OLIVIERO DILIBERTO: IL KOMUNISTA ATLANTICO DI SERVIZIO

OLIVIERO DILIBERTO: IL KOMUNISTA ATLANTICO DI SERVIZIO



DI ANDREA CARANCINI

andreacarancini.blogspot.com/

Nelle scorse settimane due notizie hanno attratto la mia attenzione: l’inquietante incidente stradale accaduto al giudice Clementina Forleo[1] e l'opportunistica partecipazione del segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto al No B. Day[2]. Mi hanno colpito anche in relazione alla presenza, in quello stesso No B. Day, di Luigi De Magistris, già noto magistrato inviso – come la Forleo - ai poteri forti.

Si tratta di tre persone, Forleo e De Magistris da un lato, e Diliberto dall’altro, che stimolano le associazioni mnemoniche. Il primo ricordo è la conferenza stampa di qualche mese fa di Marco Rizzo, in cui – fresco di espulsione dal partito – il noto “pelatone” rivolse pesantissime accuse a Diliberto: “Guarda caso la situazione è precipitata proprio ora, immediatamente dopo l’aver fatto notare al segretario Diliberto che un puzzle di iniziative pubbliche locali da lui svolte nel tempo lo vedevano sempre “accompagnato” da un volto noto della P2 di Licio Gelli”, disse Rizzo[3].Rizzo si riferiva a Giancarlo Elia Valori, noto dirigente d’azienda e noto massone[4]. Proseguiva Rizzo:



“Oliviero Diliberto dal 2003 al 2007 partecipa infatti a ben otto avvenimenti pubblici con un uomo legato al capo della P2 . E’ mai possibile che il segretario di un partito comunista possa ripetere così tante volte una pesante ‘leggerezza’? Il punto di domanda non è la legittimità o meno a frequentare chicchessia, la questione è tutta politica. Può un segretario comunista interloquire così a lungo con una espressione di quei poteri che, a parole, dice da sempre di voler contrastare? Credo proprio di no, e se le imbarazzanti risposte di Diliberto ("sono solo incontri pubblici…") non mi convincono, mi risulta assai più chiaro il procedimento di espulsione intrapreso a mio carico”.



L'addebito di Rizzo era fondato nella sostanza, anche se inesatto nella forma: è vero che Elia Valori fece a suo tempo parte della P2 ma la sua espulsione dall’organizzazione era già nota nel 1981[5]. Tra gli incontri pubblici cui si riferisce Rizzo c’è la partecipazione di Elia Valori, addirittura, alla festa nazionale del partito del 2003[6].

Comunque, ciò che importa qui è che le molteplici attività di Elia Valori entrarono a suo tempo nel mirino di Luigi De Magistris e della sua inchiesta “Why Not”: “Le indagini ‘Why Not’ – raccontò De Magistris ai magistrati di Salerno – stavano ricostruendo l’influenza dei poteri occulti. In particolare si stavano ricostruendo i contatti intrattenuti da Giancarlo Elia Valori, Luigi Bisignani, Franco Bonferroni e altri e la loro influenza sul mondo bancario ed economico finanziario. Elia Valori pareva risultare, dagli accertamenti preliminari che stavamo svolgendo con la massima riservatezza, ai vertici della massoneria contemporanea”[7].

Gli accertamenti di De Magistris, per quanto riservati, non passarono inosservati: dal 2005 al 2007 il magistrato napoletano, come scrive Antonio Massari su MicroMega[8], venne fatto oggetto di ben 17 interrogazioni parlamentari - da parte, complessivamente, di ben 153 parlamentari - quasi tutte ostili e mirate a bloccarne l’attività investigativa.



Il risultato di tali pressioni politiche lo conosciamo tutti: nel 2008 CSM infligge a De Magistris la pena del trasferimento (dalla sede di Catanzaro e dalla funzione di pubblico ministero).[9] Un destino parallelo a quello di Clementina Forleo, trasferita da Milano a Cremona[10].



Ma perché associare il “forchettone rosso”[11] Oliviero Diliberto alle sfortunate vicende professionali di due magistrati esemplari come Forleo e De Magistris? Semplice, perché ad accusarli non solo all’interno del CSM ma anche, in modo del tutto irrituale, sui grandi organi d’informazione, figurò in primis la professoressa Letizia Vacca, designata al CSM proprio su imput di Diliberto: “E’ necessario che emerga che Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati”, esternò a suo tempo la Vacca[12].

Riassumendo: Rizzo rinfaccia a Diliberto di essere amico di un massone che era stato indagato da De Magistris, quel De Magistris che – insieme alla Forleo – è stato tolto di mezzo con l’ausilio di una sodale di Diliberto.

Ma “amico” in che senso?

A mio giudizio, Diliberto è amico di Elia Valori perché ne condivide, al di là della facciata, proprio i “valori”. Sappiamo, dai suoi libri, quali sono i “valori” di Elia Valori: sionismo e atlantismo über alles; il tallone di ferro dell’occidente contro i palestinesi. Cose da far inorridire qualunque sincero comunista. Ma non Diliberto. La riprova?



Anche in questo caso, è un’immagine della memoria a soccorrerci: Milano, 1999, manifestazione del trentennale della strage di Piazza Fontana. Diliberto annuncia retoricamente di voler chiedere l’abolizione degli omissis e del segreto di stato sulle stragi degli anni ‘70[13]. In quell’occasione, l’allora Ministro della Giustizia venne giustamente fischiato dai giovani che gli rimproveravano la partecipazione al governo D’Alema (con i relativi bombardamenti alla Iugoslavia).



Forse quei giovani non sanno che Diliberto, mentre fa il trombone in piazza, ha compiuto un atto sfuggito ai più: si è associato al procedimento disciplinare contro il giudice Guido Salvini, proprio quello che si era messo a indagare sul serio il mistero di Piazza Fontana e la sua matrice atlantica[14]. Per misurare appieno la gravità del comportamento dell’allora Ministro della Giustizia, diamo la parola allo stesso Salvini:



“…Per non parlare del ministro della Giustizia del governo di sinistra, Oliviero Diliberto. Nel 1999, quando fui assolto da tutte le incolpazioni del procedimento disciplinare aperto parallelamente a quello di “incompatibilità ambientale”, Diliberto fece personalmente qualcosa che non accade quasi mai: impugnò l’assoluzione pronunziata nei miei confronti dinanzi alla Cassazione, la quale l’anno successivo gli diede sonoramente torto”.[15]

Ultima immagine: Roma, 2006, Galleria Monferrato. Il Presidente emerito della Repubblica Cossiga inaugura una mostra con i graffiti degli anni ’70 a lui dedicati. A lui, a Kossiga, altro atlantista di ferro e altro vecchio amico di Elia Valori[16]. Ad abbracciarlo, Oliviero Diliberto: “Eravamo dalla stessa parte della barricata…”[17].



Andrea Carancini

Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com/

Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2009/12/oliviero-diliberto-il-komunista.html

26.12.2009

[1] http://www.danielesilvestri.it/blog/?p=1172

[2] http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=21655859f6c44ec0

[3] http://lombardia.indymedia.org/node/19317

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Elia_Valori . Su questo personaggio si vedano gli articoli che gli ha dedicato sul suo blog Miguel Martinez: http://kelebek.splinder.com/tag/giancarlo+elia+valori

[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Elia_Valori

[6] http://www2.regione.veneto.it/videoinf/giornale/newgiornale/64/valori.htm

[7] http://www.proletaria.it/index.php/proletaria/content/download/2413/17061/file/dichiarazione%20rizzo%20+%20allegato.pdf

[8] Antonio Massari, De Magistris: un magistrato da fermare, MicroMega 6/2007, pp. 41 e seguenti.

[9] http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_de_Magistris

[10] http://it.wikipedia.org/wiki/Clementina_Forleo

[11] http://www.ibs.it/code/9788845702495/forchettoni-rossi.html

[12] http://espresso.repubblica.it/dettaglio/1910388

[13] http://www.repubblica.it/online/politica/fontana/fontana/fontana.html

[14] http://archiviostorico.corriere.it/1999/dicembre/13/Diliberto_stragi_via_segreto_Stato_co_0_99121310342.shtml

[15] Luciano Lanza, Bombe e segreti, Elèuthera editrice, Milano, 2005, p. 168.

[16] http://archiviostorico.corriere.it/2000/maggio/19/Cossiga_con_Valori_rapporti_restaurati_co_0_0005198878.shtml

[17] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/07/cossiga-scherza-su-kossiga-abbraccia-diliberto.html

Commenti (29)

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Nascondi area commenti 9 caricati
    1. alinaf 27 dicembre 2009

      Funzionale al servizio che deve svolgere perchè non si tratta più di una guerra che esclude l’eliminazione del contrario (sinistra comunista vs. destra capitalista) ma di una competizione politica per imporre progetti alternativi dentro lo stesso sistema.
      E da noi, in Italia, il sistema è piduista ed il metodo è l'inciucio.
      Nessuna sincerità e nessuna genuina ideologia.
      Ciao ciao.

      http://www.vocidallastrada.com/2009/08/limpero-senza-un-nemico-strategico.html

    1. cloroalclero 27 dicembre 2009

      in realtà la soluzione sarebbe semplice: chi ha simpatie per il socialismo, cioè per un ordine sociale egualitario basato sulla diretta delibera del popolo, dovrebbe mettersi d'accordo con gli altri e votare per Marco Ferrando: una persona a posto sotto questi aspetti e anche sotto altri.

    1. maristaurru 27 dicembre 2009

      Bell'articolo che offre interessanti e nuove prospettive, comunque aggiunge alcune tessere mancanti

    1. Tetris1917 27 dicembre 2009

      A pag 477 del "il caso Genchi", intecettazione tra Barbieri Vincenzo e Achille Toro.

      Poi sempre dallo stesso mattone-libro, a pag 731-734, i fatti riassunti da Carancini.

    1. pablobras 27 dicembre 2009

      ....articolo a senso unico.
      Adesso Diliberto dovrebbe avere la possibilità di replicare...no?
      Altrimente il tutto potrebbe rientrare nel piano di distruzione delle sinistre e delle destre antiliberiste.

    1. calliope 27 dicembre 2009

      Ma come si sollazzava il nostro EROE a fare il sinistroso da vespa,
      con quel timbro nasale che lo rende così... dotto.
      Alla faccia di chi crede ancora alle IDEOLOGIE.

    1. myone 26 dicembre 2009


      Vuoi per una cosa vuoi per un' altra, non ne esce nessuno.

      L' italiano vota e sponsorizza, ringrazia, e prosegue fino alla prossima.

      Cadono miti politiche e peronaggi partiti e alleanze, ne arrivano sempre di aggiornate,

      ma la sostanza e' sempre quella e non cambia mai.

      Cambiano le promesse e gli impegni, quanto basta per essere votati,

      ma dentro li, chi non fa' fa' gia' tanto per il suo, e chi fa',

      fara' piu' del dovuto per altro, e qualcosa, tanto per far tener viva la promessa.

      Il vero lavoro in nome del popolo e della democrazia e della grande discussione del tutto,

      e' mirato a tenere alta la possibilita' di esserci, e l' esserci, ha sempre il solito fine massonico,

      avere e distribuire tutto per l' alleanza consolidata del tutto di parte,

      che porta favori, entrate, agevolazioni, e via discorrendo.

      Quello che si ripercuote sulla gente, e' il modo per tenerla a bada, manipolarla,

      lavorarsela, richiederne, e tenerla educata e in forma per tutto di sempre.

      Alla fine e' cosi. Mezza italia sta' in piedi per questo,

      per cause maggiori e alleanze comuni di comuni interessi,

      l' altra meta' e' mulo,

      dove non essendo abbeverata per cause maggiori e alleanze comuni di comuni interessi,

      deve darsi anima e corpo, essendo la valvola tappabuchi degli alti e bassi a discrezione e a comando dei soliti di turno,

      per farne pareggiare i conti, quelli loro, alla fine.

      Perche' come base, l' incentivare questo o quello, a seconda della fascia di categoria,

      porta a maggioranza votante, non pensante. Perche' il pensante, e' di libero arbitrio e d' uso di tutti coloro che si propagandano,

      e propagandano il cosi detto bene per tutti.

      (riesco a parlare solo cosi per la questione in questione)

    1. ComeDonkeyKong 26 dicembre 2009

      Grazie per l'interessante articolo. A questo punto, al di là di quello che ognuno di noi ha potuto intuire o osservare negli ultimi anni, qualcuno mi sa dare indicazioni su dove trovare informazioni sui reali progetti politici di persone come Diliberto e altri "compagni"?
      Sono figure che hanno cambiato orientamento perché innamoratesi del potere, o sono sempre state così, e hanno avuto l'abilità, soprattutto mediatica, di convincere molte persone della loro buona fede?

    1. cloroalclero 26 dicembre 2009

      grande e documentatissimo articolo.
      Ho avuto molte discussioni su diliberto con gente anche poraccia che ci crede.
      Carancini for presidente.

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