Nell’Unione Europea un morto per covid ogni 17 secondi

Pare stia cambiando la musica nella comunicazione istituzionale sull’emergenza sanitaria.

Il pubblico è infatti ormai assuefatto alla macabra conta giornaliera dei morti: 800 di qua, 600 di là…il potente effetto iniziale sembra essersi attenuato: è tutto un brusio di sottofondo.

Il Collegio dei Commissari dell’Unione Europea (oscuro organo di cui i più mai avevano sentito parlare) ha dunque avuto la brillante idea di inaugurare una nuova strategia comunicativa.

Nella giornata di ieri, infatti, i Commissari si sono riuniti partorendo un documento di una quindicina di pagine, non ancora di dominio pubblico, che conterrebbe una serie di “raccomandazioni”, fra le quali quella di “mantenere rigorose misure precauzionali”.

Il colpo di genio risiede nel lanciare un nuovo “grido di allarme” adoperando nuovi criteri di calcolo: mollate le addizioni, si passa alle divisioni.

E così, calcolatrice alla mano, i Commissari avrebbero stabilito che nei paesi dell’Unione Europea muore una persona ogni 17 secondi a causa del Covid.

Ora, volendo fare un favore disinteressato al governo e ai professionisti dell’informazione, propongo di estendere tale modalità di conteggio all’Italia; nelle ultime 24 ore, secondo i canonici bollettini, sarebbero morte di Covid 993 persone (“mai così tante” scrive il Fatto Quotidiano); in una giornata  vi sono 86400 secondi; dividendo tale numero per quello delle vittime esce un quoziente di 87: nel nostro disgraziato paese muore dunque per Covid una persona ogni 87 secondi. Visto che all’interno dell’Unione Europea nessuno pare messo peggio dell’Italia, vien da chiedersi come abbiano determinato tale tragico ed infausto bilancio i Commissari riuniti in Collegio.

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