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OTTOBRE ROSSO: ASPETTANDO IL DEFAULT ?

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Riceviamo ogni giorno bombardanti rassicurazioni da portavoce di organi
istituzionali che il peggio sembra sia passato e che per rilanciare
l’economia bisogna solo iniziare a spendere e consumare. Tutto questo
in evidente contraddizione con quanto si sta paventando invece negli
States, innanzi alla più grande crisi occupazionale della
loro storia, forse peggiore di quella degli Anni Trenta. Più che
affermare che il crollo è terminato mi sento di dire che siamo
innanzi ad un rallentamento della caduta. La mia personale view vede
infatti un sostanziale miglioramento del climax finanziario a livello
interbancario dovuto soprattutto agli interventi di stato ed a un
ridimensionamento degli impieghi. Su quest’ultima voce ritengo che
abbiano molto da raccontarci tutti i piccoli e medi imprenditori che in
questi ultimi mesi oltre ad una contrazione violenta dei loro
fatturati, adesso si vedono negato o revocato l’accesso al credito:
inutile dire di come tutto questo avrà spiacevoli conseguenze sulla fiscalità diffusa.

Qui sta il vero pericolo in questo momento di mercato ovvero come gestire nei prossimi trimestri il crollo dei fatturati che in prima battuta si riversa in contenziosi occupazionali e sucessivamente va a
ledere la vita intrinseca dell’apparato statale. Vedo infatti che nonostante si possano reperire dati agghiaccianti sulla dimensione della crisi, nessuna forza (o forse bisognerebbe dire farsa) politica
si sta preooccupando di come gestire o tamponare l’ormai annunciato crollo del gettito fiscale che si sta delineando per l’anno d’imposta 2009.Già alla fine del primo bimestre di quest’anno
Bankitalia ha emesso un gravoso monito sulla sensibile contrazione
delle entrate, suscitando non poche preoccupazioni su come verranno
gestite le minori entrate. A riguardo per ben comprendere i rischi che
si stanno delineando per il sistema Italia (al pari di altri paesi occidentali) mi permetto di
riassumere la dinamica evolutiva della fiscalità diffusa, in modo da consentire a tutti di voi di percepire la reale dimensione della spesa pubblica italiana.
Dai dati riferiti alla fine del 2008 possiamo ricavare la seguente torta che ripartisce
il debito italiano (oltre 1.660 miliardi di euro) in quattro
contenitori: 3/4 del debito sono titoli a medio lungo termine
(metà dei quali in mano ad investitori non residenti) ed il
restante suddiviso in prestiti e debiti a breve termine. Significativo
è il contributo della raccolta postale che concorre a finanziare
quasi un decimo del debito. Tutto questo montante di debito genera
interessi passivi per oltre 80 miliardi di euro, oltre il 5 % del PIL
(significa che l’azienda Italia è finanziariamente oppressa e a
meno di fenomenali colpi di spugna non vi è possibilità
di ripresa, in quanto gli oneri finanziari incidono eccessivamente
sulla vita del paese minandone la capacità di ripresa).

Lo stato italiano è un’azienda come tante altre con costi e
ricavi propri: i costi sono le spese necessarie a mantenere la sua
infrastruttura ed a pagare gli stipendi al personale statale, mentre i
ricavi rappresentano le entrate che derivano dall’imposizione fiscale
diretta ed indiretta. Il duplice grafico a torta descrive invece come spende e
come incassa lo stato italiano, suddividendo per aree di spesa e
categorie di entrata.

Tanto per iniziare potete notare come le entrate siano
superiori alle uscite di circa 15 miliardi di euro, questo
statisticamente è in linea delle attese in quanto si verifica
regolarmente negli ultimi cinque anni, tuttavia non rappresenta il
bilancio complessivo delle spese ed entrate per lo stato in quanto
dobbiamo aggiungere anche le voci di entrata e spesa delle partite in
conto capitale (come investimenti e contributi alla produzione) che
negli ultimi cinque anni sono state sempre superiori ai 50 miliardi,
portando quindi l’indebitamento netto ad oltre i 40 miliardi (questo
significa che l’azienda Italia ha necessitato  negli ultimi cinque
anni di almeno 40 miliardi, 43 per essere precisi nel 2008, al fine di
essere finanziarimente in equilibrio): questa considerazione spiega
perchè il debito pubblico è in continua lievitazione. 

Il bilancio dello stato per quel che concerne la fiscalità
diffusa pesa circa la metà del debito pubblico a medio e lungo termine,
con 666 miliardi suddivisi tra imposte dirette, indirette e contributi sociali: questo
fa comprendere l’effettivo carico di oneri a cui sono gravati
contribuenti e mondo imprenditoriale.  Particolarmente inquietante
è il peso che ha il welfare italiano sul PIL (ovvero il
pagamento di pensioni sociali, di anzianità e di vecchiaia) che
assorbe quasi il 40 % delle entrate correnti, a dimostrazione di come
ormai il Titanic Italia si stia trasformando sempre più in un
cimitero di elefanti.  Curiosità: nella voce altre entrate il peso delle accise sugli
idrocarburi si attesta a 20 miliardi di euro (in linea con la media
degli ultimi cinque anni), mentre raddoppia decisamente il contributo
apportato da lotto e lotterie, passando dai 6 miliardi del 2003 ai 12
del 2008.

La voce di spesa più interessante in termini di analisi per macroaree è
relativa agli stipendi del personale, oltre 170 miliardi, suddivisa in
94 miliardi per il personale delle amministrazioni pubbliche ed in 78
miliardi per gli enti locali e previdenziali (gli impiegati e dirigenti
di INPS & Company costano nemmeno 4 milardi). Focalizzandosi sulle
spese per il personale per tenere in piedi gli apparati ministeriali si
scopre quanto segue (guardate la torta):

Pubblica istruzione, difesa e ministero dell’economia
rappresentano oltre il 70 % della spesa per stipendi all’apparato
statale (fa riferimento al ministero dell’economia per esempio tutto il
corpo della Guardia di Finanza). Da una attenta analisi si palesa come
la voce riferita un tempo alla “sanità” sia del tutto
inconsistente: nella fattispecie il nuovo Ministero della Salute e del
Lavoro risulta semplicemente coordinare e gestire l’Istituto del
Servizio Sanitario Nazionale, il quale eroga prestazioni sul territorio
attraverso enti locali quali le aziende ospedaliere (facenti parte del
bilancio delle amministrazioni locali e non centrali). Pertanto il peso
della cosidetta sanità pubblica (almeno dal punto di vista
dell’onere occupazionale) deve essere estrapolato dai 78 miliardi di
cui si menzionava precedentemente: per ragioni espositive me ne
occuperò in un prossimo redazionale.

Sulla base di quanto sino ad ora esposto proviamo a fare una disamina
sullo scenario dei conti pubblici italiani, se le entrate caleranno in
proporzione al crollo del PIL possiamo stimare un gettito minore di
20/25 miliardi rispetto al 2008, senza considerare che ci sono piccole
e medie imprese che stanno valutando addirittura di chiudere per sempre
la propria attività (a mio avviso stanno percorrendo la strada
migliore).  I costi di esercizio dell’azienda Italia purtroppo
sono difficilmente negoziabili, dispetto magari un’azienda
industriale che può chiedere l’intervento della Cassa
Integrazione Guadagni o meglio ancora ridefinire parte dei propri costi
industriali come gli oneri di manodopera. Non è possibile
delocalizzare gli insegnanti delle scuole italiane e nè
diminuire le prestazioni del servizio sanitario o il pattugliamento del
territorio da parte delle forze dell’ordine. Ad ottobre pertanto
bisognerà pensare dove iniziare a tagliare oppure come
raccogliere velocemente 40/50 miliardi di euro, in questo senso abbiamo
in pole position il prossimo condono per il rientro di nuovi capitali
oltre frontiera, il quale se produrrà i risultati finanziari
attesi non farà altro che spostare in avanti il problema.

Le uniche area di spesa sulle quali è possibile intervenire
velocemente sono rappresentate dagli oneri sul debito pubblico, che se
fossero semplicemente la metà degli attuali permetterebbero un
avanzo netto annuale di oltre 40 miliardi, significa che ogni anno lo
stato italiano avrebbe 40 miliardi (quasi il 3 % del PIL) da poter
spendere per abbattere ancora il montante di debito residuo oppure per
politiche sociali con interventi a pioggia sul territorio. Considerando
che metà del debito a medio lungo termine è in mano ad
investitori non residenti potrebbe essere proposta una qualche forma di
congelamento degli interessi al fine di limitare l’onere finanziario:
questa affermazione vi potrà sembrare azzardata o ridicola,
tuttavia la matematica ormai non lascia molto all’immaginazione per
quanto abbiamo sin’ora trattato. Ricordo che quando l’Argentina
dichiarò il proprio default (ovvero impugnò il proprio
debito), il rapporto debito/PIL si attestava oltre il 120 per cento ed
i 3/4 del debito erano sottoscritti da investitori esteri. Alla fine
del 2008 il rapporto debito/PIL italiano era al 105 per cento: ora
considerando che al momento in cui scrivo, questi dati riguardavano
più di sei mesi fa, mentre oggi sappiamo che il debito pubblico
italiano si attesta a 1.750 miliardi di euro e le proiezioni sul PIL
italiano parlano di una contrazione superiore al cinque per cento
(visione ottimistica), mi verrebbe da dire che il debito/PIL italiano
per la fine del 2009 potrebbe stimarsi oltre il 115 per cento.

Ognuno di voi pertanto tragga le relative conclusioni: almeno questi
sono dati contabili oggettivi che non possono essere smentiti o
tacciati di catastrofismo. Purtroppo anche per il nostro paese si
delinea sempre più il cosidetto scenario argentino ovvero uno
scenario per il paese con un’economia debole e una moneta troppo forte
che porta alla perdita di competitività e al continuo
ricorso all’indebitamento.  Non mi stupirei se venisse
paventata anche una superpatrimoniale improvvisa sui depositi con
prelievi coatti per tamponare il più possibile l’emorragia
finanziaria che si sta delineando per i prossimi semestri (vi ricordo
che già nel 1991 il Governo Amato si inventò il prelievo del 6
per mille su tutti i depositi dalla sera alla mattina).
Altre soluzioni che consentano di risolvere velocemente quanto
sollevato non ne vedo, a meno di iniziare a tassare la prostituzione o
ridefinire la spesa di rappresentanza popolare (dal consigliere
comunale all’europarlamentare passando dal dirigente dell’ASL). Su
queste considerazioni intravedo pertanto un clima politico da
ottobre rosso per il nostro paese con l’attuale governo che potrebbe
esporsi ad una improvvisa destabilizzazione politica a causa della
continua cantilena messa in onda ogni giorno sul tubo catodico
del tutto va bene a fronte di un peggioramento ingestibile dei
conti pubblici.  La recente candidatura di Beppe Grillo alla guida
del PD (che mi sento di appoggiare pienamente), qualora lo portasse
alla guida del partito, forse potrebbe dare quella sterzata improvvisa
al timone del Titanic Italia per evitare di colpire l’iceberg che ormai
si è avvistato a prua. E per una volta tanto non ci sarebbe
niente da ridere con un comico alla guida di un movimento popolare che
punta ad un rinnovamento e rinascita nazionale.

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/ottobre_rosso.htm
15.07.2009

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    Una piccola anzi piccolissima soddisfazione da questa crisi l’avremo che spariranno questi post dell’assurdo
    Mai uno che dica aboliamo questo sistema bancario, anzi cita come fonte bankitalia!!!!!!
    Ovvero la succursale italiana di goldman sachs

  • marcello1950

    L’Idea di congelare gli interessi NON E’ PRATICABILE finchè si deve continuare a chiedere soldi al mercato per il rinnovo dei titoli in scadenza,

    A quel punto sarebbe preferibile il consolidamento del debito, UNA IDEA che però IO non condivido a meno che non sia all’interno di un progetto più coplessivo di uscita dal debito senza danno, anzi, facendo guadagnare molto agli attuali possessori dei titoli;

    Sarebbe una tragedia nazionale se venissero vendute le ultime ricchezze nazionali per eliminare il debito come alcune proposte al vaglio del governo compresa la Alvi-Tremonti sarebbe l’ultimo furto e la rinuncia definitiva all’indipendenza e all’esistenza dell’Italia come nazione.
    ‘Unica possibilità di uscire dal debito per l’Italia non può che passare attraverso la TRASFORMAZIONE DEL DEBITO IN CAPITALE, proposta che è stata teorizzata dall’economista Arabo Nassim Nicholas Taleb l’autore del cigno nero, tra le dieci regole per uscire dalla crisi, metodo normalmente utilizzato dalle imprese vedi Fiat, c’è un modo per applicarlo agli Stati, non so il metodo di trasformazione ipotizzato da Taleb, ma realizzarlo è più semplice di quanto sembri e passa per un programma di grandi investimenti.
  • buzz

    La risposta è “privatizzare”. Ovvero si venderanno tutto quello che è possibile vendere.

  • robyfoto

    Eugeni Benetazzo come al solito analisi chiara e idee messe sul tavolo senza presunzione!
    Per i commentatori: Benetazzo lo sa meglio di noi che il sistema bancario è pura mafia, però forse comprende che non si possono prendere decisioni da guerra civile…il vero trucco dei moderni dittatori rispetto a quelli più antichi è che hanno attacato i loro tornaconti a quelli della gente comune e quindi anche se scendessimo in piazza coi forconi per distruggere le banche e riprendere la sovranità sulla moneta troveremmo amici parenti e innocenti dall’altra parte della barricata convinti che noi siamo pazzi reazionari…che macello…
    Sulla candidatura di Grillo ho timore che Barnard possa avere ragione ma al momento è l’unico che sta facendo qualcosa di forte…noi siam buoni solo a leggere…

  • idea3online

    Ho letto l’articolo a metà, anche Benetazzo ha strizzato l’occhio alla politica:
    Concludo con una scrittura biblica:
    Ecclesiaste 1:15-18
    Ciò che è storto non si può raddrizzare
    e quel che manca non si può contare.
    Pensavo e dicevo fra me: «Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza». Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, perché
    molta sapienza, molto affanno;
    chi accresce il sapere, aumenta il dolore.

    Benetazzo è stato tanto bravo perchè è rimasto indipendente ma dopo questo articolo forse mi devo ricredere……

  • albertgast

    Cioè ricominciare con le cartolarizzazioni di Tremonti? Quelle che alla fine non hanno prodotto nessun vantaggio, se non temporaneo, ma ci sono costate a NOI TUTTI quasi 2 miliardi di euro????? Grande!

  • buzz

    beh no :-))) per quello si sono già venduto tutto.

    finiranno con l’acqua e probabilmente con le risorse naturali turisticamente sfruttabili.
    già alcuni anni fa provarono a lanciare l’idea di vendere montagne e parchi naturali….

    questo non servirà ad evitare il default, ma sarà uno dei modi con cui cercheranno di spostarlo in avanti….

  • lino-rossi

    si potrebbe provare con le varie ministre. magari il berlusca quelle le sta a sentire!

  • maristaurru

    Visto il lento conformarsi nel tempo di Benettazzo che ora ci fornisce i dati del Padrone, la Banca d’Italia, ad occhio e croce direi che bolle in pentola una bella patrimoniale, quindi si è facili profeti a prevedere altre scosse con l’aiuto del popolo bue che dimentica presto, ed ecco un bel cambio di guardia: via il Centro destra, e avanti i sinistri o quel che ne resta e nella sbornia della vittoria .. le banche che qua in Italia tengono si e no gli spiccioli faranno fare come fece il buon Amato : Zac il 6 per mille di notte come i ladri, ma non sui capitali che quelli si spostano con un clik.. bensì sui depositi postali dei pensionati, sui libretti dei bambini, sui risparmi delle pecore italiane.. I giochi non cambiano e purtroppo anche le pecore non cambiano, i piccoli saranno fregati una altra volta, traditi e derubati, insomma, dicesi in.. lati

  • LucaV

    Ah beh se è Beppe Grillo il salvatore che fa sterzare la nave…preparate i salvagenti, anzi i gommoni.

    Preparatevi sta per arrivare la terza fase del Crack, Up, Boom.
    L’ultima bolla, quella che hanno gonfiato per anni e anni, la supergarantita.

  • gonzibus

    tassare la prostituzione e legalizzarla??? ci sto XD!!!!

  • rosacroce

    quello che bolle in pentola ,con buone pace del popolino che non vorrebbe,è il fallimento dello stato italiano come degli stati uniti e della gran bretagna ,come descritto e profetizzato da europe 2020 .
    presto ne vedremo delle belle sopratutto per la cricca di impiegati e dipendenti pubblici e pensionati nullafacenti,e mantenuti a gratis dai debiti dello stato da almeno 30 anni.

  • rosacroce

    quanto ti piace arrampicarti su per gli specchi.
    peccato che cadi sempre.
    la soluzione è la dichiarazione di fallimento .
    e non rimborsare più i titoli del debito.
    vedi argentina.
    dopo di chè o rivoluziOne o GUERRA

  • maristaurru

    Penso che quelli cadranno sempre in piedi, riusciranno a spremerci fin l’ultima stilla di sangue, i pensionati al minimo o poco più, i piccoli artigiani verranno spogliati più di quanto sin ora abbiano criminalmente fatto, per permettere a una banda di parassiti di continuare a spolpare le spoglie delle ricchezze da altri prodotte. Tra alti lamenti e vittimismi , al massimo si ridimensioneranno un poco.. forse

  • epicureo99

    Di fatto, come sostengo da tempo, la legalizzazione di droghe, almeno le leggere, e prostituzione toglierebbe un velo ipocrita sulla nostra società, rappresenterebbe una grande entrata per le casse statali prelevata direttamente dalle casse della malavita, restituirebbe diritti e dignità a molta gente, avrebbe sicuramente più potere di tenere i due fenomeni sotto controllo.

    Purtroppo ci sono Fini e quel maledetto velo ipocrita che copre tutto il resto.

  • marcello1950

    Purtroppo rosacroce se la tua è una fede non posso convinerti,

    comunque puoi aver ragione in quanto ci sono molti che stanno pensando ad un fallimento generale come soluzione, e se anche tremonti appartiene a questa cosca è sicuro che falliremo

    e per intanto stanno facendo fallire un sacco di piccole e medie imprese ma daltronde se gli Italiano hanno prodotto questo sistema politico a cominciare dal consenso bulgaro dato a Berlusconi anche se tremonti sta strozzando l’economia per continuare con i comunisti che disprezzano operai e artigiani per finire con la lobby che gira attorne alle banche e alla chiesa …..

    bisogna dire che per scegliersi questa classe dirigentegli italini sono guidati da una fede CIECA
    Ma sono guidati dalla fede invece che dagli interessi e con le fette di salame sugli occhi si andrà tutti nel burrone .
    i soldi per allestire un esercito che spari sulla folla li hanno già stanziati un miliardo di Euro.
    persone ben introdotte e di altissimo livello hanno cercato di far cambiare politica al governo ma non c’è stato niete da fare. esiste un blocco di potere che non si capisce quali interessi difenda che vuole questa politica di austerità, il capofila è chiaramente Tremonti, ma penso che neanche berlusconi sia convinto di questa politica suicida del tanto peggio tanto meglio.
    per fare un esempio la danimarca ha investito 590 miliardi di _euro per salvare le sue banche ed ha un pil di soli 300 miliardi, noi non stiamo investendo niente per salvare il tessuto di imprese più importante d’Europa; è semplicemente un suicidio collettivo.
  • albertgast

    Quindi assisteremo ad una guerra fra poveri? Mentre quelli che i soldi ce li hanno, perchè se li sono fatti spremendoci come limoni, se ne andranno nei loro paradisi fiscali a goderseli? Mamma mia che bella prospettiva! Ma forse stavolta Tremonti ci cartolarizzerà tutti e chissà chi ci comprerà a noi, che siamo pieni di problemi. In fondo i probabili acquirenti sono solo 2 o 3. Peccato che siano l’uno peggio dell’altro.

  • albertgast

    Condivido in pieno. Aggiungerei che questo governo ha cominciato male, accollando alla comunità il grosso debito Alitalia (che non è nemmeno servito ad avere una compagnia decente), continuando con la non stabilizzazione dei precari (che ha fatto diminuire un pil in discesa), con tagli indiscriminati in settori vitali (e non mirati come buon senso avrebbe voluto), non ha diminuito la pressione fiscale (anzi è + 0,7), non ha eliminato le provincie, per non parlare della promessa di abolire il bollo auto. Avrebbe almeno potuto detassare le tredicesime, invece ha preferito detassare gli staordinari (che nessuno o quasi fa più) o gli utili reinvestiti (avercene di utili!). Ma qualcuno si ricorda di come avevano cominciato? Ricordate la Robin Hood Tax? Doveva colpire i banchieri, ed invece siamo stati noi, con le nostre tasse a tenerli a galla, sennò sarebbero tutti affondati. Ricordate Tremonti dire prima che la crisi era solo americana e che non ci avrebbe neanche sfiorato, poi che la crisi era solo finanziaria ma gli italiani non ci avrebbero rimesso nemmeno un euro (addio alle mie Lehman Br….mannaggia a lui!), poi che non era tanto grave, poi che eravamo i migliori a fronteggiarla…..già già, basta guardare i nostri conti! C’è davvero poco da essere ottimisti, se ci va bene, ma proprio bene bene, ci salveremo grazie agli evasori, ai truffatori e alle mafie. Che bel quadretto! Caro Benetazzo, pure io uscite ne vedo poche, soprattutto con queste mezze calzette che ci governano e che, quando fanno qualcosa, la fanno sbagliata. Non so perchè, ma in questi giorni mi viene spesso in mente un libro sulla vita di Jim Morrison: “Nessuno Uscirà Vivo di Qui”.

  • rosacroce

    questi rimedi che tu proponi sembrano efficaci ,ma non lo sono,perchè non parli mai del denaro di carta senza valore creato dalle banche e dato a tutti in quntità astrOnOmiche a DEBITO E GRAVATO DI INTERESSI DECISI DALLE BANCHE MEDESIME?
    QUESTO è IL VERO PROBLEMA E LA VERA CAUSA DELLA CRISI,SE NON SI AFFRONTA QUESTO, TUTTO IL RESTO SONO SOLO CHIACCHERE E TENTATIVI INUTILI DI USCIRE DALLA CRISI,CHE PEGGIORERà FINO A CHE NON SI AFFRONTI QUESTO ,,,,,,,,,,,,,,,,,ONON SI FACCIA UNA GUERRA CHE ANNIENTI TUTTO.
    TUTTI LAVORIAMO PER LE BANCHE ,E NON ABBIAMO PIù SOLDI PER NOI,QUESTO è IL PROBLEMA ,LE BANCHE CI HANNO PRESO TUTTO O QUASI TUTTO CARO MIO,è FALLIMENTO.

  • rosacroce

    TRASFORMARE I DEBITI IN CAPITALE?
    un altra idea pazza ,i debiti non si trasformano in capitale.i debiti portano al fallimento.
    vi arrampicate sugli specchi,pur di non vedere la realtà .
    il denaro a debito è il problema,

  • rosacroce

    anche se vendi tutto ,il debito non scompare o se cala per un po ,restando lo stesso sistema che produce debiti il debito ricompare come prima e + di prima,vendere il patrimonio pubblico serve ad arricchire chi lo compra.
    e rovinare gli italiani.

  • rosacroce

    tutte ste teorie sono fandonie ,per non vedere la realtà.c’è un modo:
    banca di stato che eroga denaro a credito, e i debiti precedenti col fallimento si rinnegano insieme all’euro.
    quelli che fanno l’euro se lo fanno per loro ,il nostro stato fa la sua moneta.
    non ce ne sono altri ,altri sistemi sono solo inutili.

  • rosacroce

    c’è un modo: banca di stato che eroga denaro a credito, e i debiti precedenti col fallimento si rinnegano insieme all’euro. quelli che fanno l’euro se lo fanno per loro ,il nostro stato fa la sua moneta.
    non ce ne sono altri ,altri sistemi sono solo inutili.
    al posto del sistema monetario (denaro a debito creato da privati furbi e ladri, cioè banche)
    sistema creditizio :denaro di stato erogato a credito a tutti a interessi fissi di 1%.
    tutto le altre soluzioni ,per uscire dalla crisi sono illusioni,dato che questo è ciò che crea la crisi.
    con denaro di stato ,lo stato non ha debiti e non paga interessi sul debito.e diventiamo tutti ricchi.
    con l’attuale sistema le banche ci portano via tutto e finiremo tutti in miseria.

  • rosacroce

    assisteremo ad una crisi generale in cui tutto cambia,e il mondo attuale diventa insostenibile dato che adesso è sostenuto da debiti impagabili.

  • rosacroce

    queste entrate che dici tu .sono sciocchezze in confronto al totale dei debiti che girano,sono trascurabili,

  • lino-rossi

    è del tutto inutile parlare con rosacroce. Madre Natura è stata particolarmente avara nei suoi confronti. Ma non così avara come lo è stata nei confronti di Piero Angela.

  • marcello1950

    SONO DACCORDO che il denaro a debito è una tassaoculta che strozza il sistema economico in Europa e non sono daccordo, che sia la BcE a creare la moneta in europa rubando reddito agli stati ed ai cittadini; e sicuramente bisogna lottare per instaurare un sistema PER CUI la moneta viene creata dagli stati ed è di loro proprietà in funzione della potenza economica annuale dello stato stesso, LA BcE deve essere solo un organi di controllo del rispetto delle regole di emissione e circolazione della moneta da parte degli Stati.

    NON SONO DACCORDO però con la tua idea che non deve essere creato denaro per finanziare lo sviluppo, ma che il circolante non deve essere proporzionale alla complessita e dimensione della struttura produttiva distributiva e finanziaria di una nazione ma deve essere in funzione delle riserve auree possedute.
    NON SONO DACORDO sul fatto che bisogna eliminare le Banche dal processo di selezione dei prenditori privati del credito, in quanto non vedo un sistema più efficiente, SICURAMENTE ESISTE UN LIMITE TRA ESSERE UN ELEMENTO DELLO SVILUPPO DA TRASFORMARSI IN UN VAPIRO CHE SUCCHIA TUTTO IL SANGUE IMPEDENDO LO SVILUPPO,
    senza stare a parlare del sistema finananziario internazionale, ma le banche italiane si sono trasformate in vampiri,mentre l’economia si contraeva loro si sono ingrandite a dismisura ed anno aumentato esponenzialmente i loro profitti.
    ULTIMO PUNTO il sistema di trasformare il debito in capitale attraverso dei sistemi societari è un metodo che permette di uscire dalla stretta creditizia e deflattiva in atto senza cambiare una sola virgola dei trattati sottoscritti a livello europeo, SE TU NON LO RITENI POSSIBILE ok sei libero di pensarla così, SE TU LO RITIENI IMMORALE PERCHE’ E’ UN ALTRO SISTEMA DI CREARE DISPONIBILITA FINANZIARIE SENZA IL CORRISPETTIVO IN ORO sei ugualmente in diritto di pensarla così, ti dico solo come penso di averti già detto un po di tempo fa che se si tornasse all’oro, il sistema economico mondiale non potrebbe mantenere in vita più 500 milioni o massimo un miliardo di persone, a parte la carneficina questo in termini ecologici sarebbe una soluzione per la distruzione della terra che la specie umana sta realizzando, ma questo è un alro discorso, NON MI SENTO UN PROFETA DEGLI ANIMALI E DELLE PIANTE CHE PREDICA LA DISTRUZIONE DELLA SPECIE UMANA COME FATTOR EDI PERICOLO DELLA TERRA
  • marcello1950

    CARO lino, da quanto tempo, probabilmente tu hai ragione ma daltronde ognuno a diritto di avere la religione che vuole, ma io sono un limitato razionalista e forse un po bacchettone che risponde alle obiezioni nella misura in cui riesco a dare la risposta razionale possibile.

    PS: Fabrizio mi ha rimandato il progetto di legge corretto, tu sei riuscito a dargli uno sguardo? ciao ci sentiamo.

  • lino-rossi

    la moneta M0 non è un debito.
    tutta l’altra SI

    De Gaulle definiva M0 come “deficit senza lacrime”.
    http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/risate-cinesi-e-debito-pubblico-americano/

    il problema della BCE non è l’emissione a “debito” (sarebbe la stessa cosa con la BC nazionale); il problema consiste nella politica monetaria completamente filo-sistema_bancario, come è stato per la stessa BdI dal settembre 1979 in poi.

    ho apprezzato che lo stesso BXVI, nella nuova Enciclica, relega l’anarcocapitalismo nel museo degli orrori. Solo dei fanatici dementi possono apprezzare l’orrore e propagandarlo senza averne VERGOGNA. Si vede che a forza di vedere orrori e violenza gli si è leso il cervello.
    sono troppo scemi ….: ridicolizzano chi non comprende il loro delirio e non si rendono conto della loro ripugnanza. ma se almeno si mettessero un bell’adesivo sulla fronte con su scritto LIBERTARIO ANARCOCAPITALISTA eviterebbero al prossimo la difficoltà di comprenderne la natura scimmiesca (sta a vedere che ha ragione darwin … forse quelli sono qualche passo indietro nell’evoluzione).

  • LucaV

    L’attuale politica monetaria non ha nulla a che vedere con l’anarcocapitalismo. Continua a parlare con il sedere. Per favore collega il cervello.

  • LucaV

    Mi arrendo. Leggo tutto ed il contrario di tutto, dalle stesse persone!

  • lino-rossi

    toh! c’è ancora in giro la zoccola burina, libertaria, conformista ed anarcocapitalista.
    ma non ti vergogni della tua pietosa condizione di abominevole stato primordiale dell’umanità?

  • LucaV

    Da che pulpito! Neanche la storia, neanche la storia!!! Impara cosa vuol dire capitalismo, libero mercato e anarcocapitalismo e poi mi dici che c’entra con quello che è successo e sta succedendo! Il nulla proprio. C’hai le scimmie urlatrici nel cervello che, oltre ad urlare, litigano tra di loro!

  • lino-rossi

    ma il vaccino … dicci … il vaccino te lo fai o non te lo fai? e per quale via? leggi bene li istruzioni, mi raccomando!!!

  • marcello1950

    Rosacroce so che ognuno rimarà della sua idea ti ma:
    SONO DACCORDO che il denaro a debito è una tassa occulta che strozza il sistema economico in Europa e

    non sono daccordo, che sia la BcE a creare la moneta in europa rubando reddito agli stati ed ai cittadini; e sicuramente bisogna lottare per instaurare un sistema PER CUI la moneta viene creata dagli stati ed è di loro proprietà in funzione della potenza economica annuale dello stato stesso, LA BcE deve essere solo un organi di controllo del rispetto delle regole di emissione e circolazione della moneta da parte degli Stati.
    NON SONO DACCORDO però con la tua idea che non deve essere creato denaro per finanziare lo sviluppo, ma che il circolante non deve essere proporzionale alla complessita e dimensione della struttura produttiva distributiva e finanziaria di una nazione ma deve essere in funzione delle riserve auree possedute. –
    NON SONO DACORDO sul fatto che bisogna eliminare le Banche dal processo di selezione dei prenditori privati del credito, in quanto non vedo un sistema più efficiente, SICURAMENTE ESISTE UN LIMITE TRA ESSERE UN ELEMENTO DELLO SVILUPPO DA TRASFORMARSI IN UN VAPIRO CHE SUCCHIA TUTTO IL SANGUE IMPEDENDO LO SVILUPPO,
    senza stare a parlare del sistema finananziario internazionale, ma le banche italiane si sono trasformate in vampiri,mentre l’economia si contraeva loro si sono ingrandite a dismisura ed anno aumentato esponenzialmente i loro profitti.
    ULTIMO PUNTO il sistema di trasformare il debito in capitale attraverso dei sistemi societari è un metodo che permette di uscire dalla stretta creditizia e deflattiva in atto senza cambiare una sola virgola dei trattati sottoscritti a livello europeo,
    SE TU NON LO RITENI POSSIBILE ok sei libero di pensarla così, SE TU LO RITIENI IMMORALE PERCHE’ E’ UN ALTRO SISTEMA DI CREARE DISPONIBILITA FINANZIARIE SENZA IL CORRISPETTIVO IN ORO sei ugualmente in diritto di pensarla così, ti dico solo come penso di averti già detto un po di tempo fa che se si tornasse all’oro, il sistema economico mondiale non potrebbe mantenere in vita più 500 milioni o massimo un miliardo di persone, a parte la carneficina questo in termini ecologici sarebbe una soluzione per la distruzione della terra che la specie umana sta realizzando, ma questo è un alro discorso,
    NON MI SENTO UN PROFETA DEGLI ANIMALI E DELLE PIANTE CHE PREDICA LA DISTRUZIONE DELLA SPECIE UMANA COME FATTOR EDI PERICOLO DELLA TERRA
  • LucaV

    Ehhhh il vaccino!!! Quello antinfluenzale non l’ho mai fatto. Da libertario vi dico che potete fare come cazzo vi pare, il corpo è il vostro.
    Mi raccomando Lino TU non te lo fare…fosse la volta buona!

    Per il commento di prima: comprati un dizionario di economia. Almeno riuscirai ad usare termini esatti e appropriati. Studiati cosa vuol dire Capitalismo, libero mercato, anarcocapitalismo, concorrenza perfetta. Poi potrai sparare sentenze su Benedetto XVI, crisi attuale, Greenspan ecc.
    Ormai fai discorsi dove mischi di tutto di più.

  • rocks

    Bene, ma solo un appunto. E’ vero solo in parte che non si possono ridurre i costi dell’istruzione perché non si possono licenziari i prof. Quando questi vanno in pensioni il loro costo si trasferisce alla percentuale dei pensionati, ma se lo Stato non assume nessuno i ciò presuppone un taglio ed un risparmio.

  • idea3online

    UNA DOMANDA:
    MA GRILLO E BENETAZZO CON IL LORO ESSERE SAMARITANI QUANTO GUADAGNANO E QUANTO DONANO AI POVERI?