Processo Maxwell: suicidato anche Jean-Luc Brunel

L'ex agente di moda, accusato di molestie sessuali, stupro e procacciamento di minorenni per la rete pedofila d'alto bordo di Jeffrey Epstein, è stato trovato morto sabato in carcere

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Il processo alla compagna del defunto pseudo-miliardario Jeffrey Epstein – che secondo rumors era in realtà una sorta di magnaccia di minorenni sotto copertura, più va avanti, meno chiarifica la situazione, anzi solleva dubbi ulteriori sul giro di prostituzione gestito dal newyorkese. Già la vicenda di Andrea d’Inghilterra, principe ripudiato dalla famiglia per aver abusato di tale Virginia Giuffrè, ha del surreale: rifiutandosi il denobilizzato di ammettere la propria colpevolezza, ha patteggiato con gli avvocati della vittima di limitarsi a non negare di averlo fatto – tripudio della tipica litote britannica applicato negli USA – in cambio di una manciata di milioni elargiti da sua maestà la regina alla Giuffrè.

Sabato, poi, è stato trovato morto all’una di notte dai secondini Jean-Luc Brunel, detenuto a La Santé dopo essere stato arrestato a novembre 2020, accusato di essere un procacciatore di minorenni per il giro dei coniugi Epstein. Ex agente di modelle, Brunel aveva 74 anni e si stava battendo strenuamente, a quanto riportano i suoi avvocati, che proprio nella mal sopportazione dell’ingiustizia adducono le cause del gesto estremo. D’altronde, anche Jeffrey Epstein si è suicidato, nonostante alcuni ritengano che non si possa affermare con sicurezza se sia stato un omicidio ben calibrato.

Nessun messaggio di cordoglio per lui: le uniche a disperarsi sono in effetti le sue vittime, che vedono sfumare, con la chiusura del processo, l’unica possibilità di riscatto dalle torture sessuali subite a Little Saint James, l’isola che ha ospitato, tra gli altri e secondo le testimonianze fotografiche che ormai girano abitualmente sul web, gente del calibro di Bill Clinton, Bill Gates, Elisabetta d’Inghilterra, Mohamed Bin Salman e altri pezzi da novanta – che guarda caso a processo non ci sono andati.

La chiusura del procedimento penale che avrebbe costretto Jean-Luc Brunel a fornire ulteriori dettagli sulla sua attività nella rete di sesso con minori, in verità piuttosto lento a celebrarsi per uno incarcerato nel 2020, è un vero e proprio smacco per le vittime, che hanno dovuto subire una lunga trafila di interrogatori, esami psicologici, che hanno minato seriamente il loro benessere psico-fisico. Ma di loro non importa davvero a nessuno. Quello che importa all’establishment è che tutti coloro che possono dare informazioni sensibili e allargare la rete dei fruitori della rete pedofila si suicidino il più in fretta possibile.

MDM 21/02/2022

Fonte https://www.leparisien.fr/faits-divers/affaire-epstein-lex-agent-de-mannequins-jean-luc-brunel-retrouve-mort-en-prison-19-02-2022-ANC37MSKQBGQBNZZSQMNO6MQ44.php

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