Perché perdiamo? Autocritica sovranista.

di Matteo Brandi

Le Elezioni Amministrative 2021 ci hanno schiaffato in faccia una verità che il nostro mondo, quello sovranista e anti-sistema, fatica a vedere: stiamo perdendo. L’analisi dei risultati elettorali deve essere scevra di simpatie e tifoserie, dunque non può che risultare spietata. Ma è l’unico modo che abbiamo per capire cosa fare e cosa non fare per migliorarci. Prendiamo in considerazione Milano e Roma.

MILANO
A Milano, la lista civica di Gianluigi Paragone si attesta su un deludente 3% (2,99% per l’esattezza) e rimane fuori dal consiglio comunale per 48 voti. Tenendo in considerazione l’esposizione mediatica di Paragone e le aspettative su una piazza ben conosciuta dal giornalista stesso, il risultato è basso, molto basso. Ho già espresso le mie perplessità sul progetto Italexit con Paragone, privo a mio avviso di struttura partitica e proiezione politica nonostante la passione dei suoi attivisti, dunque non ritornerò sull’argomento. Mi limito a dire che, al pari di tante altre forze sovraniste, anche Paragone ha finito per appiattirsi comunicativamente sull’argomento “vaccini e green pass”, dimenticando la principale battaglia: quella contro l’UE e la moneta unica. Inoltre, una forza politica votata (almeno a parole) al recupero della sovranità italiana non dovrebbe, in tutta franchezza, presentarsi in lista con una forza secessionista come Grande Nord

ROMA
Nella Capitale, abbiamo due risultati da analizzare: quello di 3V e quello di Riconquistare l’Italia.

Il primo movimento è nato nel 2019 attorno alla tematica dei vaccini ed ha portato in piazza San Giovanni molte persone, contrarie all’obbligo vaccinale e all’imposizione del lasciapassare verde. Sarò sincero: a prescindere da come la si pensi sull’argomento in questione, il problema è che quest’ultimo non può costituire un perno attorno al quale costruire un partito. La dittatura sanitaria in corso non è la causa, bensì l’effetto di un sistema e di una precisa idea di mondo. Certo, in 3V si parla anche di sovranità monetaria e critica al neoliberismo, ma si tratta di aggiunte successive al cuore del movimento, che rimane la diatriba sui vaccini. Chi vota 3V lo fa principalmente perché sensibile a tale tema, il resto risulta secondario, pur essendo in realtà decisivo. A Roma i 3V capitanati da Luca Teodori hanno un peso complessivo dello 0,64%, un risultato vicino a quello registrato a Napoli (0,52%), Torino (0,53%) e Milano (0,45%).

Riconquistare l’Italia dell’ottimo Gilberto Trombetta raggiunge una percentuale ancora più bassa: 0,15%. I militanti di RI si sono fatti in quattro, partorendo anche l’idea geniale dei sesterzi come valuta complementare, stampati e distribuiti alle persone durante la campagna elettorale. Il risultato non è comunque incoraggiante, anzi. Riconquistare l’Italia, al pari del predecessore FSI (Fronte Sovranista Italiano), ha una solida struttura di partito e un buon programma, ma paga l’essersi affacciato timidamente e troppo tardi nell’agone comunicativo. Infine, l’approccio millenaristico non aiuta: va bene non voler fare le cose di fretta, però lanciare la palla troppo avanti confidando in un futuro roseo per il proprio partito sa tanto di utopia autoassolutrice, specie dopo anni di risultati scarni. E lo dico, anche qui, col massimo rispetto per chi milita in questa formazione, una delle più serie di tutto il panorama.

Insomma, la situazione è questa: pochi voti, scarsa incidenza, nessuno scossone. Il nostro è un mondo che fatica a crescere ed è spesso rinchiuso in se stesso, cronicamente incapace di quel salto in avanti che lo porterebbe a ben altri traguardi.

È vero, i dati ci dicono che sempre più italiani non si sentono rappresentati dalle grandi forze in gioco (record negativo di affluenza alle comunali: 54,69%), ma ciò non significa che questi voti confluiscano automaticamente in nuove sigle. Specie se queste non riescono a trasmettere autorevolezza e forza, non riescono a trovare modi per rendersi più visibili e desiderabili, non maturano una reale identità di pensiero. In molti hanno creduto che il tradimento storico del M5S o la falsa opposizione del centro-destra portassero milioni di italiani a mettere una X sui partiti anti-sistema. Non è stato così.

I numeri che registriamo sul web, fatti di visualizzazioni, like e condivisioni, non equivalgono ad un vero peso elettorale. Le piazze in cui spesso ci ritroviamo sono eccessivamente eterogenee e non riescono, al giorno d’oggi, ad esprimere un peso sociale di rilievo. La lotta al Green Pass, per quanto sacrosanta, èun collante debole e legato ad un problema immediato, non una visione politica e culturale che possa fare da fondamenta per la costruzione di qualcosa di più grande, granitico e duraturo. Sulla questione mi esprimerò a breve in maniera più approfondita e, spero, risolutiva.

Per ora mi limito a dire questo: ancora una volta, stiamo combattendo su un terreno scelto dal nostro nemico. Ancora una volta stiamo cercando di fermare un proiettile, invece che la pistola. Ancora una volta ci ritroviamo indietro di parecchie mosse rispetto a chi è già proiettato in avanti di 30 anni. Noi abbiamo questa proiezione o stiamo vivendo esclusivamente il presente?

Serve altro. Serve osare molto di più. Serve più ambizione, più progettualità, più differenziazione. Occorre puntare alla crescita con ferocia e metodo, smettendola di far finta di essere stupiti dai nostri miseri risultati. Crogiolarsi su dei numeri bassissimi, magari accusando di ignoranza gli elettori italiani, è sciocco ed inutile. Prendiamo atto di questo: finora abbiamo sbagliato tutto.

E togliamoci dalla testa che la soluzione sia unire partiti e sigle diverse. È vero, molte cose accomunano questi gruppi di persone, ma altrettante le dividono. Manca inoltre la cosa più importante: una chiara ed univoca visione di futuro per l’Italia, declinata in un programma a 360° e in un’ideologia riconoscibile. La stessa uscita dalla UE e dall’Euro viene ancora vista da molti di noi come un punto di arrivo, mentre invece deve essere considerata, perseguita e comunicata come un punto di partenza. Cosa vogliamo fare dopo? Se non possiamo rispondere all’unisono e con fermezza a questa domanda, possiamo pensare di impensierire chi ha già bene in mente come plasmare il mondo nei prossimi decenni?

Forse non è il momento di creare miscugli senza senso, forse occorre marciare in direzioni diverse per coprire più terreno possibile e poi agire insieme. Come fanno i nostri avversari, da sempre: marciano divisi e colpiscono uniti.

Milioni di italiani ed intere fasce della popolazione attendono da tempo una nuova strada. Quella strada possiamo crearla noi, ne sono convinto. Ma per riuscirci, in questo momento, necessitiamo di un personale Grande Reset.

Matteo Brandi

 

FONTE: https://sfero.me/article/perch-perdiamo-autocritica-sovranista

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Tipheus
Utente CDC
7 Ottobre 2021 13:12

Ho stima per Matteo Brandi ma non sono d’accordo questa volta. Il 3 percento sfiorato è un risultato eccezionale per un nuovo partito. E anche lo 0,65 non deve meravigliare. Non dico che va bene, ma ci sono leggi ferree della politica partitica che nessuno può violare. Hanno sbagliato qua, hanno sbagliato là… Non hanno sbagliato niente. Semplicemente per avere subito un risultato sensibile ci vogliono milioni di euro cash, che nessuno ha. Senza di quelli il partito nuovo, per quanto ben fatto, manca di credibilità. Nessuno gli dà credito, nessuno pensa che sia un voto utile, e quindi è destinato ad essere marginale. Quello che conta è la perseveranza. D’accordissimo sul fatto che non bisogna “unire” nessuno: perdere tempo a unire soggetti litigiosi e insignificanti è da stupidi. Deve emergere da solo il migliore. E deve perseverare. I partiti antisistema (tipo i Democratici in Svezia) partono dal prefisso telefonico, poi pochi punti, e poi il decollo, inevitabile. Non c’è altra soluzione. Chi crede che ci sia inganna se stesso e gli elettori. Nel frattempo si protesta, ma poi ci si presenta alle elezioni. Anche i Socialisti e i Popolari, ai loro esordi non prendevano niente rispetto ai partiti liberali… Leggi tutto »

Tipheus
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
7 Ottobre 2021 13:13

Ps. Paragone non mi convince per nulla. Però devo riconoscere che il risultato è importante. 48 voti non sono nulla. E’ come se fosse entrato in Consiglio. Dal nulla è eccezionale, per quanto sia conosciuto.

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
8 Ottobre 2021 6:29

Nella tua analisi hai accennato “di striscio” quello che per me è uno dei motivi principali per cui le nuove formazioni stentano a decollare: i soldi.

Sono stati bravi i 5S a fare in modo che dopo di loro nessun’ altra formazione politica di origine popolare potesse avere successo: l’abolizione del finanziamento pubblico ai movimenti politici.

Senza un grande sponsor non saranno mai più visibili ed organizzati, ma con un grande sponsor dovranno per forza fare gli interessi di chi paga. Addio formazioni nate dal popolo e che rendono conto solo al popolo.

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da Holodoc
McBane
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
8 Ottobre 2021 15:02

Pe vince ce vo er sponso d’i sponsi… ‘A mortadella Ricà…

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da McBane
Enomis
Utente CDC
7 Ottobre 2021 13:40

Un po’ di sana autocritica non fa mai male.
A mio modesto parere una lotta così impari, tra le maestranze sostenute dalla narrativa ufficiale e chi si oppone al sistema odierno, non può prescindere da una “visione” d’insieme. Ogni lotta affrontata singolarmente, è un favore fatto a chi tira le fila, poiché continua a dividere in parti sempre più insignificanti una quantità non indifferenti (forse milioni in tutta Europa)di persone che avversano il sistema vigente temendo inoltre, il sistema che verrà. Intanto è un inizio anche il 3%, ma senza intenti comuni, visioni comuni, comuni progetti e programmi, rimane solo quello, un inizio.

gix
Utente CDC
7 Ottobre 2021 14:21

Prima di tutto se c’è da fare una autocritica la dobbiamo fare noi come cittadini partecipi della politica e della scelta democratica (finchè possibile) dei propri ideali. Aver gettato a mare l’occasione della autentica partecipazione popolare rappresentata dal M5S e anche in parte dalla Lega, è un errore che si paga enormemente in termini di rappresentanza, e non sarà facile porvi rimedio. La cosa che più stupisce è che non sono contenti solo i partiti tradizionali, di aver eliminato una possibile terza via, ma lo sono anche molti di quelli che oggi si ripropongono come alternativi, come se avessero eliminato dei concorrenti pericolosi. Ma la gente che vuole una terza via, alternativa al potere dispotico attuale, è sempre lì, non è sparita e non tornerà indietro, sta infatti in gran parte fra gli astenuti, in attesa di capire meglio cosa potrà accadere. Non c’è quindi un quadro del tutto negativo, si tratta di riproporre e riavviare un’offerta politica adeguata ai tempi, e non sono d’accordo sul fatto che non si debba partire dando la priorità solamente a temi urgenti come il grinpass ela questione vaccinale. Si tratta solamente di saperli declinare in prospettiva, ovvero riguardo agli sviluppi antilibertari e globalisti… Leggi tutto »

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
8 Ottobre 2021 6:32

M5S e Lega hanno chi li finanzia (e pilota). Questa era la loro forza ed il loro punto debole. Ma senza più i finanziamenti pubblici ai partiti è un problema irrisolvibile.

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
8 Ottobre 2021 8:37

Senz’altro sono d’accordo con la questione del finanziamento pubblico dei partiti, ma forse basterebbe semplicemente meno ipocrisia e fare in modo che tutti i contributi ai partiti, sia privati che pubblici, siano leciti e trasparenti, così chiunque potrà farsi un’idea. Ma non è solo una questione di soldi, o meglio non è detto che per fare politica serva una banca, come diceva qualcuno.

Astronauta
Utente CDC
7 Ottobre 2021 15:38

Giusto per guardare da un altro punto di vista:
https://www.maurizioblondet.it/geni-strategici-se-hanno-lasciato-le-citta-al-pd/

Bisogna considerare il papeete e la fuga dal governo della lega agli albori della pandemia.
Stavolta sara peggio del virus perche le materie prime scarseggiano e il cibo anche.

La malagestione del virus è sotto gli occhi.Le citta allo sbando anche, la completa mancanza di una gestione dei migranti e il nulla al governo fanno presagire il peggio.
Chi è andato a votare domenica ha le sue colpe.

“”””Se Salvini e Meloni fossero dei geni strategici, potrei pensare che hanno fatto apposta a perdere i sindaci delle grandi città e a lasciare tutto il  potere ai comunisti nelle amministrazioni: gestiscano loro la crisi energetica nelle case a dicembre-gennaio, si coprano di gloria coi razionamenti dl gas e del.metano.”””

Ultimo aggiornamento 14 giorni fa effettuato da Astronauta
JA
Utente CDC
Risposta al commento di  Astronauta
7 Ottobre 2021 18:21

Genissimi. Già da anni le grandi città (in tutta Europa) sono in mano alla feccia migrante afro-asiatica, perchè è lì che si può più facilmente parassitare incontrollati. Vedi anche in GB dove e chi votò contro la Brexit.

Ricciardo
Utente CDC
Risposta al commento di  Astronauta
7 Ottobre 2021 22:05

Comunisti? Magara… diceva una volta un allenatore di calcio.

Ghisa
Utente CDC
7 Ottobre 2021 16:52

Le istituzioni hanno un sistema immunitario per difendersi dagli attacchi.
Il primo ad essere corrotto è stato proprio questo sistema immunitario.

Qualunque piano per riprendere in mano le redini del paese deve essere incardinato in una crisi perché, citando il bocconiano con il loden, durante le crisi le persone sono disposte al cambiamento.

danone
Utente CDC
7 Ottobre 2021 17:38

Il problema è moolto più profondo del trovare una nuova rappresentanza politica, unitaria o meno, dei così detti sovranisti, ed estendendo, di tutti i nuovi dissidenti, discriminati dalla svolta autoritaria, eversiva e anti-costituzionale del governo, che rappresenti le persone nel domani. Non credo che possa funzionare la via politica-partitica, almeno per gente come noi, che non accetta più nessuna rappresentanza a scatola chiusa, a meno che non si voglia mettere su delle nuove stalle e dei nuovi recinti di rappresentanza, che poi devono per forza passare dentro percorsi istituzionali, già predisposti ed impostati come efficienti mattatoi di buone pratiche e brava gente. Non se ne esce da certe strade se si imboccano anche con le migliori intenzioni, per questo per me tutte le nuove esperienze politiche presentate nell’analisi del Brandi sono e saranno fallimentari. Bisogna partire dal basso ristrutturando nuovamente, sia nel concreto, sai sul piano pedagogico, le buone pratiche che risolvono i problemi della gente. Il buon esempio di una buona soluzione, insieme alla comprensione della logica che la sottende e la spiega, è l’unico percorso credibile perchè contemporaneamente è verificabile da tutti. Pratica e teoria. Ciò che è buono si moltiplicherà e si rafforzerà, ciò che è errato,… Leggi tutto »

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
7 Ottobre 2021 19:37

Danone le tue osservazioni sono il punto centrale della questione non c’è dubbio, e in teoria del tutto condivisibili, la dove suggerisci di partire e costruire una presa di coscienza dal basso. Ma anche se solitamente ritengo che non ci siano limiti a cio che possiamo fare per migliorare le nostre prospettive, stavolta mi sa che occorre essere un pò realisti e prendere atto di come stanno le cose. Attualmente bisogna riconoscere che il popolo, la gran parte, non ha gli strumenti per fare da solo, deve ancora essere guidato da qualcuno in grado di rappresentarlo e condurlo sulla strada di una presa di coscienza soprattutto civica, mediante un recupero della partecipazione politica. Guarda cosa è successo con la pandemia e con i vaccini, la massa è corsa felicemente e inconsapevolmente incontro alla più bieca e ignota manipolazione, senza colpo ferire e senza dubitare di nulla. Per noi certo il discorso è diverso, anche solo per il fatto di aver deciso di stare dalla parte di una minoranza quantomeno informata, le prospettive di una presa di coscienza per la costruzione di una società di tipo diverso sono, almeno in teoria possibili e anche praticabili anche in altri ambiti. Ma si… Leggi tutto »

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
7 Ottobre 2021 20:54

Dal basso è già partita una presa di coscienza, e vuol dire che in futuro le forme politiche, socio-economiche e culturali di adesso, sempre più classiste ed autoritarie, saranno sempre più intollerabili, per cui gioco forza le masse irromperanno come l’acqua in nuove forme di organizzazione, appena trovate.
Forse è un fatto inevitabile perchè oggettivamente siamo troppo fuori strada dalla logica e ci stiamo facendo del male vero adesso.
Le elite lo sanno e ci stanno stringendo la cinghia attorno per non farci debordare in nuovi ed autonomi modelli di sviluppo, ma questi ci sono o stanno arrivando.
Saranno le buone pratiche che dovremo gioco forza adottare, necessarie per difenderci dall’aggressione stessa del sistema, che ci faranno capire le nuove strade da battere.
La battaglia e l’impegno politico-partitico per come l’abbiamo conosciuto noi, è già un modello superato e secondo me addirittura negativo, perchè non può creare che leders e branchi, non prepara le persone alla partecipazione diretta e consapevole.

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
8 Ottobre 2021 6:48

La pandemia ha fatto uscire allo scoperto gli ipocriti, ossia quelli che non appena hanno intuito di rimetterci anche un solo euro dalla situazione sono corsi a farsi la punturina. Rimane chi in un nuovo mondo ci crede davvero.

Anche per creare la nuova realtà però occorrono leader che conoscano prima di tutto come funzionano i giochi di potere mondiale al fine di prevedere e schivare le mosse di chi davvero vuole costruire una nuova società fondata sulla condivisione e non sul profitto.

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
8 Ottobre 2021 8:41

Il mondo come è oggi non è più un posto dove puoi stare al sicuro nascosto da qualche parte. Se si è fortunati può andare bene, finchè dura, rimanere in posti dove qualcuno non applica, o applica male, le prerogative del mondo globalizzato, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello morale. Ma ricordiamoci che sono andati a vaccinare persino gente che vive negli atolli corallini più sperduti…

JA
Utente CDC
7 Ottobre 2021 18:08

Il centroculismo di quel morto che ancora cammina ad Arcore e che, per incapacità politica, ci ha regalato 10 anni di sinistri governi abusivi, non paga se non i froci.
Salvini ha vinto quando era ferocemente anti-migrante almeno a parole. Adesso cosa lo differenzia da Letta?
Pare stia accadendo la stessa cosa alla Le Pen a favore di quella faccia da sorcio giudeo (Zemmour):
“Il ‘razzista’ Zemmour supera Le Pen: sarebbe lui a sfidare Macron al secondo turno”
https://voxnews.info/2021/10/06/350400/

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da JA
mazzam
Utente CDC
7 Ottobre 2021 21:05

chi vuol fare un partito deve avere i picci. senza non si fa niente- i picci li trovi se ti pieghi a certe convenzioni, di solito però chi ha i picci contribuisce alla creazione del mondo che vuoi ribaltare ergo i picci per ribaltare il mondo suo non te li da. si può sperare che forze estere per geopolitica loro appoggino qualcuno che faccia i loro comodi (vedi lenin, ma anche il grillo canterino… che cred… che sia sceso dalle stelle?) ergo quel qualcuno non sarà libero almeno finchè non cresce tanto tanto e riesce a schierare carrarmati alla frontiera. tuttavia oggi le frontiere sono talmente ampie che neppure si vedono all’orizzonte e cmq l’orizzonte è fatto di picci. ergo quando riesci ad avere i soldini da qualcuno, quando riesci a tradire le sue aspettative (senza farti saltare in aria nel primo aereo che prendi) e fare la politica tua, quando riesci a schierare i carrarmati alla frontiera e liberarti dalla ue, dalla nato, dall’onu, dall’unesco, dal fondo internazionale, dall’invasione negra, dalla green economy, dallo zan, dalla erase culture, in sintesi quando riesci a liberarti dai fratelli maggiori padroni del discorso, devi dire al tuo popolo che per vent’anni almeno… Leggi tutto »

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  mazzam
7 Ottobre 2021 21:27

Se riesci ad uscire da tutta quella brutta roba, vuol dre che hai già un popolo che ti segue, se no non esci dalle regole del gioco.
Il popolo ti segue solo se ha capito (e lo aiuti a capire) che il costo di uscire, fame per 20anni, è inferiore del costo di restare, 40 anni di fame almeno.
A parte ciò è solo un’altra falsa suggestione quella dei 20 anni di fame se si fanno certe scelte di rottura, annè vera mazzam, se si fanno le cose per bene si va a star meglio prima non dopo.

JA
Utente CDC
Risposta al commento di  mazzam
7 Ottobre 2021 21:30

Prima di tutto ci vuole l’Uomo giusto nel posto giusto e questo è il vero problema del VUOTO politico italiano.
Abbiamo solo una velleitaria opposizione di destra che non solo stà dilapidando voti ma stà screditando la stessa destra rincorrendo un sinistro centro-culismo. Mussolini con meno voti di Berlusconi (l’anguria di Arcore) o Salvini (er Nutella) ribaltò l’Italia. Ma stiamo parlando di statisti non di ominidi parodie politiche.
Con un decimo delle oscenità istituzionali che sono accadute e stanno accadendo da almeno 10 anni, in altri tempi non di ammucchiate popolari ci sarebbero state rivolte senza fine. Ora, non vedendo l’uomo giusto all’orrizzonte, si astengono dal voto.

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  mazzam
8 Ottobre 2021 3:32

Disamina lucida e implacabile, assolutamente condivisibile. È il modo in cui dovrebbero addestrarsi a pensare coloro che intendono fare politica. Comunque, potrebbero aprirsi degli spiragli, stiamo vivendo una svolta storica ed è possibile che il popolo la fame la faccia in ogni caso. Ciò faciliterebbe le cose. Come condizione, deve però formarsi un fronte deciso a farla finita con tutta la spazzatura che hai citato (dalla ue all’erase culture…), e non è detto che non saltino fuori degli sponsor.

Andr3a
Utente CDC
7 Ottobre 2021 22:15

Boh…boh? Che vuol dire boh? Vuol dire boh…ma potrebbe anche essere una minaccia. Allora che facciamo la rivoluzione col boh?!? 3..0,6 0,65 ma le rivoluzioni le fanno le minoranze! E fuori dai palazzi istituzionali, o volete i 5s?

mingo
Utente CDC
7 Ottobre 2021 22:41

Ma ancora ad aspettare una svolta con il voto ???????????
Non vi basta tutte le aspettative mancate di quel che rimane dei 5S e della Lega ,tutte le promesse infrante ,tutti quei faremo vedremo ma che alla fine diventano un nulla di fatto .
Ormai pure io che ho sempre votato mi sono convinto che astenersi sia l’unica via finche l’astensione si intende non toccherà il 30% o anche meno ,perché
fino al quel punto paura i lor signori non ne avranno .

Darkman
Utente CDC
7 Ottobre 2021 23:34

Ma perché, continuiamo a sperare di poter cambiare qualcosa col voto? Il terreno scelto dal nemico è proprio la farsa delle urne, il voler portare avanti la lotta con gli strumenti democratici che servono solo a tenerci soggiogati dandoci l’illusione della scelta. La farsa dei 5 stelle non ci è bastata? Vabbè che si vedeva a un chilometro che erano un partito troll; col mio precedente profilo di Disqus pure qui su Comedonchisciotte non mi stancavo di ribadirlo e mi davate addosso. Ma a me pare evidente che solo in maniera extraparlamentare ci si può organizzare avendone la volontà e sapendo che non si può vincere ma solo resistere. Resistere creando in loco dei gruppi di mutua assistenza sia materiale che spirituale con luoghi in cui incontrarsi non per fare comizi e pubblicare video in streaming ma per fondare piccole comunità nelle quali a ognuno vengono assegnati dei compiti votati al bene del gruppo. Stiamo freschi se aspettiamo di svegliare la gente alla quale hanno fatto un lavaggio del cervello tale che a ragionare con bradipo si ottengono più soddisfazioni. Sembrerò meschino e poco filantropo quanto si vuole ma dalla mia prospettiva contano solo i pochi irriducibili che finora hanno… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da Darkman
BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  Darkman
8 Ottobre 2021 3:21

Non sembri affatto meschino, semmai lucido. Riguardo ai 5 stelle, anche se fossero stati genuini non sarebbe cambiato nulla: non si arriva da nessuna parte con generiche fisime di “onestà” e “uno uguale uno”, senza un’idea coerente e strutturata, un progetto di società antagonista a quello dell’avversario. Insomma, un’alternativa da offrire, che non abbiamo neanche noi: infatti il primo compito è elaborarla, a partire da un’opposizione frontale all’ideologia globalista.
Le piccole comunità potrebbero essere una valida soluzione a medio termine per sopravvivere in questo interregno, ma saremmo pur sempre in territorio nemico, e alla lunga i nodi verranno al pettine.

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da BrunoWald
Darkman
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
8 Ottobre 2021 15:54

Si, certamente. Il problema dei 5 stelle in primis era il presentarsi come un container così generico che al suo interno poteva starci una cosa e il suo contrario. Sono d’accordo con l’autore dell’articolo quando parla della necessità di una visione alternativa ben definita e ad ampio spettro, nonché strutturata in profondità, che sappia guardare oltre i particolarismi del presente. Dissento che tutto ciò debba passare attraverso il vaglio delle urne perché là il banco vince sempre. L’astensione seconde me è la strada giusta ma solo se evita di tradursi in passiva rassegnazione e invece segna un punto di partenza nel ripensare il modo di far politica. Di sicuro non se ne esce continuando a limitarci a mettere crocette fuffare e andando ogni tanto a pascolare in qualche manifestazione assieme a una masnada di estranei coi quali non abbiamo alcun rapporto di coesione e che li vediamo pronti a fuggire come un branco di antilopi nel panico alla prima levata di manganelli. Confido che l’idea di stilare un manifesto comunitario antisistema prenda piede e che possa servire per riunire noi reietti. Chiaramente non si può influire sulle grosse scelte (quelle prese dai governi intendo) ma si possono trovare altri con… Leggi tutto »

BrunoWald
Utente CDC
8 Ottobre 2021 3:59

Perché perdiamo?
Forse anche perché erano elezioni amministrative, e perché il 54% che è andato a votare rappresenta la parte meno consapevole della popolazione, oltre a coloro che col sistema ci mangiano. La nostra base sociale si trova in quel 50% che non è andato a votare, e che rappresenta un potenziale immenso, rivoluzionario: ma servirebbe un movimento organizzato, che offra un’alternativa credibile, e non c’è.
La gente è giustamente demoralizzata dopo i precedenti della lega e i 5 stelle. Per questo, la mia impressione è che il futuro apparterrà a coloro che si oppongano a questo sistema senza compromessi: vivremo tempi sempre più “radicali”, ma ne saremo all’altezza?
L’ultima parte dell’articolo è ineccepibile, Brandi ha assolutamente ragione.

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da BrunoWald
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
8 Ottobre 2021 10:19

ma servirebbe un movimento organizzato, che offra un’alternativa credibile, E’ il contrario, serve un alternativa credibile, che permetta la nascita di un movimento organizzato, che la sappia tutelare, espandere e consolidare. Sembrano bucce ma capire la priorità degli elementi è decisivo. Se manca ciò che chiamiamo alternativa, non ci sarà nessun movimento che la supporti. L’alternativa significa un altro modo di fare le stesse cose che facciamo adesso, bisogna costruirlo questo altro modo di fare le cose e se avrà l’utilità che serve, si affermerà naturalmente. Solo a questo punto si potrà formare un movimento fatto dalla stessa gente che già la vive e la pratica, che la consoliderà e la tutelerà sempre di più dagli eventuali pericoli ed insidie. La via politica vuole prima l’esistenza di un movimento ideologico che promuova idee si società di un certo tipo, che realizzerà solo se avrà il consenso per andare al governo del paese. La via che dico io è quella che la società diversa la devi creare prima, attraverso la partecipazione della gente alle nuove forme di convivenza e relazione, e solo dopo avrai la massa critica per espanderla e consolidarla e difenderla, perchè esiste già, è già partecipata, il consenso… Leggi tutto »

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
8 Ottobre 2021 20:45

Ti rispondo brevemente per non farla lunga, ma si tratta di un tema essenziale che andrebbe discusso nel forum.
Nulla in questo mondo si afferma “naturalmente”: tutto deve imporsi lottando con qualcos’altro che compete per lo stesso spazio. “Nuove forme di convivenza e relazione” non avrebbero luogo nel vuoto, ma in territorio nemico: e stai pur certo che non le lascerebbero prosperare. Tantomeno adesso, con i progetti totalitari che hanno in serbo.
Hai assolutamente ragione, è necessario un cambiamento nel nostro modo di intendere la vita e la società: ma non si può fingere che non esista il nemico. Siamo in guerra! Ormai dovrebbe essere chiaro. Ci aspettano probabilmente anni terribili. La sola alternativa è sparire da qualche parte oppure combattere. “Come” bisogna appena cominciare a pensarlo: ritengo però indispensabile che qualcuno rappresenti la massa crescente di persone che hanno le palle piene del sistema, e saranno sempre di più.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
8 Ottobre 2021 21:47

Combattere oggi significa continuare a vivere da uomini liberi con scelte libere, possono farti quello che vogliono, tranne importi qualcosa che tu non vuoi, questo è già combattere.
Non mi illudo di costruire qualcosa su questa terra, ma morirò provandoci, questo è combattere contro chi ti vuole far fare altro e ci limiterà sempre di più.
Lo scontro non è fisico, ma interiore.
Costruiamo la nostra comunità con le nostre regole, contro tutto e tutti, che importanza ha, e vedrai che qualcosa di buono, di solido e di duraturo uscirà nel tempo, se no non uscirà niente e noi scopriremo che dobbiamo fare altro.
Se aspettiamo qualcuno che ci rappresenti stiamo già belli freschi.

Ghisa
Utente CDC
8 Ottobre 2021 10:55

Perdiamo perché non siamo capaci di pensare un’idea di uomo diversa e quindi di creare un sistema sociale che la sostenga
Perdiamo perché non capiamo che le persone sono differenti, ciascuna con la propria interpretazione della realtà oggettiva ma tutte condizionate dai mass media
Perdiamo perché, chi più chi meno, sia affetti dal complesso del messia e non siamo in grado di comunicare efficacemente con quelli che hanno una interpretazione della realtà differente
Perdiamo perché non capiamo che non esiste un modello di società stabile scisso da una controparte trascendente e metafisica che dia una senso all’esistenza umana.

Darkman
Utente CDC
Risposta al commento di  Ghisa
8 Ottobre 2021 16:08

Specialmente l’ultimo punto che hai evidenziato. Il modo di far politica odierno è così monco perché la controparte metafisica non si arriva nemmeno a concepirla e dovrebbe essere proprio il punto di partenza su cui strutturare una visione a lungo termine e rifondare una scala di valori.

Ultimo aggiornamento 13 giorni fa effettuato da Darkman
BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  Darkman
8 Ottobre 2021 20:52

Verissimo. Il problema è che la controparte metafisica non puoi inventarla, e le religioni esistenti sono entrate da tempo in una profonda e meritata crisi, almeno in occidente: anche questo spiega lo schiacciante successo del sistema nichilista che ci domina.

Darkman
Utente CDC
8 Ottobre 2021 16:41

Forse l’essenza della nostra sconfitta sta nell’aver perso la fede nell’uomo. Ho l’impressione che in molti tra i diversi si sono appartati a coltivare il proprio mondo per sfuggire al vuoto di questa società di massa mostruosa ma nel farlo hanno scelto di rinunciare al prossimo in favore di morire lentamente di se stessi disinteressandosi di quanto accade. Serve certamente una visione solida per radunare quelli che vogliono davvero resistere ma mi sembra quasi che manchi la volontà condivisa di cercare autenticamente l’altro e si continua a insistere troppo sul telematico, su mezzi di comunicazione indiretta. Si sacrifica l’umano, la socialità preferendo vivere senza rischio. Internet nei decenni si è sempre più configurato come un mezzo di diffusione dell’asocialità cristallizzando le distanze che ci separano dagli altri, rendendo accessoria la loro presenza fisica, fomentando la reclusione. Laddove un tempo era necessario riunirsi insieme in uno stesso posto, instaurare rapporti diretti, oggi provvedono i non-luoghi del web. Ecco perché secondo me una politica realmente alternativa deve avere come premesse un emancipazione dal virtuale.

Primadellesabbie
Utente CDC
8 Ottobre 2021 18:14

Nessuno si chiede se il sovranismo sia un terreno praticabile e proponibile?

Certo Soros e Gates, ma non sarà stata una crisi del sovranismo novecentesco per incompatibilità con strutture proteiformi come le multinazionali, il loro enorme potere e l’ampio spettro di irresistibili strumenti tecnologici che queste producono e diffondono, capaci di modificare il modo di percepire il mondo in ogni singolo individuo, ad aprire una strada stretta ed obbligata, al superamento di quello stesso mondo che le ha covate e messe in condizione di esistere ed affermarsi?

Se questo che cerco di descrivere in breve fosse vero, bisognerebbe pensare a tutt’altro che a una riproposizione di sovranismi per uscirne se non proprio indenni per lo meno ancora umani.

Ultimo aggiornamento 12 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
8 Ottobre 2021 20:58

Hai ragione, la vecchia concezione dello stato è stata messa in crisi dall’ascesa delle multinazionali e della finanza apolide, le due braccia della tenaglia; in altri termini, dalla vittoria del capitalismo globale nelle due guerre mondiali.
Sta di fatto che lo stato nazionale è tuttora l’unica istanza legittima, dal punto di vista istituzionale, e l’unica difesa concreta dallo strapotere del nemico: come dimostrano, in parte e con tutti i limiti che vuoi, i casi della Russia e dell’Iran.

Ultimo aggiornamento 12 giorni fa effettuato da BrunoWald
Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
8 Ottobre 2021 22:48

In questo sistema non c’è un “fuori”, e i due es. che proponi sono dall’altra parte di una barricata artificiale, ma non hanno nulla di sostanzialmente alternativo (da una parte una mafia potentissima e onnipresente dall’altra i preti) da proporre o che li distingua rispetto al capitalismo che conosciamo e alle sue conseguenze.

Lo stato nazionale sarà anche un’istanza legittima, e talvolta pittoresca, ma non può costituire una difesa o un’alternativa, né teorica né concreta, per la società che vi risiede.

La Bielorussia e la Corea del Nord sono due casi singolari che sfruttano situazioni maturate da congiunture irripetibili.

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
9 Ottobre 2021 19:03

Se hai ragione tu, e purtroppo è probabile, non c’è modo di uscirne, caro Prima, tantomeno “umani”: siamo belli che fottuti.
Se hai ragione, le forze che si sono scatenate a partire dalla rivoluzione industriale non possono essere fermate, perché sono l’unico potere reale, e svilupperanno fino alle ultime conseguenze il loro mostruoso potenziale, fino a un futuro retto da compagnie private come nella saga di Alien, il cui mostro è peraltro un’ottima metafora delle multinazionali: non per niente si paragonano ai tirannosauri. Un futuro di macchine e “mutanti” al servizio della hybris più scatenata. Prima o poi si autodistruggerranno, senza dubbio, ma sarà un miracolo se resterà qualcosa dietro di loro.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
10 Ottobre 2021 4:21

C’è una forte possibilità che ‘le forze che si sono scatenate’ non siano quello che danno a vedere di essere, questo non significa che non siano molto efficaci, ma non invincibili.

Sono cosmopolite, o apolidi come qualcuno preferisce chiamarle, ma sono anche nazionali, vestono indifferentemente qualsiasi divisa, e scatenano anche guerre di ogni tipo, il cui esito le lascia indifferenti, e più potenti di prima.

Per affrontarle bisogna essere cosmopoliti, ed è stata una follia demonizzare la solidarietà cosmopolita auspicata dal socialcomunismo: sarebbe indispensabile in questo frangente per andare a vedere il bluff e riprenderci lo spazio che ci spetta.

Solo dopo si potrebbe pensare a dimensioni nazionali, su una base tutta da inventare.

Sarebbe questo, a parer mio e in due parole, il modo di riprendere l’iniziativa e superare la irrisolta dualità novecentesca, uscire dalle sterili e anacronistiche schermaglie che ci paralizzano esponendoci a tutti i venti in balia, come vediamo e leggiamo, della miserabile animosità che si accompagna all’impotenza.

Ultimo aggiornamento 11 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
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