Hua Bin
huabinoliver.substack.com
Peter Thiele è un sedicente miliardario "libertario" con una leggendaria carriera tecnologica nella Silicon Valley.
Thiele ha ricoperto molteplici ruoli: è stato il "il padrino della PayPal Mafia", un “business angel” di Facebook, il creatore di Palantir, che molti definiscono "l'azienda più malvagia degli Stati Uniti", ed è l'ex capo e sponsor finanziario del vicepresidente JD Vance.
Thiele ha anche un'ampia gamma di credenze non convenzionali e ha ispirato alcuni movimenti preoccupanti (per usare un eufemismo) come l'Illuminismo Oscuro e l'Accelerazionismo.
Se le sue visioni si realizzassero, le persone in Occidente vivrebbero in un "tecno feudalesimo" funzionale, un termine coniato dall'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, in cui tra i proprietari/capitalisti e i lavoratori ci sarebbe lo stesso rapporto che esisteva tra i proprietari feudali e i servi della gleba. Ma questo è argomento per un altro articolo.
Vladimir Lenin è stato un rivoluzionario russo, fondatore dell'URSS, brillante economista politico e autore di molti libri. Aveva guidato le riforme agrarie nell'Unione Sovietica, decolonizzato gli Stati non russi dando loro uno status indipendente e promosso i diritti del lavoro e un maggiore accesso all'istruzione.
Pur criticando la forma di governo sovietica, Albert Einstein aveva detto di Lenin: "Onoro Lenin come un uomo che si è completamente sacrificato e ha dedicato tutte le sue energie alla realizzazione della giustizia sociale".
Perché parlo di due personaggi così diversi nello stesso articolo? In che modo fanno luce sui modelli economici divergenti di Cina e Stati Uniti, come ho scritto nel sottotitolo?
Sono stato spinto a scrivere questo saggio dopo aver riletto l'opuscolo di Lenin del 1917 Imperialismo, la fase più alta del capitalismo (che avevo letto per la prima volta all'università più di 30 anni fa nell'ambito del corso di Materialismo economico dialettico) e l'articolo di Thiele del 2014 sul Wall Street Journal intitolato Competition is for Losers (un concetto che avevo scoperto per la prima volta nel libro di Thiele Zero to One: Notes on Startups and How to Build the Future).
Questa volta sono riuscito a collegare i puntini e ho trovato i punti di vista dei due autori illuminanti per comprendere il contrasto e il conflitto dei sistemi economici di Stati Uniti e Cina - la frattura fondamentale alla base della rivalità geopolitica e geoeconomica nella nuova Guerra Fredda.
Partiamo innanzitutto dalla tesi di Peter Thiele. Nel suo articolo Competition is for losers, Thiele scrive: "Capitalismo e concorrenza sono opposti. Il capitalismo si basa sull'accumulo di capitale, ma, in regime di concorrenza perfetta, tutti i profitti vengono eliminati dalla concorrenza".
Egli sosteneva che il sistema della "libera impresa" e gli imprenditori sono guidati dalla motivazione del profitto e che l'obiettivo di ogni azienda dovrebbe essere quello di raggiungere il monopolio sul mercato in modo da poter raccogliere profitti straordinari. La responsabilità fiduciaria di fondatori e manager è la massimizzazione del valore per gli azionisti.
Thiele non è solo un teorico del capitalismo azionario finanziarizzato, ma ha dedicato le sue vaste risorse a identificare e investire in aziende monopolistiche come PayPal, Facebook, LinkedIn, YouTube, Space X e OpenAI.
È interessante notare che Sam Altman, l'attuale CEO di OpenAI, nel 2015 aveva ospitato Thiele in una conferenza dell'Università di Stanford intitolata How to Start a Startup, quando Altman era presidente di una società di venture capital chiamata Y Combinator.
Il consiglio centrale di Thiele al suo pubblico riguardava come raggiungere il monopolio nei settori in cui stavano impegnandosi. Senza dubbio Altman l’aveva preso molto sul serio e si era dedicato completamente al sacro impegno del monopolio dell'IA.
Superficialmente, la tesi di Peter Thiele sembra rivoluzionaria, persino controversa, nel sistema economico statunitense che esteriormente premia la "libera concorrenza di mercato". A un livello più profondo, si scopre che gli ideali di Thiele sono esattamente la realtà dell'economia statunitense di oggi.
-Tutti i sette giganti tecnologici superstar degli Stati Uniti sono monopolio funzionali nei rispettivi settori, Apple negli smartphone, Google nella ricerca online o Nvidia nei chip AI.
- Secondo l’IA Gemini, "le Magnifiche Sette rappresentano collettivamente circa il 30-35% della capitalizzazione di mercato totale dello S&P 500, nel 2023, avevano rappresentato il 63% della performance positiva dello S&P 500. Ad esempio, nel 2023 la crescita degli utili dello S&P 500 sarebbe stata negativa se si fossero esclusi i risultati delle Magnifiche Sette". Possiamo tranquillamente supporre che oggi le cifre siano ancora più alte.
- Nel complesso militare-industriale, "le prime cinque aziende statunitensi del settore della difesa controllano circa il 54% della quota di mercato privato del bilancio del Pentagono, una percentuale che è aumentata costantemente nel corso dei decenni. Questo dominio evidenzia la concentrazione della spesa per la difesa tra pochi grandi appaltatori, spesso indicati come "Big Five"", secondo Gemini.
- Per quanto riguarda l'edilizia abitativa, il deputato statunitense Pat Ryan nell'agosto 2024 ha dichiarato che le principali società di private equity possiedono più di 500.000 case in tutti gli Stati Uniti. Questo numero è destinato a crescere e le società di private equity mirano a controllare il 40% del mercato degli affitti monofamiliari entro il 2030.
- "Chi vince prende tutto" è la caratteristica del sistema capitalistico statunitense per ogni settore. Questi "vincitori" oligarchici rafforzano ulteriormente il loro dominio attraverso il controllo delle politiche del governo e delle autorità di regolamentazione. Le agenzie antitrust, come la FTC, oggi esistono solo di nome e sono assolutamente impotenti nei confronti delle mega-corporazioni e dei loro eserciti di lobbisti e avvocati.
- Il tanto sbandierato "sistema di libera impresa", come descritto da Lewis Powell nel suo famigerato Powell Memo del 1971 (che aveva dato il via alla controrivoluzione aziendale statunitense cambiando la traiettoria politico-economica del Paese) è oggi un sistema rentier finanziarizzato che parassita gli Stati Uniti e il mondo intero.
Peter Thiele è l'incarnazione perfetta del sistema, il suo portavoce più eloquente e anche il responsabile dei pagamenti dietro le quinte.
Diamo ora uno sguardo al pensiero di Lenin come appare nel libro Imperialismo, la fase più alta del capitalismo. Vladimir Lenin sostiene che l'imperialismo non è solo una scelta politica delle nazioni capitaliste, ma una fase necessaria e inevitabile dello sviluppo capitalistico.
Lenin aveva definito le seguenti caratteristiche della forma imperiale del capitalismo (che altri chiamano capitalismo dell'ultimo stadio):
- Trasformazione dalla libera concorrenza in capitalismo monopolistico
La tesi centrale è che la "libera concorrenza" nella fase iniziale del capitalismo porta inevitabilmente alla concentrazione della produzione e del capitale in imprese massicce e dominanti, o monopoli. Man mano che questi monopoli crescono ed eliminano i concorrenti più piccoli arrivano a dominare intere industrie, sia a livello nazionale che internazionale. Questo passaggio dalla concorrenza al monopolio è la caratteristica economica fondamentale dell'imperialismo.
- Ascesa del capitale finanziario e dell'oligarchia finanziaria
Con la concentrazione della produzione nei monopoli, anche il capitale si concentra. Le banche, che inizialmente fungevano da semplici intermediari del credito, diventano esse stesse potenti monopoli. Si fondono con il capitale industriale, creando quello che Lenin chiamava il "capitale finanziario". Questa nuova forma di capitale è controllata da una "oligarchia finanziaria", un piccolo gruppo di banchieri e industriali estremamente potenti che esercitano un controllo immenso sull'economia e sul governo.
- Esportazione di capitale
Nella prima fase competitiva del capitalismo, il modello tipico era l'esportazione di beni. Tuttavia, con il dominio del capitale finanziario, l'esportazione di capitale diventa la caratteristica distintiva della fase imperialista.
I monopoli dei Paesi sviluppati accumulano un'eccedenza di capitale che non può più essere investita con profitto in patria. Questo surplus viene quindi esportato nei Paesi meno sviluppati, dove i profitti sono più alti grazie a terreni, manodopera e materie prime più economiche. Questo capitale deve essere protetto con la forza militare.
- L'imperialismo come causa della guerra
Il concetto di monopolio economico si estende alla sfera politica. I capitalisti monopolisti cercano l'egemonia geopolitica (ad esempio, l'attuale contesa tra Stati Uniti e Cina - commento di questo autore). Questa ricerca dell'egemonia rende la guerra un risultato inevitabile del capitalismo imperialista.
Se si applica il quadro analitico di Lenin all'Occidente di oggi, in particolare alla sfera anglosassone guidata dagli Stati Uniti, si può vedere perfettamente come il capitalismo imperiale di Lenin sia la causa delle realtà delle economie occidentali di oggi.
Deindustrializzazione
Dagli anni '70 questa è una caratteristica che contraddistingue la maggior parte delle economie occidentali. Se in parte si tratta di una conseguenza naturale dello sviluppo economico (con l'aumento dell'importanza dei servizi), una parte significativa è dovuta alla globalizzazione delle catene di approvvigionamento e all'esternalizzazione della produzione in Paesi con manodopera più economica, come Cina e Messico.
Questo spostamento ha portato alla perdita di posti di lavoro nei tradizionali poli produttivi e a una profonda trasformazione del mercato del lavoro, indebolendo ulteriormente la posizione contrattuale della classe operaia nazionale.
Finanziarizzazione
Probabilmente l'aspetto più critico dell'economia occidentale moderna, la finanziarizzazione è il processo in cui i mercati finanziari, le istituzioni finanziarie e le motivazioni finanziarie acquisiscono un'influenza sproporzionata sull'economia.
Si tratta di un passaggio da un'economia incentrata sulla produzione di beni tangibili, quella che Pechino chiama "economia reale", a un'economia in cui il profitto deriva sempre più dalle attività finanziarie.
Ciò include non solo la crescita sproporzionata del settore FIRE (finanza, assicurazioni, immobiliare), ma anche il cosiddetto "orientamento al valore per gli azionisti", quando le imprese non finanziarie danno priorità al prezzo delle azioni a breve termine e ai rendimenti degli azionisti rispetto agli investimenti a lungo termine, alla R&S e al benessere dei dipendenti.
La finanziarizzazione provoca l'esplosione del debito delle famiglie, quando la popolazione si affida sempre più al credito (mutui, prestiti agli studenti, prestiti auto, carte di credito) per mantenere il proprio tenore di vita, mentre i salari ristagnano.
Avevo scritto un saggio di critica alla scuola economica di Chicago guidata da Milton Friedman, che ha fornito la principale giustificazione intellettuale del capitalismo finanziario.
Controllo dell'élite rentier
La classe dei rentier va di pari passo con la finanziarizzazione. Un rentier trae il proprio reddito dalla proprietà di beni piuttosto che dal lavoro produttivo. Questa "rendita" può provenire da varie fonti:
* Proprietà intellettuale: reddito da brevetti, diritti d'autore e proprietà di marchi.
* Beni immobili.
* Attività finanziarie: reddito da interessi, dividendi e plusvalenze.
Invece di competere attraverso l'innovazione, un'élite di rentier trae profitto dal controllo di beni scarsi e dall'estrazione di "rendite" da altri beni. Oggi le aziende farmaceutiche utilizzano i brevetti per applicare prezzi esorbitanti ai farmaci; Apple o Google sfruttano la loro posizione dominante sul mercato di iOS e Android per estrarre tariffe dagli sviluppatori di app.
La ricerca di rendite è il privilegio dei monopoli e ogni grande azienda a capitale di mercato negli Stati Uniti oggi è un'azienda rentier, in un modo o nell'altro, sia che si tratti delle Mag 7 del settore tecnologico, delle Big 5 della difesa o delle principali aziende farmaceutiche o di vendita al dettaglio.
Questo modello di accumulazione della ricchezza, basato sulla proprietà piuttosto che sulla produzione, contribuisce a creare un'estrema disuguaglianza di ricchezza e soffoca il dinamismo economico.
Questa concentrazione di ricchezza e influenza politica nelle mani di una piccola élite finanziaria e di rentier permette loro di plasmare la politica governativa a loro vantaggio, rafforzando ulteriormente il loro potere.
Se allarghiamo lo sguardo, possiamo vedere chiaramente che la strategia nazionale statunitense è un'estensione del capitalismo monopolistico portato avanti dalla sua élite aziendale. Il perseguimento dell'unipolarismo statunitense e dell'egemonia globale è, in sostanza, il monopolio della geopolitica. Per definizione, a questo punto gli Stati Uniti sono una potenza imperialista reazionaria.
L'analisi di Lenin, fatta nel "pre-moderno" 1917, ha superato la prova del tempo e si è dimostrata preveggente nel prevedere la traiettoria economica e politica del capitalismo praticato negli Stati Uniti.
Nella prossima parte, utilizzerò gli esempi di Peter Thiele e Vladimir Lenin per sostenere che la Cina sta costruendo un'economia dell'abbondanza per la prosperità comune, mentre gli Stati Uniti perseguono un'economia della scarsità per l'arricchimento dell'1%.
Le scelte diagonalmente opposte fatte dai due Paesi definiranno il futuro del nostro mondo.
Hua Bin
Fonte: huabinoliver.substack.com
Link: https://huabinoliver.substack.com/p/peter-thiele-and-vladimir-ilyich
23.08.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


GioCo 31 agosto 2025
Eccallà, il "Genio" compreso a metà che si perde per strada SOLO i fondamentali: ma non glielo hanno insegnato forse che la concorrenza è sempre stata la foglia di fico per tenere in piedi proprio e solo la tendenza monopolistica di pochi e grandi illlusi come lui ? Cioè che serve a giustificare il suo Potere ? Non glielo hanno insegnato che la qualità della produzione scende esattamente seguendo la "curva monopolisitca" (anche quando statale) e che il monopolio è solo garanzia di spreco e di spesa (corrotta) nonché di indebolimento strutturale fino a cedimento totale ? Non glielo hanno insegnato che certe "rivoluzioni" sono solo e unicamente sottoprodotto illusorio della febbre di potere ?
Si, di certo lo sa bene, come sa che deve scaldare la poltrona solo per giustificare l'inevitabile zeitgeist. Il suo è un ruolo talmente miserabile da rappresentare una grettezza unica, speciale. In questo certamente ammirabile: non so chi può sognare di prenderne il posto, Renfield forse, il servo di dracula mangia-insetti ... Sarà per questo che insistono con gli alimenti a farina di insetti ?