NESSUNO VUOLE VEDERE CHE LA SOLUZIONE ESISTE

NESSUNO VUOLE VEDERE CHE LA SOLUZIONE ESISTE

DI GZ

cobraf.com

Mario Monti ora ogni due giorni ripete che se ne andrà nella primavera del 2013 per cui altri si stanno preparando, Berlusconi ovviamente, Grillo e il suo movimento, Oscar Giannino/Confindustria/Marcegaglia, la "sinistra" (quando troverà un attimo di tempo in mezzo alle discussioni su Rosy Bindi gay) ...e ai margini Lega e Di Pietro...



Finora nessuno da segno di capire il fatto fondamentale: c'è un eccesso di debito, creato dalle Banche per il debito dei privati e dall'accumularsi degli interessi per il debito pubblico. E se cerchi di ripagarlo tutto strangoli l'economia.Sotto Mario Monti a forza di tasse il Pil sta collassando (un -3% probabilmente nel 2013). E quindi il debito pubblico sta salendo (siamo al 124% del PIL). In Grecia a forza di tagli e tasse il PIL è crollato del -23% in tre anni e ovviamente il debito in % del PIL è salito....



Di conseguenza, l'unica soluzione è ridurre il debito non con le tasse e i tagli che riducono il reddito, ma facendolo ritirare dalla Banca Centrale (Bankitalia o BCE) che ha IL POTERE DI EMETTERE MONETA E SCAMBIARLA CON DEBITO. A costo ZERO. Si può far sparire 500 miliardi su 2000 miliardi del debito pubblico italiano, senza sacrifici, senza finanziarie, senza tasse e repressioni fiscali, senza privatizzazioni e cessioni di beni pubblici. Basta farlo assorbire dalla Banca Centrale, esattamente come fanno gli inglesi o i giapponesi. Fine. Risolto il problema finanziario. Poi ne rimangono altri, ma il problema finanziario lo risolvi con della contabilità sostanzialmente. Non è una mia "teoria", è quello che fanno americani, inglesi, giapponesi...! Basta togliere le fette di salame dagli occhi.



Cosa dicono invece Monti, Berlusconi, Grillo, Giannino e il resto ?



L'autunno dell'anno scorso quando il BTP ha toccato quota 80 Berlusconi ha mollato per paura dei mercati e ora con il BTP, più la borsa e il resto dell'economia che sprofondano anche Monti sembra ansioso di uscire appena possibile per paura dei mercati e della catastrofe dell'economia



Per la prima volta c'è una reticenza dei politici ad andare o stare al governo, perchè cominciano a rendersi conto che possono essere travolti dallo sfacelo della povera economia italiana. Dopo che Monti ha fallito ora completamente i prossimi in lista fanno ora qualche pensiero ora su come gestire l'economia e affrontare il mostro della "Spread" e dei "Mercati"



1) La sinistra del PD, Fassino, Vendola, Bindi per qualche motivo non dice niente di economia, ma se leggi Repubblica e il Fatto Quotidiano che sono i loro giornali di riferimento sono allineati al 99% con Draghi, la Lagarde, la soggezione al mercato finanziario, il ripagare i debiti ai creditori e pagare tutti gli interessi. Solo che non provano nemmeno a proporre come. Però seguono la religione della Globalizzazione e del Debito che va ripagato tutto facendo i sacrifici



2) Berlusconi ritorna ora ed essendosi defilato quando il BTP crollava ora deve provare qualcosa di nuovo e riprende Antonio Martino come esperto economico il quale chiama a raccolta i suoi amici della scuola di Chicago di Friedeman e dintorni, liberisti-libero-mercato-globale-privatizzazioni, ma nella versione italiana pro-euro. Di buono è che sono sinceramente per ridurre le tasse, ma purtroppo non capiscono il problema della moneta e sono succubi dei mercati finanziari per cui vogliono i sacrifici per ripagare i creditori e gli interessi. Martino ad esempio vaneggia che si possa tagliare da 200 a 100 miliardi la spesa sanitaria pubblica come soluzione al problema del debito pubblico. Negli USa la spesa sanitaria è il 17% del PIL, in Italia il 9% del PIL (di cui 7% pubblico) per cui è evidente che è assurdo... Martino e i suoi esperti della scuola austriaca seguono la religione della Globalizzazione e del Debito che va ripagato tutto facendo i sacrifici



3) C'è ora Oscar Giannino che ha messo fuori questa settimana un Manifesto Economico per salvare l'Italia e lancia un partito anti-tasse contro B. e sta per presentare una lista con la Marcegaglia e un bel team di economisti e l'apppoggio di Montezemolo tutta centrata sulle soluzioni economiche. Purtroppo anche lui e i suoi esperti non capiscono niente del debito e della moneta, sono succubi dei mercati finanziari per cui vogliono i sacrifici per ripagare i creditori e gli interessi. Tante cose che dice Giannino, Zingales e gli altri liberisti sono ragionevoli, ma seguono la religione della Globalizzazione e del Debito che va ripagato tutto facendo i sacrifici



4) c'è ovviamente Beppe Grillo/Roberto Casaleggio, che per ora da quello che so da alcuni vicino a lui non ha idea di cosa fare. Se non altro sembra criticare la globalizzazione in termini generali, ma tutto quello che ha come partito è un blog in cui compaiono dei compitini di quinta elementare generici, belle frasi tipo "...La causa causante della crisi attuale è stato un cambiamento strutturale dell'economia reale: il declino dei redditi nell'industria si deve a ciò che di solito è un bene (l'aumento della produttività) e alla globalizzazione che ha prodotto una forte moderazione salariale. In altri termini: il settore industriale è vittima del suo proprio successo...". Chiacchiere per dare aria ai denti. E soluzioni pratiche zero



NESSUNO SEMBRA CAPIRE QUESTO SEMPLICE FATTO, CHE IL DEBITO PUBBLICO LO PUO' ASSORBIRE LA BANCA CENTRALE NEL SUO BILANCIO, COME FANNO LE ALTRE BANCHE CENTRALI in altri paesi. E' incredibile, è allucinante, tanta gente che insegna all'università e che parla e parla di economia, parla di tutto meno che della soluzione anche se è davanti agli occhi

GZ

Fonte: www.cobraf.com

Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=3011&reply_id=123480483

23.07.2012

Commenti (43)

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    1. mincuo 26 luglio 2012

      "In Weimar L'inflazione deriva specialmente da un eccesso di denaro circolante a fronte di troppi pochi prodotti disponibili."
      Falso come l'ottone. Quella è semmai una conseguenza ovvia quando hai da 1$ contro 4 marchi di partenza fino a 1$ contro 4.000 miliardi di marchi. Quali prodotti e qauli salari mai devono essere disponibili per un aumento simile.
      Le cause dell'iperinflazione di Weimar sono speculative, vendite di marchi a termine, e sono poi servite a un'elite (sempre quella) ad impadronirsi di tutta la Germania.
      Non dica cazzate e si studi qualcosa.

    1. Georgejefferson 26 luglio 2012

      Ho dimenticato la fonte da bagnai

      http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/lavoro-mobile-o-scala-mobile.html

    1. Georgejefferson 26 luglio 2012

      E' necessario ridare la scala mobile ai lavoratori

      In quel lontano 1957, al momento dell’entrata in vigore della scala mobile gli scioperi si erano protratti per quasi un mese. Mio padre fu tra quelli che vi avevano aderito. Per un mese, praticamente, rimase senza stipendio. Tirò avanti proprio a stento, ma, al termine, poté esclamare: “Ecco, finalmente un po’ di sicurezza per il futuro. Potrò fare studiare i miei figli e accarezzare qualche progetto per la casa".

      Trentacinque anni più tardi, nel 1992, la scala mobile, in seguito alla tesi che fosse causa d'inflazione e della spirale dell’aumento dei prezzi, fu definitivamente abolita.

      Si sostenne anche che l’aumento salariale non comportasse una variazione della base monetaria, ma solo una riduzione dell'utile delle imprese, perché quest'ultimo veniva ridistribuito "ingiustamente" tutto tra i lavoratori.

      Il protocollo di abolizione del 31 luglio era stato inutilmente preceduto da scioperi e manifestazioni sotto lo slogan “la scala mobile non si tocca”.


      Contro il protocollo si erano schierati inutilmente anche diversi economisti, ritenendo che l'aumento dei prezzi dipendesse unicamente dall’aumento dell'offerta di moneta ed escludendo di conseguenza un legame tra la scala mobile e l’inflazione.
      I sindacati ufficialmente avevano mobilitato i lavoratori ma sotto banco avevano già condiviso la grande orchestrazione, inventandosi per ultimo la concertazione obbligata, che in realtà mirava a rafforzare il loro potere contrattuale e ad abolire tutti i meccanismi automatici.

      I segnali che i sindacalisti stessero facendo uno strano gioco furono sin troppo evidenti.
      Franco Marini, per i suoi grandi meriti e senza colpo ferire, l’anno precedente era stato "promosso" da segretario generale della CISL a ministro del Lavoro sotto il VII governo Andreotti.

      Giorgio Benvenuto nel 1992 da segretario della UIL fu premiato con la carica di Segretario Generale del Ministero delle Finanze.
      Ottaviano del Turco, firmatario del protocollo, passò prima alla guida dello PSI e poi fondò lo SDI, venendo eletto alla Camera nel 1994.

      Bruno Trentin, forse preso da scrupoli, si dimise da segretario generale della CGIL appena dopo la firma del protocollo del 23 luglio 1993.


      Mio padre, operaio delle ferrovie ormai in pensione, venne a trovarmi a casa, un po’ demoralizzato e un po’ arrabbiato con me, che svolgevo intensa attività sindacale, e mi disse: “Quella benedetta scala mobile mi ha permesso di mandarvi a scuola e comprare una casa. Con il tuo solo stipendio, forse riuscirai a mandare i figli a scuola ma difficilmente riuscirai a comprarti una casa”.


      E' importante capire che la tutela del potere di acquisto dei salari mediante il ripristino del meccanismo automatico della scala mobile non riguarderebbe solo il benessere individuale dei lavoratori e che esso inciderebbe positivamente sulla economia dell'intero paese.

      In realtà la ricchezza nazionale si sta trasferendo dai salari alle rendite e ai profitti, e, mentre la ricchezza dei salari riesce a trasformarsi "tutta" in consumi, l'altra, quella delle rendite e dei profitti, bloccando inesorabilmente il ciclo produzione-consumi, non fa altrettanto e, oltre ad essere un danno alle famiglie dei lavoratori, è un danno all'intera nazione.
      Concludendo, il ripristino della scala mobile non solo non genererebbe inflazione, che è dovuta ad altri fattori come dimostra l'evolversi di questi ultimi anni, ma, oltre che a garantire il potere di acquisto dei salari dei lavoratori, eviterebbe l'accumulo di ricchezza inutilizzata, portando così indiscutibili vantaggi all'economia produttiva dell'intera nazione.

      http://www.cittanuove.org/index_037.htm

    1. Suntsu 26 luglio 2012

      Il commento è impeccabile nelle sue linee generali ma ci sono aree grigie. Non sempre l'inflazione si genera perché c'è molto denaro circolante e pochi beni acquistabili. Questro accedrebbe in un "libero" mercato, ma è veramente libero? A tutt'oggi i trust, le corporation gli oligopoli delle materie energetiche, dei minerali, degli alimenti, agiscono in sintonia piutosto che in concorrenza determinando artificiosamente i prezzi di mercato, senza possibilità di controllo e sanzioni. Se cosi non fosse ad esempio, i prezzi dei medicinali in Africa scenderebbero moltissimo, vista l'abbondanza di questi e la scarsità di moneta. Ma così non è. Oppure, siamo proprio convinti che in presenza di eccesso di moneta in circolazione i medici o gli avvocati non alzerebbero i loro onorari solo perché sono in troppi a lavorare? Mah!

    1. Georgejefferson 26 luglio 2012

      La cosiddetta "scala mobile" (living escalator) era un meccanismo di indicizzazione dei salari (wage indexation) che garantiva il recupero automatico della perdita di potere d'acquisto determinata dall'inflazione (una descrizione accurata è fornita da Marco Manacorda, 2004, "Can the scala mobile explain the fall and rise in earnings inequality in Italy? A semiparametric analysys: 1977-1993", Journal of Labour Economics, 22(3).Meccanismi di questo genere vennero introdotti negli anni '70 in molti paesi europei. Un elemento ricorrente è quello secondo cui la scala mobile avrebbe generato inflazione e la sua abolizione (forzata dal vincolo esterno) sarebbe stata l'elemento determinante nella sconfitta dell'inflazione stessa.osservando il profilo del tasso di inflazione italiano:

      http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sval_06.JPG

      notiamo:


      1) che l'inflazione era già in caduta libera quando la scala mobile venne riformata nel 1983, e:

      2) che la sua abolizione nel 1991 non sembra aver esercitato un effetto percepibile sul tasso di inflazione.

      Del resto, l'inflazione non è sorta perché i salari sono stati indicizzati. I salari sono stati indicizzati perché uno shock esogeno (la quadruplicazione del prezzo del petrolio) aveva determinato la fiammata di inflazione che vedete qua sopra.
      Quindi, come dire, è naturale che rimuovendo una non causa dell'inflazione, sull'inflazione effetti mirabolanti non ce ne siano stati.


      Ma su altre due cose sì.

      La prima è la disuguaglianza dei redditi. Il già citato articolo di Manacorda stabilisce, analizzando un panel di lavoratori italiani osservati su cinque tornate di rinnovi contrattuali dal 1977 al 1993, per un totale di 19343 individui (precisazione per i piddini), Manacorda constata che a partire dalle riforme della scala mobile introdotte a metà degli anni '80 la disuguaglianza fra i redditi, che era andata diminuendo dal 1977 in poi, tornò ad aumentare, raggiungendo nel 1993 il livello di partenza. Questo processo penalizzò proporzionalmente di più (e ti pareva!) le donne.

      La seconda sono i salari reali. Francesco Pastore studia (con la cointegrazione) l'impatto dell'abolizione della scala mobile sulla dinamica delle retribuzioni italiane, e trova, guarda un po', quello che è nei dati e che abbiamo visto nel post precedente, ovvero che il progressivo smantellamento dei meccanismi di indicizzazione, effettuato, lo ricorderete, al grido di "l'Europa chiamò!", ha alterato la relazione fra salari e produttività: i salari non sono riusciti a stare al passo con la produttività, i lavoratori hanno beneficiato in misura sempre minore dei frutti del proprio lavoro, e la quota di profitti è aumentata. Le politiche dei redditi degli anni '90 hanno determinato un impatto negativo permanente sui salari reali, oltre che sull'inflazione, senza tuttavia alterare la curva di Phillips di lungo periodo (la relazione fra salari reali e tasso di disoccupazione).

    1. Georgejefferson 26 luglio 2012

      L’effetto inflazionistico della creazione di moneta dipende infatti, in modo cruciale, dal modo in cui la nuova moneta viene impiegata. Se la nuova moneta è canalizzata verso attività di consumo o verso attività di investimento finanziario si avrà rispettivamente inflazione sul mercato dei beni di consumo e inflazione sul mercato dei capitali (bolle finanziarie); ma se fosse canalizzata in investimenti che migliorano la produttività complessiva del sistema (infrastrutture, educazione, ricerca, etc) la maggiore quantità di moneta si distribuirebbe su un maggior numero di beni e servizi (o di maggior valore) evitando quindi l’insorgere di qualsiasi forma di inflazione (nell’equazione di Fisher PY=MV cioè, l’aumento di moneta M verrebbe compensato da un aumento del reddito Y e non del livello dei prezzi P).

      Felice Sardi

      Se fossero nel giusto i critici che sostengono che il governo che spende “premendo tasti” necessariamente conduce all'iperinflazione, allora le nazioni più sviluppate dovrebbero essere in perenne iperinflazione. Perchè tutti noi spendiamo “pigiando tasti”.Gli MMTers sono sempre stati d'accordo sull'idea che una strada per combattere l'alta inflazione è tagliare la spesa governativa o aumentare le tasse. Cio' che essi respingono è la credenza dei Monetaristi che la causa dell'inflazione sia semplicemente “troppa moneta”.Ma guardiamo allo Zimbabwe. Qui c'è un paese che stava viaggiando tra tremende tensioni socio politiche, con disoccupazione dell' 80% della forza lavoro e recessione del 40%. Questo in seguito a una controversa riforma fondiaria che aveva diviso le aziende agricole e condotto al collasso della produzione agroalimentare. Il Governo doveva fare affidamento sul cibo importato e prestiti del FMI – un altro caso di debito estero. Con scarsità di cibo e con i settori pubblico e privato in competizione su una offerta molto ridotta, i prezzi si impennarono. Questo fu un altro caso in cui il governo non poteva imporre tasse, per ragioni politiche e economiche. Di nuovo, etichettare questo come un semplice caso monetarista di “governo che stampa la moneta" davvero non aiuta a capire il problema dello Zimbabwe,studiando casi specifici di iperinflazione ci si rende conto che non è la semplice storiella di un governo che decide di adottare la moneta fiat e inizia a stampare così tanto da finire in iperinflazione. Ci sono probabilmente molte vie per arrivare all'iperinflazione, ma ci sono dei problemi comuni: tensioni politico sociali, guerra civile, collasso della capacità produttiva (che puo' essere dovuto alla guerra), governo debole, debito estero denominato in valuta estera o oro.La storia raccontata di solito riguardo a Weimar è che il governo inizio' a stampare liberamente una moneta fiat senza gold standard sottostante, senza riguardo per le conseguenze iperinflazionistiche.La realtà è più complessa.la maggior parte della sua capacità produttiva era stata distrutta o conquistata, e aveva ridottissime riserve auree. La capacità produttiva della nazione non era nemmeno sufficiente a soddisfare la domanda interna, e ancor meno a esportare per pagare i danni di guerra.Il Governo sapeva che era non solo economicamente, ma anche politicamente impossibile imporre tasse a un livello sufficiente per spostare risorse verso il settore pubblico e permettere all'export di realizzare i pagamenti dei debiti di guerra. Quindi invece faceva affidamento sulla spesa. Questo significa che il governo competeva con la domanda interna per una limitata offerta di beni, spingendo i prezzi verso l'alto. Al tempo stesso i produttori interni della Germania dovevano indebitarsi all'estero (in valuta estera) per comprare i beni d'importazione necessari. L'ascesa dei prezzi più l'indebitamento estero causo' una svalutazione della valuta nazionale, che incremento' le necessità di indebitamento

      Randall Wray

    1. Georgejefferson 26 luglio 2012

      In Weimar L'inflazione deriva specialmente da un eccesso di denaro circolante a fronte di troppi pochi prodotti disponibili.In Weimar i tedeschi erano costretti dai vincitori della Prima Guera Mondiale a esportare quasi tutto quello che producevano per ripagare i danni di guerra.In più la capacità produttiva era stata distrutta in gran parte dalla guerra. Quindi sul mercato interno rimanevano pochissimi prodotti.Si trovarono con il contenitore dello Stato, coi suoi soldi, e con il contenitore dei cittadini privati,anche loro coi loro soldi, a competere con tutti quei soldi messi assieme per acquistare troppi pochi beni disponibili. Fu così che l'inflazione precipitò. Lo Stato avrebbe dovuto tassare la gente per sottrarre denaro dai mercati, ma non poteva tassare gente ridotta in quel modo. Quindi l'inflazione galoppò. La storia del governo di Weimar che aveva stampato a man bassa è una falsificazione di una realtà ben più complessa. Ma oggi ancora degli ignoranti, o falsari, strombazzano Weimar per spaventarci sulla spesa dello Stato

      Barnard

    1. Georgejefferson 26 luglio 2012

      Ma uno Stato che stampa propria moneta, non crea un alto tasso di inflazione?

      Questo è infatti uno dei fantasmi, degli spauracchi che sono stati inventati da queste correnti ideologiche e finanziarie, grandi industriali, per evitare che venisse fatto per il bene dei popoli. Dicevano infatti: “il problema di tutto questo sarà una grandissima inflazione”.
      Che è tutto sbagliato anche da un punto di vista tecnico ed economico, non è vero, e le prove oltretutto abbondano nella letteratura economica. Ma è sbagliato perchè questa emissione di moneta, inventata dallo Stato, non è come si immagina in maniera popolana cariolate di banconote distribuite a tutti ai giardini pubblici. Si tratta di denaro che lo Stato oculatamente spende per accreditare c/c di chi produce. E che cosa producono? Lavoro e beni materiali. La produzione di lavoro e di beni materiali fa si che la società abbia una produzione elevata. Una produzione che si eleva sempre di più. Questa elevata produzione pareggia l’immissione di denaro. E’ vero che viene messo molto denaro in giro ma l’inflazione viene battuta dal fatto che contemporaneamente si arricchisce di beni materiali la società: strutture, aziende che crescono, producono cose che poi vengono comprate usando quel denaro. Questo tiene a bada l’inflazione. Detto questo, lo Stato ha anche altre armi di stampo tecnico-monetario, per controllare eventualmente un momento di particolare inflazione. L’inflazione non è mai stata un problema. Lo testimonia anche il fatto che gli Stati Uniti d’America dal 2008 hanno immesso nel sistema una quantità di denaro che una mente umana non riesce a concepire; dire 29 trilioni di dollari è una cifra che non riusciamo a concepire e l’inflazione americana è ai minimi storici. Ma va aggiunta una cosa, che qualcuno sicuramente starà già pensando: perchè l’America è nelle condizioni drammatiche in cui è, se è vero che gli americani hanno fatto questa enorme specia a deficit? La risposta è semplicissima: se tu fai una spesa e deficit, cioè usi questa arma monetaria di cui parlavo all’inizio, però poi la metti nelle tasche dell’1% dei miliardari americani, allora per forza poi tutti sono poveri. E’ elementare la cosa. La spesa a deficit va fatta, la moneta va usata come strumento di democratizzazione ma messa nelle tasche delle persone giuste, non dell’1%.

      Barnard

    1. mincuo 26 luglio 2012

      ......E poi scambiarla con il debito pubblico, in modo che questo finisca nel bilancio della BCE e li se ne rimanga buono buono, senza più tormentare gli italiani e gli spagnoli..........

      Spieghi che vuol dire "Stanno buoni buoni...." Che non pagano cedole? Che non sono più debito? No, anzi sono senior debt. Per cui se dovesse esserci rischio default quelli stanno fuori da hair cut, e quindi chi ha gli altri (quelli di seconda categoria) lo prezza il rischio, perchè saranno loro l'oggetto eventuale di hair cut, come in Grecia, e infatti lo si vedrebbe immediatamente l'effetto sui CDS immagino. Il punto è uno solo, che o 1) si fa quel che si è fatto SEMPRE durante i millenni, e cioè si tagliano i debiti, o sono tutte soluzioni che rimandano un problema che diventa sempre più grosso, perchè la dinamica è quella. 2) O si immette questa liquidità destinata a un programma massiccio di investimenti pubblici che facciano da volano ai privati, trasformando i titoli a 10 anni in titoli a 50, 100 anni a un tasso particolare o zero coupon, per far ripartire crescita, e che questa spesa poi stia fuori parametri deficit/PIL, e così si inneschi una ripresa che consenta di sostenere il servizio del debito e poi eventualmente ridurre lo stesso stock. Una politica di investimenti che poi ogni Paese ha sempre fatto, ad esempio nei dopoguerra, creando infrastrutture che poi hanno sviluppato un mercato (all'epoca auto e indotto, telecomunicazioni, ferrovie ecc..) . Altre magie non ce ne sono.

    1. IVANOE 26 luglio 2012

      Caro GZ l osanno benissimo tutti... il problema è che per loro è troppo comunista questa tua idea... Il problema è che tutta la borghesia finanziaria con il loro lunghissimo codazzo di collaborazionisti si è gettata ventre a terra per condurre una battaglia perversa, isterica ed ideologica contro il proletariato.In sostanza questa becera classe d i delinquenti che ci comandano perchè è questo lo stato di queste persone si stanno togliendo le loro assurde ed ingiustificate soddisfazioni da repressi e frustrati quali sono contro i più deboli facendogli pagare il conto delle loro nefandezze economiche...sulla stessa linea di quello che è avvenuto al circeo nel 75 giovinastri della roma bene annoiati che seviziarono fino alla morte due povere ragazze figlie del popolo...è questa la loro cultura...
      e allora di cosa vogliamo parlare ?
      quello che potrà cambiare le cose qui da noi purtroppo sarà solo una guerra civile che sarà purtroppo la conclusione di quello che si è fermato nel 1945 dopo la liberazione...

    1. mincuo 26 luglio 2012

      1) Intanto non è la Banca d'Italia o la BCE, ma solo la BCE che può emettere EUR.
      2) Che vuol dire far "sparire" 500 mld? La BCE acquista 500mld di titoli di debito Italiano e li ha ora in bilancio come asset, non sono "spariti". Incassano interessi ugualmente e vengono rimborsati ugualmente a scadenza.
      3) Per il beneficio sui tassi, tecnicamente da un lato è vero che assorbono vendite (l'acquisto è domanda) e dovrebbero far calare i tassi, ma non è detto complessivamente. Nel momento in cui i titoli sono della BCE diventano senior debts, cioè hanno diritto di precedenza al rimborso. Ciò significa che quelli che non sono senior debt ora sono meno tutelati e ovviamente il mercato chiederà tassi più elevati per il rischio di essere di serie B. Bisogna perciò vedere l'effetto complessivo.
      4) L'inflazione non è il problema, sia perchè siamo in deflazione, e tra l'altro una modesta reflazione anzi sarebbe benvenuta, sia perchè quelli erano prima soldi in circuito, destinati a risparmio/investimenti dato che erano in titoli e non si capisce perchè ora improvvisamente debbano andare ad alimentare tutti credito, e non restare investiti in altri titoli. Se una quota poi ci andasse tanto meglio visto che c'è un problema grande di contrazione di credito oggi, e senza credito non cammina l'economia, e non riparte (fatti salvi gli altri problemi).
      5) Se la BCE quindi acquista 500mld di debito Italiano come dice questo signor Cobraf, è lei che avrà questi asset, non "spariscono". Ora per farli "sparire" deve "distruggerli", che significa che fa un hair cut del 100%. E chi lo fa? La BCE, cioè tutti gli azionisti, quindi le banche Centrali di Germania, Inghilterra, Italia, Spagna ecc... che iscrivono una perdita pro quota.
      6) Il punto non è che magicamente si stampa soldi ed è finita lì. Il punto è che prima si stampa soldi, si acquistano i titoli e poi si stracciano. Cioè si cancella il debito. Ma se si va a vedere ad esempio il Target 2 si vede che la Bundesbank ad esempio non sarebbe tanto d'accordo. Non è che non abbia delle buone ragioni.

    1. Tao 26 luglio 2012

      Ci sono due alternative:

      1) FALLIMENTI, BANCAROTTE, PIGNORAMENTI, LICENZIAMENTI, DISOCCUPAZIONE, VENDITE DI PATRIMONIO ITALIANO, NON ASFALTARE PIU' LE STRADE ("La provincia di Perugia senza soldi ... «Costretti a tornare alle strade non asfaltate»")


      Corredato dalla confisca dei risparmi, da offrire in sacrificio per calmare il mitico mostro, il "Debito Pubblico di 2mila Miliardi". Questo è quello a cui pensa ad esempio Bersani: «È arrivata l’ora di dire che se porti soldi all’estero sei un poco di buono, un vigliacco e un traditore del tuo Paese». Attenzione, qui il segretario del PD non parla di soldi frutto di evasione fiscale, ma anche di soldi su cui è stata già pagata la più alta pressione fiscale e contributiva del globo. traduzione: «È arrivata l’ora di dire che se porti soldi fuori dal perimetro di confisca dello stato sei un poco di buono, un vigliacco e un traditore del tuo Paese».



      Questa è l'alternativa degli avvoltoi, dei masochisti o dei sado-masochisti, di cui si notano esemplari anche su questo forum.



      Per fortuna c'è però anche chi ancora ragiona riguardo al debito pubblico italiano. Ma è in Austria.

      2) NELLA BCE PRIME APERTURE AL BAZOOKA ANTISPREAD CHE SALVERA' L'ITALIA


      ...Un esponente di primo piano della Banca centrale europea, il Governatore della Banca centrale dell'Austria Ewald Nowotny, ha aperto all'ipotesi di concedere una licenza bancaria al futuro fondo salva-Stati permanente dell'Unione europea, l'Esm....

      si tratta di una misura che potenzierebbe enormemente le capacità di intervento dello stesso fondo:

      con una licenza bancaria, l'Esm potrebbe avere accesso ai prestiti della Bce...


      A differenza dei sadomasochisti Monti e Bersani il governatore austriaco Nowotny dice (in sostanza) di far emettere moneta direttamente alla BCE (conferendole una licenza di stampare moneta). E poi scambiarla con il debito pubblico, in modo che questo finisca nel bilancio della BCE e li se ne rimanga buono buono, senza più tormentare gli italiani e gli spagnoli. Il governatore della Banca Centrale dell'Austria Nowotny infatti legge questo questo forum, anche se non vi scrive perchè l'italiano non lo sa bene.

      Il signor Nowotny non è un sadico come Monti, Passera, Squinzi e Bersani e suggerisce che, invece di rovinare l'Italia, forse è meglio neutralizzare questi fottuti BTP in giro facendoli ingoiare dal bilancio della BCE (creandone una licenza apposita per farlo...). Lo dico sempre che tornare sotto l'Austria è la soluzione (oppure importare austriaci e mettere loro nei posti di governo).

      Giovanni Zibordi

      Fonte: www.cobraf.com

      Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=3011&reply_id=123480927#123480927

      26.07.2012

    1. gattocottero 26 luglio 2012

      No. Queste sono tutte fandonie.



      L'Italia utilizza l'1,5% del proprio PIL per acquistare il petrolio. Si tratta di percentuali ridicole che incidono in modo trascurabile sul bilancio economico italiano. Notare poi che chi vende materie prime deve anche assicurarsi acquirenti, e l'Italia è un acquirente importante per via della dimensione della sua economia. In altre parole, conta sempre e solo la produzione nazionale: chi ha le materie prime ce le vende ed è molto contento di ricevere prodotti italiani. La produzione è la chiave di tutto, inclusi anche gli accordi per garantirsi i rifornimenti di materie prime: la chiusura di un azienda italiana, di OGNI AZIENDA ITALIA, pone a rischio il rifornimento di materie prime dagli Stati esteri di più che qualunque quantitative easing.

    1. albsorio 26 luglio 2012

      L'Europa deve nazionalizzare BCE, emettere moneta senza corrispettiva emissione di titoli di Stato, far finire o ridurre la pratica del moltiplicatore frazionario, dare un calcio in culo a FMI, Monti & C. + ABC, ed eliminare i politici corrotti ( con le elezioni :-). A chi obbietta che non sia possibile una moneta senza signoraggio ( non mi seccate con il complottismo o insulti vari, grazie ) dico che la Cina gestisce una economia complessa, la moneta cinese è usata da 1,6 miliardi di persone, direi che non è una moneta sostitutiva.

    1. spartan3000_it 26 luglio 2012

      Dici una cosa sensata ma parziale. Esiste un certo margine per procedere con QE ed LTRO vari, lo si sta gia' facendo ma trascuri che non si agisce su un sistema chiuso. Cioe' svaluti la tua moneta e paghi di piu' le materie prime. Soprattutto crei tensioni geopolitiche assolutamente da evitare. Io sono un pacifista e il QE ci porta invece alla guerra.

    1. gattocottero 26 luglio 2012

      Certo, magari ritorniamo anche all'età della pietra. Chi lo sa, forse domani finisce il petrolio. Magari non sorge nemmeno il sole. Ovvio che il fatto, che il sole sia sorto sino a oggi, non è affatto garanzia che sorga anche domani.



      Preciso che non sto prendendo in giro nessuno, ho scritto una cosa possibile, logica e razionale.



      E' chiamo, però, che per quanto mi riguarda io posso fare valutazioni sulla base della situazione attuale, e non di una situazione potenziale.



      Le faccio notare che attualmente qui in Italia gli impianti industriali stanno viaggiando a circa due terzi della loro capacità produttiva. Questo significa, in termini pratici, che attualmente è possibile aumentare l'offerta monetaria di un terzo, ad esempio, senza che vi sia alcun aumento inflativo.

    1. AlbertoConti 26 luglio 2012

      Non occorre nemmeno scomodare la BCE facendogli rimangiare le sue regole autocratiche (art 123 trattato di Lisbona, che impedisce l'acquisto diretto di debito pubblico). Basta nazionalizzare le principali banche del paese (es. per l'Italia: Intesa, Unicredit, BNL, MPS, ecc) ed obbligarle ad acquistare TUTTO il debito pubblico rimasto invenduto "sul libero mercato" ad un tasso d'interesse imposto dello 0,25%, come accade negli USA mooooooolto più indebitati di noi. Con che soldi? Cazzi loro, che se li facciano pure imprestare dalla BCE all'1%, così ci smenano lo 0,75% anzichè guadagnarci, come ora, il 5% minimo. Risolto questo problema tutto e solo europeo, siamo comunque nella merda, magari ad una profondità inferiore, ma non basta. Certo che per noi PIIGS sarebbe un grande sollievo, e per i nord-europei una bella ridimensionata, ma, ripeto, non finisce qui, perchè questo è solo il lato "tecnico" di un problema composto da problemi di varia natura, primo tra tutti la fine dello sviluppo medio mondiale, così come lo ha conosciuto la generazione corrente e quella prima. La coperta è finita, ha una superfice di 4*3,14*(6.000)exp2 Km quadrati, e la stiamo usando già tutta, anzi di più di tutta, prendendo a prestito, oggi, le risorse destinate alle generazioni future. Il rischio non è solo di commettere ingiustizia generazionale, ma è molto più grave, quello di trasformare il grande condominio in una pattumiera peggio delle case Gescal più degradate, dove sarà impossibile vivere. Soluzione: subito dopo aver eliminato gli speculatori monetari e i loro ideologi del privilegio gratuito occorre riconvertire l'economia, pianificandola col metro democratico delle scelte intelligenti per la comunità umana nel suo complesso, rispettando le realtà locali, cioè col sistema di governo autenticamente federale.

    1. spartan3000_it 26 luglio 2012

      Che ci sia un iper-prodotto (e un corrispondente iper-venduto a "debito" come sostiene Pallante) e' un fatto che deve essere considerato contingente e non assodato. Nel lungo termine non darei per scontata l'assenza di un problema produttivo e basta guardare soltanto alle dinamiche di picco delle commodities. Quanto alla distinzione tra moneta cartacea ed elettronica questa e' del tutto ininfluente sulle dinamiche inflattive. Poi non rispondi alla mia domanda: se i capitali non sono impegnati nel debito e vengono liberati che strada prendono? Credi che gli investitori accetterebbero a lungo tassi di interessi nulli o negativi? La distruzione di ricchezza e' comunque assicurata col solo vantaggio degli "stampatori" che possono spendere per primi il nuovo conio: per tutti gli altri nisba, ed una simile distorsione e' inaccettabile a prescindere da inflazione e svalutazione. Altrimenti diamo a tutti una "stampante" visto che non c'e' problema di inflazione e non c'e' problema di produzione.

    1. gattocottero 26 luglio 2012

      Sì, sbagli.



      Perché il sistema economico contemporaneo si può descrivere come una ECONOMIA MONETARIA DI PRODUZIONE (vedi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Circuitismo#Il_circuito_della_moneta ) cioè si tratta di un sistema nel quale in pratica non c'è più un problema di produzione.



      NOTARE CHE L'INFLAZIONE E' IL FRUTTO DI UNA DINAMICA TRA DOMANDA E OFFERTA. Ossia l'inflazione si genera perché c'è molto denaro circolante e pochi beni acquistabili.



      Questo sarebbe il caso se la capacità produttiva fosse limitata.



      MA NON E' COSI' ! ! !



      Oggi volendo si potrebbe produrre dieci volte tanto di quanto si produce perché la tecnologia e gli apparati produttivi sono totalmente cambiati, sono cioè processi fortemente automatizzati. All'epoca di Weimar, invece, NON ERA COSI'!!!



      Quindi questa paura dell'inflazione è assolutamente ingiustificata.



      Ma è ingiustificata anche sotto un altro punto di vista. La moneta si è sempre più e più smaterializzata, ora non si può più effettuare pagamenti in contanti al di sopra dei 1000 euro e si cercano di favorire in tutti i modi l'uso di assegni e moneta elettronica (=carta di credito). Ora, se ci si pensa un attimo, allora CHISSENEFREGA DELL'INFLAZIONE!!! In Belgio c'è la scala mobile, vogliarne parlarne? Basta rimettere la scala mobile, e così garantisci il mantenimento del potere d'acquisto per pensionati e lavoratori sempre e comunque!!!



      QUINDI LA PAURA DELL'INFLAZIONE E' INGIUSTIFICATA PER DUE RAGIONI:



      PRIMO: perché non c'è alcun rischio di scarsità di produzione



      SECONDO: perché, anche se l'inflazione ci fosse, nessun problema si creerebbe visto che siamo in una economia moderna dove prevale la moneta moderna sotto forma di codice elettronico, carta di credito e assegni

    1. 4gatti 26 luglio 2012

      Un ultima cosa.
      come i Km misurano le distanze così la moneta misura, contandola, la richezza. Possono mai finire i km per contare le distanze? possimo mai dire. "mi nispiace non so quanta distanza ci sia tra Bari e Milano perchè non ho km a sufficienza"? useremmo tanti km quanta distanza misureremmo. idemo dovrebbe andare con la moneta. Quanta richezza c'è tanta moneta abbiamo. Invece, lo schema Ponzi bancario ha prodotto svariate volte il valore della ricchezza reale. per tanto, vorrebbero che passasse il cammello nella cruna dell'ago. vorrebbero che la ricchezza reale coprisse quella fittizia della moneta emessa in eccesso (per moneta dobbiamo considerare tutte le forme SWAP-CDS-Carte elettroniche ecc.).
      Riprendiamoci lo Stato!

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