PRESIDENTE BERLUSCONI, PER IL BENE DELL’ITALIA, NON SI DIMETTA

PRESIDENTE BERLUSCONI, PER IL BENE DELL’ITALIA, NON SI DIMETTA

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Presidente,

perdoni l'approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell'Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.

Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

a) l'Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

b) esistono responsabili italiani ed europei di questo "colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche". (una definizione del tutto ragionata offerta dell'economista americano Michael Hudson)

Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d'uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:

L'Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall'operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell'Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.

L'Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di "Togliere agli Stati la loro ragion d'essere". La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d'Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l'esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.

Specificamente, la moneta unica:

- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell'Eurozona.

- I debiti dell'Eurozona non sono più sovrani, poiché l'Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all'emissione. L'Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è "Ability to pay", cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di "Ability to pay", la cui presenza è infatti l'unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l'Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

- L'Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l'assenza radicale di "Ability to pay" nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell'adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall'adozione della moneta unica, che, ribadisco, l'Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l'Europact sono l'espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

- L'Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l'Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell'Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi 'tecnici' in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell'Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l'Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l'Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.

In ultimo una precisazione di ordine morale.

Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.

I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.

Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.

Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=257
7.11.2011

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Commenti (172)

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    1. Break74 7 novembre 2011

      Inutile sprecare ulteriori chiacchere.
      Innegabile rendersi conto che nella maglia d'acciaio(mica na ragnatela) che ci ha inglobato completamente solo uno psicopatico e irresponsabile ometto che ha avuto tutto dalla vita ed ormai ha poco da perdere possa arrivare uno spiraglio d'orgoglio. E come possiamo noi, uomini comuni senza ormai nessun potere non affidarci a questo circondati dalle tenebre più profonde.
      La domanda più lecita e come siamo arrivati fin qui? Domande inutili se la risposta è univoca.
      Ecco perchè la mia famiglia continua a prendermi per pazzo da un mese a questa parte mentre farnetico tra me e me che se elezioni ci saranno, voterò proprio lui.
      A casa mi hanno consigliato pure una cura a base di psicofarmaci, forse hanno ragione ma non posso che condividere al 100% la missiva di Paolo.

    1. Iacopo67 7 novembre 2011

      Maxim, alcune cose che dici sono giuste, però, scusami, ma di economia non ci capisci proprio.

      A questa storia dell'inflazione ti ho già risposto in modo semplice e chiaro nell'articolo "Nonna, ti spiego la crisi economica 7 e 8", ma tu non solo non mi hai risposto, forse non mi hai neanche letto, così come non hai letto Barnard, nè Wray, altrimenti la smetteresti di continuare a fare la figura del grullo con la storiella dell'inflazione.

    1. athos 7 novembre 2011

      A berlusconi purtroppo non gli importa un cazzo. questo è il problema. ma vorrei dire una cosa a chi continua a dire io sono di sinistra ma appoggio barnard, io da marxista sono però d'accordo... ecc.
      come ha riferito costanzo preve questa è una sfida "al sud europa" ed ha un significato geografico per cui si può e si deve rispondere con un senso culturale e pattriottico. l'italia e il sud europa sono l'oggetto del bersaglio, gli operai, gli immigrati e tanto altro ancora caro agli alternativi di sinistra si deve risolvere anzitutto partendo da una posizione di "equilibrio" e questo può avvenire solo edesclusivamente con la sovranita monetaria. punto e a capo.
      poi vorrei dire che per quel che possa valere...adesso,fermo restando che non credo più a nulla, però se berlusconi ha un identità politica, e molti degli esponenti del PDL tra cui brunetta tremonti eccettera non dimentichiamo che sono socialistiiiiiiiiiiiii(riformisti ma socialisti) e quindi statalisti!
      loro hanno imparato a far politica con gente come craxi e non c'è bisogno di dire che, sempre considerando il discorso dal punto di vista geopolitico, come occorre fare ora, è stato forse uno dei pochi esponenti della politica italiana che abbia pensato ad un ruolo "autonomo" di questo paese. moro era l'altro.

    1. A-Zero 7 novembre 2011

      Barnard ci è o ci fa? Lui ha ragione nel sostenere che il problema sia originato dalla perdita di sovranità monetaria. Lui ha ragione, ma tanto questa è una ovvietà, che dopo Berlusconi ci saranno i governi BCE. Ma sperare in Berlusconi vuol dire aver impiegato tutte le energie a studiare macroeconomia monetaria e poi a non riuscire a fare quattro scalini per uscire dalla porta, sperando che lo porti fuori l’attuale tenutario della casa in fiamme. Sempre che Barnard sia in buona fede.
      Primo. Berlusconi è anche egli un ingranaggio del sistema, quanto meno. Quanto più è uno dei fattori del sistema: è uno dei grandi capitalisti, di fatto. E il suo aumentare il debito e nascondere l’evidenza ha di molto accelerato la posizione di rischio e di minaccia dello stato Italia. Poi è anziano, è rincoglionito da se stesso, è anacronistico. Dunque dovremmo sperare che questo qui faccia un colpo di testa e vada contro i suoi compari globali? Come se i suoi capitali non siano ammucchiati insieme ai capitali globali da qualche parte? Come se i suoi eredi possano prendersi la briga di salvare i suddetti capitali dalla punizione dei suoi compari globali? Allora Barnard ci sei o ci fai?
      Secondo. Barnard giù la maschera, facciamola finita con l’opacità della tua posizione ideologica. Tu sostieni che quest’ultima versione del capitalismo non va bene, e sostieni che ci vuole la versione in cui la nazione batte moneta a piacimento, a debito. A parte i problemi mai risolti della svalutazione, compensabili con le esportazioni e la pressione svalutativa sui redditi da lavoro, ma questo non comporta la fine del capitalismo e, quindi, delle sue distorsioni distruttive sul piano sociale e ambientale. La posizione ideologica di Barnard è quella dei borghesi insurrezionalisti del 7-800’. Lo dice e lo scrive chiaramente. Barnard dice che è la borghesia che deve cambiare di nuovo le cose.
      Non contesto questo a Barnard, non lo condivido e lo avverso politicamente, però lui dovrebbe rendere molto più chiara la sua posizione ideologica, facendo luce su tutte le conseguenze ad essa legate. Come se proprio dalla fase di accumulazione del debito monetario non si sia passati alla privatizzazione capitalista del debito attraverso l’euro. Barnard dovrebbe emettere moneta senza dare in cambio obbligazioni. Perché se emetti moneta in cambio di obbligazioni, prima o poi le devi onorare le obbligazioni, altrimenti si svalutano, diventano carta igienica. Allora dopo che hai ricreato una montagna di carta igienica, il capitalista globale di turno effettuerà di nuovo il miracolo della transustanziazione (euro) della carta igienica in moneta privatizzata da risarcire col sudore proletario e la miseria sottoproletaria.
      Intanto, sostiene Barnard, tiriamo a campare col capitalismo. Ma il capitalismo porta la sa distruzione in sé, e non è la civiltà maya che sparisce e buonanotte, ma il capitalismo è come Moby Dick, si porta tutto il mondo all’inferno. Con buona pace della nostalgia piccolo borghese della classe media.
      PS: se poi non ho capito che si può creare moneta con obbligazioni ad libitum, il professor Barnard mi rimprovererà severamente e mi dimostrerà che è possibile. Ma anche se fosse possibile, sarebbe un male di poco minore.

    1. Iacopo67 7 novembre 2011

      Berlusconi e Tremonti queste cose le sanno.

      Il problema è un altro, è che il vero potere è micidiale, non perdona e fa paura.
      E Berlusconi è un uomo di mondo, non un pazzo idealista cuor di leone.

      Quando la BCE intimò all'Italia di mettere in ordine i propri conti, Berlusconi rispose mandando a quel paese la BCE, e non lo fece in via riservata, ma pubblicamente, attraverso un pesante articolo di Ida Magli sulla prima pagina de "Il giornale". Il giorno dopo la pubblicazione di tale articolo il Wall Street Journal pubblicò un articolo in reazione a quello de Il giornale, chiedendosi se Berlusconi fosse impazzito. Il giorno dopo ancora, Berlusconi fu colpito in faccia da una miniatura del duomo di Milano scagliato dal solito pazzo isolato. Coincidenza ?
      E quante cose non sappiamo che sarebbero da approfondire..
      I morti che quest'europa si lascia dietro, Haider assassinato in Austria nel 2008 il giorno che il suo partito vinse le elezioni, Fortuyn assassinato in Olanda nel 2002 il giorno prima della vittoria del suo partito alle elezioni..
      E' facile incitare al coraggio, stando nelle retrovie, ma quella è gente che non scherza.

    1. ale5 7 novembre 2011

      Ma l'ha mandato a silviuccio questo appello??
      Compagn..eehm compatriota presidente dall'alto dei suoi 3-4 mld di euro salvi gli italiani dalla speculazione neoliberista.
      Sì come no, già me lo immagino il berlusca che legge stà lettera, commosso e in uno slancio patriottico attacca, come dice il giornalista, l'elitè neoliberista...
      Barnad è un genio

    1. kenoby 7 novembre 2011

      ma sai almeno di cosa stai e stiamo parlando/trattando?? Credo proprio di no. Inizia dal principio andandoti a scaricare e leggere il saggio di Barnard "il piu grande crimine" e poi ne riparliamo con calma.

    1. istwine 7 novembre 2011

      qua si confonde difficoltà oggettive con difficoltà ideologiche. l'euro è in difficoltà oggettive, dipendenti dall'assetto istituzionale. gli USA lo sono perché l'ideologia dominante è quella che tutti sappiamo.


      certo, anche l'assetto istituzionale europeo è conseguenza di una certa ideologia. ma la differenza è tra uno che dice di non poter correre perché ha le scarpe legate (gli USA, il Giappone ecc ecc) e uno che non ha i piedi (europa)

      sul Giappone sembra che ognuno abbia la sua idea, chi lancia il carry trading, chi lancia il fatto che il debito pubblico sia per la maggiore in mano a loro stessi, chi lancia che il giappone è prestatore di tutti. ma cosa significa prestatore di denaro per tutti? presta gli yen, perchè emette yen. solo quelli può prestare. viene lasciato in pace perché non esiste "opportunità di arbitraggio" nei paesi sovrani, a livello tecnico e logico pure. e dire che l'altro giorno, il signor goldman sachs Costamagna si è lasciato sfuggire che se in europa bisogna eliminare "l'opportunità di arbitraggio". peccato che nessuno l'abbia capito in studio.

      una cosa, la moneta è uno strumento fondamentale per uno Stato, anzi, è ciò che differenzia uno Stato da una famiglia e un'azienda. ma ciò non significa che sia la soluzione ultima di ogni male del mondo. è semplicemente uno strumento fondamentale senza il quale non si può fare niente di quello di cui anche in questo sito si discute spesso.

      un ultimo appunto sulla moneta debito, anche se tu non ne hai parlato, è rivolto al generale: non vuol dire nulla. è una frase che non significa nulla se uno analizza contabilmente cosa significa, e come funziona il sistema monetario. la utilizza solo chi costruisce modelli sbagliati partendo da modelli ancora più sbagliati.


      cosa significa sarebbe una competizione a chi emette più moneta? la moneta è emessa e distrutta tutti i giorni da anni. la BC ne emette e distrugge tutti i giorni di base monetaria, quindi tutti gli Stati secondo questo schema sarebbero dovuti già cadere nell'iperinflazione da tempo. pensa al QE americano, bordate di moneta, ma come per la millesima volta ha dimostrato, non esiste nessun meccanismo magico tra emissione moneta e inflazione. è una cosa molto più complessa che coinvolge tanti fattori quali domanda, produzione, consumi, salari ecc ecc.

      la moneta, il deficit, il debito, sono strumenti. che poi chi li utilizza sia un pazzo coglione non deve inficiare il discorso che la moneta sia lo strumento fondamentale senza il quale a livello economico non puoi fare nulla, vivendo noi in un'economia monetaria.

    1. geopardy 7 novembre 2011

      Strana tipologia di anarchico.

    1. PeppoI 7 novembre 2011

      buahahah, adesso le ho lette tutte! bioparco!
      chiedere di "resistere" per il bene della nazione ad un puttaniere che per anni ha negato la crisi, ha fatto solo i suoi interessi in maniera spudorata, ha corrotto e comprato giudici e parlamentari è davvero grottesco. Non credo a ciò che leggo.
      Ho letto i suoi articoli dott. Barnard e il suo "il più grande crimine", trovandoli interessantissimi, sensati e condivisibili. Ma scrivere questa lettera ad un uomo che non ha mai fatto politica ma solo interessi personali e incolpare la sinistra (di cui non sono elettore, chiariamoci) di aver portato l'euro... non scherziamo. Dov'era, allora, la fervida opposizione all'euro di Berlu, che da "esperto di economia" (buahaha) ci spiegava tutti i suoi limiti?? crede che a lui interessi (e capisca) qualcosa della nostra "gallina delle uova d'oro" ormai distrutta? ma per piacere... lei deve continuare nel suo importante lavoro di diffusione delle sue idee, dott. Barnard, ma senza chiamare in causa il non-politico italiano.

    1. lacoontecassandra 7 novembre 2011

      Svendita della sovranità nazionale economica e militare



      I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano .



      Nel forum c’è Napolitano, funzionario Bce [www.comedonchisciotte.org]. (clicca il blu )



      Il cerimoniere si confessa corresponsabile di questa svendita di sovranità economica e militare….
      La fonte di questa confessione è del Quirinale medesimo.



      Ma questo questo in CDC qualcuno “ finge ” di non capirlo…



      È vero che bisogna augurare Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario”



      Ma le anime belle che ora si disgustano (considero particolarmente chi scrive Per quanto possa provare DISGUSTO per Berlusconi,il nano rimane l'unica carta giocabile contro l'ormai programmato smantellamento italiano ) e trovano il nano l’unica carta giocabile disgustano altrettanto perché per costoro l’unica carta è l’intrigo di palazzo e non la proposta.



      Facesse il nano la mossa del “matto” ( o del “disperato” ) ma poi cosa succede ?
      Non fa la mossa, cosa succede ?



      Bisogna ripartire dai granellini di sabbia da mettere negli ingranaggi del motore, e questo non lo farà un intrigo di palazzo ma la gggggente.



      Ma è preferibile il bla ( ricordate Moretti “ di' una cosa di sinistra!..Di' anche una cosa anche non di sinistra….di' una cosa, di' qualcosa…” ) e anche la censura contro chi, diversamente da quell’anima pia di Dalema, qualcosa l’ha detto e una proposta l'ha fatta (piccola, da granellino di sabbia, appunto).

    1. Giancarlo54 7 novembre 2011

      No! Non lo farà mai perchè lo tengono per le palle. Deve disperatamente salvare le sue aziende ed evitare che Marina e Piersilvio vadano a dormire sotto i ponti. Potrebbe farlo uno che non ha niente da perdere, ma lui ha troppo da perdere e se ne starà buono e zitto.

    1. geopardy 7 novembre 2011

      Lancio una provocazione.

      Cerchiamo di fare un po' d'ordine storico prima e poi torniamo all’oggi.

      Non è solo la moneta unica ad essere stata concepita per annichilire i paesi nazione, ma l’Europa stessa è stata concepita in modo tale ed altrimenti non potrebbe essere. Mi spiego, siamo un continente che ha scatenato due guerre mondiali in 20 anni e tutto a causa degli stati nazione, non so se siano poche due guerre di questo tipo, ma, evidentemente, ai politici del dopo guerra è sembrato abbastanza e concordo con loro.

      A furia di leggere gli eventi del mondo solo in chiave monetarista questo ci sfugge, ma è naturale, ormai, nelle nostre teste ci sono solo dollari ed euro.

      Quello che propone Barnard mi sembra sia stato già tentato dopo il 1929 e proprio in Germania , da lì a qualche anno si scatenò la seconda guerra mondiale.
      Questo, per il semplice fatto che un’economia con standard moderni di benessere (incluso il XX° secolo) non può essere autosufficiente ed abbisogna di attingere, comunque, da risorse altrui per essere mantenuta.
      Come vedete il problema si ripresenterebbe e, forse, in maniera ancor più grave con gli stati sovrani.

      Il Giappone viene lasciato in pace e senza embargo economico (dazi altissimi per le sue merci e cose simili), perché ha accettato di diventare il prestatore di denaro a tasso zero per il mondo intero, altrimenti, già sentiremmo parlare di pericolo giapponese e via dicendo.

      Le cose come stanno sono disastrose, ma con esse stiamo evitando l’ennesima guerra tra nazioni europee con effetti devastanti per il mondo intero, insomma, una variante del male minore, parafrasando il senso dell’articolo di Barnard.

      In questo contesto di sistema economico, con i valori esistenziali fondati sul consumismo assoluto, di cui Berlusconi fin dal suo avvento , dai primi anni ’80 in poi, ne è stato l’indiscusso promotore mediatico e ben prima della conversione ad esso da parte delle cosiddette sinistre italiane dopo tangentopoli, vero disastro aggiunto al disastro.

      Qui si chiude ogni considerazione a favore dell’attuale Presidente del Consiglio, che continua ad accaparrarsi monopoli a tutt’oggi (ultimo quello del gioco d’azzardo online).

      Lo dico solo per i nostalgici, in questo senso non è certamente all’altezza del Duce (a lui, probabilmente, la richiesta barnardiana da “statista” si poteva inoltrare), il quale non mi sembra si sia arricchito alle spalle degli italiani e tanto meno impunemente come l’arcoriano.

      Torniamo all’UE, sicuramente la strada dell’unione monetaria in un’epoca ultraliberista è stata devastante,.
      In merito, secondo me, andrebbe spesa qualche parola di più sulla BCE, essa, infatti, è simile ad una società per azioni, dove il problema che si voleva risolvere dell’annullamento delle singole sovranità monetarie nazionali (per i motivi sopra elencati), si ripresenta nelle quote azionarie dei singoli paesi, la Germania in testa, la Francia poi e così via (l’anomalia meno comprensibile è quella della presenza azionaria della GB, semmai), in pratica, fotografa la situazione economica pre- unione monetaria ed è concepita per non essere minimamente messa in discussione. In pratica, la Germania la fa da padrona per continuare ad esserlo, d’altronde, cosa pensate, negli Usa, che hanno la stessa lingua e sono federati (il processo è a compimento da tantissimo tempo) soltanto alcuni stati usufruiscono di uno status di sviluppo particolare e la loro leadership non è mai stata messa in discussione fin dalla fondazione della federazione (evidentemente, anche lì ci deve essere implicito un qualche meccanismo che tutela l’ordine costituito) e sono il legante dell’intera federazione.

      Gli Usa hanno una moneta sovrana, ma una crisi mostruosa al tempo stesso, qualcosa vorrà pur dire.

      Ora, seguendo il concetto di sovranità monetaria, pensiamo al fatto che ogni stato che possa emettere a piacere debito, sarebbe il bengodi, non mi sembra che la storia ci insegni questo, anzi tutt’altro.
      Pensiamo ad uno stato che, potendo emettere denaro a sfallo, investa e costruisca in continuazione nel proprio paese (mi sembra di evincere questo dalle prime lezioni economiche rivolte alla nonna), altrimenti, per forza di cose ne dovrebbe, almeno dal punto di vista economico, invadere qualcun altro (come oggi avviene), pensiamo alla devastazione territoriale ed all’accumulo di ricchezze dei suoi capitalisti che dovrebbero, sempre per non collidere in realtà altrui (come avviene oggi) , essere reinvestite nel paese dove siano prodotte, avremmo una doppia devastazione territoriale.

      Sarebbe una competizione a chi emetta più moneta ed avremmo una caterva immensa di carta straccia in ogni singolo paese, qualcuno mi dovrebbe spiegare come regolamentarla. Ad un certo punto, la gente, sempre più attenta alla propria salute e all’ecosistema del proprio paese, si ribellerebbe alle grandi opere ed agli eco-mostri (come avviene oggi) e ciò rischierebbe di fermare il sistema di riproduzione del capitale, quindi, repressione e dittatura fino allo scontro totale (in maniera ancor più accentuata di oggi).

      Qui mi fermo, questa è una mia spicciola analisi, di uno che non è un’economista, ma vuol capire, se ho detto castronerie e me lo potete documentare, sarò io il primo a rimetterle in discussione.

      Ciao

      Geo

    1. victorserge 7 novembre 2011

      mi scusi signor barnard; ma lei è davvero convinto che berlusconi non faccia parte della cricca neoliberista che ci ha condotti in questi pasticci?
      il suo appello a berlusconi è a scoppio ritardato o quantomeno sospetto.
      berlusconi non ha mai detto di essere contro le politiche della bce, non ha mai detto di essere contrario alle privatizzazioni, non ha mai lasciato trasparire di essere contro il finanzcapitalismo che riduce il lavoro a semplice elemento di contabilazzazione dei profitti.
      ma a quale berlusconi si sta appellando? a quello reale, il che mi pare un' aberrazione o a un suo berlusconi ideale?
      grandi sono le tenebre in questo mare di illusione.

    1. Mangudai 7 novembre 2011

      ..certamente!Producono di più le multinazionali, e la fame nel mondo non é provocata dalle sementi non OGM!...la chiesa non si pone queste domande!....

    1. ComeDonkeyKong 7 novembre 2011

      Caro Paolo Barnard, la lettera è talmente tanto saggia e assennata che da sola spiega i motivi per cui ci ritroviamo in questa situazione. Intendo dire che non è tanto il contenuto della lettera a spiegare la nostra situazione tragicamente assurda, quanto il fatto che essa venga fuori oggi e sia scritta da una persona con la tua storia e indirizzata ad una persona con la storia di Berlusconi.

      Posso ipotizzare che se egli seguisse il tuo consiglio, sarebbe facilmente trasferito in manicomio, con la complicità dei suoi numerosi servi, pronti a darsi ad un altro padrone.

      D'altro canto, quando mai questo personaggio ha dato mostra di considerare l'orgoglio nazionale come qualcosa che faccia parte del proprio orgoglio? Il problema non è nei processi di Berlusconi, o nei lati oscuri del suo passato e del suo presente, è ovvio. L'insistenza di Travaglio, Santoro e altri su quei temi è solo un altro sintomo della mediocrità dei nostri tempi (gareggiano tutti a fare i RobertRedford della situazione: giornalisti-d'assalto-pronti-a-tutto-che-non-hanno-paura-di-chiedere-al-Presidente: "dove ha messo i calzini la sera scorsa? E perché sul suo comodino ci sono tre flutes con residui di champagne, dei quali due hanno anche tracce di rossetto?" Che forza!).

      Il vero problema è dato dal fatto che Berlusconi, come la maggior parte degli italiani, non ha la minima intenzione di fare qualcosa che non favorisca i propri immediati interessi, e quindi non ha alcuna capacità di osservare le cose in una prospettiva ampia e complessiva. Insomma, la mia idea è che egli non sarebbe proprio in grado di capire il senso di una lettera come questa, e se mai dovesse prenderla sul serio sarebbe precipitato nella paranoia: si chiederebbe chi sia il vero mandante della lettera, quale poteri vi siano implicati, e in che posizione vogliano metterlo... Oltretutto sono convinto che non sia neanche minimamente interessato alla semplice idea di passare alla storia come colui che ha fatto per l'Italia ciò che da decenni nessun altro era stato in grado di fare. Da sempre è stato pronto a tutto e ha seguito delle logiche estremamente grette, restando rinchiuso nella propria piccolezza, e non c'è ragione per cui possa oggi - a quell'età - adottare una prospettiva diversa, fosse anche per motivi di orgoglio personale.

      Continuo ad avere l'impressione che così come il mercato vuole mantenerci semivivi, ma non morti (dobbiamo consumare e rimanere tanti straccioni ignoranti), gli strateghi che hanno gettato l'Italia nel disastro attuale abbiano sfruttato il fatto che nella melma della politica degli ultimi vent'anni il governo (in un certo senso è inutile parlare al plurale) abbia assunto le vesti di una non-dittatura che ci ha imposto scelte e condizioni di esistenza che nessuna dittatura, forse, sarebbe stata in grado di imporre. In ciò le responsabilità di Berlusconi possono essere state storicamente inferiori a quelle di Amato o Prodi, ma restano lì. E come ha accettato il gioco ieri (in cambio, tra l'altro, della tutela dei propri patrimoni - e qui sta tutta la sua piccolezza), continuerà ad accettarlo in cambio di un semplice salvacondotto universale per sé e per il suo impero.

      Gli stai facendo delle richieste impossibili per lui, e questa lettera è tanto comprensibile per lui in questa forma, quanto lo sarebbe se fosse scritta in geroglifici maya.

    1. IVANOE 7 novembre 2011

      Presidente Berlusconi, spero che qualcuno le faccia leggere questo posti di Barnard e i commenti, io la penso come Barnard. E' una sciagura anche se non è avvenuta che sento sulla pelle se lei dovesse mollare proprio adesso. Non si faccia commissariare da un governo tecnico ma li porti questi falsari e ipocriti del centro-sinistra ( solo la casacca hanno e non le idee che anche a me piacciono se fossero vere...) almeno alle elezioni in primavera, mi creda basterebbero pochi mesi e quelli della falsa opposizione si scioglierebbero come neve al sole tra litigi di galletti che vogliono a tutti i costi il potere...e il suo compenso sarebbe governare ancora fino alle nuove elezioni.
      Presidente, la storia le stà concedendo la possibilità unica che forse ad un uomo sopratutto fortunato come lei di poter riprendersi quella dignità che in parte lei e i suoi falsi collaboratori ( veda la carlucci... squallida interprete di un meretricio politico e mentale vergognoso) e in parte i suoi interessati detrattori le hanno tolto: ESCA DALL'EURO !!! Riporti tranquillità nelle famiglie italiane nel popolo vero che anche se umili e non tutti suoi sostenitori non meritano di fare la fine che gli stano preparando.
      La Lega un mese fa ha già dato il primo segnale difendendo le pensioni di anzianità del popolo e lei probabilmente ha capito ed ha portato a quei sciacalli della UE una lettera che lì prendeva in giro per quello che si meritano.Presidente oggi proprio i suoi difetti diventano dei pregi e solo lei può essere all'altezza proprio per qui difetti ( e non la prendas come un'offesa ) combattere questi quattro filibustieri della UE.
      Il suo orgoglio e la sua tigna nonchè le sue abili qualità di manovratore del sotto bosco può far rinculare gli attacchi alle famiglie lavoratrici italiane.
      Presidente sfrutti questa fortuna, questa opportunità che le si stà presentando per tentare di fare la pace con noi poveri....

      La salutp

    1. AlbertoConti 7 novembre 2011

      Straquoto ogni parola

    1. AlbertoConti 7 novembre 2011

      A Giancà, leggi bene prima di giudicare. Faccio riferimento al precedente commento di Stefano D'andrea, leggilo per intero. Quanto al "sussulto di dignità" del mafioso, mi pare peggio del mio paragone.

    1. unodipassaggio 7 novembre 2011

      Purtroppo il destinatario della missiva sta solo cercando di salvare il suo culo. Non avrà questo coraggio.

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