PERCHE’ M5S O INGROIA O ALTRE “NOVITA’” POLITICHE NON CAMBIERANNO UN BEL NIENTE

PERCHE’ M5S O INGROIA O ALTRE “NOVITA’” POLITICHE NON CAMBIERANNO UN BEL NIENTE

DI TONNOFABIO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Sono passati più di quattro anni e tante volte avrei voluto scrivere della nostra esperienza ma ho sempre rinunciato forse per cercare di ricacciare indietro l'idea di aver sprecato tempo e risorse, ora con l'imminenza delle elezioni e di questa nuova bolla di illusione generale mi piacerebbe condividere con qualcuno questa per certi versi incredibile cronaca di vita vissuta e le mie elementari riflessioni su quello che è la politica per uomini e donne.

A pensarci adesso nel 2006 le cose non andavano poi tanto male, il lavoro ancora c'era e anzi si discuteva fra noi su come si poteva ridurne l'ingombro per goderci un po' di più la vita o anche “solo” lottare per una società più giusta. Avevamo appena boicottato i mondiali di calcio organizzando pedalate alternative lungo la litoranea ciclabile pesarese alle quali i nostri concittadini si sono guardati bene dal partecipare. Complice anche sicuramente la nostra poco capillare informazione ci ritrovammo in tre in Piazza del Popolo a Pesaro in occasione delle prime due partite della nostra “mafiosa” nazionale dopo di che decidemmo di mollare e di praticare un boicottaggio intimo e personale.

Tre anni prima, nell'agosto 2003, io e mio fratello percorremmo la provincia in bicicletta con le bandiere della pace infilate negli zaini che sventolavano in quell'afa insopportabile........sembrava che dopo il micidiale, terribile 2001 di Genova, delle torri gemelle e della guerra all'Afghanistan le cose potessero cambiare, giravamo silenziosi sotto un sole di fuoco e intorno tantissimi teli multicolori appesi a finestre e balconi ci comunicavano, e venivano ricambiati, il loro inequivocabile messaggio: PACE. Ad agosto 2004 andai in Francia in un paesino sotto il massiccio centrale per un campo di volontariato internazionale con scopo di salvaguardia ambientale: ripulimmo dalle immondizie, costruimmo sentieri, passaggi e rudimentali scalinate lungo l'argine di un fiume completamente abbandonato.......sembrava proprio che le cose potessero migliorare. Nel 2005 aderii con la mia famiglia al GAS (gruppo di acquisto solidale) di Pesaro alla ricerca di una spesa più consapevole, più rispettosa delle elementari regole del vivere civile, di un'alimentazione più sana, di una diversa socialità......ancora pensavo che fosse in atto una profonda trasformazione.

Torniamo al 2006, appena dopo il boicottaggio dei mondiali..... si sentiva parlare di un blog, di meet up che crescevano come funghi, di Beppe Grillo che stava facendo un miracolo: riunire attraverso la rete la voglia di cambiamento e mobilitare attivamente con proposte, raccolte di firme, slogan ad effetto........eh si ….. in quel momento ho sentito in maniera potente che le cose potevano evolvere e che stavolta le avremmo cambiate davvero.

Attraverso un'iniziativa di un comitato cittadino a cui avevo aderito tempo prima mi misi in contatto con il meet up della nostra città e da lì in poi fu un sacro furore rivoluzionario: distribuzione volantini, discussioni fiume sul tema “parlamento pulito”, traffico cittadino, smog, asili, scuole; un fermento mai visto prima stava inondando una seppur piccola parte di quella società apatica, rassegnata con un ipocrita ottimismo di facciata.

Venne il 2007 e arrivò settembre, l'8 settembre del primo, fantasmagorico, pazzesco vday. Ci eravamo spezzati in quattro: eravamo pochi ma organizzammo un evento incredibile: si alternarono dj, un gruppo musicale, alcuni comitati a parlare della loro esperienza, la raccolta di firme andò avanti fino alle tre di notte e lì, lontano dalla mia famiglia che stavo seriamente trascurando, ero convinto che tutto sotto quella spinta incredibile potesse modificarsi. Abbracciammo anche la “repubblica dei cittadini” la lista civica di Oliviero Beha, Elio Veltri ed altri, organizzammo un pullman assieme ad altri meet up marchigiani e a ottobre 2007 eravamo a Roma in piazza Farnese, cercavamo una forza politica alla quale dare i nostri voti che altrimenti si sarebbero persi nell'astensione, in quel pomeriggio sotto la pioggia credevamo che la società potesse avviare un processo di rinnovamento.


Dopo pochi mesi venimmo a sapere che la “repubblica dei cittadini” non esisteva più, qualcuno che aveva registrato il marchio se ne andò scontento e si portò via, insieme al nome della lista, anche molte illusioni.

Il Vday fu un successo e non fu un bene, la prima riunione dopo l'evento fu affollatissima e cominciarono già da quella sera a formarsi fratture che poi in pochi mesi divennero insanabili: c'era chi raccomandava alleanze politiche con la lista civica di turno, chi voleva fondare un'associazione per avere dei contributi, chi in segreto fin dall'inizio aveva considerato quell'esperienza solo come un trampolino verso la “politica seria”. Ma c'era il v2day da organizzare, chiudemmo gli occhi, ci tappammo naso ed orecchi ed arrivò il 25 aprile 2008: una gestione sconsiderata delle risorse del primo vday, visioni troppo ottimistiche e vere e proprie operazioni azzardate fecero da antipasto all'impossibile, incredibile flop dell'evento, il digestivo venne dal cielo sotto forma di pioggerella battente e incessante che mise fine al concerto del gruppo musicale e a tutte le nostre superstiti speranze. In realtà l'obiettivo della raccolta di firme fu raggiunto ma noi eravamo ancora più divisi e la gestione squinternata ci aveva lasciato un pesante passivo. Fine dell'avventura? No, il cambiamento del mondo non può aspettare: andammo avanti, si formarono nel gruppo due correnti (vecchia politica docet), riunioni pazzesche dove ognuno vomitava il peggio di se e poi doveva scegliere da che parte stare, incontri separati e segreti dove regnava solo l'ego e il rancore. Sembravamo proprio, per dirla con le parole di un socio, “una tribù che correva dietro al suo stregone impazzito”. Avremmo dovuto tutti fare un passo indietro per cercare una soluzione per il gruppo ma a giugno 2009 ci sarebbero state le amministrative comunali e bisognava creare una lista: una? Ma perché non farne due o anche tre? Fra i pezzi che avevamo perso per strada e che ora erano con rifondazione comunista, quelli che di nascosto discutevano con il sindaco in persona e che creavano una lista civica insieme a fuoriusciti dal PD, quelli che sarebbero andati con chiunque in cambio di appoggi per eventuali associazioni o enti, quelli che pensavano al partito radicale e quelli che volevano la lista Grillo il gioco andò avanti senza illusioni né entusiasmo fino al mio addio poco prima delle elezioni.

Naturalmente le cose vanno avanti anche senza di noi (per fortuna) e molte di quelle liste hanno fallito e non esistono più ma altre si sono conquistate piccoli spazi ed ora sembra siano la soluzione, a volte mi sorprendo anch'io a sperare ma mi si conceda oggi la licenza di non credere.

Io non credo che le cose possano cambiare.

Perché mai dovremmo sperare che quei meccanismi malati dai quali sono nate anche le più recenti ipotesi politiche possano portare qualcosa di buono?

Perché mai dovremmo convincerci che questo “nuovo che avanza” sia libero da quelle miserie di cui parlo sopra?

Non mi stupisco dei Favia o delle Salsi anzi penso che quando si scoperchierà il pentolone saranno in tanti a chiamarsi così, in tanti che non avranno assolutamente intenzione di rimboccarsi le maniche e tornare a mettersi in gioco nel mondo del lavoro alla fine dei due mandati, in tanti che useranno le varie “nuove liste” solo per interessi privati o affermazione personale (Di Pietro insegna).

Sarebbe così semplice incolpare la politica che corrompe, che mortifica, che ingloba e annichilisce idee, aspirazioni e sogni ma il problema non sta nella politica in se e nemmeno nella scelta che abbiamo fatto di abbassarci a lei. D'accordo, è ipocrita e antiliberale: fa decidere a una maggioranza quello che dovremmo discutere e stabilire tutti e ce lo fa digerire attraverso una propaganda della democrazia falsa e distorta, è responsabile di secoli di convivenza con un'ingannevole idea di società equa ed imparziale, è fonte e causa di un'eternità di istituzioni inique, illiberali e sanguinose ma alla fine non è che un mezzo, uno strumento gestito da persone e che funziona in base a come queste intervengono nei suoi meccanismi.

E' dunque indubbio che dovremo trovare un'alternativa a questo sistema di partiti, a questa democrazia rappresentativa che ormai interpreta solo una squallida commedia del vivere civile e un tentativo si potrebbe fare con la disobbedienza, la ribellione ai dogmi, alle abitudini, ai comportamenti precostituiti, ai preconcetti che ci vengono inculcati sopratutto da questa politica, insomma è dentro di noi che dobbiamo attuare la trasformazione.

Se non cambiamo noi negli atteggiamenti e nelle aspettative nei confronti degli altri e della vita in generale, e non si tratta di luoghi comuni o frasi fatte, tutte le battaglie saranno sempre perse perché combattute contro le fastidiose piccolezze e miserie altrui, simili alle nostre, che detestiamo e osteggiamo nell'illusoria convinzione di migliorarci senza metterci mai in discussione veramente.

Tonnofabio

12.01.2013

Commenti (41)

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    1. Ercole 13 gennaio 2013

      non bisogna rallentare la trappola dei poteri forti ,DOBBIAMO LOTTARE PER ABBATTERLA!!!!!!e non lo si fa certamente col voto.

    1. Ercole 13 gennaio 2013

      Premesso che sono movimenti interclassisti, Non cambiera niente in quanto la classe sottomessa ha le idee , e la morale ,della classe dominante :la borghesia . Avendo la morale della classe dominante ,accetta il suo mondo ,il suo sistema economico,e si resta ingabbiati in una logica nazionalista, da cio nascono i partiti opportunisti.Il nostro modo di concepire la societa esistente cambiera, quando i rapporti di produzione incepperanno al massimo lo sviluppo della produzione,ossia quando non si potra piu produrre col sistema dei capitali.....

    1. robotcoppola 13 gennaio 2013

      Ma sì dai, continuiamo così. Ennesimo PALLOCOLOSO articolo per darsi una giustificazione alla propria arrendevolezza.



      Fanculo questo PESSIMISMO fine a se stesso! Siamo in GUERRA! Abbiamo bisogno di COMBATTENTI non di filosofi. Le prossime elezioni potrebbero essere le ULTIME!!



      Per quanto il M5S abbia dei difetti, è la nostra UNICA possibilità di rallentare e quindi uscire negli anni a venire dalla trappola che ci stanno costruendo i poteri forti (banche e finanza).



      Se l'alternativa è spararsi nelle @@ fatelo da soli non consigliate gli altri a comportarvi come voi!

    1. Eshin 13 gennaio 2013

      Leggo: "...non credo sia possibile cambiare la natura umana..."

      E cosa è la natura umana? Il DNA dice che siamo uguali ma anche unici. Siamo unici e diversi l'uno dall' altro, ma sempre di più stereo-tipicizzatati ed omologati nel pensieri e fare.
      Il bene e male nasce spesso dove tutto deve essere uguale, che è una delle fregature di base .
      Noi come le mele, tutti con lo stampino.
      NOI NON POSSIMAO CAMBIARE? NOI CHI???
      E una crisi ampia che richiede davvero risveglio e presa di coscienza . Le democrazie non esistono facendo le crocette e scegliendo i leader,ma dando si da fare tutti, ognuno come meglio crede e può.
      POSSIAMO CAMBIARE! Cominciate con il sostituire la frase e vedete apririsi una porta mentale.

    1. FreeDo 13 gennaio 2013

      Semmai dovessi decidere di scomodarmi per andare a votare, votero' per grillo. Detto questo, vorrei sollevare qualche dubbio circa l'affermazione che non si possa venire eletti per piu' di due legislature.Sembra qualcosa di vitale importanza per scongiurare il teatrino davanti al quale da anni ci troviamo.Questi dubbi nascono da un semplice esercizio:immaginarsi di essere uno dei candidati, partendo dal presupposto che una eventuale elezione occupi gran parte del nostro tempo finche' si sia in carica.
      Se gia' ho un'occupazione ed ho la possibilita' di chiedere un'aspettativa per la durata del mandato, mantenendo quindi la possibilita' di riprendere il lavoro in futuro (come Ingroia per capirci), allora va bene il limite dei due mandati. Ma se questa possibilita' non ce l'ho? Io per esempio sono artigiano, e abbandonare anche per un breve periodo il lavoro che mi sono creato significherebbe andare molto probabilmente incontro alla miseria.Trovare persone votate alla seconda ipotesi non credo sia molto facile. Il problema secondo me e' un altro: e' il concetto che abbiamo della politica. Un architetto, o un medico,un ingegnere o anche un tranviere, un operaio, impiegato o chiunque altro abbia una qualsiasi attivita', non si dedica al proprio lavoro a tempo perso. Perche' dovrebbe essere cosi' per un politico? Dobbiamo considerare l'attivita' politica come come di serie B? Non credo ci si possa improvvisare persone capaci di amministrare o peggio ancora di proporre indirizzi a milioni di persone. Ho un'idea molto alta della politica, paragonabile al servizio reso per esempio dai medici veri. E' vero che nella realta' si dimostra un'idea non realizzata, e a mio avviso e' proprio li' che bisognerebbe intervenire. Quello che sicuramente non va bene sono i privilegi di cui godono i politici, che fanno si che quell'attivita' sia ambita da chi guarda soprattutto al prorio interesse:eliminiamo quei privilegi.Quello che sicuramente non va bene e' che se io, come privato cittadino, possiedo per esempio delle reti televisive, possa anche trovarmi ad avere l'autorita' di legiferare in quel campo di attivita'(l'esempio piu' facile ma se ne potrebbero fare molti altri):eliminiamo il conflitto di interessi. Forse questa e' la strada per assicurarsi che i nuovi eletti, una volta al potere, non facciano peggio di chi li ha preceduti.

    1. RicBo 13 gennaio 2013

      La disillusione di Tonnofabio deriva dal non avere individuato il problema principale, cioè Il Pensiero Unico Capitalista (che molti chiamano BAU, Business As Usual), veicolato soprattutto dagli Usa, che ne sono l'espressione più pura.

      BAU significa credere nella "crescita" (ma "sostenibile", come no) basata sul profitto, nel "ritorno dell'investimento", nell'etica calvinista del lavoro, nella mancata consapevolezza che il mondo occidentale ha vissuto sfruttando 3/4 del resto del mondo ecc.. ecc.. tutto condito con le miserie umane che Tonnofabio (ma anche il sottoscritto) ha toccato con mano e sull'incapacità di vedere chi è il vero Potere Dominante.

      Ma che sto a dire, è già stato detto tutto ed analizzato fino alla nausea da Marx in poi, ma alla fine ci ricaschiamo sempre perchè la società non ha memoria.

    1. AlbertoConti 13 gennaio 2013

      Perché mai dovremmo convincerci che questo “nuovo che avanza” sia libero da quelle miserie di cui parlo sopra? Infatti non dobbiamo affatto convincerci di ciò, ma del suo contrario, il che è la ragione stessa per combattere affinchè questa "libertà dalle miserie" avanzi sempre più. Ce n’est qu’un début, continuons le combat!

    1. Mattanza 13 gennaio 2013

      Insomma non si puo; fare a meno di sti partiti?
      Partito significa diviso.
      Sarebbe meglio insistere sul concetto di democrazia diretta o partecipativa che dir si voglia e sviluppare dal di li.
      Ci sono esempi di comuni con sindaci e giunte votati alla partecipazione in Italia,Grottamare mi sembra si chiami un fulgido esempio.
      Le idee propugnate in Parpolity possono aiutarci (Google usa per capire)piu' che continuare con sti metodi a delega totale che crrompono gli spiriti le menti e i corpi.

    1. Mattanza 13 gennaio 2013

      Leggiti qualcosaa di parpolity (google) se ne hai voglia.
      Tipo sei livelli di assemblee coprono una popolazione di 250milioni.

    1. daveross 13 gennaio 2013

      Caro Tonnofabio,


      Il tuo sentimento s'è sentito innumerevoli volte nella storia della politica. Tu sei un 'mazziniano', nel senso che cerchi di incorporare la dimensione intima, psicologica dell'individuo nella politica (leggi le tue conclusioni).

      Ma quest'ultima è politica, e la politica democratica da sempre per funzionare si è contraddistinta da lotte interne, egoismi, leaderismo, divisioni e unioni, del resto meglio che ucciderci, no?



      L'ideale che propugni rasenta il religioso. Per questo ti senti disgustato o hai una visione disillusa della politica, perché non è cosa per te.

    1. FreeDo 13 gennaio 2013

      Se ci si prefiggono obiettivi troppo alti, si va facilmente incontro a fallimenti.E' solo attraverso la perseveranza che si ottengono risultati. Sara' mica questa che ci manca?

    1. Sokratico 13 gennaio 2013

      Con tutta la simpatia che mi fa questo articolo, c'è un bel po' di ingenuità in esso.

      L'idea che il cambiamento debba essere qualcosa di così rapido e distinto da starti nel palmo della mano e farsi riconoscere...e magari anche dirti grazie.

      Ma quando mai è successo così? Anche nelle più rapide ed spaventose rivoluzioni (cruente, tra l'altro, non certo costituzionali!) come quella francese o quella russa sono passati anni di confusione, di mille dibattiti sterili e isterici in cui ognuno pensava di avere la verità in tasca.

      E quello che ne è emerso, non sono state le idee migliori o più forti...ma solamente l'esito di una digestione che ha messo insieme un po' alla rinfusa tutti gli elementi del periodo storico.

      L'Italia sta cambiando. Guardatevi intorno. Cambiamento non significa che i problemi spariscono, semplicemente cambiano anch'essi.

      Cosa credevate?

      Allora, cambiate con essi. Aggiornate le vostre soluzione. Vivete, senza illusioni e senza veli sugli occhi. Datevi da fare, solamente perchè è giusto e perchè ritenete di doverlo fare. Senza aspettarvi gratificazioni infantili, come cristianucci qualunque che attendono il paradiso o l'apparizione della Madonna.

    1. nigel 13 gennaio 2013

      Tonnofabio, non credo sia possibile cambiare la natura umana. In questo momento (e quasi sempre nella vita) non si sceglie tra bene e male, ma tra il male e il male minore. La democrazia e' di per se' un sistema perverso, perché governo della maggioranza.. è quando mai una societa' e'composta in maggioranza da individui probi e intelligenti ? Si vendono più copie de "il mondo come volontà e rappresentazione" o più copie di " cinquanta sfumature di grigio" , libro propedeutico a piccole miserabili masturbazioni casalinghe ? Più copie di Novella 2000 o più copie de "l'internazionale" ? Io voterò' per Grillo, ma non credi che sappia perfettamente come una buona percentuale di Grillini sia composta da piccoli individui arrapati di potere ? E non credi che il Potere, di per se' possa corrompere l'individuo piu' onesto? Quanti sono stati nella Storia i Cincinnato? Favia (che scrive con errori di ortografia) e' alla scadenza del secondo mandato (correggetemi se sbaglio) e per questo salta sul carro di Ingroia, così di mandati se ne fa almeno altri due... Hai quindi del mondo una visione manichea, che ti fa vedere i buoni, vessati da una parte ed i cattivi politicanti dall'altra? Quelli che ora protestano chiedendo "pacelibertàprogresso" sono gli stessi che una volta al potere potranno fare anche peggio di coloro che li hanno preceduti. PER QUESTO SE NE DEVONO ANDARE TUTTI DOPO DUE LEGISLATURE. Per questo ci fu chi giunse ad ipotizzare come ideale forma di Governo, quella del Tiranno illuminato... ma si è visto quanta luce filtrasse nei crani dei tiranni che si sono avvicendati nel tempo. Io mi turo il naso e vado a votare Grillo.

    1. Delusidalbamboo 13 gennaio 2013

      Mi sono dato una piccola risposta che metto a disposizione di tutti per vostra elaborazione.

      I movimenti politici stanno fallendo in quanto non mettono in piedi un adeguato apparato di formazione ed informazione politica e, di conseguenza, i cittadini che vi aderiscono non lo fanno in ragione di un sogno condiviso e della fratellanza che ne deriva ma lo fanno in ragione di un interesse o una paura comune.

      Per questo motivo, secondo me, dobbiamo provare a mettere insieme una rete di formazione/informazione/organizzazione che crei e "selezioni" una cittadinanza informata e cosciente la quale, a sua volta, creerà i suoi partiti.

      Per fare ciò, bisogna trovare cittadini disposti a mettersi a servizio dei loro concittadini senza voluttà di potenza, preminenza e sfruttamento.

      Guardando il mondo del volontariato mi sento di affermare che quei cittadini esistono e, personalmente, ritengo che valga la pena partecipare a questa cosa anche solo per lavorare con questa gente.

      Guido Mastrobuono - www.delusidalbamboo.org [www.delusidalbamboo.org]

    1. 4gatti 13 gennaio 2013

      Hai perfettamente ragione. tuttavia mi chiedose deve davvero cambiare la mentalità delle persone, della società. Mi spiego: Tutti noi ripudiamo la guerra tuttavia di fronte a certe scene, a certi fatti siamo mossi da un moto che inevitabilmente tende verso la reazione violenta. Osserviamo qualcosa che è palesemente contro natura e contro coscienza e la vogliamo contrastare. Con questo semplice ragionamento voglio mettere in evidenza che, di fatto siamo, per il 97% (la percentuale si attiene ad un principio generale in cui il 3% d'incognita è fisiologica) istintivamente votati al bene. Ma allora perché mai prevale l'iniquità e il conflitto? La storia che 2 torri di acciaio e cemento sono implose su se stesse alla stessa velocità di un corpo che precipita nel vuoto, oltre che essere propinata, viene ancora accettata dalla maggior parte delle persone. Com'è possibile? Il darwinismo, ad esempio, all'interno della comunità scientifica da sempre è risaputo che è una teoria fallace. Fu lo stesso Charles a riconoscerlo. tuttavia a scuola e nella TV si fa ancora riferimento a quello scritto quando si parla di evoluzione e comportamento delle specie. Com'è possibile?
      Manipolazione per controllare il pensiero collettivo.
      C'è un punto debole nel nostro sistema di apprendere le informazioni, visto che di fronte alla più evidente delle fandonie si tende a considerarla verità, che ben si dispone alle volontà dei manipolatori.
      Usare le informazioni in modo da combinarle con il nostro istintivo senso del bene e del male a tal punto da renderci gestibili come marionette non è una cosa fantascientifica. i cinema ne è un ottimo utilizzatore. volendola dire alla maniera computeristica, c'è un bug (forse più di uno) nel nostro sistema cognitivo che ci auto sabota. Chi studia queste cose lo sa e qualcuno le usa. Chiariamo, il pensiero collettivo è qualcosa di straordinario che ci consente di essere portatori di informazioni raccolte da altri (perdonate l'approssimazione) ma, ahinoi, se chi sta al vertice della piramide sociale ha intenti malevoli le cose si complicano. Ironia del sistema, provare ad abbattere (quindi con violenza) il vertice non fa che determinare una sostituzione dello stresso senza che la sua base ne riceva il beneficio. ALLORA cosa possiamo fare? Semplicemente esserne consapevoli e non lasciarsi influenzare dal "pensiero collettivo". Interrogarsi su a chi giova una determinata faccenda, quale sentimento sembra voler generare su di noi una determinata informazione? e poi, cosa importantissima prendersi del tempo per meditare. Respirazione profonda e consapevole. Bastano 10 minuti al giorno di profondo silenzio e intimità. Senza pensiero alcuno (per scacciarli è sufficiente ripetersi mentalmente: "io sono qui, ora") solo inspirare ed espirare. Lasciate perdere maestri, guru o cose del genere. è già tutto dentro di noi. Dobbiamo solo lasciarlo venire fuori e divenirne sempre più consapevoli.

    1. kenoby 13 gennaio 2013

      e lo riporto per sottolinearlo: " incontri separati e segreti dove regnava solo L'EGO".
      Il problema dell'umanita è quello: "L'EGO". Quando la soluzione dei problemi arriva dall'ego (ed è cosi nel 99% delle azioni umane) quello che ne risulta è sempre "contaminato" appunto perchè basato su una concezione individualista nelle decisioni e nelle azioni(ego dal greco io).
      Il risveglio della coscienza è la chiave, ma purtroppo la spiritualità è argomento caro ancora a pochi (e una tale asserzione è da quasi nessuno compresa). Troppo lungo spiegarti le tappe da me interiormente percorse, ma ti consiglio la lettura di un paio di libri di eckhart tolle (il potere di adesso e un nuovo mondo). La lettura degli stessi può risultare o incomprensibile o al contrario chirificatrice la natura del mondo, della vita, e dell' uomo (dipende solo dal grado di evoluzione interiore del lettore). Buona lettura

    1. Brus 13 gennaio 2013

      giusto articolo, prima deve cambiare la consapevolezza, delle singole persone, e poi ci devono essere obiettivi comuni, troppi egoismi, troppa avidita, sono la causa di tanti danni.
      Di sicuro andrebbero creati basi democratiche, modificando la rappresentanza.
      Le elezioni devono servire a votare un programma, non delle persone, il vincolo elettorale deve essere vero il programma, il mandato deve esere per la realizzazione del programma. I movimenti o partiti presentano depositano un programma, la gente votando sceglie il programma che ritiene piu importante.
      Gli eletti, sono coloro che hanno il compito di far realizzare il programma scelto dai cittadini. Ci deve essere un cronoprogramma, se non si fanno indicate nel programma si va a casa e subentra un altro.
      I politici ed i governi non devono poterfare nulla senza il consenso della maggioranza dei cittadini, a meno che non e scritto nel programma votato dalla maggioranza attraverso le elezioni.

    1. Primadellesabbie 13 gennaio 2013

      " ..., insomma è dentro di noi che dobbiamo attuare la trasformazione.

      Se non cambiamo noi negli atteggiamenti e nelle aspettative nei confronti degli altri e della vita in generale... "

      Non é facile individuare i responsabili di aver reso cultura, e diffuso, il modo di vivere indispensabile all'adozione dell'industrializzazione totale e del parallelo consumismo. Osservare che se c'erano dei "custodi" della nostra civiltà, questi abbiano tradito il loro compito, credo sia lecito. Per attuare una trasformazione "dentro di noi", cosa urgente ed auspicabile, ed evitare che questa dia luogo ad una sagra dell'individualismo é necessario avere una "traccia', una scala di valori, in altre parole una civiltà verso la quale tendere i propri sforzi. Dietro ed attorno a noi é stata fatta, parrebbe scientemente, terra bruciata e questo rende tutto molto, molto difficile.

    1. Aironeblu 13 gennaio 2013

      Se vivessimo in una piccola tribù di qualche eecina di abitanti, allora potremmo applicare una vera democrazia diretta, dove tutti si riuniscono a cerchio intorno al fuoco ed ognuno esprime direttamente il suo pensiero a tutti gli altri. Ma siamo un paese di 60.000.000 di avitanti, ed è un po' dificile ríucire a dare voce a tutti contemporaneamente.

      La democrazia di una Nazione o di una federazione di nazioni, o di quelllo che vi pare, non può che essere RAPPRESENTATIVA, non si scappa, bisogna eleggere qualcuno che parli per noi e sia vicino a noi. Quello su cui si può e si deve invece agire sono altre variabili, come la trasparenza del governo, il grado di partecipazione popolare e il livello di effettiva rappresentanza che si può riscontrare nei candidati. E il M5S mi sembra il solo che si avvicina a questi obbiettivi, proponendo trasparenza in parlamento, comunicazione e partecipazione attraverso la rete, e idee di sviluppo molyo più vicine ai cittadini che agli interessi di alcune multinazionali private.

    1. RenatoT 13 gennaio 2013

      Chi vive di strategie eticamente sbagliate, anche se piu' facili da attuare, è destinato ad estinguersi.
      Dalla legge della natura non si scappa, certo, si puo' barare per un po...
      E' questione di tempo, sono fiducioso.

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