PERCHE' LO STATO NON PUO' RIABILITARE CRAXI

PERCHE' LO STATO NON PUO' RIABILITARE CRAXI

DI MASSIMO FINI

gazzettino.it


Puntualmente all’avvicinarsi dell’anniversario della morte di Bettino Craxi si parla di riabilitazione Per la verità Craxi è già stato riabilitato dallo Stato. Anni fa il presidente della Camera, Marcello Pera, si recò sulla sua tomba, ad Hammamet, per onorarne la memoria. Quest’anno vi si recherà mezzo governo e il sindaco Letizia Moratti vuole dedicargli una piazza anche se l’80% dei milanesi si è detto contrario. Ora, chiunque può riabilitare Craxi tranne lo Stato italiano. Perché in tal modo delegittima se stesso dato che la Magistratura ha sanzionato che Craxi è un delinquente condannandolo a più di dieci anni di reclusione e la Magistratura, checché ne pensi Berlusconi è una parte dello Stato. Anche l’andazzo di definirlo, invece che “latitante”, “esule”, come Gobetti, Pertini, è una delegittimazione dello Stato italiano perché lo equipara a uno Stato fascista (ma se era fascista quando Craxi era “esule” allora lo era anche quando lo governava). Inoltre riabilitare istituzionalmente Craxi sancisce ufficialmente che è stato giusto rubare i quattrini agli italiani dato che questo fecero Craxi e tangentisti (il solo “emerso” di Tangentopoli è costato al nostro Paese 30 mila miliardi, un quarto del debito pubblico, cose di cui paghiamo ancora oggi le conseguenze, sulle pensioni, sulle tasse).



A seguito, “Il problema di “via Craxi”. Ovvero: la storia della luna e del dito” (Paolo Franceschetti, paolofranceschetti.blogspot.com/);Diversa cosa è il giudizio politico. Anche un lestofante può avere meriti politici. Quelli di Craxi riguardano soprattutto il Psi. Fu lui a togliere al partito socialista il notorio “inferiority complex” nei confronti del Pci, a disancorarlo verso un pragmatismo da partito socialdemocratico europeo. Ma questo buon lavoro non è servito a niente se oggi il Partito socialista non esiste più. E comunque siano andate le cose la responsabilità non può che ricadere sul gruppo dirigente (Craxi, Martelli, De Michelis), che peraltro non se l’è mai riconosciuta. Inoltre sotto Craxi si verificano alcune mutazioni antropologiche del Psi. Si afferma il “culto del Capo”, estraneo alla tradizione socialista, si azzera il dibattito interno, ma soprattutto cambia il bacino sociale del partito. Il Psi nasce come partito degli “umiliati e offesi, dei deboli, dei perdenti. Ora, è chiaro che gli “umiliati e offesi” possono cambiare, non sono più necessariamente gli operai ma magari i ceti medi ma certamente un partito socialista non può essere il partito dei “vincenti”, degli emergenti, degli stilisti, delle damazze, delle favorite di regime, insomma il partito dei “nani e delle ballerine” come lo bollò il compagno Formica. Per l’Italia Craxi fece la battaglia, sacrosanta, contro “il punto unico di contingenza”, contro il “salario come variabile indipendente”. Ma con quello che hanno grassato lui, i suoi amici e il sistema dei partiti, avremmo potuto permetterci il “punto unico” fino al Tremila.



Sotto l’aspetto umano la burbanza di Craxi derivava, inizialmente, da una chiusa e diffidente timidezza. Ma poi, col potere, divenne insieme al suo “decisionismo”, arroganza, prepotenza, spudorataggine, violenza. E in questo Craxi è il precursore di Berlusconi. In ogni caso Craxi diventa indifendibile, anche umanamente, quando, dopo tanti atteggiamenti da gradasso, fugge vilmente dall’Italia, “per paura della prigione” come mi disse Ugo Intini, e non riconosce le istituzioni e le leggi del paese di cui pur era stato presidente del Consiglio, gettandovi sopra calate di fango, e delegittimando così anche se stesso come presidente del Consiglio.



Massimo Fini (www.massimofini.it)

Fonte: www.gazzettino.it/

15.01.2010

Commenti (44)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. rosacroce 18 gennaio 2010

      massimino fini ...................
      MA TI PAGANO PER INSOZZARE CRAXXI OGNI 2 SETTIMANE?

    1. radisol 18 gennaio 2010

      L' ho definito "dipietrista" perchè è collaboratore fisso del "Fatto Quotidiano" che è un pò l'organo "ufficioso" dei dipietristi ... quanto all' "antiamericanismo" di Massimo Fini questa è storia ormai decennale ... certo il suo è un "antiamericanismo" del tutto slegato da qualunque concezione "di classe" ... non a caso lo stesso Fini fu tra i promotori, nel 2003, di una ipotetica alleanza tra estrema destra ed estrema sinistra in nome appunto di un generico "antiamericanismo" .... e comunque fu per la sua critica serrata alla guerra contro l'Iraq che fu cacciato dal precedente governo Berlusconi ( 2001- 2006 ) da conduttore di una trasmissione di approfondimento Rai .... io credo che Fini non sia assolutamente "inquadrabile" negli schemini classici .... poi spesso dice anche un mare di cazzate ... in particolare, come Barnard, deve avere grossi problemi irrisolti nei rapporti con l'altro sesso .... ma, ripeto, non è questo il caso ... del resto inventarsi un Craxi "antiamericano" ( ci fu sì Sigonella, ci furono sì i rapporti col mondo arabo, ma ci furono pure il suo si incondizionato ai missili a Comiso e la "copertura di stato" dell' "affaire" Ustica) è già una grossa forzatura ... figuriamoci poi quelli che si inventano addirittura un Berlusconi "antiamericano" ...... e comunque, non è nemmeno questo il punto ... io non escludo affatto che la caduta di Craxi ed in generale dei partiti di governo nei primi anni novanta possa aver avuto, per vari motivi, spinte d'oltreoceano e/o israeliane .... dico solo che le ruberie di cui furono accusati, spesso legate anche ad enormi arricchimenti personali ( e questo è proprio il caso di Craxi), erano tuttaltro che false ... e che quindi non è affatto il caso, oggi, di proporre "santificazioni" di certi personaggi ... quanto poi il fatto che Craxi fosse contrario alla privatizzazione dell' IRI, questa è proprio una gran cazzata ... semplicemente lui, nella vendita a pezzi dell'IRI, tendeva a favorire certi imprenditori privati ( in primis proprio Berlusconi) rispetto ad altri favoriti da altre cordate politiche ....

    1. anonimomatremendo 18 gennaio 2010

      Prima parlate di indipendenza e sovranitá nazionale poi vi accanite contro quelli che meno si piegano alle esigenze transazionali.Come si fa a essere antiamericani e allo stesso tempo"dipietristi"?Ma a chi volete raccontarla,suvvia.

      A me non importa un fico secco delle manfrine interborghesi,solo voglio farvi notare che le vostre argomentazioni fanno acqua da tutte le parti,e questo la dice lunga sull´ avanzato stato di decomposizione dell ideologia borghese ormai solo forma e niente sostanza.

    1. radisol 18 gennaio 2010

      Veramente ... mi sembra che stia prendendosela con Craxi, cioè coi governi di ieri .. ed indirettamente con Berluskoni, cioè col governo di oggi ... non a difendere chissà quali istituzioni ... poi certo Massimo Fini è sì fortemente antiamericano ma non è mai stato un rivoluzionario o un anticapitalista nè pretende di sembrarlo ... prima socialista, poi leghista, ora dipietrista ( pur con mille distinguo) ... ma nel merito della questione Craxi ha ragione da vendere ..... e di questo qui si sta discutendo, non di altro ...

    1. anonimomatremendo 18 gennaio 2010

      Allora come lo vuoi definire uno che fa tanto l anticonformista e il "ribelle" e poi lo vedi sempre li a difendere le Istituzioni e addirittura si indigna quando qualcuno getta fango su di esse.Diciamo che Fini si atteggia da radical chic senza nemmeno essere tanto radical.Un radical chic all´acqua di rose.Oppure se vogliamo un reactrionar chic antidemocratico ma per finta.

    1. ottavino 18 gennaio 2010

      Più intelligente di te lo era di sicuro, Craxi....lui i soldi li ha fatti e tu? ladruncolo......

    1. ottavino 18 gennaio 2010

      Ma che c'hai in testa? La segatura?

    1. ottavino 18 gennaio 2010

      Ma che c'hai in testa? La segatura?

    1. ottavino 18 gennaio 2010

      Bravo...ora mettiti un bel poster di Craxi in camera e stai tranquillo.....

    1. radisol 18 gennaio 2010

      "Radical chic" de che ? Se c'è uno lontanissimo da qualunque impostazione di questo tipo è proprio Massimo Fini ... che oltretutto Craxi e Martelli li conosce bene, avendo militato proprio nel Psi milanese insieme a loro .... Fini, se non sbaglio, è stato pure leghista della primissima ora ... e non è certo oggi assimilabile nè al centrosinistra nè tantomeno a posizioni di sinistra "radicale" o "antagonista" ... è semplicemente uno che, senza paraocchi, dice quello che pensa ....

    1. anonimomatremendo 17 gennaio 2010

      La classe dominante é per sua natura corrotta e corruttrice,uno come Craxi che mette a nudo questa palese veritá evidentemente non fa certo piacere a chi fa di tutto affinché la facciata resti tale e loro possano allegramente continuare a grufolare dietro le quinte.Appena salta fuori la mela marcia ecco saltar fuori puntualmente gli "indignati di professione",magari anche ribelli che fa tanto radical chic, a cercar in tutti i modi di isolare la mela marcia dal cesto di mele"sane".

      E cosí anche oggi Fini si é guadagnato la pagnotta.Bravo!

    1. Rossa_primavera 17 gennaio 2010

      Come al solito i ragionamenti di Massimo Fini non fanno una grinza,a differenza dei ragionamenti di Gianfranco Fini.

    1. rosacroce 17 gennaio 2010

      http://www.youtube.com/watch?v=lD_qRPGf0ug&feature=related

    1. radisol 17 gennaio 2010

      Forse è vero che un due-tre per cento dei soldi rubati da Craxi e soci andò a finanziare cause "nobili", come gli esuli cileni o il dissenso nei paesi dell'Est (poco credibile invece la storia degli esuli spagnoli, il franchismo cadde nel 1975, quando Craxi era ancora un oscuro consigliere comunale milanese) .... anche se almeno uno dei casi citati, i finanziamenti all'Olp di Arafat, vanno letti in un più generale giro di affari petroliferi ( con cospicui "ritorni") con le leaderschips arabe dell'epoca ...
      Ma appunto si tratterebbe in ogni caso del due o tre per cento del totale ... il resto non è stato nemmeno solo questione di finanziamenti illeciti ai partiti ( spesso in cambio di provvedimenti legislativi favorevoli ai vari industriali finanziatori) ... ma di VERI E PROPRI ARRICCHIMENTI PERSONALI ... ed in questo proprio Craxi fu certamente il peggiore .....ville ed investimenti personali vari in tutto il mondo per sè e per i figli e per parenti vari ..... e poi un enorme patrimonio personale in denaro liquido affidato, come prestanome, a personaggi nemmeni iscritti al Psi, come l'ineffabile Mach di Palmstein e la contessa Vacca .... quindi, di che stiamo parlando ? Può anche essere credibile, ribadisco, che la "caduta" dei partiti del comunque già marcio "pentapartito" di allora sia stata opera di interessi nazionali ed internazionali ... questo per i più svariati motivi ... innanzitutto perchè il peso delle tangenti su ogni genere d'affare era ormai insopportabile ... e non c'era nemmeno più il "pericolo comunista" che prima faceva regolarmente insabbiare tutto .... può anche essere che interessi filoisraeliani abbiamo lavorato in quel senso, visto che pressochè l'intero quadro politico era allora filoarabo .... ma i giudici, "manovrati" o semplicemente con le mani più libere che in passato che fossero, le ruberie mica se le sono inventate .... anzi in gran parte sono state confessate dagli stessi politici incriminati .... quindi, di nuovo, di che stiamo parlando ? Cosa e chi si pretende oggi di "santificare" ? Ed a quale scopo politico legato alla politica politicante di oggi ?

    1. alessio 17 gennaio 2010

      sicuramente se craxi avesse dichiarato di aiutare i paesi afflitti dalle politiche terroristiche americane o anche solo dirlo ora passerebbe per un'altro binladden !

    1. albertgast 17 gennaio 2010

      Concordo in pieno.
      Ciao

    1. walterkurtz 17 gennaio 2010

      "decisa a londra e in america per far fuori i vecchi politici e dare il potere ai ciampi ,ai draghi ,ai prodi ,ai d'alema, ectttt...... " certo tranne Berlusconi altro nemico dei poteri forti, altro Robin Hood della politica che tenta di salvarci.
      Parli tanto di "fessi" che non si accorgono degli "intrighi" da te narrati, però mettere sullo stesso piano il caso Moro (lì sì ci sono molte analisi convicenti tipo i libri di Flamigni, non teorie strampalate...) con il caso Craxi (?) se non è da fessi è certamente da idioti

    1. albertgast 17 gennaio 2010

      Beh dovreste decidervi una volta per tutte: Prodi e compagnia erano al soldo degli angloamericani, oppure come diceva il dossier ordinato da Berlusconi era una spia delKGB???? Boh....

    1. svero 17 gennaio 2010

      Craxi fu per me l'inizio della putrefazione sociale da cui è derivato questo sistema, non mi sogno nenche di riabilitarlo e leggendo questo articolo:

      http://brezzarossa.blogspot.com/2010/01/democrazia-terminata.html

      penso anche io che fu anche un problema intrinseco del nostro modo di sviluppare la democrazia.

      sarebbe l'ora di riabilitare la gente che lavora, altro che Craxi.

    1. ilnatta 17 gennaio 2010

      Spunta il Craxi anti-Pinochet

      Un'immagine di Bettino Craxi, leader socialista ed ex presidente del Consiglio, morto dieci anni fa ad Hammamet

      «Diedi soldi ai militanti cileni». Le rivelazioni in un documento presentato ieri
      FABIO MARTINI
      ROMA
      Di quei soldi Bettino Craxi non parlò mai in pubblico, neppure una volta. Di quelle tangenti che lui aveva «girato» negli anni a una gran quantità di partiti e di movimenti di liberazione in giro per il mondo, l’ex leader socialista parlava soltanto con i figli, con i compagni di una vita.

      Fece un’eccezione nel dicembre del 1999. Craxi era reduce da una brutta operazione e durante quella dolorosa convalescenza ad Hammamet era andato a trovarlo Francesco Cossiga. E il contenuto di quel colloquio l’ex Capo dello Stato rivelò in una intervista semiclandestina a Raisat Extra: «A un certo punto gli dissi: caro Bettino, io so a chi è andata una fetta di denari prodotti dal finanziamento.... E lui, davanti al caminetto, me lo ricordo con la coperta, mi rispose: “Io non posso mischiare le mie vicende giudiziarie con grandi cause di libertà e di liberazione”». Ma ora, per la prima volta, di quel cospicuo flusso di denaro «sporco» a sostegno di cause di libertà, di partiti clandestini e di movimenti di liberazione, si sa qualcosa di più: nel corso di una lunga chiacchierata - ben 18 ore di girato, che Craxi fece nella casa di Hammamet con Luca Josi - l’ex presidente del Consiglio raccontò diversi dettagli di quel filone: «Per molto tempo aiutammo i socialisti spagnoli in clandestinità», «i portoghesi», «aiutai alcuni compagni cileni a salvarsi dalle grinfie della dittatura».

      E finanziamenti, racconta Bettino, andarono all’Olp, a movimenti dell’America Latina, persino ai somali contro gli eritrei. E con un filo di autoironia Craxi chiosa: «Beh, una parte del nostro finanziamento illegale andò a movimenti e a personalità che lottavano per la libertà, ma certo non utilizzavamo la Banca d’Italia per trasmettere loro del denaro, non veniva emessa regolare fattura...». Il racconto su questo tipo di finanziamenti fa parte della lunga intervista rilasciata nel 1997 da Craxi a Josi, che è entrata a far parte del documentario di 45 minuti che è stato proiettato ieri sera al Cinema Capranica di Roma alla presenza di amici e di politici, mentre un’altra parte del registrato farà parte del libro-dvd «Craxiana» che Josi pubblicherà in aprile. Ma oltre ai movimenti ricordati da Craxi nell’intervista, il Psi ne aiutò molti altri. E anche assai significativi, come racconta Cossiga nel suo libro «Italiani sono sempre gli altri» e come ricorda il figlio Bobo: ebbero aiuti Solidarnosc, il sindacato polacco cattolico e anticomunista, gli esuli cecoslovacchi, il radicale argentino Alfonsin, il brasiliano Lula, il peruviano Garcia, l’uruguagio Sanguinetti, Perez in Venezuela.

      Dunque aiuti a movimenti antifascisti e anticomunisti, ma - ecco la sorpresa del Craxi «garibaldino» - anche a movimenti guerriglieri di ispirazione comunista (ma anti-Usa) dell’America Latina, come i Sandinisti o il Farabundo Martí. Nel 1973, poco dopo il golpe di Pinochet, l’allora sconosciuto Craxi andò in Cile alla ricerca della tomba del socialista Salvador Allende, ma nel cimitero di Santiago fu fermato da un poliziotto, che gli intimò di andarsene con queste parole: «Un altro passo e sparo». Ha raccontato Antonio Ghirelli, portavoce del Craxi premier, nel film «La mia vita è stata una corsa»: «Appena divenne presidente del Consiglio, volle andare a Buenos Aires: ricordo un’immensa sala, dove c’erano sindacalisti di tutti i paesi del Sud America.

      Chiesi a un compagno argentino: “Come mai fate tanta festa a Craxi?”. E lui: “Come mai? Ma sono dieci anni che questo ci aiuta politicamente e finanziariamente”. Quando arrivò Bettino ci fu una standing ovation che durò tre minuti. Alla fine, per dire che tipo era Bettino, andai da lui e gli chiesi: “Posso parlarle?”. E lui: “Ma no, lascia perdere”». E negli ultimi tempi della sua vita, al figlio Bobo che gli chiedeva perché non parlarne pubblicamente, lui rispose: «Non ho detto nulla di quei soldi, quando li ho dati per cause di libertà: vorresti che lo rivelassi adesso, per farmi bello e difendermi?». E al suo avvocato Giannino Guiso vietò di parlarne, nonostante si fosse offerto di dare testimonianza di quegli aiuti sotto banco un personaggio conosciuto in tutto il mondo: Lech Walesa.

      http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51267girata.asp

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