OGGI, 29 LUGLIO...

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DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com


Strana data per sancire la fine di un’epoca, il canto del cigno di Silvio Berlusconi e del berlusconismo: a metà fra un 25 Luglio di storica memoria ed un 29 Settembre di ricordi canori, quelli di anni che – a loro volta – ricordavano il 25 Luglio come il necessario prodromo del 25 Aprile, ed il 29 Settembre solo per sognare con le note dell’Equipe 84.

Sicuramente, Silvio Berlusconi – così attento ai cicli astrali ed alla Ghematria – ci avrà fatto caso, ma non poteva farci proprio più nulla.

In un certo senso, Berlusconi ha scelto: ha scelto la Lega Nord come alleato – nonostante le tirate d’orecchi da parte dell’UE per le quote latte – ed ha abbandonato al suo destino il Sud che lo votava, che lo credeva l’uomo della Provvidenza.

Perché lo ha fatto?

A seguito, "Epurazioni e vecchi fantasmi" (Pino Cabras, megachipdue.info);
Sembrerà banale: perché non aveva altra scelta mentre, tagliando il nodo gordiano, spera d’averne ancora in futuro. Anche se, realisticamente, ci sembra assai improbabile.

La vicenda è nota e stranota: un colpo oggi ed uno domani, i “dissidenti” del PdL tagliavano le ali ai fedelissimi del “capo”, anche perché quegli ignavi erano così fedeli da seguirlo sulla via dell’illegalità la quale, da sempre, è stato il suo cavallo di battaglia.

Solo che, un proverbio orientale recita: “Se la volpe pensa di comportarsi come la tigre, finirà soltanto per rompersi la schiena”. Ed è ciò che è avvenuto ai vari Scajola, Cosentino, Brancher (che è passato da “ministro” a pregiudicato, due anni sul groppone) e compagnia cantante. Domani, sarebbe toccato a Verdini e Caliendo, poi ad altri: quando se ne fanno più di Carlo in Francia, dopo non si può invocare la persecuzione. Ma procediamo con ordine.

Silvio Berlusconi ha precisato, nella sua conferenza stampa, che le decisioni dell’ufficio politico del PdL sono state prese subito dopo il varo della manovra economica da 25 miliardi di euro: questa, dovrebbe essere stata la sola condizione posta da Tremonti.

Varata la Finanziaria, non c’è stato nessun pudore nel comunicare che, la legge sulla stampa – il cosiddetto “bavaglio” – era stata rinviata a Settembre, cioè…a data da destinarsi, cioè…alle calende greche.

La rinuncia a quella legge significa, per Berlusconi, l’addio alla legislatura giacché – senza quella legge – verranno a galla tonnellate di macerie politiche, il solito letamaio senza fine.

Perché, allora, mollare?

Diciamolo in modo semplice e comprensibile a tutti: poiché, quando non si riesce più a procedere a cavallo se la schiena duole, si smonta e si prosegue a piedi.
D’altro canto, in questa legislatura e con questi equilibri interni, il PdL non sarebbe mai stato in condizione di garantire all’alleato “strategico” – la Lega Nord – il “pagamento” della “cambiale” federalista.

Meglio quindi rimescolare il mazzo ed uscire verso elezioni anticipate: per Berlusconi – finito nell’angolo – la scelta elettorale lascia intravedere qualche speranza e molti rischi, ma sempre meglio della graticola odierna.

Il primo motivo è senz’altro di natura economica: stabilito che una Finanziaria come questa non s’era mai vista – cancellati i contratti di lavoro di 4 milioni di dipendenti pubblici nel volgere di un voto – c’è da osservare che il debito pubblico continua ad avanzare imperterrito.

Per il prossimo anno, saranno circa 120 miliardi in più, per i quali sarà necessario scovare altri 5 miliardi per gli interessi: dove prenderli? Oggi ha sacrificato l’elettorato del Sud: e domani?

Altre “tegole” economiche sulla testa obbligherebbero il Governo a dover toccare, forzatamente, quei capitoli di bilancio per i quali Berlusconi è giunto quasi alla rottura con Tremonti: soprattutto la tracciabilità dei pagamenti, che vorrebbe dire la fine di quella entante cordiale che, da sempre, il grande evasore ha con i suoi valvassori e valvassini, i medi e piccoli evasori.

Ma, questa, sarebbe veramente la fine del berlusconismo, giacché sarebbe minato alla base quel patto che unisce l’impunità fiscale dei grand commis di Stato con quella, minore ma tollerata per la necessità di prender voti, del popolo delle “Partite IVA”.

In seconda battuta, Berlusconi sorride sotto i baffi al pensiero dello “spettro” di bilancio che, eventualmente, lascerà ad un nuovo governo: qui non c’è più “polvere sotto il tappeto”, qui ci sono le montagne russe.

Tutto sommato, oggi – dopo aver ottemperato ai suoi doveri nei confronti delle burocrazie bancarie ed europee – Silvio Berlusconi può nuovamente giocare “a mani libere” anche se – e lui lo sa benissimo – ciò rappresenterà, al 90%, il rischio d’elezioni.



Tutto sommato, però, la prospettiva di girare sulla graticola ancora per mesi e mesi – oggi scoprono un ministro con le mani nella marmellata, domani un altro – non è accattivante: meglio la battaglia elettorale, nella quale potrà sfoderare le armi che più gli piacciono, a suon di “traditore” nei confronti di Fini, battute e barzellette comprese.

Se, poi – come alcuni sondaggi sembrano indicare – un’alleanza contro di lui da Fini a Bersani lo disarcionasse, potrebbe sempre mettersi sulla riva – forse non proprio al punto d’aspettare il cadavere del suo nemico, sarebbe chiedere troppo… – per creare, giorno dopo giorno, il battage mediatico/pubblicitario a suo favore, cosa nella quale sa destreggiarsi con grande abilità. Della serie: avete visto? Sono dei buoni a nulla: se c’ero io…



Sull’altro versante, Berlusconi sa benissimo di non esser gradito alla Casa Bianca e sa d’avere, anche in Europa, pochi estimatori: vorremmo scommetterci qualcosa ma, qualora dovesse finire nella polvere, riteniamo che anche i tanto vantati “amici” nel Pianeta si scorderebbero presto di lui. Anzi, ne parlerebbero con fastidio, come per una cena iniziata sotto i migliori auspici e finita con gente che vomita.



Senza la legge-bavaglio da approvare, c’è da presumere che le vacanze parlamentari, di fatto, giungeranno assai presto e saranno piuttosto lunghe: bisognerà giungere a Natale – già, praticamente, in campagna elettorale – per sancire la definitiva fine del Governo ed indire elezioni per la Primavera.
Non crediamo che, questa volta – anche con la sua potenza mediatica – Berlusconi riuscirà a sconfiggere un Fato oramai troppo avverso. Riconosciamo però, a Berlusconi, d’aver fatto la miglior scelta possibile: quella che la disperazione imponeva.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/07/oggi-29-luglio.htm

29.07.2010

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte

Commenti (30)

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    1. Altrove 30 luglio 2010

      Solito giro di parole per dire che lo schiavo ha deluso il padrone e va sostituito, ma lo schiavo non vuole essere licenziato. Si strappa via un pò di erbacce e si ara la terra. E' tempo di semina...

    1. vic 30 luglio 2010

      Eccellente, lucida considerazione.

    1. ROE 30 luglio 2010

      Se si vuole davvero, si può ancora cambiare. Ma, per farlo, non basta protestare, criticare, analizzare, ... Bisogna agire.

      http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/Anthro-It.pdf

      http://holos.unigov.org/parse.cgi?f=2&l=ita

    1. Layla 30 luglio 2010

      Concordo con chi dice che siamo alle solite armi di distrazione di massa. Il trucco e' non lasciarci mai nella calma piatta che genera noia e tempo per pensare, progettare, e organizzare. L'importante e' non dar tregua alla suspense, all'avvicendamento di continui fatti nuovi che scalzano i vecchi perche' questo generi alternativamente o contemporaneamente paura e speranza, uno stato emotivo di attesa e in sostanza inazione e impotenza personale...Poi l'attenzione e' tutta rivolta al Silvio che crolla (con sensazionalismo eccessivo nelle notizie secondo me), alla sua strategia, al suo poco pudore per gli scandali continui del suo governo...eppure ci sarebbe da pensare anche all'alternativa che ci aspetta...c'e'? Voi la vedete? E ci sarebbe da selezionare con particolare cura e attenzione quest'alternativa, se, come da tradizione italiana, salira' sulle poltrone e ci restera' per altri 30 anni. Per 30 anni ci siamo visti sempre gli stessi personaggi alternarsi al governo, ora alcuni dovranno farsi da parte per lasciare in teoria spazio al 'nuovo che avanza'...lo vedete? Io no. Ma soprattutto, abbiamo gli strumenti per selezionare davvero una nuova classe dirigente come la vorremmo noi? E sussiste la trasparenza necessaria affinche' il suo operato sia vigilato, tenuto sotto controllo dall'opinione pubblica e da altri organi competenti?
      In sostanza, Berlusconi puo' anche crollare tra mezz'ora ma il precariato, le tasse, la mentalita' e soprattutto i poteri che vogliono mantenere lo status quo sono sempre quelli (anzi peggio)...i nostri poteri per cambiarlo invece sono diminuiti di molto.
      Berlusconi ha il merito di averci mostrato in tutto il suo splendore le metastasi irreversibili della corruzione del nostro sistema, chi verra' dopo di lui temo che ne sara' fagocitato ugualmente.
      Tra l'altro Bertani nota una cosa giusta: chi cavolo vorra' prendere in mano la patata bollente di questa finanziaria? Il fine economista Tremonti disse applaudito a Bruxelles che preferisce un paese con debito pubblico alto ma quello privato basso che viceversa...un messaggio piu' chiaro di cosi': non ci sono piu' soldi e il debito aumenta ma per fortuna c'abbiamo i singoli risparmiatori! Cioe' noi, le famiglie medie italiane che con sacrifici hanno risparmiato, e' da qui che i nostri attingeranno il denaro necessario, senza naturalmente porre rimedio al debito, e senza scalfire le ricchezze accumulate dai pochi privilegiati, i nostri risparmi sono una manna dal cielo, quanto basta per mandare avanti la bottega...finche' la barca va...mi chiedo quando anche quei risparmi saranno esautorati, la disoccupazione alle stelle e le pensioni inesistenti, cosa succedera'. Quale classe dirigente puo' prendere in mano il paese in queste condizioni, quale puo' ottenere il consenso necessario, una nuova, rivoluzionaria e trasparente o una corrotta che lo faccia, di nuovo, per difendere certi suoi interessi?

    1. Ricky 30 luglio 2010

      Sono 2 anni che le destre internazionali e, all'interno, la magistratura e la destra "dalla faccia pulita" stanno cercando di far cadere Berlusconi (dell'opposizione interna non parlo: dato che non esiste, non sta tentando nulla).

      Ogni estate si dice che questo governo durerá fino a Natale, ogni Natale si dice che durerá fino all'estate. A me sembra che si stiano sottovalutando Berlusconi e Bossi, che i loro conti li avranno sicuramente fatti.

      Fino ad ora la caduta del governo é rimasta solo una speranza e, come dicevano i Litfiba: chi visse sperando morí ..non si puó dire..

    1. prischia 30 luglio 2010

      ...certo. Ma se non ricordo male qualcu altro aveva detto proprio su questo sito che sarebbe dovuto cadere prima di Natale scorso perche' s'era messo contro Murdok. Passato Natale e Capodanno qualcun altro disse perche' sarebbe dovuto cadere piu' o meno a marzo perche' era stato abbandonato dalla Chiesa e dal Papa. E bastaaaa! Si parla tanto di tele spazzatura, ma di blog spazzatura non parla mai nessuno?

    1. Eli 30 luglio 2010

      Nel frattempo il satrapo di Arcore ha programmato una vacanza in un castello (tempio massonico?), con un gruppuscolo di "fratelli" che gli sono
      ancora sodali. Pochi, perché il grande Fratello lo ha già da tempo abbandonato al suo destino, e gli ha dato il benservito, come si è potuto evincere da molti episodi recenti e ripetuti avvertimenti. Che non discutano soltanto di come riorganizzare il partito è cosa certa. Si rivolgeranno alle divinità degl'Inferi, per chiedere il rinnovo del patto scellerato e nuovi, scintillanti successi?

    1. sovranidade 30 luglio 2010

      La borghesia capitalista ha sempre avuto la tendenza a spacciare i propri problemi interni di gestione del potere come se fossero "grandi problemi nazionali" onde evitare che i cittadini si occupino di "faccende" che invece dovrebbero rigurdarli più direttamente.
      La cricca di Berlusconi non fa eccezione a questa regola, infatti utilizza argomenti risibili come "armi di distrazione di massa" per nascondere abilmente alla gente la vera natura fraudolenta del regime capitalista a guinzaglio del potere bancario dominante.
      Fintanto che la ggente sarà occupata a risolvere le beghe personali della Banda Bassotti al governo (si fa per dire), non dedicherà nemmeno un minuto ai problemi reali che invece la stanno dilaniando e distruggendo realmente, in tutti i sensi.
      Tette e culi in TV, calcio e sport e pubblicità a go go, grandi fratelli, scandali e ruberie a ripetizione, e infine, finte guerre personali tra leaders/fantocci di regime dati in pasto al popolino per tenerlo occupato in cose poco serie che servono solo stordirlo a dovere e a distrarlo dalla sua reale condizione di schiavo del vampiresco sistema bancario che gli impone una "moneta-debito" e lo priva della sua legittima Sovranità monetaria portandolo alla distruzione economica e sociale.
      L'importante è che sempre e comunque...si parli d'altro !

    1. Tonguessy 30 luglio 2010

      Il popolo delle partite iva è, purtroppo, stato creato ad arte. Per "contenere" i costi di gestione (per garantire cioè guadagni sempre maggiori ai padroni) vengono "assunti" solo lavoratori in proprio. Se si ammalano niente soldi, ed i contributi sono a loro carico.

      Non serve una rivoluzione culturale fantascientifica per cambiare questo metodo di sfruttamento, basterebbe limitare lo strapotere degli azionisti, ad esempio, magari coniugandolo con l'obbligo di non sfondare rapporti fissi lavoratori assunti/ lavoratori in proprio. In pratica la fine dei call center.... ma esisterà mai una classe politica nell'orizzonte prossimo italiano che si prenderà ma cuore la sorte di milioni di sfruttati?

    1. andyconti 29 luglio 2010

      ok...adesso questo Paese iniziera' a fare i conti con se' stesso e allora vedremo....in quanto a me che vivo all'estero...mi sembra di assistere al teatro dell'assurdo....spero che i miei genitori non abbiano problemi se no li invitero' da me, anche se un crollo finanziario purtroppo non salvera' il conto in banca. Che poi il Paese debba basarsi sul comportamento delle mitiche-famigerate partite iva e' qualcosa di medievale che dovrebbe essere superato una volta per tutte, per entrare in un'era di organizzazione sociale ben diversa...ma questo significherebbe una rivoluzione culturale fantascientifica.
      Auguri.

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