PARIGI VAL BENE UNA MESSA, COME L’EURO VAL BENE UNA STRAGE …

PARIGI VAL BENE UNA MESSA, COME L’EURO VAL BENE UNA STRAGE …

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

“Nozze vermiglie”, straziate di sangue, furono quelle di Enrico di Navarra e Margherita di Valois, stuprate dalla strage di San Bartolomeo, quando nella notte tra il 23/24 agosto 1572, ebbe inizio a Parigi quell’eccidio indiscriminato contro gli ugonotti da parte della fazione cattolica che, estesosi poi in altri centri urbani della Francia, provocò la morte di quasi 30.000 persone. L’avvento di una “strategia della tensione” che oltraggia ogni cambiamento epocale di potere. Così è successo il 12 dicembre del 1969 con la strage di Piazza Fontana in Italia, così è avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi con l’assalto alla Redazione di Charlie Hebdo.

Allora il potere della monarchia assoluta mutava veste, allora il re di Francia Enrico IV poneva fine alle guerre di religione ed emetteva il famoso Editto di Nantes, essenziale esempio di tolleranza religiosa. “Parigi val bene una messa”, e dunque nasceva lo stato laico e moderno, affrancandosi dall’obbligo confessionale. Oggi il capitale non ha più bisogno dello stato né della democrazia, itinerante e nomade come sempre, senza percorso fisso che non sia il proprio interesse, camuffa la libertà con la sicurezza, i diritti sociali con quelli estetici, la sacralità della coscienza con la colonizzazione dell’inconscio collettivo.

Il tempo del capitale diventava allora irreversibile, acquisiva l’accumulazione infinita delle conoscenze, il monopolio della vita storica, fino a fare del progresso del lavoro il proprio progresso. E al tempo del lavoro si legava anima e corpo la borghesia, il lavoro iniziava, per la prima volta nella storia, a trasformare le condizioni storiche e a diventare un valore. Diventa ricco e salirai nell’alto dei cieli, diceva Calvino. Nasceva così il capitalismo (Max Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo).

Allora nasceva lo stato laico, unico possibile domicilio per la democrazia, oggi avveniene il contrario, muore lo stato, non più laico, non più sovrano, non più democratico, semplicemente morto. Dissolto come neve al sole, celebra il trionfo della consunzione di sé, con il consenso dei cittadini consumatori /spettatori europei, colonizzati dai video spot della falsa informazione iperrealistica e incapaci di gestire un minimo di giudizio critico nei confronti del reale storico che li attraversa.

Dunque la strage del 7 gennaio 2015 nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, nella quale sono morte ben dodici persone, è l’11 settembre francese, è una evidente “false flag” ed ha come dato reale solo le vittime, anche se ci sono dei dubbi perfino su queste. In una Parigi invasata da un impressionante dispiegamento di mezzi e di uomini (80.000, forse 200.000) per la cattura dei terroristi, le vicende sono oscurate da una serie di incongruenze incredibili, gli attentatori “islamici” (stranamente celatisi dietro a maschere nere) lasciano nella macchina usata armi, passaporti e addirittura una carta d'identità sul sedile, e i media, per giustificarli, dichiarano che forse lo hanno fatto apposta dato che vogliono essere individuati e arrivare al martirio. Ma allora se è così, perché scappare e tentare di sopravvivere fino alla fine?

Che dire poi dei venti interminabili minuti in cui i terroristi rimangono fuori dall'edificio del giornale, dei blocchi di poliziotti superati poi impunemente dagli stessi, e del fatto che non ci fossero elicotteri pronti a inseguirli? Una carenza dei servizi di sicurezza? O “insicurezza interessata” ad arte?

Insomma la situazione è tragica, ma non seria, sostiene anche Julian Assange, che è intervenuto sulla questione, ricordando come i tre terroristi di Parigi fossero dei "ben noti jihadisti" lasciati incontrollati dalla polizia locale, forse perché agivano come "informatori" o forse per "poterli arrestare pochi secondi dopo l'attacco", per ottenere forse maggiore visibilità sui media e più congrui finanziamenti, oppure peggio ancora, la polizia avrebbe potuto decidere di "lasciarli fare", per oscuri (o ben evidenti) motivi. Per di più, Mister Wikileaks aggiunge, i terroristi di Parigi si sono comportati come dei "perfetti imbranati, hanno lasciato documenti sull'auto, si sono coordinati parlandosi al cellulare", insomma "non hanno comunicato tra loro usando crittografia o lasciando messaggi sotto le rocce, ma parlando lungamente al telefono, prima e dopo gli attentati". Accuse pesanti, che in qualche modo lasciano intendere che ci siano state defiance organizzative evidenti e “volute” dagli apparati di sicurezza.

È il segnale manifesto che in Europa è iniziato un clima da anteguerra, che la società europea è ormai posseduta integralmente dalle logiche della sorveglianza, non più imputabili a questo o quel soggetto, ma divenute ormai un dato strutturale. Siamo di fonte ad una variabile impazzita dell’identità stessa della civiltà occidentale, l’età della sorveglianza diventa «liquida, perché è cruciale cogliere i modi in cui essa si infiltra nella linfa vitale della contemporaneità» fino a distruggerla, facendo regredire la persona alla condizione di puro oggetto sul quale si esercitano poteri fondati, in definitiva, sull’imperativo della sicurezza e sulle pretese del mercato (il solito Zygmunt).

Infine l’esito felice della vicenda è stato festeggiato da una grande festa della democrazia e della libertà a Parigi, dove i grandi della terra, tutti insieme appassionatamente, tracimavano nel cordoglio una profonda e ritrovata concordia, stima, rispetto, e amore per il mondo intero. Profumo di viole acerbe aspergevano l’aria della capitale e il cuore si gonfiava di tenerezza. C’erano proprio tutti, da Hollande a Poroshenko, da Lavrov a Cameron, da Angela Merkel a Mariano Rajoy, Abd Allāh II ibn al-Husayn insieme a Rania, passando per il presidente palestinese Abu Mazen, a pochi passi dal premier israeliano, il puro e illibato Benjamin Netanyahu e infine il nostro Renzino, show man declassato per l’occasione, dato il consesso degli dei scesi sulla terra. In seconda fila gli altri oltre 40 capi di Stato e di governo europei e internazionali, e dietro il vuoto d’insignificanza della piazza, divenuta un non-luogo della grottesca virtualità dei falsi slogan. Guarda cosa sono riusciti a combinare i due fratelli algerini Saïd e Chérif Kouachi! Ve lo sareste aspettato?

L’Europa del crimine aveva bisogno di quel bagno di folla festante, che diramasse i simulacri del panico, e riaffermasse il sogno europeo, popoli uniti sotto il cielo di Parigi, desiderosi di ritrovare al più presto quella concordia che la follia omicida delle canaglie jihadiste aveva tentato di soffocare sotto una raffica di mitra. C’era però un grande assente, guarda caso il Front National di Marine Le Pen, che rappresenta circa il 25% dei francesi e che non era stato invitato.
Ma l’assenza era naturalmente giustificata dalle ipotesi sempre più credibili sul non-sense degli eventi e dai sondaggi che danno il Front National in costante aumento di consensi. Che gli europei si stiano svegliando da quello stato comatoso cui decenni di disinformazione mediatica li avevano forzati?

L’euro è il centro della questione, l’arma di distruzione di massa che sta impoverendo gli assetti sociali di questa tragica Europa, che pretende il dissanguarsi delle finanze dello stato sociale a favore delle banche del nord, creditrici in primis dei debiti indotti dal vincolo esterno, che ha aumentato la mortalità infantile in Grecia del 43% e che ha provocato una disoccupazione giovanile in Italia del 44,2%.

Dunque la strage di Parigi è arrivata a tempo e debito, se non ci fosse stata si sarebbe dovuto inventarla ad hoc, perché ricompatta nel cordoglio per le vittime e tramite l’allarmismo del terrore, il fronte eurista, mentre masse di lavoratori perdono il posto di lavoro e mentre si aspetta con ansia anche l’esito delle elezioni in Grecia, che vedono anche lì salire vertiginosamente i consensi per la sinistra di Tsipras. Poco importa che anche quel fronte critico non abbia un programma chiaro di smantellamento degli assetti euristi, perché comunque il dissenso alla moneta/killer in Europa si fa sempre più ampio. E questo allarma ulteriormente le cancellerie neoliberiste.

#JeSuisCharlie, lo slogan grottesco ripetuto in maniera ossesiva per camuffare l’inizio inevitabile di un restringimento delle libertà individuali, dove la “libertà” sta per essere barattata con la “sicurezza”, segnerà l’inizio ufficiale della dittatura europea del terzo millennio, salutato dalla folla parigina e dalle folle dei telespettatori europei, con il più caloroso e commosso degli applausi.

Assisteremo ad una rapida e sorniona estensione del controllo sociale, alimentata da una strategia mediatica della tensione, che praticherà il ben noto allarmismo quotidiano. Maggiore sorveglianza di luoghi pubblici e costruzione di città militarizzate, mentre aumenterà l’autoritarimo delle forze dell’ordine e verranno potenziate leggi speciali. L’Europa ha già imposto all’Italia lo scioglimento dell’arma dei Carabinieri, altro pezzo dello stato in via di estinzione, è scritto sul sito dell’U.N.A.C e sulla Gazzetta Ufficiale, ma nessuno ne parla: ”L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato”. Dunque ci smilitarizzano per poi “militarizzarci” meglio, con l’imposizione dell’ EGF, o Eurogendfor, il corpo militare dell’Unione Europea a carattere sovranazionale, composto di forze di polizia ad ordinamento militare in grado di intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE.

Il nostro futuro dunque ci vedrà asseragliati in cittadelle iperprotette, dotate di zone rosse all'insegna del segregazionismo, dove si sono smantellate le polizie nazionali e statali, sostituite da quelle milizie private formate da contractors super addestrati, i quali, svolgeranno il loro compito in maniera molto professional e offriranno un servizio al top per i loro clienti danarosi. E Israele non a caso è divenuto, secondo la rivista "Forbes", il Paese leader a cui rivolgersi per le tecnologie antiterrorismo, per la presenza di Netanyahu a Parigi, un ulteriore motivo.

Vedremo probabilmente moltiplicarsi ancora questi episodi enigmatici di violenza. In questo clima di anteguerra e di tensioni ci verrà presentato uno scenario artificioso, che prospetterà “lo scontro delle civiltà”, l’Impero occidentale, giudaico-cristiano-protestante, libero, democratico, illuminato, ariano e un’orda di barbari arabo-musulmani che al grido “Allah akbar!” taglierà gole e spargerà morte nelle sacre città occidentali.

Sequel. Vivremo segregati nei quartieri, come nei 12 distretti di “The Hunger Games”, governati e ridotti alla fame da Capitol City. “E mentre il mondo starà a guardare, tifa per i tuoi eroi, piangi quando li uccidono … è orrendo … “ (Gale Hawthorne)

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.01.2015

Commenti (35)

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    1. Rosanna 15 gennaio 2015

      @Rufus_Firefly,

      il tuo commento mi ha ricordato un bel pezzo (o brutto, secondo le prospettive) della storia d'Italia,
      Pasolini certo, e il suo "Petrolio", rimasto inedito per diversi anni, perché interrotto dalla sua morte, voluta proprio da quegli esponenti della destra stragista (Eugenio Cefis in primis), che lui aveva denunciato diverse volte e in modo particolare col suo romanzo,

      e anche un libro più recente, e altrettanto interessante, che è "Il ritorno del Principe", di Roberto Scarpinato, procuratore dell'Antimafia a Palermo, che descrive con grande competenza e abilità i rapporti tra mafia e potere, partendo proprio da Portella della Ginestra, l'eccidio dei lavoratori in festa il 1 maggio del 1947, che inaugura la I Repubblica Italiana, il cui responsabile fu proprio il potere di destra, che voleva dichiarare apertamente con la strage, che i lavoratori comunisti erano i primi nemici da combattere.


    1. Rufus_Firefly 15 gennaio 2015

      Sono d'accordo con la sostanza dell'articolo.

      Il potere è lo stesso, da decenni.
      Gladio, NATO, CIA, Neocon. Lo stesso che ha ucciso Moro, fatto brillare le bombe di Brescia, Milano, Bologna.
      Il potere interviene quando il disegno è in pericolo.
      Per quanto riguarda L'Eurogendfor aveva anticipato tutto Eugenio Cefis nel famoso discorso all'Accademia di Modena [mvl-monteverdelegge.blogspot.it], nel 1972 (discorso globalizzatore che ossessionava Pasolini).
      Diluizione dell'esercito e delle polizie di Stato in un corpo sovranazionale e mercenario.
      Con perfetto tempismo interviene l'Espresso, il brogliaccio europide. In copertina il titolo: Troppe divise [www.seguonews.it]; come a dire: dobbiamo razionalizzare e, purtroppo, occorre sciogliere qualche polizia, magari i Carabinieri, in tal modo saremo più sicuri contro il terrorismo etc etc e via cicalando.
      Tutto preordinato da sempre. Da Portella della Ginestra a Parigi è la stessa tecnica, neanche aggiornata.
    1. Teopratico 15 gennaio 2015

      Grande articolo, grazie.

    1. Onilut 14 gennaio 2015

      Fortunatamente non ho mai badato a ciò che "si dice", ciononostante avverto
      continuamente infiltrazioni demiurgiche contaminarmi gli interstizi
      subcoscienti, e dunque sono contento che di tanto in tanto qualcuno arrivi a
      scrollarmi come fa Lei con i suoi articoli. Un caro saluto. Roberto

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Hai ragione ilsanto,

      sono state proprio le
      élites a mischiare destra e sinistra, e le sinistre si sono fatte
      conquistare dal consumismo, che Pasolini già negli anni '70 definiva la
      vera dittatura, peggio del fascismo, perché da quella difficilmente ci
      potremo liberare.

      Per di più l'avvento del postmoderno ha dirottato le energie culturali verso la narrazione unidirezionale
      dei
      media e della pubblicistica, conquistando l'inconscio con l'edonismo di
      massa. A questo punto come farsi strada tra le lusinghe della società
      dello spettacolo?

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Hai ragione Truman, ho sbagliato termine, ma se vogliamo ne ho trovati altri due di errori, "ossesiva" con una sola esse e poi una erre mancante, non ricordo più dove ...

      ma tu sei tornato dalle vacanze proprio oggi ?

    1. Truman 14 gennaio 2015

      Un dettaglio tecnico: credo che al posto di defiance avresti dovuto usare defaillance .

    1. ilsanto 14 gennaio 2015

      Ma insomma si parla di tutto e di più, ma il problema è la globalizzazione, avendo aperto a Cina, India, Vietnam, etc è ovvio che bisogna adeguarsi ai loro costi se no ci invadono di prodotti a basso costo e le nostre industrie delocalizzano, quindi impoverimento e disoccupazione, ovvio anche che chi ha piu potere si salva o ci guadagna mentre gli altri devono soccombere.

      Ora possiamo dire che è un sistema di merda, ma allora questo sistema va cambiato.
      il capitalismo ha trovato il suo limite, bisogna ripensare al comunismo, magari rivisto e corretto, ma per gestire le crisi attuali non c'è alternativa o sarà la catastrofe.
    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Onilut, ti ringrazio per l'apprezzamento,

      ma sai com'è, dicono che il matrimonio sia la fine dell'amore ...

      meglio continuare a frequentarci sul web.


    1. Onilut 14 gennaio 2015

      Articolo esemplare. Non posso che commentarlo così: Rosanna, vuoi sposarmi?

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      @bertol,

      il tuo commento possiede la dignità editoriale di una prima pagina, ed anche tu hai approfondito e completato il quadro geopolitico globale, complimenti per l'analisi precisa e dettagliata. Condivido tutto quello che dici e non ho da aggiungere altro, se non quello che ho già scritto.

    1. bertol 14 gennaio 2015

      Rimango più di questa idea, azione dei neo-con Usa con l'utilizzo delle strutture Gladio/Mossad, al fine di cooptare pienamente l'Europa nella guerra infinita, nel TTIP, nello scontro frontale con la Russia/Cina.

      A chi giova? Quale è il piano dei registi degli attentati? Per rispondere, con pazienza, occorre capire prima quali sono le contraddizioni principali ed i rapporti di forza in essere in questa epoca. Stati Uniti contro Cina passando dalla Russia, con una Europa tentennante; il dominio unipolare USA, tenuto in piedi da guerre infinite, dopo 25 anni comincia a sgretolarsi sotto i colpi del suo declino economico e dell'emergere di altre Nazioni Sovrane potenti militarmente (Russia) ed economicamente (Cina) e non più disposte ad essere subalterne al dominio USA. Cina e Russia hanno bisogno di tempo, di evitare lo scontro frontale; gli Usa invece hanno fretta di precipitare ed anticipare lo scontro, per questo un crescente numero di analisti comincia a parlare di terza guerra mondiale e addirittura rischio di uso di armi nucleari (in Ucraina?). In particolare questo è il periodo della ricerca dello scontro frontale con la Russia, iniziato ufficialmente quando la Russia ha impedito l'attacco alla Siria (settembre 2013), continuato con il golpe USA in Ucraina, la sucessiva risposta russa con l'annessione auto-determinata della Crimea ed il supporto al Donbass, e ancora la risposta USA con le sanzioni e l'abbattimento dell'aereo di linea malese, finalizzato a far superare all' Europa i tentennamenti e ad abbracciare anch'essa la politica delle sanzioni e dello scontro con la Russia già iniziata dagli USA. La resistenza del Donbass, l'aggravamento dei costi della crisi economica in Ucraina, il peso crescente della sanzioni russe all' Europa e la determinazione della stessa Russia (ancor più incoraggiata dal supporto economico cinese), unite ad un quadro di perdurante crisi e declino economico, tutti questi fattori stanno provocando nuovamente tentennamenti tra i governanti europei. Nei giorni precedenti l'attentato, sia Hollande sia il vice cancelliere della Germania si sono pronunciati per la fine delle sanzioni. Questo non è ammissibile per gli USA, soprattutto alla vigilia di una nuova e più feroce campagna militare nel Donbass e dell'innalzamento dello scontro con la Russia. Non è ammissibile nemmeno perchè è alla vigilia della possibile firma del TTIP, l'accordo economico che piegherà l'economia europea ai voleri ed ai tribunali delle multinazionali e del governo USA. La firma del TTIP è l'atto strategico determinante che unifica la NATO anche a livello economico e salda l'alleanza USA-UE contro il resto del mondo. Quindi, da un punto di vista USA, se ai primi tentennamenti europei dell'estate scorsa si è forzata la mano all'Europa con l'attentato all'aereo (due giorni prima della decisione UE sulle sanzioni alla Russia), ai tentennamenti odierni si risponde con l'attentato di Parigi e minacciandone una lunga serie su tutto il territorio europeo. Cosa produce un grave attentato "etnico" in Europa? Paura tra le popolazioni, riaffermazione di identità occidentale, ripiegamento e "fare quadrato" intorno ad una guida forte come quella del "capofila di civiltà" occidentale, gli USA. I governanti europei sono avvisati ! Per l'esecuzione degli atti di terrorismo basta la struttura già sperimentata abbondantemente in Italia, Gladio/Stay Behind e, se servisse, il Mossad israeliano che ha ben qualche risentimento con la Francia e la UE timidamente intenzionate a riconoscere lo Stato palestinese. Se quindi l'attentato è un messaggio forte degli Usa all'Europa, vedremo come i governanti europe intenderanno procedere, e lo vedremo proprio sul terreno russo/ucraino; se l'Europa procederà verso il ritiro delle sanzioni alla Russia, possiamo prevedere nuovi attentati.
      A chi giova anche? Da quanto si sa delle indagini sull' attentato di piazza fontana, sembra che il governo Rumor ne fosse a conoscenza anticipatamente ma che non potesse impedirlo; cercò quindi di trarne profitto. Può non essere così improbabile anche questa volta in Francia, visto il comportamento della Polizia e l'eliminazione dei presunti attentatori come possibili testimoni. Anche le elite francesi ed europee hanno da trarne vantaggi; come ha dimostrato l'11 settembre, le principali vittime e obiettivi degli attentati sono le popolazioni interne e quelle scelte come caprio espiatorio. Hollande ha riacquistato un pò più di popolarita, e contenuto ai margini l'antagonista LePen, la popolazione francese per un pò penserà più ad un nemico "altro" invece che alla crisi ed ai padroni in casa propria, una fetta rilevante di lavoratori immigrati intimiditi dovrà restare in silenzio, aumenteranno i controlli di polizia sulle popolazioni europee e crescerà una xenofobia estensibile a tutti, mussulmani ma potrebbero essere anche cinesi o russi; si giustifica una aumento delle spese militari, come richiesto fortemente dalla Nato a settembre, e chissà mai qualche nuova avventura militare anche in salsa europea. Considerato che l'Europa è in declino economico irreversibile (il debito è in continuo aumento ovunque e la creazione di valore e la manifattura in diminuzione), prospettive di crescita non ve ne sono salvo (e forse) un ribaltamento di alleanze ed una integrazione economica con la Cina e Paesi in via di sviluppo (ovvero Dichiarare la resa e strappare qualche condizione). Ne consegue che un rafforzamento dello Stato di Polizia, europeo o nazionale, è per le elite un ottimo sistema per gestire lo stato di crisi e contenere probabili disordini sociali. Dopotutto è quello che stanno facendo dall' 11 settembre 2001 gli Usa: meno diritti, meno libertà, più controllo (NSA), armare la Polizia per possibili disordini e allestire campi di raccolta/detenzione dei futuri rivoltosi (FEMA). Non dimentichiamo che in qualsiasi momento può esplodere quella virulenta crisi economica che dal 2008 continuano a rinviare con stampa di moneta a iosa e innalzamento del debito. Per questo devono controllare, prevenire, distrarre e prepararsi ad incolpare qualcun altro per il fallimento del capitalismo odierno.
    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Certo, anche perché il controllo sull'Europa è funzionale al gioco geopolitico globale,
      l'Italia in modo particolare è un territorio particolarmente strategico con le sue numerose basi missilistiche (113 basi), protesa verso il meditterraneo, dunque strumento indispensabile per
      il prossimo "conflitto" contro l'Eurasia ...

      Un'Europa asservita al potere degli Usa è strettamente necessaria, ecco perché le elezioni
      democratiche si stanno riducendo ad un semplice intrattenimento virtuale, come dimostrano le primarie del PD, mentre la sicurezza verso quei terroristi che noi stessi abbiamo creato è diventata
      prioritaria rispetto alla libertà, valore fondante della democrazia, che ormai siamo pronti a barattare in maniera
      assolutamente insensata. .

    1. refrattario 14 gennaio 2015

      Che gli Usa stiano perdendo terreno sul risiko mondiale è ormai evidente.

      Già se ne sono andati dall'Iraq e da oggi anche dall'Afganistan, di fatto sono stati estromessi dall'area mediorentale e tutti i tentativi per ritornarci sono falliti.

      Perso il campo di battagli se ne fa un altro: l'Europa.

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Grazie clausneghe,

      sarebbe davvero interessante sentire le risposte dei nostri amici giornalisti, ma loro vivono in un'altra dimensione, lo hai detto bene, sembra quasi che i commenti li infastidiscano e magari qualche volta quando intervengono, lo fanno anche a sproposito ...

      eppure hanno bisogno dei lettori per alimentare la loro autorevolezza professionale. la perdita di "sacralità" della comunicazione postmoderna la si coglie anche in questo, la direzione è a senso unico,
      nessuna risposta equivale ad una comunicazione priva di discrezionalità.

    1. clausneghe 14 gennaio 2015

      Volevo solo aggiungere una cicca, pardon una "chicca".

      Vediamo come l'ottima, instancabile Spadini risponda ai commenti uno per uno.
      Dovrebbero prendere esempio da Lei certi quaraquàquà presenti sul Web. Mi viene in mente Piero Ricca ma anche Grillo ma anche Barnard e Fini e altri ancora che non si degnano mai di rispondere, manco fossero Dei in terra... E non avanzino pretesti di tempo, non è quello...
      Vogliono tenere le distanze, che diamine!
      Compl. ancora a Rosanna, ce ne fossero così.
    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      Molto interessante questa informazione riguardo ai prodromi del TTIP, che è stata oscurata dall'attacco terroristico francese, ecco perché alcuni sostengono che non riusciremo a contenere
      il potere devastante delle leggi economiche imposte dagli Usa all'Europa,

      io invece credo che sia importante continuare ad informarsi nel modo giusto e a combattre,
      per quello che possiamo fare. Arriverà presto un altro 8 settembre, e dobbiamo essere pronti
      a reagire nel modo giusto.


    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      "A seguire, una riflessione su un'effetto
      collaterale dei fatti parigini. Se da un lato ha funzionato come lievito
      per gonfiare la bolsa retorica degli euristi, dall'altra ha fatto
      saltare i coperchi dalle teste di molti antieuristi. Quel che esce da
      queste pentole scoperte, il più delle volte, come in questo caso, è
      immangiabile."

      Riesco a intuire solo vagamente quello che vuoi dire, potresti chiarirmi un po' le idee?
      Mi interessa capire ...

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      @Nauseato,

      infatti siamo tutti noi increduli di fronte all'incapacità di molti di comprendere la verità storica che li attraversa, senza avere la pretesa di possedere la giusta chiave di giudizio critico, però basterebbe leggersi alcuni articoli che sono apparsi in questi giorni su ComeDonChisciotte, o anche su altri siti,
      per rendersi conto che la propaganda mass mediatica è miseramente pilotata per diffondere pericolose bufale, e purtroppo questo confonde le idee di molti italiani, che restano prigionieri dei loro frame culturali, senza alcuna possibilità di riscatto.

    1. Rosanna 14 gennaio 2015

      @Cataldo,

      devo dire che tu hai alzato il tiro approfondendo gli aspetti della politica francese e dilatato anche la disamina, inserendo nella scenografia giustamente anche Ucraina, Israele e Siria, il che completa il quadro geopolitico, mosso e guidato dall'imperialismo Usa, vero responsabile della diffusione del terrorismo, sia in oriente che in occidente, perché come dice Massimo Fini:

      "Noi fingiamo di dimenticarci che sono almeno più di 10 anni che l’Occidente è all’attacco del mondo musulmano, guerra all'Afghanista nel 2001, particolarmente sciocca perché l’Afghanistan, il talebano non è mai uscito dai suoi confini, quindi non era per niente pericoloso , guerra all’Iraq nel 2003 tra cui tra l’altro nasce il fenomeno Isis, guerra alla Somalia per interposto Etiopia nel 2006/2007, guerra alla Libia per defenestrare Gheddafi, bombardamenti sull’Isis che sta combattendo una sua battaglia lì, cosa intendo dire con questo? Intendo dire che è l’aggressività dell’Occidente che ha fomentato poi questo radicalismo, questo integralismo islamista che si sta effettivamente allargando a macchia d’olio, perché non c’è solo l’Isis ci sono gli Shebab somali, Boko Haram in Nigeria. ..."

      Dunque chi è causa del suo mal pianga se stesso ...

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