NOI, MARTIN LUTHER KING, E PERCHE’ PER QUALCHE TEMPO ME NE STARO’ ZITTO

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

“Sono convinto che se vogliamo metterci dalla parte giusta della rivoluzione mondiale, noi dobbiamo sottoporci a una radicale rivoluzione di valori. Dobbiamo rapidamente allontanarci da questa società centrata sui beni, e andare verso una società centrata sulle persone. Quando le macchine, i computer, i profitti, e i diritti di proprietà sono considerati più importanti delle persone, i tre mostri del razzismo, materialismo estremo e militarismo non possono più essere sconfitti ”.
Martin Luther King disse queste parole a New York, nella Riverside Church, il 4 Aprile del 1967. La cosa che mi colpisce, tanto, di quel passaggio è il suo appello pronunciato quarantatre anni fa affinché ci si allontani dal modello di società basata sull’Esistenza Commerciale, precisamente il modello trionfante oggi. Questo, più di ogni altra cosa, ci dà la misura del nostro fallimento, del fallimento della sinistra, degli intellettuali, e degli attivisti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
King, la notte prima di morire, e cioè il 3 Aprile 1968, parlò a una folla a Memphis. Fra le tante cose, egli raccontò di quando anni prima fu accoltellato da una donna di colore durante la presentazione di un libro. La lama del coltello sfiorò la sua aorta lesionandola gravemente. Dopo l’intervento chirurgico i medici gli dissero che se solo avesse in quei tragici minuti sternutito, sarebbe morto. La circostanza fu ripresa dai giornali. Tempo dopo, Luther King ricevette una letterina, dove vi era scritto: “Caro Dr. King, sono una studentessa della prima liceo White Plains. So che non deve contare, ma le dico che sono una ragazza bianca. Ho letto sui giornali della sua disavventura e della sua sofferenza. E ho letto che se lei avesse sternutito, sarebbe morto. Le sto semplicemente scrivendo per dirle che sono così felice che lei non abbia sternutito”.

Il leader nero era stato quasi ucciso da una sua sorella di razza, non da un bianco razzista, e ritrovò in quelle poche righe il coraggio di continuare, il suo immenso coraggio. Lo stesso coraggio che ebbero gli studenti di colore nel 1960, quando in massa decisero in tutti gli stati del sud degli Stati Uniti di sedersi nelle mense per soli bianchi. Lo stesso coraggio che ebbero gli studenti di sinistra cileni nel 1973, quando continuarono a riunirsi nonostante il terrore. Lo stesso coraggio che ebbero gli operai polacchi a Danzica o i giovani cecoslovacchi a Praga nonostante le bocche di cannone sovietiche. Si potrebbe continuare.

Ricordiamoci: una lettera di carta, un francobollo. Nulla di più insignificante fra i mezzi per aiutare una rivoluzione. La differenza la fece il coraggio. Noi non affrontiamo i cappi d’impiccagione dei razzisti di allora; non affrontiamo le torture della DINA di Pinochet; non affrontiamo i carri armati. E non dobbiamo sconfiggere trecento anni di segregazione, un regime neonazista o un impero stalinista. Ma siamo al palo come forse mai nella Storia contemporanea, di fronte a nemici ben minori, scoraggiati da ostacoli per cui nessuno di noi morirà di tortura o nelle fosse comuni, come ahimè fu per milioni prima di noi.

Non abbiamo più scuse noi, con le nostre portaerei d’informazione e il nostro fondoschiena parato. Ho già detto che dobbiamo smettere di drogarci d’informazione ossessiva in questo web-trappola, e si deve scendere in strada a farsi sentire nei luoghi della vita vera, negli uffici, ospedali, palazzi del potere, fabbriche, scuole e università, o aiutando chi ha bisogno, con la stessa tenacia e perseveranza di chi ha sofferto per darci le libertà che abbiamo. Come i neri americani di Luther King si sedettero in quelle mense e si rifiutarono di muoversi, così dobbiamo fare noi in altri luoghi, e rifiutarci di muoverci se non vediamo soddisfatti i nostri diritti. Essere in massa fa la differenza, come la fece per loro, è ovvio, dovremmo arrivare a esserlo in ogni data istanza e ad essere perseveranti, cioè senza squagliarci al sole come è usanza tipica italiana dopo pochi mesi di entusiasmo. Ma anche lottare in pochi o da soli conta, e l’esserlo non ci esime dal dovere di farlo, così come lo fecero milioni prima di noi. Se no, noi cosiddetti impegnati siamo ridicoli, i primi ridicoli ‘rivoluzionari’ della Storia, quelli ‘di tastiera’.

Per questo motivo mi tolgo dalla mia tastiera, scriverò molto di rado, mi rifiuto di buttare io stesso altro carbone nella locomotiva dell’obnubilamento civico che è la Rete. Per me è un sacrificio enorme, perché scrivere è la mia vita. Ma qui ripeto: “Ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo?”. Ci risentiremo qui fra… non so. Nel frattempo e prima di allora ci incontriamo nei luoghi della vita vera, ciascuno a fare la sua battaglia. Spegnete il pc, vi basta un pezzo di carta e un francobollo, vi basta la voce. E il coraggio.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=175
21.01.2010

 

63 Commenti
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giosby
giosby
23 Gennaio 2010 0:23

Pensare non è attraente, questo è il dramma.

Se riuscissimo a proporre notizie CERTE al pubblico del Grande Fratello, del campionato i calcio e dei Black Eye Pies suscitando almeno lo stesso interesse e la stessa voglia di replicare le gesta di questi “eroi” avremmo già fatto un grande passo avanti.

Ma non abbiamo alcun mezzo, né capacità creativa, né soldi a sufficienza e neanche francobolli, pertanto ci resta la tastiera su cui addormentarci …

edo
edo
23 Gennaio 2010 1:19

Caro Paolo, siamo una minoranza. Tu sei una minoranza nella minoranza… con la segreta speranza di diventare maggioranza… perciò sei maggioranza anche tu (che ti piaccia o no).
Scrivi ogni volta che hai qualcosa d’interessante da dire, anche perchè, ciò che t’interessa sai esprimerlo piuttosto bene.
Il fatto che “io” possa non essere sempre d’accordo con ciò che sostieni, è anche l’espressione di una maggioranza… e per fortuna!

riefelis
riefelis
23 Gennaio 2010 2:23

Come al solito Barnard ha ragione.

Lord_Archon
Lord_Archon
23 Gennaio 2010 2:24

Se vogliamo essere efficaci, ci serve prima un piano coordinato.

tixgo
tixgo
23 Gennaio 2010 3:02

Concordo ancora una volta con Barnard.

In più aggiungo che se le “rivolte web” finora fatte sono fallite (quasi tutte) è perché, in buona sostanza, la maggioranza della gente che vi ha partecipato lo ha fatto solamente perché era bello parteciparvi e la facceva sentire un po’ rivoluzionara.

La dura realtà, come si deduce vedendo il documentario Capitalism: A love story, è che oggi è possibile vedere una vera rivolta o rivoluzione solamente quando ci si trova veramente con la merda fino alla gola.

Finché avremo i soldi per pagare le bollette dell’adsl e della corrente vorrà dire che saremo ancora, tutto sommato, bene. Sarà la vera crisi, che deve ancora arrivare e che ridurrà drasticamente il nostro standard di vita, a portarci lontano da questa illusione e magari a riportarci coi piedi per terra.

Per oltre 50 anni il ceto medio ha accettato buona parte delle ingustizie prodotte dal sistema, purché fosse garantito all’uomo medio un buon livello di benessere.

Preparatevi all’atteraggio.

Grazie Barnard.

marco08
marco08
23 Gennaio 2010 3:18

Caro Paolo questa volta hai toccato il mio cuore. Martin Luther King per me ha rappresentato la vera rivoluzione razziale, egli andò oltre il colore della propria pelle lui cercò l’ uguaglianza vera quella a 360 gradi. Concordo che bisognerebbe attivarsi, incontrarsi e imporsi sui propri luoghi di vita ma come? Tu stesso scrivi ma non organizzi mai meeting o iniziative pubbliche, per andare oltre e scendere sulle strade bisogna sempre trovare qualcuno o qualcosa che abbia il carisma e la forza di raccogliere le masse e questo a me sembra sempre più difficile da trovare visto il panorama attuale.Comunque qualche compromesso bisognerà firmarlo altrimenti questa aggregazione e questa forza propulsiva non la troveremo mai , dall’ altra parte c’è sempre qualcuno “più forte di noi”.

astabada
astabada
23 Gennaio 2010 3:18

Su una cosa non sono d’accordo con Barnard: quando dice che le nostre sfide sono piu’ semplici di quelle del passato. “E non dobbiamo sconfiggere trecento anni di segregazione, un regime neonazista o un impero stalinista. Ma siamo al palo come forse mai nella Storia contemporanea, di fronte a nemici ben minori, scoraggiati da ostacoli per cui nessuno di noi morirà di tortura o nelle fosse comuni, come ahimè fu per milioni prima di noi.” Noi dobbiamo affrontare problemi più che mai globali, ciò che costituisce una complicazione enorme. Ad esempio il potere può usare i popoli gli uni contro gli altri, vanificando le lotte dei lavoratori in Italia (per esempio) grazie alla manodopera a basso costo in Thailandia (per dirne una). Vi lascio immaginare la difficoltà dei rappresentanti dei lavoratori italiani a recarsi in Thailandia e convincerne gli operai ad appoggiare le loro rivendicazioni… Il fatto che invece di sottometterci col pugno di ferro ci tengano buoni con il lettore mp3 (e tutto il resto), non vuol dire che il potere non abbia alternative. Si tratta solo del metodo giudicato più adatto al contesto, tanto è vero che non disdegna affatto l’uso della forza laddove soggetti (penso subito ai… Leggi tutto »

jake
jake
23 Gennaio 2010 3:53

Ciao Paolo… Ti stavo aspettando…. Leggendo tutti i tuoi interventi mi chiedevo quando avresti dato una risposta sul cosa fare, sul cosa farai/faremo per passare da “tippettatori virtuali “del web a “guerriglieri “ del mondo reale! Continui a ripetere di usare la propria testa…giusto, ma le singole teste non possono fare nulla! A parte che il problema è uno solo, e cioè gli ITALIOTI di cui , anch’io, come te faccio parte , io credo che in una democrazia, dove il 60 % della popolazione vota il Berlusconi di turno, la partitocrazia di turno ( non è che l’opposizione faccia delle grandi cose eh??) , dove gli va bene il vivere di questa società, non ci sia più nulla da fare. Noi ci lamentiamo… ma siamo una minoranza. E poco importa se la colpa sia dei media, dei nostre teste acefale, della Tv o di chi sa cosa…. Quello che conta è come hai detto tu è che abbiamo “fallito”. Ricordati però che siamo e restiamo una minoranza….. e anche se la minoranza diventa super attiva scende in strada a farsi sentire nei luoghi della vita vera, negli uffici, ospedali, palazzi del potere, fabbriche, scuole e università, sempre minoranza resta!… Leggi tutto »

sentinella
sentinella
23 Gennaio 2010 4:46

il problema di fondo è che siamo tutti più meno d’accordo sull’OPPORCI A ma quando si tratta di UNIRSI su proposte concrete saremmo sicuramente divisi e lacerati perchè non siamo lupi ma siamo cani.
I lupi in branco sono animali sociali che collaborano per la riuscita della caccia: hanno un capobranco riconosciuto ed ognuno gioca il suo ruolo per il raggiungimento del risultato finale.
Noi siamo cani ognuno fedele alla mano del padrone che ci porge il cibo, pronti a voltar gabbana non appena udiamo il suo fischio di richiamo. E’ una questione culturale: non siamo liberi dentro, ci hanno educati così e così è fatta tutta la nostra comunità sociale. Ognuno ha la sua parrocchia e all’interno delle sue mura invisibili ci passa tutta la vita.
Siamo bravissimi a trovare il pelo nell’uovo agli altri, abilissimi nella dietrologia e quando si muove qualcosa ancora più bravi a smontare tutto quello che fanno gli altri in nome della purezza del nostro pensiero.

indyp
indyp
23 Gennaio 2010 5:02

Per una volta almeno sei coerente con te stesso. Ricordo però una cosa. Se si scende in piazza prima di avere individuato il vero potere si rischia di essere strumentalizzati come in tutte le “cosiddette” rivoluzioni e ne abbiamo avuto un esempio coi i grillini che sono scesi in piazza per delle cagate assurde poste dal loro leader. Poi c’è stato il popolo viola sceso in piazza contro il Berlusconi. Poi ancora prima ci sono state migliaia di manifestazioni “sempre contro il politico di turno”; cioè il potere, quello vero, caro barnard, non è mica fesso. Sa che la gente scende in piazza, prima o poi. E allora gli ha costruito i parafulmini contro cui sbraitare. Il vero potere ha sempre sfruttato le persone che scendono in piazza, in tutti i regimi del mondo. Caro Barnard, se la gente scende in Piazza contro il parafulmine di turno e non ha prima capito quale è il vero potere, non cambierà mai niente. Scendere in piazza in un “movimentismo” senza testa non porta da nessuna parte. Caro Barnard ma tu sai cosà è il vero potere? Non parlo del Cfr, della Trilaterale, del Bilderberg, di Soros che tu citi, ma parlo delle… Leggi tutto »

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 5:28

CI SAREBBE UNA TERZA VIA, l’ unica che avrebbe qualche possibilità di riuscita. Questa volta sono in netto disaccordo con Barnard, a cui continuo a criticare questo suo incitare ad un attivismo che vedo del tutto insensato, e che non avrebbe nessuna reale possibilità di riuscita … senza dire che le ribellioni aperte fanno male. Eppure per ribaltare le cose basterebbe volerlo: il fatto è che troppi “piccoli” interessi impediscono di volerlo veramente. IL COLOSSO DAI PIEDI DI MERDA, come ho chiamato in un mio post l’ attuale sistema di potere, poggia appunto su due piedistalli che hanno la stessa consistenza della merda: il controllo monetario ed il controllo dell’ informazione. Poggia sul fumo, su due cose fittizie, su una realtà immaginaria che NON ESISTE, ma che ci viene fatta credere. Poggia insomma su pilastri che hanno la stessa consistenza di Babbo Natale, della Befana e dellas Cicogna che porta i bambini. BALLE. Ergo, se tutti i lettori di questo sito ( che ormai somiglia sempre più a un fumettone che fa solo il verso a se stesso, ed ha perso qualsiasi potenziale smalto “dinamico” ) ritirassero oggi i soldi dalla banca e buttassero stasera la Tv giù dal balcone,… Leggi tutto »

CarloLux
CarloLux
23 Gennaio 2010 5:40
giosby
giosby
23 Gennaio 2010 5:58

Non è la prima volta che Paolo si ritira a vita privata.
E scommettiamo che non sarà l’ultima!

In gergo si chiama depressione.

Comprensibile, certo, ma è un problema sociale o personale?

http://www.giosby.it/2009/05/10/pavidi-schiavi-o-complici-benestanti-commentando-paolo-barnard/

http://www.giosby.it/2009/05/11/scambio-di-email-con-paolo-barnard/

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 6:41

Ah, il concetto, a chi fosse sfuggito, è quello della “Resistenza Passiva”.
Ha già vinto una volta, e alla grande, contro il maggior impero coloniale dell’ epoca. Metterlo in pratica costa meno fatica che scendere in piazza. Inoltre ha maggior efficacia, offre il grande pregio dell’ anonimato, e preserva dalle pallottole vaganti. Ma voi continuate, continuate pure a parlare di aria fritta ed ostinatevi a non volervi togliere quel cazzo di fette di salame che avete sugli occhi. Ciao !

idea3online
idea3online
23 Gennaio 2010 7:41

E’ giusto non essere dipendenti da queste macchine infernali che sono i computer o la rete, però siamo qui, è poichè siamo esseri umani a somiglianza di Dio, useremo la tecnologia finchè ci è utile, se dovessimo capire che dipendiamo dalla rete a volte potrebbe accadere, dobbiamo fuggire verso la vita creata da Dio, la rete è lo strumento dell’Elite del NWO, la stessa Elite è sottomessa al Demonio.(La struttura internet è la nuova Torre di Babele e l’Elite è il moderno NIMROD). Infatti se facciamo una passeggiata nella vita reale anche senza fare niente siamo rigenerati, se facciamo una passeggiata nel mondo virtuale non siamo rigenerati, ma il caos regna sovrano nella nostra mente, facciamo tanto e non facciamo niente(Il troppo è come al niente..gli opposti si annullano) caos nel senso che i ritmi dei tempi sono veloci e poichè noi siamo a somiglianza divina i nostri sensi si scontrano con la velocità del mondo virtuale. Chiudo con questa scrittura della Bibbia piena di equilibrio: Ecclesiaste 7:16-20   Non esser troppo scrupoloso né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti? Non esser troppo malvagio e non essere stolto. È bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi… Leggi tutto »

mazzi
mazzi
23 Gennaio 2010 8:40

Barnard, tu mi piaci, non puoi non piacermi per quello che scrivi. O sei un genio dell’infingardaggine, cosa che non credo, o sei il piu’ sincero dei sinceri.—————– Tuttavia…. ogni volta che leggo i tuoi post mi cascano le braccia. ———————-Possibile che tu non abbia capito che le rivoluzioni (ha ancora senso tale parola?) le fanno le grandi idee? Possibile che tu non abbia ancora capito che la grande vittima dei nostri tempi e’ l’idea e che senza di essa tutto e’ affondato nella melma di un individualismo viscerale, di un opportunismo pragmatico? Possibile che non vedi che tutto e’ ormai confusione e che proprio gli intellettuali di sinistra, anche onesti per carita’, sono stati i primi a prestarsi a questo gioco di confondere, ribaltare, relativizzare e distruggere? ————————Eppoi … Rivoluzione, d’accordo, e verso che cosa? Additi forse una meta? Rivoluzione in senso forse Marxista? No, non credo, e allora cosa facciamo, cacciamo il diavolo dalla porta per vederlo rientrare dalla finestra? Continuiamo a tenere in piedi il mostro capitalista? Dicci, Barnard, che rivoluzione pensi si possa fare parlando in senso quanto mai vago di cambiare il nostro modo di ragionare e di muoverci fra la gente? Perfino negli ospedali….… Leggi tutto »

renatino
renatino
23 Gennaio 2010 8:55

Hai ragione tu come ha ragione brunotto588 quando sostiene che nessuno vuole realmente cambiare.
Internet non c’entra nulla, è solo un’altra opportunità.
Ma se davvero internet nn serve a nulla contro il potere, perchè lo vogliono bloccare, limitare?!
Non è un controsenso?!

Tu pensa che volevo scrivere qualcosa io sul pensiero di Martin Luther King,

giorni fa che è stato il suo giorno di nascita.
Altro che i prof della pennsilvenya che ci spiegano l’empatia!! Ma andasse a fan..!
Quella donna bianca che hai descritto tu è un modello di empatia!!

Paolo, forse anche tu sei troppo empatico, sensibile che non accetti i compromessi.
Mi sa che nella vita tocca farli se vuoi costruire qualcosa.

renatino
renatino
23 Gennaio 2010 8:58

A me la Resistenza passiva ricorda anche i radicali che odio.
Per il resto d’accordissimo con te.

kermitilrospo
kermitilrospo
23 Gennaio 2010 9:00

ci vuole la “pancia vuota” e la fame vera (di tanti)

mikaela
mikaela
23 Gennaio 2010 9:31

” Caro Barnard ti sei mai letto il documento del Council on Foreign Relations “

Credo che tu ti sia perso parte di questa considerazione. {posso capirti, e’ un po’ lunghetta)Barnard non solo ne ha parlato ampiamente ma cita anche un libro come fonte.

The Council on Foreign Relations and the Center for Preventive Action, Michael Baker, 6 marzo 2008, Znet

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=154

anonimomatremendo
anonimomatremendo
23 Gennaio 2010 9:34

Ancora dietro a questi miti moderni .Ma ancora non l ´avete capito che la rivoluzione mondiale prossima ventura non avrá messia,non sará incentrata sulla Persona o su presunti valori e diritti universali astratti e non calerá dall alto da menti illuminate .Questi sono gli utili fetticci dell ultima rivoluzione vittoriosa:quella borghese.Sarebbe l´ ora di disfarsene no?.La prossima rivoluzione sará la comunista pura,e sará anonima, tremendamente anonima.

stimiato
stimiato
23 Gennaio 2010 9:36

Ho letto i commenti per scrupolo, non si sa mai vada a dire qualcosa detta già da qualcun altro. Ossia: mi hai tolto le parole di bocca (o forse sarebbe necessario specificare “dalle dita”, che è molto diverso). Il punto è che siamo dove siamo (e in parte rilevante come siamo) perché un disegno sottile ci ha portati qui. Altro che fessi, i fessi siamo noi. Hanno abilmente creato le condizioni di questa situazione, non usano la violenza (non platealmente) perché non ce n’è bisogno. Quello che dobbiamo sconfiggere è l’evoluzione occidentale (nel nostro caso) di modelli come regimi (neo)nazisti o imperi stalinisti. Spesso non sappiamo neanche esattamente contro chi lottare, se contro i banchieri, contro la chiesa, contro gli speculatori, contro i politici, contro la polizia, contro gli immigrati o gli omosessuali. Credo (e non mi sembra di aver scoperto la ruota) che il successo maggiore questo sistema lo abbia raggiunto con la manipolazione. Non sappiamo chi è il nemico, non sappiamo di che mezzi dispone (nè di che mezzi disponiamo noi, facciamo una gran confusione tra i nostri e i suoi mezzi), di che consenso gode, quanto di lui conosciamo e quanto è solo ciò che esso vuole… Leggi tutto »

MrDRAgo88
MrDRAgo88
23 Gennaio 2010 10:57

I PASSI PER IL CAMBIAMENTO, DA FARE TUTTI INSIEME. -INQUADRARE L’OBBIETTIVO L’obbiettivo è sbloccare la paralisi partecipativa della cittadinanza. Dobbiamo far riaquistare a tutti il senso critico, fare in modo di ottenere consensi che si contrappongano all’attuale idea del potere dominante. Identificare il libero consenso della gente come unica via, esso è un principio fondamentale dello sviluppo umano, nel corso della storia ci ha portato dalle barbarie alla civiltà e funzionerà sempre. – CAPIRE IL POTERE Non è Berlusconi, non sono le mafie, non è la chiesa… Studiarlo a fondo, capire com’è arrivato dov’è ora e che strumenti ha utilizzato. Inquadrare il vero nemico da combattere: l’elite economico finanziaria mondiale,i grandi banchieri internazionali, approfondire le funzioni delle organizzazioni(wto, commissione trilaterale, gruppo Bilderberg, ecc…) e come agiscono. identificare il Signoraggio bancario come la linfa dei poteri forti. – USARE LA PROPRIA TESTA Prendere coscenza che ognuno di noi può cambiare la storia. Non dobbiamo rappresentare il ruolo passivo ma rimetterci al centro, ripudiare il culto dei vip, dei paladini dell’antisistema e riprendere in mano le redini dell’informazione. Annullare il principio secondo cui “chi più sa più conta”, facendo ogni giorno la propria accurata analisi dei fatti per riaquistare il senso critico… Leggi tutto »

anonimomatremendo
anonimomatremendo
23 Gennaio 2010 11:14

Sei davvero sicuro che l´ indipendenza indiana habbia avuto esito vittorioso(per chi poi?)grazie a Gandhi e non invece nonostante egli?Pensi davvero che Gandhi possedesse una visione autenticamente rivoluzionaria? “Io non prenderò mai parte alla privazione delle classi proprietarie della loro proprietà privata senza che ci sia una giusta (!) causa. Voi potete star certi che io impiegherò tutta la forza del mio influsso per evitare una guerra di classe. Nel caso in cui sarà fatto il tentativo di privarvi ingiustamente della vostra proprietà io lotterò dalla vostra parte”.Un concetto di non-violenza abbastanza selettivo e a senso unico non trovi? Infatti,appena la lotta superava certi limiti ponendosi cioé non solo contro l imperialismo inglese ma anche e soprattutto contro gli interessi della borghesia dirigente nazionale ,come nei fatti accaduti a Peshavar quando i soldati indù inviati per reprimere il movimento di massa antigovernativo si rifiutarono di sparare sulla folla dei musulmani iniziando così una minacciosa fraternizzazione mai vista prima,cosa disse il nostro pacifista….nazionalista? “Il soldato che non si sottomette all’ordine di aprire il fuoco viola il giuramento da lui stesso prestato, rendendosi colpevole di una criminale insubordinazione…”..D´altronde lo stesso Gandhi affermava:”io prima di tutto sono indú,poi patriotta”. Un grande! PS:sotto il… Leggi tutto »

augustina
augustina
23 Gennaio 2010 11:17

Cito qualche stralcio di Umberto Galimberti tratto dal libro “i miti del nostro tempo”, al di la della polemica sul mondo del web “Perché oggi la Rivoluzione non scoppia?”. Nel rivoltoso ’68, c’era ancora una “dimensione umanistica”, ovvero c’era la possibilità di scontro tra due “volontà” ben distinte. E questo, forse, era un bene. Infatti, in quegl’anni, gli interessi dell’operaio erano diversi, opposti forse, da quelli del grande imprenditore; il signor Rossi o il signor Tal dei Tali si scontrava ogni giorno con il signor avvocato Agnelli. Questo contrasto era già stato definito da Hegel come rapporto Servo/Padrone. In fin dei conti, c’era terreno di scontro che, volendo o non volendo, portava ad un progresso comune. Oggi, sia il Servo (operaio) che il Padrone (imprenditore) sono dalla stessa parte. Paradossalmente non sono più contrapposti, vanno a braccetto. Tutto questo perché sopra di loro aleggia, come un uccello nero e aggressivo, quella che il filosofo Galimberti chiama “dimensione anonima”, ovvero il Mercato. Una dimensiona anonima che si completa con la tecnica finanziaria e gli investimenti, con le rincorse affannose al prestito, con l’ipotecarsi tutto per acquistare il superfluo, ipotecare figli e futuro, ipotecarsi anche le mutande. Il Mercato diventa, quindi, la… Leggi tutto »

anonimomatremendo
anonimomatremendo
23 Gennaio 2010 11:40

E invece no,finalmente ora il nemico comune diventa sempre piú chiaro e visibile e a scala mondiale ,l unica dimensione reale in cui una rivoluzione anticapitalista possa vincere.l opraio e´messo di fronte non piu´al “suo”padrone ma visto l anonimato imperante a tutta la classe dei “padroni” i quali non da oggi ,ma da sempre si devono misurare non solo con il proletariato ma anche con la concorrenza avversaria e quindi con le leggi inesorabili del capitalismo.Oggi la cosa é semplicemente piu´evidente.Sará anche vero che “siamo tutti sulla stessa barca” solo che alcuni sono al timone e sui pontili in alto e altri nelle stive a sbucciar patate e tirare i remi.Comunque il bello della modernitá é che oggi per sbugiardare un filosofo non é necessario mettergli contro un altro filosofo,basta un semplice e rude operaio che gli sbatte in faccia la realtá.

fernando20
fernando20
23 Gennaio 2010 11:41

Sono d’accordo in buona parte per quello che scrivi ma….ogni volta che i popoli si sonoi ribellati “i grandi furbacchioni” (Banchieri, sette insomma chi detiene veramente il potere) studiavano il sistema di darti la carotina, preparandosi (senza fretta) a darti una bastonata…..io penso che gli unici che hanno fatto veramente qualcosa per riprendersi la loro dignità di popolo sono stati i Francesi (con la rivoluzione)….
Abbiamo lasciato le mele marce sul cumulo, ed ora il marcio è dappertutto, lo sò che questo non è razionale….ma una pulizia ai grandi livelli ci aiuterebbe a vivere meglio…

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:08

Non è mica vero che dall’ altra parte c’è sempre qualcuno “più forte” … c’è semplicemente un “parassita minoritario” che ha una paura folle della massa, ben sapendo di essere in minoranza, e per questo ci tiene tanto al controllo dell’ Opinione Pubblica … Insomma, la prigione, il sistema, chiamalo come vuoi, è innanzitutto nella nostra testa, ed è lì che va innanzitutto debellato. Poi non è vero che bisogna fare chissà cosa … una volta capiti i meccanismi del parassita, basta non dargli più il culo. Singolarmente, che è anche meglio e non sfruttabile da strumentalizzazioni varie. Sto parlando di mettere in opera un po’ di sana “resistenza passiva”. Ciao !

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:17

OOOHHHH, FINALMENTE ! Qualcuno che ha colto il quid della questione …! E qualcuno che come me pensa che un po’ di sana resistenza passiva basterebbe a mettere a posto un sacco di cose, soprattutto se ben indirizzata … ritirate i soldi dalle banche, buttate via Tv e giornali … e vedrete se le cose non cominciano a cambiare … In fondo il matrix si fonda proprio sulla forza e la fiducia che noi stessi gli attribuiamo … ecco, pensa alla sfiducia che si genererebbe nel sistema se la “gente di sytrada” vedesse altra gente recarsi agli sportelli a rititare i soldi … se vedesse altra gente farsi sequestrare platealmente la tv … comincerebbe a dubitare, e a questo punto per un sistema che si basa solo sulla cieca fiducia dei sudditi, basterebbe una piccola iniezione di sfiducia per sfibrarlo. Ciao !

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:18

Non è mica vero, basta essere meno pecore.

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:27

Internet è come Cristo ai tempi dei Romani … una campana dove si possono sentire cose diverse. Ma strumentalmente una voce assai risibile a confronto dei grandi media: per questo non lo bloccheranno mai. Perchè, finchè i numeri sono questi, a “loro” serve moltissimo, come finestra di controllo del dissenso, e non rappresenta nessuna vera minaccia. Poi potranno sempre crociffiggerlo, se cominciasse a farsi troppi seguaci. Insomma: nessuna via “collettiva” di ribellione sarà permessa. Per questo dico e ripeto fino allo sfinimento che l’ unica soluzione sarebbe la resistenza passiva, condotta singolarmente, capillarmente, nella vita quotidiana, senza platealità, e senza il rischio di essere strumentalizzati. Ciao !

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:36

Qui in fondo ti sbagli: Su cosa poggia questo “colosso” se non sulla cieca fiducia che noi stessi gli attribuiamo ? Cosa è Matrix se non il parassita che si nutre delle nostre stesse energie ?? Perchè pensi che si diano tanto da fare a disinformare e a lavorare sull’ opinione pubblica ? Perchè un parassita sa che potrà esistere solo fino a che l’ organismo ospite glielo consentirà.

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:50

Sì, bravo, secondo me centri il problema quando parli di consenso .. difatti è verso la creazione di consenso che sono rivolti i massimi sforzi del potere, consenso senza il quale QUESTO SISTEMA CROLLEREBBE DALL’ OGGI AL DOMANI. Ecco: concentriamoci su questo punto: siamo “noi” a fornire l’ energia vitale al mostro, che si nutre del nostro consenso. Capito questo, capito tutto: non diamoglielo più: a cominciare dalle cose semplicissime, come andare a ritirare i soldi dalle banche, come opporsi al pagamento del canone rai, come astenersi dall’ acquistare qualsiasi giornale. Cose piccole, ma che creerebbero un rebound enorme sul sistema del consenso, generando una sostanziale sfiducia. Sfiducia che si tramuterebbe in “concretezza negativa” per il sistema: investitori che non investirebbero più in pubblicità, crollo del sistema mediatico, nascita di fonti alternative di informazione, crisi del sistema bancario, sviluppo di monete alternative … Insomma, basterebbe poco … Il sistema è marcio ormai, basta una piccola spinta di “sano dissenso”, di sana “rivolta passiva”, basta togliergli consenso ( e benzina) per farlo potenzialmente crollare. Non credo invece in azioni organizzate e manifestamente aperte, che sarebbero subito controllate con la forza o mediaticamente. Ciao, risentiamoci !

indyp
indyp
23 Gennaio 2010 12:54

Si l’ho vista ma non è un documento originale, è un’articolo di Znet; quello che ho segnalato a barnard è un documento originale. Barnard non conosce gli articoli e i report del CFR alla pagina http://www.cfr.org. Se li conoscesse non parlerebbe a sproposito sul Nuovo Ordine Mondiale

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:55

I radicali hanno venduto il culo come tutti … a parte questo, alcuni risultati raggiunti in passato testimoniano che questo tipo di tecnica sarebbe la sola praticabile. Ma ormai solo come “atteggiamento individuale”: qualsiasi azione di massa ormai è preclusa, e sarebbe perdente in partenza. Ciao !

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 12:58

Qualsiasi forma di “opposizione di massa” ormai è preclusa e completamente utopica. Dovete capire le dinamiche più semplici del sistema e combatterle in privato, con una sana resistenza passiva individuale. E’ l’ unica forma di lotta lotta non attaccabile frontalmente, e non strumentalizzabile mediaticamente dal sistema. Ciao !

brunotto588
brunotto588
23 Gennaio 2010 13:22

Eh, domani … Negroniiiii … vuol dire qualità !

anonimomatremendo
anonimomatremendo
23 Gennaio 2010 15:49

La dinamica é corretta,ma bisogna precisare un punto.Man mano che gli strati superficiali del sistema rinsecchiscono e cadono viene alla luce il nocciolo duro del sistema fatto di repressione organizzata in armi e quello é proprio il punto in cui se non esiste un affondo delle masse organizzato e a viso aperto il sistema riconquista con la forza bruta il terreno perduto.Sono momenti assai delicati in cui in una settimana si concentrano secoli di storia:É in quel momento singolare che un battito d´ali di farfalla puó creare grandi cambiamenti.Perso l´attimo fuggente tutto ritorna come prima fino al prossimo appuntamento con la storia e chissá quando.Insomma,la dinamica reale non é cosí lineare e gradualista come volete far credere.É una pura astrazione dalla reatá credere che piu´gli togliamo fiducia ,piu´riconquistiamo fiducia in noi stessi e piu´cresce la fiducia in noi piu´cresce la sfiduacia nel sistema fino a che non viene sfiduaciato del tutto e la fiducia la riponiamo nient´altro che in noi .Di mezzo ci sono le guerre e le lotte di classe e tutti gli anticorpi repressivi che il capitalismo é in grado di scatenare contro le forze del cambiamento. Tutte cose poco inclini al buon senso civico e allo sviluppo… Leggi tutto »

marco08
marco08
23 Gennaio 2010 16:18

Certamente la resistenza passiva è una grande arma, ma quante persone credi siano in grado di rimanere impassibili agli eventi senza soffrire di quella paura che controlla il mondo? Comunque credo che un goal ogni tanto bisogna segnarlo e per farlo bisogna arrivare alla porta,un pò di sano attivismo accompagnato da un sano distacco dagli s….i non guasta.
Lasciamoli crepare per poi fotterli proprio come stanno facendo a noi Ciao|

lupoleo
lupoleo
23 Gennaio 2010 19:49

Salute e buona vita a tutti,
In questo istante come in altri della vita, rifletto.
Leggo informazioni e ascolto notiziari, comunico e discuto con individui di vita e d’amore, guardo documentari e foto di denuncia.
Ambiente, conflitti, politica, consumo critico, etico, economia, inquinamento, rifiuti, agricoltura, autoproduzione, sostenibilità… Progresso.
Benessere.
Desideri?
Cosa Desideriamo in realtà per gli esseri viventi, per il pianeta?
Quale Desiderio vuole realizzare ognuno di noi?
Realizzare, perchè aspettare che venga realizzato da altri diventerebbe speranza e sperare lascia poco posto all’azione e più all’ozio e alla rassegnazione!
Saluto e abbraccio tutti voi, Alberto

MACISTE
MACISTE
23 Gennaio 2010 19:56

Paolo visto che non sei scemo, lo sai benissimo perché e percome non si scende in strada a fare la rivoluzione, questo tuo strillare mi richiama in mente il profeta in cerca di proseliti oppure uno che si avvia verso la demenza, scrivi che mi piace quello che scrivi e lasciami decidere da solo come comportarmi.

augustina
augustina
24 Gennaio 2010 2:04

Non credo ci sia bisogno di sbugiardare nessuno , Galimberti ha secondo me una sua dignità di pensiero che può essere più o meno condivisa. In generale comunque è da un po’ di tempo che ,nauseata dai battibecchi della politica che non riesco più ad ascoltare o a leggere per il loro vociare rumoroso e fastidioso, farciti di attacchi a questo o a quello, trovo più interessanti i dibattiti filosofici più pacati e con respiri culturali più ampi che arricchiscono se non altro l’animo umano così povero di sapere che contraddistingue il nostro secolo. Credo anche che mai come nel nostro secolo ci sia un divario così grande tra ricchezza e povertà: “Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud 1997) riferisce che il 18 per cento della popolazione mondiale, più o meno 805 milioni di persone, dispone dell’83 per cento del reddito mondiale, mentre l’82 per cento della popolazione mondiale, più o meno 5 miliardi di persone, si spartisce il restante 17 per cento. Quanto all’uso, all’abuso e alla distruzione delle risorse della terra, i Paesi più ricchi consumano il 70 per cento di energia, il 75 per cento del metallo e l’85 per cento del legno. “L’estrema… Leggi tutto »

Lord_Archon
Lord_Archon
24 Gennaio 2010 7:44

Hai ragione.

anonimomatremendo
anonimomatremendo
24 Gennaio 2010 7:50

Galimberti é un ottimo divulgatore di filosofia e in molte occasioni coglie nel segno ad esempio quando argomenta che l essenza dell essere umano é la tecnica.Sarebbe meglio dire industria ma da un filosofo non si puó pretendere tanto.Ma quando poi mi viene a teorizzare la fine della lotta di classe con l argomento che siamo tutti dalla stessa parte in quanto subordinati tutti allo stesso sistema allora li mi cascano le braccia,e penso che chiunque abbia a cuore le sorti del mondo dovrebbe reagire allo stesso modo,altrimenti tutta la bella sfilza di numeretti che mi hai mostrato (che noi comunisti conosciamo giá da sempre)non valgono un fico secco. Non capisco come mai nonostante la sua “teoria” sulla fine della lotta di classe si possa sbugiardare in due secondi(ti ho fatto l esempio della nave con i “padroni”al comando,che non vuol dire che sappiano dove stanno andando,e le altre classi via via sempre piu´sotto ,fino a quelle che “tirano avanti la baracca” e campano di scarti),si ostini a mantenere certe “posizioni” indicibili.La ragone é semplice:al Galimberti della “conoscenza” glie importa na pippa,a lui gli interessa fare colpo sulle ragazzine.E per questo lo ammiro,almeno fa felice alcune persone.Ciao. PS:il G. comunque… Leggi tutto »

augustina
augustina
24 Gennaio 2010 8:41

Certo che bisognerebbe reagire,ma sta di fatto che non si reagisce,tant’è che quei numeretti sono lì dal 97 …….e purtropo rimangono ai nostri occhi dei numeretti e tovo questo aspetto veramente tragico e deprimente. Non so se Galimberti faccia colpo sulle ragazzine ,io ho 50 anni e trovo interessanti alcune sue riflessioni anche se non codivido tutto ciò che scrive. Ciao

Altrove
Altrove
24 Gennaio 2010 9:44

Bene. Ancora un po’ commosso dalle parole di Luther King, e da alcuni commenti ecco la mia proposta: Iniziamo! si sta a noi. Per ora comunichiamo nella nostra quotidianità e “stiamo ad osservare il collasso”.
Prima la rivoluzione dell’ IO, poi tutto il resto. Non dobbiamo scordarci la vita “reale”. Ogni piccola azione o non azione sarà importante, specie se costante nel tempo. Nessun piano sequenziale. Macchie d’olio. Sporcarsi le mani con il contatto faccia a faccia… Ce la possiamo fare? ciao a tutti…

EasyGoing
EasyGoing
24 Gennaio 2010 9:59

bel sito

“usa la tua testa”il primo passo per confrontare le azioni per il raggiungimento dell’unico scopo comune,io ci credo ancora in un mondo migliore

We must learn to live together as brothers
or perish together as fool
—Martin Luter King—

http://usalatuatesta.ning.com/

brunotto588
brunotto588
24 Gennaio 2010 11:03

Uffah … anche gli eserciti vanno pagati, anche le armi vanno pagate … guarda l’ America: se non venivano salvate le banche dalla solita amministrazione compiacente dove andava a finire con tutta la sua forza bellica …??? INSISTO: con una riserva frazionaria “reale” del 2%, tu comincia ad andare a ritirare i soldi “reali” ( risparmi, ecc ) dalle banche … e poi ne riparliamo.

anonimomatremendo
anonimomatremendo
24 Gennaio 2010 16:05

Non metto in dubbio la possibilitá del collasso del sistema,anzi! É come affrontare il dopo di cui sto discutendo.Puó cascare il mondo ma se manca forza organizzata capace di prendere in mano il potere tutto ritorna come prima.Non dimenticare che gli eserciti hanno una loro certa autonomia se non altro perché esistono milioni di volontari che combatterebbero anche gratis.Insomma,non tutti hanno interesse affinché le cose cambino e ci sará sempre un nocciolo duro reazzionario che rimane fino all ultimo abbarbicato sugli ultimi pezzetti del vecchio Potere, e ci saranno sempre schegge impazzite fuori controllo da cui occorrá difendersi”armata manu”.Non ridurre tutto a un processo lineare e gradualista,cosí offendi la tua intelligenza.Ciao.

PS: magari potessi andare a ritirare i soldi in banca,se solo c´avessi qualcosa da pigliá.

mikaela
mikaela
24 Gennaio 2010 22:39

Scusa, mi dici che cosa ce’ da scoprire in una Pagina Web Ufficiale del CFR (non e’ un segreto, mica ci vuole la pass per entrare) dove i Presidente ti da il benvenuto ed e’ sotto gli occhi di tutto il Mondo.Mettere in prima pagina a grandi titoli le ricerche che fanno le fondazioni no profit (tanto per far intendere alle allodole che sono neutrali) che poi sappiamo chi sono e chi li paga e dove vogliono arrivare.Ho letto parecchio ed e’ come dire; andiamo ad invadere l’Iraq per ristabilire la democrazia, oppure andiamo in Afganistan per prender i terroristi, aiutiamo Israele perche’ si deve difendere dagli attacchi palestinesi ecc. ecc. ecc.
Come la giri e come la rivolti loro hanno il progetto di salvare il mondo in nome della( loro )democrazia cosa che Barnard ha detto e ridetto nelle sue considerazioni.
questo e’ il link che hai mandato e chi capisce bene l’inglese portra’ capirne il significato.Non sai piu’ cosa inventarti, pur di accusare Barnard.Ma scrivilo tu un articolo che fai prima, o No?

http://www.cfr.org/project/1369/international_institutions_and_global_governance.html

ottavino
ottavino
25 Gennaio 2010 3:43

Il motivo per cui nessuno si muove risiede nel fatto che la maggior parte della gente pensa che MEGLIO DI COSI’ NON PUO’ ANDARE.
E questa senzazione è esatta. Infatti, pur con tutti i suoi problemi, le sue storture, i suoi Bilderberg, signoraggi e quant’altro, questo sistema da all’occidentale la maggiore quantità di benessere che possa aspettarsi.
Ogni “lotta al sistema” si risolverebbe in un generale maggiore impoverimento, e questo nessuno lo vuole. Figuriamoci se uno lottasse per diventare più povero. Come “persone non omologate” abbiamo il dovere di mettere bene in chiaro questo punto. E una volta messo in chiaro, dichiarare apertamente che si fanno lotte “per impoverire tutti”. “Un sistema più giusto, ma tutti più poveri”, potrebbe essere lo slogan del movimento. A me starebbe bene, ma nessuno seguirebbe. In alternativa, non resta che aspettare che “il cadavere del nemico passi trasportato dal fiume”. Ma poche illusioni, quel cadavere sarà anche il nostro.

maumau1
maumau1
25 Gennaio 2010 3:49

si ma all’inizio si diceva che tramite la tv ed i giornali non si poteva cambiare le cose perchè era impedito..poi però ci sono stati e ci sono importanti programmi come Report a cui lo stesso Banard ha partecipato…. ora non può dire perchè è stato cacciato lui(a toro o a ragione non spetta a me dirlo ognuno dirà cose diverse)allora non servono quei tipi di programmi e biosgna andare nelle piazze.. avrebbe dovuto dirlo prima ed andarsene da solo senza che nessuno lo cacciasse..allora si sarebbe stato credibile.. come fece Kacisnky l’Una Bomber americano catalogato come serial killer http://www.serial-killer.it/serialkiller.aspx?aree_id=1&sottoaree_id=9&contenuti_id=47&lang=ita ma di un tipo ben diverso.. che appunto affermava che la tecnologia corrompe e rende dipendenti dando una apparente libertà in realtà rende schiavi,e schiavi dello sfruttamento del sistema capitalistico che quindi ovvio non si possa combattere dall’interno coi i mezzi stessi di cui si fa strumento esso stesso cos’ mi pare tipo moglie offesa e che quindi butta tutto all’aria.. se no pare fare di necessità virtù…. internet è come la tv di prima…anche ora si dice che internet rende schiavi e sarà anche vero ma che sia solo utile a chi internet l’ha creato è diffuso non è… Leggi tutto »

indyp
indyp
25 Gennaio 2010 4:08

Non ho detto che barnard non parla di guerre in iraq e altro; Ho detto che barnard nelle sue conferenze va a dire che il Nuovo Ordine Mondiale è una cazzata inventata dai complottisti; quello che c’è scritto in quel documento è il fatto che si sfruttano le guerre per imporre un Nuovo Ordine Mondiale Multilaterale. Ma questo barnard non lo dice. Leggete prima di andare in giro a dire baggianate. ———– In questo articolo presento e commento il documento ufficiale del Council on Foreign Relations (CFR) dal titolo “Istituzioni Internazionali e Programma di Global Governance, Ordine Mondiale nel 21esimo Secolo” pubblicato il primo maggio del 2008. Questo documento è stato da me tradotto in italiano, vi prego di segnalarmi eventuali errori. Il documento è a tutti gli effetti un Manifesto degli obiettivi del circolo elitario in questione. Questo manifesto si contrappone al documento del settembre del 2000 dal titolo “Rebuilding America’s Defenses”, un altro manifesto elitario elaborato dal PNAC (Project For New American Century), un think tank neoconservatore con sede a Washington. Il piano che il PNAC delineava era quello di un dominio globale incontrastato degli Usa sul mondo intero per il secolo avvenire. Gli Usa avrebbero agito con… Leggi tutto »

indyp
indyp
25 Gennaio 2010 4:19

Guarda a me non me ne frega proprio niente di accusare barnard, difendo solo la verità, l’onesta ricerca, dall’ignoranza e dalle partigiane mistificazioni isteriche e dalle lodi verso gli antidivi che vogliono essere più divi degli altri.
Vuoi qualche altro articolo, sempre sotto anonimato, su tutti gli argomenti che Barnard ha trattato a modo suo con mille mistificazioni e dietro la propaganda Znettista Chomskyana????

indyp
indyp
25 Gennaio 2010 4:42

Se Barnard non fosse stato cacciato via dalla Tv (per motivi a me ignoti) sarebbe ancora alla Rai a sbraitare di fare la rivoluzione e magari a dire, sempre da dietro lo schermo tv, che internet è una cosa che rimbambisce la gente. Ma che credibilità può avere un tipo così? Solo quella che ha ottenuto essendo stato un giornalista Rai. E siccome viviamo nella civiltà dell’immagine della Tv allora essere stato un giornalista Rai da, solo per questo, credibilità a qualsiasi personaggio che spara baggianate dalla mattina alla sera recitando la parte dell’antidivo.
Barnard dovevi andartene tu via dalla TV non aspettare che ti cacciassero; Questo sarebbe stato un atto di Coraggio.

indyp
indyp
25 Gennaio 2010 4:49

Anche Barnard ha iniziato a muoversi quando lo hanno cacciato via dalla Rai dove poteva fare i suoi servizietti inneggiando alla rivoluzione tramite TV e sbraitando contro i blogghers e ricevere lauti stipendi. “MEGLIO DI COSI’ NON PUO’ ANDARE”. Appena lo hanno licenziato ha reagito proprio male. Voleva proprio tornarci in TV per continuare la sua rivoluzione da telenovela a puntate e continuare a non perdere i suoi lauti stipendi.

indyp
indyp
25 Gennaio 2010 4:55

TRADUZIONE Istituzioni Internazionali e Programma di Governance Globale Ordine Mondiale nel 21esimo Secolo Una nuova iniziativa del Council on Foreign Relations 1 maggio 2008 Il Council on Foreign Relations (CFR) ha avviato un ampio programma di cinque anni sulle istituzioni internazionali e la governance globale. Lo scopo di questa iniziativa trasversale è quella di esplorare le esigenze istituzionali per l’ordine mondiale nel XXI secolo. L’impresa riconosce che l’architettura della governance globale, riflettendo in larga misura il mondo come era nel 1945, non ha tenuto il passo con i cambiamenti fondamentali nel sistema internazionale, incluso ma non limitato alla globalizzazione. Gli accordi multilaterali esistenti in tal modo forniscono una base inadeguata per affrontare le più pressanti minacce e opportunità di oggi e per promuovere l’interesse nazionale degli Stati Uniti e più ampi interessi globali. Il programma mira ad individuare i punti deboli critici nei quadri attuali per la cooperazione multilaterale; propone riforme specifiche, adeguate alla nuova situazione mondiale, e promuove una leadership Statunitense costruttiva nella costruzione delle capacità delle organizzazioni esistenti e nella sponsorizzazione di nuove e più efficaci istituzioni regionali e globali e di partnerships . Questo programma è reso possibile da una generosa donazione della Fondazione Robina. Il programma… Leggi tutto »

ottavino
ottavino
25 Gennaio 2010 5:21

Non vorrei giudicare Barnard. Voglio solo dire che occorre essere onesti, dichiarando anzitutto la nostra dipendenza da questo sistema. Solo dopo aver compreso profondamente la nostra dipendenza da questo stato di cose, si potrebbe stabilire un percorso di liberazione. Ma soprattutto bisogna mettere in chiaro che il nostro livello di benessere ne risentirà. Siamo davvero pronti a soffrire?

brunotto588
brunotto588
25 Gennaio 2010 5:25

Ho capito, e ti dò ragione nel caso di avversioni “repentine” al sistema, quali appunto rivolte aperte, e via dicendo. Ma come ipotizzo io il cambiamento sarebbe “graduale e dall’ interno” del sistema stesso … non un’ attacco frontale, ma una lenta metamorfosi, dove le cose non avvengono di colpo, ma si “metabolizzano” nel corpo stesso del sistema … I cui cardini principali sono sempre la leva monetaria e la leva mediatica … cominciamo a togliere benzia e fiducia a queste due arterie … il sistema si adatterà automaticamente, proprio in base alle leggi stesse del capitalismo, per cui se una cosa “non tira” viene pian piano abbandonata … Dunque: se poniamo il caso si vendono meno giornali, gli investitori pubblicitari investiranno di meno, tutto il sistema mediatico comincerà a risentirne ( proprio per le stesse leggi su cui si basa ! ), cominceranno a fiorire antagonisti che vendono inserzioni a minor prezzo, e su cui magari si legge qualcosa di meno trito e ritrito … se la gente ( ossia l’ onnipotente opinione pubblica) comincerà a premiarli, ecco che gli investitori saranno indotti ad investirvi maggiormente … Lo stesso dicasi per il sistema monetario … Un lento cambiamento, una… Leggi tutto »

indyp
indyp
25 Gennaio 2010 6:10

Al contrario di Barnard, io vivo nella merda da parecchi anni, se non da sempre. Altri che conosco, basta che hanno macchina e tv sono a posto, tanto la rivoluzione la faceva, in prima serata, la telenovela a puntate Barnard-Gabanelli di report tutte le domeniche su RaiTre, or divisi e ce ne dispiacciamo assai.

mazzi
mazzi
25 Gennaio 2010 6:30

Parole, parole, parole—————————- Proprio tu che dici di lasciar perdere il net e darsi da fare.——————–Guarda bene, ogni volta che posti qualcosa li inchiodi li per ore a discutere e a scrivere commenti, e dove dovrebbero trovarlo il tempo di agire? ————————— E tutte queste belle parole e propositi che fine fanno tutte le volte, si e’ mai visto venire fuori qualcosa di costruttivo? NIENTE——————– Se proprio sei sincero, la miglior cosa che potresti fare per essere coerente e’ smettere di postare.————– O NO?

syrus_79
syrus_79
25 Gennaio 2010 7:41

HAI FATTO CENTRO!! Altro che tutti in piazza… si sceglie una città, ci si mette in fila in cinquanta/cento per ogni banca e si dice a quelli che passano che si sta chiudendo il conto prima che sia troppo tardi…. se ne vedrebbero veramente di belle!!!!

MATITA
MATITA
25 Gennaio 2010 10:29

Non vedo Martin Luther King in circolazione,tantomeno all’orizzonte.
Ci vuole una guida ,ci vuole una personalità forte e giusta in grado di catalizzare l’interesse dei giusti e de più onesti,senza non vedo come si possa fare….