PERCHE' SONO VEGETARIANO

PERCHE' SONO VEGETARIANO

DI MARK BEKOFF

Mentre parlavamo di libertà e giustizia in un giorno qualsiasi, siamo sprofondati nelle bistecche. Sto mangiando miseria, ho pensato, mentre prendevo il primo morso. E lo sputai.

Alice Walzer, “Am I Blue?”

Ho deciso di diventare vegetariano esclusivamente per ragioni etiche. Non volevo essere parte della catena di inumani trattamenti che macellano la senzienza e caratterizzano gli allevamenti intesivi di individui, dai bovini ai maiali ai polli ai pesci alle aragoste. Uno dei miei colleghi dice che la questione principale che motiva la gente dell’industria è “Quanti polli riesci a mettere in una gabbia con la vaselina ed un calzante?”. Un giorno, decisi che dovevo cominciare a praticare ciò che pensavo. Realizzai che non potevo sopportare ancora per molto l’uccisione di alcun animale semplicemente perché questo potesse essere mangiato, a prescindere da quanto fosse umano il procedimento. In realtà è stata una decisione facile, e non ho cambiato di un pizzico il mio stile di vita o la mia passione per il ciclismo. Infatti, questa cosa mi fece subito sentire meglio.Molte persone sono in profonda contraddizione rispetto al cibo che mangiano. Ciò che mangiamo, come viene prodotto, come viene trattato, da dove viene, chi ne trae guadagno, da che viene sfruttato: c’è un’ampia varietà di affari da considerare, e gli individui devono decidere da soli su ciò che è più salutare per il loro corpo e la loro anima. Alcuni si considerano vegetariani, anche se non sono rigorosi: possono continuare a mangiare pesce e in alcune occasioni carne (ad esempio, in un pasto di un giorno speciale), o limitarsi agli “animali senza faccia”. Ad esempio, qualcuno può essere disponibile a mangiare la cappasante o le cozze perché non hanno un volto e perché credono che non siano senzienti (in grado di provare sentimenti, emozioni)e non soffrano. Questo può essere o non essere vero, ma accade perché qualcuno traccia da sé la linea. Piuttosto che vegetariane, queste persone sono ciò che Peter Singer e Jim Mason chiamano “onnivori coscienziosi” nel loro libro “The way we eat” (Il nostro modo di mangiare-NdT).


Questioni etiche a parte, ci sono molte ragioni per considerare di optare per l’economia del pasto. Una delle principali è l’ambiente. I lotti di finissaggio ed i mattatoi delle aziende di allevamento sono responsabili di un enorme degrado ambientale. Secondo Lucas Reijinders e Sam Soret, paragonata alla produzione di soia, la produzione di carne richiede più campi (da 6 a 17 volte di più), più acqua (da 4,4 a 26 volte di più), più combustibili fossili (da 6 a 20 volte) e biocidi (nei trattamenti vengono usate quantità 6 volte superiori di pesticidi ed agenti chimici).


Anche se suona divertente, i bovini sono anche una considerevole fonte di produzione di metano. Citando James Bartholomew: “un singolo bovino da latte, tramite eruttazione e flatulenza, produce 114 kg di metano. Il metano è decisamente più letale per l’effetto serra…del diossido di carbonio. E’ 23 volte più potente, sebbene non resti tanto a lungo nell’atmosfera. Il metano prodotto da un singolo bovino è equivalente a 2.622 kg di diossido di carbonio”. Inoltre, secondo Philip Fradkin, l’alimentazione del bestiame resta la causa principale del calo di acqua negli Stati Uniti occidentali.

Se prendo atto che, a dispetto di quanto spero, il nostro non è un mondo pronto a diventare vegetariano, se mai lo sarà, non posso capire però perché sostenerlo sia considerato “radicale”. E’ radicale riconoscere che gli animali hanno emozioni e conceder loro di provare delle passioni? Io ritengo che un mondo vegetariano sia un mondo più compassionevole. Tuttavia, non è importante cosa decidiamo di essere o come decidiamo di chiamarci, fintanto che siamo “coscienziosi”, fintanto che saremo scrupolosi nel soppesare il nostro modo di scegliere il nutrimento-fintanto che mangeremo attentamente, come dice Jane Goodall – allora sicuramente potremo diminuire il deliberato dolore che provochiamo ai miliardi di animali senzienti.


Marc Bekoff è Professore Emerito di Biologia all’Università del Colorado-Boulder e co-fondatore, insieme a Jane Goodall, di “Ethologist for Ethical Treatment of Animals”. Ha vinto numerosi premi per le sue ricerche scientifiche, compreso il Guggenheim Fellowship e nel 2005 è stato premiato con “The Bank One Faculty Community Service Award” per il lavoro che ha realizzato con anziani e detenuti. È autore ed editore con centinaia di articoli e numerosi libri tra i quali “Encyclopedia of Animal Rights and Animal Welfare”, “The Ten Trust” (con Jane Goodall), “The Smile of Dolphin”, “Mindings Animals”, “Animal Passion and Beastly Virtues”. Bekoff è relatore in tutto il mondo ed è frequentemente invitato ai principali programmi televisivi statunitensi tra cui Good Morning America e Anderson Cooper 360°.


Tratto da: "La vita emozionale degli animali", Perdisa editore

Premessa di Jane Goodall; Prefazione di Danilo Mainardi, 2010

Commenti (89)

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    1. rasna-zal 12 gennaio 2011

      Allora fallo, ma non farti violenze e vedrai che la cosa è piu naturale di quello che pensi.

      Nel mio caso ho avuto subito un netto miglioramento della mia salute.
      Ciao.

    1. federasta 12 gennaio 2011

      "... la natura ha fatto in modo che alcune specie animali si nutrano di altre,dal mio punto di vista l'utilizzo di animali e pesci per sfamare la popolazione mondiale che e' in continuo aumento non e' da considerarsi biasimevole..."
      concordo nella prima parte (fino alla virgola) ma non nella seconda, visto che forse non sai che l'uomo NON è stato strutturato per mangiare carne!
      http://www.youtube.com/watch?v=qeGIXzvxk-A

      senza considerare l'elevato quantitativo di cereali necessari alla produzione di carne, che invece potrebbe essere usato x sfamare molte più persone
      http://www.etanali.it/veg/risorse_per_allevamento.htm

    1. perniceblu 12 gennaio 2011

      I mangiatori di carne si sentono sempre in dovere di intervenire con i soliti argomentoni cone: anche le carote soffrono, pesce grande mangia pesce piccolo, la nostra cultura si fonda da millenni sul consumo della carne, ecc.
      Chi si dichiara vegetariano, soprattutto nei paesi cattolici, viene percepito come un sovvertitore dell'odine sociale. In effetti durante l'inquisizione chi si rifiutava di mangiare carne veneiva condannato al supplizio in quanto Cataro (non dimentichiamo che la prima crociata cancellò dalla storia e dalla geografia la civilissima Occitania, patria dei Catari o Albigesi). Dev'essere rimasta qualche profonda paura nel nostro inconscio collettivo. Generalmente nei paesi protestanti il vegetarianesimo non suscita nessuna ostilità, semmai rispetto.
      Vorrei sfatare il mito che i vegetariani siano deboli creature esangui: mentre i consumatori di proteine animali arrivati ad una certa età incominciano a soffrire di ipertensione, malattie metaboliche e problemi alle articolazioni, generalmente i vegetariani si fanno valere a lungo nelle attività fisiche, anche erotiche :-P
      Dal mio punto di vista non vedo quale prodezza rappresenti il nutrirsi di carogne di animali indifesi giustiziati in serie. Ci vuole molto più coraggio ad essere vegetariani, sfidando il conformismo ed il sarcasmo dei soliti benpensanti.
      Buona vita.

    1. magnesia 12 gennaio 2011

      Devo dire che non ci avevo proprio pensato...!!! Applausi 3.0

      Non siamo i soli a rischio di estinzione, dunque.

    1. Cornelia 12 gennaio 2011

      Io sono onnivora ma vorrei diventare vegetariana. Per i seguenti motivi, nell'ordine:

      1) La mia salute

      2) L'ambiente.

      Delle sofferenze degli animali, francamente, me ne frega poco. Con tanti esseri umani che soffrono, quei vegani che si preoccupano della sofferenza delle vongole mi sono sempre sembrati seguaci di una moda da ricchi occidentali annoiati.

    1. Ale 12 gennaio 2011

      Non necessariamente, Da vinci e Tolstoi non vivevano in luoghi dove il clima permettesse frutta e verdura di stagione tutto l'anno ad esempio.

    1. DaniB 12 gennaio 2011

      I vegetariani (per non parlare dei vegani) sostengono che l'apparato digerente dell'essere umano non è fatto per digerire la carne (cruda). Io allora faccio notare che il vegetarianesimo è nato da 30anni a questa parte solo perchè noi occidentali possiamo permettercelo (globalization). La natura è anche cultura, e la cultura è composta dagli artefatti creati dall'uomo, fra i quali vi è anche uno dei più importanti passi evolutivi della specie umana, la gestione del fuoco e del calore. La sopravvivenza di una specie per millenni giustifica la carne come alimento "al di là" della natura, soprattutto quando quello che io voglio giustificare è l'argomento "mangiare carne è del tutto naturale per l'uomo". Sono d'accordo con voi sul fatto che se ne mangia troppa, che bisogna diminuire, contenere, cambiare paradigma nutritivo, ecc... ma dire che "mangiare carne non è naturale per l'uomo", questo si che è ingiustificabile, o perlomeno diventa un argomento non più sostenibile sul mero piano nutrizionale (oggetto del mio commento), ma necessariamente comincia a toccare sfere molto più complesse: evoluzione della specie, antropologia, cultura, ecc... sarebbe come dire che siccome l'uomo vive bene, senza bisogno di vestirsi, solo in un clima mite, allora non è naturale per lui vivere al di sopra dell'equatore, perchè li gli è necessario vestirsi, e quindi per lui quelli non sono luoghi in cui è possibile vivere "naturalmente". Esempio scelto oculatamente, tra l'altro, dato che l'uomo ha sempre ucciso animali per vestirsi, oltre che per mangiare.

    1. Beverast 12 gennaio 2011

      Ma la melanzana la mangi cruda o no?

      Quindi se un cibo diventa commestibile dopo cottura non direi che non è naturale mangiarlo.
      il fuoco è tecnologia come lo è tutto ciò che serve per raggiungere un cibo, tipo la coltivazione. Se non è naturale l'uno non lo è nemmeno l'altro.

    1. DaniB 12 gennaio 2011

      cazzo, per sognare una guerra CIVILE tu si che sei pieno di umanità.

    1. Imer86 12 gennaio 2011

      Nel mio caso son diventato vegetariano prima per motivi etici (non me la sarei sentita di tirare il collo al pollo x mangiarlo) e poi leggendo ed informandomi (e provandolo sulla mia pelle), sono arrivato alla conclusione che la carne (in primis e in particolar modo), e più in generale derivati animali e prodotti lavorati dall'industria, sono DANNOSI all'organismo umano, tanto per uscir dall'etica e usare la logica vi faccio un esempio:

      Se fossimo animali progettati dalla natura per mangiare carne saremmo in grado di uccidere e divorare le prede crude senza utensili alcuni...

      Ne siete capaci? Ho seri dubbi al riguardo... A parte il fatto dell'uccisione che se puo esser facile per un pollo lo è molto meno per una mucca, ma anche ammesso che riusciate a farvi fuori un bell'animale voglio vedervi a mangiarlo appena ucciso, ribadisco crudo e senza utensili di alcun tipo.

      Ora di cosa siamo invece capaci tutti? Prendere un frutto da un albero e mangiarcelo, nudo e crudo, senza neanche fare male all'abero che anzi c'è lo prepara apposta perchè così porteremo a spasso i suoi semi...

      Sempre utilizzando la logica abbiamo visto cosa succede a dare da mangiare ad animali erbivori farine animali: come noi si adattano a mangiarle, ma poi si ammalano (vedi mucca pazza, ecc...), e ma guarda caso siamo l'unica specie sulla terra che ha bisogno dei dottori... Dipendera FORSE dall'alimentazione?

      Io son quasi tre anni che son vegetariano (e pian piano sto diventanto crudista) e se già prima avevo una buona salute ora praticamente per ammalarmi devo impegnarmi...

      Consiglierei a tutti di provare dopo essersi informati bene e da piu fonti su internet e premettendo che più si è sovrappeso più è dura cominciare perchè quando si smette di mangiare carne e/o altri cibi errati automaticamente iniziamo a depurarci di sempre più tossine (per questo conviene togliere un alimento per volta se si vuole essere vegani o frugiveri) che son contenute principalmente nei depositi adiposi, e dato che per eliminarle l'unica via e reinmmerle nella circolazione sanguinea ci si potra sentire stanchi e/o debilitati o con molta fame di "pocherie", ma con un minimo di forza di volonta, tisane depuranti e regolare ed equilibrato esercizio fisico si sorpassa tranquillamente e dopo potrete anche dire addio ai kg di troppo senza pillole costose :D (io son passato da 78 a 70 kg in 1 anno e mezzo mangiando a sazietà semplicemente cambiando la qualità del cibo).

      Ciao!

    1. DaniB 12 gennaio 2011

      L'aristocrazia vegetariana insomma... a parte gli scherzi, se parli di "cultura radicata nel mondo..." mi parli sicuramente di mondi dotati di un clima che permettesse la possibilità di raccogliere frutta e verdura stagionale per tutto l'anno. Altrimenti si resta con la fame, fino all'arrivo della globalizzazione dei mercati alimentari.

    1. Ale 12 gennaio 2011

      Da leggere.

      http://www.disinformazione.it/mangiare_carne.htm

    1. rasna-zal 12 gennaio 2011

      Sono perfettamente daccordo!

      Ho eliminato 15 anni di mallox in 15gg e è il primo inverno che non ho una influenza.

    1. ottavino 12 gennaio 2011

      Infatti è sbagliato fare leva sui sensi di colpa altrui. Ed è per questo che l'articolo che stiamo commentando è deleterio. Non si può andare a menarla a qualcuno perchè mangia una cozza o un gamberetto. Io trovo che l'impostazione corretta potrebbe essere: meglio essere quasi vegetariani, perchè le grandi civiltà del passato lo erano. Indiani, cinesi, giapponesi, .....le migliori civiltà sono nate con il contributo del cibo vegetale. Tutto il contrario dell'attuale civilizzazione bianco-americana che è distruttiva e carnivora.

    1. rasna-zal 12 gennaio 2011

      ecco, vedi... Tu sei animalista e commenti la scelta vegana dal tuo punto di vista.

      Per te le due cose sono consequenziali o complementari se vuoi, ma non è per tutti così.
      Rispetto il tuo punto di vista però l'alimentazione, oggi come mai, deve divenire un percorso e questo non può iniziare dalla colpevolizzazione delle persone.
      Siamo passati da una civiltà agricola ad una consumistica non giro di pochi decenni e pensi che la gente ha preso coscienza di quello che è successo?
      Pensi che se la gente riuscisse a capire cosa c'è dietro al pollo che mangia che, bello e cotto, e pronto sulla sua tavola a soli 42 gg dalla schiusa, continuerebbe a mangiarlo di gusto?
      Serve tempo per le coscienze delle persone e energie da impiegare contro il sistema che vuole questo status.

    1. wld 12 gennaio 2011

      Tralasciando l'etica ipocrita, alcune riflessioni sulla salute si possono fare senza ledere l'altrui pensiero:
      Qualche anno fa uno specialista dello stomaco fece trasalire il mondo
      della medicina affermando che "l’ulcera dello stomaco è una malattia di chi mangia la carne”. Il
      cancro dello stomaco e degli intestini ha origine dalla stessa causa -
      quando non è prodotto dalla vaccinazione o dalla inoculazione.
      Uno dei prodotti della carne decomposta è l’urina, e non ha importanza
      se la carne si è decomposta nello stomaco, nella pentola o dal
      macellaio. I prodotti secondari della carne decomposta passano nel
      sangue dei consumatori di carne, e devono essere filtrati ed eliminati
      dai reni come uno scarto velenoso, che serve solo ad indebolire il corpo
      e a logorare i reni, portando al morbo di Bright e ad altre malattie
      renali.
      La gente rovina la propria salute mangiando carne, poi paga i dottori
      per farsi curare i sintomi che provengono da questo abuso. Molti medici
      ignorano la causa che si nasconde dietro i sintomi di alcune malattie,
      perché anche loro mangiano liberamente la carne come molti dei loro
      pazienti, e soffrono e muoiono prematuramente per la stessa
      "malattia”.

    1. rasna-zal 12 gennaio 2011

      Forse non hai letto bene o forse non mi sono espresso come volevo e allora mi spiego meglio.

      Ho detto che l'alimentazione è una scelta personale, ma se dovessi giudicare in base alla mia direi che assomiglia ad un percorso, una ricerca.
      Personalmente sono così soddisfatto di essere vegano e dei benefici che ne traggo che lo esterno a tutti.
      Ritengo che potrei ambire a mete più alte ma vorrei evitare l'ascesi. :)
      Comprendo la filosofia del tuo discorso anche se dovrei studiarci un po' su per commentare, quindi non lo faccio.
      Ti dico soltanto che non sono felice della sofferenza degli animali, ma ritengo che l'alimentazione sia qualcosa di troppo individuale per tentare di convincere la gente a cambiare facendo leva sui sensi di colpa.
      E' una violenza nei confronti degli altri gratuita, che alimenta le chiusure oltre a essere rivolta verso l'obbiettivo sbagliato e al solito più debole.
      Possibile che non ci si noti nulla di tendenzioso in questo?

    1. JesterHead 12 gennaio 2011

      Ma io non la metto in natura per il semplice fatto che qualcuno prima di me ha scritto, giustamente, che il cibo, nelle società che possono permetterselo, è primariamente un fatto culturale. E mi pare che non vi siano dubbi sul fatto che la cultura occidentale sia profondamente ed irrimediabilmente sbagliata e da riformare.

      Però mi viene ugualmente da ridere quando sento paragonare il leone all'uomo (qualcuno, non ricordo chi, ha scritto in uno dei commenti "prova a dare la soia ad un leone"), perchè natura per natura allora, è un dato di fatto che gli animali carnivori, in natura, la carne non se la cuociono.

    1. Ale 12 gennaio 2011

      @DaniB
      "Io allora faccio notare che il vegetarianesimo è nato da 30anni a questa parte"[...]

      Falso, la cultura vegetariana era ben radicata nel mondo greco antico, in quello orientale in particolar modo in india.
      Solo per citare qualche vegetariano nella storia:

      Leonardo da Vinci (1452)

      Pitagora (569 a.c.)

      Tolstoi (1828)

      Gandhi (1869)

      Aldo capitini (1899)

      Voltaire (1694)

      Schopenhauer Arthr (1788)

      Platone (427 a.c.)

      E la lista continua...

    1. Freeanimals 12 gennaio 2011

      Non ho mica capito cosa stai dicendo! A me certi commenti fanno vomitare. Ma quando mi sono permesso di dirlo, la redazione mi ha censurato. E poi tu mi vieni a parlare di informazione incorretta!
      Insomma, su certe cose non si può discutere: o è bianco o è nero. Tra la vittima e il carnefice non ci possono essere zone grigie. Io sto dalla parte delle vittime. Una volta lo facevo violando le leggi dei loro carnefici, le leggi umane, ora purtroppo, causa età, solo scrivendo su siti sedicenti alternativi (o forse dovrei ringraziare CDC che ne parla, ogni tanto?).
      Gli animali si possono uccidere in molti modi: qui vengono uccisi con l'ignoranza, la pervicacia e l'arroganza. Che vogliamo fare? Io sogno una bella guerra civile. Ma è solo un sogno e....non ditelo alla Redazione, mi raccomando!

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