NO AL REATO DI NEGAZIONISMO

NO AL REATO DI NEGAZIONISMO

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it/

Si è svolto ieri a Roma un importante Convegno dal titolo “La Shoah e la sua negazione. Il futuro della memoria in Italia” cui hanno partecipato, oltre ai più importanti esponenti della comunità ebraica italiana, il ministro Angelino Alfano, Pier Ferdinando Casini, Benedetto Della Vedova e altri politici.

Durante il Convegno è rispuntata fuori una ricorrente proposta del presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici: rendere il negazionismo un reato. Cioè chi, a parole o negli scritti, nega o ridimensiona l'Olocausto va in galera. Argomenta Pacifici: “Distinguiamo fra diritto di opinione e negazionismo. Affermare in una casa privata che l'Olocausto non sia mai avvenuto può essere un gesto stupido, immensamente riprovevole e simile a chi sostiene che la Terra è piatta. Ma credo non si possa più concedere il diritto di alzarsi in piedi in un'aula parlamentare, in un'università, in un luogo pubblico in cui si formano le coscienze e dire che la Shoah è stata un'invenzione. La legge riguarderebbe questo ambito”.

Ringraziamo Pacifici perché ci concede almeno di dire in casa nostra quel che pensiamo. Ancora un passo e si arriverebbe al reato di "puro pensiero" ipotizzato da Orwell nel suo 1984: certe cose non solo non si possono dire, ma nemmeno pensare.

Non capisco come Pacifici e coloro che seguono la sua linea non si rendano conto che la legge che propongono è una norma liberticida, totalitaria, in tutto e per tutto degna proprio di quello Stato fascista che emanò le ripugnanti leggi razziali. In una democrazia, se vuole esser tale, tutte le opinioni, anche quelle che paiono più aberranti al senso comune, devono avere diritto di cittadinanza. È il prezzo che la democrazia paga a se stessa. Ciò che la distingue da uno Stato totalitario o quantomeno autoritario.

Intaccare, anche con le migliori intenzioni, un principio come quello della libertà di espressione oltre che ingiusto è estremamente pericoloso . Perché si sa da dove si inizia, ma non si sa mai dove si può andare a finire. Si comincia con cose apparentemente indiscutibili, perché condivise ampiamente dalla communis opinio, e si finisce col mandare gli ebrei nelle camere a gas. Inoltre – ma questo è solo un argomento a latere – una legge come quella proposta da Riccardo Pacifici sarebbe controproducente, perché finirebbe per fare dei "negazionisti" dei martiri e dare loro una rilevanza e un'importanza che attualmente non hanno.

Di questi pericoli sembra rendersi conto Tobia Zevi, il nipote di Tullia, che propone una soluzione diversa. “Forse sarebbe più utile immaginare sanzioni amministrative che vietino di assumere posizioni negazioniste nell'esercizio dell'insegnamento nelle scuole o nelle università”. Insomma agli storici che hanno idee negazioniste dovrebbe essere impedito di insegnare e quelli che già lo fanno, come il professor Claudio Moffa dell'Università di Teramo, dovrebbero essere esulati come lo furono i tredici docenti che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo. Al giovane Tobia Zevi sfugge, credo in totale buona fede, che i "provvedimenti amministrativi" da lui proposti ledono un altro diritto fondamentale: quello alla ricerca. Premesso che, per quel che mi riguarda, non ha nessuna importanza se gli ebrei sterminati furono quattro milioni invece che sei, uno studioso ha diritto di fare anche, e forse soprattutto, ricerche che vadano contro la communis opinio per gli stessi motivi per cui ogni cittadino ha diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero come recita la Costituzione all'articolo 21.



Pacifici quando dice che le posizioni negazioniste sono simili a quelle di “chi sostiene che la Terra è piatta”, non si rende conto che Galileo, ai tempi suoi, era un "negazionista", perché negava ciò in cui allora tutti, o quasi, credevano: che la Terra fosse piatta e che fosse il sole a girarle attorno. Non voglio, con ciò, paragonare un genio come Galileo ai cialtroni negazionisti. Ma il principio è lo stesso. E la memoria dovrebbe servire non solo a ricordare lo sterminio degli ebrei, ma a evitare di ripetere, in un contesto diverso e mutato, oltre agli orrori, anche gli stessi errori del passato.

Massimo Fini

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/

26.01.2011

Commenti (73)

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    1. alecale 26 gennaio 2011

      confermo i 7 paesi ,, in germania centinaia sono gia in galera .

    1. bgfra 26 gennaio 2011

      Già in 7 paesi Europei esiste questa legge :
      Se non vado errato , Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Belgio , Ungheria e Austria.
      Attualmente un sacco di persone sono in prigione ANCHE PER ANNI per aver detto pubblicamente quello che pensavano (non entro nel merito, possono benissimo sbagliarsi) NEL VERGOGNOSO SILENZIO GENERALE DEI MEDIA che evitano di parlarne. Il risultato di una tale legge sarà quello di aumentare il numero degli scettici visto che ovviamente sarà interpretata come un maldestro tentativo di nascondere la verità, esattamente come è successo in Francia.

    1. bgfra 26 gennaio 2011

      No ha una certa importanza eccome, su sei milioni di vittime si è costruito lo stato illegale di Isralele, con l'espropriazione di milioni di palestinesi ed inoltre è stato favorito un montaggio poitico e finanziario prima negli Stati Uniti e poi nel mondo che ci ha portato dove stiamo ora...... Se il numero di morti della Shoah dovesse diminuire le commemorazioni dovrebbero essere estese a tutte le vittime civili della guerra nei campi, magari compresi quelli alleati e chissà (è bello sognare) qualcuno dovrebbe parlare dopo tanti anni dei bombardamenti di Dresda, Berlino, Amburgo........

    1. gabro 26 gennaio 2011

      Più che d'accordo....

    1. martiusmarcus 26 gennaio 2011

      viva la libertà di pensiero e di espressione, qualunque frescata uno voglia sostenere - e qui dunque non entro nel merito
      ma un evviva di cuore anche a tutti quegli ebrei - ce ne sono, ne conosco personalmente - che rimangono generosi e liberi, pur pressati da mille intimidazioni di una parte - ahimè credo dominante - della loro comunità

    1. zara 26 gennaio 2011

      Non ci fa una bella figura di intellettuale - Massimo Fini - a denigrare come "cialtroni " i "negazionisti"senza mai entrare neanche un poco nel merito.
      Già etichettare "negazionisti" i ricercatori revisionisti dell'olocausto che si occupano dell'argomento tabù,è indicativo di una certa mentalità.
      Perchè non prova,Fini, a scendere in campo, a confutare anche uno solo di detti studiosi; il più importante in Italia è Mattogno Carlo,che sull'argomento ha scritto decine di libri.
      Confutando lui confuta l'intero revisionismo italiano.Non sarebbe un cattivo risultato.
      Fini dice poco sopra:"Per quel che mi riguarda, non ha nessuna importanza se gli ebrei sterminati furono quattro milioni invece che sei".
      Il fatto è che i revisionisti non ammettono neppure quattro o tre milioni di vittime dell'olocausto."Negano" l'olocausto in quanto tale e le "camere a gas" che ne sono il simbolo.
      Allora cos'è importante per Massimo Fini?

    1. francescafederici 26 gennaio 2011

      concordo con quello che dici,anche perchè molto pacato e reale.vorrei tanto che non si facesse distinzione tra morti di serie A e morti di serie B in merito all'Olocausto,vorrei anche che si tenesse in maggior considerazione il genocidio in atto nei confronti dei Palestinesi,proprio da un popolo che insieme ad altri l'ha già subito.
      ho letto che a Roma nel ghetto,e non solo,hanno posato delle pietre d'ottone chiamate "pietre d'inciampo"che recano il nome di deportati nel lager per motivi razziali,politici o militari,la notizia è appunto che vengono commemorati tutti senza distinzione come sino ad ora,è una piccola cosa,ma è almeno qualcosa.

    1. zara 26 gennaio 2011

      Cito dall'articolo di Fini:"Affermare in una casa privata che l'Olocausto non sia mai avvenuto può essere un gesto stupido, immensamente riprovevole e simile a chi sostiene che la Terra è piatta".
      Se queste sono davvero le parole del rappresentante della comunità ebraica in Italia Pacifici, -pacifico solo di nome, bastino a qualificarlo due fatti: l'aver preso in ostaggio il tribunale italiano che aveva mandato assolto Priebke e l'aggressione al prof.Faurisson a Teramo ) sono pronunciate in quanto ebreo ai non ebrei.
      Cosa? Ho capito bene? Dunque-" E un fatto immensamente riprovevole sostenere in casa propria che la Terra è piatta?" Galera, dice pacificamente Pacifici, galera per i "negazionisti della Terra rotonda". Come si può prendere sul serio un ragionamento simile?Queste assudità vorrebbero passare per ragionamenti sensati.
      Il paralellismo con l'olocausto ci sta, ma a significare la mistificazione

      Io, per esempio, non credo che gli ebrei venissero sterminati a migliaia alla volta. Pacifici vuole che io vada in galera? !
      Io non credo, - ( libero,dico io, Pacifici di credervi o meno )– a quanto ha testimoniato in tribunale i “sopravvissuto Bendel Sigmund egli affermò af che " le dimensioni delle"camere a gas" erano di m 10 x 4 m 1,60 . Riempite di 1.000 vittime, in un locale di 40 m2. Cioè 25 persone x metro quadrato!!!!!!!!!! In tribunale l'avvocato difensore gli chiese come fosse possibile stipare 1.000 persone in 40 m2, Bendel rispose: «Ciò bisogna chiederselo. Poteva essere fatto solo dalla tecnica tedesca»! Amen!
      Sono un negazionista?
      Di storie come queste è piena la storia dell'olocausto ebraico, ma esse vengono previdentemente taciute. Il grande pubblico non deve conoscerle.
      Se testimonianze come la suddetta, trovassero vasta risonanza, la storia dell'olocausto verrebbe drasticamente ridimensionata.
      E' di questo che hanno paura i promotori di leggi liberticide? Io credo di si.Vogliono imporre una legge che punisca chi osa mettere il dubbio il sacro dogma dell'olocausto. Grottesco se non fosse tragico.

    1. bgfra 26 gennaio 2011

      Sottoscrivo pure io , come ha detta Pressac per la francese è una legge imbecille...

    1. vimana2 26 gennaio 2011

      Per fortuna che Fini c'è.....

    1. Linderberg 26 gennaio 2011

      sottoscrivo. Esattamente come sta accadendo per il 911.

    1. GIGIOTTONE 26 gennaio 2011

      Il problema per Pacifici è che le prove fornite dai revisionisti stanno diventando schiaccianti. Ormai non provano neanche più a ribattere perchè in tutti gli scontri pubblici ne sono usciti con le ossa rotte. Basta vietare per legge di dire la verità e il gioco è fatto. Perfino Moffa che non è un revisionista in senso stretto, non è stato contraddetto, no, è bastato sputtanarlo e dargli del fascista.
      Finchè sono libero di farlo lo dico: l'olocausto è stato pompato 10, 100 volte per motivi economici e politici e ora si ha una paura cane che il castello di menzogne cada. Una simile situazione aprirebbe gli occhi alla gente anche su altre menzogne: magari anche 11/9 è una balla, magari la FED o il sistema rappresentativo...

    1. lucamartinelli 26 gennaio 2011

      l'argomento è tosto e Riccardo Pacifici non mi piace affatto. Non voglio entrare nel numero dei negazionisti e nemmeno in quello di chi cerca di ridimensionare l'Olocausto. Non voglio neppure che qualcuno mi dica in cosa credere e in cosa no, cosa debbo pensare e cosa no. Mi interessa invece rimarcare che trovo profondamente ingiusto che il popolo ebraico si sia appropriato dell'Olocausto e ne abbia fatto un 'industria (Norman Finkelstein: "l'industria dell'olocausto"). altri popoli hanno subito lo sterminio ed è su questo che si dovrebbe meditare. Tornando a Pacifici avro' stima di lui quando riconoscera' l'olocausto che il popolo Palestinese sta subendo nel piu' grande campo di concentramento del mondo, Gaza.

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