PERCHE' VOGLIONO IMPORCI LA MONETA ELETTRONICA ?

PERCHE' VOGLIONO IMPORCI LA MONETA ELETTRONICA ?

DI SALVATORE TAMBURRO

salvatoretamburro.blogspot.it

Tutti i Governi degli ultimi anni, da
Prodi a Berlusconi fino all'attuale Monti, hanno sempre proposto la
graduale scomparsa del denaro contante (con costi aggiuntivi per chi
preleva o versa liquidità sul conto), sostituito dalla moneta
elettronica: pagamenti con carte di credito, bonifici, assegni, tutto
tranne il denaro contante. La soglia dei pagamenti cash è scesa negli
ultimi tempi dai 12.500€ a 5.000€ e, successivamente, all'attuale
livello dei 2.500€.

Commenti (44)

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    1. Johnny_Cloaca 16 aprile 2012

      Non sono rassegnato perché so con chi ho a che fare. Ma questa linea di pensiero continua a persistere nonostante la palese vacuità dei suoi argomenti. Mi sono sciroppato quella tesi di laurea, non mi sorprende che l'università abbia portato a quel tipo di pensiero. Mi sono concentrato più che altro sul capitolo II, ma quando ho trovato questa frase semplicemente non ho resistito:

      "Purtroppo nella realtà non è così, perché il popolo, e quindi lo Stato, non detiene il potere di emettere moneta; potere che è stato delegato ad “altri."



      E' falso. La moneta non è "del popolo" perché lo stato stesso VUOLE che non sia del popolo. Altrimenti non esisterebbero le leggi del corso legale. Ma questo il signoraggista non telo spiega, perché altrimenti ognuno di noi domani mattina potrebbe stamparsi la sua moneta e vivere felicemente. La moneta emerge dagli scambi che gli attori nella grande asta giornaliera effettuano, è un processo spontaneo di velocizzazione degli scambi (anche perché il tempo è denaro).


      Il signoraggista ti spiega che la riserva frazionaria è un furto. Giusto. Però "assolve" la banca centrale affermando che sia un istituto privato, in modo che si possa insinuare che ci sia la possibilità di renderla pubblica. Balle. Le banche centrali sono GIA' pubbliche, rappresentano il cartello bancario sul territorio. Gli stati ne hanno bisogno per avere una via preferenziale nei loro "investimenti", per non scendere nel mercato e competere come chiunque altro attore economico per i fondi. Vengono salvate le banche perché sono un ottimo espediente affinché il sistema possa andare avanti e continuare a schiavizzare i tanti a favore dei pochi. La classe politica ha bisogno della classe bancaria.


      La differenza chiave tra la motivazione della classe bancaria e la classe politica, che è accennata da Rothbard, è che la prima preferisce una politica monetaria che permetta a loro di trarre profitto dall'attività economica della popolazione in un modo subdolo ed insidioso. Una politica di aperta inflazione condotta dalla classe politica è la via per l'iperinflazione, lo sfacelo della divisione del lavoro e la distruzione del sistema monetario stesso.


      Diversamente dalla classe politica, la classe bancaria è abbastanza astuta da riconoscere le politiche che porteranno all'inflazione di massa ed alla morte del sistema monetario da cui trae profitto come un parassita. Una chiara illustrazione delle differenti motivazioni delle due classi può essere trovata nella storia dell'iperinflazione della Repubblica di Weimar.

    1. spartan3000_it 16 aprile 2012

      Suggerisco fra l'altro che preoccupa il "potere" e le "banche" il proliferare di una "economia non istituzionale" con cui intendo in particolare "economia del gratuito", "del baratto", "extrabancaria". Ormai una fetta che desta preccupazione per consistenza dell'economia viaggia fuori dai binari "istituzionali" e non solo per garantirsi la possibilita' di evasione-sopravvivenza. Faccio un esempio. Ho un appartamento dato in affitto. Fino a qualche anno fa mi facevo fare un bonifico mensile che arrivava sempre piu' in ritardo nonostante l'inquilino fosse corretto e solerte e che gli costava fino a 12 - 15 euro su un importo modesto. Abbiamo risolto escludendo le banche e con il pagamento in contanti (l'importo e' modesto!). Quante transazioni anche non economiche (=senza danaro) avvengono senza lasciare traccia e senza possibilita' di essere contabilizzate e tassate? Il potere basa le sue pretese sullo spionaggio: dove esiste un "database" (vedi catasto) c'e' la possibilita' di una rendita per il potere e la possibilita' di tassare, supervisionare, esercitare coercizione e regolamentazione. Molti escono fuori dal sistema e cio' preoccupa. Io sto pensando di uscire da catasto e di farmi la roulotte: se non fosse per mia moglie l'avrei gia' fatto...

    1. AlbaKan 16 aprile 2012

      La tua rassegnazione è inutile, idem le bestemmie...

    1. mincuo 16 aprile 2012

      Purtroppo non c'è soluzione, nè a questo nè ad altro.
      La traiettoria c'è da almeno 70 anni, ma gli ultimi 20 dopo caduta del Muro, e successiva globalizzazione, hanno accelerato di molto. Nessuna sorpresa. Solo ci si poteva aspettare tempi più lunghi, e infatti quello solo ho ricorretto prima nel 1997 e poi soprattutto dopo il 2008, rispetto al passato.
      Nel frattempo il grado di accettazione della gente, cioè il grado di dipendenza dal messaggio dell'autorità, qualunque essa sia, culturale, informativa ecc..a discapito della propria personalità e logica, è aumentato ancora, sensibilmente, basta vedere alcuni test di condizionamento e paragonare solo a 5, 10 e poi 20 anni fa. Il pensiero si è ulteriormente ancor più spostato per immagini, oltretutto, con cadenza più rapida ancora, quindi sempre più passivo. Sillogismi, analogie, suggestioni, emozioni hanno sostituito un atteggiamento critico. Si agginga educazione, la cultura è stata progressivamente e scientificamente distrutta, sostituita anche quella da catechismi accettati fin da piccoli.
      Parallelamente l'web si è un pò mosso sì controcorrente, producendo critica e coscienza, ma il saldo sulla capacità elettronica di controllo delle masse (che era uno scopo dell'allargamento) è largamente positivo per le elites, oltre al fatto che la parte di informazione controcorrente è stata regolarmente inondata da un marasma organizzato. Quando e se dovesse essere il caso l'web lo limiteranno facilmente, io credo. Basta un Bin Laden N° 2 che fatalmente verrà scoperto aver potuto prosperare "proprio" tramite web e sarà la gente stessa a chiedere misure restrittive. Pronte.

    1. Arcadia 16 aprile 2012

      Con la M.e. a regime, mi chiedo come sarà possibile fare elemosina. Mamma mia che vita che c'aspetta !????

    1. tres19 16 aprile 2012

      Se ad esempio nel 1985 o nel 1993 (anni presi a caso) un pinco pallino qualunque recandosi in banca si sarebbe visto rifiutare i suoi soldi questo pinco pallino avrebbe dato giustamente in escandescenza e così tanti pinco pallini come lui.


      Quando succederà e io sono certo che succederà a breve, non appena il primo pinco pallino tenderà ad adirarsi ce ne saranno altri milioni che si saranno abituati all'idea in nome della lotta all'evasione fiscale o altre panzane simili che placheranno l'ira del pinco pallino rimasto "indietro con i tempi".

    1. Marcobr 16 aprile 2012

      Quando tra pochi mesi dovremo uscire dall'euro e tornare alla lira, un bel mattino ci diranno che per decreto i nostri conti correnti in euro sono stati ri-denominati in lire. Quei quattro euro che abbiamo in tasca in contanti continueranno a valere quattro euro. Quello che abbiamo in banca varrà improvvisamente la metà.
      Se si potessero prelevare liberamente i contanti e usarli liberamente nelle transazioni, alla prima avvisaglia di questo fatto tutti correrebbero in banca a prelevare i soldi: è esattamente quello che Monti vuole evitare.
      La Gabanelli mi sembrava una persona intelligente, ma forse l'ideologia l'ha resa cieca, e comunque insensibile al problema della privacy e delle libertà individuali.

    1. Tao 16 aprile 2012

      “REPORT” INCIAMPA SU DEBITO PUBBLICO ED EVASIONE FISCALE


      DI FRANCESCO SANTOIANNI

      contropiano.org


      Un segno dei tempi la trasmissione di “Report”, del 15 aprile? Speriamo di no e continuiamo a credere che Milena Gabanelli non sia ancora omologabile ai tanti giornalisti RAI oramai proni al “pensiero unico” di Monti e dei partiti che lo appoggiano. Ma guardiamola da vicino questa puntata di “Report”.


      Saltiamo a piè pari sull’”intervista” a Monti (e sull’incredibile ringraziamento a lui rivolto) che quasi ci fa rimpiangere Emilio Fede e arriviamo alla sostanza della trasmissione.

      Dunque, il debito pubblico per “Report” sarebbe da addebitare all’evasione fiscale commessa da idraulici, tassisti, parrucchieri, salumieri... Neanche una parola sulle imprese che, sempre più spesso, grazie ad una vergognosa legislazione comunitaria, pur operando in Italia, localizzano le loro direzioni nei “paradisi fiscali” o su manager plurimiliardari, come De Benedetti o Marchionne, che “evadono le tasse” pigliandosi la cittadinanza svizzera. Neanche una parola sulla progressiva diminuzione della tassazione ad aziende e imprese (le aliquote marginali dell’imposta sui redditi più alti sono passate il Italia dal 72% del 1981 al 43% del 2010, le imposte sui redditi delle società dal 31,9% al 23,2%; nel 2007, il Governo Prodi con il “cuneo fiscale” regala in detrazioni fiscali, ad aziende, banche ed assicurazioni 18 miliardi di euro, ogni anno). Neanche una parola sul progressivo smantellamento degli Ispettorati del Lavoro, principale causa di evasione in Italia, al quale “Report” contrappone l’edificante storia di un imprenditore della ristorazione che, scovato con i dipendenti non in regola, a causa di non meglio precisati “disguidi burocratici”, non trova niente di meglio da fare che licenziarli tutti.



      No, per “Report” l’evasione fiscale e il debito pubblico si risolve abolendo il contante e sostituendolo con le carte di credito e transazioni finanziarie (tra l’altro, una strada intrapresa da Tremonti che aveva già ridotto le soglie dei pagamenti cash prima a 12.500 euro e poi a 5.000) e obbligando dipendenti e pensionati ad aprire un conto corrente.

      Peccato che nulla venga detto da “Report” sull’uso sempre più diffuso e “spensierato” di carte di credito (che è diventata la principale causa di indebitamento per i privati in tutti i paesi capitalisti, anche per i tassi da usura imposti dalle banche a chi va “in rosso”) o sul controllo orwelliano dei consumatori determinato dalle carte di credito.

      Nulla di tutto questo: solo qualche frase sull’arricchimento delle banche che arrivano a pretendere il 3 per cento sulle transazioni tramite carta di credito (senza parlare dei costi per il POS) e la presentazione come Vangelo di uno sbalorditivo “studio” di un istituto, (guarda un po’ facente capo all’A.B.I.) che assicura che l’uso delle carte di credito risulta essere per i consumatori più economico e conveniente del contante.



      Francesco Santoianni

      Fonte: www.contropiano.org

      Link: http://www.contropiano.org/it/cultura/item/8170-“report”-inciampa-su-debito-pubblico-ed-evasione-fiscale

      16.04.2012

    1. Tao 16 aprile 2012


      Dicono: pagando con le carte si potrebbero recuperare 150 miliardi. Ma nella realtà è impossibile. Ecco perché



      A volte le illusioni ritornano. Questa volta ci ha pensato Milena Gabanelli che ha riproposto l’abolizione del contante come soluzione a tutti i mali che ci affliggono. Secondo questa curiosa teoria se tutto si pagasse con carta di credito potremmo avere addirittura 150 miliardi in più di gettito fiscale, per poter lastricare d’oro le strade.È un sogno parallelo a quello della Tobin tax, la famosa tassa sulle transazioni finnaziarie.

      In realtà il mondo è differente da quello dei sogni dove basta vietare e tassare per ottenere schiere di angioletti. Vediamo perché.

      Prima di arrivare alla soluzione estrema dell’abolizione delle banconote cominciamo con l’esaminare il senso delle limitazioni all’uso del contante: nessun malaffare «che si rispetti» viene gestito con carta di credito o assegno. È da gonzi pensare che lo spacciatore paghi la droga col bancomat o il ricettatore faccia un bonifico con casuale «incasso refurtiva»,allo stesso modo chi incassava somme in nero continuerà a farlo che il limite sia a 10mila euro o a mille. Le soglie di tracciabilità sono andate su e giù come la marea a seconda del livello di demagogia fiscale dei governi ma nulla è cambiato nella propensione all’evasione. Mettere vincoli addizionali ottiene il semplice risultato di aggravare pastoie e commissioni per l’onesto, lasciando del tutto indifferente il disonesto che continua esattamente a comportarsi come prima.
      Illusione massima poi è quella di supporre che se, con una magìa, domani tutti pagassero con la carta, si incasserebbero i famosi 150 miliardi. Per capire quanto grossolano sia l’errore basti pensare che il valore totale delle banconote presenti in Italia è solo 100 miliardi ( e già qui casca la Gabanelli) ma la nostra pressione fiscale è calcolata sul Pil: aggiungendo ulteriori introiti fiscali pari al 10% del prodotto interno lordo si otterrebbe un dato incompatibile con qualsiasi attività economica di larga scala.


      In parole povere per molte attività il gettito andrebbe a zero perché semplicemente chiuderebbero. L’unico modo di premiare i contribuenti onesti senza schiacciare l’economia è la riduzione fiscale finanziata con il taglio delle spese ma chissà perché le soluzioni semplici come questa sono meno affascinanti delle teorie fantascientifiche.

      Torniamo al contante: ai sostenitori di idee radicali come que-sta o la Tobin Tax sfugge che la condizione necessaria per raggiungere lo scopo finale è che lo stesso divieto sia recepito globalmente, altrimenti molto semplicemente le transazioni si sposterebbero in un’altra valuta o in un altro Paese. È concepibile pensare che tutto il mondo, dalla Cina agli Usa, ripudi contemporaneamente il contante per fare una cortesia a noi? Se la risposta è no è inutile anche soltanto distrarci dai problemi veri per dedicarci a queste fantasie, senza contare che il malaffare è esistito ben prima dell’invenzione del denaro e basterebbe scambiarsi oro o beni di qualsiasi altro tipo per aggirare le limitazioni. Ogni restrizione unilaterale avrebbe come unico effetto la fuga di capitali: il monitoraggio da stato di polizia dei conti correnti, concesso all’Agenzia delle entrate è un unicum in Europa e infatti, grazie al parallelo inasprimento delle tasse, il trasferimento del denaro all’estero sta raggiungendo livelli record e le conseguenze della fuga saranno ben superiori agli introiti fiscali delle ispezioni.

      C’è poi un ultimo aspetto decisivo: larghe fasce di popolazione semplicemente non sono pronte a gestire la smaterializzazione del contante, dal punto di vista dei pagamenti e degli incassi e, specialmente per gli anziani, probabilmente mai lo saranno. Ovvio che nel mondo dorato della signora Gabanelli e dei suoi seguaci le carte di credito abbondino, tuttavia l’Italia «normale» non funziona così. Basti pensare che molti di quelli che vagheggiano l’abolizione del contante erano in prima fila a contestare la decisione di pagare le pensioni solo su conto corrente perché «non si possono obbligare i vecchi a procedure che non conoscono».

      Claudio Borghi (Twitter:@borghi_claudio)

      Fonte: www.ilgiornale.it

      16.04.2012

      Twitter:@borghi_claudio

    1. Jung_Zorndike 16 aprile 2012

      Quoto totalmente questo commento!

    1. Jung_Zorndike 16 aprile 2012

      Non credo affatto che la corsa agli sportelli sia roba da "anni 30"...

      http://www.ec.unipg.it/ez_new/index.php/ita/content/search?SearchText=crisi+finanziaria

    1. pehuenco 16 aprile 2012

      ho visto report (ciò che il giornalismo non dovrebbe mai fare) sono rimasto esterrefatto! non ci potevo credere, non ho nulla al contrario sulle carte per chi le vuole usare, ma il contante è necessario e fisiologico, punto 1 non risulta la dove questo strumento viene largamente utilizzato non vi siano evasioni o frodi fiscali! anzi... punto due non hanno mai risolto i problemi di un recupero al' evasione per rifinanziare la spesa sociale anzi, la povertà aumenta in misura uguale con o senza moneta virtuale, e alla gabanelli; hanno nazionalizzato northern rock! hoooo ma per caso non hanno l'euro? per prendersi questa iniziativa da dittatori... vedi orban in hungheria, e i greci non potrebbero nazionalizzare le loro banche....

    1. Jung_Zorndike 16 aprile 2012

      Quoto totalmente questo commento!

    1. wld 16 aprile 2012

      Marchese del Grillo docet? :))

    1. wld 16 aprile 2012

      Ottimo Tonguessy, è quello che ho fatto quando è salito questo governo, la paura viene da loro perché hanno visto l'andamento, non lo ammettono, ed ecco che vogliono plagiare la gente portandola verso il denaro elettronico. Non tutta la gente però si fa infinocchiare, un esempio è le file all'autostrada, al casello per pagare il pedaggio con il contante, sono tutti stupidi?

    1. AlbertoConti 16 aprile 2012

      Tutto giusto nei commenti. Aggiungo un'altra considerazione che credo importante. Una volta il contante (essenzialmente banconote) rappresentava la BASE MONETARIA, termine usato dai gestori della moneta per indicare il circolante emesso dalla BC. E' sulla BASE MONETARIA, o moneta ad alto potenziale, che lorsignori hanno costruito il castello teorico della "riserva frazionaria", la più grande sola storica che i banchieri hanno tirato agli utenti della moneta (popolo). Sola o truffa da sempre avallata dalla "politica" suddita dei gestori privati della moneta. Man mano che la truffa della riserva frazionaria s'ingigantiva, cioè col diminuire della percentuale obbligatoria "congelata" in BC, anche il castello teoretico (truffaldino) che ne sosteneva la legittimità vacillava sempre di più. Arrivati al 2% (Basilea2) e, guarda caso, al default sistemico, lorsignori hanno preso sempre più gusto ad emettere "base monetaria elettronica", cioè fiat money allo stato puro (ad alto potenziale ... distruttivo), fino ai giganteschi QE e LTRO. (e qui si aprono le danze sui "collaterali" sempre più spazzatura forniti dalle banche beneficiate da tanta manna dal cielo all'1%). Tutto ciò non è solo tecnica bancaria di sopravvivenza dalla catastrofe, è soprattutto ideologia pura, affermazione di potenza e sua "giustificazione" teoretica (ovviamente inconsistente e truffaldina, ma tanto chi se ne accorge, col cervello bollito dai media?). Questi ci stanno comunicando che sono dei intoccabili, che possono tutto e noi li dobbiamo adorare, perchè se s'incazzano ci sterminano in massa senza pietà. La BASE MONETARIA è roba diventata vecchia, da manuali universitari ricoperti di polvere. E' inutile che ci ragioniate, la BC è la BC, e voi non siete un cazzo!

    1. Johnny_Cloaca 16 aprile 2012

      Negli anni '30 forse, ora sono gli hedge fund che compiono corse agli sportelli. Semplicemente, non rinnovano i loro prestiti verso determinate banche. Bear Stearns, anyone?

    1. Johnny_Cloaca 16 aprile 2012

      Ma sant'iddio quante volte bisogna ripeterlo che questa accozzaglia di idee (per quanto riguarda la parte economica) è creata per rincoglionire il lettore ignaro? Quante volte, per dio, bisogna ripetere che lo stato NON siamo noi (ma sono LORO) e la sovranità monetaria dei miei coglioni è un eufemismo per dire "consegnamo la stampante al primo pirla che passa"?

    1. Tonguessy 16 aprile 2012

      Sui due punti:

      1-Se stampare denaro costa, un'operazione tramite POS o carta di credito invece è fonte di guadagno per le banche e finanziarie. Pensate a quante transazioni vengono effettuate in un giorno e avete la dimensione del problema.

      2-Le indagini di mercato costano, analizzare in automatico le spese degli italiani invece costa molto meno e offre maggiori garanzie. Inutile, ad esempio, continuare lo sviluppo del prodotto X ver.02 quando il prodotto X ver.01 non è stato apprezzato.

      Inoltre, come già sottolineato da un altro utente, con le carte di credito non c'è rischio della fine della Northern Rock, con file immense che pretendono la consegna di quanto depositato. Ovvero impossibile disattivare la riserva frazionaria se non ci sono più contanti. E la riserva frazionaria è la vera chiave di lettura del sistema bancario attuale. Tallone d'achille se esiste la moneta, ma scandaloso metodo per permettere qualsiasi speculazione se ci sono solo carte di credito.

      Infine: il Grande Fratello ci spia, e siamo sempre più sottoposti a controlli su tutto quello che facciamo. A che ora abbiamo preso l'autostrada e dove siamo andati (telepass o viacard); a che ora siamo andati nel supermercato e cosa abbiamo acquistato; cosa abbiamo acquistato online; com'è l'andamento delle nostre spese, mese per mese e così via.

      Esiste una possibilità: tenere in banca solo una quantità minima di contante, prelevare quanto occorre e pagare cash, evitare l'uso della carta di credito o POS. Disobbedienza insomma. Loro vogliono più carta di credito? Noi facciamo l'opposto!

    1. AlbaKan 16 aprile 2012

      • E' incredibile come questo articolo di novembre sia diventato ancora più attuale ed emblematico di allora...qualcuno ha visto la Gabanelli ieri sera? La puntata più disgustosa della storia di Report!
      • Volevo segnalare Salvatore Tamburro si è laureato con una tesi molto interessante, dal titolo:

      LA BANCA D’ITALIA, IL SIGNORAGGIO E IL NUOVO ORDINE MONDIALE [www.signoraggio.com]

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