavi la percentuale di elette raggiunga il 41,2%, a fronte di un 19,8% per i paesi dell’Est Europa,
      la categoria di paesi che meno brillano per parità di genere. Tuttavia è
      anche vero che Irlanda (15,7%), Regno Unito (22,6%) e Francia (26,2%)
      ottengono una percentuale inferiore a un terzo. Perché? La spiegazione
      geografica o culturale non è soddisfacente, ma una possibile motivazione
      sta nel sistema elettorale. I sistemi maggioritari
      prevedono una competizione faccia a faccia fra i candidati per
      rappresentare il proprio collegio e questo tende a penalizzare le
      presenze femminili, che i partiti possono avvertire come meno
      competitive (sia con il turno unico come in UK sia con il doppio turno
      in Francia). Anche sistemi proporzionali con un forte impatto delle preferenze
      possono diminuire la percentuale di donne (è il caso del voto singolo
      trasferibile in Irlanda). Al contrario, risulta più semplice avere una
      percentuale più alta di donne nei sistemi proporzionali a liste bloccate, che permettono di inserire le candidate direttamente in lista tramite un meccanismo di alternanza.

    1. andriun 11 ottobre 2015

      Non si può elogiare Putin senza ricordare che la Russia è un Paese di stampo maschilista: va ricordato sia per onestà intellettuale, sia per evidenziare che il maschilista tanto osteggiato dalla società italiana(effeminata e femminile), non è poi così male.


      Povera Italia, quanto tempo ci metterà ancora per capirlo. Per quanto tempo ancora dovranno persistere le "quote rosa"(solo per fare un esempio delle tante ingiustizie/assurdità presenti in europa)?
    1. Rosanna 11 ottobre 2015

      Ti ringrazio, ma so che anche tu ne hai scritto uno molto bello !!

      http://www.rischiocalcolato.it/blogosfera/geopoliticae-immigrazionedestabilizzazione-e-tensione-strategie-a-confronto-122883.html [www.rischiocalcolato.it]

    1. chrisbarlati 11 ottobre 2015

      Fantastico articolo!!!

    1. Rosanna 11 ottobre 2015

      Però la condizione sociale della Siria, sembra essere molto meglio di altri stati arabi, visto anche che la Merkel ha aperto le porte solo a profughi siriani ...

      Infatti le donne siriane hanno gli stessi diritti che hanno gli uomini, nello
      studio, nella salute e nell’educazione. In Siria le donne non hanno
      l’obbligo di portare il Burqa. La Sharia (legge islamica) è
      incostituzionale. La Siria è l’unico paese arabo con una Costituzione
      Laica e non tollera i movimenti estremisti islamici. Circa il 10% della
      popolazione siriana appartiene ad una delle tante denominazioni
      cristiane presenti da sempre nella vita politica e sociale. In altri
      paesi arabi la popolazione cristiana non arriva al 1% a causa delle
      discriminazioni subite. La tolleranza religiosa siriana è unica nella
      zona .La Siria è l’unico paese del Mediterraneo che è ancora
      proprietaria della sua impresa petrolifera, che non l’ha voluta
      privatizzare. La Siria ha un’apertura alla società e cultura occidentale
      come nessuno degli altri paesi arabi.. Prima della guerra, la Siria era
      l’unico paese pacifico nella zona senza guerre ne conflitti interni. La
      Siria è l’unico paese arabo che non ha debiti con il Fondo Monetario
      Internazionale. La Siria è l’unico paese del mondo che ha ammesso
      rifugiati iracheni senza nessuna discriminazione sociale, politica o
      religiosa. Bashar Al Assad ha un'approvazione estremamente popolare. Lo
      sapevi che la Siria ha riserve di petrolio di 2.500 milioni di barili,
      il cui sfruttamento è riservato alle imprese statali?


    1. Rosanna 11 ottobre 2015

      Ok, molto intressante ... grazie

    1. makkia 11 ottobre 2015

      Debka = Mossad.
      Non fidarti MAI di quello che dicono a meno che non ci siano riscontri indipendenti.

      Rilasciano solo quello che fa gioco a Isreale e spesso (dato che Israele è impresentabile) inventano di sana pianta. Di solito sputtanando gli avversari di Israele, in modo che altri (amici degli amici) usino gli "scoop" di Debka per dire "visto? Isreale non è l'unica ad essere lercia".

      Che poi abbiano notizie che altri non hanno è ovvio, dati i "fondatori". Ma è come se uno dei servizi ti rivelasse qualcosa... di sicuro non lo fa per farti un favore. Quindi tocca chiedersi perché lo dice.

      Qui mi sembra possibile che vogliano tirare dentro la Cina prima che sia pronta.

    1. Rosanna 11 ottobre 2015

      Sì è vero, se è intervenuto vuol dire che ha misurato bene i tempi, la strategia è corretta, e i tempi ormai maturi, tant'è che, secondo quello che dice difesaonline:

      "La USS Theodore Roosevelt è stata ritirata dal Golfo Persico. E’ quanto hanno comunicato, pochi minuti fa, dalla Marina Militare degli Stati Uniti.

      Con l’uscita della Roosevelt, gli USA non hanno alcun vettore in Medio Oriente. Ciò non accadeva dal 2007. Il Pentagono, per quella che sembrerà una sorta di dietro front degli Stati Uniti nella lotta in Siria ed in Iraq contro l’Isis, ha assunto questa decisione in uno dei momenti più delicati della guerra. Un’altra portaerei, con relativo gruppo da battaglia, giungerà nel Golfo poco prima che finisca il prossimo inverno, cioè nel 2016.

      Appare però evidente che la capacità offensiva degli Stati Uniti nel Medio Oriente è fortemente ridimensionata come non accadeva dal 2007. La Roosevelt riporta in patria 5.000 soldati e 65 aerei da combattimento, fino a ieri impegnati nei raid contro l’Isis. Secondo il Pentagono, i raid continueranno dalle basi in Turchia.

      Ci si chiede però con quali forza gli Stati Uniti intendano continuare a colpire lo Stato islamico, considerando che l’Air Force potrebbe disporre di poco meno di venti F-16 in quelle basi. Quel vuoto lasciato da quei 65 aerei da combattimenti riportati in patria, non potrà essere colmato in alcun modo dalla coalizione."

      Quindi sembra che a dettare le regole della nuova fase di guerra sia proprio Putin ...



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