NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

“Sono convinto che se vogliamo metterci dalla parte giusta della rivoluzione mondiale, noi dobbiamo sottoporci a una radicale rivoluzione di valori. Dobbiamo rapidamente allontanarci da questa società centrata sui beni, e andare verso una società centrata sulle persone. Quando le macchine, i computer, i profitti, e i diritti di proprietà sono considerati più importanti delle persone, i tre mostri del razzismo, materialismo estremo e militarismo non possono più essere sconfitti ”.

Martin Luther King disse queste parole a New York, nella Riverside Church, il 4 Aprile del 1967. La cosa che mi colpisce, tanto, di quel passaggio è il suo appello pronunciato quarantatre anni fa affinché ci si allontani dal modello di società basata sull’Esistenza Commerciale, precisamente il modello trionfante oggi. Questo, più di ogni altra cosa, ci dà la misura del nostro fallimento, del fallimento della sinistra, degli intellettuali, e degli attivisti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
King, la notte prima di morire, e cioè il 3 Aprile 1968, parlò a una folla a Memphis. Fra le tante cose, egli raccontò di quando anni prima fu accoltellato da una donna di colore durante la presentazione di un libro. La lama del coltello sfiorò la sua aorta lesionandola gravemente. Dopo l’intervento chirurgico i medici gli dissero che se solo avesse in quei tragici minuti sternutito, sarebbe morto. La circostanza fu ripresa dai giornali. Tempo dopo, Luther King ricevette una letterina, dove vi era scritto: “Caro Dr. King, sono una studentessa della prima liceo White Plains. So che non deve contare, ma le dico che sono una ragazza bianca. Ho letto sui giornali della sua disavventura e della sua sofferenza. E ho letto che se lei avesse sternutito, sarebbe morto. Le sto semplicemente scrivendo per dirle che sono così felice che lei non abbia sternutito”.

Il leader nero era stato quasi ucciso da una sua sorella di razza, non da un bianco razzista, e ritrovò in quelle poche righe il coraggio di continuare, il suo immenso coraggio. Lo stesso coraggio che ebbero gli studenti di colore nel 1960, quando in massa decisero in tutti gli stati del sud degli Stati Uniti di sedersi nelle mense per soli bianchi. Lo stesso coraggio che ebbero gli studenti di sinistra cileni nel 1973, quando continuarono a riunirsi nonostante il terrore. Lo stesso coraggio che ebbero gli operai polacchi a Danzica o i giovani cecoslovacchi a Praga nonostante le bocche di cannone sovietiche. Si potrebbe continuare.


Ricordiamoci: una lettera di carta, un francobollo. Nulla di più insignificante fra i mezzi per aiutare una rivoluzione. La differenza la fece il coraggio. Noi non affrontiamo i cappi d’impiccagione dei razzisti di allora; non affrontiamo le torture della DINA di Pinochet; non affrontiamo i carri armati. E non dobbiamo sconfiggere trecento anni di segregazione, un regime neonazista o un impero stalinista. Ma siamo al palo come forse mai nella Storia contemporanea, di fronte a nemici ben minori, scoraggiati da ostacoli per cui nessuno di noi morirà di tortura o nelle fosse comuni, come ahimè fu per milioni prima di noi.


Non abbiamo più scuse noi, con le nostre portaerei d’informazione e il nostro fondoschiena parato. Ho già detto che dobbiamo smettere di drogarci d’informazione ossessiva in questo web-trappola, e si deve scendere in strada a farsi sentire nei luoghi della vita vera, negli uffici, ospedali, palazzi del potere, fabbriche, scuole e università, o aiutando chi ha bisogno, con la stessa tenacia e perseveranza di chi ha sofferto per darci le libertà che abbiamo. Come i neri americani di Luther King si sedettero in quelle mense e si rifiutarono di muoversi, così dobbiamo fare noi in altri luoghi, e rifiutarci di muoverci se non vediamo soddisfatti i nostri diritti. Essere in massa fa la differenza, come la fece per loro, è ovvio, dovremmo arrivare a esserlo in ogni data istanza e ad essere perseveranti, cioè senza squagliarci al sole come è usanza tipica italiana dopo pochi mesi di entusiasmo. Ma anche lottare in pochi o da soli conta, e l'esserlo non ci esime dal dovere di farlo, così come lo fecero milioni prima di noi. Se no, noi cosiddetti impegnati siamo ridicoli, i primi ridicoli ‘rivoluzionari’ della Storia, quelli 'di tastiera'.


Per questo motivo mi tolgo dalla mia tastiera, scriverò molto di rado, mi rifiuto di buttare io stesso altro carbone nella locomotiva dell’obnubilamento civico che è la Rete. Per me è un sacrificio enorme, perché scrivere è la mia vita. Ma qui ripeto: “Ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo?”. Ci risentiremo qui fra... non so. Nel frattempo e prima di allora ci incontriamo nei luoghi della vita vera, ciascuno a fare la sua battaglia. Spegnete il pc, vi basta un pezzo di carta e un francobollo, vi basta la voce. E il coraggio.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info/

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=175

21.01.2010

Commenti (63)

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    1. MrDRAgo88 23 gennaio 2010

      I PASSI PER IL CAMBIAMENTO, DA FARE TUTTI INSIEME.

      -INQUADRARE L'OBBIETTIVO L'obbiettivo è sbloccare la paralisi partecipativa della cittadinanza. Dobbiamo far riaquistare a tutti il senso critico, fare in modo di ottenere consensi che si contrappongano all'attuale idea del potere dominante. Identificare il libero consenso della gente come unica via, esso è un principio fondamentale dello sviluppo umano, nel corso della storia ci ha portato dalle barbarie alla civiltà e funzionerà sempre.

      - CAPIRE IL POTERE Non è Berlusconi, non sono le mafie, non è la chiesa... Studiarlo a fondo, capire com'è arrivato dov'è ora e che strumenti ha utilizzato. Inquadrare il vero nemico da combattere: l'elite economico finanziaria mondiale,i grandi banchieri internazionali, approfondire le funzioni delle organizzazioni(wto, commissione trilaterale, gruppo Bilderberg, ecc...) e come agiscono. identificare il Signoraggio bancario come la linfa dei poteri forti.

      - USARE LA PROPRIA TESTA Prendere coscenza che ognuno di noi può cambiare la storia. Non dobbiamo rappresentare il ruolo passivo ma rimetterci al centro, ripudiare il culto dei vip, dei paladini dell'antisistema e riprendere in mano le redini dell'informazione. Annullare il principio secondo cui "chi più sa più conta", facendo ogni giorno la propria accurata analisi dei fatti per riaquistare il senso critico di cui abbiamo bisogno.

      - CREARE UN NETWORK DI ATTIVISTI Espanderci su tutto il territorio nazionale. Mettere da parte le differenze che separano i nostri gruppi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e con metodi in perenne evoluzione. Formare un gruppo di cittadini che agiscano con indipendenza, ognuno con i piedi fermamente piantati sull'idea che il principio morale deve essere seguito a 360 gradi, a qualsiasi costo, in ogni azione e verso chiunque.

      - UTILIZZARE UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Studiare ed applicare una comunicazione gradevole e penetrante e che funzioni nel mondo della gente comune. I nostri metodi dovranno essere in perenne evoluzione.

      - ESPANDERCI OVUNQUE Diffonderci nei luoghi della gente, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante. Essere presenti in modo massiccio nelle scuole e università.

      - SAPERE CHE IL CAMMINO E' LUNGO Dovremmo convincere milioni di persone a scelte impopolari, rinunce e mutazioni di stili di vita, ma sapendo mostrargli però la convenienza finale di un mondo più in equilibrio. Occorreranno anni prima di vedere risultati concreti, dunque non possiamo essere motivati da gratificazioni a breve termine.

      -DOBBIAMO TENTARE Non avremo nessuna certezza che questo funzionerà ma se non ci proviamo le cose andranno male comunque, quindi è assurdo non tentare. Se non riusciremo a sbloccare la paralisi partecipativa del popolo, essa è stata e sarà l'arma finale del potere.

    1. stimiato 23 gennaio 2010

      Ho letto i commenti per scrupolo, non si sa mai vada a dire qualcosa detta già da qualcun altro. Ossia: mi hai tolto le parole di bocca (o forse sarebbe necessario specificare "dalle dita", che è molto diverso).

      Il punto è che siamo dove siamo (e in parte rilevante come siamo) perché un disegno sottile ci ha portati qui. Altro che fessi, i fessi siamo noi. Hanno abilmente creato le condizioni di questa situazione, non usano la violenza (non platealmente) perché non ce n'è bisogno. Quello che dobbiamo sconfiggere è l'evoluzione occidentale (nel nostro caso) di modelli come regimi (neo)nazisti o imperi stalinisti. Spesso non sappiamo neanche esattamente contro chi lottare, se contro i banchieri, contro la chiesa, contro gli speculatori, contro i politici, contro la polizia, contro gli immigrati o gli omosessuali.
      Credo (e non mi sembra di aver scoperto la ruota) che il successo maggiore questo sistema lo abbia raggiunto con la manipolazione. Non sappiamo chi è il nemico, non sappiamo di che mezzi dispone (nè di che mezzi disponiamo noi, facciamo una gran confusione tra i nostri e i suoi mezzi), di che consenso gode, quanto di lui conosciamo e quanto è solo ciò che esso vuole che noi crediamo su di lui.

      Ci cimentiamo in attività che crediamo forme valide di lotta e ci rendiamo conto che stiamo semplicemente rafforzando l'esistente.

      Non sappiamo da dove cominciare.

      E Barnard (che tra tutto ció che leggo, che tra bi-parentesi in questo periodo non è neanche tanto, mi sembra l'autore di alcune tra le analisi più lucide) ci viene a raccontare che ci troviamo di fronte ben poca cosa? Come ben poca cosa si manifesta, ma in tempi "difficili" (altri tempi) abbiamo visto che ben poca cosa non è.

      Resta la domanda: che possiamo fare? e io che ne so?

      Davvero, se avessi risposte sarei soprannaturale, al massimo ho qualche consiglio per gente dissociata. Magari cercare le contraddizioni, ce ne sono tante invisibili al movimento e ai più "illuminati". Solo un esempio, tra tanti possibili: perchè tutti parlano di boicottare alcune grandi imprese, ossia di dirottare il tuo flusso uscente di "ricchezza" verso altri obiettivi, ma nessuno parla di boicottare alcune forme di lavoro, ossia di dirottare il tuo flusso entrante. Per cosa vado a boicottare nestlè se vendo 8 ore quotidiane dal lunedì al venerdì del mio prezioso sederino per 1600 euro al mese a una banca? Se i soldi sono una illusione, il lavoro è la realtà su cui si basa il sistema, ma, probabilmente perchè non mi informo abbastanza, non ho mai sentito nessuno porla in questo senso.

      Basta, che i commenti lunghi fanno male, allontanano la gente dalla vita (quando li leggono) e da cdc (quando non li leggono) e inoltre qui si potrebbe parlare per giga e giga.
      Baci e abbracci (per chi li vuole) e dimenticavo: salutiamo il militare che ci sta leggendo... ciao ciao militareeeeee

    1. anonimomatremendo 23 gennaio 2010

      Ancora dietro a questi miti moderni .Ma ancora non l ´avete capito che la rivoluzione mondiale prossima ventura non avrá messia,non sará incentrata sulla Persona o su presunti valori e diritti universali astratti e non calerá dall alto da menti illuminate .Questi sono gli utili fetticci dell ultima rivoluzione vittoriosa:quella borghese.Sarebbe l´ ora di disfarsene no?.La prossima rivoluzione sará la comunista pura,e sará anonima, tremendamente anonima.

    1. mikaela 23 gennaio 2010

      " Caro Barnard ti sei mai letto il documento del Council on Foreign Relations "

      Credo che tu ti sia perso parte di questa considerazione. {posso capirti, e' un po' lunghetta)Barnard non solo ne ha parlato ampiamente ma cita anche un libro come fonte.

      The Council on Foreign Relations and the Center for Preventive Action, Michael Baker, 6 marzo 2008, Znet

      http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=154

    1. kermitilrospo 23 gennaio 2010

      ci vuole la "pancia vuota" e la fame vera (di tanti)

    1. renatino 23 gennaio 2010

      A me la Resistenza passiva ricorda anche i radicali che odio.

      Per il resto d'accordissimo con te.

    1. renatino 23 gennaio 2010

      Hai ragione tu come ha ragione brunotto588 quando sostiene che nessuno vuole realmente cambiare.

      Internet non c'entra nulla, è solo un'altra opportunità.

      Ma se davvero internet nn serve a nulla contro il potere, perchè lo vogliono bloccare, limitare?!
      Non è un controsenso?!


      Tu pensa che volevo scrivere qualcosa io sul pensiero di Martin Luther King,

      giorni fa che è stato il suo giorno di nascita.

      Altro che i prof della pennsilvenya che ci spiegano l'empatia!! Ma andasse a fan..!

      Quella donna bianca che hai descritto tu è un modello di empatia!!


      Paolo, forse anche tu sei troppo empatico, sensibile che non accetti i compromessi.

      Mi sa che nella vita tocca farli se vuoi costruire qualcosa.

    1. mazzi 23 gennaio 2010

      Barnard, tu mi piaci, non puoi non piacermi per quello che scrivi. O sei un genio dell'infingardaggine, cosa che non credo, o sei il piu' sincero dei sinceri.----------------- Tuttavia.... ogni volta che leggo i tuoi post mi cascano le braccia. ----------------------Possibile che tu non abbia capito che le rivoluzioni (ha ancora senso tale parola?) le fanno le grandi idee? Possibile che tu non abbia ancora capito che la grande vittima dei nostri tempi e' l'idea e che senza di essa tutto e' affondato nella melma di un individualismo viscerale, di un opportunismo pragmatico? Possibile che non vedi che tutto e' ormai confusione e che proprio gli intellettuali di sinistra, anche onesti per carita', sono stati i primi a prestarsi a questo gioco di confondere, ribaltare, relativizzare e distruggere? ------------------------Eppoi ... Rivoluzione, d'accordo, e verso che cosa? Additi forse una meta? Rivoluzione in senso forse Marxista? No, non credo, e allora cosa facciamo, cacciamo il diavolo dalla porta per vederlo rientrare dalla finestra? Continuiamo a tenere in piedi il mostro capitalista? Dicci, Barnard, che rivoluzione pensi si possa fare parlando in senso quanto mai vago di cambiare il nostro modo di ragionare e di muoverci fra la gente? Perfino negli ospedali.... Queste sono cose che fanno le madri Teresa e i missionari, e le madri Teresa e i missionari non hanno mai fatto la rivoluzione.------------------------------------ Infine, hai ben presente a chi stai predicando su questo sito? Mi sa di no, ed e' anche per questo che con tutto il bene che ti voglio, riesci solo a farmi cascare le braccia.

    1. idea3online 23 gennaio 2010

      E' giusto non essere dipendenti da queste macchine infernali che sono i computer o la rete, però siamo qui, è poichè siamo esseri umani a somiglianza di Dio, useremo la tecnologia finchè ci è utile, se dovessimo capire che dipendiamo dalla rete a volte potrebbe accadere, dobbiamo fuggire verso la vita creata da Dio, la rete è lo strumento dell'Elite del NWO, la stessa Elite è sottomessa al Demonio.(La struttura internet è la nuova Torre di Babele e l'Elite è il moderno NIMROD). Infatti se facciamo una passeggiata nella vita reale anche senza fare niente siamo rigenerati, se facciamo una passeggiata nel mondo virtuale non siamo rigenerati, ma il caos regna sovrano nella nostra mente, facciamo tanto e non facciamo niente(Il troppo è come al niente..gli opposti si annullano) caos nel senso che i ritmi dei tempi sono veloci e poichè noi siamo a somiglianza divina i nostri sensi si scontrano con la velocità del mondo virtuale.

      Chiudo con questa scrittura della Bibbia piena di equilibrio:

      Ecclesiaste 7:16-20

      Non esser troppo scrupoloso

      né saggio oltre misura.

      Perché vuoi rovinarti?

      Non esser troppo malvagio

      e non essere stolto.

      È bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose.

      La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che governano la città. Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi.

    1. brunotto588 23 gennaio 2010

      Ah, il concetto, a chi fosse sfuggito, è quello della "Resistenza Passiva".
      Ha già vinto una volta, e alla grande, contro il maggior impero coloniale dell' epoca. Metterlo in pratica costa meno fatica che scendere in piazza. Inoltre ha maggior efficacia, offre il grande pregio dell' anonimato, e preserva dalle pallottole vaganti. Ma voi continuate, continuate pure a parlare di aria fritta ed ostinatevi a non volervi togliere quel cazzo di fette di salame che avete sugli occhi. Ciao !

    1. giosby 23 gennaio 2010

      Non è la prima volta che Paolo si ritira a vita privata.

      E scommettiamo che non sarà l'ultima!



      In gergo si chiama depressione.



      Comprensibile, certo, ma è un problema sociale o personale?



      http://www.giosby.it/2009/05/10/pavidi-schiavi-o-complici-benestanti-commentando-paolo-barnard/



      http://www.giosby.it/2009/05/11/scambio-di-email-con-paolo-barnard/

    1. CarloLux 23 gennaio 2010

      Un deja-vu: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=103

    1. brunotto588 23 gennaio 2010

      CI SAREBBE UNA TERZA VIA, l' unica che avrebbe qualche possibilità di riuscita.
      Questa volta sono in netto disaccordo con Barnard, a cui continuo a criticare questo suo incitare ad un attivismo che vedo del tutto insensato, e che non avrebbe nessuna reale possibilità di riuscita ... senza dire che le ribellioni aperte fanno male. Eppure per ribaltare le cose basterebbe volerlo: il fatto è che troppi "piccoli" interessi impediscono di volerlo veramente.
      IL COLOSSO DAI PIEDI DI MERDA, come ho chiamato in un mio post l' attuale sistema di potere, poggia appunto su due piedistalli che hanno la stessa consistenza della merda: il controllo monetario ed il controllo dell' informazione. Poggia sul fumo, su due cose fittizie, su una realtà immaginaria che NON ESISTE, ma che ci viene fatta credere. Poggia insomma su pilastri che hanno la stessa consistenza di Babbo Natale, della Befana e dellas Cicogna che porta i bambini. BALLE.
      Ergo, se tutti i lettori di questo sito ( che ormai somiglia sempre più a un fumettone che fa solo il verso a se stesso, ed ha perso qualsiasi potenziale smalto "dinamico" ) ritirassero oggi i soldi dalla banca e buttassero stasera la Tv giù dal balcone, lunedì il sistema sarebbe sul punto di crollare. Basterebbe questo, ma nessuno lo vuole.
      Perchè ? Per la stessa ipocrisia di chi finge di piangere i terremotati, ma impedisce agli aiuti di arrivare, semplicemente perchè NON E' QUELLO che vuole.
      Per la stessa ipocrisia di chi contesta a parole ma poi paga il canone Rai e compera il giornale in edicola, di chi blatera tanto ma poi investe in prodotti finanziari. ( Vi siete accorti di quanti articoli di "previsioni finanziarie" ospita questo sito, articoli che fanno sempre oltre 4000 lettori ? Vi siete chiesti come mai ??? )
      Cominciate dunque ad andare un po' tutti a fanculo, a cominciare da chi segue con tanto interesse speculativo le vicende finanziarie. CAMBIARE SI PUO', il fatto è che nessuno lo vuole realmente. Tutto qui. Ciao !

    1. indyp 23 gennaio 2010

      Per una volta almeno sei coerente con te stesso.
      Ricordo però una cosa.
      Se si scende in piazza prima di avere individuato il vero potere si rischia di essere strumentalizzati come in tutte le "cosiddette" rivoluzioni e ne abbiamo avuto un esempio coi i grillini che sono scesi in piazza per delle cagate assurde poste dal loro leader.
      Poi c'è stato il popolo viola sceso in piazza contro il Berlusconi. Poi ancora prima ci sono state migliaia di manifestazioni "sempre contro il politico di turno"; cioè il potere, quello vero, caro barnard, non è mica fesso. Sa che la gente scende in piazza, prima o poi. E allora gli ha costruito i parafulmini contro cui sbraitare. Il vero potere ha sempre sfruttato le persone che scendono in piazza, in tutti i regimi del mondo.
      Caro Barnard, se la gente scende in Piazza contro il parafulmine di turno e non ha prima capito quale è il vero potere, non cambierà mai niente. Scendere in piazza in un "movimentismo" senza testa non porta da nessuna parte.
      Caro Barnard ma tu sai cosà è il vero potere? Non parlo del Cfr, della Trilaterale, del Bilderberg, di Soros che tu citi, ma parlo delle Banche.
      Quante manifestazionti hai mai visto in america latina che protestano contro le Banche, il VERO potere? Queste sono le manifestazioni che hanno il potere di cambiare qualcosa. Quanti articoli hai fatto sulle BANCHE, caro Barnard? Adesso che tu vai in piazza cosa spiegherai a quelli che vuoi coinvolgere? Gli dirai forse, come hai fatto in molte tue conferenze, che il Nuovo Ordine Mondiale non esiste perchè lo dici tu che hai letto tutti i documenti ufficiali del mondo? Caro Barnard ti sei mai letto il documento del Council on Foreign Relations http://www.cfr.org/project/1369/international_institutions_and_global_governance.html espressione del Banchiere Rockefeller prima di dire che il Nuovo Ordine Mondiale è una minchiata dei "complottisti"?
      Se le persone non scendono in piazza come persone consapevoli e informate saranno sempre strumentalizzate e nella storia non cambierà mai un cazzo! Tu sei proprio poi così sicuro che solo su internet siamo tutti schedati? Hai mai sentito parlare di RFID? Sai cosa sono gli RFID Barnard? Un'altra minchiata dei complottisti? Informati!
      Tu sei stato un dipendente dei di un'azienda che gestisce uno dei mezzi di informazione più Diabolici e passivizzanti della storia dell'uomo. Il mezzo di informazione che più di tutti ha reso l'uomo un puppazzo senza nervi: LA TELEVISIONE. Hai fatto Mea Culpa de questa tua macchia nella tua carriera? O ti credevi di cambiare il mondo da uno schermo TV?
      Chi studia, legge, approfondisce le dinamiche del vero potere, su internet, come sui libri è solo un povero allocco? Caro Barnard se la smetterai di scrivere io non sentiro certo la tua mancanza, anche perchè delle tue analisi non c'è mai stato un pensiero originale. Continuero invece a informarmi e a scendere in strada, ENTRAMBE LE COSE, CHE NON VEDO IN CONTRADDIZIONE.

    1. sentinella 23 gennaio 2010

      il problema di fondo è che siamo tutti più meno d'accordo sull'OPPORCI A ma quando si tratta di UNIRSI su proposte concrete saremmo sicuramente divisi e lacerati perchè non siamo lupi ma siamo cani.
      I lupi in branco sono animali sociali che collaborano per la riuscita della caccia: hanno un capobranco riconosciuto ed ognuno gioca il suo ruolo per il raggiungimento del risultato finale.
      Noi siamo cani ognuno fedele alla mano del padrone che ci porge il cibo, pronti a voltar gabbana non appena udiamo il suo fischio di richiamo. E' una questione culturale: non siamo liberi dentro, ci hanno educati così e così è fatta tutta la nostra comunità sociale. Ognuno ha la sua parrocchia e all'interno delle sue mura invisibili ci passa tutta la vita.
      Siamo bravissimi a trovare il pelo nell'uovo agli altri, abilissimi nella dietrologia e quando si muove qualcosa ancora più bravi a smontare tutto quello che fanno gli altri in nome della purezza del nostro pensiero.

    1. jake 23 gennaio 2010

      Ciao Paolo…

      Ti stavo aspettando….

      Leggendo tutti i tuoi interventi mi chiedevo quando avresti dato una risposta sul cosa fare, sul cosa farai/faremo per passare da “tippettatori virtuali “del web a “guerriglieri “ del mondo reale!

      Continui a ripetere di usare la propria testa…giusto, ma le singole teste non possono fare nulla!

      A parte che il problema è uno solo, e cioè gli ITALIOTI di cui , anch’io, come te faccio parte , io credo che in una democrazia, dove il 60 % della popolazione vota il Berlusconi di turno, la partitocrazia di turno ( non è che l’opposizione faccia delle grandi cose eh??) , dove gli va bene il vivere di questa società, non ci sia più nulla da fare.

      Noi ci lamentiamo… ma siamo una minoranza.

      E poco importa se la colpa sia dei media, dei nostre teste acefale, della Tv o di chi sa cosa…. Quello che conta è come hai detto tu è che abbiamo “fallito”.
      Ricordati però che siamo e restiamo una minoranza….. e anche se la minoranza diventa super attiva
      scende in strada a farsi sentire nei luoghi della vita vera, negli uffici, ospedali, palazzi del potere, fabbriche, scuole e università, sempre minoranza resta!

      Possiamo consolarci aiutando chi ha bisogno ma questo non serve dirlo, lo si fa e basta! E’ insomma una magra consolazione che ci permette di giustificare il nostro fallimento!

      Oramai non vi è più nessuno disposto a combattere veramente per il proprio credo….

      E anche se tu smetti di scrivere ( cosa di cui dubito veramente e in effetti hai già risposto a CARLO MATTOGNO) cosa risolvi?

      Singolarmente, senza TV, senza internet, senza quel mezzo che ti permette di condividere con molti la tua idea rimani un eremita errante per il mondo reale, sputtanato e deriso dalla maggioranza.
      Mi sembra che King abbia lottato sino in fondo e non sia fuggito.
      La tua cos’è se non una fuga con la pretesa della scusante o giustificazione?

      ciao

    1. astabada 23 gennaio 2010

      Su una cosa non sono d'accordo con Barnard: quando dice che le nostre sfide sono piu' semplici di quelle del passato.



      "E non dobbiamo sconfiggere trecento anni di segregazione, un regime neonazista o un impero stalinista. Ma siamo al palo come forse mai nella Storia contemporanea, di fronte a nemici ben minori, scoraggiati da ostacoli per cui nessuno di noi morirà di tortura o nelle fosse comuni, come ahimè fu per milioni prima di noi."



      Noi dobbiamo affrontare problemi più che mai globali, ciò che costituisce una complicazione enorme. Ad esempio il potere può usare i popoli gli uni contro gli altri, vanificando le lotte dei lavoratori in Italia (per esempio) grazie alla manodopera a basso costo in Thailandia (per dirne una). Vi lascio immaginare la difficoltà dei rappresentanti dei lavoratori italiani a recarsi in Thailandia e convincerne gli operai ad appoggiare le loro rivendicazioni...



      Il fatto che invece di sottometterci col pugno di ferro ci tengano buoni con il lettore mp3 (e tutto il resto), non vuol dire che il potere non abbia alternative. Si tratta solo del metodo giudicato più adatto al contesto, tanto è vero che non disdegna affatto l'uso della forza laddove soggetti (penso subito ai Giornalisti uccisi in tutto il mondo) o interi popoli (Honduras, Afghanistan, ...) non si lascino irretire (o non sono previste risorse da allocare a tal proposito).



      La nostra sfida è di sicuro più grande, perché anche se un giorno riuscissimo a far cadere il velo che confonde la realtà ed a liberare la gente, saremmo solo al punto da cui gli studenti cechi cominciarono la loro lotta. Ci troveremmo allora anche noi ad affrontare il re nudo - ma tutti sanno che quando è nudo il potere non va tanto per il sottile...



      Just my 2c

      astabada

    1. marco08 23 gennaio 2010

      Caro Paolo questa volta hai toccato il mio cuore. Martin Luther King per me ha rappresentato la vera rivoluzione razziale, egli andò oltre il colore della propria pelle lui cercò l' uguaglianza vera quella a 360 gradi. Concordo che bisognerebbe attivarsi, incontrarsi e imporsi sui propri luoghi di vita ma come? Tu stesso scrivi ma non organizzi mai meeting o iniziative pubbliche, per andare oltre e scendere sulle strade bisogna sempre trovare qualcuno o qualcosa che abbia il carisma e la forza di raccogliere le masse e questo a me sembra sempre più difficile da trovare visto il panorama attuale.Comunque qualche compromesso bisognerà firmarlo altrimenti questa aggregazione e questa forza propulsiva non la troveremo mai , dall' altra parte c'è sempre qualcuno "più forte di noi".

    1. tixgo 23 gennaio 2010

      Concordo ancora una volta con Barnard.

      In più aggiungo che se le "rivolte web" finora fatte sono fallite (quasi tutte) è perché, in buona sostanza, la maggioranza della gente che vi ha partecipato lo ha fatto solamente perché era bello parteciparvi e la facceva sentire un po' rivoluzionara.

      La dura realtà, come si deduce vedendo il documentario Capitalism: A love story, è che oggi è possibile vedere una vera rivolta o rivoluzione solamente quando ci si trova veramente con la merda fino alla gola.

      Finché avremo i soldi per pagare le bollette dell'adsl e della corrente vorrà dire che saremo ancora, tutto sommato, bene. Sarà la vera crisi, che deve ancora arrivare e che ridurrà drasticamente il nostro standard di vita, a portarci lontano da questa illusione e magari a riportarci coi piedi per terra.

      Per oltre 50 anni il ceto medio ha accettato buona parte delle ingustizie prodotte dal sistema, purché fosse garantito all'uomo medio un buon livello di benessere.

      Preparatevi all'atteraggio.

      Grazie Barnard.

    1. Lord_Archon 23 gennaio 2010

      Se vogliamo essere efficaci, ci serve prima un piano coordinato.

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