PARIGI VAL BENE UNA MESSA, COME L’EURO VAL BENE UNA STRAGE …

PARIGI VAL BENE UNA MESSA, COME L’EURO VAL BENE UNA STRAGE …

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

“Nozze vermiglie”, straziate di sangue, furono quelle di Enrico di Navarra e Margherita di Valois, stuprate dalla strage di San Bartolomeo, quando nella notte tra il 23/24 agosto 1572, ebbe inizio a Parigi quell’eccidio indiscriminato contro gli ugonotti da parte della fazione cattolica che, estesosi poi in altri centri urbani della Francia, provocò la morte di quasi 30.000 persone. L’avvento di una “strategia della tensione” che oltraggia ogni cambiamento epocale di potere. Così è successo il 12 dicembre del 1969 con la strage di Piazza Fontana in Italia, così è avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi con l’assalto alla Redazione di Charlie Hebdo.

Allora il potere della monarchia assoluta mutava veste, allora il re di Francia Enrico IV poneva fine alle guerre di religione ed emetteva il famoso Editto di Nantes, essenziale esempio di tolleranza religiosa. “Parigi val bene una messa”, e dunque nasceva lo stato laico e moderno, affrancandosi dall’obbligo confessionale. Oggi il capitale non ha più bisogno dello stato né della democrazia, itinerante e nomade come sempre, senza percorso fisso che non sia il proprio interesse, camuffa la libertà con la sicurezza, i diritti sociali con quelli estetici, la sacralità della coscienza con la colonizzazione dell’inconscio collettivo.

Il tempo del capitale diventava allora irreversibile, acquisiva l’accumulazione infinita delle conoscenze, il monopolio della vita storica, fino a fare del progresso del lavoro il proprio progresso. E al tempo del lavoro si legava anima e corpo la borghesia, il lavoro iniziava, per la prima volta nella storia, a trasformare le condizioni storiche e a diventare un valore. Diventa ricco e salirai nell’alto dei cieli, diceva Calvino. Nasceva così il capitalismo (Max Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo).

Allora nasceva lo stato laico, unico possibile domicilio per la democrazia, oggi avveniene il contrario, muore lo stato, non più laico, non più sovrano, non più democratico, semplicemente morto. Dissolto come neve al sole, celebra il trionfo della consunzione di sé, con il consenso dei cittadini consumatori /spettatori europei, colonizzati dai video spot della falsa informazione iperrealistica e incapaci di gestire un minimo di giudizio critico nei confronti del reale storico che li attraversa.

Dunque la strage del 7 gennaio 2015 nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, nella quale sono morte ben dodici persone, è l’11 settembre francese, è una evidente “false flag” ed ha come dato reale solo le vittime, anche se ci sono dei dubbi perfino su queste. In una Parigi invasata da un impressionante dispiegamento di mezzi e di uomini (80.000, forse 200.000) per la cattura dei terroristi, le vicende sono oscurate da una serie di incongruenze incredibili, gli attentatori “islamici” (stranamente celatisi dietro a maschere nere) lasciano nella macchina usata armi, passaporti e addirittura una carta d'identità sul sedile, e i media, per giustificarli, dichiarano che forse lo hanno fatto apposta dato che vogliono essere individuati e arrivare al martirio. Ma allora se è così, perché scappare e tentare di sopravvivere fino alla fine?

Che dire poi dei venti interminabili minuti in cui i terroristi rimangono fuori dall'edificio del giornale, dei blocchi di poliziotti superati poi impunemente dagli stessi, e del fatto che non ci fossero elicotteri pronti a inseguirli? Una carenza dei servizi di sicurezza? O “insicurezza interessata” ad arte?

Insomma la situazione è tragica, ma non seria, sostiene anche Julian Assange, che è intervenuto sulla questione, ricordando come i tre terroristi di Parigi fossero dei "ben noti jihadisti" lasciati incontrollati dalla polizia locale, forse perché agivano come "informatori" o forse per "poterli arrestare pochi secondi dopo l'attacco", per ottenere forse maggiore visibilità sui media e più congrui finanziamenti, oppure peggio ancora, la polizia avrebbe potuto decidere di "lasciarli fare", per oscuri (o ben evidenti) motivi. Per di più, Mister Wikileaks aggiunge, i terroristi di Parigi si sono comportati come dei "perfetti imbranati, hanno lasciato documenti sull'auto, si sono coordinati parlandosi al cellulare", insomma "non hanno comunicato tra loro usando crittografia o lasciando messaggi sotto le rocce, ma parlando lungamente al telefono, prima e dopo gli attentati". Accuse pesanti, che in qualche modo lasciano intendere che ci siano state defiance organizzative evidenti e “volute” dagli apparati di sicurezza.

È il segnale manifesto che in Europa è iniziato un clima da anteguerra, che la società europea è ormai posseduta integralmente dalle logiche della sorveglianza, non più imputabili a questo o quel soggetto, ma divenute ormai un dato strutturale. Siamo di fonte ad una variabile impazzita dell’identità stessa della civiltà occidentale, l’età della sorveglianza diventa «liquida, perché è cruciale cogliere i modi in cui essa si infiltra nella linfa vitale della contemporaneità» fino a distruggerla, facendo regredire la persona alla condizione di puro oggetto sul quale si esercitano poteri fondati, in definitiva, sull’imperativo della sicurezza e sulle pretese del mercato (il solito Zygmunt).

Infine l’esito felice della vicenda è stato festeggiato da una grande festa della democrazia e della libertà a Parigi, dove i grandi della terra, tutti insieme appassionatamente, tracimavano nel cordoglio una profonda e ritrovata concordia, stima, rispetto, e amore per il mondo intero. Profumo di viole acerbe aspergevano l’aria della capitale e il cuore si gonfiava di tenerezza. C’erano proprio tutti, da Hollande a Poroshenko, da Lavrov a Cameron, da Angela Merkel a Mariano Rajoy, Abd Allāh II ibn al-Husayn insieme a Rania, passando per il presidente palestinese Abu Mazen, a pochi passi dal premier israeliano, il puro e illibato Benjamin Netanyahu e infine il nostro Renzino, show man declassato per l’occasione, dato il consesso degli dei scesi sulla terra. In seconda fila gli altri oltre 40 capi di Stato e di governo europei e internazionali, e dietro il vuoto d’insignificanza della piazza, divenuta un non-luogo della grottesca virtualità dei falsi slogan. Guarda cosa sono riusciti a combinare i due fratelli algerini Saïd e Chérif Kouachi! Ve lo sareste aspettato?

L’Europa del crimine aveva bisogno di quel bagno di folla festante, che diramasse i simulacri del panico, e riaffermasse il sogno europeo, popoli uniti sotto il cielo di Parigi, desiderosi di ritrovare al più presto quella concordia che la follia omicida delle canaglie jihadiste aveva tentato di soffocare sotto una raffica di mitra. C’era però un grande assente, guarda caso il Front National di Marine Le Pen, che rappresenta circa il 25% dei francesi e che non era stato invitato.
Ma l’assenza era naturalmente giustificata dalle ipotesi sempre più credibili sul non-sense degli eventi e dai sondaggi che danno il Front National in costante aumento di consensi. Che gli europei si stiano svegliando da quello stato comatoso cui decenni di disinformazione mediatica li avevano forzati?

L’euro è il centro della questione, l’arma di distruzione di massa che sta impoverendo gli assetti sociali di questa tragica Europa, che pretende il dissanguarsi delle finanze dello stato sociale a favore delle banche del nord, creditrici in primis dei debiti indotti dal vincolo esterno, che ha aumentato la mortalità infantile in Grecia del 43% e che ha provocato una disoccupazione giovanile in Italia del 44,2%.

Dunque la strage di Parigi è arrivata a tempo e debito, se non ci fosse stata si sarebbe dovuto inventarla ad hoc, perché ricompatta nel cordoglio per le vittime e tramite l’allarmismo del terrore, il fronte eurista, mentre masse di lavoratori perdono il posto di lavoro e mentre si aspetta con ansia anche l’esito delle elezioni in Grecia, che vedono anche lì salire vertiginosamente i consensi per la sinistra di Tsipras. Poco importa che anche quel fronte critico non abbia un programma chiaro di smantellamento degli assetti euristi, perché comunque il dissenso alla moneta/killer in Europa si fa sempre più ampio. E questo allarma ulteriormente le cancellerie neoliberiste.

#JeSuisCharlie, lo slogan grottesco ripetuto in maniera ossesiva per camuffare l’inizio inevitabile di un restringimento delle libertà individuali, dove la “libertà” sta per essere barattata con la “sicurezza”, segnerà l’inizio ufficiale della dittatura europea del terzo millennio, salutato dalla folla parigina e dalle folle dei telespettatori europei, con il più caloroso e commosso degli applausi.

Assisteremo ad una rapida e sorniona estensione del controllo sociale, alimentata da una strategia mediatica della tensione, che praticherà il ben noto allarmismo quotidiano. Maggiore sorveglianza di luoghi pubblici e costruzione di città militarizzate, mentre aumenterà l’autoritarimo delle forze dell’ordine e verranno potenziate leggi speciali. L’Europa ha già imposto all’Italia lo scioglimento dell’arma dei Carabinieri, altro pezzo dello stato in via di estinzione, è scritto sul sito dell’U.N.A.C e sulla Gazzetta Ufficiale, ma nessuno ne parla: ”L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato”. Dunque ci smilitarizzano per poi “militarizzarci” meglio, con l’imposizione dell’ EGF, o Eurogendfor, il corpo militare dell’Unione Europea a carattere sovranazionale, composto di forze di polizia ad ordinamento militare in grado di intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE.

Il nostro futuro dunque ci vedrà asseragliati in cittadelle iperprotette, dotate di zone rosse all'insegna del segregazionismo, dove si sono smantellate le polizie nazionali e statali, sostituite da quelle milizie private formate da contractors super addestrati, i quali, svolgeranno il loro compito in maniera molto professional e offriranno un servizio al top per i loro clienti danarosi. E Israele non a caso è divenuto, secondo la rivista "Forbes", il Paese leader a cui rivolgersi per le tecnologie antiterrorismo, per la presenza di Netanyahu a Parigi, un ulteriore motivo.

Vedremo probabilmente moltiplicarsi ancora questi episodi enigmatici di violenza. In questo clima di anteguerra e di tensioni ci verrà presentato uno scenario artificioso, che prospetterà “lo scontro delle civiltà”, l’Impero occidentale, giudaico-cristiano-protestante, libero, democratico, illuminato, ariano e un’orda di barbari arabo-musulmani che al grido “Allah akbar!” taglierà gole e spargerà morte nelle sacre città occidentali.

Sequel. Vivremo segregati nei quartieri, come nei 12 distretti di “The Hunger Games”, governati e ridotti alla fame da Capitol City. “E mentre il mondo starà a guardare, tifa per i tuoi eroi, piangi quando li uccidono … è orrendo … “ (Gale Hawthorne)

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.01.2015

Commenti (35)

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    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Bravissimo Franco-Traduttore,

      hai colto perfettamente nel segno, il terrorismo è funzionale al progetto imperialista statunitense, è manovrato dagli stessi signori della guerra, lo abbiamo visto l'11 settembre, che è stata la prima eclatante false flag dell'avvento dello "scontro di civiltà", Samuel Huntington insegna,

      e la cui responsabilità è stata falsamente attribuita a Bin Laden, scatenando due guerre, quella in Afghanistan e quella in Iraq, dove Al Qaeda non c'era proprio, e poi lo abbiamo visto anche con l'affermazione dell'Isis, che è una cellula impazzita del terrorismo targato Usa.

      Quindi non ci possono più ingannare, come diceva Machiavelli "historia magistra vitae" per chi la sa leggere, e tu l'hai saputa leggere molto bene.

    1. SanPap 14 gennaio 2015

      etichettatura delle carni
      http://www.les-crises.fr/reprise-les-etiquettes-des-viandes-changent-un-nivellement-par-le-bas/ [www.les-crises.fr]


      proposte di leggi limitanti la libertà (in cambio di sicurezza)
      http://www.les-crises.fr/bien-joue-a-tous-episode-3-c-jacob-libertes-publiques/ [www.les-crises.fr]

      chiedo scusa a chi non conosce il francese; sto affogato con il lavoro, se mi libero li traduco e li pubblico

    1. SanPap 14 gennaio 2015

      Gli US hanno necessità di una UE unita (sotto la bandiera NATO), asservita e debole in funzione anti Russia e Cina ed dell'imposizione del trattato TTIP.

      Basta andare in un'emeroteca ed è facile ritrovare articoli riguardanti la precedente guerra fredda: gli US consideravano l'Europa il campo di battaglia (con utilizzo di bombe ai neutroni; i neutroni uccidono uomini e animali, lasciando praticamente intatte le "cose"; questo tipo di bomba era di gran moda all'epoca) dove arrestare un' ipotetica avanzata russa ed evitare la guerra in casa loro.

      qualche giorno prima il 7/1, in Francia è passata una legge sull'abolizione delle etichettature delle carni; prevede che siano catalogate solo in tre tipi senza l'obbligo di indicarne la provenienza; naturalmente è partito subito un dibattito, ma gli eventi lo hanno sommerso; analogamente si vuole fare con i formaggi; inutile dire che questi provvedimenti sono un prodromo al TTIP e che una volta approvati in una (ex)nazione UE, saranno approvati nelle altre (ex)nazioni dell'UE.



    1. adriano_53 14 gennaio 2015

      per intanto un'apprezzamento per la foto dei coniugi Hollande-Merkel: una coppia da inserire a pieno titolo nelle grandi coppie della storia della follia umana. La grande e grossa Germana col suo tontolone e viagrato Franco.

      A seguire, una riflessione su un'effetto collaterale dei fatti parigini. Se da un lato ha funzionato come lievito per gonfiare la bolsa retorica degli euristi, dall'altra ha fatto saltare i coperchi dalle teste di molti antieuristi. Quel che esce da queste pentole scoperte, il più delle volte, come in questo caso, è immangiabile.

    1. Nauseato 14 gennaio 2015

      È quello che hanno/abbiamo pensato in molti.

      Così, di "puro" e semplice istinto.

      Ed è la ragione per la quale, senza aver al contrario di altri nessuna certezza, abbiamo espresso ripetutamente "perplessità" sulla vicenda.

      Sentendoci dare ripetutamente degli indegni complottisti.

    1. Cataldo 14 gennaio 2015

      L'articolo è ottimo, aggiungo alcune considerazioni

      1) La Francia è entrata definitvamente nell'alveo delle nazioni eterodirette*, la sua classe dirigente ricattabile e ricattata non è in grado nemmeno di impedire al Pagliaccio capo Israeliano di andare a prendere a sputi in faccia una delle principali nazione europee, mettendosi a capo della marcia dei garzoni che abbiamo visto a Parigi ed invitando all'espatrio gli ebrei francesi; aspettiamoci anche tutta una serie di incidenti e suicidi nei ranghi delle amministrazioni e dell'estabilishment che si opporranno a questa deriva finale.

      2) La guerra in corso in Ucraina verrà alimentata e sostenuta con una serie di supporti, interni ed esterni, sia di "assorbimento" dell'opinione pubblica sia con decisioni concrete di ulteriori cessioni di sovranità europee, non solo attentati, quindi, ma anche ricatti economici e destabilizzazione su vasta scala dei contatti residui degli apparati industriali europei con le potenze emergenti**. Non a caso il cioccolataio UScrAino ha subito intensificato i bombardamenti in concomitanza con la sua apparizione alla marcia dei garzoni.

      3) Per coincidenza ieri è stato diffuso un video con due operativi russi giustiziati dai "terroristi", guarda caso, chi mancava alla marcia dei garzoni ? Il linguaggio di morte di questo terrorismo è sempre meno criptico man mano che si dipanano i vari fili spinati della matassa del "caos" con la quale si vuole avvolgere l'eurasia.

      4) Qualche giorno addietro ho visto dalla siria una foto di una "tecnica" dei miliziani antiassad con ancora la scritta pubblicitaria di un idraulico del midwest, eppure ci sono tromboni che parlano di "guerrà di civiltà" e di fondamentalismo islamico, di un califatto che si arricchisce con il petrolio, tutte cazzate sesquipedaliche che non reggono nemmeno ad una analisi terra terra, la Guallara d'Oro di questi tromboni la diamo a G.Ferrara, che se la merita.

      Ci sarebbe tanto altro da dire, per adesso possiamo concludere con la notizia del fermo del comico Dieudonné, non ho ancora avuto modo di controllare se effettivamente è in stato di fermo o se è solo stato "chiamato" a rapporto, ma tutta la vicenda è emblematica della nullità morale e della falsità ideologica della risposta agli attentati messa in campo dalla Francia, mi dispiace per loro e per noi.

      *Con il mafiosello corso, Sarkò, è iniziata una demolizione controllata della politica estera ed interna della Francia, che ora arriva a compimento.
      **Un processo in stato avanzato, ad esempio qualche settimana addietro il capo di Airbus ha in sostanza escluso ogni nuovo serio progetto in campo militare.

    1. Franco-Traduttore 14 gennaio 2015

      In un precedente commento ho espresso dei dubbi su questo attentato, perché proprio non riuscivo a vedere com’è che si posizionasse nel quadro geo-strategico del Medio Oriente. Da qui i miei dubbi … se si tratta di un eccidio fals-flag, fa gli interessi di chi?

      Questo articolo mi chiarisce qualche dubbio. Se ho ben compreso, l’opinione della Spadini è che questo attentato sarà il pretesto attraverso il quale si implementeranno, in Europa, alcune leggi liberticide (tipo il “Patriot Act” statunitense) ma non solo, darà anche l’abbrivio all’effettiva utilizzazione dell’Eurogendfor, manco a dirlo in chiave antipopolare ed in appoggio all’Euro.

      Avevo espresso un altro dubbio, però. Visto che l’autore (la manovalanza) dell’eccidio parigino è Al Qaeda (e non l’ISIS), questa organizzazione è scesa in campo a favore di chi? Ovvero, questa volta chi è che l’ha manovrata?

      A questo dubbio sta rispondendo “il web”, che fa riferimento alle rivelazioni di Gioele Magaldi nel suo “Alla Scoperta delle Ur-Lodges”. Sembrerebbe che Al Qaeda sia scesa in campo, ancora una volta, a supporto delle mire presidenziali dell’ennesimo Bush (da qui l’assenza di Obama alla marcia di Parigi?).

      Chiaro il disegno, la situazione mondiale è così confusa da rendere necessaria la discesa in campo dell’ennesimo “sceriffo”, ovviamente targato Bush (non è il caso di sopravvalutare il senso critico degli statunitensi).

      Questa interpretazione, se veritiera, completerebbe la tesi della Spadini (che è senz’altro quella preponderante). Alla base dell’attentato, in altre parole, ci sarebbe un doppio obiettivo, supportare Bush (ovviamente il mondo che gli sta dietro), ma anche le leggi liberticide e l’élite eurista in Europa.

      Chi potrà mai opporsi? Comincio ad essere pessimista.

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      @borat,

      però purtroppo il problema non è solo dei parigini, ma è di tutta l'Europa, perché gli stati nazionali
      si sono dissolti all'interno di quella piovra sovranazionale che è l'Europa dell'euro/killer,
      e del fantomatico "scontro di civiltà", dunque siamo legati doppio filo allo stesso destino comune,
      sia metropolitani che provinciali.

      L'unica salvezza sarebbe darsela a gambe levate ...

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      clausneghe hai detto bene anche tu,

      questa "sicurezza" dei cecchini sui tetti che difendono il macabro corteo dei potenti della terra,
      per di più avanguardia del vuoto di senso restrostante, non è altro che un miserevole inganno
      della false flag parigina, che darà inizio alla "nuova civiltà europea",

      dove i muri verranno eretti non tanto per difenderci dalle "invasioni straniere" degli investitori,
      avvoltoi e squali che dir si voglia, o dalle masse di disperati che arrivano sui barconi,
      nuova manovalanza diseredata e sfruttata, ma tra i quartieri stessi delle stesse città.

      Il criminale da perseguire dunque d'ora in avanti sarà colui che dissente ...

    1. borat 14 gennaio 2015

      Dunque si tratta proprio di false flag e la prova evidente era l'assenza di personaggi di "alto profilo" da washington ( infatti il maestro - grande vecchio - non si mostra o si mostra solo quando gli scolari hanno fatto i compiti e sono pronti a riceverlo).


      Aggiungo che a chi vive in provincia e cioè a tutte le persone comuni, non gli ne frega niente dei problemi e delle paure dei poveri parigini ricchi e annoiati.
    1. clausneghe 14 gennaio 2015

      L'Europa del crimine. Hai detto bene, Rosanna.

      Tanto amanti della libertà, sono, che hanno appena arrestato, notizia dell'ultimo minuto, il famoso Dieudonnè, una sorta di Grillo moro, scomodo in Francia per la sua graffiante e dissacrante critica contro i Jeuf, i Giudei, come si chiamano là.
      Non a caso alla testa del macabro corteo c'era, in buona compagnia, il noto "eletto"criminale di guerra, non faccio il nome perchè è vietato, ma sapete a chi mi riferisco.
      E subito arrestano un comico.
      Grillo stai fermo e immobile, mi raccomando..sssshh...
    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Tonguessy, hai perfettamente ragione,

      molti non hanno compreso la gravità di questa "false flag" che ha colpito il cuore dell'Europa,
      che è il chiaro inizio dell'imposizione di un "nuovo ordine mondiale", dove la lezione di
      Lorentz insegna che l'imprinting culturale è ineliminabile, e dunque la folla di Parigi applaudiva i cecchini sui tetti, che difendevano i potenti del crimine, non certo il popolo stesso, da eventuali
      (o inesistenti) attacchi, provenienti magari da qualche possibile dissenso popolare, più che dai fantomatici "ben noti jihadisti", informatori della polizia,

      e invece la lezione di Darwin insegna che il nostro prossimo futuro sarà segnato da una lotta per la sopravvivenza, dove il più debole sarà destinato a soccombere, perché nella nuova società neoliberista, lo "scontro di civiltà" serve proprio a camuffare l'eclissi della democrazia e l'inizio di una dittatura, malcelatasi dietro l'apparente inganno della tutela della "sicurezza".

      Grazie per il "suntuoso" ...


    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      GioCo, devo dire che anche la tua analisi è illuminante,
      e mentre la mia assomiglia a “The Hunger Games”, la tua assomiglia di più a "The Road" ,
      dove un'umanità sofferente è costretta a vivere su di un pianeta inospitale e in uno scenario apocalittico.

      Due film, due correlativi allegorici, guarda caso entrambi provenienti da Hollywood ... peccato

    1. Tonguessy 14 gennaio 2015

      la “libertà” sta per essere barattata con la “sicurezza”

      L'ineguale sviluppo (elites sempre più potenti e ricche creano classi subalterne sempre più povere ed impotenti) unito al crollo verticale del sogno modernista postbellico dove ognuno trova un posto adeguato alle proprie aspirazioni ha generato l'impulso a seguire il "fittest to survive". Sappiamo bene cosa abbia rappresentato il berlusconismo (versione italiota del fittest) in termini di intrallazzismo. L'universum ad personam, questo è l'imperativo corrente. Le elites e le loro body guard sono il modello, quindi la società deve adottare il loro modello, così ci hanno suggerito Darwin e Lorentz. L'imprinting culturale è ineliminabile, e per noi ormai la sicurezza contro il nemico che noi stessi abbiamo creato è diventata prioritaria rispetto alla libertà, quel valore fondante di qualsiasi democrazia. Ma la democrazia è in netto declino, pressata com'è dalle necessità neoliberiste che preferiscono i Pinochet ben mascherati da cancellieri: i diktat euristi hanno ben poco a che vedere con le decisioni condivise.
      E' la fine di un'epoca iniziata forse con l'editto di Nantes e riconvertita da Huntington in epoca recenti nello "scontro di civiltà" che socialmente scardina i concetti marxisti di classi e relative lotte per convertirle (fideisticamente come si conviene, nessuna discussione democratica) nella lotta tra popoli e culture. Mentre le classi avevano (ahinoi, passato) una chiara identità, i popoli (e quello italiano ne è forse l'esempio migliore) non hanno confini così certi. Tutto diventa quindi confuso. e la confusione (ridondanza di significati) rimane l'inequivocabile cifra della postmodernità. Lo scontro si fa confuso, e nemici ed amici sono sullo stesso piano: chi vi garantirà la libertà di scrivere o dire qualcosa una volta che l'Eurogendfor vi avrà preso di mira? Non volevate la sicurezza al posto della libertà? Questo è il costo da pagare per avere seguito il modello delle elites.

      Articolo suntuoso....

    1. GioCo 14 gennaio 2015

      Visione per molti forse spiacevole del futuro, ma tutto sommato molto luminosa nel senso che mancano alcuni aspetti secondari.
      Prima di tutto il terrorismo occorre perché i privilegi dei pochi siano conservati con il plauso di tutti, morti di fame e benestanti. I primi con il sogno di una vincita, i secondi con nessun sogno, ma in compenso una vita agiata, vuota e insulsa.

      Non ci saranno più le montagne di oggetti spazzatura, ma due tipi di accessi agli risorse che ti salveranno la vita: permesso, non permesso. Gli oggetti salveranno la vita soprattutto perché non sarà facile trovare acqua potabile senza, trovare cibo commestibile senza, ottenere aria respirabile senza.

      Polveri velenose, gas, alterazione delle stagioni con lunghi periodi di freddo, di siccità o anche entrambi, si aggraveranno fino a decimare ogni essere vivente, che sarà già messo a dura prova da potenti sconquassi ambientali continui, tra cui le invasioni di vita non autoctona e di vita alterata geneticamente (in prevalenza insetti e funghi). Ma perché uso il passato? Perché la maggioranza crede che questo sia un esagerazione. Come il neonato è concepito in un luogo pullulante di vita che si regge su un infinita complessità di micro-equilibri, la pancia della mamma, noi siamo nati dentro un pianeta pullulante di vita in micro-equilibrio e in essa potevamo crescere, imparare e diventare saggi ascoltando con umiltà. Ma no, meglio un mondo asettico, sterilizzato con tonnellate di prodotti velenosi e persistenti (come la diossina) che oltre a non servire per quello che promettono costringono alla dipendenza mano a mano che distruggono l'ambiente. Così si crepa tutti, imbecilli e farabutti.

      Il meglio che siamo riusciti a fare è produrre una classe dirigente votata al delirio di onnipotenza, convinta di potersi salvare dalla evidente marcescenza che incentiva, anzi di poter profittare del cambiamento per diventare l'Uomo nuovo del futuro, sbarazzandosi della massa che ha colpa solo di permanere in una aggressiva e proibitiva incoscienza.

      Dove sono le soluzioni per vivere in dignità e in equilibrio? Dove sono i ragionamenti che ci possono rendere responsabili dei danni che combiniamo? Dove sono gli eserciti di volenterosi che si mobilitano sempre nelle emergenze? Non sanno forse costoro che fra poco non ci sarà più niente da salvare?

      L'ambiente è un fottuto bastardo che non dimentica le offese è un elastico di eventi che si carica, si carica e poi si scarica all'improvviso, tutto in una volta. Quanta energia è stata immessa fin'ora tra fonti elettromagnetiche, esplosivi e carburante fossile? Chi sta preparando la struttura per affrontare il collasso socio-economico-ambientale? Con quali mezzi intendiamo governare questa situazione d'emergenza che è anche e soprattutto strutturale e politica?

      In passato l'Uomo ha superato di peggio, ma solo grazie alla capacità di associarsi, di creare gruppi altamente efficienti capaci di sopravvivere con pochissimo e in ambiente ostile. Abbiamo così sfiorato l'estinzione ma ci siamo salvati. Adesso, abbiamo costruito una società che ci ha reso handicappati sociali, togliendoci l'unica possibilità di sopravvivenza concreta su cui potevamo contare e solo per poterla sostituire con una protesi tecnologica.

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