PIU’ SCHIFO DI COSI’, E’ IMPOSSIBILE FARE

PIU’ SCHIFO DI COSI’, E’ IMPOSSIBILE FARE

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com


Invito i lettori a guardare lo sconcertante, sconvolgente, schifoso video realizzato in Israele per “commemorare” l’assalto alla Freedom Flotilla.

Intitolato “We con the World” (Noi inganniamo il mondo), il video è stato diffuso – adesso dicono “per errore” – dal governo israeliano ed inviato alle redazioni dei principali media planetari.

La mancanza di rispetto per le vittime si sposa perfettamente con la boria israeliana di considerare tutti i goim una razza inferiore.

A seguito, “We con the world: Hasbarà e negazionismo”, (Miguel Martinez, kelebek.splinder.com);



Si vergognino di esistere: aspettiamo, crediamo inutilmente, una protesta ufficiale del Governo Italiano.

Nirenstein, dove sei? Commenta!

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

LinK: http://carlobertani.blogspot.com/2010/06/piu-schifo-di-cosi-e-impossibile-fare.html

4.06.2010

TESTO DELLA CANZONE TRADOTTO

Ci sono momenti in cui

dobbiamo darci in spettacolo

per il mondo il web e cnn

non ci sono morti allora

la migliore cosa che possiamo fare

è creare il più grosso bluff di tutti

dobbiamo andare avanti

fare finta giorno dopo giorno

che a Gaza c’è fame, crisi e la peste

perché i miliardi di aiuti

non bastano per i bisogni di base

come il formaggio o i missili per i bimbi

Faremo abbandonare al mondo la ragione

faremo credere che Hamas è mamma Teresa

siamo viaggiatori spacifici con pistole e i nostri pugnali

la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

Oooh, li pugnaleremo al cuore

tanto sono soldati non gliene frega niente a nessuno

siamo piccoli

e abbiamo fatto le foto con le “colombe”

Come ci ha mostrato Allah

non c’è domanda dei fatti

così avremo sempre il controllo

faremo abbandonare al mondo la ragione

faremo credere a tutti che Hamas è mamma Teresa

siamo pacifici viaggiatori ed esibiamo i nostri pugnali

la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

L’islam e il terrore rallegrano il vostro umore?

ma vi preoccupate che non sia un belvedere?

Beh non capite che non avete che da definirvi

attivisti per la pace e l’aiuto umanitario



Faremo abbandonare al mondo la ragione

faremo credere a tutti che Hamas è mamma Teresa

siamo viaggiatori pacifici, esibiamo i nostri pugnali

la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

Fottiamo il mondo, fottiamo le persone

faremo credere a tutti che idf è jack lo squartatore

siamo viaggiatori pacifici, esibiamo i nostri pugnali

la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

Commenti (69)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. sandman972 7 giugno 2010

      Quindi secondo le tue parole siccome Israele è talmente folle da poter usare le armi nucleari è giusto lasciargli fare quello che vuole, senza protestare, senza alzare la voce, senza dire che i suoi atti sono contro la morale e le leggi, senza cercare di fare capire alla gente che le sue politiche sono sbagliate...in sostanza hai paura di dire la verità perchè "Israele è grande e terribile". Bello, ma mi pare alquanto vigliacca come cosa. :-)

    1. buran 7 giugno 2010

      Non è che un qualcosa di satirico, vignetta filmato etc., non si possa, perchè è "satira", mandare a fare in culo, eh...Una parte in causa o un qualsiasi commentatore ha il diritto di dire, eventualmente, che è una stronzata. Anche i nazisti o i fascisti facevano vignette "satiriche" sull'ebreo col naso adunco e il "negro" subumano e violentatore. Qui, con tecniche di comunicazione più moderne, siamo quasi allo stesso livello

    1. TN 7 giugno 2010

      Non vedo il nesso: la satira si propone di sbertucciare il potere, qui se la prendono con le vittime del potere.
      A me non fa ridere.

    1. TN 7 giugno 2010

      Personalmente, boicotto i prodotti israeliani, ma solo per una questione di coscienza: il mio atto è coscientemente solo simbolico/morale, non ha velleità "economiche".
      Quando già i soli USA versano miliardi di dollari annualmente a Israele, senza contare le "rimesse" di privati, che vuoi che gliene importi ad Israele del "boicottaggio economico"? Che danni potrà mai fare? Solo danni d'immagine, ed a quelli dobbiamo puntare.
      Credere di poter danneggiare Israele economicamente con il boicottaggio è pura ingenuità.

    1. TN 7 giugno 2010

      come il suo inglese, del resto

      Riguardo la "bontà" del trattamento riservato agli "ospiti obbligati" degli israeliani, credo che Joe Fallisi avrebbe qualcosa da dire:

      «Io ero sulla 8.000, la nave greca che abbiamo così ribattezzato dal numero dei palestinesi detenuti senza processo nelle galere israeliane; eravamo una sessantina, artisti, parlamentari, medici, giornalisti di una quarantina di Paesi... c’era anche un reporter di Al Jazeera...».

      «La Mavi Marmara, la nave della strage, navigava proprio davanti a noi. Poco dopo le 4 del mattino, l’abbiamo vista sovrastata da elicotteri ed abbiamo intuito che qualcosa di grave stava accadendo lì».

      Ma anche la 8.000 era già sotto arrembaggio.

      «Abbiamo cominciato a veder delle luci rosse lontano, nel buio. Poi tutti quegli Zodiac da commando, irti di antenne e di armi, che sfrecciavano velocissimi, Si sono divisi in sei gruppi, uno per ciascuna nave della flottiglia. Una esibizione incredibile di potenza militare; hanno usato persino due sommergibili, una cosa di cui i media non hanno parlato».

      «Gli israeliani sono saliti a bordo in un lampo: tutti col volto coperto da una maschera nera, armati fino ai denti, giberne piene di caricatori, giubbotti antiproiettile, ci puntavano i loro mitragliatori».

      E voi?

      «Ci siamo tutti stretti attorno alla cabina di comando, per difenderla, e impedir loro di buttar fuori il capitano - un greco mite e gentile, che si è rivelato di grande coraggio - onde prendere possesso del timone. Abbiamo tentato di fare resistenza; c’è stata una colluttazione con i mascherati, io gli ho tirato contro una sedia, e mi sono preso le prime botte; mi hanno picchiato, gettato a terra... Del resto la nostra resistenza sarà durata due minuti, non tanto di più».

      E poi?

      «Ci hanno radunati sotto la minaccia delle loro armi, ci hanno contati, poi ci hanno ammanettati con quei loro nastri di nylon bianchi, stringendo forte; insomma ci hanno trattato come trattano i palestinesi ogni giorno. La nave era in mano loro, hanno fatto rotta per Ashdod».

      Ma c’è chi non ha rinunciato alla resistenza...

      «Ad un certo punto sento un tonfo: un americano sessantenne, Paul Larudee, uno dei fondatori del Free Gaza Movement, s’era buttato in mare – sai, avevamo tutti indossato il giubbotto salvagente - per ritardare il dirottamento. E c’è riuscito, ci hanno messo un’ora a recuperarlo con una corvetta militare. Erano arrabbiati neri, l’hanno pestato a sangue, l’ho visto mentre lo trascinavano sottocoperta con un occhio nero, la faccia tumefatta. Ho visto che l’hanno picchiato ancora al nostro arrivo ad Ashdod; persino all’aeroporto, prima della nostra espulsione, l’hanno pestato ancora».

      «Nel porto di Ashdod avevano organizzato una manifestazione ‘spontanea’ per noi. Gente con la kippà e con bandierine di Israele, siamo noi i pacifisti, ci gridavano. Sì, pacifisti di Stato. Ci hanno spinti in un tendone allestito sulla banchina, per farci le foto segnaletiche. Dei tizi giganteschi, in kippà e con quei filapperi che escono sotto la camicia... ebrei ‘religiosi’ armati; ci hanno denudato, ci hanno fotografato, fra insulti e minacce; hanno cercato di farci firmare il modulo dove ci dichiaravamo colpevoli di essere entrati illegalmente in Israele. Ci siamo rifiutati...».

      E vi hanno pestato di nuovo?

      «Si vedeva che ne avevano voglia, ma si trattenevano; evidentemente avevano ricevuto ordini, per il clamore internazionale sulla vicenda che – lo intuivamo – cresceva di ora in ora. Quando pestavano qualcuno, poi chiamavano un loro medico che lo visitava».

      «Durante i controlli ci hanno confiscato i passaporti, e ci hanno rubato tutto. Telefoni cellulari, macchine fotografiche, telecamere, qualunque oggetto. Ed anche soldi. Io avevo 300 euro, e me li hanno portati via. Ad un signore britannico – non so chi fosse, aveva l’aria di un vero gentleman – hanno preso la giacca dove aveva, col passaporto, 3.500 dollari. Il passaporto gliel’hanno restituito due giorni dopo, al momento dell’espulsione, prima di farci imbarcare sull’aereo. Ma non la giacca, e i soldi no. “What about my money?”, ha chiesto il signore inglese. Gli hanno risposto a grugniti, come a dire che non ne sapevano nulla. Allora lui, il distinto signore oxfordiano, s’è rovesciato le tasche dei pantaloni ed è rimasto così, ostentatamente, durante tutti i controlli, che sono durati per ore, continuamente ripetuti, controlli che avevano già fatto e che ripetevano per snervarci... lui, freddo, con un mezzo sorrisino, restava con le tasche rovesciate fuori dai calzoni… Il suo modo di chiamarli ladri. Molto british».

      «Ma questo è avvenuto nelle ultime ore prima della nostra espulsione. Dopo i controlli al porto e le foto segnaletiche, ci hanno caricati su due camion cellulari – dei mezzi sinistri, con finestrini ad oblò, minuscoli, che mi hanno ricordato i camion con cui i nazisti gassavano gli ebrei – ammetto di esserci salito con un certa inquietidine. Invece, con quei camion, ci hanno portato nel carcere del Negev. Un carcere nuovo, ancora con i calcinacci nelle celle. I carcerieri ovviamente non ci dicevano nulla di quel che avevano fatto alla Mavi Marnara; qualcosa abbiamo saputo da altri prigionieri che portavano lì, a infornate. Si capiva che, più tempo passava, più i nostri aguzzini erano sulle spine, dovevano aver avuto ordini di disfarsi di noi il più presto possibile».

      Altre violenze però sono avvenute alla fine, quando Fallisi e gli altri sono stati portati all’aeroporto Ben Gurion per l’espulsione.

      «Lì ci hanno ammassato tutti, e lì ho rivisto il mio amico Ken O’Keefe con la faccia sfigurata e piena di sangue: lui era imbarcato sulla Mavi Marmara e certo era fra i resistenti: Ken è ex Marine americano, fondatore di un movimento di aiuto alla Palestina, e già in passato ha fatto da scudo umano ai palestinesi che, quando vanno a raccogliere le loro olive, vengono presi di mira dai ‘coloni’. Ho rivisto il nostro comandante Vangelis: l’avevano pestato perchè si rifiutava di partire senza la sua nave. Qui, dagli altri, abbiamo saputo qualcosa dell’eccidio».

      Che ci fossero armi a bordo della Mavi Marmara, Fallisi lo esclude.

      «L’organizzazione umanitaria turca IHH che ha organizzato il convoglio – e che è molto vicina ad Erdogan – aveva preso misure di controllo draconiane, facendo anche la guardia alla nave in porto 24 ore su 24. Ma certo, gli uccisi avevano preso la decisione di non arrendersi, costasse quel che costasse. Li hanno bollati in ogni modo: terroristi, islamisti fanatici che “cercavano il martirio”... per me sono uomini valorosi. Non hanno voluto arrendersi senza reagire, anche perchè il carico degli aiuti, ingentissimo, messo insieme in anni di sforzi e contributi raccolti nel mondo, costava 15 milioni di euro: medicinali nient’affatto scaduti, alimentari, cemento, sedie a rotelle, persino cento case prefabbricate perchè ancora 3.500 famiglie di Gaza abitano sulle macerie delle loro case distrutte».

      Tutto materiale che, per Sion, serve ad «aiutare Hamas».

      Fallisi racconta le ultime, lunghissime ore, tutti ammassati all’aeroporto in attesa della partenza. I controlli persona per persona, infinitamente ripetuti. L’aria di minaccia e di violenze.

      Parlavano gli israeliani?

      «Per lo più sibilavano minacce. Uno di quei bestioni in kippà mi ha ordinato di sedermi, a un certo punto. Poiché mi rifiutavo, mi ha schiacciato giù sibilandomi, con lo sguardo pieno d’odio, in inglese: “Tu non sai cosa possiamo farti”. Voleva farmi capire il messaggio: possiamo ammazzarti per il più futile motivo, lo facciamo abituati all’impunità. In realtà, in quelle ore, si trattenevano dal farci peggio, per via degli ordini ricevuti. Si trattenevano visibilmente. Eran tutti giovanissimi, con la kippà; non stavano mai fermi, sibilavano minacce, gli occhi spiritati...».

      Drogati forse?

      «Magari drogati dalla loro ideologia, dalla loro impunità, dal delirio di essere gli eletti. Glielo insegnano nelle loro scuole talmudiche. Altro che integralismo islamico!».

      Un’ultima immagine è rimasta a Joe Fallisi:

      «Mi avevano già consegnato il passaporto – tutti i miei effetti se li sono tenuti, i ladri – avevo superato tutti i controlli paranoici, avevo davanti a me l’ultima porta, di là della quale c’era il pulmino che ci doveva portare all’aereo. L’uscita era sorvegliata da due soldatini askenazi e da un terzo, un falascià etiopico. L’ufficiale ha ordinato a quest’ultimo di scortarmi al pulmino. Mentre andavamo, ho sentito gli altri due sibilarmi dietro: “Yes, go with the nigger”, va’ col negro, ma col termine insultante. Mi son voltato, li ho fissati; i due askenazi mi hanno fatto l’ultimo gestaccio».

      Ed ora cosa farai?

      «Adesso contribuirò a raccogliere le testimonianze di tutti i partecipanti; tutti faremo denunce legali per le percosse, i furti, le umiliazioni subite».

      Non servirà a nulla.

      «Con il comandante Vangelis ci è venuto in mente di aprire un sito, nexttime20, la prossima volta venti. Venti navi, dobbiamo mettere insieme. E ci riusciremo. Dobbiamo riuscire a romperlo, l’assedio di Gaza. La prossima volta saremo una vera flotta».

      __________________

      Edificante, davvero, chissà se la nostro amico Nuspy piacerebbe essere sottoposto ad un trattamento del genere (che poi è quello che subiscono quotidianamente i palestinesi da parte dei soldati ai valichi ed ai check-point, oppure da parte dei "coloni" ebraici abusivi in terra palestinese).
      La tua "equidistanza" puoi infilartela in un orifizio a tuo piacimento.

    1. Jack-Ben 7 giugno 2010

      Israele e' una portaerei per gli Usa .... non piu' di questo; serve per tenere sotto scacco il Medio oriente e il canale di Suez, ma non rende alle fabbriche di armi se resta ferma sta portaerei ... quindi il tuo parlare e scrivere e' sola demagogia e retorica... Quella portaerei deve lavorare in media ogni 2 anni per far lavorare le fabbriche di armi. Le vittime sono i Sefarditi, Arabi e Mussulmani e gli stessi Askenaziti che sono stati messi li a fare da marinai alla portaerei. In sintesi la Guerra ci sara' eccome... solo che la portaerei sara' affondata al momento giusto. Chi ne sta facendo le spese sono gli ultimi (cittadini) sia da una parte che dall'altra; quelli nel ponte di comando apparentemente se la passano meglio. La Russia e la Cina e l'India stanno a guardare e sono stanchi di Bolscevichi e Neocon, e Capitalismo Turbo senza futuro e Colonialisti Criminali, ma lavorano per silurare la prima portaerei e visto i risultati stanno lavorando bene (dal loro punto di vista). Capisco il tuo atteggiamento ma ormai e tutto scritto .... come ti ho detto allacciamoci le cinture che fra un pochino si parteeee. Alla fine vedremo i cingoli Cinesi nella citta' del pane, purtroppo sara' cosi....

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Sì, per goym intendono "animali parlanti". Per gli ebrei i non-ebrei sono questi, sono bestiame con il dono della parola, mentre loro, "Popolo Eletto", sarebbero una parte di Dio, quindi Dio in terra.

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Israele fa quello che fa solo perchè ha gli USA dietro. E l'appoggio statunitense sta iniziando a venir meno. La fine di Israele come "stato ebraico" non è questione di "se", ma di "quando".

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Sì, arriverà, tutto l'odio generato da Israele, si riverserà come pioggia infuocata in quel piccolo lembo di terra dove i sionisti stupidamente sono andati ad ammassarsi. Si stanno scavando la fossa da soli. La tecnologia militare va avanti, per TUTTI i paesi... Israele però è "piccolino". Una bombetta e... puff! Tanti saluti!

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Ottima risposta, cosa c'è di sbagliato ? L'assedio di Gaza è illegale, quindi è giusto romperlo con ogni mezzo. Israele è uno Stato del Terrore.

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Tu... consapevole di cosa ? Ma non farmi ridere...

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Sì nuspy, i tuoi post non valgono una caccola.

    1. Hassan 6 giugno 2010

      Lo scopo delle navi era portare aiuti umanitari a Gaza: Israele l'odio se lo genera da solo per le proprie azioni. Odio giustificatissimo, che prima o poi si tramuterà in "azione"... a quel punto tanti auguri a tutti gli Israeliani ammassati in un piccolissimo lembo di terra... sarebbero molto più sicuri sparsi per il mondo.

    1. Hassan 6 giugno 2010

      L'odio è giustificato dal fatto che Israele non viene mai punito per le sue cattive azioni. Come dice Noam Chomsky, i peggiori nemici di Israele sono gli "amici di Israele". Sono questi che stanno scavando la fossa ad Israele, non Hamas. (Nota: anche Israele NON è Madre Teresa di Calcutta...)

    1. nuspy 6 giugno 2010

      yeah.. no more worth than 2 cents.

    1. michail 6 giugno 2010

      "e in quanto a voi, sentite bene quel ch'io vi prometto. Verrà un giorno..." I Promessi Sposi cap.VI (dedicato ai capi sionisti)

    1. nuspy 6 giugno 2010

      Forse non ti rendi conto che si sta aprendo uno spiraglio per una guerra atomica?

      Dai del criminale ad Israele senza nemmeno renderti conto che lo è a tal punto da poter usare testate nucleari ? E potrebbe farlo entro un mese a questa parte?

      In questa prospettiva di centinaia di milioni di persone morte forse vale la pena mandare giù l'illegalità delle azioni di Israele e dieci morti e intavolare delle soluzioni in cui non sia l'odio e la sete di vendetta a far determinare le risposte.

      Ma no.. saremo contenti tra un mese di sapere che avevamo ragione dicendo che Israele è un criminale, mentre avremo il corpo ricoperto di piaghe e pustole per le radiazioni. Bravo. Auguri.

    1. sandman972 6 giugno 2010

      Sai, mi fa ridere e mi stupisce il modo in cui giri la frittata sperando che qualcuno qua dentro possa darti retta...



      Parli di "Causare odio" come se l'odio consista nel cercare di portare aiuti ad una popolazione chiusa praticamente in un lager, e NON consista invece nello sparare su civili su di una nave battente bandiera di un paese NATO in acque internazionali in contravvenzione di tutte le leggi internazionali.



      Pubblichi post farneticanti dove sostieni che se tu fossi stato negli equipaggi delle navi sequestrate irregolarmente, visto che i soldati dell'IDF sono tutti belle donne piacevoli, prestanti, ed evidentemente disponibili, ti saresti fatto sequestrare senza problemi. Probabilmente sei convinto dentro di te che le torture fatte da una di quelle soldatesse siano piacevoli da subire.



      Già una frase del tipo "Non discuto la legalità o meno dell'atto di Israele. Non mi importa", quando invece è la BASE per aprire gli occhi nei confronti della situazione in medioriente, fa capire chiaramente chi sei.

    1. sandman972 6 giugno 2010

      Non discuto la tua decisione, Truman...ma secondo me sarebbe convenuto lasciare quel post dove stava: quelle due righe di vaneggiamenti delineavano il personaggio in modo talmente chiaro che sarebbe stato utile lasciare ai posteri una testimonianza. :-)



      My two cents

    1. nuspy 6 giugno 2010

      temo avverrà prima.. il campionato è sempre un buon anestetizzante.. ;)

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