OGGI SI FESTEGGIA LA LIBERAZIONE

OGGI SI FESTEGGIA LA LIBERAZIONE

DI DIEGO FUSARO

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Si festeggia la Liberazione. Ma occorre sempre pensare l'impensato del pensato: la Liberazione fu subito seguita da una nuova occupazione, che ancora subiamo. Alludo naturalmente all'occupazione da parte della potenza imperialista americana, che ad oggi occupa il territorio nazionale italiano con oltre 110 basi: non può esservi democrazia, né libertà, né sovranità ove il territorio nazionale è occupato da basi militari straniere.

La festa della Liberazione, anziché ridursi a culto del passato, ci insegni a tornare a lottare per la libertà: contro l'occupazione americana, contro la dittatura eurocratica.

Diego Fusaro

Fonte: www.facebook.com

25.04.2015

Commenti (29)

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    1. Giovina 25 aprile 2015

      Ecco che Fusaro ci rivela l'arcano, dopo aver pensato l'impensato.

      Truppe e basi americane ci impediscono la democrazia, la sovranita' la liberta'.

      Percezioni e pensati in luogo del percepire e del pensare.

      Come faremmo senza questa razza di filosofi?

    1. Noumeno 25 aprile 2015

      Grandeee !

    1. Albertof 25 aprile 2015

      Grazie a Fusaro che ci ha aperto finalmente gli occhi. Non so cosa avremmo fatto senza le sue puntuali e illuminanti osservazioni.

    1. mago 25 aprile 2015

      La festeggeremo la nostra liberazione...quella vera...tempo al tempo.
    1. sotis 25 aprile 2015

      Non sono molto interessato alla liberazione dagli invasori stranieri di 70 anni fa ma sarei più interessato alla liberazione nel mio paese da chi ci amministra malamente. Quella è la liberazione che vorrei festeggiare per me ,i miei figli ed i miei nipoti. VFC

    1. lucamartinelli 25 aprile 2015

      Si, Fusaro, va bene. E lo sapevamo già. Il problema è che nulla accade per caso. Occorre conoscere e ricordare la storia per capire il presente. Fusaro, abbiamo perduto una guerra, quella voluta da Mussolini e i vincitori fanno i vincitori. Che pensavi? Che tutto finisse a tarallucci e vino?. Leggiti "il golpe inglese" di Cereghino e Fasanella. Vedrai che sarai un altro uomo.

    1. IVANOE 25 aprile 2015

      L'unica lotta che deve e doveva essere fatta e' contro l'odioso valore che viene dato al denaro...

      Su questo valore si regge tutto l'attuale potere fascista...
      Quando ho ascoltato i comunisti "convinti" che dicevano : i soldi non hanno ne colore e e ne odore ... Ho capito tutto e ho capitomperche' i nostri nonni ci hanno fatto ritrovare in queste attuali pietose condizioni sociali.
    1. babuskin 25 aprile 2015

      L'unica lotta che racchiude in se tutte le libertà è la lotta contro l'imperialismo mondiale.

      Tutto il resto sono chiacchiere.
    1. Rosanna 25 aprile 2015

      Condivido lo slancio appassionato di Fusaro e l'augurio del ritorno alla lotta per la libertà, contro l'occupazione americana, contro la dittatura eurocratica.

      E a commento della sua analisi, vorrei ricordare che la Resistenza ha rappresentato una breve pausa gloriosa di tutto un popolo che si è ribellato all'autoritarismo di una dittatura e all'occupazione straniera, immediatamente interrotta da un'altra occupazione certo, quella americana, appoggiata dal solito servilismo gattopardesco, tipico degli italiani, che da secoli sono stati sempre servi di molti padroni.

      Perché la Resistenza non è stata solo quella armata, come sostengono i detrattori nostalgici, ma anche civile: donne e uomini delle città, famiglie intere, militari deportati ... Insomma davvero un nuovo, vero Risorgimento, più autentico e condiviso di quello storico.

      La realtà va oltre le meschine accuse di retorica, farcite di puro odio patriottico e invidia per i veri e sacrosanti valori di chi ha combattuto dalla "parte giusta", libera e democratica. Purtroppo quei valori sono stati traditi dai rancori fascisti, subito risorti nell'immediato dopoguerra, e la Costituzione non è MAI stata veramente applicata. Perché il fascismo rsiede nel Dna del sangue disperso italiano.

      "Si vider le lance calate sui petti,

      A canto agli scudi, rasente agli elmetti,

      Udiron le frecce fischiando volar.

      E il premio sperato, promesso a quei forti,

      Sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,

      D’un volgo straniero por fine al dolor?

      Tornate alle vostre superbe ruine,

      All’opere imbelli dell’arse officine,

      Ai solchi bagnati di servo sudor.

      Il forte si mesce col vinto nemico,

      Col novo signore rimane l’antico;

      L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.

      Dividono i servi, dividon gli armenti;

      Si posano insieme sui campi cruenti

      D’un volgo disperso che nome non ha."

      Alessandro Manzoni, Adelchi

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