PIU' CRUDELE DI GENGIS KHAN

PIU' CRUDELE DI GENGIS KHAN

DI ROBERT FISK

The Independent

E quindi l’hanno bruciato nelle fiamme dell'inferno. Questo è ciò che lo stato islamico ha voluto mostrare al mondo. Una crudeltà in stile Gengis Khan.

Prima lo Stato islamico ha costretto i giordani e i giapponesi a riconoscere il suo potere, - offrendo un giornalista giapponese come richiamo per la trattativa- e poi ha mostrato al re giordano e al primo ministro giapponese ciò che pensava di loro.

I giordani avevano chiesto prove che dimostrassero che il tenente Mu'ath Kasaesbeh era vivo. E la prova che lo era l’hanno avuta quando è stato portato nella sua gabbia di fuoco. L'esercito siriano avrebbe potuto avvertire il Re Abdullah su cosa aspettarsi: mesi fa, l’Isis aveva dato fuoco a dei soldati siriani prigionieri e ha poi arrostito le loro teste in un video. E nessuno aveva detto una parola.

Per il re Abdullah, che aveva offerto la kamikaze fallita detenuta Sajida Rishawi come riscatto per la vita del tenente Kasaesbeh, potrebbe esserci qualche terribile vantaggio dal giovane pilota bruciato vivo. Le decine di migliaia di giordani musulmani sunniti che chiedevano la liberazione del tenente Kasaesbeh ora sanno cosa i loro fratelli musulmani in Siria e Iraq avevano in mente per lui. Ma chi oggi, tra gli arabi, non si interrogherebbe anche sul costo per sostenere la guerra degli USA contro lo "Stato islamico"?

In Occidente, dove abbiamo quasi esaurito i luoghi comuni riguardanti l'odio, descriveremo l’Isis in questa versione dell’ esecuzione sul rogo come barbara, abominevole, disumana, apocalittica, bestiale, etc. I musulmani potrebbero sostenere che tra i primi versetti del Corano c'è un ammonimento riguardante il castigo doloroso che sarà inflitto a coloro che fingeranno di credere, come i monafaqin, che mentono a se stessi e non sono veri credenti.

Naturalmente, ci sono i veri credenti e i non credenti. Ma ci sono anche i “simulatori”, che soffriranno -e qui uso l'ultima traduzione di Tarif Khalidi del libro sacro dell'Islam- “un doloroso castigo”. E le fiamme dell'inferno sono il più terribile dei "dolorosi castighi" –i chierici del Medioevo europeo sarebbero d’accordo.

Molti musulmani potrebbero vedere nelle terribili azioni dello “Stato islamico” una distorsione inquietante del messaggio di Dio. Perché è Dio che deve infliggere punizioni ai “simulatori”. Dio sarà il giudice nel Giorno del Giudizio. Non Abu Bakr al-Baghdadi e nemmeno i membri dell’Isis che hanno filmato la gabbia ed il povero uomo che si contorce nel tormento sotto il flusso di benzina. Naturalmente, sarà il mondo musulmano che dovrà decidere su questa strana interpretazione (del libro sacro, ndt), ma ci saranno un sacco di capi di Stato senza scrupoli -viene in mente Bashar Assad della Siria, ora che abbiamo concluso che i suoi nemici sono ancora più orribili di lui- che trarranno vantaggio da questa crudeltà.

Molto prima che l’Isis massacrasse l'esercito iracheno e gli sciiti iracheni, mettesse in fuga i cristiani e popoli yazidi, smembrasse i corpi dei sostenitori del governo siriano e inviasse i video delle decapitazioni alle loro famiglie prima di farle vedere per lo più ad un pubblico che preferiva guardare da un'altra parte. No, non è lo Stato islamico che è cambiato. Siamo noi.

La nostra intolleranza verso gli autocrati mediorientali - al-Sisi e Assad, la monarchia hashemita, i vacillanti principi del Golfo, tra cui il leader supremo dell'Iran, l' Ayatollah Khamenei - sta cambiando in vista del califfato. Tutti devono ridiventare i nostri "moderati", quelli che vogliono unirsi contro il terrorismo, ora che noi guardiamo ai fuochi infernali di Raqaa e a Mosul.

Per lo “Stato islamico”, i nemici musulmani devono essere, per definizione, traditori della loro fede. E per ciò potremmo leggere la traduzione Khalidi con particolare cura. "Se qualcuno dice loro: 'Non seminare discordia nel paese', essi rispondono: noi cerchiamo solo di tenere unito il popolo". Che è ciò che dicono i “moderati”, naturalmente. E povero tenente Kasaesbeh nella sua agonia.

Robert Fisk

Fonte: www.jornada.unam.mx

Link: http://www.jornada.unam.mx/ultimas/2015/02/04/mas-cruel-que-gengis-kan-robert-fisk-3903.html

5.02.2015


Traduzione dallo spagnolo per www.comedonchisciotte.org a cura di TORITO

Commenti (25)

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    1. oggettivista 6 febbraio 2015

      Infatti. Almeno i cosiddetti terroristi hanno il coraggio delle loro azioni. I nostri, invece, preferiscono delegare certi fastidiosi compiti ai droni, onde evitare di sporcarsi le mani.

    1. geopardy 6 febbraio 2015

      Un appunto.

      Mi sembra che la pratica sia stata, prevalentemente, in voga nell'Europa dei secoli passati, Fisk dovrebbe saperlo.

      Gengis Kahn, che attuava dei veri e propri genocidi, uccideva, prevalentemente, i prigionieri e buona parte del popolo per decapitazione, non è che sia una giustificazione, mentre gli antichi romani, ad esempio (ma ce ne sono infiniti), facevano strage con armi in mano della popolazione inerme, durante l'atto di conquista.
      Sia l'una che l'altra avvenivano in fase di guerra, come lo è ora per l'isis.
      Un dubbio.
      Perchè sceglie Gengis Kahn, un personaggio asiatico a noi noto, quanto, allo stesso tempo, culturalmente a noi alieno e che non ha mai praticato il rogo?
      La pratica delle fiamme è stata una tipicità della nostra cultura per secoli in tempo di pace e non rivolta (per lo più) a nemici, ma a normali popolani (ne) locali e, sicuramente, furono atti molto più condannabili, oltre che per la crudeltà, proprio per questo motivo.
      Un altro dubbio che mi attanaglia è, ma come fanno 40-50 mila miliziani (questi sono i numeri riferiti), a conquistare ed amministrare un'area grande quasi come l'Italia, se non avessero l'appoggio della maggioranza della popolazione?
      In più in una zona di mondo in cui la guerra è una costante da decenni, in cui la gente è abituata a combattere e resistere ad energumeni stranieri che li uccidono in ogni modo, come hanno fatto a farsi intimidire senza reagire o con scarsissima resistenza?
      Ci dicono che si muovono quasi esclusivamente con pick-up, con armamenti in prevalenza leggeri, mentre ora, sembra, ne abbiano anche di pesanti, non è che i sunniti del nord dell'Iraq (la zona di origine di Saddam), snobbati (come lo fu la maggioranza sciita sotto il noto dittatore) dal governo filo-sciita, si sono uniti ad essi con tanto di armamento regolare?
      Lì, volenti o nolenti, c'è un abbozzo di stato, che non potrebbe essere garantito da una piccola forza di miliziani su tutto quel territorio, oltretutto non facile per gli spostamenti con mezzi.
      Un 'altra cosa, mi sembra che ci sia una logica che colleghi la terribile vicenda di Charlie Hebdo con l'efferatezza di questi delitti, volta a creare odio e solchi sempre più profondi tra gli esseri umani.
      Dai discorsi che sento e leggo, non prevedo niente di buono da tutto ciò.
      Di una cosa sono sicuro, un ristrettissimo manipolo di super ricchi sta già ordinando Yacht sempre più giganteschi, magari con qualche "capo" isis, al-nusra, al-qaeda e via discorrendo, come loro gradito ospite.




    1. Unaltrouniverso 6 febbraio 2015

      Per me sono tutte balle, e anche qualora non lo fossero, gli USA e servi vari (tra cui l'Italia), non solo non hanno motivi per sentirsi moralmente superiori, ma sono anche corresponsabili di una simile barbarie.

    1. uomospeciale 6 febbraio 2015

      Ma quando su certi siti vengono mostrate le riprese delle telecamere agli infrarossi di questo o quel pilota che dall'alto dei loro aerei, ( o addirittura nel caso dei droni, da una comoda poltrona come fosse un videogame ) fanno a pezzi gruppi di soldati, e spesso anche di civili, come mai nessun media e nessun giornale usa mai espressioni del tipo:


      " Barbarie assoluta" " crudeltà senza fine" " atroce disumanità" oppure ad es, l'ultimo slogan che ho sentito dire da obama:

      " L'isis è il male assoluto!"??


      Scusate ma i morti ammazzati non sono tutti uguali?
      La vita che si perde non è la stessa per tutti?
      E chi uccide non è sempre un'assassino?

      Non è che quelli uccisi dalle nostre truppe o fatti a pezzi e bruciati vivi dai nostri aerei e missili muoiano serenamente, e magari con un bel sorriso sulle labbra, eh?

      Non che io nutra alcuna simpatia per teroristi, estremisti, e macellai vari intendiamoci......... Anzi!.......
      Per me, certe persone rappresentano lo scalino più basso che una forma di vita puo' assumere sul pianeta terra, molto al di sotto dei vermi e degli scarafaggi.
      Però tutta questa ipocrisia e tutta questa retorica a senso unico dei media occidentali, per qualche ostaggio ucciso ha ormai stufato.

      In guerra si muore, e quasi sempre succede nei modi più brutali e cruenti che si riescano ad immaginare, la guerra non è un film di hollywood, la guerra è GUERRA.
      L'unico vero vincitore di una guerra è solo chi alla fine della mattanza è rimasto vivo, e con tutte le appendici funzionanti al loro posto.


    1. AlbertoConti 6 febbraio 2015

      Come facciano le teste di cazzo ad avere mille miliardi di neuroni nel cranio
      sarà sempre un mistero.

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