PROFILASSI CONTRO GLI INSETTI

PROFILASSI CONTRO GLI INSETTI

DI GIANLUCA FREDA

Blogghete !

La lettrice Lucia ha scritto nei commenti:

Caro Gianluca, E chi dovrebbe procurarci i cingolati? L’Iran, che forse fa bene a tenerli pronti in casa? La Russia o la Cina? Altri volontari disinteressati? E i nostri “alleati” come reagirebbero? Lascerebbero fare?

Non bastano gli esempi di coglioni che stringono accordi con “Potenze straniere” per il comune interesse di cambiare un governo? E con cosa si ritrovano? Il Paese distrutto, che vuol dire povertà vera per generazioni intere, quindi una ancora maggiore predisposizione all’asservimento, e morti, tanti morti. E i morti, quando sono - con tutti i loro limiti e miserie - i tuoi, sono la disperazione più totale e più nera, quel dolore che attorciglia le viscere, e non passa, per quanto sbatti la testa contro un muro, o ti anestetizzi con ogni sorta di porcheria. Non torneranno indietro, non li riavrai MAI più. Per non parlare di invalidi permanenti (pensa che bello, la tua bellissima bambina di 4 anni sfigurata per sempre dal fosforo, con le braccia amputate per evitane la morte quando si opera in condizioni disperate). No, a fare entrare i cingolati non sai come va a finire.

Purtroppo, finché avremo bisogno di una guida che sappia mettersi in vista (ovvero ne abbia i mezzi), finché abbracceremo qualcosa solo se prima di noi lo hanno già fatto in tanti, allora non possiamo sperare in un governo equo, non con la coscienza umana ridotta com’è oggi.

Ma che ti è successo? Il primo articolo tuo che lessi lo ricordo ancora sorridendo, era quello sul terrorista con la dinamite nelle mutande. Avevo riso, leggendo da sola, fino alle lacrime. Il modo in cui evidenziavi l’incredibile credulità della gente, criticavi il comportamento, e riuscivi a deridere senza offendere.

Poi pian piano sei cambiato, fino a diventare talmente offensivo da risultare sgradevole alla lettura. L’articolo sul Costa Concordia era quasi vomitevole, un giudice che sembra convinto di appartenere ad una razza superiore e disprezza, con parole veramente cattive e con giudizi un po’ superficiali, “la massa”. Che poi, sempre tutti a disprezzare la massa, il popolino, il popolo bue, come se non ne facessero parte, la massa sono sempre gli altri. Sembra una delle tante varianti della malattia di quelli che fan la gara a chi ha l’auto più costosa credendo di distinguersi, o che venderebbero la madre per una comparsata in TV, sempre per distinguersi in qualche modo dal “gregge”.

Non capisco se è delusione, amarezza, ma finisci col diventare a tua volta cieco, come quando incolpi i giovani per il calo del livello dell’istruzione. Da giovani (molto giovani) non si ha un gran potere sulle scelte del paese, forse i complici dei colpevoli sono stati i genitori di questi giovani.
Be, scusa se mi son permessa, non so nemmeno io perché desideravo dirti queste cose, forse perché mi manca il Freda di qualche tempo fa, e mi dispiare.Era tutta un’altra cosa, prova a rileggerti, articoli di allora e di oggi.

Gentile lettrice, posso dirle questo:

su questo blog, nei rari momenti in cui ho ancora tempo e voglia di scriverci, sto cercando di descrivere la situazione politica, nazionale e internazionale, in cui siamo impantanati. Sto cercando – per quanto mi sia possibile farlo con le scarne nozioni che ho appreso in questi anni – di immaginare le sue possibili (e probabili) evoluzioni. Sto cercando anche di presentare, nel modo più realistico possibile e senza lasciare troppo spazio a voli pindarici di fantasia, le possibili vie di fuga, rifacendomi ai meccanismi storici con i quali situazioni di impasse geopolitica simili a quella che andiamo oggi osservando hanno infine trovato il loro scioglimento.

Mi spiace che tutto ciò risulti a volte meno divertente degli articoli più distesi che scrivevo un tempo. Ma mettermi il naso a palla e il cappello a cono mentre eseguo la quotidiana conta dei cadaveri mi sembra poco utile alla mansione, oltre che poco rispettoso verso i trapassati. Capisco bene che in tempi cupi si senta il bisogno di ridere. Ma rivolgersi a comici e barzellettieri per riempire un vuoto che è esclusivamente politico – e che necessita dunque di teorizzazione politica e di azione politica ad essa conseguente per essere colmato - non è un’idea felice; come gli ultimi vent’anni hanno già dimostrato (governo dei barzellettieri da crociera) e come i prossimi verosimilmente dimostreranno (dissoluzione totale di ogni rimasuglio di pratica politica ad opera di cabarettisti blogghettari). Chi in una simile situazione senta il desiderio di assumere droghe euforizzanti, ha l’imbarazzo della scelta e si assume la responsabilità delle sue azioni. Io, quando posso, ormai evito di vendere soma. O se proprio devo venderlo, fornisco all’avventore anche la necessaria dose di antidoto.

Altrettanto inutile mi sembra il voler a tutti i costi ricondurre nell’alveo del personalismo e dell’emotività puerile una pratica di scrittura che mi sforzo, nei ristretti limiti in cui ciò mi è caratterialmente possibile, di mantenere oggettiva e descrittiva. Io cerco di descrivere in che modo, verosimilmente, la situazione che stiamo attraversando troverà la sua via di sbocco. Cerco di spiegare che – in linea puramente speculativa, visto che siamo un miliardo di miglia lontani dall’obiettivo - i cingolati sarebbe meglio imparare a guidarli e schierarli, prima che arrivino da soli a scorrazzare comunque sulle nostre tibie, come sempre è accaduto e come non è del tutto inverosimile che accada anche in quest’occasione. E che in ogni caso, a prescindere dall’identità dei carristi, è con i cingolati che si uscirà dall’attuale pantano, sempre ammesso che se ne esca in tempi storici ragionevoli. Mi si prospettano, di contrappunto, le immagini di montagne di cadaveri, d’infanti straziati dal fosforo, nonché il fatidico “cosa-faresti-se-fosse-tua-figlia/tua-moglie/tuo-cugino”.
Se mio cugino cascasse dalla torre di Pisa, mi spiacerebbe assai. Ma questo non mi spinge a negare le leggi di caduta dei gravi. Semmai mi spinge a spiegarle e descriverle con la massima chiarezza possibile, affinché si possa comprenderne il funzionamento ed imparare eventualmente ad averne ragione, prima che siano esse ad aver ragione del mio povero cugino. Di morti sfrittellati e schiamazzati giù dalla torre ne vedo già tanti intorno a me, e non li ho certo uccisi io col cinismo. Quindi, nell’interesse della parentela di secondo grado, è meglio affrettarsi. Se tale impresa non giova al buonumore, rivolgersi altrove, prego. I vaudeville sono aperti fino a tardi e le Bluebells sfoggiano garretti da sogno.

Per ciò che riguarda le masse, non credo di averle mai offese, per il semplice fatto che non credo alla loro esistenza. Non ho mai visto, in vita mia, una massa, se non al cinema o nei reportage sull’Area 51. Ho esperienza solo di individui singoli, molti dei quali (ahimé) cretini e spregevoli; parecchi insulsi e trascurabili; altri degnissimi e meritevolissimi. Questi ultimi non sono granché diffusi, devo ammetterlo, ma per definizione nulla che dia senso alla vita lo è, quindi è così che devono andare le cose. Sto solo cercando di spiegare che le masse, non esistendo, non sono in grado di modificare un bel nulla, checché ne dicano i fumetti e gli sceneggiati su Robespierre. Sui singoli individui cretini e spregevoli (da me indicati anche con i lemmi “plebe” e “plebaglia”) non c’è ovviamente da contare per un cambiamento, come nemmeno sugli insulsi. Sono loro quelli che “stringono accordi con potenze straniere” al solo scopo di ottenerne prebende individuali, senza avere in testa neppure l’ombra di un progetto politico nazionale. Rimangono i meritevoli, ovvero quella ridotta frazione di essi che abbia voglia di abbandonare i miti e le leggende imbecilli sulle “masse che cambiano il destino” e che possieda invece (o voglia sforzarsi di acquisire) le qualità essenziali per costituirsi in elite.

Tali qualità sono innumerevoli e se ne può discutere all’infinito (si fa forse perfino prima ad acquisirle che a discuterne), ma tutte hanno la propria scaturigine in un atteggiamento fondamentale, che segna la vera e propria linea di transizione tra una classe dirigente e la plebaglia che ne attua inconsapevolmente le direttive. Questo atteggiamento consiste nel valutare la realtà per ciò che è, nel deporre tutte le armi dell’ideologia, nel perseguire il proprio utile nella prospettiva del contatto diretto con le cose, lasciando alle comari i giudizi moralistici e i miserabili pettegolezzi da cortile. Nietzsche avrebbe forse detto: consiste nel saper andare al di là del bene e del male.
La plebaglia la riconosci dal fatto che trasforma in moralismo qualsiasi campo dello scibile. E’ esattamente questo che la marchia a fuoco quale plebaglia, sceverandola dalle classi dirigenti. E' esattamente questo che la definisce nel suo stato di perenne subordinazione.

La plebaglia crede di parlare di politica, ma in realtà ciò che vuole dire è che Tizio è corrotto, Caio prende tangenti, Sempronio organizza festini hard nella sua villa di Boscotrecase. La morale beghina della massaia analfabeta con gli occhi pesti dalle botte è tutto ciò che comprende e ad essa riporta l’intera cosmogonia universale.

La plebaglia finge di parlare di informazione, ma in realtà ciò che vuole conoscere sono i maneggi delle starlet, gli amorazzi dei potenti, pure le macchinazioni e gli intrighi della politica, al limite, ma non per comprendere i meccanismi di base della conquista e dell’amministrazione del potere, bensì al solo scopo di poter puntare il ditaccio tozzo e bisunto contro i volti del teleschermo e poter sentenziare: quello è becco, quell’altro è ladro, quell’altro se la fa con la cugina della zia di sua nuora.

La plebaglia s’interessa di storia al solo scopo di poter farfugliare, tra i dentacci neri e radi, che Ìtle era il male assoluto©, che Stàli era un dittatore sancuinario©, mentre Gàndi, lui sì, esimio ingegnere, l’ho visto ieri sul libro di geologia di mio nipote, vedesse che aria distinta, che gran brav’uomo.

Perfino le scienze esatte vengono piegate da questi miserabili all’ipocrita precettistica gesuita che presiede ad ogni loro pensiero. Quando proclamano, con malcelato orgoglio di novelli Keplero, che la Terra gira intorno al Sole, non lo fanno perché gli interessino il moto dell’universo o dei pianeti. Se gli interessassero davvero, scoprirebbero che il moto della Terra intorno al Sole è molto meno dimostrabile di quanto essi possano immaginare. Ciò che gli interessa è dimostrare che noi siamo er mejo che l’evoluzione umana abbia prodotto, perché noi, signore e signori, sappiamo che la Terra gira intorno al coso, come si chiama, il sole, mica come nel medioevo, mica come quei trogloditi di Aristotele, Virgilio, Sant’Agostino, Dante, Petrarca, che neanche avevano mai sentito parlare di Megan Fox.

Ora, se per pura ipotesi dovessimo decidere di preferire la fermezza del ceto dirigente consapevole all’acquiescenza moraleggiante della plebe, allora occorrerà disimparare, dal principio alla fine, tutto ciò che credevamo di sapere o di avere imparato, tutti i princìpi su cui abbiamo fondato la nostra percezione del mondo, tutti i punti di riferimento che ritenevamo acquisiti. Ognuno stabilisca se possiede il coraggio per questa impresa. Eventualmente, faccia sapere fino a che punto di revisione del proprio universo mentale è disposto a spingersi, e poi non disturbi coloro che hanno intenzione di spingersi oltre. Se non se la sente, che vada per la sua strada, senza fare troppo rumore. Occorre radere al suolo ogni centimetro della casa che avevamo creduto di amare e disporci ad edificare su ogni frammento di terra sgombrato dalle macerie nuove architravi di pensiero. Nietzsche credo avrebbe detto: “Tu vai per il sentiero della grandezza: ora bisogna che il tuo coraggio migliore consista nel non esserci alle tue spalle più alcun altro sentiero”. Oppure anche: “Io amo coloro che non vogliono conservare se stessi. Coloro che tramontano, io li amo con tutto il mio amore, perché passano all’altra riva”.

Io ritengo che potremmo porre il confine tra classe dirigente (da riedificare) e plebaglia anche al livello in cui in un intelletto umano, casualmente scelto tra la moltitudine, ha luogo la piena comprensione di queste parole.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.altervista.org

Link; http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=915:gianluca-freda&catid=25:politica-italiana&Itemid=44#comments

2.11.2012

Commenti (31)

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Nascondi area commenti 11 caricati
    1. Mondart 3 novembre 2012

      E' lì il quid: per me "il politico" non è una categoria legittimabile, ma una categoria spuria, che interpreta con lenti del tutto obsolete, falsate, ascientifiche la "scientificità" di un' ipotetica costruzione sociale. Diventando così "mero attuatore" del potere.


      Per me NON ESISTE uno "specifico politico" ( la politica stessa non è un sistema dato, ma già un' "interpretazione" del sistema ); esiste invece uno SPECIFICO SOCIALE, perfettamente studiato e definito da Freud in poi attraverso l' analisi comportamentale, psicologica, sociologica e psicanalitica delle PRECISE LEGGI secondo cui si organizzano e strutturano i clan, i gruppi, dalle tribù alle civiltà complesse. Esistono precise leggi che dicono che l' uomo è un sistema fatto di dinamiche precise, esattamente come un motore ... e che non sono "interpretazioni" dettate da chissà chi in base a chissà cosa, ma leggi che portano, se osservate o eluse, a conseguenze ben diverse e precise, riproducibili anche "in vitro"

      Chi "guida le masse", a differenza del "politico", queste leggi le conosce perfettamente proprio perchè se ne serve quotidianamente, così come SA che se la "natura umana" fosse malvagia non potrebbe applicarne UNA SOLA ( in genere infatti si tratta proprio di sfruttare un meccanismo di FRUSTRAZIONE dei bisogni primari, reindirizzandola ad hoc ) ... ( Insomma Freda, tutti i nostri discorsi sugli spot ... ) Come potrebbe una mamma allevare i cuccioli, se fosse vero l' assunto di "Male Radicale" MESSO IN BOCCA a Kant ?? -E in quel "messo in bocca" sta tutta la pretenziosità del politico, che crede di avere gli strumenti adeguati mentre affronta un sistema avvalendosi degli aruspici ...

      Ecco dove sta il "gap": si approccia il sistema gravitazionale interpretandolo col Capitale (o che altro) ...

      INFINE: togli alle masse il gap disinformativo, dai loro tempo libero e un salario di sussistenza ... ora depenalizza l' omicidio, e non avrai più bisogno di nessun esercito: avrai la -temutissima e controllatissima- rivolta "veramente" spontanea ...

      Insomma è ancora lo stesso discorso: l' energia messa nell' "imbrigliare" è enorme: basterebbe "scioglierla" perchè avvengano miracoli. Ma questo forse lo stanno già facendo gli stessi Architetti che storicamente l' hanno imbrigliata.

    1. totalrec 3 novembre 2012

      1) Ammettiamo pure che sia. Diciamo cioè che la massa esista e che sia definibile come l'insieme di coloro la cui spontanea tendenza associativa sia stata artificialmente alterata (avrei molti e seri dubbi sull'esistenza di questa "spontanea tendenza associativa", ma poiché non è rilevante nell'economia della discussione, sorvoliamo). Okay, cosa cambia? L'insieme degli "artificialmente dissociati" resta comunque incapace di organizzare un cambiamento, che dovrà essere progettato e attuato da un'elite scevra da condizionamenti di pensiero.

      2) Non capisco bene il senso dell'obiezione. Se per "specifico umano" s'intende la generale tendenza umana a perseguire il proprio vantaggio individuale, allora tutti i gatti sono bigi. Ma se ci addentriamo in una classificazione appena appena più articolata, allora non esiste un solo "specifico umano", ne esistono di varie tipologie, tra le quali il "politico" - con le competenze e le prerogative che gli sono proprie - è in questo frangente quella di cui c'è desolante assenza e impellente necessità.


      (GF)

    1. Mondart 3 novembre 2012

      Nè il moralismo, nè l' indefinibile buon senso: nonostante ci diciamo figli del rinascimento, chissà perchè ci ostiniamo a negare il fil rouge a cui pervennero tutti gli studiosi dell' epoca, ossia che OGNI SISTEMA contiene in sè stesso le leggi che lo governano. Leggi che quindi vanno cercate al suo interno, e non altrove.


      Fin qui anche Freda sembra concordare, stando all' esempio del cugino che cade dalla torre di Pisa: una mela che cade può credere che ciò avvenga perchè lo dice il Capitale o un Dio malvagio, ma ciò non servirà a cambiare minimamente il suo destino: infatti commette l' errore di cercare FUORI DAL SISTEMA STUDIATO le sue stesse leggi.

      Ora, se la società è l' aggregarsi di esseri umani, le leggi di questo aggregarsi vanno ricercate nell' Uomo stesso, ed in una quanto mai probabile loro esistenza ALL' INTERNO del sistema osservato, e non al di fuori ...

      Purtroppo troppi "intellettuali", "politici", "sedicenti eruditi" NON SANNO di essere vittime essi stessi dello stesso inganno in cui cade la mela: e insistono a cercare nel Capitale o nei testi sacri le dinamiche dell' agire umano, a leggere al lume di candela mentre il Novecento ci ha già fornito la lampadina.

      Fuor di metafora, sono la psicanalisi, la psicologia, la sociologia che da Freud in poi hanno definitivamente e scientificamente trovato tale codice. Ovviamente bellamente ignorati da tutta l' "intellighentia" degli attuatori del potere medesimo, attuatori che -in buona o cattiva fede- insistono imperterriti a dire che la mela cade per colpa di Marx, di Dio o di Vattelapesca.

      Che si incaponiscono ad aggiustare il trattore col nastro adesivo, che addirittura pretendono di mettere mano al motore ignorandone del tutto il funzionamento. Perchè lo facciano se lo chiedeva anche Kubrick: seduzione del potere, ma personalmente ritengo anche sincera ignoranza delle dinamiche reali, e avidità della parte mercantile. Che favoriscono comunque sia il disegno ciclico voluto dal potere sovrastante.

      Ora, chi è in grado di indirizzare "la massa" queste cose le sa, perchè proprio di tali dinamiche si serve ... ed ecco perchè si crea un dislivello insanabile ad ogni tentativo di approccio: perchè si approccia la materia di studio con gli strumenti sbagliati.

    1. A 3 novembre 2012

      Che destino beffardo. Già lo vedevo, fiero condottiero, in piedi, sull' invicibile carro, a dirigere il traffico dell' ardita armata, con prosa rococò, tra il rumore dei cingoli. Musica per le mie orecchie! Invece, infame è la vita, che ci priva di tanto spettacolo, costringendolo qui, tra la plebaglia, a scrivere cose incomprensibili all' inesistente massa, comeundonchisciotte qualsiasi. Ah! se solo fosse nato in una famiglia importante della fantomatica elite come certo egli, meriterebbe. Coraggio, sarà per un' altra vita, sperando nella reincarnazione! Sempre che, sfigato, non rinasca mosca.

    1. tersite 3 novembre 2012

      Freda, 'moralismo' o.. 'buon senso'? Non è il buon senso che dovrebbe guidare un sistema sociale o politico o di qualsiasi altra natura? E ancora, non è attraverso la corruzione (sia come pretesto che come mezzo diretto) che si fanno cadere e si rimpiazzano i governi? Ignoranza e corruzione possono essere la stessa cosa. Non sono conseguenza una dell'altra.

    1. oriundo2006 3 novembre 2012

      Alcuni dei precedenti commenti hanno surclassato eccome le mie possibili considerazioni sulla posizione di GF, inclusa la circolarità delle forme politiche di dominio. Ma mi rimane un dubbio: hanno davvero 'centrato' il significato di una nuova elite ? Perchè questa c'è GIA': ed è in piena azione, ed ha fatto propria, voltandola di significato, l'idea di essere non solo sprezzantemente al di là del bene e del male ( il cui giudizio pertiene ad una scala di valori pur sempre opinabile ), ma anche di Dio stesso, l'origine della scala stessa, riducendo l'umanità intera a massa amorfa, appunto, senza qualità e senza neppure più vis vivendi ( e non solo necrofagia bulimica ), quando invece ne dovrebbe essere uno degli aspetti proiettato sul piano 'apparizionale' , della Sua Gloria riferita alla Vita umana. In parole più semplici, le elites attuali hanno degradato l'umanità a 'massa', ovvero a struttura quantitativa ( 'segno dei tempi' ultimi ) liberamente modificabile, strutturabile e un domani replicabile in laboratorio per poi finire per eliminarla come non più utile: realizzazione di un giudizio ben introiettato dalla massa stessa. Dunque, l'elite c'è già, a ben vedere è sempre la stessa ed è assolutamente 'libera' da considerazioni di qualsivoglia 'valore' ( vedete dove porta 'lottare contro l'Angelo': Genesi 32, 24-32... ), tranne ovviamente quell'unico 'valore' rappresentato da sè stessa: volontà di potenza suprema celato dall'ossequio, falso ed ipocrita, alla Legge solo per esaltare la propria specificità di razza, religione e cultura. Legge che mai come oggi è consunta e lacera, assieme al linguaggio che dovrebbe svelarne l'arcano ed interpretarla, sostituito dalla manipolazione cabalistica e scientifica: efficace e mortifero disegno cui gli esseri umani si prosternano vilmente felici di servire, resisi eunuchi di sè stessi in vista del 'Regno dei cieli' promesso dalla Menzogna fattasi totale.

    1. totalrec 3 novembre 2012

      Se le elite lavorano giorno e notte per giostrare i destini di miliardi di mosche, è perchè loro stessi, contrariamente a te, vero umanoide sproloquiante, a queste masse (sciami), di mosche, attribuiscono molta importanza nella realizzazione di qualsiasi progetto.


      Non mi sono mai sognato di dire che le mosche, questi spazzini della natura, non abbiano una loro visibilissima importanza nel creato. Anzi, mi sono sempre sforzato di scrivere e dimostrare l'esatto contrario, compresi gli ultimi articoli. Basta che non le si confonda con i veri operatori della politica (elite) che sono ovviamente tutt'altra cosa.


      (GF)

    1. segretius 3 novembre 2012

      "Per ciò che riguarda le masse, non credo di averle mai offese, per il semplice fatto che non credo alla loro esistenza. Non ho mai visto, in vita mia, una massa, se non al cinema o nei reportage sull’Area 51. Ho esperienza solo di individui singoli, molti dei quali (ahimé) cretini e spregevoli; parecchi insulsi e trascurabili; altri degnissimi e meritevolissimi. Questi ultimi non sono granché diffusi, devo ammetterlo, ma per definizione nulla che dia senso alla vita lo è, quindi è così che devono andare le cose. Sto solo cercando di spiegare che le masse, non esistendo, non sono in grado di modificare un bel nulla, checché ne dicano i fumetti e gli sceneggiati su Robespierre. Sui singoli individui cretini e spregevoli (da me indicati anche con i lemmi “plebe” e “plebaglia”) non c’è ovviamente da contare per un cambiamento, come nemmeno sugli insulsi. Sono loro quelli che “stringono accordi con potenze straniere” al solo scopo di ottenerne prebende individuali, senza avere in testa neppure l’ombra di un progetto politico nazionale. Rimangono i meritevoli, ovvero quella ridotta frazione di essi che abbia voglia di abbandonare i miti e le leggende imbecilli sulle “masse che cambiano il destino” e che possieda invece (o voglia sforzarsi di acquisire) le qualità essenziali per costituirsi in elite."

      Se le elite lavorano giorno e notte per giostrare i destini di miliardi di mosche, è perchè loro stessi, contrariamente a te, vero umanoide sproloquiante, a queste masse (sciami), di mosche, attribuiscono molta importanza nella realizzazione di qualsiasi progetto.Le qualità per costituirsi in elite ti garantisco che ce le hanno già le oligarchie dominanti, in quanto "essere elite" è uno status fine a se stesso. Un vizio che è proprio di gente come te, motivata da un antagonismo che equivale a sostanziale uguaglianza con la psicosi di prevalere, sugli altri, e nel tuo caso, su insignificanti mosche plebee......

    1. Mondart 3 novembre 2012

      Va beh, ma qui esponi 2 concetti ben distinti, e non necessariamente conseguenti ( almeno nella teoria, se non in una pratica contingente dettata dalla necessità di legittima difesa ).


      Quale fu il grande merito di Fibonacci, Leonardo, Galileo ? Intuire che LA STRUTTURA EQUIVALE ALLA MENTE di un Sistema, surclassando così ogni costrutto teocratico medioevale e fornendo alla classe mercantile il formidabile volano di cui necessitava.

      "Mercanti e Architetti Associati Spa" vanno oltre questa comprensione, e la usano per la costruzione stessa della Realtà, semplicemente deformando a loro piacimento la "struttura", storica e sociale ( chi non comprende vada a leggersi il mio blog, non posso sempre stare a ripetermi daccapo ).

      Ecco che questo falsa il tuo ragionamento almeno in 2 punti:

      1) E' FALSO dire che "non esiste la massa", in quanto la "massificazione" degli individui si ottiene appunto alterando in vario modo la LORO SPONTANEA TENDENZA ASSOCIATIVA. Che non si baserebbe assolutamente su astruse pretese mercantili, ma eventualmente su quelle dei propri genitali, il che ha sempre infastidito anche ogni potere precedente: si trattava quindi solo di introdurre un nuovo "peccato originale", ed è stato fatto col "debito pubblico". E venduto "alla nuova èlite illuminata" grazie a Kant, Vico e compagnia cantante.
      Anche l' èlite viene gestita come la massa, se e quando necessario: vedi quanto detto riguardo ai film di Kubrick

      2) Ripeto quanto già scritto in un precedente commento: esiste quindi -o meglio può esistere- uno "specifico politico, e/o struttura politica" sostanzialmente diverso e "altro" dallo "specifico umano" ?? Se sì, esso esiste solo nella mente di chi abbia già deciso d impossessarsene per i suoi non dichiarati scopi: sono gli stessi che cazzeggiano di nature umane cattive, di necessità di controlli autoritari, di guerre giuste.

      E questo sia detto per amor di filosofia. Ma anche ammettendo di trovarci nell' ipotesi della legittima difesa, chi di grazia potrebbe farci salire sui carri ?? Mi sembra ti stia rivolgendo ad una ipotetica e fantomatica èlite che STORICAMENTE non esiste, nè all' interno dell' Occidente ( essendo ormai da tempo unificato in una superiore comunità d' intenti ), nè, probabilmente, nell' intero globo.

      E, in questo caso, la miglior strategia da attuare resta ancora quella qui descritta:
      http://mon-dart.blogspot.it/2011/12/e-al-cervello-che-va-applicato-il.html

    1. clausneghe 3 novembre 2012

      Piano con le mosche!
      A ben guardare il titolo di "Signore delle mosche" compete nella nostra orrida realtà, ai militari di tutto il mondo, quelli che guidano i cingolati che piacciono tanto a Totalrec..
      Infatti dove operano costoro, le mosche sono invitate a pranzo e cena, sempre.
      Punta la tastiera contro i " bravi ragazzi " armati, non contro il pacifico frinire dei volgarmente detti "grillini" se vuoi, caro Freda.

    1. Giovina 3 novembre 2012

      Una massa che deve essere guidata e che si pensa non sia capace di nulla se non di essere mosca rende l'elite che si vorrebbe la governasse, la regina delle mosche.

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