PERCHE' LA MANOVRA NON CI SALVERA'

PERCHE' LA MANOVRA NON CI SALVERA'

DI LORETTA NAPOLEONI

cadoinpiedi.it


Cosa sono 70 miliardi di euro di fronte a un debito pubblico di quasi 2 mila miliardi? L'unica soluzione è il default programmato e il ritorno alla Lira. Solo così possiamo uscirne

La manovra di Tremonti in realtà serve a ben poco. Prima di tutto perché è troppo piccola, 60/70/80 miliardi di Euro non bastano sicuramente a rassicurare i mercati nei confronti di un debito complessivo italiano di 1.800 miliardi di Euro, il che vuole dire che il debito pubblico dell'Italia è maggiore della somma del debito di tutti gli altri paesi Pigs, quindi parliamo del Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna. In più questa è una manovra che avrà un impatto reale, quindi dal punto di vista proprio delle entrate dello Stato, nel 2013 e nel 2014. Sicuramente troppo lontano. ricordiamoci che l'anno prossimo l'Italia si deve presentare sul mercato dei capitali nuovamente e deve contrarre una serie di contratti, quindi deve vendere una serie di Bot a un mercato che questa settimana gli ha quasi voltato le spalle. E in più abbiamo da luglio fino alla fine dell'anno, altri 80 miliardi di Euro che dobbiamo racimolare su questo stesso mercato.

Questa è una manovra che in un certo senso è stata osannata, proprio perché siamo un po' alla fine della situazione. Qui ci vuole una nuova politica. E quale può essere questa politica? Sicuramente non quella che sta seguendo il governo. Capisco che molti italiani sono preoccupatissimi all'idea di un default, però in realtà questa potrebbe essere la soluzione migliore. Se noi avessimo una classe politica di persone veramente esperte di queste cose, quindi di professionisti, ci avrebbe già pensato e vi spiego perché:


L'Italia è molto diversa dalla Grecia. la Grecia prende soldi in prestito per poter sostenere la propria economia, noi invece prendiamo soldi in prestito regolarmente e semplicemente per pagare gli interessi sul debito, il che vuole dire che un default non avrebbe un impatto sulla crescita economica del paese, noi non dipendiamo dai mercati dei capitali per crescere, noi dipendiamo dai mercati dei capitali per pagare gli interessi. Un default ordinato, ragionato com'è stato fatto per esempio in Islanda potrebbe garantire tutti quanti i Bot acquistati dagli italiani. Quindi dividiamo il debito in due parti che è esattamente quello che hanno fatto gli islandesi, la parte internazionale, la parte sottoscritta dalle banche internazionali, viene messa da parte e viene organizzato per questo un pagamento posticipato che può essere una ristrutturazione del debito.

Per quanto riguarda invece la parte detenuta dai risparmiatori italiani, proprio per non penalizzare gli italiani che hanno sostenuto lo Stato in tutti questi anni, rimane costante, quindi il governo si impegna a onorare quella parte di debito. Dopodiché si torna alla lira o a qualsiasi moneta vogliamo adottare e si produce una svalutazione della moneta, chiaramente sarà una svalutazione molto, molto grande e questo ridarà automaticamente competitività alla nostra economia. Dal punto di vista del commercio internazionale, non cambierà nulla, anzi molto probabilmente i nostri importatori, chi importa dall'Italia, sarà ben contento di pagare meno di quanto paga adesso, quindi le esportazioni italiane avranno sicuramente un effetto benefico. Diversa sarà la situazione delle importazioni. Dobbiamo essere disposti a fare dei sacrifici, ma tanto in ogni caso questi sacrifici li dovremo fare lo stesso, l'obiettivo però è fare dei sacrifici per poter riuscire a uscire da questa situazione, non per poter affondare ulteriormente nella situazione debitoria.


Le critiche a questo tipo di politica drastica sono tutte relazionate a un modo di far politica che è ancora tipico dell'Italia, svalutazione selvaggia, attitudini nei confronti dei mercati internazionali anche queste selvagge etc.. Una decisione di questo tipo, quindi un default ragionato, un default preparato, sicuramente porterebbe a un cambiamento della classe politica, perché questa classe politica una politica di questo tipo non la fa. In Islanda è successo esattamente questo, il governo è stato fatto fuori completamente dalla popolazione e una nuova classe politica, gente che non aveva mai fatto politica fino a ora, è salita al potere e ha organizzato questo tipo di default. I sacrifici sicuramente, le conseguenze di brevissimo periodo di una politica di questo tipo saranno tremende. Noi avremo una contrazione del Pil, ci sarà un aumento della povertà, sarà sempre più difficile riuscire a arrivare una fine del mese. Però questo sarà un periodo limitato, come abbiamo visto addirittura in Argentina dove non c'è stato un default ragionato ma un default improvviso. Nel caso dell'Argentina c'è stata una contrazione del Pil del 20% nel 2002 quindi l'anno dopo del default, dal 2003 in poi l'economia ha ripreso a crescere dal 7,5% e continua a crescere al 7,5%.

Penso che noi dobbiamo prenderci le responsabilità di 50 anni, perché qui non si tratta di 10 anni, qui si tratta di 50 anni di politiche sbagliate e è giunto il momento di prendersi queste responsabilità, pagheremo perché dobbiamo pagare, però che questo pagamento non sia un pagamento che finisce nel tasche delle banche internazionali, che sia invece un pagamento che finisce nelle tasche degli italiani, che dà la possibilità all'economia italiana di riprendersi perché altrimenti così noi nel giro di 6 mesi, 9 mesi, un anno, sicuramente andremo in bancarotta e da allora sarà ancora più difficile riprenderci!

Loretta Napoleoni

Fonte: www.cadoinpiedi.it

Link: http://www.cadoinpiedi.it/2011/07/15/perche_la_manovra_non_ci_salvera.html#anchor

15.07.2011

Commenti (38)

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    1. Truman 16 luglio 2011

      @AndrewThunder: un commento spocchioso e inconcludente, fatto da parte di qualcuno che proviene dall'ortodossia economica secondo la quale esistono dei mercati che giudicano i popoli, e gli stress test condotti dal sistema bancario su se stesso sono una cosa seria e non una recita concordata. Beh, l'ortossia economica di chi crede alle fonti ufficiali finora non ha indovinato mai una previsione. A titolo di esempio, Tremonti ha spiegato per anni che l'Italia non aveva problemi, per tutta una serie di motivi (risparmio interno alto, solidità delle banche, etc.) e oggi siamo nei guai.

      Vale comunque la pena di discutere sul punto fondamentale: può l'Italia uscire dalla prigione dell'euro?

      Il buon senso dice che la possibilità c'è. L'euro è tecnicamente morto, ci sono tensioni fortissime tra i paesi, nessuno rispetta le regole di stabilità che pochi anni fa ci ripetevano come mantra. E la Grecia potrebbe uscire dalla prigione con una rivolta o un golpe. E se non è la Grecia può essere la Spagna o il Portogallo. Che l'uscita dall'euro parta dall'Italia è poco sensato, ma al primo che apre la strada gli altri seguiranno. E quando schiatterà l'euro brinderò a spumante (l'ho messo da parte) e dico "quando", non "se".


      Le uniche cose realmente impossibili oggi sono quelle che dicono le cariche istituzionali sui media ufficiali. Per il resto il tempo attuale è rivoluzionario ed ogni possibilità è aperta.

    1. hotwildweb 16 luglio 2011

      dici: gli sperperi delle amministrazioni sono detestabili e da risolvere ma contribuiscono in percentuale irrisoria sul problema.

      Permetti l'esclamazione, ma, irrisoria un c....o!

      E' tutto lì il problema, se non ci fossero così tanti sprechi, ovvero, surplus di impiegati, autoblu anche per le badanti, progetti inutili con annesse tangenti, sperperi per la cosiddetta cultura, benefit e superstipendi a "politici" e "manager" pubblici, soldi gratis per le cause più disperate, soldi per l'editoria, finanziamenti per l'industria privata, soldi per armamenti, mantenimento di un apparato per le province del tutto inutile, missioni militari all'estero, soldi agli immigrati sotto forma di sussidio mentre agli italiani tagliamo anche le già pensioni da fame ... e si può continuare molto, ora dire che tutto questo e quant'altro non elencato è irrisorio fa pensar male su chi lo afferma..., ma su un punto hai ragione, sul fatto che si prenda moneta a strozzo, qui non c'è dubbio, ma la si prende soprattutto per mantenere quanto sopra scritto, eliminando tutti gli sprechi si risolverebbero due problemi, lo spreco appunto e non farsi inc....re prendendo soldi a prestito.

      Ovviamente poi aggiungi, evasione e mafie varie ma con molti distinguo sia su chi non paga le tasse e sulle mafie, dove queste ultime non sono più solo localizzate al sud ma guarda caso le ritroviamo in quelle amministrazioni "irrisorie” ormai di tutta Italia ...

      Perdona lo sfogo ma non si possono minimizzare certe “cosucce”, del resto poi tra le tante persone che detengono i soldoni al caldo delle loro banche, ci sono appunto moltissimi del settore pubblico di ogni strato sociale e settore, che come sappiamo nella stragrande maggioranza strapagati per non fare, o fare poco, quindi se lo “stato” prendesse i soldi da chi li ha non sarebbe altro che un restituire ciò che non è mai appartenuto a coloro che ne hanno beneficiato accumulando, e quindi, creando un ulteriore problema che è quello di non far circolare i soldi, deprimendo ulteriormente l’economia, ma di questo chi lavora nel pubblico se ne sbatte, non ha concorrenti e non deve produrre, anzi non produce ed incassa, IRRISORIO??

      Saluti.

    1. castigo 16 luglio 2011

      AndrewThunder:

      L'articolo della Sig.ra Loretta Napoleoni è di una faziosità immensa e per lo più tecnicamente errato, il che fa capire che di economia le conoscenze sono ben poche. Questo articolo è un miscuglio di cose vere e di falsità senza fine messe insieme per confondere ulteriormente i lettori. Non mi meraviglio visto che l'editore su cui scrive Napoleoni è la Casaleggio Associati. Tanto per capirci lo stesso editore di Peppe Grillo. (Verificate chi sono gli azionisti i padroni della casa editrice e vi renderete conto di cosa sto parlando). Ritornando all'articolo, Vi spiego le mie ragioni del perché questo articolo non ha senso e che chi lo scrive non ha la minima idea di cosa sta parlando:

      e se c'entra la casaleggio, allora la puzza di zolfo contagia pure le cose serie.

      1. La manovra prevista dal governo per il pareggio di bilancio sino al 2014 richiesta dalla commissione europea (l'unica che decide e non il governo italiano) è stimata di 46 Miliardi. Tremonti e il Governo l'hanno alzata a 76 Milardi circa per maggiore sicurezza; per dare un segnale ai Mercati che l'Italia è un Paese ricco e stabile finanziariamente.

      che sia ricco potrebbe essere (anche se dubito fortemente che continuerà a rimanerlo per molto), ma la stabilità finanziaria proprio non si vede.

      se invece Lei la vede, è pregato di segnalarci dove e in che termini.

      (non a caso le 5 banche commerciali più grandi d'Italia hanno superato tutte gli stress test. Dico tutte e con ampio margine - fonte Ansa).

      andiamo bene.

      se Lei crede che questi cosiddetti " stress test [www.ilgrandebluff.info]" possano essere minimamente indicativi della stabilità e solvibilità delle nostre banche, probabilmente la sera del 5 gennaio appende la calza sotto il camino.....

      ma dato che l'ha detto l'ANSA.... ci crediamo tutti! ;-)

      2. Se parliamo di debito pubblico dobbiamo fare una grossa distinzione. Il debito pubblico (ossia la somma del deficit contratti da uno Stato nell'arco di 80-90 anni) prima e dopo l'introduzione dell'euro: prima dell'euro il debito pubblico non è mai stato un problema per l'Italia in quanto parliamo di un debito contratto con se stesso. Infatti, l'Italia prima dell'euro, come gli Stati Uniti e l'Inghilterra era un Paese a Moneta Sovrana e quindi poteva stampare Lira a piacimento con l'unico limite dell'inflazione. Quindi prima dell'Euro il debito non era un problema perché semplicemente non esisteva, in quanto ripeto debito contratto con se stesso; dopo con l'introduzione dell'euro cominciano i problemi perché gli Euro di cui disponiamo li chiediamo in prestito dalla BCE

      mentre prima era la Banca D'Italia (privata al pari della BCE).....

      e dai mercati di Capitali. Allora si che questo è un problema perché è come quando un cittadino si reca in banca per chiedere un prestito. Il cittadino deve restituire i soldi prestati più gli interessi. Il Governo non ha fatto altro che questo restituire i soldi chiesti alla BCE e ai Mercati di Capitali più gli interessi spalmando il "versamento" (pareggio di bilancio) fino al 2014. Quanto spiegato al punto due potete capirlo meglio chiedendo al Prof. L. Randall Wray docente di economia all'università del Missouri-Kansas City.

      perché prima non dovevamo restituire capitali presi a prestito tramite l'emissione di BOT, BTP, CCT ecc......

      sinceramente non vedo alcuna differenza tra il prima € ed il dopo €..... non essendo il Prof. L. Randall Wray docente di economia all'università del Missouri-Kansas City sono scusato?? :-D

      3. l'Italia non può andare in default poiché l'Euro scomparirebbe.

      lo volesse il cielo...... ma non saremo così fortunati.

      Nello stesso modo non ci permetteranno mai di uscire dall'Euro e ritornare alla Lira per lo stesso motivo di cui sopra. In conclusione per quanto sopra esposto siamo condannati a vivere con questo moneta ibrida che non è di nessun Stato ma di un gruppo di privati che ce la presta con gli interessi. Forse su un punto sono d'accordo con la Napoleoni: quello di uscire dall'Euro, ma come detto prima non ce lo permetteranno mai.

      siamo, o almeno dovremmo esserlo, uno stato sovrano con un popolo sovrano.

      e se il popolo decide, come avvenuto in Islanda, di mandare in culo i politici, le banche e l'europa, credo che nessuno possa impedirglielo.

      come non lo hanno impedito all'Islanda....

      ah, che sbadato, l'ANSA non ne ha fatto parola, quindi dev'essere un'invenzione della famigerata "blogsfera".....

    1. ostara 16 luglio 2011

      Ora me la devo studiare,ma devo uscire,ma mi faccio vivo appena posso
      Saluti

    1. ROE 16 luglio 2011

      Esatto. A meno che non siano abolite tutte le imposte sui redditi e siano sostituite con un'imposta annuale sulla ricchezza (chi più ha più paga) ed un'imposta sui consumi inversamente propozionale a beni e servizi più vitali. Nulla su acqua, cibo, cure mediche ... massimo su beni e servizi superflui ... Alla fine, si dovrà per forza fare così.

    1. ROE 16 luglio 2011

      Va bene. Tutti. Questi sono gli ultimi dati italiani sulla distribuzione della ricchezza. Popolazione 60 milioni, ricchezza privata totale 9.000 miliardi di euro, media pro-capite 150.000 euro. Di cui: 1.200.000 italiani (2%) hanno 2.250 miliardi (25%), media 1.875.000; 4.800.000 italiani (8%) hanno 2.250 miliardi (25%), media 468.750; 24.000.000 di italiani (40%) hanno 3.600 miliardi (40%), media 150.000; 30.000.000 di italiani (50%) hanno 900 miliardi (10%). Va bene una patrimoniale di 1.000 miliardi proporzionale alla ricchezza? Cordialità.

    1. amensa 16 luglio 2011

      le risorse vanno trovate imponendo un reddito figurativo sui capitali, siano immobiliari o di ogni tipo, reintroducendo l'ici, con esenzione per il capofamiglia di 80 mtq, e 50 mtq per ogni componente, tassazione fortemente progressiva sui redditi, altro che tre sole quote..... 10 quote l'ultima delle quali al 95%..... e così via.... tasse facili da accertare, e ancora più facili da riscuotere....

    1. amensa 16 luglio 2011

      cara Loretta

      commetti diversi errori, nel tuo articolo e provo ad elencarteli

      1) il confrontotra Argentina e Italia omette un fatto di importanza estrema: un blocco delle esportazioni verso l'Argentina, non ha lasciato nessuno senza mangiare, perchè dal punto di vista alimentare l'Argentina è esportatore netto, mentre per gli Italiani ch eimportanoanche il grano per pasta e pane, sarebbero c...i ben più acidi.

      ricordo che un default verso i titoli all'estero porterebbe ad un sequestro immediato di ogni pagamento, senza la consegna delle merci, e se queste sono cibo.....

      2) l'Italia è un paese esportatore, per cui una svalutazione facilita le esportazioni ma rende più care le importaziuoni delle materie prime.

      come ho già spiegato un milione di volte , in questo tipo di operazioni , a rimetterci sono sempre e solo i redditi fissi e da lavoro dipendente, ovvero, oggi che è già quasi alla fame

      le risorse vanno trovate diversamente, presso tutti coloro, che con le agevolazioni degli ultimi 40 anni si sono arricchiti

      ricorda che negli ultimi 20anni ogni aumento di produttività non ha migliorato la quota destinata al lavoro nemmeno dell'1% mentre ha incrementato dell80% la quota riservata al capitale

      3) sembra che dimentichi che senza l'euro oggi saremmo il paese più settentrionale dell'africa. dimentichi cosa ci salvò da svalutazioni contine e selvagge degli anni 80 e 90, dimentichi quanto fu utile abbandonare la lira, solo perchè la semplice realtà è che uno stato non può e non deve , fare conti in deficit, salvo casi eccezionali da ripagare al più presto, e questa è la lezione del Nord Dakota, unica e sufficiente condizione per creare moneta del popolo. diversamente si creano solo debiti del popolo.

    1. ericvonmaan 16 luglio 2011

      Scusa ostara, ma non hai ben chiaro il meccanismo che forma il debito pubblico. Le cose che dici sono giuste ma il "debito pubblico" è un altra cosa... avrai notato che esso aumenta costantemente anche in paesi con amministrazioni pubbliche effcienti e non corrotte... se cerchi in rete puoi trovare tante spiegazioni. Il problema è determinato dal sistema della moneta-debito-privata venduta a strozzo agli stati... gli sperperi delle amministrazioni sono detestabili e da risolvere ma contribuiscono in percentuale irrisoria sul problema... finchè questi concetti non sono CHIARI l'indignazione delle persone verrà dispersa e chi si ingrassa su su questi problemi continuerà a farlo. Ciao

    1. ilfigliodegeneredellovest 16 luglio 2011

      Questo è uno dei pochi commenti intelligenti che mi sia capitato di leggere riguardo a scritti su questo argomento.

    1. ostara 16 luglio 2011

      Non sono d'accordo con lei e mi permetta di esprimere una opinione: il debito pubblico italiano deriva in massima parte dalla pessima gestione delle risorse accumulatesi nel corso degli ultimi decenni ( crescita abnorme dei pubblici dipendenti, cattedrali nel deserto, spese incontrollate e truffaldine di molti esponenti delle P.A, costi spaventosi della gestione pubblica, il tutto finanziato da un debito pubblico i cui tassi erano comunque sempre inferiori alla perdita del potere d'acquisto della lira).
      A fronte di tutto questo la famiglia italiana ha continuato a praticare una gestione oculata delle risorse e della difesa delle stesse che ha determinato una ricchezza privata mediamente superiore a quella di altri paesi.
      Questa ricchezza privata non è necessariamente frutto di evasione fiscale anche se è indiscutibile ma diffusa nei diversi strati dela popolazione, ma è spesso il frutto del lavoro e della oculatezza di intere generazioni, come il contadino di un tempo che ad ogni nascita aggiungeva sempre un pezzo di terreno.
      La patrimoniale che lei propone distruggerebbe per sempre la volontà di crescita,di risparmio,di imprenditorialità e di capacità di rischio deprimendo le energie vitali e portandoci tutti al livello di chi aspetta sempre che gli altri vadano a risolvere i suoi problemi.
      Concordo comunque che tutti debbano contribuire in ragione delle loro potenzialità,ma quando si intende tutti,si intende tutti
      Cordialità

    1. ROE 16 luglio 2011

      La crisi argentina è avvenuta vent'anni fa. La situazione nazionale ed internazionale era diversa ed aveva un debito di 100 miliardi di dollari. Non so se la "soluzione" argentina sia emulabile. Certo, chiunque riesca ad indebitarsi e poi a pagare i debiti come, quanto e quando vuole può trarre vantaggi ... Ma perché si deve escludere l'equa ridistribuzione della ricchezza?

    1. AndrewThunder 16 luglio 2011

      L'articolo della Sig.ra Loretta Napoleoni è di una faziosità immensa e per lo più tecnicamente errato, il che fa capire che di economia le conoscenze sono ben poche. Questo articolo è un miscuglio di cose vere e di falsità senza fine messe insieme per confondere ulteriormente i lettori. Non mi meraviglio visto che l'editore su cui scrive Napoleoni è la Casaleggio Associati. Tanto per capirci lo stesso editore di Peppe Grillo. (Verificate chi sono gli azionisti i padroni della casa editrice e vi renderete conto di cosa sto parlando).

      Ritornando all'articolo, Vi spiego le mie ragioni del perché questo articolo non ha senso e che chi lo scrive non ha la minima idea di cosa sta parlando:

      1. La manovra prevista dal governo per il pareggio di bilancio sino al 2014 richiesta dalla commissione europea (l'unica che decide e non il governo italiano) è stimata di 46 Miliardi. Tremonti e il Governo l'hanno alzata a 76 Milardi circa per maggiore sicurezza; per dare un segnale ai Mercati che l'Italia è un Paese ricco e stabile finanziariamente. (non a caso le 5 banche commerciali più grandi d'Italia hanno superato tutte gli stress test. Dico tutte e con ampio margine - fonte Ansa).
      2. Se parliamo di debito pubblico dobbiamo fare una grossa distinzione. Il debito pubblico (ossia la somma del deficit contratti da uno Stato nell'arco di 80-90 anni) prima e dopo l'introduzione dell'euro: prima dell'euro il debito pubblico non è mai stato un problema per l'Italia in quanto parliamo di un debito contratto con se stesso. Infatti, l'Italia prima dell'euro, come gli Stati Uniti e l'Inghilterra era un Paese a Moneta Sovrana e quindi poteva stampare Lira a piacimento con l'unico limite dell'inflazione. Quindi prima dell'Euro il debito non era un problema perché semplicemente non esisteva, in quanto ripeto debito contratto con se stesso; dopo con l'introduzione dell'euro cominciano i problemi perché gli Euro di cui disponiamo li chiediamo in prestito dalla BCE e dai mercati di Capitali. Allora si che questo è un problema perché è come quando un cittadino si reca in banca per chiedere un prestito. Il cittadino deve restituire i soldi prestati più gli interessi. Il Governo non ha fatto altro che questo restituire i soldi chiesti alla BCE e ai Mercati di Capitali più gli interessi spalmando il "versamento" (pareggio di bilancio) fino al 2014. Quanto spiegato al punto due potete capirlo meglio chiedendo al Prof. L. Randall Wray docente di economia all'università del Missouri-Kansas City.
      3. l'Italia non può andare in default poiché l'Euro scomparirebbe. Nello stesso modo non ci permetteranno mai di uscire dall'Euro e ritornare alla Lira per lo stesso motivo di cui sopra.

      In conclusione per quanto sopra esposto siamo condannati a vivere con questo moneta ibrida che non è di nessun Stato ma di un gruppo di privati che ce la presta con gli interessi. Forse su un punto sono d'accordo con la Napoleoni: quello di uscire dall'Euro, ma come detto prima non ce lo permetteranno mai.
      AndrewThunder.

    1. oriundo2006 16 luglio 2011

      Cara Maristaurru, non te lo diciamo di chi siamo in mano...passeremmo per complottisti antisemiti...!

    1. maristaurru 16 luglio 2011

      Sulla famosa e pubblicizzata evasione fiscale non farei affidamento, siamo onesti, il cittadino comune è spiato, controllato, controlli incrociati, consumi controllati e spesso gonfiati ( enel ) probabilmente per VENDERSI DATI irreali, ma appetitosi per qualcuno? Chi sa, ma lo fanno in molte dittarelle concessionarie del controllo dei contatori.. non esiste magistrato al quale la cosuccia interessi..tanto siamo bestie usate per tosa e sta bene a tutti a quanto pare..

      quindi alla fine della storia evadono quelli che hanno la possibilità per esempio di non presentare i bilanci , oppure di presentare bilanci truccati che mettono in passivo quello che passivo non è, o quegli Enti ed Istituzioni che spendono più di quel che potrebbero e coprono non pagando i servizi. Cifre enormi, e sospetto che il maggior lavoro di certe spa consista nel redistribuire sui soliti fessi: i cittadini di taglia medio- bassa diciamo, il costo di certe schifezze e certe schifezze sono tanto grosse da convincer la Casta a fare pagare dei signori nessuno un fottio di soldi.

      Tutto questo è TRUFFA, ma noi spendiamo soldi per perseguire un imprenditore che nel versare INPS sbagli il conto per ben 48 euro e se la notizia risulta esatta, vi da la misura dello sporco che si nasconde in certe finte severità.. avrebbero speso soldi, tempo, per perseguire un simile "evasore", come quando hanno fatto morire di crepacure un artigiano ( e non solo uno)per un debito minimale, senza dargli tregua, togliendogli da cretinio apparentemente i mezzi per lòavorare e ripagare il debito.. cercando di svendergli la casa maentre quello chiedeva di pagare.. magari avendo la certezza del quantum.. ma quella non la danno.. per poter riazzannare.

      Onestamente, realmente in mano di chi o COSA siamo? Inutile dire, le nostre leggi, nemmeno quelle fatte su misura per tosarci dicono di fare questo, ma lo si fa indisturbati.. CHI E COSA E' QUESTA GENTE? Possibile che le nostre pecorelle smarrite non se lo chiedono, tanto ci hanno rincitrullito?

      La finta severità verso i piccoli copre sempre lo sporco dei grandi.. ma quali grandi , CHI? Non solo la Casta, non credo piuttosto un nodo , da sciogliere per non morire

    1. AlbertoConti 16 luglio 2011

      Basta fare come l'Argentina, distinguere i creditori in base all'entità individuale del credito, riservandogli trattamenti diversificati all'interno della ristrutturazione complessiva del debito pubblico. Anche l'idea di separare i creditori residenti dagli istituzionali esteri non è male, nell'ottica di punire i responsabili della debitocrazia.

    1. AlbertoConti 16 luglio 2011

      E brava Loretta, che dice le cose come stanno. Un po' da Alice nel paese delle meraviglie, ma meglio che niente. Noi lo diciamo da anni che senza un azzeramento della casta politica non si può dirottare dal vicolo cieco di cui ormai s'intravede il termine. Quindi non basta uscire dall'euro dei banchieri transnazionali, bisogna uscire dal matrix del "Washington consensus", dalla moneta-debito unica, dallo stato-mafioso con tutti i suoi segreti, dalla logica della competititività su qualunque fronte a prescindere, a prescindere da che cosa poi? Dall'umanità stessa di cui siamo portatori? Gli anni delle politiche sbagliate sono ben più di 50, ma qui il riferimento è chiaro e limitato agli aspetti puramente economici. Però quando urge una rivoluzione, la si fa a 360 gradi, se no non ha senso.

    1. ROE 16 luglio 2011

      Chi pagherebbe di più il default? Chi ha "anche" titoli pubblici (ma anche tanto alto) o chi ha solo quelli? La responsabilità che dovrebbe prendersi, anzi il coraggio che dovbbe avere, il 90% degli italiani è la ridistribuzione della ricchezza. Il debito pubblico sarà di 2000 miliardi a maggio 2012. Questo debito deriva in massima parte da evasione fiscale, reddito finanziario, attività illecite e soprattutto da sfruttamento del lavoro. La ricchezza privata degli italiani è di circa 9000 miliardi, di cui solo un decimo investita in mezzi di produzione. Il 45%, cioè circa 4000 miliardi, è detenuto dal 10% della popolazione: circa 2000 miliardi dal 2% e circa 2000 miliardi dall'8%. Se, mediamente, al 2% che detiene 2000 miliardi venisse prelevato il 30% (600 miliardi) ed all'8% che detiene altri 2000 miliardi venisse prelevato il 20% (400 miliardi), si avrebbero mille miliardi con i quali si dimezzerebbe il debito pubblico. Il resto sono solo chiacchiere.

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