PERCHE’ LA SHOAH E’ IL MALE ASSOLUTO

PERCHE’ LA SHOAH E’ IL MALE ASSOLUTO

FONTE: REPUBBLICA.IT

Riportiamo dalla Repubblica di oggi, 07/05/2009, a pag. 38, la risposta di Corrado Augias ad un lettore dal titolo " Perchè la Shoah è il male assoluto ".

"Egregio Augias, dissento dalla sua opinione sulla Shoah come male assoluto in quanto unico esempio di sterminio pianificato. Lei scrive che gli altri massacri sono stati frutto di ideologie, magari sbagliate, ma pur sempre di «ideali». La conquista del continente americano costò tra i 50 ed i 200 milioni di morti tra gli indigeni. I nativi non furono solo vittime dell'ineluttabile «progresso», della storia, chiamato dagli americani «destino manifesto». Mi limito a due citazioni. Il generale Sherman al ministro della Guerra, novembre 1868: «Se permetteremo anche a solo 50 indiani di rimanere tra il Platte e l'Arkansas dovremo far proteggere ogni treno, ogni cantoniera, ogni gruppo che lavora alla ferrovia. 50 indiani "ostili" possono tenere in scacco 3000 soldati. Meglio buttarli fuori al più presto, e non fa molta differenza se ciò avverrà mediante l'imbroglio da parte dei commissari per gli affari indiani o uccidendoli».Da una lettera di Nicholas C. Meeker, agente per gli indiani, al senatore Teller, febbraio 1878: «Io farò in modo di ridurre ciascuno di loro alla fame più nera se gli indiani non vorranno lavorare». Anche quello sterminio fu pianificato. Rientrava in un disegno senza giustificazioni ideali: loro erano una razza inferiore, destinata a soccombere, dovevano fare spazio e non creare rogne ai bianchi, portatori di una cultura superiore."

Giuseppe Galluccio [email protected]

"Lo sterminio degli indiani fu gesto di implacabile ferocia non meno di quello dei Galli operato da Cesare che io ricordavo. Furono (come tutti gli altri) massacri di conquista, rientrano nella brama di dominio innata nella specie umana. Ciò che rende unica la Shoah è la sua gratuità. La signora Elena La Rocca ([email protected]) l'ha condensata molto bene in queste parole che condivido: «Molti ebrei erano cittadini tedeschi: in Germania lavoravano, pagavano le tasse, rispettavano le leggi. Come gli altri cittadini avevano partecipato alla prima guerra mondiale. Si pensi quindi a uno Stato che si mette a perseguitare/uccidere parte dei propri cittadini, non perché autonomisti o indipendentisti, oppositori o ribelli, ma perché "ebrei". Un regime che a freddo, si potrebbe dire a tavolino, si inventa un nemico interno su cui convogliare frustrazioni, disagi, aggressività per compattare il resto dei propri cittadini dandogli un senso di supremazia. Un popolo che vuole annientare un altro popolo (per riprendere le parole di Arrigo Levi) non perché vuole annetterne il territorio, conquistare uno sbocco al mare, il petrolio o altro che sia, ma perché lo vede come fonte di corruzione, contaminazione di una propria immaginaria "purezza"». C'è un elemento misterioso in quello sterminio, appartiene all'irrazionale, alla parte buia dell'animo umano. Questo rende la Shoah male assoluto."

Corrado Augias

Fonte: www.repubblica.it

7.05.2009

Commenti (119)

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    1. Melkitzedeq 10 maggio 2009

      Prego leggersi questo testo importantissimo:

      Ruolo degli ebrei e del sionismo nella prima e seconda guerra mondiale

      Così parlò Benjamin Freedman:

      Uomo d'affari di successo (era il proprietario della Woodbury Soap Co.),
      ebreo di New York, patriota americano, Benjamin Freedman - che era stato
      membro della delegazione americana al Congresso di Versailles nel 1919 -
      ruppe con l'ebraismo organizzato e i circoli sionisti dopo il 1945,
      accusandoli di aver favorito la vittoria del comunismo in Russia.
      Da quel momento, dedicò la vita e le sue ragguardevoli fortune (2,5 milioni
      di dollari di allora)
      a combattere e denunciare le trame dei suoi correligionari (1).
      Benjamin Freedman tenne, nel 1961, al Willard Hotel di Washington ad un'influente
      platea, riunita dal giornale americano Common Sense, il seguente discorso.

      «Qui negli Stati Uniti, i sionisti e i loro
      correligionari hanno il completo controllo del nostro governo.
      Per varie ragioni, troppo numerose e complesse da spiegare qui, i sionisti
      dominano questi Stati Uniti come i monarchi assoluti di questo Paese.
      Voi direte che è un'accusa troppo generale: lasciate che vi spieghi quel che
      ci è accaduto mentre noi tutti dormivamo.
      Che cosa accadde?
      La Prima Guerra Mondiale scoppiò nell'estate del 1914.
      Non sono molti a ricordare, qui presenti.
      In quella guerra, Gran Bretagna, Francia e Russia erano da una parte; dalla
      parte avversa, Germania, Austria-Ungheria e Turchia.
      Entro due anni, la Germania aveva vinto quella guerra.
      Non solo nominalmente, ma effettivamente.
      I sottomarini tedeschi, che stupirono il mondo, avevano fatto piazza pulita
      di ogni convoglio che traversava l'Atlantico.
      La Gran Bretagna era priva di munizioni per i suoi soldati, e poche riserve
      alimentari, dopo cui,
      la prospettiva della fame.
      L'armata francese s'era ammutinata: aveva perso 600 mila giovani nella
      difesa di Verdun sulla Somme.
      L'armata russa stava disertando in massa, tornavano a casa, non amavano lo
      Zar e non volevano più morire.
      L'esercito italiano era collassato [a Caporetto].
      Non un colpo era stato sparato su suolo tedesco.
      Non un solo soldato nemico aveva attraversato la frontiera germanica.
      Eppure, in quell'anno [1916] la Germania offrì all'Inghilterra la pace.
      Offriva all'Inghilterra un negoziato di pace su quella base, che i giuristi
      chiamano dello 'status quo ante'.
      Ciò significa: 'Facciamola finita, e lasciamo tutto com'era prima che la
      guerra cominciasse'. L'Inghilterra, nell'estate del 1916, stava seriamente
      considerando quest'offerta.
      Non aveva scelta.
      O accettava quest'offerta magnanima, o la prosecuzione della guerra avrebbe
      visto la sua disfatta.
      In questo frangente, i sionisti tedeschi, che rappresentavano il sionismo
      dell'Europa Orientale, presero contatto col Gabinetto di Guerra britannico -
      la faccio breve perché è una lunga storia,
      ma ho i documenti che provano tutto ciò che dico - e dicono: 'Potete ancora
      vincere la guerra. Non avete bisogno di cedere. Potete vincere se gli Stati
      Uniti intervengono al vostro fianco'.
      Gli Stati Uniti non erano in guerra allora.

      Eravamo nuovi; eravamo giovani; eravamo ricchi; eravamo potenti.
      Essi dissero all'Inghilterra: 'Noi siamo in grado di portare gli Stati Uniti
      in guerra come vostro alleato, per battersi al vostro fianco, se solo ci
      promettete la Palestina dopo la guerra'. [.].
      Ora, l'Inghilterra aveva tanto diritto di promettere la Palestina ad altri
      quanto gli Stati Uniti hanno il diritto di promettere il Giappone all'Irlanda.
      E' assolutamente assurdo che la Gran Bretagna, che non aveva mai avuto alcun
      interesse o collegamento con quella che oggi chiamiamo Palestina, potesse
      prometterla come moneta in cambio dell'intervento americano.
      Tuttavia, fecero questa promessa, nell'ottobre 1916 [con la Dichiarazione
      Balfour, ndr.].
      E poco dopo - non so se qualcuno di voi lo ricorda - gli Stati Uniti, che
      erano quasi totalmente
      pro-germanici, entrarono in guerra come alleati della Gran Bretagna.
      Dico che gli Stati Uniti erano quasi totalmente filotedeschi perché i
      giornali qui erano controllati dagli ebrei, dai nostri banchieri ebrei -
      tutti i mezzi di comunicazione di massa - e gli ebrei erano filotedeschi.
      Perché molti di loro provenivano dalla Germania, e anche volevano vedere la
      Germania rovesciare lo Zar; non volevano che la Russia vincesse.
      Questi banchieri ebrei tedeschi, come Kuhn Loeb e delle altre banche d'affari
      negli Stati Uniti, avevano rifiutato di finanziare la Francia o l'Inghilterra
      anche con un solo dollaro.
      Dicevano: «Finché l'Inghilterra è alleata alla Russia, nemmeno un
      centesimo!».
      Invece finanziavano la Germania; si battevano con la Germania contro la
      Russia.
      Ora, questi stessi ebrei, quando videro la possibilità di ottenere la
      Palestina, andarono in Inghilterra e fecero l'accordo che ho detto.
      Tutto cambiò di colpo, come un semaforo che passa dal rosso al verde.
      Dove i giornali erano filotedeschi, [.] di colpo, la Germania non era più
      buona.
      Erano i cattivi.
      Erano gli Unni.
      Sparavano sulle crocerossine.
      Tagliavano le mani ai bambini.
      Poco dopo, mister Wilson [il presidente Woodrow Wilson, ndr.] dichiarava
      guerra alla Germania.
      I sionisti di Londra avevano spedito telegrammi al giudice Brandeis (2):
      'Lavorati il presidente Wilson. Noi abbiamo dall'Inghilterra quello che
      vogliamo. Ora tu lavorati il presidente Wilson e porta gli USA in guerra'.
      Così entrammo in guerra.
      Non avevamo interessi in gioco.
      Non avevamo ragione di fare questa guerra, più di quanto non ne abbiamo di
      essere sulla luna stasera, anziché in questa stanza.
      Ci siamo stati trascinati perché i sionisti potessero avere la Palestina.
      Questo non è mai stato detto al popolo americano.
      Appena noi entrammo in guerra, i sionisti andarono dalla Gran Bretagna e
      dissero: 'Bene, noi abbiamo compiuto la nostra parte del patto. Metteteci
      qualcosa per iscritto come prova che ci darete la Palestina'.
      Non erano sicuri che la guerra durasse un altro anno o altri dieci.
      Per questo cominciarono a chiedere il conto.
      La ricevuta.
      Che prese la forma di una lettera, elaborata in un linguaggio molto
      criptico, in modo che il resto del mondo non capisse di che si trattava.
      Questa fu chiamata la Dichiarazione Balfour (3).
      [.]
      Da qui cominciano tutti i problemi.

      [.]
      Sapete quello che accadde.
      Quando la guerra finì, la Germania andò alla Conferenza di Pace di Parigi
      nel 1919 [nella delegazione USA] c'erano 117 ebrei, a rappresentare gli
      Stati Uniti, capeggiati da Bernard Baruch (4).
      C'ero anch'io, e per questo lo so.
      Che cosa accadde dunque?
      Alla Conferenza di Pace, mentre si tagliava a pezzi la Germania e si
      spezzettava l'Europa per darne parti a tutte quelle nazioni che reclamavano
      il diritto a un certo territorio europeo, gli ebrei presenti dissero: 'E la
      Palestina per noi?', ed esibirono la Dichiarazione Balfour.
      Per la prima volta a conoscenza dei tedeschi.
      Così i tedeschi per la prima volta compresero: 'Ah, era questa la posta! Per
      questo gli Stati Uniti sono entrati in guerra'.
      Per la prima volta i tedeschi compresero che erano stati disfatti, che
      subivano le tremende riparazioni che gli erano imposte dai vincitori, perché
      i sionisti volevano la Palestina ed erano decisi ad averla ad ogni costo.
      Qui è un punto interessante.
      Quando i tedeschi capirono, naturalmente cominciarono a nutrire rancore.
      Fino a quel giorno, gli ebrei non erano mai stati meglio in nessun Paese
      come in Germania.
      C'era Rathenau là, che era cento volte più importante nell'industria e nella
      finanza di Bernard Baruch in questo Paese.
      C'era Balin, padrone di due grandi compagnie di navigazione, la North German
      Lloyd's e la Hamburg-American Lines.
      C'era Bleichroder, che era il banchiere della famiglia Hohenzollern.
      Cerano i Warburg di Amburgo, i grandi banchieri d'affari, i più grandi del
      mondo.
      Gli ebrei prosperavano davvero in Germania.
      E i tedeschi ebbero la sensazione di essere stati venduti, traditi.
      Fu un tradimento che può essere paragonato a questa situazione ipotetica:
      immaginate che gli USA siano in guerra con l'URSS.
      E che stiamo vincendo.
      E che proponiamo all'Unione Sovietica: 'Va bene, smettiamola. Ti offriamo la
      pace'.
      E d'improvviso la Cina Rossa entra in guerra come alleato dell'URSS, e la
      sua entrata in guerra ci porta alla sconfitta.
      Una sconfitta schiacciante, con riparazioni da pagare tali, che l'immaginazione
      umana non può comprendere.
      Immaginate che, dopo la sconfitta, scopriamo che sono stati i cinesi nel
      nostro Paese, i nostri concittadini cinesi, che abbiamo sempre pensato leali
      cittadini al nostro fianco, a venderci all'URSS, perché sono stati loro a
      portare in guerra la Cina contro di noi.
      Cosa provereste, allora, in USA, contro i cinesi?
      Non credo che uno solo di loro oserebbe mostrarsi per la strada; non ci
      sarebbero abbastanza lampioni a cui impiccarli.
      Ebbene: è quello che provarono i tedeschi verso quegli ebrei.
      Erano stati tanto generosi con loro: quando fallì la prima Rivoluzione russa
      (5) e tutti gli ebrei dovettero fuggire dalla Russia, ripararono in
      Germania, e la Germania diede loro rifugio.
      Li trattò bene.
      Dopo di che, costoro vendono la Germania per la ragione che vogliono la
      Palestina come 'focolare ebraico'.

      Ora Nahum Sokolow, e tutti i grandi nomi del sionismo, nel 1919 fino al 1923
      scrivevano proprio questo: che il rancore contro gli ebrei in Germania era
      dovuto al fatto che sapevano che la loro grande disfatta era stata provocata
      dall'interferenza ebraica, che aveva trascinato nella guerra gli USA. Gli
      ebrei stessi lo ammettevano.
      [.]
      Tanto più che la Grande Guerra era stata scatenata contro la Germania senza
      una ragione, una responsabilità tedesca.
      Non erano colpevoli di nulla, tranne che di avere successo.
      Avevano costruito una grande nazione.
      Avevano una rete commerciale mondiale.
      Dovete ricordare che la Germania al tempo della Rivoluzione francese
      consisteva di 300 piccole città-stato, principati, ducati e così via.
      E fra l'epoca di Napoleone e quella di Bismarck, quelle 300 microscopiche
      entità politiche separate si unificarono in uno Stato.
      Ed entro 50 anni la Germania era divenuta una potenza mondiale.
      La sua marina rivaleggiava con quella dell'Impero britannico, vendeva i suoi
      prodotti in tutto il mondo, poteva competere con chiunque, la sua produzione
      industriale era la migliore.
      Come risultato, che cosa accadde?
      Inghilterra, Francia e Russia si coalizzarono per stroncare la Germania [.].
      Quando la Germania capì che gli ebrei erano i responsabili della sua
      sconfitta, naturalmente nutrì rancore.
      Ma a nessun ebreo fu torto un capello in quanto ebreo.
      Il professor Tansill, della Georgetown University, che ha avuto accesso a
      tutti i documenti riservati del Dipartimento di Stato, ne cita uno scritto
      da Hugo Schoenfeldt, un ebreo che Cordell Hull inviò in Europa nel 1933 per
      investigare sui cosiddetti campi di prigionia politica, e riferì al
      Dipartimento di Stato USA di avere trovato i detenuti in condizioni molto
      buone.
      Solo erano pieni di comunisti.
      E una quantità erano ebrei, perché a quel tempo il 98% dei comunisti in
      Europa erano ebrei.
      Qui, occorre qualche spiegazione storica,
      Nel 1918-19 i comunisti presero il potere in Baviera per qualche giorno,
      Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht ed altri, tutti ebrei.
      Infatti a guerra finita il Kaiser scappò in Olanda perché i comunisti
      stavano per impadronirsi della Germania e lui aveva paura di fare la fine
      dello Zar.
      Una volta schiacciata la minaccia comunista, gli ebrei ancora lavorarono [.]
      erano 460 mila ebrei fra 80 milioni di tedeschi, l'1,5% della popolazione,
      eppure controllavano la stampa, e controllavano l'economia perché avevano
      valuta estera e quando il marchio svalutò comprarono tutto per un pezzo di
      pane.

      Gli ebrei tengono nascosto questo, non vogliono che il mondo comprenda che
      avevano tradito la Germania e i tedeschi se lo ricordavano.
      I tedeschi presero misure contro gli ebrei.
      Li discriminarono dovunque possibile.
      Allo stesso modo noi tratteremmo i cinesi, i negri, i cattolici, o chiunque
      in questo Paese che ci avesse venduto al nemico e portato alla sconfitta.
      Ad un certo punto gli ebrei del mondo convocarono una conferenza ad
      Amsterdam.
      E qui, venuti da ogni parte del mondo nel luglio 1933, intimarono alla
      Germania: 'Mandate via Hitler, rimettete ogni ebreo nella posizione che
      aveva, sia comunista o no. Non potete trattarci in questo modo. Noi, gli
      ebrei del mondo, lanciamo un ultimatum contro di voi'.
      Potete immaginare come reagirono i tedeschi.
      Nel 1933, quando la Germania rifiutò di cedere alla conferenza mondiale
      ebraica di Amsterdam, Samuel Untermeyer, che era il capo della delegazione
      americana e presidente della conferenza, tornò in USA, andò agli studios
      della Columbia Broadcasting System (CBS) e tenne un discorso radiofonico in
      cui in sostanza diceva: 'Gli ebrei del mondo dichiarano ora la Guerra Santa
      contro la Germania. Siamo ora impegnati in un conflitto sacro contro i
      tedeschi. Li piegheremo con la fame. Useremo contro di essi il boicottaggio
      mondiale. Così li distruggeremo, perché la loro economia dipende dalle
      esportazioni» (6).
      E di fatto i due terzi del rifornimento alimentare tedesco dovevano essere
      importati, e per importarlo dovevano vendere, esportare, i loro prodotti
      industriali.
      All'interno, producevano solo abbastanza cibo per un terzo della
      popolazione.
      Ora in quella dichiarazione, che io ho qui e che fu pubblicata sul New York
      Times del 7 agosto 1933, Samuel Untermeyer dichiarò audacemente che 'questo
      boicottaggio economico è il nostro mezzo di autodifesa. Il presidente
      Roosevelt ha propugnato la sua adozione nella Nation Recovery Administration',
      che, qualcuno di voi ricorderà, imponeva il boicottaggio contro qualunque
      Paese non obbedisse alle regole del New Deal, e che poi fu dichiarato
      incostituzionale dalla Corte Suprema. Tuttavia, gli ebrei del mondo intero
      boicottarono la Germania, e il boicottaggio fu così efficace che non potevi
      più trovare nulla nel mondo con la scritta 'Made in Germany'.
      Un dirigente della Woolworth Co. mi raccontò allora che avevano dovuto
      buttare via milioni di dollari di vasellame tedesco; perché i negozi erano
      boicottati se vi si trovava un piatto con la scritta 'Made in Germany'; vi
      formavano davanti dei picchetti con cartelli che dicevano 'Hitler assassino'
      e così via.
      In un magazzino Macy, di proprietà di una famiglia ebraica, una donna trovò
      calze con la scritta 'Made in Germany'
      Vidi io stesso il boicottaggio di Macy's, con centinaia di persone ammassate
      all'entrata con cartelli che dicevano 'Assassini', 'Hitleriani', eccetera.
      Va notato che fino a quel momento in Germania non era stato torto un capello
      sulla testa di un ebreo.
      Non c'era persecuzione, né fame, né assassini, nulla.
      Ma naturalmente, adesso i tedeschi cominciarono a dire: 'Chi sono questi che
      ci boicottano, e mettono alla disoccupazione la nostra gente e paralizzano
      le nostre industrie?'.
      Così cominciarono a dipingere svastiche sulle vetrine dei negozi di
      proprietà degli ebrei [.]
      Ma sono nel 1938, quando un giovane ebreo polacco entrò nell'ambasciata
      tedesca a Parigi e sparò a un funzionario tedesco, solo allora i tedeschi
      cominciarono ad essere duri con gli ebrei in Germania.
      Allora li vediamo spaccare le vetrine e fare pestaggi per a strada.
      Io non amo usare la parola 'antisemitismo' perché non ha senso, ma siccome
      ha un senso per voi, dovrò usarla.
      La sola ragione del risentimento tedesco contro gli ebrei era dovuta al
      fatto che essi furono i responsabili della Prima Guerra mondiale e del
      boicottaggio mondiale.
      In definitiva furono responsabili anche della Seconda Guerra mondiale,
      perché una volta sfuggite le cose dal controllo, fu assolutamente necessario
      che gli ebrei e la Germania si battessero in una guerra per questione di
      sopravvivenza.
      Nel frattempo io ho vissuto in Germania, e so che i tedeschi avevano deciso
      che l'Europa sarebbe stata comunista o 'cristiana': non c'è via di mezzo.
      E i tedeschi decisero che avrebbero fatto di tutto per mantenerla 'cristiana'.
      Nel novembre 1933 gli Stati Uniti riconobbero l'Unione Sovietica.
      L'URSS stava diventando molto potente, e la Germania comprese che 'presto
      toccherà a noi, se non saremo forti».
      E' la stessa cosa che diciamo noi, oggi, in questo Paese.
      Il nostro governo spende 83-84 miliardi di dollari per la difesa.
      Difesa contro chi?
      Contro 40 mila piccoli ebrei a Mosca che hanno preso il potere in Russia, e
      con le loro azioni tortuose, in molti altri Paesi del mondo.[.]
      Che cosa ci aspetta?

      Se scateniamo una guerra mondiale che può sboccare in una guerra atomica, l'umanità
      è finita.
      Perché una simile guerra può avvenire?
      Il fatto è che il sipario sta di nuovo salendo.
      Il primo atto fu la Grande Guerra, l'atto secondo la Seconda guerra
      mondiale, l'atto terzo sarà la Terza guerra mondiale.
      I sionisti e i loro correligionari dovunque vivano, sono determinati ad
      usare di nuovo gli Stati Uniti perché possano occupare permanentemente la
      Palestina come loro base per un governo mondiale. Questo è vero come è vero
      che sono di fronte a voi.
      Non solo io ho letto questo, ma anche voi lo avete letto, ed è noto a tutto
      il mondo.
      [.]
      Io avevo una idea precisa di quello che stava accadendo: ero l'ufficiale di
      Henry Morgenthau Sr. nella campagna del 1912 in cui il presidente [Woodrow]
      Wilson fu eletto.
      Ero l'uomo di fiducia di Henry Morgenthau Sr., che presiedeva la Commissione
      Finanze, ed io ero il collegamento tra lui e Rollo Wells, il tesoriere.
      In quelle riunioni il presidente Wilson era a capo della tavola, e c'erano
      tutti gli altri, e io li ho sentiti ficcare nel cervello del presidente
      Wilson la tassa progressiva sul reddito e quel che poi divenne la Federal
      Reserve, e li ho sentiti indottrinarlo sul movimento sionista.
      Il giudice Brandeis e il presidente Wilson erano vicini come due dita della
      mano.
      Il presidente Wilson era incompetente come un bambino.
      Fu così che ci trascinarono nella Prima guerra mondiale, mentre tutti noi
      dormivamo.[.]
      Quali sono i fatti a proposito degli ebrei?
      Li chiamo ebrei perché così sono conosciuti, ma io non li chiamo ebrei.
      Io mi riferisco ad essi come ai 'cosiddetti ebrei', perché so chi sono.
      Gli ebrei dell'Europa orientale, che formano il 92% della popolazione
      mondiale di queste genti che chiamano se stesse 'ebrei', erano
      originariamente Kazari.
      Una razza mongolica, turco-finnica.
      Erano una tribù guerriera che viveva nel cuore dell'Asia.
      Ed erano tali attaccabrighe che gli asiatici li spinsero fuori dall'Asia,
      nell'Europa orientale.
      Lì crearono un grande regno Kazaro di 800 mila miglia quadrate.
      A quel tempo [verso l'800 dopo Cristo, ndr] non esistevano gli USA, né molte
      nazioni europee [.]. Erano adoratori del fallo, che è una porcheria, e non
      entro in dettagli.
      Ma era questa la loro religione, come era anche la religione di molti altri
      pagani e barbari.

      Il re Kazaro finì per disgustarsi della degenerazione del proprio regno, sì
      che decise di adottare una fede monoteistica - il cristianesimo, l'Islam, o
      quello che oggi è noto come ebraismo, che è in realtà talmudismo.
      Gettando un dado, egli scelse l'ebraismo, e questa diventò la religione di
      Stato.
      Egli mandò inviati alle scuole talmudiche di Pambedita e Sura e ne riportò
      migliaia di rabbini, aprì sinagoghe e scuole, e il suo popolo diventò quelli
      che chiamiamo 'ebrei orientali'.
      Non c'era uno di loro che avesse mai messo piede in Terra Santa.
      Nessuno!
      Eppure sono loro che vengono a chiedere ai cristiani di aiutarli nelle loro
      insurrezioni in Palestina dicendo: 'Aiutate a rimpatriare il Popolo Eletto
      da Dio nella sua Terra Promessa, la loro patria ancestrale, è il vostro
      compito come cristiani. voi venerate un ebreo [Gesù] e noi siamo ebrei!'.
      Ma sono pagani Kazari che si sono convertiti.
      E' ridicolo chiamarli 'popolo della Terra Santa', come sarebbe chiamare 53
      milioni di cinesi musulmani 'Arabi'.
      Ora, immaginate quei cinesi musulmani a 2.000 miglia dalla Mecca, se si
      volessero chiamare 'arabi' e tornare in Arabia.
      Diremmo che sono pazzi.
      Ora, vedete com'è sciocco che le grandi nazioni cristiane del mondo dicano:
      'Usiamo il nostro potere e prestigio per rimpatriare il Popolo Eletto da Dio
      nella sua patria ancestrale'.
      C'è una menzogna peggiore di questa?
      Perché loro controllano giornali e riviste, la televisione, l'editoria, e
      perché abbiamo ministri dal pulpito e politici dalla tribuna che dicono le
      stesse cose, non è strano che crediate in questa menzogna.
      Credereste che il bianco è nero se ve lo ripetessero tanto spesso.
      Questa menzogna è il fondamento di tutte le sciagure che sono cadute sul
      mondo.
      Sapete cosa fanno gli ebrei nel giorno dell'Espiazione, che voi credete sia
      loro tanto sacro?
      Non ve lo dico per sentito dire.
      Quando, il giorno dell'Espiazione, si entra in una sinagoga, ci si alza in
      piedi per la primissima preghiera che si recita.
      Si ripete tre volte, è chiamata 'Kol Nidre'.

      Con questa preghiera, fai un patto con Dio Onnipotente che ogni giuramento,
      voto o patto che farai nei prossimi dodici mesi sia vuoto e nullo (7).
      Il giuramento non sia un giuramento, il voto non sia un voto, il patto non
      sia un patto.
      Non abbiano forza.
      E inoltre, insegna il Talmud, ogni volta che fai un giuramento, un voto o un
      patto, ricordati del Kol Nidre che recitasti nel giorno dell'Espiazione, e
      sarai esentato dal dovere di adempierli.
      Come potete fidarvi della loro lealtà?
      Potete fidarvi come si fidarono i tedeschi nel 1916.
      Finiremo per subire lo stesso destino che la Germania ha sofferto, e per gli
      stessi motivi».

      E' la profezia di Benjamin Freedman.
      Ci riguarda.

      1) Freedman fondò tra l'altro la «Lega per la pace con giustizia in
      Palestina», e collaborò con l'americano «Istituto per la revisione storica»,
      il centro promotore di tutto ciò che viene chiamato «revisionismo storico».
      E' scomparso nel 1984.
      2) Louis Dembitz Brandeis, influentissimo giudice della Corte Suprema,
      acceso sionista, fu il consigliere molto ascoltato di W. Wilson. Brandeis
      apparteneva alla setta ebraica aberrante fondata nella Polonia del '700 da
      Jacob Frank: essa predicava che la salvezza si consegue attraverso il
      peccato. Confronta il mio «Cronache dell'Anticristo».
      3) Il 2 novembre 1917 il ministro degli Esteri britannico, lord Arthur
      Balfour, scrisse a Lord Rotschild una lettera in cui dichiarava: «Il governo
      di Sua Maestà vede con favore la nascita in Palestina di un focolare
      nazionale per le genti ebraiche, e userà tutta la sua buona volontà per
      facilitare il raggiungimento di questo obbiettivo. Si intende che nulla
      dovrà essere fatto per pregiudicare i diritti civili e religiosi delle
      esistenti popolazioni non ebraiche in Palestina». Era la «Dichiarazione
      Balfour», che decretava di fatto la nascita dello Stato d'Israele. Lord
      Balfour, spiritista e massone, fondatore della Loggia «Quatuor Coronati» (la
      Loggia-madre di tutte le Massonerie di obbedienza «scozzese») credeva fra l'altro
      che agevolare il ritorno degli ebrei in Palestina avrebbe accelerato il
      secondo avvento di Cristo. Il punto è che la terra che Sua Maestà prometteva
      agli ebrei non era sotto dominio britannico, ma parte dell'impero Ottomano.
      Per dare attuazione al «focolare ebraico», il governo britannico non esitò a
      distogliere centinaia di migliaia di soldati dal pericolante fronte europeo,
      per spedirli alla conquista di Gerusalemme.
      4) Bernard Baruch (1876-1964), potente finanziere ebreo, nato in Texas, fu
      il consigliere privato di sei presidenti, da Woodrow Wilson (1916) a D.
      Eisenhower (1950). Nella prima come nella seconda guerra mondiale, Baruch
      promosse la creazione del War Industry Board, l'organo di pianificazione
      centralizzata della produzione bellica. Di fatto, fu una sorta di «governo
      segreto» degli Stati Uniti, che praticò ampiamente i metodi del socialismo,
      compreso il controllo della stampa e il sistema di razionamento alimentare.
      Dopo la seconda guerra mondiale Baruch e i banchieri ebrei americani
      gestirono i fondi del Piano Marshall. Ne affidarono la distribuzione a Jean
      Monnet, loro fiduciario. Secondo le istruzioni ricevute, per dare i fondi,
      Monnet esigeva la cessione da parte degli Stati europei di sostanziali
      porzioni di sovranità: così fu creata la Comunità Europea.
      5) Si tratta della «rivoluzione dekabrista» del 1905, in realtà un putsch di
      giovani ufficiali zaristi, tutti ebrei. La comunità ebraica russa la
      sostenne, e i suoi figli vi parteciparono con inaudita violenza. Futuri capi
      della successiva rivoluzione bolscevica, come Trotsky e Parvus, furono l'anima
      dei dekabristi, e dovettero riparare all'estero dopo il fallimento.
      6) Freedman allude qui al vero e proprio rito magico di maledizione, detto
      Cherem o scomunica maggiore, celebrato al Madison Square Garden il 6
      settembre 1933. «Furono ritualmente accesi due ceri neri e si soffiò tre
      volte nello shofar [il corno di ariete], mentre il rabbino B.A. Mendelson
      pronunciava la formula di scomunica» contro la Germania. Samuel Untermeyer,
      membro del B'nai B'rith, ripeterà il 5 gennaio 1935 la dichiarazione di
      embargo totale contro le merci tedesche
      «a nome di tutti gli ebrei, framassoni e cristiani» (Jewish Daily Bulletin,
      New York,
      6 gennaio 1935).
      7) E' la preghiera centrale dello Yom Kippur. Eccone la formula: «Di tutti i
      voti, le rinunce,
      i giuramenti, gli anatemi oppure promesse, ammende o delle espressioni
      attraverso cui facciamo voti, confermiamo, ci impegniamo o promettiamo di
      qui fino all'avvento del prossimo giorno dell'Espiazione, noi ci pentiamo,
      in modo che siano tutti sciolti, rimessi e condonati, nulli, senza validità
      e inesistenti. I nostri voti non sono voti, le nostre rinunce non sono
      rinunce, e i nostri giuramenti non sono giuramenti». Secondo il rabbino
      Jacob Taubes, con questa formula il popolo eletto si scioglie dalla comunità
      del resto del genere umano - dalle sue leggi, dalle sue lealtà alle
      istituzioni e allo Stato - per dedicarsi solo a Dio. In realtà, il Kol Nidre
      fonda l'antinomismo radicale della religione ebraica: il «popolo di Dio» non
      è tenuto ad obbedire ad alcuna norma.
      Per Taubes, il popolo ebraico è dunque il popolo dissolutore, il contrario
      del «kathecon» (Ciò che trattiene l'Anticristo, in San Paolo, ossia il
      diritto naturale adottato da Roma) (Jacob Taubes,
      «La Teologia Politica di San Paolo», Adelphi, pagina 71).

    1. edo 10 maggio 2009

      Accetto la sua osservazione. Leggerò il libro di Steiner.

    1. sultano96 10 maggio 2009

      Erwin se la malasorte le avesse riservato un qualche procedimento penale con conseguente giudizio, sulla sua pelle avrebbe sperimentato che i testimoni erano falsi, ma veri per il PM, in quanto la verità assoluta non esiste, bensì quella relativa, bivalenti avulse dalla realtà.

    1. sultano96 10 maggio 2009

      Lei tra le mani ha il più potente mezzo che la tecnologia le possa offrire, lo usi! Qualsiasi suggerimento le venisse da terzi potrebbe essere inficiato da tendenziosità, viceversa se è frutto delle sue ricerche è adatto al suo stadio evolutivo. Questo è il senso del mio agire, spero lo condivida!

    1. edo 10 maggio 2009

      Ordinato. Chissà perchè in libreia non arriva, l'ho ordinato da mesi! p.s. in un tuo intervento hai attribuito ad alcune frasi attribuite falsamente a un libro ebraico, la base di un certo "antisemitismo". Potresti chiarire di che libro parli e quali sono le frasi a cui ti riferisci?

    1. sultano96 10 maggio 2009

      La pelle metaforica riconducibile alla patente di guida.

      Mi è stata "marchiata" perchè la PS sosteneva che avessi superato di oltre 40 km/h il limite di velocità, con conseguente sospensione per 30 gg. Ma ho dimostrato difronte alla magistratura il grossolano errore di cui ero fatto vittima, dalla indicata forza dell'ordine. Sono decenni che ho subito l'onta e continuo a possedere il documento marchiato, ciò nonostante mi reputo fortunato perchè al giovane Sandri è andata molto peggio di me, io sono stato solamente appieddato, a torto. Pensi che per constatare una simile infrazione erano presenti 4 pantere con 8 uomini a mitra spianato, ho maledetto il giorno che ho conseguito l'autorizzazione alla guida di veicoli a motore, considerando che se quell'impegno lo avessi destinato a rapire l'on. Aldo Moro, con conseguente strage, non avrei patito alcunchè, anzi sarei stato invitato da qualche ateneo di stato a condurre una lezione magistrale. Scusi se le sembra poco!

      Con simpatia.

    1. edo 10 maggio 2009

      Evidentemente è così. grazie lo stesso.

    1. sultano96 10 maggio 2009

      La Cronaca dell'Akasha di R. Steiner non è specificatamente quella che io intendo, cmq bisogna essere "pronti" per avvicinarsi a Steiner, mi e le auguro che il suo spirito guida (visto l'altisonante nickname che lei usa) abbia deciso di farle conoscere l'antroposofia.

      L'akasha è un termine sanscrito per definire una precisa realtà, giocoforza lo Steiner deve usare quell'idioma perchè, quello, è stato il primo ad inglobare all'interno del proprio dizionario i lemmi per definire i mondi spirituali. Buona lettura!

      Come può facilmente evincere scorrendo i commenti in coda all'articolo, lei è stato l'unico a cogliere il mio suggerimento, sebbene io avessi indirizzato, specialmente, le mie indicazioni ad Erwin, che si crede addentro alla materia davidica, e probabilmente lo è, ma solamente dal punto di vista filisteo. Tutto origina dal mondo spirituale ed ognuno degli individui che attualmente vive un corpo "italiano gentile", in una precedente incarnazione ne vivificava uno ebreo. Cordialità.

    1. Gioacchino_Murat 9 maggio 2009

      Per cortesia vediamo di avere un po' di rispetto verso i talebani.

    1. paolapisi 9 maggio 2009

      Grazie del link, ma francamente Faurisson lo conoscevo già. Il termine negazionista non è un insulto: se uno nega il genocidio nazista degli ebrei come devo chiamarlo? Qualsiasi storiografia, se seria, e in qualsiasi campo è revisionista, almeno su alcuni particolari: in caso contrario sarebbe plagio, perchè copierebbe quello già detto da altri. La parola revisionista non significa niente. Per di più io avevo parlato di chi nega "a priori" l'olocausto: e cioè delle anime belle che dopo aver letto due siti internet, o manco quelli, stanno giurando ovunque sul web che a Hitler gli ebrei sotto sotto stanno pure simpatici, tanto è vero che avevo pure aggiunto che Carancini, delle cui tesi non condivido nenache una parola, almeno è uno che il problema lo conosce e l'ha studiato (quindi non rientrava nei negazionisti "a priori"). Ovviamente uno storico ha il pieno diritto di sostenere in assoluta buona fede - e in qualsiasi campo, olocausto compreso - le proprie tesi, anche se errate. E in qualsiasi campo - Olocausto compreso - si può sbagliare in buona fede, e in assoluta onestà intellettuale.

      Aggiungo che molti commenti sostengono che se per caso il nazismo la perseguitato un pochettino li ebrei, la colpa non era di Hilter, ma del razzismo innato e di altre qualità negative degli ebrei stessi. E su questo nessuna protesta, per carità. E io avrei offeso la raffinata sensibilità di nega l'olocausto chiamandolo negazionista?

    1. paolapisi 9 maggio 2009

      Sulla buona fede di Irving e Zundel non c'è il minimo dubbio, visto che entrambi hanno avuto la vita rovinata dalle loro teorie. Irving poi è anche uno storico vero, e le sue tesi sull'olocausto sono più articolate di quelle di chi dice che i campi di sterminio invece erano una sorta di club mediterranee (il che non vuol dire che abbia ragione, ma ci sono tanti storici, in molteplici campi, che si innamorano delle proprie tesi sbagliate, senza essere nè fessi nè in buona fede. Solo che se uno lo fa con l'olocausto in molti stati finisce in galera).

      Per quanto riguarda lo stato palestinese, non so come e se ci si arriverà, ma il diritto di resistenza di un popolo occupato deve essere comuinque rivendicato, al di là dell'opportunità di esercitarlo in determinati momenti. Certo finchè la leadership palestinese non troverà un accordo, perchè divisa fra l'osceno pupazzo Abbas che prende ordini dagli USA e Hamas che li prende da teheran la vedo assai dura. Il popolo palestinese merita assai di meglio di Fatah e Hamas (o di quello che sono diventati Fatah e hamas). Aggiungo che io personalmente non sono mai stata favorevole ai due stati, se non come tappa intermedia verso uno stato unico nella Palestina storica in cui tutti, ebrei, musulmani,crisitiani e atei abbiano gli stessi diritti. Anche se venisse creato uno stato palestinese a fianco di quello sionista, rimarrebbe intatto israele come stato razzista che discrimina i propri abitanti e non riconosce agli arabo-israeliani gli stessi diritti degli ebrei israeliani.

      In quanto ad Ahandinejad, è chiaro che sta facendo il proprio gioco: le sue sparate verbali sempre più estremiste, il negare l'olocausto ogni volta che apre bocca e le vuote minacce che lancia contro Israele, certo non avvantaggiano la palestina, ma entusiasmano le masse arabe meno critiche. E dato che lo scopo dell'iran non è certo distruggere israele, e neppure aiutare i palestinesi, bensì estendere l'egemonia iraniana in medio oriente, Ahmadinjead esegue perfettamente il proprio compito. Dato che i fatti non contano, ma ormai si bada solo alle parole, l'Iran è risucito ad apparire agli occhi di mezzo mondo come il grande difensore dei palestinesi, senza aver mai mosso un mezzo dito per aiutarli davvero.

    1. Erwin 9 maggio 2009

      Faccio riferimento alla "verità" ufficiale del Museo di Auschwitz di cui Piper è dipendente dal 1965,ora capo dell'ufficio storico. Lui ha affermato che la cifra ufficiale degli entrati in Auschwitz è di 1.300.000 totali,di cui 1.100.000 morti ! La fonte è___F. Piper, Die Zahl der Opfer von Auschwitz. Verlag Staatliches Museum in Oswiecim, 1993, p. 202.___Lo stesso numero di internati è riferito da Hilberg Raul.___La "verità " attuale impressa sulle targhe di Auschwitz è "CIRCA 1.500.000" morti!___Domanda:___ come è possibile uccidere 1.500.000 persone se se ne hanno disponibili solo1.300.000?______Ma lo scopo della mia domanda era altro___Dal 1945 la ricerca del TOTALE (di Auschwitz) si basa su dei documenti,serviti anche alla D. Czech per il suo "Kalendarium", serviti al giudice Sehn e a PIPER per i suoi calcoli.___ NON si conoscono nuovi documenti in merito!___Quindi Le chiedo,visto che li cita ,quindi letti, su COSA si basano le nuove cifre?___Tenga ,ulteriormente, presente che Reitlinger,con gli stessi documenti, da un totale sotto al milione, Pressac scende ancora a 650.000, Frijof Meyer (caporedattore del Der Spiegel)ebreo, scende ulteriormente a 510.000, di cui SOLO 365.000 pretesi gasati!____TUTTI usando le stesse fonti!__Decisamente c'è qualcosa che NON torna!___Ma...il problema non è la riduzione del numero in se,quanto le conseguenze logiche che ne derivano....quei 4 milioni erano supportati da decine di "sopravvissuti" "miracolosamente" scampati allo sterminio !___ORA come dobbiamo considerare quelle testimonianze?___Vere,False?___E' un nodo scorsoio,inevitabilmente qualcuno DEVE soccombere.

    1. Gioacchino_Murat 9 maggio 2009

      Esatto,molto meglio informarsi leggendo le cronache imparziali di
      guerrilla radio(il blog).

    1. Gioacchino_Murat 9 maggio 2009

      Certamente,acquisti o consulti in biblioteca la bibliografia del professor
      Piper e quella del professor FEST e sara' soddisfatto.
      Gliene cito solo alcuni
      Gerlach Christian,Die Wannsee konferenz (1997)
      Goebbels Joseph,Tagebucher(1945)
      Halder Franz,Hitler als feldherr(1949)
      Hanke Peter,Zur geschichte der juden in munchen zwischen 1933 und 1945(1967)
      Kershaw Ian,Antisemitismus und volksmeinung(1979)
      Schulze Birgit,Himmler als reichsinnenminister(1981)
      Speer Albert,Erinnenrungen(1969)
      Fest Joachim,the face of the third reich(1972)
      Fest Joachim,Hitler eine biographie(1976)
      Moll Martin,Fuhrer erlasse(1997)
      Papen Franz,memories (1952)
      Sir Basil Liddell Hart,the rommel papers (1953)
      Heinrich Himmler,die endlsosung(1948)
      Se lei e' in grado di destreggiarsi un minimo con la lingua tedesca in
      ciascuno di questi testi trovera' la conferma a quanto da me esposto,
      cioe' che i nazisti stessi sapevano e ammettevano l'Olocausto.Tutti
      questi testi sono rintracciabili e consultabili presso la biblioteca Sormani
      di Milano,qualora non li reperisse altrove e portano la testimonianza diretta di chi ha vissuto quei tempi tristi.Sempre a sua disposizione.

    1. Galileo 9 maggio 2009

      Sultano grazie. Normalmente gli altri ti danno il riferimento di un articolo, lei un intero libro. Andrò a vedere di que si parla e magari di passo, me lo leggo.

    1. Erwin 9 maggio 2009

      Mi può citare gli "Studi documentali effettuati successivamente in maniera piu' accurata"?Grazie___

    1. Gioacchino_Murat 9 maggio 2009

      Lo stesso comandante del campo durante il processo di Norimberga
      testimonio' che ad Auschwitz(che era diviso in tre parti)morirono oltre
      due milioni di persone e non si capisce perche' in odor di forca costui
      avrebbe dovuto ingrandire il numero.Studi documentali effettuati successivamente in maniera piu' accurata da eminenti storici di tutti
      i paesi,tra i quali anche tedeschi,hanno portato questo numero ad una
      stima che oscilla tra il milione e mezzo e il milione e centomila unita',
      principalmente ebrei ma appartenenti in piccola parte a quasi tutti i
      popoli invasi dai tedeschi.Su questa cifra e' concorde il 99 per cento
      circa degli storici che si sono occupati di nazismo,compresi Piper direttore del dipartimento di ricerca su Auschwitz e Joachim Fest il piu'
      grande biografo di hitler e uno dei piu grandi studiosi del nazismo in
      assoluto.Le camere a gas di Dachau non vennero usate perche' come le ho gia' detto Dachau era un campo per "privilegiati" con prevalenza di
      prigionieri militari inglesi,americani,russi e italiani dopo l'8 settembre.
      Quelli che i nazisti chiamavano untermenschen,cioe' sottouomini,esseri
      inferiori erano ammassati e trucidati ad est lontano appunto dagli
      occhi e dalle coscienze ariane che potevano cosi' vivere tranquille.
      Del resto per farle capire il modo di pensare dei tedeschi se lei va a
      Dachau e chiede dove si trova il campo di concentramento,gli abitanti
      rispondono che non ve ne sono.Loro lo chiamano tuttora il museo di
      Dachau,forse per non dover fare ancor oggi i conti con la lurida
      coscienza dei loro nonni e genitori

    1. Gioacchino_Murat 9 maggio 2009

      Non mi permetterei mai di correggerti sull'uso del termine antisemita,
      so che il tuo background culturale in materia e' molto solido ed e'
      pertanto indubbio che tu sappia il la vera etimologia di questa parola,so
      anche che sei decisamente la persona piu' culturalmente preparata su
      questo sito per quanto riguarda le questioni storiche.
      Detto questo e' stato un mio errore di battitura scrivere tutti invece di
      alcuni,la frase si deve dunque leggere:il negazionismo e' favorito da
      alcuni(non tutti)che difendono la causa palestinese.So che tra di loro
      vi sono molti,come te,che sono persone di assoluta onesta'intellettuale
      e pertanto non negano l'Olocausto del popolo ebraico.Sono anche pienamente d'accordo con te sul fatto che comunque bisogna riconoscere la liberta' di opinione di Irving e Zundel di negare cio' che
      e' evidente:sia che essi siano totalmente imbecilli o che siano in completa malafede,cio' non puo' costituire un reato altrimenti meta'
      italia sarebbe in galera.Negli usa e' addirittura consentito avere idee
      naziste e pensare che hitler sia stato un benefattore,purche' ovvio
      questo resti a livello di idee e non si passi ai fatti.
      Quanto ad Ahamdinejad,uomo di impeccabile eleganza nel vestiario,
      trovo le sue tesi piuttosto estremiste e soprattutto pericolose in questo
      particolare periodo in cui il medio oriente e' una polveriera pronta a
      saltare e quanto piu' la polveriera e' pronta a saltare,tanto piu' si
      allontana la prospettiva della creazione di un vero stato palestinese
      indipendente al quale,ricordalo,non si arrivera' mai con la forza ma solo
      con la trattativa perche' nell'uso della forza Israele prevale grazie al
      suo esercito.Solo la pace puo' portare alla nascita di una vera palestina
      "palestinese" che io per primo mi auguro.

    1. Gioacchino_Murat 9 maggio 2009

      E in che circostanza,se e' lecita la domanda?

    1. sultano96 9 maggio 2009

      Non so proprio immaginare come farà a controllare sulla veridicità o meno della verginità di Maria, sono proprio curioso!

      Avrò modo, di conseguenza, di testare la sua capacità di leggere nella Cronaca dell'Akasha. Auguri! Sappia che la vigilerò!

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