DI MASSIMO FINI
gazzettino.it
Puntualmente all’avvicinarsi dell’anniversario della morte di Bettino Craxi si parla di riabilitazione Per la verità Craxi è già stato riabilitato dallo Stato. Anni fa il presidente della Camera, Marcello Pera, si recò sulla sua tomba, ad Hammamet, per onorarne la memoria. Quest’anno vi si recherà mezzo governo e il sindaco Letizia Moratti vuole dedicargli una piazza anche se l’80% dei milanesi si è detto contrario. Ora, chiunque può riabilitare Craxi tranne lo Stato italiano. Perché in tal modo delegittima se stesso dato che la Magistratura ha sanzionato che Craxi è un delinquente condannandolo a più di dieci anni di reclusione e la Magistratura, checché ne pensi Berlusconi è una parte dello Stato. Anche l’andazzo di definirlo, invece che “latitante”, “esule”, come Gobetti, Pertini, è una delegittimazione dello Stato italiano perché lo equipara a uno Stato fascista (ma se era fascista quando Craxi era “esule” allora lo era anche quando lo governava). Inoltre riabilitare istituzionalmente Craxi sancisce ufficialmente che è stato giusto rubare i quattrini agli italiani dato che questo fecero Craxi e tangentisti (il solo “emerso” di Tangentopoli è costato al nostro Paese 30 mila miliardi, un quarto del debito pubblico, cose di cui paghiamo ancora oggi le conseguenze, sulle pensioni, sulle tasse).
A seguito, “Il problema di “via Craxi”. Ovvero: la storia della luna e del dito” (Paolo Franceschetti, paolofranceschetti.blogspot.com/);Diversa cosa è il giudizio politico. Anche un lestofante può avere meriti politici. Quelli di Craxi riguardano soprattutto il Psi. Fu lui a togliere al partito socialista il notorio “inferiority complex” nei confronti del Pci, a disancorarlo verso un pragmatismo da partito socialdemocratico europeo. Ma questo buon lavoro non è servito a niente se oggi il Partito socialista non esiste più. E comunque siano andate le cose la responsabilità non può che ricadere sul gruppo dirigente (Craxi, Martelli, De Michelis), che peraltro non se l’è mai riconosciuta. Inoltre sotto Craxi si verificano alcune mutazioni antropologiche del Psi. Si afferma il “culto del Capo”, estraneo alla tradizione socialista, si azzera il dibattito interno, ma soprattutto cambia il bacino sociale del partito. Il Psi nasce come partito degli “umiliati e offesi, dei deboli, dei perdenti. Ora, è chiaro che gli “umiliati e offesi” possono cambiare, non sono più necessariamente gli operai ma magari i ceti medi ma certamente un partito socialista non può essere il partito dei “vincenti”, degli emergenti, degli stilisti, delle damazze, delle favorite di regime, insomma il partito dei “nani e delle ballerine” come lo bollò il compagno Formica. Per l’Italia Craxi fece la battaglia, sacrosanta, contro “il punto unico di contingenza”, contro il “salario come variabile indipendente”. Ma con quello che hanno grassato lui, i suoi amici e il sistema dei partiti, avremmo potuto permetterci il “punto unico” fino al Tremila.
Sotto l’aspetto umano la burbanza di Craxi derivava, inizialmente, da una chiusa e diffidente timidezza. Ma poi, col potere, divenne insieme al suo “decisionismo”, arroganza, prepotenza, spudorataggine, violenza. E in questo Craxi è il precursore di Berlusconi. In ogni caso Craxi diventa indifendibile, anche umanamente, quando, dopo tanti atteggiamenti da gradasso, fugge vilmente dall’Italia, “per paura della prigione” come mi disse Ugo Intini, e non riconosce le istituzioni e le leggi del paese di cui pur era stato presidente del Consiglio, gettandovi sopra calate di fango, e delegittimando così anche se stesso come presidente del Consiglio.
Massimo Fini (www.massimofini.it)
Fonte: www.gazzettino.it/
15.01.2010
PERCHE' LO STATO NON PUO' RIABILITARE CRAXI
Commenti (44)
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Ho letto da qualche parte: Andreotti fa 91 ma mette ancora paura!!
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°°°Inoltre riabilitare istituzionalmente Craxi sancisce ufficialmente che è stato giusto rubare i quattrini agli italiani dato che questo fecero Craxi e tangentisti (il solo “emerso” di Tangentopoli è costato al nostro Paese 30 mila miliardi, un quarto del debito pubblico, cose di cui paghiamo ancora oggi le conseguenze, sulle pensioni, sulle tasse). °°°°°UNa cosa è pagare il debito pubblico di quel sistema perverso che anche Craxi aveva contribuito a creare e un'altra è CONTINUARE a lasciare le illegalità e ruberie a chi ci governa ora.
Quindi tolto Craxi di mezzo non ha contribuito a risanare la politica che non ha nemmeno la capacità di levarsi di torno i sodali di quel tempo.
Oltrettutto che ci siano anziani che hanno lavorato e che paghino con le loro pensioni le sfacciate e spudorate 'avventure' frutto di illegalità e leggerezze, grida vendetta su quelli che venerano più che mai i 'simboli' di quel sistema.
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grazie Radisol, uno dei pochi su queste pagine a ragionare ancora colla testa invece che colla bile delle passioni cieche. Peccato che la tua voce come quelle di Fini, Bertani, Freda e di pochi altri si perdano nel marasma dei fanatici umorali e rissosi, e come tali perfettamente utili al sistema che pretendono di odiare.
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D'accordo con te.
Solo che non credo nemmeno ai (De)Magistrati a sto punto.
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Discorso logico anche se ispira disgusto. Il sistema oligarchico omaggerà sempre i suoi rappresentanti anche se dei farabutti e non certo chi lo contrasta.
Del resto quel che vale per i politici vale anche per un'altra casta: quella dei militari.
Quante vie e piazze d'Italia sono dedicate a Cadorna? Il grande sponsorizzatore delle decimazioni, pratica di disciplina aberrante con la quale si fucilavano soldati scelti a caso, anche se innocenti, solo perchè appartenenti a reparti che avevano registrato casi di insubordinazione.
Uomo spietato ma in linea con le necessità della guerra, si dirà. In realtà dimostrò tutta la sua vigliaccheria quando dopo la disfatta di Caporetto anzichè assumersi le sue responsabilità addossò la causa del disastro ai fantaccini della prima linea che si erano ritirati, diceva, senza combattere. Non si capisce poi come questi vili avrebbero potuto trasformarsi di lì a poco negli eroi del Piave.
Eppure la mia città ha dedicato a questo bell'esempio di militarismo criminale una grande piazza del centro, una stazione ferroviaria e della metropolitana.
Tutte le volte che ci passo ci penso e mi dico che quella piazza avrebbe dovuto essere intitolata a tutti i fanti della Grande Guerra morti o mutilati anche e soprattutto per l'ottusità delinquenziale di generali come Luigi Cadorna.
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Quoto quanto scritto. Tangentopoli ci ha fatto solo capire che quello che prima si faceva in modo illegale si continua a fare oggi in un modo istituzionalizzato. Un bel capro espiatorio come nelle migliori tradizioni ebraiche e tutti sono contenti...
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Accostare Craxi ( ed in misura diversa anche Moro) a Mattei non sta nè in cielo nè in terra ... in comune possono avere qualche elemento filoarabo e niente altro ... con la differenza che per i politicanti della prima repubblica ( compreso il "martire" Moro) questo era un elemento soprattutto affaristico nel senso deteriore del termine ... mentre quello di Mattei era un vero e proprio progetto economico/sociale paneuropeo/terzomondista di lungo respiro ...... comunque, come dicevo prima, non escludo affatto che Dc e Psi, non servendo più dopo la caduta del Muro, siano state "sacrificate" dai "poteri forti", sia nazionali che internazionali, anche per il loro "filoarabismo" .... ciò non toglie che fossero ormai diventati, privi ormai di qualunque progetto politico che guardasse più in là del naso, una congrega di LADRONI, in gran parte, ribadisco, pure REOCONFESSI .... del resto questo vale storicamente anche per i paesi "socialisti" dell' Est europeo ..... nella loro caduta repentina ci avrà senz'altro messo le mani la Cia .... ma nei fatti erano già morti senza saperlo ... erano politicamente arrivati al lumicino .... è bastata una spallatina .... la storia è fatta certamente anche di "complotti" ... ma anche i "complotti" arrivano a segno solo quando determinate condizioni storiche/economiche/sociali sono già nei fatti arrivate al punto giusto ....
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alla faccia di fini......................
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CRAXI è STATO UNO DEI MIGLIORI POLITICI CHE ABBIAMO AVUTO,PER QUESTO è STATO ELIMINATO,
insieme a lui moro ,e mattei.
questa è la verità storica
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SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII.
NON LO VUOI
CAPIRE CHE I FURTI DEI PARTITI,
SONO BRICIOLE DI FRONTE A QUELLO CHE è SUCCESSO
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CHI SI FERMA A INDICARE IN CRAXI UN LADRO NON CApisce il significato POLITICO DELLA OPERAZIONE MANI PULITE DI QUEI ANNI,
decisa a londra e in america per far fuori i vecchi politici e dare il potere ai ciampi ,ai draghi ,ai prodi ,ai d'alema, ectttt......
per poter svendere l'iri e l'italia ai RICCHI INGLESI A AMERICANI ,E RIDURCI NOI ITALIANI AD UNA CONDIZIONE DI MISERIA ,QUALE SOLO OGGI TANTI "FESSI" SI ACCORGONO.CHI CREDE DI ESSERE FURBO ATTACCANDO IL LADRO CRAXI.dimostra solo di fare il gioco dei veri furbi e dei veri LADRI ,CHE HANNO FREGATO IL PAESE E GLI ITALIANI,E LUI MEDESIMO.
CRAXI è STATO SOLO UNO DEI TANTI OPPOSITORI A QUESTA CIURMA DI CRIMINALI ,VENUTA DOPO IL 1992 ,CHE CI HA FREGATO TUTTO-
ALTRI OPPOSITORI SONO STATI ELIMINATI:MATTEI, MORO ,PASOLINI,
CON ASASSINIO,ED ALTRI IN MILLE MODI MENO CRUENTI
CHI NON VEDE QUESTO ,
VIVE SULLE NUVOLE,,SULLA LUNA E GIOCA COME I BAMBINI SULLA SABBIA,IGNARI DI TUTTO,
MENTRI I GRANDI FURBI SI MANGIANO TUTTO,
E RUBANO TUTTA LA TERRA
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IL PROBLEMA DI “VIA CRAXI”. OVVERO: LA STORIA DELLA LUNA E DEL DITO
DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.com/Premessa
In questi giorni infuoca la polemica sulla opportunità o meno di dedicare una via a Craxi, nella città di Milano. Di Pietro e Grillo hanno organizzato una manifestazione per protestare contro questa proposta.
Travaglio ricorda che Craxi è stato un delinquente, latitante, che ha portato allo sfascio l’Italia.
Qualcuno fa paralleli ironici e afferma “se dedichiamo una via a Craxi, allora perché non una a Riina e a Pacciani?”.
Altri ricordano che non bisogna dedicare una via a Craxi perché non ne esiste una dedicata a Ciaccio Montalto e a tanti altri magistrati che hanno perso la vita per la lotta alla mafia.Sul Corriere della Sera leggo: “Il PD (ma non compatto, si precisa) dice no”.
Io invece vorrei ricordare alcune cose che Grillo, Travaglio e Di Pietro, e in generale tutto il PD, nella loro ansia di legalità, dimenticano, spiegando perché nell’attuale polemica molti di coloro che protestano contro una via dedicata a Craxi sono palesemente in malafede.
Cominciamo da un dato di fatto. Alcuni comuni italiani hanno già dedicato vie o piazze a Craxi e in un comune (Aulla) addirittura una statua.
Mentre per la città di Roma ci ha già pensato Veltroni a fare una proposta del genere. Proprio quel Veltroni che ha addirittura detto che Craxi, come statista, è superiore a Berlinguer.
http://www.corriere.it/politica/09_luglio_15/Garibaldi_veltroni_berlinguer_b06da232-7107-11de-b1fb-00144f02aabc.shtmlQuindi dire che il PD è contrario, sia pure con la precisazione che il no non è compatto, è un falso.
Anzitutto alcuni personaggi del PD hanno fatto di peggio che intitolare una via Craxi. Quando andarono al governo hanno nominato sottosegretario alla Camera D’Elia, ovverosia uno che aveva ammazzato a sangue freddo un poliziotto. Bertinotti disse che D’Elia era un uomo che in fondo aveva pagato il suo debito.
Vorrei ricordare inoltre che nel PD hanno candidato, e fatto eleggere, persone colluse con la mafia, la camorra, la ’ndrangheta.
Vorrei ricordare che Marco Pannella, leader della Rosa nel pugno, voleva candidare nelle sue liste anni fa nientemeno che Licio Gelli. Sì, avete letto bene. Licio Gelli.
Vorrei ricordare che molte persone che erano vicinissime a Craxi, oggi sono nel PD, come Del Turco, Intini, Benvenuto e Pillitteri e tanti altri; addirittura il figlio è nell’attuale sinistra che, a dire del Corriere della Sera, si è schierato per il “no” a Via Craxi.Allora sorgono spontanee due domande.
Prima domanda.
Perché tutto questo can can da parte delle sinistra? Cosa vogliono realmente? Si sono dimenticati delle porcate fatte da loro nel passato e nel presente, oppure c’è dell’altro?Seconda domanda.
Come mai qualcuno, nonostante il nome di Craxi sia ormai indissolubilmente legato a Tangentopoli, vuole dedicargli una via? Se infatti la protesta del PD suona molto come la storia del bue che dice cornuto all'asino, va detto che anche l'idea di dedicare una via a un personaggio come Craxi è il chiaro sintomo del marcio che esiste nel sistema politico nel suo complesso.Proviamo a dare una spiegazione e a raccontarvi la storia di Craxi, vista da una diversa prospettiva. Una storia diversa dalla tesi innocentista ma diversa soprattutto dalla prospettiva forcaiola di Di Pietro, Grillo e Travaglio, che puzza molto di malafede e di gioco delle parti.
La storia di Craxi
Craxi era un uomo del "sistema". Ne faceva parte e lo conosceva bene, e lui era una delle personalità più potenti di esso, quindi era informato bene dei suoi meccanismi, fino in fondo. Questo "sistema" era stato una manna fino a quel giorno per Craxi, Andreotti, Veltroni, D’Alema, Pannella, e tutti gli altri. Comandavano impuniti, ammazzavano magistrati, quando non potevano li trasferivano, ingrassavano alle spalle del contribuente e si sentivano dei piccoli re.
Ad esempio, quando Carlo Palermo indagò, a Brescia, proprio su alcuni traffici di armi ricollegabili al partito socialista e a Craxi, fu trasferito a Catania, e da lì a qualche mese subì un attentato in cui morirono tre persone, mentre il magistrato si salvò per miracolo.
Insomma, era una bella vita.Purtroppo però le persone più potenti del sistema non sono a conoscenza di tutto. Loro, come tutti, conoscono solo alcune parti del gioco complessivo, potendone intuire altre, ma ignorandone completamente altre ancora.
E possono muovere alcuni fili, ma non tutti. E loro stessi sono mossi da altri fili, cui non si possono sottrarre.
In segreto, le persone realmente al potere, preparavano l’operazione Tangentopoli, che a sua volta avrebbe dovuto aprire la strada al sistema bipartitico, che a sua volta avrebbe dovuto portare all’ascesa di Berlusconi, e infine alla dittatura di destra post–berlusconiana (cioè l’ultima fase, quella che sta per arrivare).
In segreto, per far partire l’operazione Tangentopoli, viene scelto come bersaglio Craxi; vuoi per punirlo di alcune sue prese di posizione antiamericane (Craxi infatti spesso era stato sostenitore di una politica di emancipazione dall’influenza USA, non gradita ovviamente alla massoneria di vertice); vuoi perché assunse delle posizioni a favore dei Palestinesi e contro Israele, il che nel nostro sistema politico mondiale significa essere rovinati senza pietà; vuoi perché era comunque uno dei simboli del sistema partitico; vuoi, forse, per altre ragioni a noi sconosciute.
Arriva quel fatidico 19 febbraio 1992. I magistrati arrestano Mario Chiesa e sta per partire l’immensa macchina di Tangentopoli, ma Craxi ancora non lo sa. Pensa che sia un caso, che sia uno di quegli avvenimenti, che ogni tanto capitano, in cui si silura un personaggio scomodo, magari perché qualche persona seria prova a giocare al magistrato onesto finché non intervengono loro a raddrizzargli la schiena.
Quindi Craxi prende le distanze da Chiesa e lo definisce un “mariuolo” sostenendo al contempo che il partito socialista è il partito dalle mani pulite e facendo un’affermazione che, letta tanti anni dopo, suona quasi comica: “il partito socialista non ha mai avuto un amministratore condannato per reati contro la Pubblica amministrazione”.
Pensa in tal modo di recitare la parte dell’onesto, come da anni succede in ogni parte d’Italia quando si becca un politico con le mani nella marmellata.Ma passano poche settimane e Bettino si rende conto che qualcosa non va. Gli arresti proseguono, le polemiche non si placano, e inizia un’operazione mediatica senza precedenti fino a che non viene indagato anche lui.
Bettino riceve decine di avvisi di garanzia e capisce che non può più controllare la cosa; se l'indagine è una sola la si argina, si trasferisce il magistrato, si fanno sparire i fascicoli. Ma venti indagini no. Venti indagini significa che qualcuno vuole fregarlo, che la cosa è più grossa di quel che pensava all’inizio.
Quindi in parlamento, tenta un’ultima, disperata carta. E’ il 3 luglio del 1992; in un discorso che verrà mandato in onda in tutte le televisioni, Craxi afferma che tutto il sistema è corrotto; afferma che è vero, il partito socialista si è macchiato di diverse colpe, ma se è colpevole lui allora lo è tutto il parlamento.
“Capii che il sistema era corrotto fin da quando portavo i pantaloni alla zuava” affermò Craxi poco tempo dopo.
Si tratta di affermazioni corrette, che in teoria dovrebbero aprire un cataclisma e dibattiti a non finire.
Ma i media, ben addomesticati a puntare l’attenzione solo su ciò che serve al piano prestabilito, puntano per poco l’attenzione su questo fatto; passa qualche giorno e i giornali e le tv iniziano nuovamente ad accanirsi nell’accusare singole persone.
Dal canto loro i politici rimangono zitti e commentano poco questa uscita di Craxi in parlamento. Sono silenziosi, perché da una parte non possono parlare a meno di non scoprirsi veramente, e poi perché in quel clima molti sanno che potrebbero fare la stessa fine di Craxi senza saperlo.
E quasi tutti sanno che, ad alzare troppo la voce, a sentirsi troppo potenti, a ribellarsi ai diktat imposti dai burattinai, si finisce suicidati, o magari si muore di un malore improvviso.Il gioco si fa duro, iniziano arresti eccellenti ovunque, e l’operazione di pulizia invade tutta l’Italia. Craxi viene raggiunto da una ventina di avvisi di garanzia, e più in avanti verrà condannato a diversi anni di galera per vari reati, dalla corruzione.
Il 29 aprile 1993 il parlamento nega l’autorizzazione a procedere richiesta dalla procura, creando un pandemonio.
Tra aprile e maggio in tutta Italia si svolgono manifestazioni contro Craxi, fino ad arrivare alla famosa vicenda del lancio delle monetine quando lui uscì dall’Hotel Raphael, a Roma.
Una scena deprimente, squallida, specie tenendo conto che ci sono altri politici, tanti, che avevano le mani sporche come lui, la cui storia gronda del sangue di innocenti, magistrati, giornalisti, cittadini, poliziotti, testimoni di processi, nonché popolazioni invase senza motivo, dall’Iraq all’Afghanistan.
Ma questi politici facevano e fanno i moralisti in parlamento.Le vicende giudiziarie in tutta Italia peraltro dimostreranno che Craxi aveva ragione. Il sistema era corrotto ovunque, ed era un meccanismo perfetto come un orologio, oliato alla perfezione, e coinvolgeva tutti, nessuno escluso. Ma a quell’epoca non avevamo gli strumenti per capire quello che diceva Craxi. Io stesso, che all’epoca avevo una ventina di anni, presi le parole di Craxi per un patetico tentativo di salvare la faccia, infangando gli altri. Invece a risentire oggi quelle parole, mi accorgo che sono lucide, precise, ed è uno dei rari momenti in cui un politico stava dicendo la verità.
Ma i mass media, come un esercito il cui compito era sbaragliare l’opinione pubblica, invece di affrontare il problema della corruzione diffusa, invece di indagare le ragioni di tutto questo marcio, che fanno?
Puntano il dito sulle singole persone, e scatenano la polemica sulla magistratura rossa che abusa del suo potere.
Parte la campagna antimagistrati.
Si comincia a dire che il problema è che la sinistra vuole vincere le elezioni per via giudiziaria e che i magistrati sono tutti rossi.
E comincia il solito caos mediatico in cui nessuno ci capisce più nulla.
Soprattutto, il problema non diventa più che siamo governati da una classe politica corrotta. No. Diventano i magistrati.
Ai primi di maggio Craxi si rifugia ad Hammamet. Fa appena in tempo a partire, perché il 12 dello stesso mese gli viene ritirato il passaporto e di lì a poco sarebbe stato arrestato. Evidentemente capisce in tempo che oramai è giunto il suo momento, che il sistema lo ha scaricato, e che sarebbe un errore combattere dall’Italia. Certo, sa bene che per questo la sua immagine pagherà un prezzo molto alto; diranno che perde la faccia, diranno che è un latitante, i suoi avversati lo attaccheranno con maggior forza, ma provenendo tale giudizio da gente con la coscienza anche più sporca di lui, non potrebbe fregargliene di meno. Lui sa quanto conta il giudizio dei politici: zero.
Mentre del giudizio dell’opinione pubblica se ne frega; sa bene che l’opinione pubblica non conta nulla, perché non è in grado di capire il sistema e qualsiasi giudizio proveniente dalla massa è falso, perché si basa su dati falsi.Dirà infatti Craxi a Pillitteri che parlava di un futuro in cui tutto il caos sarebbe finito: “Paolo, vuoi capire che è finita per sempre?”. Perché in fondo lui era sempre un uomo di sistema, e alla fine aveva capito.
Aveva capito il piano in cui era stato coinvolto, e infatti ironicamente mandava rose rosse ai funerali delle persone coinvolte in Tangentopoli, perché si rendeva conto che non era lui l’unica vittima del sistema; l’operazione Tangentopoli ha fatto una vera e propria strage, anche fisicamente, di persone che prima con quel sistema avevano mangiato a quattro palmenti e che ora si rivoltava contro di loro.Conclusioni
Ecco quindi perché molti politici vogliono intitolare una via a Craxi. Perché tutti sanno che Craxi non era né migliore né peggiore di altri; era uno come gli altri, che forse aveva più meriti di altri. In effetti, la statura perlomeno intellettuale di Craxi è da gigante rispetto ai politici di adesso che sembrano completamente incompetenti su tutto.
E francamente, a sentire adesso alcune sue idee politiche, occorre dire che oggi il parlamento è composto solo da nani.
Il cittadino non riesce a capire quindi il motivo della volontà di intitolare una via a Craxi, ma se guardiamo la cosa dal punto di vista politico questa richiesta è perfettamente legittima. I politici sanno perfettamente che Craxi ha solo pagato per tutti, ed è stato l’agnello sacrificale di un sistema che oggi è uguale a ieri.
Quindi, dal loro punto di vista, è perfettamente normale dedicare una via a Craxi, come un giorno la dedicheranno ad Andreotti, Dell'Utri, Berlusconi, Previti, ecc...
Ci sarà anche una via Pannella, probabilmente, e nessuno scriverà sulla targa "Marco Pannella, candidò Licio Gelli, e fondò la Rosa nel Pugno perché probabilmente era uno dei vertici della Rosa Rossa".Al contrario, molte delle proteste sono in malafede, fatte apposta per creare un gioco delle parti che svii ancora una volta dal reale problema.
Il problema di Tangentopoli non è se dedicare o meno una via a Craxi. Il problema di Tangentopoli è che era stato svelato e portato alla luce un sistema che coinvolgeva, tutti, tutti, tutti, nessuno escluso, e che è ancora vivo e vegeto. Il dibattito dovrebbe essere su questo, cioè sul perché tale sistema continua a vivere più forte che mai.
Ma si sa… se all’imbecille mostri la luna con il dito, quello guarderà il dito, e non la luna.
E Craxi era il dito. Tangentopoli la luna.
E oggi si ripete la stessa storia di allora. Ancora una volta, il problema è Craxi, e se intitolare o meno una via a Craxi.
Ma il problema di via Craxi è il dito. La luna è costituita dal Trattato di Lisbona, dalla crisi finanziaria che si abbatterà ancora peggiore su tutta Europa, dalle leggi dittatoriali che piano piano stanno introducendo in tutti i paesi per togliere le libertà democratiche.
Craxi, dal canto mio, possiamo pure riabilitarlo. Anche perché, sia pure tardivamente, e sia pure perché colpito da 20 avvisi di garanzia, aveva detto molte cose giuste, e per alcune di esse ha pagato un prezzo molto alto, troppo, rispetto agli altri.E quando ascolto i discorsi di Borghezio, Schifani, Bossi, Prestigiacomo, Maroni, Gelmini, D'Elia, Berlusconi, Rutelli, quasi quasi dico a me stesso "ridateci Craxi, e lunga vita ad Andreotti".
Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/01/il-problema-di-via-craxi-ovvero-la.html
12.01.2010
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rosacrociano, anche ammettendo la svendita dell'iri ed altri sinistri fatti, tutto ciò, secondo te,è sufficiente ad assolvere Craxi dalle sue malefatte?
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questo accanimento di massimo fini e altri, su craxi,ignorando
o sottacendo la verità storia che sta dietro la vicebda craxi
(la svendita deel'iri alla elite straniera),ha per me dell'incredibile,in questo sito ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,FIGURIAMOCI IN ALTRI..QUà MOLTA GENTE A PARTIRE DA MASSIMO FINI è FUORI DI TESTA.
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perfettamente d'accordo.
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Bravo che citi Scarpinato ! Consiglio, per capire maggiormente in che razza di schifo mafioistituzionaltrasversale viviamo, "Il ritorno del principe" nel quale,attraverso esempi presi anche dal passato, il magistrato illumina su cosa sia ma anche, sia sempre stata, la gestione del potere e l'amministrazione della giustizia in Italia.
Ciao ciao
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quello applicato a Craxi se applicato ai politici dell'epoca salvati (ossia la sinistra) e quelli di oggi veri ladri ma col potere di trasferire magistrati o di decapitare intere procure come successo alla Forleo o alle procure di Catanzaro e Salerno,inibendo quindi l'azione penale e questo con la complicità dei massimi organi dello stato del csm dei suoi presidenti e vice..
quindi i commenti di cui sopra sono tutte cazzate..perchè o sono tutti colpevoli o non lo è nessuno..
se craxi o la dc ed i psi avessero avuto il potere e la sfrontatezza impensabile per allora di decapitare la questura di Milano,sarebbero stati tutti liberi come avvenuto in pratica oggi...
anzi oggi la commissione delle autorizzazioni a procedere non concede mai il nulla osta nè che sia di pd o pdl 'cè accordo bipartisan,come sull'indulto..quindi è molto stupido ed italiano fare capri espiatori e lasciare li tutto il resto immutato,cambiare tutto(alcuni capi in vista)per non cambiare di fatto nulla..
è inoltre molto ingenuo pensare che alcuni ridicoli magistrati potessero rovesciare la repubblica con l'immenso potere dei succitati senza che ci fosse la volontà estera di rimuovere quelle persone..
di fatto la sostituzione della totale classe dirigente italiana fu un vero golpe morbido che oggi si è cercato di ritentare più volte...ma non è più possibile visto che la magistratura non ha più quel potere e visto che forse la gente ha fiutato che c'è qualcosa che non va e questo nonostante la crisi è molto più forte di prima ....e nonostante le ruberie e le tangenti siano ad un livello molto più grave di allora...
rimane solo una costante ad avere atteggiamenti contro il governo di ora come di allora,il signor Di Pietro..
un poliziotto che veniva dal nulla,più volte accusato di essere un uomo dei servizi..quello che difatti ha affondato la commissione parlamentare sul g8(per cui il partito di Prodi aveva anche vinto le elezioni!)
che riesce a rovesciare da solo una repubblica ed a minare continuamente le sorti della seconda..con atti anche eclatanti dichiarate rivoluzioni colorate(viola) che però non attecchiscono in Italia,minacce continue al premier,rivolgersi ai giornali stranieri(inglesi ed americani)dicendo che in Italia Berlusconi ha attuato una dittatura e che loro debbono intervenire per ripristinare la legalità..un piccolo Mussawi..anche lui sostiene la stessa cosa ed invoca l'intervento delle forze straniere..
cosa è se non un atteggiamento eversivo che però chiarisce chi sono pupi e pupari di questa situazione..come mai è andato proprio in UK e non in Germania o Francia?
Perchè è la finanza anglo-americana a dominare le sorti finanziarie e quindi economiche e quindi politiche dell'Italia..
Sono Unicredit ed Intesa che hanno il 60% delle azioni di banca italia e quindi il 60% del debito pubblico ossia circa 900miliardi di euro italiano e quindi il 60% del pizzo che l'italia(ossia noi cittadini con le tasse!) paga ogni anno alle due banche circa 40miliardidi euroossia alla finanza internazionale..
perchè ovvio che queste due banche (che in realtà sono una sola,basta vedere come una controlla anche l'altra proprio a livello di proprietà vengono tenute distinte sono formalmente,ma sono di fatto la stessa unica banca che detiene la maggioranza delle azioni della banca centrale!)
sono legate a doppio filo con Goldmann Sachs che ha messo proprio un suo ex vicepresidente Draghi infatti a controllare banca Italia..non è certo un caso...cosi' come ha messo un ex Goldmann sachs (ribattezzata in USA Government Sachs,proprio per quanti uomini importanti di governo sono o suoi ex dirigenti o cmq legati ad essa) Bernanke a capo della Fed.
Non dimentichiamo che dopo la crisi dell'Italia con le speculazioni internazionali della finanza anglosassone che portò la lira a perdere quasi il 30% e quindi si dovette procedere alla privatizzazione regalie del patrimonio pubblico italiano ,fu proprio Draghi in 10anni( e degli economisti banchieri legati alla finanza internazionale ed a banca Italia a gestire queste privatizzazioni Ciampi,Amato,Prodi)a gestire da direttore delle partecipazione statali nei diversi governi quelle privatizzazioni che permisero al fondo whitehall di Goldmann sachs ad esempio di acquistare tutti gli immobili dell'ENI e di privatizzarne ben il 60%(non abbastanza però per sottrarlo al controllo dello stato!) o di banche come Citygroup ed altre di accaparrarsi i gioielli italici,pagati coi soldi degli italiani ,a due lire..
non dimentichiamo che il primo azionista privato dell'ENI è americano ed ultimamente ha fatto sentire la sua voce dicendo che per l'ENI sarebbe meglio uno spezzatino senza spiegare il perchè..ovviamente il perchè è diminuirne il potere visto che quell'azionista ha ben altri interessi..
Fini non si è detto contrario all'iniziativa e questo dimostra se non si fosse capito da che parte sta...Il giornalista Massimo Fini per quanto spesso dià una lettura non comune agli eventi tuttavia è inserito nel sistema mediatico e quindi non può sottrarsi a loro visto che è del tutto controllato ,il giorno che dicesse le cose dette da me che sono evidenti a tutti,finirebbe di scrivere e anche di essere pubblicato dei suoi libri...ossia finirebbe a culo per terra..
e quiindi queste parole sui media ufficiali(e quelli di Massimo Fini,lo sono)
non andranno mai anzi viene sfruttato per mostrare la libertà dei media
che però se passa il limite verrebbe epurato subito.ciao
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Quella di Feltri è l'operazione che lo stesso Di Pietro ieri aveva preannunciato e che quindi si è fortemente depotenziata ... il classico dossieraggio da servizi segreti più o meno "deviati" .... ma anche se fossero informazioni credibili quelle de "Il Giornale" ... paradossalmente potrebbe essere vera sia l'una che l'altra cosa ... magari Craxi, caduto ormai il muro e caduta quindi la necessità di preservarlo come certo anticomunista, poteva anche essere diventato scomodo per i poteri forti sia nazionali che internazionali .... non si poteva certo "entrare in Europa" con un ricarico fisso del 10 o 20 % per cento su ogni transazione .... e quindi questi poteri forti potrebbero aver deciso di "scaricarlo" .... ciò non toglie che lui ed i suoi accoliti erano dei GRAN LADRONI ... ed in larga parte, è bene ricordarlo, anche REI CONFESSI .....
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Prova ad usare la tua testa. Ma certo non quella del Giornale!
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renatino 17 gennaio 2010
Per non parlare del maresciallo Badoglio a cui è stato dato il nome di un paese!!
Quello è stato un criminale di guerra, altro che tangenti!!