DI MASSIMO FINI
Il Gazzettino
Dai e ridai un gruppo di docenti e di studenti che si professano laici è riuscito a costringere Benedetto XVI, invitato dal Rettore, a rinunciare ad inaugurare, con una sua prolusione, l'anno accademico alla Sapienza di Roma. Non mi interessa qui sottolineare - perchè è stato fatto da altri e sul nostro giornale da Edoardo Pittalis - la contraddizione di chi si dice laico e tollerante e poi vuole impedire di parlare a una persona, non importa se autorevole o meno, perchè ritenuta intollerante, mettendosi così sul suo stesso piano. Infatti una delle contestazioni mosse a Benedetto XVI da una parte, la più colta, di coloro che non lo hanno voluto alla Sapienza è che Ratzinger, una quindicina di anni fa, quando era ancora cardinale, si pronunciò contro Galileo e a favore del Grande Inquisitore, il cardinal Bellarmino, posizione in seguito molto anacquata dallo stesso Ratzinger e sconfessata da Papa Woytjla che sulla questione recitò il 'mea culpa'.
Ciò che mi interessa, uscendo dalla diatriba sulle reciproche intolleranze attuali, è chiarire perchè, a conti fatti, guardando quella vicenda in prospettiva storica e in senso più profondo, oggi si può dire che Bellarmino ha avuto ragione e Galileo torto e perchè anche un non cattolico, non cristiano, non religioso quale io sono, sta, pur costandomi la cosa un certo sforzo, col primo contro il secondo.Va da sè che dal punto di vista scientifico Galileo Galilei, uno dei più grandi geni espressi dall'umanità, in campo astronomico, matematico e tecnologico, ha tutte le ragioni dalla sua. Del resto anche Bellarmino, uomo di grande cultura, sapeva benissimo che non era il Sole a girare intorno alla Terra, ma il contrario, come lo sapeva la maggioranza delle elites intellettuali dell'epoca perchè la cosa era nota fin dai tempi di Pitagora e Filolao. E Copernico, un secolo prima, aveva aggiunto nuovi argomenti a questa ipotesi. Galileo - questa era la novità - con le sue ricerche astronomiche ne aveva 'dimostrato' la validità. Bellarmino non chiedeva a Galileo di sospendere i suoi studi, le sue ricerche, i suoi esperimenti e nemmeno di non divulgarli (anche se lo consigliava di pubblicarli in latino e non in italiano, lingua del volgo, perchè il rovesciamento delle collaudate certezze del sistema tolemaico-aristotelico su cui la gente viveva da più di un millennio l'avrebbe mandata in tilt - e lo smarrimento popolare di fronte alla rivoluzione copernicana e galilei ana è testimoniata da una bellissima poesia di John Donne, 'Anatomy of the World'), ma di formulare le sue teorie come 'ipotesi e non come 'certezze'. Scrive infatti Bellarmino: "Benissimo detto e non ha pericolo nessuno affermare che, 'supposto' che la Terra si muova e il Sole stia fermo, si 'salvano le apparenze' meglio che con il sistema tradizionale, ma affermare che 'realmente' il Sole stia al centro del mondo e la Terra si muova è cosa pericolosa non solo d'irritar tutti i filosofi e theologi scolastici ma anche di nuocere alla Santa Fede col rendere false le Scritture Sante" (Galileo, 'Le opere', Barbera, 1890-1909, p. 171).
In realtà la preoccupazione che muove Bellarmino non è tanto il possibile contrasto con le Sacre Scritture, è ben più profondo. Una conoscenza matematica basata sulle strutture oggettive del mondo eguaglia infatti quella divina (Nel 'Dialogo sui massimi sistemi' Galileo sosterrà proprio questo e sarà ciò che lo perderà). E un uomo che si sente uguale a Dio finisce fatalmente per sostituirlo e per perdere ogni senso del limite. Quel senso del limite che l'uomo greco, per intuizione e sapienza, aveva introiettato naturalmente (molti miti greci parlano il linguaggio del limite, contro l'ubris' il delirio di onnipotenza umano), la Chiesa lo aveva recuperato autoritariamente , attraverso il mito di Dio. E un uomo senza il senso del limite, pensa Bellarmino, diventa pericoloso a se stesso, come si è puntualmente verificato e come oggi cominciano a temere anche molti non credenti, se non altro da quando la Scienza tecnologicamente applicata ha preso a mettere le mani sulla genetica e sulle origini stesse della Vita. Ecco perchè Galileo, pur avendo ragione, ha torto e Bellarmino, pur avendo torto, ha ragione.
Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su "Il gazzettino" il 18/01/2008
Grossi 20 gennaio 2008
Mentre la gente fa fatica a campare e soffre nello stare al mondo, siamo ancora qui a pensare a Galilei.
Quando conobbi mia moglie litigammo per Galilei, io cristiano di serie Z sostenevo la porcheria contro Galelei, mia moglie mi fece notare che non era proprio così, nel tempo mi resi conto che aveva ragione, e questo mise fine a tutte le michiate che avevo letto e sentito sostenere dai professori laureati all'accademia della settimana egnigmistica (grande e lodevole accademia comunque).
La verità è che gli ignoranti si arrabattano con le miserie della vita come possono per sentirsi al di sopra della vita stessa, ma i miseri rimangono miseri nelle loro povere diatribe, e dopo tutti questi anni sono qui a menarsela come bambocci immaturi.
La polemica ben fatta, serve a dimostrare che sei un "grande e colto", ma quanto tutto diventa retorica della contraddizione, anche un misero come me che non è diventato colto si rende conto di avere imparato qualcosa.
Oggi so riconoscere la miseria, quella economica e quella dell'anima, in cui sono campioni il cosidetti laici della Sapienza, che tanto parlano del fascismo ma sono per primi fascisti, infatti se rigirati opportunamente con un pò di frustate quei ragazzi e quei professori sabbero ottimi balilla e Hitleriani, non c'è nulla di nobile in loro ma solo fottuta desertica miseria dell'anima.
Sono dei deboli, e hanno fatto una figura da cagnacci che li immiserisce, i poveri cristi rimangono poveri anche quando vogliono farsi portabandiera di chissà quale laicità, anche le galline dei pollai italiani hanno riso.
Miseria chiama miseria.
Rimango comunque della mia idea, le cose cambieranno in modo inaspettato e radicale nel prossimo futuro, ci sono troppe cose che stanno convergendo in maniera radicale per shakerare un pò la storia, il mondo e il vostro futuro, il vento cambierà e io sono già pronto.