PERCHE' BEPPE GRILLO HA OFFERTO UNA GRANDE PROVA DI DEMOCRAZIA DIRETTA

PERCHE' BEPPE GRILLO HA OFFERTO UNA GRANDE PROVA DI DEMOCRAZIA DIRETTA

DI PASQUINO

commentandolestelle.blogspot.it

La campagna elettorale di Beppe Grillo per il Movimento 5 Stelle è sempre stata volutamente provocatoria, ma ieri, in occasione della veglia per consegna dei simboli della lista elettorale al Viminale, i giornali e le tv hanno riportato una sua affermazione che ha suscitato e sta suscitando uno scalpore senza precedenti e allarme tra le fila dei suoi sostenitori.



Dai giornali più vicini al M5S (Il Fatto Quotidiano titola: Grillo: “Apertura a Casapound? Perché no, se hanno le nostre idee”) a quelli che lo combattono (La Repubblica, in prima pagina: http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/grillo-ai-fascisti-di-casapound-se-volete-benvenuti-nel-m5s/115884/114288 Grillo ai fascisti di Casapound: ''Se volete benvenuti nel M5S'') è tutto uno scandalizzarsi, un piovere di critiche e di facce stupefatte.
Il problema con i giornali, ma in generale con i cittadini del nostro paese, è che purtroppo in Italia manca completamente una cultura della Democrazia Diretta. L'ignoranza in questo campo è così profonda che non se ne può neanche parlare senza vedere i propri interlocutori sbarrare gli occhi o restare basiti, fraintendendone i principi e interpretandoli in un quadro concettuale completamente errato, vittime della loro scarsa conoscenza del soggetto e dell'ormai scontata necessità di riferirsi a questa o quella ideologia preconfezionata, senza minimamente considerare che queste sono posizioni che hanno valore solo all'interno del contesto della democrazia rappresentativa, ignorando che vi siano altri sistemi di riferimento concettuali dove questi non hanno più alcun significato.



Beppe Grillo non ha fatto alcuna apertura nei confronti di CasaPound come "partito" o "movimento politico", semplicemente perché un movimento di Democrazia Diretta non può fare aperture o alleanze e non ha senso farle.



Quella di Beppe Grillo è stata la semplice constatazione del fatto che l'iscrizione al Movimento 5 Stelle è aperta a tutti, QUALI CHE SIANO LE LORO IDEOLOGIE POLITICHE, perché nessuno all'iscrizione controlla il credo politico di chi vuole unirsi al Movimento 5 Stelle.



Tutti possono andare sul sito e http://www.beppegrillo.it/movimento/iscriviti.php> iscriversi liberamente.



In secondo luogo quella di Beppe Grillo è la semplice affermazione del principio della Democrazia Diretta, ovvero tutti i cittadini sono liberi di avere le loro idee e votare di conseguenza, ma Uno vale Uno. La democrazia diretta non è politica, ma è meta-politica. Significa eliminare l'oligarchia e la partitocrazia e restituire la sovranità direttamente ai cittadini. Non entra e non deve entrare mai nel merito di cosa un cittadino poi vota.



Se uno appartiene a CasaPound, e vuole votare M5S, ben venga, le sue idee saranno discusse e votate liberamente al pari di quelle di tutti gli altri, senza filtri o preconcetti, e se otterranno la maggioranza vinceranno.

Ma il solo fatto di farlo, cioè di iscriversi al M5S, implica l'accettazione di valori di Democrazia Diretta, e cioè in aperto contrasto con quelli antidemocratici del fascismo. E quindi se un cittadino che prima votava destra e faceva parte di CasaPound decide di passare al Movimento 5 Stelle, sta accettando di non imporre più le proprie idee con la forza secondo la dottrina fascista, ma di aprirsi al confronto democratico, discutendole e votandole online nel http://commentandolestelle.blogspot.it/2012/12/proposta-per-un-parlamento-elettronico.html> Parlamento Elettronico del Movimento 5 Stelle.



Inoltre questo è proprio il fine dichiarato di Grillo: riportare al dialogo democratico quei cittadini che, indignati dal livello di corruzione raggiunto dai politici, si sono rivolti alla destra estrema ed hanno interrotto il confronto democratico per sposare un'ideologia che vede non nel dialogo ma nell'imposizione dall'alto la soluzione ai problemi.



Grillo sta da tempo invitando quei cittadini a ritrovare fiducia nella forza dell'intelligenza e del dialogo democratico invece che in quella del bastone, dimostrandogli con i fatti che ogni cittadino può proporre e sostenere le proprie idee con metodi pacifici e democratici e vederle realizzate, senza doverle imporre con la forza. Che le barriere all'affermazione delle idee e dei bisogni dei cittadini possono venire superate facilmente attraverso metodi democratici, pacifici e usando il cervello, il dialogo e la rete, senza dover ricorrere all'imposizione di queste con la forza. Che la formula della destra estrema e di CasaPound in realtà costituisce una sconfitta dell'intelligenza umana e della sua capacità di convivere con gli altri per costruire una società civile. E' un invito alla democrazia e alla discussione per far valere democraticamente le proprie idee ma anche quelle degli altri se si rivelano migliori.



Su questo tema Grillo sta mandando da tempo dei messaggi molto chiari allo "stato" e ai poteri forti che gli si oppongono, dicendogli che è sbagliato ostacolare il movimento 5 stelle in quanto, se non ci fosse tale alternativa a dare speranza ad una soluzione non violenta al problema della corruzione dello stato, si formerebbero immediatamente in Italia movimenti estremisti di destra, come il citato Alba Dorata in Grecia, con scopi che sono antidemocratici e dichiaratamente fascisti, che davvero costituirebbero un grave pericolo per la democrazia in Italia, perché una volta radicati sarebbe poi difficilissimo recuperarli e riportarli al dialogo democratico.





Ovviamente questo messaggio di Grillo non appare per nulla chiaro a chi non comprende i principi della Democrazia Diretta, a chi non ha la cultura necessaria per uscire dall'attuale contesto storico in cui, per colpa dei media ma anche della cultura non di massa, la Democrazia Rappresentativa costituisce l'unico orizzonte culturale, divenendo in tal modo uno svilimento di quei principi della democrazia vera che sono stati per la prima volta messi in pratica nell'Atene di Solone e di Pericle.



Come spiegare a chi non ha conosciuto che una politica show, un agone politico dove le posizioni che si fronteggiavano non sono le idee ma le bandiere dei partiti, una competizione dove i voti sono più vicini a tifi da stadio che a decisioni ponderate sui pro e i contro di una certa proposta di legge?



Come spiegare che in Democrazia Diretta improvvisamente i partiti e le bandiere politiche e ideologiche della democrazia rappresentativa perdono di significato, e che finalmente si vota per le idee e solo per le idee, invece che per le persone. Che la discussione politica diviene finalizzata a trovare il compromesso tra le proposte concrete e le soluzioni ai problemi, e non tra i partiti o gli schieramenti. Che il fine non è più battere l'avversario, ma collaborare con l'altro per trovare idee migliori, per riuscire con l'intelligenza ed il dialogo a soddisfare gli interessi di entrambi e quindi della maggioranza dei cittadini con cui dobbiamo convivere civilmente.



Il dialogo sulle idee, e non la denigrazione e l'insulto alle persone o alle bandiere, sono quindi i principi della Democrazia Diretta che Beppe Grillo ha sposato e difende, e quindi in quest'ottica le sue parole divengono quasi scontate: è ovvio che la porta è aperta anche a CasaPound, perché è aperta a tutti. In Democrazia Diretta non si ragiona più su un piano schismogenetico, calcistico, competitivo, in cui o si è con noi o contro di noi, in cui una squadra se si allea con un altra squadra allora diventa nostra nemica.



Perché non ci sono più squadre, non ci sono più partiti e non ci sono più ideologie. In Democrazia Diretta non si guarda a CHI propone un idea, ma all'IDEA. Se un idea è buona, la si vota, se non è buona si propone un'idea alternativa.


Ecco perché quando Beppe Grillo ha ascoltato le idee del rappresentante di CasaPound lo ha invitato a portarle nel M5S, dicendogli "Avete idee condivisibili, alcune più, alcune meno. Ma non vedo problemi a farvi entrare". In questa frase c'è tutta la grandezza della Democrazia Diretta, perché significa: Io non condivido alcune vostre idee, ma combatterò sempre per avere un sistema politico in cui tutti i cittadini, incluso te, possano esprimerle direttamente in modo che se considerate valide la maggioranza possa approvarle.



Non si combatte l'ideologia fascista ghettizzandola, perché così la si rende solo più radicata nelle sue convinzioni antidemocratiche. La si combatte mostrando che c'è un'altra via più intelligente, la Democrazia Diretta, per difendere le proprie idee e le proprie posizioni all'interno della collettività.



I membri del M5S che hanno capito i principi della Democrazia Diretta sono molti (anche se molta strada bisogna fare ancora per diffonderla e spiegarla), e a loro non stupisce minimamente che Beppe Grillo dica queste cose ai membri di CasaPound, e contemporaneamente sostenga la candidaturaa presidente della Regione Lazio un giovane proveniente dalle file di Rifondazione Comunista come http://commentandolestelle.blogspot.it/2013/01/intervista-davide-barillari-un-pioniere.html> Davide Barillari, o faccia aprire le feste a 5 stelle all'Arcigay.

Non si stupiscono perché gli orientamenti politici di questo o quel partito non lo interessano, perché il problema che il M5S si propone di risolvere è a monte: quello di riformare il sistema dello stato ed introdurre la Democrazia Diretta, eliminando la corruzione che inevitabilmente si produce nella Democrazia Rappresentativa, accentratrice del potere nelle mani di pochi e quindi oligarchica per la sua stessa natura.



Accusare Grillo di essere "di estrema destra" non ha senso in quanto Grillo è oggi il portabandiera della Democrazia Diretta, cioé una concezione della politica agnostica nei confronti di qualsiasi orientamento politico in quanto è una ideologia meta-politica, cioè è una idea politica su come si debba poi fare politica, e quindi per definizione non può discriminare in base al credo politico dell'individuo ma solo in base al rispetto delle regole della discussione politica e del ruolo degli eletti come servizio di intermediazione trasparente e fedele tra il cittadino e lo stato.



La riprova di questo è proprio nel fatto che Grillo non ha mai mandato o manderà mai via qualcuno dal movimento per le sue idee politiche, per quanto bizzarre o radicali, ma ha mandato via e manderà sempre via chi invece viola le suddette regole funzionali alla politica previste dalla Democrazia Diretta.



Favia o la Salsi non sono stati mandati via perché dissentivano sulle idee del programma e su proposte o idee, ma per il fatto di aver violato le regole fondamentali del Movimento, perché i due eletti in questione della funzione di portavoce trasparente e temporaneo che gli era stata affidata, per massimo due mandati, volevano farne nuovamente il ruolo di "politico", di qualcuno cioè che pretende di decidere per conto e AL POSTO dei cittadini, erigendosi a duce e guida, e producendosi in protagonismi e personalismi incompatibili con i principi della Democrazia Diretta e del M5S.



E' proprio questo meccanismo della Democrazia Diretta che si offre come antidoto ad ogni fascismo, in quanto in antitesi alla figura di duce autoritario l'eletto per regolamento è solo un funzionario senza potere decisionale che ha il compito di svolgere con responsabilità il suo compito di portavoce dei cittadini per il suo breve mandato e poi va via. Non mette radici, non resta li per meriti politici che non può e non deve avere, ma esegue un compito con onestà, il compito di riportare fedelmente la voce dei cittadini, garantendo ai cittadini che la volontà popolare non sarà più ignorata o ingannata, bensì rispettata, registrata ed espressa fedelmente nel processo decisionale democratico senza che nessun cittadino abbia un peso maggiore dell'altro.


La Democrazia Diretta ha avuto molti critici nel corso della storia, il primo dei quali fu Platone. Il filosofo criticava il fatto che lasciare il potere decisionale ai cittadini significava creare un governo degli ignoranti, facilmente manipolabili dai demagoghi e dai populisti, e proponeva invece un governo sorretto da un "re filosofo" o da una casta di filosofi come lui, gli unici a suo parere in grado di guidare il popolo, incapace di governarsi da se. Se questo poteva essere vero duemila anni fa, in un epoca dove l'educazione era un lusso riservato solo ai ricchi ed il 99% della popolazione era analfabeta, e dove la cultura era così costosa e faticosa che solo pochi asceti amanti della conoscenza avevano il tempo e la pazienza di studiare, oggi invece non è più vero.

Oggi con la scuola, le università e internet, la cultura è accessibile a tutti e ogni libro mai scritto ed ogni informazione mai registrata è a portata di click. Con una scuola funzionante (non è il caso italiano, ma questa è un'altra storia) ogni cittadino sarebbe sufficientemente educato da poter distinguere tra la demagogia dei mezzi di propaganda e i dati verificabili, e sarebbe quindi in grado di svolgere il ruolo di cittadino attivo e partecipe delle decisioni collettive dello stato. Solone e gli Ateniesi avevano visto lungo, erano solo stati troppo in anticipo sui tempi. Invece la formula dei "re filosofi" di Platone si è rivelata una utopia, in quanto la storia ha dimostrato che anche gli uomini di maggiore cultura e gli idealisti più puri una volta arrivati al potere si sono tutti lasciati corrompere dall'ebbrezza del comando.



Certamente dal punto di vista della comunicazione politica i titoli dei giornali di oggi potranno far perdere a Grillo il sostegno dei molti che non riusciranno a capire tutto questo. Ma gli farà sicuramente guadagnare la fiducia di quelli che sanno riconoscere l'importanza di difendere il più grande progresso culturale, tecnologico e politico che l'umanità ha mai avuto occasione di raggiungere: la Democrazia Diretta.


Fonte: http://commentandolestelle.blogspot.it

Link: http://commentandolestelle.blogspot.it/2013/01/perche-beppe-grillo-ha-offerto-una.html

11.01.2013

Commenti (34)

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Nascondi area commenti 14 caricati
    1. Ercole 12 gennaio 2013

      vuoi dire che anche loro ambiscono a farci "il culo".......

    1. eresiarca 12 gennaio 2013

      Mi sa tanto che il 5S è per i matrimoni gay ecc. Andiamo bene!

    1. bysantium 12 gennaio 2013

      Posto che voterò 5stelle perchè spero che serva a ribaltare il tavolo e poi si vedrà, faccio notare che la democrazia diretta mi andrebbe molto bene soltanto nel quadro di una Costituzione che preveda dei valori irrinunciabili.

      Non vorrei che domani una maggioranza di imbecilli votasse la mia soppressione perchè il mio sopraggiunto Parkinson le costasse troppo.

      Già...i temi etici, quelli che non ci sono nel programma 5stelle.

    1. yago 12 gennaio 2013

      Nessuna forma di colonialismo, o ancor peggio di imperialismo, sarebbe possibile senza la complicità "trasversale" delle elites locali"

    1. nuvolenelcielo 12 gennaio 2013

      il M5S è l'unico movimento di ROTTURA. Prima di creare bisogna distruggere, questa è una legge della natura. Poco importa quanto siano intelligenti o cretini o controllati o liberi quelli del M5S... tutti questi discorsi sono inutili e fuorvianti, il M5S ha degli uomini nuovi e delle proposte di rottura e nella direzione giusta, come la democrazia diretta, una banca centrale nazionalizzata, il reddito di cittadinanza ecc... L'atteggiamento verso Casa Pound è esemplare, giudizi sulle idee e non pregiudizi ideologici. Il M5S in parlamento può essere una variabile impazzita in grado di sabotare il sistema. C'è una possibilità X reale che questo accada, mentre con gli altri partiti questa possibilità è zero... Fate un po' voi i vostri calcoli statistici, ma non serve una calcolatrice... per capire che X > 0. (Purtroppo quelli troppo innamorati della complessità saranno in grado di sbagliare anche questo calcolo elementare).

    1. mincuo 12 gennaio 2013

      Non sono tanto le ideologie. Sono gli stessi termini purtroppo che non corrispondono a realtà. E non c'è niente da fare. Danno colpa al liberismo, ma non esiste, è monopolismo da sempre. Uno può esere contarrio al liberismo, è legittimo, ma il liberismo è in estrema sintesi il mercato, la concorrenza. E' l'antitesi del monopolio, dell'oligopolio. E invece l'80% del PIL mondiale è fatto da cartelli monopolistici, una cinquantina, riducendo. Cosa c'entra col liberismo? Ma non c'è nulla da fare è inculcata come una religione, un dogma.

      Come ricetta alternativa molti abbracciano il socialismo, ma non esiste, è esistito il socialismo reale, che è monopolismo, Capitalismo di Stato. E aha costruito oligarchie, ereditarie alcune perfino.

      Liberismo e socialismo sono due buone ideologie, pure similari in molte cose, (ooohhh!!!) ma non corrispondono alle applicazioni, o meglio c'è un'applicazione pratica unica che è l'oligarchia. E' questo l'imbroglio, voto pensando di fare una cosa e ne avrai però un'altra sia in un caso che l'altro.. E quella campa sempre benissimo perchè ti dà due false scelte, ma lei rimane sempre la stessa, pur con varie sfumature.

      Quindi uno si riferisce a dei simulacri ma poi quelli

    1. tersite 12 gennaio 2013

      Quanta tragica realtà in queste righe sincere!

    1. newton 12 gennaio 2013

      Quando parli di base inesistente intendi come quella con cui tu sostieni questa tua opinione?

    1. Georgejefferson 12 gennaio 2013

      Le ideologie sono morte...(che vuol dire poi?nulla,come dire le idee sono morte,ma vabbe',basta il "concetto"),tutto bene per le cose secondarie,per le "primarie"...sono troppo grandi,la gente non capisce(vero,anche io)quindi se te ne occupi sei "ideologista"portatore di principi morti "vetero novecenteschi".Intanto "esse vivono",e qualcuno se ne occupa per forza,altrimenti non saremmo nemmeno qua a scrivere.Amen

    1. RicBo 12 gennaio 2013

      Come costruire un articolo su una base inesistente, cioè che Grillo sarebbe portatore sano di Democrazia Diretta. A parole, forse, ma nei fatti e nei metodi mi sembra esattamente l'opposto. Di sicuro nel suo movimento ci sono persone degne ed in buona fede, che ci credono davvero (io ne ho conosciuti) ma secondo me ha ragione Barnard quando dice: "sveglia, siete manipolati !", giusto per evitare risvegli troppo bruschi

    1. robotcoppola 12 gennaio 2013

      Finalmente un articolo DEGNO di essere letto!!!!



      Consiglio a tutti i RELIGIOSI/FONDAMENTALISTI che sposano teorie e soluzioni di dettaglio, poste A VALLE e che NON hanno alcuna possibilità di essere discusse e men che meno prese in considerazione dalle OLIGARCHIE CRIMINALI al potere, di leggersi con attenzione l'articolo e di prendersi un po di tempo per rifletterci ;)

    1. yago 12 gennaio 2013

      La dimostrazione lampante è che Berlusconi propone ricette Keynesiane e Bersani sembra essere uscito dalla scuola di Von Mises.
      In tutto questo stupidario ancora ci sono tifosi che non si accorgono di essere solo degli utili idioti.

    1. Firenze137 12 gennaio 2013

      La politica è solo un Gigantesco Comitato d'Affari. Eccovi pure l'acronimo : G.C.A.

      La destra la sinistra e il centro sono dei sotto-raggruppamenti del GCA . Le ideologie di una volta sono state sostituite da precise direttive di tipo economico-finanziario-lobbistico. Il mondo in generale è diventato una una sconfinata ragnatela interconnessioni di "interessi". per capire le logiche delle decisioni - che in TV ci ripetono e ci vogliono far credere fino alla noia che sono "politiche" - basta seguire il flusso dei soldi e chi ci guadagna chi.

      Mi fanno ridere quelli che ancora "tifano" per la destra o per la sinistra. Tifereste per un consiglio di amministrazione ?

    1. Tao 12 gennaio 2013

      La distinzione fra Destra e Sinistra, fra le quali se ne sta il Centro politico, origina dallo schierarsi in senso fisico dei delegati nell’Assemblea Nazionale Costituente francese, nata ufficialmente il 9 luglio 1789 dagli Stati Generali, qualche giorno prima della presa della Bastiglia. Aristocrazia (secondo stato) e Clero (primo stato), per la classe alta, a destra, Terzo Stato a sinistra. E se i rappresentanti delle classi si fossero schierati diversamente? Si sarebbero invertite le parti, perché oggi la destra sarebbe la sinistra e la sinistra la destra, e uno come Robespierre lo dovremmo considerare “di destra”. Ma il centro se ne starebbe pur sempre nel mezzo.


      Destra Sinistra e Centro si affrontano ancora una volta nella campagna elettorale italiana.


      Bene! Anzi, male! O meglio, malissimo!


      L’apparato mediatico al servizio di questo capitalismo fa credere che Monti è di Centro (aporeticamente cattolico e neoliberale nello stesso tempo), Bersani è di Sinistra (o di centro-sinistra, secondo le specifiche esigenze elettorali e gli apparentamenti) e Berlusconi è di Destra (o di centro-destra, autodefinendosi il cav un moderato e un liberale).
      E’ tutto falso. Non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo, se non fosse che gli idioti manipolati abbondano, e predomina un tipo umano ammaestrato che ha smarrito (per sempre?) la coscienza politica e sociale.


      Fuorviati dalla propaganda sistemica, abbagliati e depistati dai media, condizionati e orientati dai sondaggi, gli elettori – cioè quelle masse impoverite, drammaticamente reali, che diventano per l’occasione corpo elettorale, nella necessità di delegare ancora una volta il potere al Sovrano – in assoluta maggioranza credono che queste entità fantasmatiche esistono veramente, rappresentando alternative concrete ciascuna alle altre contrapposta sulla scena politica.


      Perciò, Monti è di Centro, anche se lui stesso si vende come (fervente?) cristiano di matrice cattolica e (neo)liberale nello stesso tempo, cacciando chi dovrebbe valutarlo per dargli il voto in una strada senza uscita, che poi è quella dell’aporia. Bersani è di Sinistra perché nella brutta copia dell’agenda politica euromontiana, da lui agitata in campagna elettorale, ci sono tracce appena percettibili di laburismo. Berlusconi è di Destra e per di più populista, pur autodefinendosi moderato e democratico liberale, anche se finora si è ben guardato dal contrastare efficacemente le imposizioni programmatiche dell’unione europoide e i voleri della classe dominante globale, della quale non fa parte. Ma per gli imbecilli che parteciperanno alla sceneggiata prossima ventura come tifosi sui campi di calcio –gran ludo e rito, di un sistema apparentemente solidissimo, che si confonde con la calciomania – Monti è il Centro (nell’aporia cristiano-neoliberista che lo contraddistingue), Bersani è la Sinistra (per le tracce appena percettibili di laburismo postmarxista) e Berlusconi è la Destra (con l’aggravante di un certo populismo antidemocratico).


      La contrapposizione simulata diventerà convincente, per i tantissimi idios che non potranno non cadere nella trappola, e lo Spettacolo della tenzone fra le tre grandi fazioni, evocate in occasione della chiamata alle urne, sarà così assicurato ancora una volta.


      Peccato che la politica italiana è decisa altrove, fuori da questo paese, e chi vincerà il prossimo appuntamento elettorale sarà il mero esecutore di politiche economiche, sociali e finanziarie nate da una sola matrice: quella sopranazionale europoide e globalista.


      Il corpo elettorale idiotizzato terrà finalmente conto di questo piccolissimo particolare che sposta completamente l’angolo visuale e rivela l’inganno, riuscirà a vedere oltre lo schermo che trasmette lo Spettacolo, dopo anni e anni di miopia quasi assoluta?


      Sicuramente no, perché ciò che si fa prevalere in tali circostanze, assorbendo la totale attenzione degli elettori, è il rituale scontro senza effettività politica e sociale, senza riflesso alcuno sui programmi effettivamente applicati, fra Destra Sinistra e Centro. Le tre entità fantasmatiche, suscitate come spiriti depistanti otto-novecenteschi in campagna elettorale, si materializzeranno esclusivamente in funzione del rito elettoralistico, diventando sempre più reciprocamente conflittuali man mano che si avvicinerà l’appuntamento delle urne.


      Quando il rituale si esaurirà, a urne aperte e schede contate, i fantasmi di legittimazione politica otto-novecenteschi Destra Sinistra e Centro inizieranno improvvisamente a dissolversi, cesseranno le rivalità esasperate dalla campagna elettorale e si formerà un governo sottomesso ai poteri esterni, come e più dei precedenti Monti I, Berlusconi IV e Prodi II. Un esecutivo fantoccio espressione di quella Dittatura Indiretta Sopranazionale della Classe Globale che è la vera sostanza politica e l’esito della democrazia liberale.
      A poco serve che Monti, davanti all’incauta richiesta del pd bersaniano di una futura collaborazione dopo il voto, dichiari che parlare oggi di alleanze (in pieno Spettacolo elettorale) è prematuro. Questa collaborazione fra parti fintamente contrapposte ci sarà, se lo richiederanno le circostanze, a urne aperte e seggi assegnati, per continuare nell’applicazione pedissequa dell’agenda euromontiana. Monti non sta togliendo le castagne dal fuoco a Berlusconi, con l’appoggio alla candidatura di Albertini in Lombardia, come sembra sospettare Bersani, il quale si scopre fino al punto di ammettere che nel dopo elezioni chiederà la collaborazione di Monti e dei centristi, accampando la scusa dell’apertura di un dialogo con le forze moderate. Monti sta interpretando la sua parte di capo del Centro abbastanza bene, respingendo le premature avances di Bersani e cercando di limitarne i quozienti elettorali, perché così mostra al suo pubblico che corre per vincere, fingendo che la corsa non è truccata e il suo esito non è predeterminato. Bersani, invece, rivela di essere un po’ imprudente, tendendo la mano a Monti e al Centro anzitempo. Rischia così di perdere i voti di coloro i quali credono che lui, con la Sinistra, rappresenti una concreta alternativa a Monti e al suo Centro. E sì che la Sinistra è maestra, non da ieri, nell’ingannare le masse, predicando talora in senso laburista (ma con molta moderazione) per poi appoggiare senza riserve o addirittura eseguire in prima persona i massacri sociali neoliberisti!


      In questa campagna elettorale c’è però qualcosa che sfugge un pochino al controllo elitista-finanziario, solitamente ferreo, introducendo qualche elemento di incertezza, potenzialmente destabilizzante, nello Spettacolo.


      Il primo elemento è Berlusconi stesso, già citato come capo della Destra. Berlusconi potrebbe esagerare con il populismo, rischiando involontariamente di rompere certi tabù come l’appartenenza all’unione, l’eterna permanenza nell’euro, la concordia forzata fra i popoli e i governi europei, con particolare riguardo per i rapporti con la Germania. In che circostanze lo farà? Soltanto in circostanze per lui e per il suo patrimonio totalmente sfavorevoli, o se attaccato con decisione e minacciato nei suoi interessi vitali e patrimoniali dai Signori della mondializzazione finanziaria. Sicuramente questa ipotesi non è troppo probabile, ma se si verificherà potrà dare una grossa mano alla destabilizzazione sistemica, e non certo alla stabilizzazione del potere vigente, aprendo nuovi scenari almeno per l’Italia (uscita dall’euro?).


      Il secondo elemento è Grillo, che si muove con le sue liste al di fuori dell’usuale schema Destra Sinistra e Centro. Grillo, fin qui non citato perché non rientra nel copione che solitamente anima lo Spettacolo elettorale, molto difficilmente potrà conseguire quozienti tali da consentirgli di governare. Anzi, forse si piazzerà non al secondo, non al terzo, ma soltanto al quarto posto, subito dopo il Centro di Monti. In tal caso la sua opposizione parlamentare conterà ben poco, e il suo movimento rischierà in tempi brevi di finire stritolato negli ingranaggi del sistema.


      Infine, quale sarà l’esito più probabile delle prossime politiche, alla fine dello Spettacolo elettorale, a meno di clamorosi imprevisti?


      Per quanto si può ipotizzare al momento attuale, la Sinistra, al primo posto per voti e seggi, cercherà la collaborazione di un Centro impossibilitato a vincere, perché da sola non riuscirà a conquistare la maggioranza al senato. Berlusconi, con buone probabilità, pur sconfitto riuscirà a impedire una maggioranza troppo ampia della Sinistra (che è quel che desidera anche Monti), minacciando di trasformare in un Vietnam il senato. Così, il Centro interverrà per consentire il governo del paese supportando la Sinistra, dividendo con questa le responsabilità dell’esecutivo. Ciò significherà, nel concreto, la continuazione dell’agenda Monti, proprio come richiesto dalle entità sopranazionali euroglobaliste.


      In fede


      Eugenio Orso, Anatolio Anatoli e Il compagno pollpot

      Fonte: http://pauperclass.myblog.it

      Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2013/01/10/destra-sinistra-e-centro-l-inganno-pseudopolitico-continua-d.html

      10.01.2013

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