FONTE: REPUBBLICA.IT
Riportiamo dalla Repubblica di oggi, 07/05/2009, a pag. 38, la risposta di Corrado Augias ad un lettore dal titolo " Perchè la Shoah è il male assoluto ".
"Egregio Augias, dissento dalla sua opinione sulla Shoah come male assoluto in quanto unico esempio di sterminio pianificato. Lei scrive che gli altri massacri sono stati frutto di ideologie, magari sbagliate, ma pur sempre di «ideali». La conquista del continente americano costò tra i 50 ed i 200 milioni di morti tra gli indigeni. I nativi non furono solo vittime dell'ineluttabile «progresso», della storia, chiamato dagli americani «destino manifesto». Mi limito a due citazioni. Il generale Sherman al ministro della Guerra, novembre 1868: «Se permetteremo anche a solo 50 indiani di rimanere tra il Platte e l'Arkansas dovremo far proteggere ogni treno, ogni cantoniera, ogni gruppo che lavora alla ferrovia. 50 indiani "ostili" possono tenere in scacco 3000 soldati. Meglio buttarli fuori al più presto, e non fa molta differenza se ciò avverrà mediante l'imbroglio da parte dei commissari per gli affari indiani o uccidendoli».Da una lettera di Nicholas C. Meeker, agente per gli indiani, al senatore Teller, febbraio 1878: «Io farò in modo di ridurre ciascuno di loro alla fame più nera se gli indiani non vorranno lavorare». Anche quello sterminio fu pianificato. Rientrava in un disegno senza giustificazioni ideali: loro erano una razza inferiore, destinata a soccombere, dovevano fare spazio e non creare rogne ai bianchi, portatori di una cultura superiore."
Giuseppe Galluccio [email protected]
"Lo sterminio degli indiani fu gesto di implacabile ferocia non meno di quello dei Galli operato da Cesare che io ricordavo. Furono (come tutti gli altri) massacri di conquista, rientrano nella brama di dominio innata nella specie umana. Ciò che rende unica la Shoah è la sua gratuità. La signora Elena La Rocca ([email protected]) l'ha condensata molto bene in queste parole che condivido: «Molti ebrei erano cittadini tedeschi: in Germania lavoravano, pagavano le tasse, rispettavano le leggi. Come gli altri cittadini avevano partecipato alla prima guerra mondiale. Si pensi quindi a uno Stato che si mette a perseguitare/uccidere parte dei propri cittadini, non perché autonomisti o indipendentisti, oppositori o ribelli, ma perché "ebrei". Un regime che a freddo, si potrebbe dire a tavolino, si inventa un nemico interno su cui convogliare frustrazioni, disagi, aggressività per compattare il resto dei propri cittadini dandogli un senso di supremazia. Un popolo che vuole annientare un altro popolo (per riprendere le parole di Arrigo Levi) non perché vuole annetterne il territorio, conquistare uno sbocco al mare, il petrolio o altro che sia, ma perché lo vede come fonte di corruzione, contaminazione di una propria immaginaria "purezza"». C'è un elemento misterioso in quello sterminio, appartiene all'irrazionale, alla parte buia dell'animo umano. Questo rende la Shoah male assoluto."
Corrado Augias
Fonte: www.repubblica.it
7.05.2009
Melkitzedeq 10 maggio 2009
Prego leggersi questo testo importantissimo:
Ruolo degli ebrei e del sionismo nella prima e seconda guerra mondiale
Così parlò Benjamin Freedman:
Uomo d'affari di successo (era il proprietario della Woodbury Soap Co.),
ebreo di New York, patriota americano, Benjamin Freedman - che era stato
membro della delegazione americana al Congresso di Versailles nel 1919 -
ruppe con l'ebraismo organizzato e i circoli sionisti dopo il 1945,
accusandoli di aver favorito la vittoria del comunismo in Russia.
Da quel momento, dedicò la vita e le sue ragguardevoli fortune (2,5 milioni
di dollari di allora)
a combattere e denunciare le trame dei suoi correligionari (1).
Benjamin Freedman tenne, nel 1961, al Willard Hotel di Washington ad un'influente
platea, riunita dal giornale americano Common Sense, il seguente discorso.
«Qui negli Stati Uniti, i sionisti e i loro
correligionari hanno il completo controllo del nostro governo.
Per varie ragioni, troppo numerose e complesse da spiegare qui, i sionisti
dominano questi Stati Uniti come i monarchi assoluti di questo Paese.
Voi direte che è un'accusa troppo generale: lasciate che vi spieghi quel che
ci è accaduto mentre noi tutti dormivamo.
Che cosa accadde?
La Prima Guerra Mondiale scoppiò nell'estate del 1914.
Non sono molti a ricordare, qui presenti.
In quella guerra, Gran Bretagna, Francia e Russia erano da una parte; dalla
parte avversa, Germania, Austria-Ungheria e Turchia.
Entro due anni, la Germania aveva vinto quella guerra.
Non solo nominalmente, ma effettivamente.
I sottomarini tedeschi, che stupirono il mondo, avevano fatto piazza pulita
di ogni convoglio che traversava l'Atlantico.
La Gran Bretagna era priva di munizioni per i suoi soldati, e poche riserve
alimentari, dopo cui,
la prospettiva della fame.
L'armata francese s'era ammutinata: aveva perso 600 mila giovani nella
difesa di Verdun sulla Somme.
L'armata russa stava disertando in massa, tornavano a casa, non amavano lo
Zar e non volevano più morire.
L'esercito italiano era collassato [a Caporetto].
Non un colpo era stato sparato su suolo tedesco.
Non un solo soldato nemico aveva attraversato la frontiera germanica.
Eppure, in quell'anno [1916] la Germania offrì all'Inghilterra la pace.
Offriva all'Inghilterra un negoziato di pace su quella base, che i giuristi
chiamano dello 'status quo ante'.
Ciò significa: 'Facciamola finita, e lasciamo tutto com'era prima che la
guerra cominciasse'. L'Inghilterra, nell'estate del 1916, stava seriamente
considerando quest'offerta.
Non aveva scelta.
O accettava quest'offerta magnanima, o la prosecuzione della guerra avrebbe
visto la sua disfatta.
In questo frangente, i sionisti tedeschi, che rappresentavano il sionismo
dell'Europa Orientale, presero contatto col Gabinetto di Guerra britannico -
la faccio breve perché è una lunga storia,
ma ho i documenti che provano tutto ciò che dico - e dicono: 'Potete ancora
vincere la guerra. Non avete bisogno di cedere. Potete vincere se gli Stati
Uniti intervengono al vostro fianco'.
Gli Stati Uniti non erano in guerra allora.
Eravamo nuovi; eravamo giovani; eravamo ricchi; eravamo potenti.
Essi dissero all'Inghilterra: 'Noi siamo in grado di portare gli Stati Uniti
in guerra come vostro alleato, per battersi al vostro fianco, se solo ci
promettete la Palestina dopo la guerra'. [.].
Ora, l'Inghilterra aveva tanto diritto di promettere la Palestina ad altri
quanto gli Stati Uniti hanno il diritto di promettere il Giappone all'Irlanda.
E' assolutamente assurdo che la Gran Bretagna, che non aveva mai avuto alcun
interesse o collegamento con quella che oggi chiamiamo Palestina, potesse
prometterla come moneta in cambio dell'intervento americano.
Tuttavia, fecero questa promessa, nell'ottobre 1916 [con la Dichiarazione
Balfour, ndr.].
E poco dopo - non so se qualcuno di voi lo ricorda - gli Stati Uniti, che
erano quasi totalmente
pro-germanici, entrarono in guerra come alleati della Gran Bretagna.
Dico che gli Stati Uniti erano quasi totalmente filotedeschi perché i
giornali qui erano controllati dagli ebrei, dai nostri banchieri ebrei -
tutti i mezzi di comunicazione di massa - e gli ebrei erano filotedeschi.
Perché molti di loro provenivano dalla Germania, e anche volevano vedere la
Germania rovesciare lo Zar; non volevano che la Russia vincesse.
Questi banchieri ebrei tedeschi, come Kuhn Loeb e delle altre banche d'affari
negli Stati Uniti, avevano rifiutato di finanziare la Francia o l'Inghilterra
anche con un solo dollaro.
Dicevano: «Finché l'Inghilterra è alleata alla Russia, nemmeno un
centesimo!».
Invece finanziavano la Germania; si battevano con la Germania contro la
Russia.
Ora, questi stessi ebrei, quando videro la possibilità di ottenere la
Palestina, andarono in Inghilterra e fecero l'accordo che ho detto.
Tutto cambiò di colpo, come un semaforo che passa dal rosso al verde.
Dove i giornali erano filotedeschi, [.] di colpo, la Germania non era più
buona.
Erano i cattivi.
Erano gli Unni.
Sparavano sulle crocerossine.
Tagliavano le mani ai bambini.
Poco dopo, mister Wilson [il presidente Woodrow Wilson, ndr.] dichiarava
guerra alla Germania.
I sionisti di Londra avevano spedito telegrammi al giudice Brandeis (2):
'Lavorati il presidente Wilson. Noi abbiamo dall'Inghilterra quello che
vogliamo. Ora tu lavorati il presidente Wilson e porta gli USA in guerra'.
Così entrammo in guerra.
Non avevamo interessi in gioco.
Non avevamo ragione di fare questa guerra, più di quanto non ne abbiamo di
essere sulla luna stasera, anziché in questa stanza.
Ci siamo stati trascinati perché i sionisti potessero avere la Palestina.
Questo non è mai stato detto al popolo americano.
Appena noi entrammo in guerra, i sionisti andarono dalla Gran Bretagna e
dissero: 'Bene, noi abbiamo compiuto la nostra parte del patto. Metteteci
qualcosa per iscritto come prova che ci darete la Palestina'.
Non erano sicuri che la guerra durasse un altro anno o altri dieci.
Per questo cominciarono a chiedere il conto.
La ricevuta.
Che prese la forma di una lettera, elaborata in un linguaggio molto
criptico, in modo che il resto del mondo non capisse di che si trattava.
Questa fu chiamata la Dichiarazione Balfour (3).
[.]
Da qui cominciano tutti i problemi.
[.]
Sapete quello che accadde.
Quando la guerra finì, la Germania andò alla Conferenza di Pace di Parigi
nel 1919 [nella delegazione USA] c'erano 117 ebrei, a rappresentare gli
Stati Uniti, capeggiati da Bernard Baruch (4).
C'ero anch'io, e per questo lo so.
Che cosa accadde dunque?
Alla Conferenza di Pace, mentre si tagliava a pezzi la Germania e si
spezzettava l'Europa per darne parti a tutte quelle nazioni che reclamavano
il diritto a un certo territorio europeo, gli ebrei presenti dissero: 'E la
Palestina per noi?', ed esibirono la Dichiarazione Balfour.
Per la prima volta a conoscenza dei tedeschi.
Così i tedeschi per la prima volta compresero: 'Ah, era questa la posta! Per
questo gli Stati Uniti sono entrati in guerra'.
Per la prima volta i tedeschi compresero che erano stati disfatti, che
subivano le tremende riparazioni che gli erano imposte dai vincitori, perché
i sionisti volevano la Palestina ed erano decisi ad averla ad ogni costo.
Qui è un punto interessante.
Quando i tedeschi capirono, naturalmente cominciarono a nutrire rancore.
Fino a quel giorno, gli ebrei non erano mai stati meglio in nessun Paese
come in Germania.
C'era Rathenau là, che era cento volte più importante nell'industria e nella
finanza di Bernard Baruch in questo Paese.
C'era Balin, padrone di due grandi compagnie di navigazione, la North German
Lloyd's e la Hamburg-American Lines.
C'era Bleichroder, che era il banchiere della famiglia Hohenzollern.
Cerano i Warburg di Amburgo, i grandi banchieri d'affari, i più grandi del
mondo.
Gli ebrei prosperavano davvero in Germania.
E i tedeschi ebbero la sensazione di essere stati venduti, traditi.
Fu un tradimento che può essere paragonato a questa situazione ipotetica:
immaginate che gli USA siano in guerra con l'URSS.
E che stiamo vincendo.
E che proponiamo all'Unione Sovietica: 'Va bene, smettiamola. Ti offriamo la
pace'.
E d'improvviso la Cina Rossa entra in guerra come alleato dell'URSS, e la
sua entrata in guerra ci porta alla sconfitta.
Una sconfitta schiacciante, con riparazioni da pagare tali, che l'immaginazione
umana non può comprendere.
Immaginate che, dopo la sconfitta, scopriamo che sono stati i cinesi nel
nostro Paese, i nostri concittadini cinesi, che abbiamo sempre pensato leali
cittadini al nostro fianco, a venderci all'URSS, perché sono stati loro a
portare in guerra la Cina contro di noi.
Cosa provereste, allora, in USA, contro i cinesi?
Non credo che uno solo di loro oserebbe mostrarsi per la strada; non ci
sarebbero abbastanza lampioni a cui impiccarli.
Ebbene: è quello che provarono i tedeschi verso quegli ebrei.
Erano stati tanto generosi con loro: quando fallì la prima Rivoluzione russa
(5) e tutti gli ebrei dovettero fuggire dalla Russia, ripararono in
Germania, e la Germania diede loro rifugio.
Li trattò bene.
Dopo di che, costoro vendono la Germania per la ragione che vogliono la
Palestina come 'focolare ebraico'.
Ora Nahum Sokolow, e tutti i grandi nomi del sionismo, nel 1919 fino al 1923
scrivevano proprio questo: che il rancore contro gli ebrei in Germania era
dovuto al fatto che sapevano che la loro grande disfatta era stata provocata
dall'interferenza ebraica, che aveva trascinato nella guerra gli USA. Gli
ebrei stessi lo ammettevano.
[.]
Tanto più che la Grande Guerra era stata scatenata contro la Germania senza
una ragione, una responsabilità tedesca.
Non erano colpevoli di nulla, tranne che di avere successo.
Avevano costruito una grande nazione.
Avevano una rete commerciale mondiale.
Dovete ricordare che la Germania al tempo della Rivoluzione francese
consisteva di 300 piccole città-stato, principati, ducati e così via.
E fra l'epoca di Napoleone e quella di Bismarck, quelle 300 microscopiche
entità politiche separate si unificarono in uno Stato.
Ed entro 50 anni la Germania era divenuta una potenza mondiale.
La sua marina rivaleggiava con quella dell'Impero britannico, vendeva i suoi
prodotti in tutto il mondo, poteva competere con chiunque, la sua produzione
industriale era la migliore.
Come risultato, che cosa accadde?
Inghilterra, Francia e Russia si coalizzarono per stroncare la Germania [.].
Quando la Germania capì che gli ebrei erano i responsabili della sua
sconfitta, naturalmente nutrì rancore.
Ma a nessun ebreo fu torto un capello in quanto ebreo.
Il professor Tansill, della Georgetown University, che ha avuto accesso a
tutti i documenti riservati del Dipartimento di Stato, ne cita uno scritto
da Hugo Schoenfeldt, un ebreo che Cordell Hull inviò in Europa nel 1933 per
investigare sui cosiddetti campi di prigionia politica, e riferì al
Dipartimento di Stato USA di avere trovato i detenuti in condizioni molto
buone.
Solo erano pieni di comunisti.
E una quantità erano ebrei, perché a quel tempo il 98% dei comunisti in
Europa erano ebrei.
Qui, occorre qualche spiegazione storica,
Nel 1918-19 i comunisti presero il potere in Baviera per qualche giorno,
Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht ed altri, tutti ebrei.
Infatti a guerra finita il Kaiser scappò in Olanda perché i comunisti
stavano per impadronirsi della Germania e lui aveva paura di fare la fine
dello Zar.
Una volta schiacciata la minaccia comunista, gli ebrei ancora lavorarono [.]
erano 460 mila ebrei fra 80 milioni di tedeschi, l'1,5% della popolazione,
eppure controllavano la stampa, e controllavano l'economia perché avevano
valuta estera e quando il marchio svalutò comprarono tutto per un pezzo di
pane.
Gli ebrei tengono nascosto questo, non vogliono che il mondo comprenda che
avevano tradito la Germania e i tedeschi se lo ricordavano.
I tedeschi presero misure contro gli ebrei.
Li discriminarono dovunque possibile.
Allo stesso modo noi tratteremmo i cinesi, i negri, i cattolici, o chiunque
in questo Paese che ci avesse venduto al nemico e portato alla sconfitta.
Ad un certo punto gli ebrei del mondo convocarono una conferenza ad
Amsterdam.
E qui, venuti da ogni parte del mondo nel luglio 1933, intimarono alla
Germania: 'Mandate via Hitler, rimettete ogni ebreo nella posizione che
aveva, sia comunista o no. Non potete trattarci in questo modo. Noi, gli
ebrei del mondo, lanciamo un ultimatum contro di voi'.
Potete immaginare come reagirono i tedeschi.
Nel 1933, quando la Germania rifiutò di cedere alla conferenza mondiale
ebraica di Amsterdam, Samuel Untermeyer, che era il capo della delegazione
americana e presidente della conferenza, tornò in USA, andò agli studios
della Columbia Broadcasting System (CBS) e tenne un discorso radiofonico in
cui in sostanza diceva: 'Gli ebrei del mondo dichiarano ora la Guerra Santa
contro la Germania. Siamo ora impegnati in un conflitto sacro contro i
tedeschi. Li piegheremo con la fame. Useremo contro di essi il boicottaggio
mondiale. Così li distruggeremo, perché la loro economia dipende dalle
esportazioni» (6).
E di fatto i due terzi del rifornimento alimentare tedesco dovevano essere
importati, e per importarlo dovevano vendere, esportare, i loro prodotti
industriali.
All'interno, producevano solo abbastanza cibo per un terzo della
popolazione.
Ora in quella dichiarazione, che io ho qui e che fu pubblicata sul New York
Times del 7 agosto 1933, Samuel Untermeyer dichiarò audacemente che 'questo
boicottaggio economico è il nostro mezzo di autodifesa. Il presidente
Roosevelt ha propugnato la sua adozione nella Nation Recovery Administration',
che, qualcuno di voi ricorderà, imponeva il boicottaggio contro qualunque
Paese non obbedisse alle regole del New Deal, e che poi fu dichiarato
incostituzionale dalla Corte Suprema. Tuttavia, gli ebrei del mondo intero
boicottarono la Germania, e il boicottaggio fu così efficace che non potevi
più trovare nulla nel mondo con la scritta 'Made in Germany'.
Un dirigente della Woolworth Co. mi raccontò allora che avevano dovuto
buttare via milioni di dollari di vasellame tedesco; perché i negozi erano
boicottati se vi si trovava un piatto con la scritta 'Made in Germany'; vi
formavano davanti dei picchetti con cartelli che dicevano 'Hitler assassino'
e così via.
In un magazzino Macy, di proprietà di una famiglia ebraica, una donna trovò
calze con la scritta 'Made in Germany'
Vidi io stesso il boicottaggio di Macy's, con centinaia di persone ammassate
all'entrata con cartelli che dicevano 'Assassini', 'Hitleriani', eccetera.
Va notato che fino a quel momento in Germania non era stato torto un capello
sulla testa di un ebreo.
Non c'era persecuzione, né fame, né assassini, nulla.
Ma naturalmente, adesso i tedeschi cominciarono a dire: 'Chi sono questi che
ci boicottano, e mettono alla disoccupazione la nostra gente e paralizzano
le nostre industrie?'.
Così cominciarono a dipingere svastiche sulle vetrine dei negozi di
proprietà degli ebrei [.]
Ma sono nel 1938, quando un giovane ebreo polacco entrò nell'ambasciata
tedesca a Parigi e sparò a un funzionario tedesco, solo allora i tedeschi
cominciarono ad essere duri con gli ebrei in Germania.
Allora li vediamo spaccare le vetrine e fare pestaggi per a strada.
Io non amo usare la parola 'antisemitismo' perché non ha senso, ma siccome
ha un senso per voi, dovrò usarla.
La sola ragione del risentimento tedesco contro gli ebrei era dovuta al
fatto che essi furono i responsabili della Prima Guerra mondiale e del
boicottaggio mondiale.
In definitiva furono responsabili anche della Seconda Guerra mondiale,
perché una volta sfuggite le cose dal controllo, fu assolutamente necessario
che gli ebrei e la Germania si battessero in una guerra per questione di
sopravvivenza.
Nel frattempo io ho vissuto in Germania, e so che i tedeschi avevano deciso
che l'Europa sarebbe stata comunista o 'cristiana': non c'è via di mezzo.
E i tedeschi decisero che avrebbero fatto di tutto per mantenerla 'cristiana'.
Nel novembre 1933 gli Stati Uniti riconobbero l'Unione Sovietica.
L'URSS stava diventando molto potente, e la Germania comprese che 'presto
toccherà a noi, se non saremo forti».
E' la stessa cosa che diciamo noi, oggi, in questo Paese.
Il nostro governo spende 83-84 miliardi di dollari per la difesa.
Difesa contro chi?
Contro 40 mila piccoli ebrei a Mosca che hanno preso il potere in Russia, e
con le loro azioni tortuose, in molti altri Paesi del mondo.[.]
Che cosa ci aspetta?
Se scateniamo una guerra mondiale che può sboccare in una guerra atomica, l'umanità
è finita.
Perché una simile guerra può avvenire?
Il fatto è che il sipario sta di nuovo salendo.
Il primo atto fu la Grande Guerra, l'atto secondo la Seconda guerra
mondiale, l'atto terzo sarà la Terza guerra mondiale.
I sionisti e i loro correligionari dovunque vivano, sono determinati ad
usare di nuovo gli Stati Uniti perché possano occupare permanentemente la
Palestina come loro base per un governo mondiale. Questo è vero come è vero
che sono di fronte a voi.
Non solo io ho letto questo, ma anche voi lo avete letto, ed è noto a tutto
il mondo.
[.]
Io avevo una idea precisa di quello che stava accadendo: ero l'ufficiale di
Henry Morgenthau Sr. nella campagna del 1912 in cui il presidente [Woodrow]
Wilson fu eletto.
Ero l'uomo di fiducia di Henry Morgenthau Sr., che presiedeva la Commissione
Finanze, ed io ero il collegamento tra lui e Rollo Wells, il tesoriere.
In quelle riunioni il presidente Wilson era a capo della tavola, e c'erano
tutti gli altri, e io li ho sentiti ficcare nel cervello del presidente
Wilson la tassa progressiva sul reddito e quel che poi divenne la Federal
Reserve, e li ho sentiti indottrinarlo sul movimento sionista.
Il giudice Brandeis e il presidente Wilson erano vicini come due dita della
mano.
Il presidente Wilson era incompetente come un bambino.
Fu così che ci trascinarono nella Prima guerra mondiale, mentre tutti noi
dormivamo.[.]
Quali sono i fatti a proposito degli ebrei?
Li chiamo ebrei perché così sono conosciuti, ma io non li chiamo ebrei.
Io mi riferisco ad essi come ai 'cosiddetti ebrei', perché so chi sono.
Gli ebrei dell'Europa orientale, che formano il 92% della popolazione
mondiale di queste genti che chiamano se stesse 'ebrei', erano
originariamente Kazari.
Una razza mongolica, turco-finnica.
Erano una tribù guerriera che viveva nel cuore dell'Asia.
Ed erano tali attaccabrighe che gli asiatici li spinsero fuori dall'Asia,
nell'Europa orientale.
Lì crearono un grande regno Kazaro di 800 mila miglia quadrate.
A quel tempo [verso l'800 dopo Cristo, ndr] non esistevano gli USA, né molte
nazioni europee [.]. Erano adoratori del fallo, che è una porcheria, e non
entro in dettagli.
Ma era questa la loro religione, come era anche la religione di molti altri
pagani e barbari.
Il re Kazaro finì per disgustarsi della degenerazione del proprio regno, sì
che decise di adottare una fede monoteistica - il cristianesimo, l'Islam, o
quello che oggi è noto come ebraismo, che è in realtà talmudismo.
Gettando un dado, egli scelse l'ebraismo, e questa diventò la religione di
Stato.
Egli mandò inviati alle scuole talmudiche di Pambedita e Sura e ne riportò
migliaia di rabbini, aprì sinagoghe e scuole, e il suo popolo diventò quelli
che chiamiamo 'ebrei orientali'.
Non c'era uno di loro che avesse mai messo piede in Terra Santa.
Nessuno!
Eppure sono loro che vengono a chiedere ai cristiani di aiutarli nelle loro
insurrezioni in Palestina dicendo: 'Aiutate a rimpatriare il Popolo Eletto
da Dio nella sua Terra Promessa, la loro patria ancestrale, è il vostro
compito come cristiani. voi venerate un ebreo [Gesù] e noi siamo ebrei!'.
Ma sono pagani Kazari che si sono convertiti.
E' ridicolo chiamarli 'popolo della Terra Santa', come sarebbe chiamare 53
milioni di cinesi musulmani 'Arabi'.
Ora, immaginate quei cinesi musulmani a 2.000 miglia dalla Mecca, se si
volessero chiamare 'arabi' e tornare in Arabia.
Diremmo che sono pazzi.
Ora, vedete com'è sciocco che le grandi nazioni cristiane del mondo dicano:
'Usiamo il nostro potere e prestigio per rimpatriare il Popolo Eletto da Dio
nella sua patria ancestrale'.
C'è una menzogna peggiore di questa?
Perché loro controllano giornali e riviste, la televisione, l'editoria, e
perché abbiamo ministri dal pulpito e politici dalla tribuna che dicono le
stesse cose, non è strano che crediate in questa menzogna.
Credereste che il bianco è nero se ve lo ripetessero tanto spesso.
Questa menzogna è il fondamento di tutte le sciagure che sono cadute sul
mondo.
Sapete cosa fanno gli ebrei nel giorno dell'Espiazione, che voi credete sia
loro tanto sacro?
Non ve lo dico per sentito dire.
Quando, il giorno dell'Espiazione, si entra in una sinagoga, ci si alza in
piedi per la primissima preghiera che si recita.
Si ripete tre volte, è chiamata 'Kol Nidre'.
Con questa preghiera, fai un patto con Dio Onnipotente che ogni giuramento,
voto o patto che farai nei prossimi dodici mesi sia vuoto e nullo (7).
Il giuramento non sia un giuramento, il voto non sia un voto, il patto non
sia un patto.
Non abbiano forza.
E inoltre, insegna il Talmud, ogni volta che fai un giuramento, un voto o un
patto, ricordati del Kol Nidre che recitasti nel giorno dell'Espiazione, e
sarai esentato dal dovere di adempierli.
Come potete fidarvi della loro lealtà?
Potete fidarvi come si fidarono i tedeschi nel 1916.
Finiremo per subire lo stesso destino che la Germania ha sofferto, e per gli
stessi motivi».
E' la profezia di Benjamin Freedman.
Ci riguarda.
1) Freedman fondò tra l'altro la «Lega per la pace con giustizia in
Palestina», e collaborò con l'americano «Istituto per la revisione storica»,
il centro promotore di tutto ciò che viene chiamato «revisionismo storico».
E' scomparso nel 1984.
2) Louis Dembitz Brandeis, influentissimo giudice della Corte Suprema,
acceso sionista, fu il consigliere molto ascoltato di W. Wilson. Brandeis
apparteneva alla setta ebraica aberrante fondata nella Polonia del '700 da
Jacob Frank: essa predicava che la salvezza si consegue attraverso il
peccato. Confronta il mio «Cronache dell'Anticristo».
3) Il 2 novembre 1917 il ministro degli Esteri britannico, lord Arthur
Balfour, scrisse a Lord Rotschild una lettera in cui dichiarava: «Il governo
di Sua Maestà vede con favore la nascita in Palestina di un focolare
nazionale per le genti ebraiche, e userà tutta la sua buona volontà per
facilitare il raggiungimento di questo obbiettivo. Si intende che nulla
dovrà essere fatto per pregiudicare i diritti civili e religiosi delle
esistenti popolazioni non ebraiche in Palestina». Era la «Dichiarazione
Balfour», che decretava di fatto la nascita dello Stato d'Israele. Lord
Balfour, spiritista e massone, fondatore della Loggia «Quatuor Coronati» (la
Loggia-madre di tutte le Massonerie di obbedienza «scozzese») credeva fra l'altro
che agevolare il ritorno degli ebrei in Palestina avrebbe accelerato il
secondo avvento di Cristo. Il punto è che la terra che Sua Maestà prometteva
agli ebrei non era sotto dominio britannico, ma parte dell'impero Ottomano.
Per dare attuazione al «focolare ebraico», il governo britannico non esitò a
distogliere centinaia di migliaia di soldati dal pericolante fronte europeo,
per spedirli alla conquista di Gerusalemme.
4) Bernard Baruch (1876-1964), potente finanziere ebreo, nato in Texas, fu
il consigliere privato di sei presidenti, da Woodrow Wilson (1916) a D.
Eisenhower (1950). Nella prima come nella seconda guerra mondiale, Baruch
promosse la creazione del War Industry Board, l'organo di pianificazione
centralizzata della produzione bellica. Di fatto, fu una sorta di «governo
segreto» degli Stati Uniti, che praticò ampiamente i metodi del socialismo,
compreso il controllo della stampa e il sistema di razionamento alimentare.
Dopo la seconda guerra mondiale Baruch e i banchieri ebrei americani
gestirono i fondi del Piano Marshall. Ne affidarono la distribuzione a Jean
Monnet, loro fiduciario. Secondo le istruzioni ricevute, per dare i fondi,
Monnet esigeva la cessione da parte degli Stati europei di sostanziali
porzioni di sovranità: così fu creata la Comunità Europea.
5) Si tratta della «rivoluzione dekabrista» del 1905, in realtà un putsch di
giovani ufficiali zaristi, tutti ebrei. La comunità ebraica russa la
sostenne, e i suoi figli vi parteciparono con inaudita violenza. Futuri capi
della successiva rivoluzione bolscevica, come Trotsky e Parvus, furono l'anima
dei dekabristi, e dovettero riparare all'estero dopo il fallimento.
6) Freedman allude qui al vero e proprio rito magico di maledizione, detto
Cherem o scomunica maggiore, celebrato al Madison Square Garden il 6
settembre 1933. «Furono ritualmente accesi due ceri neri e si soffiò tre
volte nello shofar [il corno di ariete], mentre il rabbino B.A. Mendelson
pronunciava la formula di scomunica» contro la Germania. Samuel Untermeyer,
membro del B'nai B'rith, ripeterà il 5 gennaio 1935 la dichiarazione di
embargo totale contro le merci tedesche
«a nome di tutti gli ebrei, framassoni e cristiani» (Jewish Daily Bulletin,
New York,
6 gennaio 1935).
7) E' la preghiera centrale dello Yom Kippur. Eccone la formula: «Di tutti i
voti, le rinunce,
i giuramenti, gli anatemi oppure promesse, ammende o delle espressioni
attraverso cui facciamo voti, confermiamo, ci impegniamo o promettiamo di
qui fino all'avvento del prossimo giorno dell'Espiazione, noi ci pentiamo,
in modo che siano tutti sciolti, rimessi e condonati, nulli, senza validità
e inesistenti. I nostri voti non sono voti, le nostre rinunce non sono
rinunce, e i nostri giuramenti non sono giuramenti». Secondo il rabbino
Jacob Taubes, con questa formula il popolo eletto si scioglie dalla comunità
del resto del genere umano - dalle sue leggi, dalle sue lealtà alle
istituzioni e allo Stato - per dedicarsi solo a Dio. In realtà, il Kol Nidre
fonda l'antinomismo radicale della religione ebraica: il «popolo di Dio» non
è tenuto ad obbedire ad alcuna norma.
Per Taubes, il popolo ebraico è dunque il popolo dissolutore, il contrario
del «kathecon» (Ciò che trattiene l'Anticristo, in San Paolo, ossia il
diritto naturale adottato da Roma) (Jacob Taubes,
«La Teologia Politica di San Paolo», Adelphi, pagina 71).