NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 2

NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 2

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone
del tutto digiune di economia)


Nonna: Paolo, tu spieghi tante cose, ma insomma, mi dici perché c’è la crisi?

P. Nonna, io te la spiego, ma prima devi aver pazienza e capire delle cose. Poi ci arriviamo.

Nonna: Ci ho pensato a quello che mi hai detto l’altra volta, sai? Quando ti portavamo a Cesenatico da bambino stavamo in albergo in quattro dal primo al 20 agosto, e poi una settimana nella pensione in montagna col nonno. Oggi chi se lo può permettere fra la gente come noi? Il governo che ci dava i soldi, hai detto. Ma dove li prendeva?

P. Vero nonna, verissimo. Una cosa alla volta. Ti ricordi che ti ho detto che voi nel 1950, voi nel contenitore dei cittadini privati, avevate, fa conto, 100 soldi e che poi sono diventati molti di più? Ti ho detto anche che solo il governo e le nazioni straniere possono mettere soldi nuovi al netto nel contenitore dei cittadini, che se no si passano sempre gli stessi soldi fra di loro. Ok, infatti in quegli anni fu proprio un governo, il nostro, e una nazione straniera, l’America, che ci resero più ricchi. Il baby boom… i governi italiani degli anni ’50 e ’60 spesero la lira a frotte, poi c’erano gli americani che ci compravano le cose a frotte, e investivano da noi.

Nonna: Anche se c’erano i comunisti… lo diceva sempre il nonno “totta colpa dal sindaché”…

P. Bè, no. Guarda che i comunisti anche allora, sotto sotto, avevano rassicurato sia gli Agnelli che gli americani che il capitalismo era ok per loro, poi in piazza facevano i sovietici... vabbè, questa è un’altra storia. Come ho detto, furono proprio due contenitori esterni al contenitore di noi cittadini privati che ci diedero i soldi del baby boom, il governo e l’America. Intendo soprattutto loro, per essere semplice.

Nonna: Ma con che soldi? E dove sono oggi quei soldi, che siamo con sto debito pubblico che dicono tutti che è un disastro?

P. Giusto, con che soldi. L'America aveva i suoi e l'Italia pure. Ma dove li pescavano? Ecco come può usare i soldi uno Stato. Pensa a una cosa: pensa all’Italia di allora. Fatti questa domanda: chi dava le lire all’Italia? Qualcuno per caso arrivava da noi con delle navi cariche di lire? No. Le portavano dall’estero sui camion? No. Erano i tedeschi a fabbricare le lire? No. Eravamo noi italiani a farle in cantina? No. E allora chi le creava le lire?

Nonna: Lo Stato.

P. Sì, esatto. E da dove le prendeva? Sai da dove? Da nessuna parte, le stampava dal nulla o scriveva su dei pezzi di carta “questo titolo vale 1000 lire, firmato: lo Stato”. Così faceva l’Italia, ma guarda che ancora oggi l’America fa la stessa cosa, anche il Giappone, la Svezia, insomma tutti gli Stati che hanno una loro moneta se la inventano dal nulla, e in teoria senza limiti. Infatti può uno Stato esaurire l’inchiostro per la stampa? Può esaurire le proprie firme? No. Quindi in teoria uno Stato con propria moneta può inventarsene quanta ne vuole. Lo Stato in Italia aveva il suo amministratore, il Ministero del Tesoro, e la sua banca, la Banca Centrale che materialmente spostava i suoi soldi. E come spendeva lo Stato italiano? Cioè come metteva soldi nuovi al netto nel contenitore dei cittadini privati? Semplice. Fa conto che lo Stato decideva di fare una scuola. Chiamava un’impresa e gli diceva di farla. Pagava il dovuto sul conto corrente di quella impresa, che poi pagava gli stipendi agli operai. Cosa era successo? Lo Stato si era inventato, fa conto, 1 milione e lo aveva versato a un membro del contenitore dei cittadini privati, cioè quella impresa. Il contenitore andava a + 1 milione di soldi nuovi senza che nessuno al suo interno li avessi contemporaneamente persi (spesi). Soldi che poi si spargevano in giro (perché gli operai spendevano gli stipendi, o quell’azienda assumeva ecc.). Lo Stato scriveva – 1 milione sui libri contabili al Tesoro. Fine.

Nonna: Sì, ma poi alla fine a forza di spendere di qui e di là, con tutti sti meno, alla fine lo Stato non fa bancarotta?

P. No. E con chi la fa, scusa? Con se stesso? Uno fa bancarotta se deve dei soldi a qualcun altro che glieli ha dati. Ma lo Stato italiano li inventava dal nulla, li doveva a se stesso. Tu devi capire che per me e per te i soldi sono una cosa che ci dobbiamo procurare col lavoro, coi prestiti, insomma, i cittadini e le famiglie non possono spendere senza limiti, perché poi devono lavorare come negri o fare debiti che se non li ripaghi ti fanno un mazzo così. Ma lo Stato italiano quando spendeva non faceva altro che aggiungere numerini ad altri numeroni, e cosa gliene fregava se aumentavano sempre? A chi li doveva quei numerini/numeroni? A se stesso. Guarda che è così per tutti gli Stati che hanno una loro moneta. Infatti i conti di tutti gli Stati moderni sono numeroni con davanti un meno, e che aumentano sempre, da sempre. Gli Stati Uniti hanno un conto in rosso da 200 anni, e che è sempre più alto ogni anno, cioè ogni volta che spendono dollari. I soldi per lo Stato sono solo numeri, non soldi veri, e gli servono solo per darci da vivere, e ce ne potrebbe dare a sufficienza per farci stare bene tutti. Ecco da dove prendono i soldi gli Stati che hanno una loro moneta.

Nonna: Ma cosa mi dici? Ma allora sto debito pubblico? Dicono tutti che è la gente che lo deve poi ripagare, se no perché si chiama pubblico?! Io mi ricordo quando c’erano i Bot…

P. Ci sono ancora nonna…

Nonna: Sì, va bé, il governo non faceva altro che chiederci dei soldi in prestito con sti Bot, e noi glieli davamo, ma poi lo Stato ci doveva ridare dei soldi veri, altro che inventati, e con gli interessi! E se era come dici tu, perché venivano a chiederci i soldi a noi? Uno non va a elemosinare soldi dalla gente se ne ha quanti ne vuole. In televisione dicono che poi quel debito ce l’abbiamo come una palla al piede anche oggi. Tutta colpa di allora.

P. Ti spiego tutto. Il fatto che il debito dello Stato, che poi ripeto è solo un numerone con un meno davanti, si chiami “pubblico” è una truffa. Una colossale truffa inventata da gente potente che ha tutto l’interesse a tenerci in soggezione, e intendo dire tener sotto sia noi che lo Stato, poi ti spiego. Ma stiamo sul debitone italiano che tu dici che noi tutti abbiamo per colpa dei governi di allora. Il debito ‘pubblico’ interno, cioè quello che poi tu credi che noi cittadini dobbiamo ripagare allo Stato, si forma in due modi: 1) quando lo Stato spende per noi, cioè ci fa le scuole, le strade, quando paga gli stipendi e le pensioni ecc.; 2) e quando vende i titoli di Stato. Nel primo caso le cose stanno come abbiamo già detto: le aziende che ricevono il pagamento dello Stato per fare la scuola o per fare un ponte diventano più ricche; il cittadino che viene curato all’Usl riceve un servizio ma il medico prende uno stipendio, e ci guadagna; chi lavora riceve uno stipendio o una pensione, e ci vive ecc.. Insomma, il loro conto corrente va + ogni volta che lo Stato spende. Fine. Come fa questo a essere un debito dei cittadini o delle aziende? Nel secondo caso quando lo Stato vende un suo titolo cosa succede? Succede che chi lo compra vede i suoi soldi che si spostano da un conto corrente della banca sotto casa, che gli dava un interesse ridicolo, a un conto corrente speciale dove i suoi soldi prendono un interesse superiore. Cioè, quel compratore è più ricco. Punto. Dov’è il suo debito? Non c’è. La spesa dello Stato (spese + titoli) che usa la sua moneta, ricordati, non è mai il debito dei cittadini. E’ la ricchezza dei cittadini. Per forza, ricevono soldi nuovi al netto nel loro contenitore. Nonna, sei stanca?

Nonna: No, dimmi pure.

P. Allora ti dico una cosa un po’ difficile: in realtà sai cosa veramente succede quando uno compra un titolo di Stato? Fa conto che lo compra per 10.000, tutto quello che accade è che degli impiegati alla Banca Centrale premono dei tasti su dei computer che spostano i suoi 10.000 dal conto della sua banca, che sta registrato su quei computer, al conto speciale dei titoli di Stato, che sta sempre su quei computer. Tutto qui. Nonna, sono solo numeri che si spostano, non soldi veri che passano di mano.

Nonna: Sìì! Ma quando tuo nonno comprava i Bot, lo Stato glieli doveva o no quei soldi? C’aveva o no un debito con tuo nonno?

P. Sì, glieli doveva, ma non aveva nessun debito. Perché quando glieli doveva ridare, sai cosa faceva lo Stato? Diceva allo stesso impiegato di pigiare i tasti di quel computer alla rovescia, cioè le lire del nonno tornavano indietro dal conto speciale dei titoli di Stato al conto del nonno alla sua banca. Fine. Gli interessi da dare al nonno? Facile, fa conto che fossero 150 lire: lo Stato si inventava un altro gruzzoletto da 150 lire e lo accreditava sul conto del nonno. Oppure, semplifico, scriveva su un altro pezzo di carta “questo titolo di Stato vale 150 lire”, trovava un altro italiano che se lo comprava e le 150 lire di questo italiano venivano spostate dal solito impiegato alla Banca Centrale dal suo conto in banca a quello del nonno. Ecco pagati gli interessi. E così via in una catena che si rinnova sempre. Lo Stato onora il tuo titolo con i soldi di un altro, e il titolo di questo con i soldi di un altro ancora, all’infinito.

Nonna: Ma no, scusa, è vero o non è vero che lo Stato nel frattempo se li spendeva i soldi che gli avevamo dato? E allora col cavolo che bastava pigiare dei tasti da qui a là, i soldi erano stati spesi!

P. No! Assolutamente no. Impossibile. Non aveva senso. Scusa: io Stato, che posso inventarmi i soldi quando mi pare, devo fare tutto un casino della malora con sti titoli per venire a chiedere a te dei soldi che mi posso inventare quando voglio? Ascolta quanto sarebbe stato assurdo: io Stato spendo inventandomi le lire, poi vengo da te e te le chiedo indietro col titolo di Stato, e poi ancora te le ridò spendendo di nuovo… Ma che senso ha? Infatti non succedeva mai. Guarda nonna, non te l’hanno mai detto, ma quando lo Stato italiano emetteva i titoli, lo faceva apposta e solo per scelta volontaria (più altri motivi molto tecnici). Mai per trovare denaro da spendere.

Nonna: Ah! E le tasse allora? Non è con le tasse che poi ci toccava di ripagare il debito pubblico? Sai quante tasse abbiamo pagato io e tuo nonno?

P. No! Le tasse non sono mai servite a ripagare alcunché. Nonna! Ti ho detto che il debito dello Stato NON è pubblico, non insistere, non lo ripagavate con le tasse, non lo ripagavamo noi, e neppure lo Stato. Le tasse te le spiego fra un bel po’. Una cosa alla volta.

Nonna: Sarà. Mah, è come se mi dicessi che lo zucchero è sempre stato salato, ma ti credo, tu hai studiato.

P. Sì, ho studiato molto. Nonna, ci hanno sempre raccontato queste cose al contrario, e il perché è una cosa molto seria, lo capirai fra qualche giorno. Ora stiamo su come spendeva l’Italia, sul fatto che il debito pubblico è stata un’invenzione, e che in realtà è un debito finto per lo Stato ma è ricchezza vera per i cittadini privati.

Nonna: Ma perché dici sempre tutto al passato? La lira, era, facevano, i Bot del nonno…

P. Anche questo te lo spiego più avanti, ed è una storia criminale, credimi, proprio quella che poi ti farà capire cos’è veramente questa crisi economica. Ci arriviamo. Ora cerca di ricordarti come funzionava la spesa dello Stato italiano che aveva una sua moneta, la lira.

Nonna: Oggi ha l’euro.. e cosa cambia?

P. Nonna, stai buona! Porta pazienza. Capirai tutto. Vado ora. Baci.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=235
21.10.2011

Commenti (59)

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    1. istwine 21 ottobre 2011

      ci son dei limiti ovviamente, è uno di questi è l'inflazione. per stare terra terra, l'inflazione da "quantità di denaro" è una cosa che starebbe in piedi solo in una situazione di piena occupazione. ma adesso? ora che migliaia di imprese hanno chiuso, ora che c'è il 20% di disoccupazione giovanile, ecc, come ci potrebbe essere inflazione?


      se tu immetti il mezzo monetario per far si che tali scambi avvengano, perché bada bene, non è che non ci son le risorse materiali, è che non c'è il mezzo monetario per farle circolare/produrre.


      l'inflazione da quantità di denaro è una stronzata illogica, forse la peggiore dei modelli liberisti visto i danni economici, sociali e psicologici (facendo credere alle persone che austerity è bello).

    1. rasna-zal 21 ottobre 2011

      In questo sito (CDC) dovremmo, più che in ogni altro luogo, apprezzare la concretezza, qualità essenziale se si decide di percorre una strada fuori dalle ordinarie "percorrenze" dei molti.


      Invece troppo spesso si incede nel dar vantaggio alla fantasia, a ciò che sarebbe bello e che meglio si intona con l'idea di nuovo che abbiamo in mente o peggio con ciò che meglio risalta le "onorificenze" di cui l'ego di alcuni si fregia.

      Nei tanti scambi di vedute, nessuno si è mai proposto per la sua qualifica, ma tanti lo hanno fatto in qualità di esperti, solo uno mi ha indicato le sue fonti (A.Conti), c'è chi addirittura cita se stesso (Amensa)...

      Quello che realmente non comprendo è perché non si vuole usare una lingua comune ed accettare il fatto che Barnard dice qui, le stesse cose che gli è permesso di dire su un blog di un famoso economista, ciò significherà qualcosa?

      Se io avessi i dubbi (così chiaramente circostanziati) di Amensa e di A. Conti sul concetto economico che esprime Barnard, non farei tutta questa gazzarre sul sito, riuscendo a intrigare le idee anche ad altri, piuttosto cercherei un conforto accademico alla mia versione, magari interpellando un un economista che mi aggrada: una domanda è concessa a tutti, no...

      Invece no, si preferisce tirar il can per l'aia, e continuare addurre le proprie opinioni in un argomento che non ne dovrebbe prevedere nessuna se non partorita da eccellenti e qualificati dottori in economia.

      A questo punto preferisco gli "austriaci", almeno sai da che pulpito viene la loro critica.

      Esiste una realtà dei fatti incontrovertibile: Barnard espone i suoi scritti in maniera efficacemente comprensibile, egli dispone di credenziali inattaccabili, egli è stato supportato da fonti ufficiali per questo lavoro e sulla base di questo espone fatti, nomi e dati che hanno una ufficialità.

      CDC dovrebbe esserne orgoglioso.

    1. istwine 21 ottobre 2011

      mikaela, lungi da me andare contro paolo e il suo lavoro, anzi, è grazie a lui che ho conosciuto la MMT.

      Randall Wray fa un MM Prime che è appunto volto a spiegare il basilare, tranquilla lo leggo, come leggo billy blog, moslereconomics e i documenti di Scott Fullwiler, Marc Lavoie, Kelton ecc ecc

      il problema qui è dire che lo Stato non usa le tasse per pagare la spesa, negli Stati sovrani. ok, se vogliamo fare un discorso di riserve bancarie allora ci può stare, perché per principio contabile le riserve che tornano al Tesoro son distrutte. Ma non che siano distrutti tutti gli aggregati monetari, voglio dire, in ogni caso il conto del Tesoro dev'essere accreditato e dev'essere in positivo per via del divieto di overdraft in BC (chiamala autoimposizione). dunque ok a fare il discorso oltre la burocrazia fumosa, e ci sto, ma attenzione perché posta così è normale che chiunque ti dica che non sia propriamente così.


      peraltro, visto che Paolo lo ha citato, Godley ha scritto un manuale assieme a Lavoie, monetary economics, dove non descrive nella maniera MMT, proprio per via delle questioni istituzionali (overdraft, TT&L account ecc)

    1. ildieffe 21 ottobre 2011

      C'è qualcosa che non mi torna nel discorso di Barnard: emettere denaro e darlo ai cittadini per permetter loro di spendere di più e di guadagnarci tutti mi sembra troppo bello e facile per essere vero. A me avevano insegnato che più lire erano circolanti e più la moneta era debole, anche se questo indubbiamente favoriva le esportazioni. Io sono ignorante in materia, se qualcuno gentilmente me lo spiega..

    1. Morire 21 ottobre 2011

      Se vuoi esempi pratici prova a cercare notizie su Argentina e Polonia. La prima, dopo il fallimento, si è sganciata dal cappio peso-dollaro 1 a 1, ha rinegoziato il debito col fmi alle condizioni che voleva lei ed è tornata ad un intervento dello stato radicale nell'economia (hanno ripreso a fare macro-economia come si faceva un tempo, in favore dello stato e dei propri cittadini). Per quanto riguarda invece la Polonia, tanto per citarne una, ancora si rifiutano di cedere al ricatto dell'eurozona e, per combattere le crisi inflazionistiche, hanno rivalutato lo zloty spostando la virgola indietro. Ti ricorda nulla la Lira pesante?

    1. Arazzi 21 ottobre 2011

      Paolo, ogni volta sento gente lagnarsi della repubblica di weimar e dei paesi del terzo mondo (con moneta propria ma le pezze al culo), sarebbe bello avere qualche esempio pratico per ribattere.

      Credo c'entri il cambio di valuta ma non ho ancora capito bene come dovrebbe funzionare (anche se ti seguo da diverso tempo) e quindi mi viene difficile ribattere alle solite litanie sull'inflazione.

    1. MATITA 21 ottobre 2011

      Sono ignorante e probabilmente dovrei stare zitto soprattutto nel mezzo di questa pletora di sapienti........
      quella della truffa sul controllo della moneta ,affidata a entità private ,mi pare chiara ovvia fino al punto d'essere scandalosa,infame e vergognosa.
      Quello che non mi convince del discorso di Barnard,da perfetto ignorante,à la validità legale della moneta stampata,ad esempio, dal Giappone,stato con moneta sovrana,e accettata da altri paesi.
      io stato stampo quanta moneta voglio e la metto in circolo sul mio territorio nazionale e questa ha un valore finchè gli scambi avvengono per comprare il marmo di carrara o le patate della puglia ma nel momento che vado ad acquistare ferro,rame,pertolio,metano,grano, ecc... da un altro paese sovrano il giochino come può ancora funzionare?
      Questo passaggio Barnard dovrebbe spiegarmi.

    1. magnet 21 ottobre 2011

      stampiamo, stampiamo !!!
      e divulghiamo
      barnard e' troppo avanti
      ma dopo un po' le sue idee cominciano a circolare
      sara' l'effetto della centesima scimmia ?
      sara' un miracolo ?
      pero', per fortuna
      funziona

    1. mikaela 21 ottobre 2011

      Non sono d'accordo, se mi dici i punti in cui Barnard sta' facendo un disservizio a MMT ti posso mandare tutta una serie di documenti di MMT( esiste un grande file su thepiratebay che ho scaricato ,credo che in Italia non si puo' scaricare). Se ti riferisci all' emissione dei buoni del tesoro in particolare ti posso dire che nell'ultima traduzione che ho fatto Randal Wray dice esattamente quello che dice Paolo Barnard e mi sto' riferendo al Modern Money Prime che seguo volentieri perche' sono facili da capire infatti sono ulteriori spiegazioni (alle domande) per i loro studenti universitari. -

      Nel Blog #16 Randal Wray riporta gli stessi passaggi di Barnard usando termini diversi. Pero' prima di metterti i link a caso dimmi a cosa ti riferisci cosi' ti faccio una ricerca piu' mirata.Ciao.

      Ps. Barnard non si inventa niente sta' solo facendo quello che in Italia nessuno ha fatto.

    1. BarnardP 21 ottobre 2011

      Per gli Alberto Conti di CDC, una volta per tutte. La nonna mi ha detto che io ho studiato. E in effetti è vero. Senza studiare come funziona la macroeconomia monetaria, senza sapere cioè cosa siano i bilanci settoriali, come lavorino le riserve delle banche commerciali, cosa sia il denaro elettronico, cosa sia il roll over dei titoli di Stato, perché lo Stato usa la moneta o le tasse per evitare il bidding eccessivo fra settore pubblico e privato sulla produttività, cosa sia il lavoro della Banca Centrale e del Tesoro per regolare i tassi interbancari usando i titoli di Stato, cosa comporti un pareggio di bilancio negli stati partimoniali del Tesoro e nel risparmio privato, e tante altre cose precise, si finisce a fare gli economisti della domenica. La cosa penosa di questo sito, altrimenti eccellente, è la mancanza di umiltà di gente come Conti o Amensa che pensano che io lavori e studi come loro. Essendo io invece molto umile e cosciente della mia ignoranza, prima di scrivere queste cose ho studiato tanto e con economisti fra i più qualificati al mondo, a mie spese. Perché ho un dovere civico con i lettori, che non posso infinocchiare solo perché non ho voglia di studiare. Chi mi legge deve avere la certezza che almeno le cose che dico sono supportate da lavori di alto livello accademoco internazionale. Poi sicuramente ci sono teorie alternative,e sta al lettore scegliere alla fine. Ma almeno io non sono un signor Conti che proclama che il lavoro di Wynne Godley, di Hyman Minsky, o di Maynard Keynes sono cazzate. Lo so che è antipatico da dire, e io stesso da ragazzo lo detestavo: ma cari amici, bisogna studiare tanto prima di mettersi in cattedra. Anche prima di scrivere un commento al pc.

    1. imsiddi 21 ottobre 2011

      Nonna? smettila di interrompere Paolo!


      Ascoltalo e nel frattempo fai una bella torta per gli utenti di CDC!

    1. Giancarlo54 21 ottobre 2011

      Ecco il discorso di Alberto è più comprensibile, quello di Barnard mi sembrava proveniente dalla luna.

    1. warewar 21 ottobre 2011

      Per BARNARD la politica monetaria Usa o del Giappone sono la soluzione a tutti (o quasi) i problemi di questa società ... Complimentoni :D

    1. istwine 21 ottobre 2011

      in parte condivido, ma per essere chiari, si paga anche il capitale, non solo gli interessi.

    1. AlbertoConti 21 ottobre 2011

      " ... quando lo Stato vende un suo titolo cosa succede? Succede che chi lo compra vede i suoi soldi che si spostano da un conto corrente della banca sotto casa, che gli dava un interesse ridicolo, a un conto corrente speciale dove i suoi soldi prendono un interesse superiore. Cioè, quel compratore è più ricco. Punto. Dov’è il suo debito? Non c’è." == Questo passaggio "logico" è uno dei tanti capolavori di disinformazione, non m'interessa se voluta o inconsapevole da parte di P. Barnard. Questa nonna è troppo buona, io il professorino lo avrei già mandato affanculo, ma vediamo con pazienza il perchè. Il soggetto è il "compratore" dei titoli di Stato, che però è anche un cittadino italiano. Da un lato dice che è "piu ricco", perchè lucra interessi superiori sul proprio risparmio, dall'altro dice che "non ha debito" (in quanto compratore, che scoperta!) e "pertanto" il debito pubblico non esiste (quel cittadino non ha debito pubblico, cioè anche proprio in quanto cittadino contribuente!). Questo è un volgarissimo artificio "logico", un giochino delle tre carte per confondere l'interlocutore. Il doppio ruolo del cittadino X, risparmiatore singolo che acquista il BOND e parte di una collettività che garantisce il pagamento dei BOND a scadenza più i relativi interessi, viene abilmente (si fa per dire) alternato e confuso per non arrivare a dimostrare l'assurdo, l'indimostrabile, come ad es. che le tasse non servano anche a pagare gli interessi sui BOND dello Stato. Quando i BOND rendevano il 12% e anche più, e la lira era moneta sovrana, secondo Barnard allo Stato conveniva indebitarsi per far ricchi i suoi cittadini, tanto gli interessi li stampava dal nulla! Secondo il suo stile dovrebbe dire a questo punto: "non avrebbe senso, e infatti non è mai accaduto". Peccato che invece è proprio accaduto! Lo Stato di allora per ripianare i suoi deficit di bilancio emetteva BOND a iosa da un lato, e moneta inflattiva dall'altro. Il giochino funzionava perchè c'era il boom economico, una straordinaria crescita del PIL grazie all'ossatura PUBBLICA dell'economia italiana (IRI, BANCHE NAZIONALI). Oggi la festa è finita, quei tempi non torneranno mai più, non c'è più trippa per gatti. Per questo l'economia PUBBLICA deve tornare in primo piano, se no la decrescita forzosa ci travolgerà. Non c'è più spazio per i ladri, a cominciare dai gestori privati della moneta, e men che meno per gestori pubblici corrotti e irresponsabili. O ci riprendiamo lo Stato o coleremo a picco molto velocemente. La moneta è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai banchieri e alle corporations, figuriamoci a chi non ci capisce una mazza e spiega le assurdità.

    1. istwine 21 ottobre 2011

      Paolo, così rischi di sputtanare la Modern Money Theory, seriamente, quest'articolo oltre che semplicistico è falso su diversi aspetti. non stai facendo una buona cosa, secondo me. ad ogni modo, spetterà agli altri, se interessati, leggersi gli originali.

    1. Giancarlo54 21 ottobre 2011

      Sarò duro di comprendonio e meno intelligente della nonna, ma mi sembra che il discorso di Barnard, che per altro apprezzo come persona, sia troppo semplicistico, non semplice, ma semplicistico, talmente semplicistico da sembrare campato per aria.

    1. illupodeicieli 21 ottobre 2011

      Il problema nasce quando lo Stato o un'azienda devono comprare merci o materie prime all'estero e pagarle. Con quale moneta? Di solito è stato il dollaro, mentre in alcuni film si parla di oro o diamanti. Idem quando le tue merci vengono acquistate all'estero: in quale valuta ti fai pagare? Quanto al commento precedente, di sicuro qualcuno avrà pensato di farne un cartone animato, simile a quello fatto (salvo errore) in Argentina. Sarebbe una cosa buona e utile. Un po' come certi documentari sull'11 settembre o sulle scie chimiche, da masterizzare o scaricare e da regalare e diffondere on line.

    1. raiss 21 ottobre 2011

      Grande Paolo!
      Organizziamoci mettiamo in rete e facciamo rete con gli "attivisti e comunicatori" su tutto il territorio
      La nostra speranza è l'ultima a morire.
      Siamo noi più forti di loro noi abbiamo la Terra da ereditare loro possono solo difendersi.
      un abbraccio con la testa e col cuore

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