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MIGNOTTOPOLI E IMBECILLOPOLI – La questione del culum e del curriculum

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia.blogspot.com

Oramai per distrarre la gente dalle tragiche questioni finanziarie ed economiche e per svilire le istituzioni politiche sono disposti a tutto.
C’è addirittura la questione diventata pubblica del pericolo di divorzio di Berlusconi. Le domande da rivolgere alla signora Berlusconi sono: Signora Veronica cosa vuole da noi? Perché invece di discutere direttamente con suo marito di quello che non le va del suo comportamento si rivolge alla stampa?
E’ evidente che la signora Veronica, come anche il noto marito, stanno giocando a prenderci per i fondelli, prospettandoci l’idea che debba importarci qualcosa se hanno controversie familiari o se scelgono di separarsi.
La questione assai più grave è che i mass media, non sapendo più come distrarre l’attenzione e stimolare pettegolezzo, dedicano ampio spazio alle invocazioni etiche della signora Veronica, come se questa donna non fosse al corrente delle molteplici azioni criminali del marito.

La signora Berlusconi vorrebbe farci credere che soltanto ora si è accorta che il marito non è propriamente uno stinco di santo. Le ricordiamo signora che suo marito da tempo osanna le autorità statunitensi, rendendosi complice di numerosi massacri che si stanno consumando in molte parti del mondo. Le ricordiamo anche, se lo avesse dimenticato, che ci sono numerosi reati di vario genere, corruzione, collusione con la mafia, ecc. che hanno permesso al suo celebre coniuge di arrivare dov’è arrivato.
Dunque, la storia delle veline, attricette e vallette candidate in Europa e l’ambigua adolescente ammiccante, non sono che segnali della natura irrispettosa delle istituzioni e delittuosa che è propria del soggetto in questione.

Si parla di politica spettacolo ad intendere come ai nostri giorni il settore che dovrebbe proteggere gli equilibri pubblici e tutelare gli interessi di tutti è ormai diventato un circo, in cui conta tutto fuorché la preparazione e la competenza.
E poi competenza su cosa? E’ evidente che oggi i politici sono a servizio del gruppo di potere, e dunque la loro “competenza” si riassume nell’asservimento e nella capacità di ingannare gli elettori.

Com’è risaputo, Berlusconi è il re dello spettacolo godereccio, viscerale, che lascia gli istinti vivi e la sensazione di sollazzo. La sua esperienza egli la riporta nel settore politico, non lesinando vallette e veline dei suoi programmi spazzatura. Ormai è nota la sua intenzione di candidare ben 20 persone, fra ex troniste, presentatrici, attrici e ex gieffine. I suoi criteri, evidentemente, non dovendo contemplare esperienza o preparazione specifica, mettono in primo piano l’avvenenza fisica. Egli è abituato a scegliere con tali criteri, dato che la bella immagine è la caratteristica precipua da considerare per i suoi programmi spazzatura. D’altronde, già da tempo abbiamo potuto appurare che la politica è diventata essa stessa programma-spazzatura, escludendo preparazione, serietà, intelligenza e competenza.

Secondo Berlusconi, le bellezze femminili proposte alle elezioni europee del 6 e 7 giugno sono “volti giovani, facce nuove per rinnovare l’immagine del Pdl e dell’Italia in Europa”. Dunque, l’immagine va rinnovata, e si auspicano facce attraenti e magari anche ammiccanti. Ecco allora aprirsi la strada alla ex letteronza e attricetta di “Carabinieri 7” Barbara Matera, alla rossa ex gieffina Angela Sozio, all’attrice Eleonora Gaggioli o alla ex tronista Camilla Ferranti, celebre anche per aver posato per un calendario.

Il problema non è tanto se queste donne non hanno trovato un posto nei programmi Fininvest e dunque vengono mandate altrove, oppure se si tratta di ex amanti da “ricompensare”. Agire in modo così spudorato, mostrando che i parlamenti sono svuotati di ogni contenuto, significa sancire il fatto che essi servono da paravento al potere per mostrare che c’è la “democrazia”, in un contesto in cui a prevalere non è la volontà dei popoli ma la prepotenza e la criminalità di pochi.
Non è soltanto una questione morale o familiare, ma una questione di dignità delle istituzioni e di serietà necessaria a rendere possibile un futuro accettabile per tutti noi.
Candidare persone sulla base del fatto che sono giovani e piacenti significa palesare la grossa truffa ai nostri danni: il cosiddetto sistema democratico non è altro che un insieme di maschere-fantocci che devono apparire accettabili, attraenti o seduttivi. Tanto il loro compito non sarà certo quello indicato ufficialmente. Di fatto essi non avranno alcun potere che non quello di asservimento al sistema, e reciteranno il loro ruolo all’interno del teatrino manovrato da chi non appare.
L’idea di scegliere vallette, presentatrici o attrici sembra “naturale” in un contesto in cui non serve altro che l’immagine o proprio la capacità di recitare. Peraltro, non è certo da oggi che Berlusconi candida persone incompetenti ma di bella presenza o con cui ha intrattenuto rapporti non chiari. Abbiamo il noto esempio di Mara Carfagna, che di certo non ha mai brillato per le sue doti politiche.
Le candidate di Silvio Berlusconi, come altri candidati, non sono altro che rosse, bionde o giocolieri appartenenti allo stesso circo. Il circo della dittatura mondiale. Uno spettacolo che mette in scena la nostra schiavitù, intesa come gabbia di precarietà, controllo, inganno, stress, nevrosi e crisi.

La domanda è: a cosa servono i Parlamenti nel sistema attuale?
Semplicemente a creare un gruppo di persone che, in quanto elette dal popolo possano rappresentare la “prova” dell’esistenza della “democrazia”.
Ma chi sceglie i candidati e cosa di fatto fanno i parlamentari?
Il Parlamento europeo dovrebbe rappresentare i popoli europei, ma i suoi componenti vengono eletti ovunque con le stesse regole, ovvero attraverso partiti che scelgono i candidati.

Nei secoli passati i popoli avevano consapevolezza del fatto di essere colonizzati o oppressi, oggi invece credono di essere in democrazia, e quando molte persone hanno la sventura di cadere in miseria o di dover chiudere i battenti della propria ditta credono che la colpa sia della fantomatica “crisi” e che nessuno in particolare sia responsabile della rovina.

Convinto di contare qualcosa, ma destinato a soccombere in un modo o nell’altro, il cittadino europeo assume le caratteristiche descritte dallo scrittore Giuseppe Capograssi, che nei suoi saggi, già negli anni Cinquanta, descriveva la sudditanza con cui vengono trattati gli individui:
“L’uomo è forza vuota, che non vale se non in quanto è addetta allo scopo che questo o quel gruppo dominante ha imposto alla società. (…) Dato che l’individuo non ha valore per sè, ma il solo valore umano che ha consiste nel suo conformarsi allo scopo per così dire ufficiale del gruppo, la soppressione di colui che non si conforma rientra per la più ovvia delle deduzioni nella sfera del lecito, se del caso nella sfera del doveroso e dell’obbligatorio.
L’individuo essendo forza vuota o disponibile può essere formato e plasmato come si vuole; dipende dal gruppo dominante formarlo secondo il tipo che è conforme allo scopo. (…) Il segreto è di non lasciarlo vivere come egli vuole, secondo le naturali e profonde intuizioni e direzioni della sua natura: porre ostacolo proprio a questa natura e al suo sviluppo: E perciò: impedirgli di pensare in modo autonomo (cioè di pensare), suggerirgli persuasioni giudizi visioni della vita, con le ripetizioni meccaniche e interminabili delle stesse frasi, con suggestioni visive, con gli esaurimenti dei lunghi lavori in comune, con la tecnica molteplice della paura, con la creazione di un ambiente sociale organizzato al fine dello stordimento e del rumore, con una vita portata violentemente sulla piazza affollata, con una lotta strenua e costante contro la solitudine. Poiché pensare è affermare la verità, si impedisce il pensiero sopprimendo la verità come valore, (…) Si cerca di abolire il pensiero abolendo il suo oggetto.”(1)

I Parlamenti servono a sancire questa sudditanza, dandole il volto della “democrazia”. Infatti, all’interno di essi operano gruppi politici controllati dalle stesse persone che controllano i partiti e le altre istituzioni pubbliche. La beghe di cui si riempiono i telegiornali sono la facciata di un pluralismo che non esiste più. Di fatto, quelle stesse persone che si criticano a vicenda in ordine allo schieramento politico, sono tutte concordi nel sostenere il potere dell’unico gruppo imperante: quello che controlla la vita economica e finanziaria, garantendosi il potere politico e mediatico per autoproteggersi e per accrescere il controllo sui popoli.

Tutti oramai si accorgono che i politici non sono a servizio del popolo, eppure molti continuano a pensare che il sistema politico attuale sia garante della democrazia. In realtà è evidente che serve a garantire potere e controllo al gruppo egemone. Ad esempio, le autorità lamentano mancanza di denaro quando si esigono più servizi per le famiglie o scuole migliori, ma sono pronte a foraggiare le banche con cifre ragguardevoli quando appare la “crisi”.
Pochi si chiedono come mai per le banche o per ricapitalizzare le società privatizzate portate allo sfacelo i soldi ci sono e per i servizi pubblici no.

In conclusione, non lasciamoci distrarre o abbattere dal circo messo in scena per svilire l’informazione e la politica, ma facciamo in modo che tutta questa spazzatura possa essere gettata via quanto prima. Comportiamoci in modo tale da non sostenere un sistema che si trascina attraverso l’ignoranza e la superficialità di chi persiste nell’inconsapevolezza. Tale inconsapevolezza risulta nel tempo sempre più perniciosa, poiché, com’è evidente, il sistema, per sopravvivere, punta ad un sempre maggiore degrado morale, civile e politico.

Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com/
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/05/mignottopoli-e-imbecillopoli-la.html
7.05.2009

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NOTE

1) http://www.signoraggio.com/signoraggio_trattatolisbona.html

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    Da questo articolo è partito tutto:

    Fonte: articolo [tinyurl.com]

    Non si può rilanciare uno stereotipo femminile mortificante
    Donne in politica:
    il “velinismo” non serve
    di Sofia Ventura Se oggi ancora si dibatte sul tema del rapporto tra donne e politica, è perché la presenza femminile all’interno dei luoghi della politica, dai partiti alle istituzioni locali e nazionali, è così platealmente scarsa da non poter essere non percepita come un problema. Recentemente, il segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, ha denunciato, sulla base di un rapporto del settembre 2008 della commissione per le Pari opportunità, l’inadeguatezza della rappresentanza femminile, giudicata tanto ingiusta quanto inefficiente: «Privarsi del contributo determinante della donna nella vita pubblica, quindi della sua intelligenza e sensibilità, pregiudica lo sviluppo economico e sociale del paese. Ecco perché, nell’interesse della democrazia e del progresso, dobbiamo impegnarci perché le donne abbiano maggiore potere decisionale, sia nei parlamenti che nei governi».

    Ma ancor prima che un problema di impoverimento della qualità democratica di un paese, a nostro avviso quello della limitata presenza delle donne nello spazio politico e in particolare nelle posizioni «che contano» costituisce un problema di diritti individuali: se nella popolazione complessiva vi è circa un cinquanta per cento di donne, il fatto che in molti paesi questa percentuale crolli verticalmente se si analizzano le assemblee elettive e gli esecutivi significa inequivocabilmente che esiste una discriminazione, a meno che non si voglia sostenere che esistano una inadeguatezza o un disinteresse «genetici» delle donne rispetto alla politica.

    I meccanismi della discriminazione operano in diversi ambiti, dalla cultura del paese alla struttura familiare e sociale e sono tanto più efficaci quanto meno il sistema del welfare va in aiuto alla donna rispetto all’esercizio dei suoi compiti più «tradizionali». Ma accanto a questi meccanismi di discriminazione che condizionano la presenza femminile in ogni ambito pubblico e lavorativo, ve ne sono altri, più prettamente politici, riconducibili alle «resistenze» opposte dagli insider, che in quasi tutti i paesi europei, fatta eccezione per le democrazie scandinave, sono in larga misura maschi. Resistenze che potranno essere più o meno efficaci a seconda dei meccanismi di cooptazione e di scelta dei rappresentanti che operano all’interno del sistema politico; a questo proposito è stato osservato come un sistema elettorale proporzionale sia tendenzialmente più favorevole alle donne rispetto a un sistema maggioritario con collegi uninominali, ma anche come, al tempo stesso, un sistema proporzionale con liste chiuse, ponendo totalmente nelle mani dei vertici dei partiti la scelta dei candidati, possa costituire un efficacissimo strumento di limitazione della rappresentanza femminile.

    L’Italia, nel suo comportamento poco virtuoso – anche se dei piccoli passi avanti sono stati fatti – è certamene in buona compagnia. Con la sua bassa percentuale di donne elette alla Camera dei deputati (21,3%) supera la Francia (18,5%), che ha però più senatrici, e il Regno Unito (19,7%), anche se è nettamente distanziata da altri paesi come il Portogallo (28,3%), la Germania (31,6%), l’Austria (32,2 %), il Belgio (34,7%), la Spagna (35,1%), i Paesi Bassi (36,7%) e tutti i paesi scandinavi (dal 36,9% della Danimarca al 47,3% della Svezia). Ma se si guarda alla partecipazione agli esecutivi, l’Italia, insieme a Grecia e Portogallo, fa una ben magra figura anche rispetto a Francia e Regno Unito e soprattutto conferma la tradizione di attribuire alle poche donne ministro ministeri di scarsa rilevanza, solitamente senza portafoglio, oppure ministeri tradizionalmenti “femminili”, come l’istruzione. Donne a capo di ministeri come quelli degli interni, dell’economia, del lavoro, della difesa, sono una realtà in paesi geograficamente e culturalmente vicini a noi come la Francia e la Spagna, ma solo un’illusione in Italia, dove naturalmente non è nemmeno pensabile avere una donna a Palazzo Chigi.

    In alcuni paesi europei sono state adottate misure di discriminazione positiva per far fronte alla scarsa presenza femminile nelle istituzioni politiche, anche se vi sono esempi, come quello spagnolo, che mostrano che è possibile ottenere risultati soddisfacenti anche senza costrizioni legali: qui è grazie all’autonoma iniziativa dei due maggiori partiti che le donne hanno potuto ottenere spazi e ruoli significativi. La scarsa sensibilità mostrata fino ad oggi dai politici italiani ci fa dubitare che qualcosa di simile a ciò che è accaduto in Spagna si possa verificare anche da noi. Dopo le limitate misure adottate a livello locale e per la Camera dei Deputati nel 1993 e poi bocciate dalla Corte costituzionale due anni dopo e la riforma costituzionale approvata nel 2003 per assicurare la parità di accesso alle cariche elettive, nel 2005, l’allora ministro delle Pari opportunità Stefania Prestigiacomo tentò di introdurre le cosiddette “quote rosa” nella nuova legge elettorale, incontrando la strenua opposizione di molti politici maschi dei due schieramenti, che mostrarono in quell’occasione uno strenuo attaccamento al fortino dei loro privilegi. Da allora la questione è uscita dall’agenda politica. Ci chiediamo se una così palese violazione, certo non operata per vie legali, ma attraverso meccanismi sociali e comportamenti della classe politica, di un diritto politico essenziale possa essere a lungo tollerata. Forse un partito che oggi è al governo e si fa chiamare Popolo della libertà dovrebbe interrogarsi seriamente.

    Se il problema della carente presenza femminile nei luoghi della politica tocca molte democrazie, anche se nel caso italiano si presenta in modo particolarmente acuto, vi è una specificità tutta nostrana che aggrava ancor di più la situazione. Ci riferiamo alla pratica di cooptazione di giovani, talvolta giovanissime, signore di indubbia avvenenza ma con un background che difficilmente può giustificare la loro presenza in un’assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità. Che nella politica italiana vi sia la necessità di dare spazio a una nuova generazione non vi è dubbio, ma è questo, ci chiediamo, il modo?

    Come ha scritto Ritanna Armeni sul Riformista, siamo di fronte ad un modo di fare politica «con il corpo delle donne». Che l’immagine nella politica contemporanea sia divenuta un elemento cruciale è ormai un dato acquisito e questo vale sia per gli uomini, sia per le donne. Ma qui siamo di fronte ad un altro fenomeno. Qui non siamo di fronte all’utilizzo da parte del singolo politico che mira ad attrarre consenso, dell’immagine intesa in senso ampio, comprendente quindi la capacità di trasmettere fiducia, senso di sicurezza, tratti del carattere come l’onestà o la fermezza, o un più generale fascino. Qui assistiamo ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall’altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima.

    Al tempo stesso, esso rischia di far fare un pericoloso passo indietro alla cultura politica del nostro paese. Secondo l’Eurobarometro 2008, l’Italia, insieme all’Austria e al Portogallo, è il paese europeo nel quale i cittadini si sentirebbero meno «a proprio agio» con una donna posta a ricoprire la più alta carica del paese. Il fenomeno del “velinismo” in politica, ancorché circoscritto, non aiuta certo a modernizzare una cultura ancora in parte diffidente verso il ruolo delle donne in politica e a promuovere la pari dignità dei sessi in ogni ambito della vita pubblica, piuttosto rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni.

    Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse.

    27 aprile 2009

  • radisol

    No, non credo che la vicenda ed il clamore da questa suscitato sia un “arma di distrazione di massa” nè mi interessa il fatto che donna Veronica sia mossa da questioni “interessate” ( eredità dei figli ecc.).

    Dalle dichiarazioni di donna Veronica esce fuori un quadro del Berlusca e della sua corte che in gran parte del mondo avrebbe già portato a dimissioni o impeachment ….

    Qui da noi invece no ….evidentemente siamo ormai assuefatti ad ogni cosa … e credo ci sia molto da riflettere ….

    Il fatto stesso che su questo ed altri siti vi siano “antiberlusconiani di razza”che su questa vicenda tendono più ad impallinare Veronica che non il marito … la dice lunga rispetto al bordo di quale baratro sul quale siamo comodamente e stupidamente seduti ….

  • Marcusdardi

    Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola, il quadro è descritto alla perfezione. Speriamo che sempre più persone si risveglino allontanandosi da questo circo.
    Marcusdardi

  • Galileo

    Ci vorrebbe uno sciopero “GENERALE” della TV. Bisognerebbe riuscire la prossima volta, che va a Porta a Porta il berluska, convincere tutto il mondo a spegnere la tv. Non credo sia così difficilie spegnera la TV per due ore?

  • guru2012

    Non credo esista il problema da te trattato, con tanto di cifre e percentuali. Le “donne” occidentali stanno facendo il loro percorso e spesso hanno difficoltà di accesso alla politica, per il fatto che tra le tante cose che fanno, gli capita, a volte, di mettere al mondo dei figli.

    Quando la scienza le avrà liberate da questo impegnativo compito, vedrai che le cose cambieranno.

    Non credo che la presenza femminile nella politica, sia di per sè un valore, tant’è vero che, a oggi, le donne viste in azione si comportano esattamente come gli uomini.

    E poi, per restare in tema con il post, mi risulta che gran parte dell’elettorato del berlusca sia costituito da rappresentanti del gentil sesso.

  • DANI

    DALLA DEMOCRAZIA VERA E PROPRIA SIAMO PASSATI ALLO STATO PATRIMONIALE, DOVE L’ESSERE UMANO VIENE MERCIFICATO, SENZA LA MINIMA CONSIDERAZIONE DELLE SUE COMPETENZE E CAPACITÀ PROFESSIONALI E PERSONALI.
    A SINISTRA NON È DIVERSO, PURTROPPO!

  • mazzi

    MA… mi sembra invece che la politica spettacolo abbia azzeccato il cavallo vincente.

    Ne stanno facendo una soap opera coi fiocchi. Gli italiani ne andranno matti.

  • mat612000

    Oppure cambiare canale.
    Su RAI Storia trasmettono dei documetari e delle inchieste RAI di qualche secolo orsono che sono un vero e proprio atto d’accusa contro l’attuale dilagante servilismo della classe giornalistica.
    Si vedono cose tipo:
    – giornalisti che fanno domande scomode;
    – giornalisti che vanno sul luogo della notizia e intervistano i diretti protagonisti del fatto;
    – giornalisti che dicono cose spiacevoli e raccontano notizie scomode…
    Roba da non credere!
    Ed eravamo in tempi di regime democristiano…

  • Affus
    qué horas? Berlusconi es un italiano inteligente que entiende que este pueblo es el sexo esclavo, como él, y debe tenerse por una falda!

    Toda esta filosofía y la teología que la construcción creció por encima de él, sólo muestra la ignorancia del escritor.
  • cloroalclero

    Grande Antonella. E’ riuscita a demistificare il lato solo apparentemente gossip della questione, ricavando da questa storia di papponi una fenomenologia del potere realistica, storicamente veritiera e profonda. Mi inchiano a tanto ingegno…

  • Lestaat

    Il problema è che in fondo, ma molto infondo al nostro cuore, tutti sappiamo bene cosa ci vorrebbe e cosa dovremmo fare, ma nessuno di noi ha il coraggio di farlo.

  • uzzo

    quoto

  • Eli

    Straquoto! Se meno gente andasse a votare, se l’astensionismo passasse dal 20% al 40%, che strizzone per questa classe politica cialtrona e criminale!

  • RobertoG

    Perchè strizzone Eli? Ci farebbero qualche giornalata fintamente preoccupata ma in realtà se ne fotterebbero altamente. Anzi meno rompicoglioni come noi al voto e per loro meglio è. Negli USA vota meno della metà e il regime ingrassa alla grande.

    Ciao.

  • Galileo

    No. cambiare canale non basta. Bisogna spegnerla. Non dare la preferenza a nessuno.

  • adriano_53

    “Oramai per distrarre la gente dalle tragiche questioni finanziarie ed economiche e per svilire le istituzioni politiche sono disposti a tutto. ”

    “In conclusione, non lasciamoci distrarre o abbattere dal circo messo in scena per svilire l’informazione e la politica, ma facciamo in modo che tutta questa spazzatura possa essere gettata via quanto prima. Comportiamoci in modo tale da non sostenere un sistema che si trascina attraverso l’ignoranza e la superficialità di chi persiste nell’inconsapevolezza. Tale inconsapevolezza risulta nel tempo sempre più perniciosa, poiché, com’è evidente, il sistema, per sopravvivere, punta ad un sempre maggiore degrado morale, civile e politico.”

    Tra la testa e la coda dell’articolo di Antonella divaga su alcune questioni astratte- parlamento, politici, individuo- il cui unico scopo è di suffragare l’indignazione morale espressa all’inizio ed alla fine.
    L’indignazione morale, quando non è moralismo, cioè indignazione senza un fatto specifico cui riferirsi, non è un vizio, così come non è una virtù, ma certamente non aiuta a leggere la realtà e ad organizzare coerenti schemi di pensiero.

    Ritenere, come fa Antonella e non solo Antonella, che esistano dei piani o livelli seri, hard, i soli sui quali valga la pena dirigere l’attenzione e, per converso, che esistano livelli superficiali, secondari, soft, che i primi determinino i secondi e che i secondi non abbiano nessuna relazione con i primi, significa nel migliore dei casi avere una gran confusione in testa.

    Secondo costoro, la discussione, a volte esilarante a volte patetica, sulla “crisi” ha dei quarti di nobiltà che la discussione su “Veronica”, a sua volta patetica quanto esilarante, non può vantare.

    “In verità, in verità vi dico”, direbbe Debord,” che crisi, divorzio del Berlusconi, peste suina, il papa a gerusalemme, la disoccupazione e tutto quello che vi passa per la mente, in una cosa solo differiscono: il grado di spettacolarizzazione che determina il loro posto relativamente al centro della scena, il posto sono più intense le luci”.

    Per quanto vana possa essere la lotta, nella società dello spettacolo puoi solo combattere, se ti va di combattere, la dove l’irreale e folle regista di questa rappresentazione ha deciso di puntare i suoi riflettori.

  • Galileo

    Il problema è che infondo, infondo al nostro cuore, siamo tutti dei vigliacchi, io per primo.

  • Galileo

    Ti ricordo dani, che la sinistra nel 92 sul panfilo Britania, ci ha venduto per l’ennesima volta agli amerikani.

  • Eli

    Roberto, credo invece che l’astensionismo ed i moti di piazza siano le uniche cose temute dai politici. Per questi ultimi, intanto, hanno mandato i militari nelle strade. Naturalmente posso sbagliare, Ciao!

  • Eli

    Roberto, credo invece che l’astensionismo ed i moti di piazza siano le uniche cose temute dai politici. Per questi ultimi, intanto, hanno mandato i militari nelle strade. Naturalmente posso sbagliare, Ciao!

  • cloroalclero

    se i livelli hard determinano i livelli soft è chiaro che la relazione è reciproca : i solft sono l’efetto degli hard. Semplicemente perchè la società dello spettacolo ha una funzionalità precisa nel sistema. Certo non è una causalità di tipo “determnistico” ma il significato della spettacolarizzazione ha prciso ruolo significativo all’interno del continuo “addomesticamento” delle masse. Non tanto del reale quanto del possibile di quello che potrebbero innescare. Perchè nulla piu’ della moltitudine è nemico dell’oligarchia. E il capitalismo ha bisogno di fare previsioni.

  • cloroalclero

    ma va ELi. Hanno mandato i militari per le strade per prevenire effetti indesiderati della crisi economica. Il tipo ha ragione, portando l’esempio dell’america…
    L’astensionismo, da che ha vinto l’ideologia democratica, è una chimera sociologica. DOvresti raggiungere meno del 5% dei votanti. Mai successo.

  • myone

    Purtroppo abbiamo quello che abbiamo, e l’ alternativa, sarebbe peggio.
    Ma alla fine, tutte le facce fanno parte del medesimo teatro, perche’ il gioco non cambia, e ancora manca il senso vero dell’ equilibrio di una societa’, fatto per il fabbisogno e la sua salvaguardia.
    Non e’ piu’ questione chi c’e’ o cosa faccia, ma la questione e’ che,
    tutto va ridisegnato, di sana pianta.

  • nautilus55

    Con questo articolo, la Randazzo è giunta a scoprire Marx, ossia che la genesi del potere non risiede nelle vuote assemblee parlamentari, ma ne centri dove si svolge l’eterno dissidio, sui mezzi e sui rapporti di produzione. A quando, scoprire che la Lario non è madre teresa degli oppressi, ma una pedina nelle mani dei soliti potentati internazionali?

  • alonzo

    L’intervento di Antonella è perfetto, soprattutto dal punto in cui si domanda:
    …..a cosa servono i Parlamenti nel sistema attuale?
    Addirittura preveggente e illuminante la citazione di G. Capograssi.
    Quello che mi sorprende leggendo i commenti è che c’è tanta gente che evidentemente non sa leggere, nel senso che non ha la sufficiente capacità di comprendere un testo, o magari mentre legge viene distratto dalle banalità che ha in mente di scrivere, e quindi scorre con gli occhi le righe senza preoccuparsi di assimilare alcun contenuto. Non c’è gelosia più ardua da sradicare che quella della propria ignoranza e dei propri pregiudizi.

    Se c’è una cosa che risulta con evidenza da quest’ultima telenovela di Berlusconi (che, non dimentichiamocelo, è – come ogni politico – una marionetta a cui è stata affidata una parte) è il misero tornaconto accordato al personaggio.
    Impunità facile per il mafioso prima, passera facile per il narcisista arrapato poi.
    La distrazione di massa è stata in effetti preordinata con il cosiddetto editto bulgaro: in quella occasione si è messa in piedi la bufala delle bufale, e cioè che Travaglio e Santoro (ai quali per gettare fumo negli occhi vennero aggiunti i nomi di Biagi ed indirettamente di Benigni) dessero davvero fastidio, in modo che al momento giusto la loro attività di censori e denunciatori di malefatte contribuisse all’illusione delle coscienze popolari di essere rappresentati nel loro scontento. Il momento giusto è arrivato con l’esplodere di questa crisi finanziaria. Questi millantatori che appagano il qualunquismo di sinistra con le loro indignate menate progressiste in effetti non diranno mai una sola parola sul PROBLEMA, che ormai anche i miei alunni di 16 anni cominciano a conoscere nei suoi meccanismi e cioè il Signoraggio Bancario con tutti i suoi criminali corollari. Ricordo che un altro “intellettuale” parassita come Corrado Augias ha addirittura candidamente affermato di non conoscere il significato del termine!
    Non basta fare lo scipero della televisione. Bisogna andare sotto le sedi RAI a far casino, se proprio non abbiamo la forza di andare ad assaltare la Banca d’Italia.

  • Gioacchino_Murat

    Egregia signora Randazzo le ricordo che i criteri di selezione dei candidati
    di Berlusconi,che lei critica tanto,lo hanno portato ad avere il partito popolare
    piu’ grande in Europa e alle prossime elezioni ne avrete la conferma.Il fatto
    che poi si candidino persone dello spettacolo,che lei chiama veline o ex
    troniste con evidente disprezzo radical chic,non lo trovo nemmeno scandaloso visto che nel parlamento italiano sono stati eletti gia’ ex terroristi,
    ex ideologi delle brigate rosse,ex mignotte e pornostar,transessuali.
    Chi deve decidere se una persona sia degna o meno del parlamento italiano
    non e’ la signora Randazzo,non e’ Veronica Lario,non e’ Franceschini ma il
    popolo italiano,giudice supremo,cosa che a sinistra tendono spesso a
    dimenticare.

  • alonzo

    Il popolo sovrano??? Buona questa!

  • alonzo

    Ma tu ci credi davvero nelle idiozie che scrivi, o ti dai manate sulle cosce dalle risate mentre le scrivi? Ormai quando qualche Berluscoide usa il termine popolo sovrano vuol dire in realtà: “Certo, è una delle tante infamie vergognose che hanno ordinato di fare al Capo, e lui la fa. Tanto ormai gli elettori sono talmente rintronati di stronzate che possiamo fare ministri pure Corona e Belen e loro continueranno a votarlo”.
    Oppure pensi che questa tua lucida ed originale analisi procurerà pure a te qualche troietta di terza mano? Ma quanti hanni hai Murat? Prendi ancora il latte dal biberon o sei già al Viagra?

  • Gioacchino_Murat

    E’ proprio questo il problema di voi elettori di sinistra:quelli che votano la
    parte avversa sono per voi dei rintronati che non hanno capito nulla mentre
    voi che perdete consensi ogni giorno siete i “giusti”.Ti e’ mai venuto il
    sospetto che forse e’ proprio il contrario?

  • alonzo

    Ma di quali consensi parli? Io non sono un elettore, ma un annullatore di schede. Tu invece chi sei? La Russa? Cicchitto? Gasparri? (quello vero, non l’imitazione fatta da Marcorè, che ogni tanto dice cose coerenti). Delle considerazioni così profonde e originali possono provenire solo da uno di questi campioni di democrazia. Perchè usi uno pseudonimo allora, visto che la tua identità ormai è nota? Da quanto tempo non ti fai una bella pensata?

  • Gioacchino_Murat

    Hai proprio sbagliato partito e ideologia:non tutti gli anticomunisti e
    antisinistra sono fascisti,esistono anche i cattolici e i liberali,so che sei
    sorpreso ma e’ cosi’.Comunque dare del rintronato a chi non vota o annulla
    come te e’ veramente un atteggiamento fascista,intollerante,inqualificabile.

  • Eli

    Cloro, intendevo proprio dire questo: hanno mandato i militari per le strade perchè temono moti di piazza, a causa della crisi economica. Vedi quello che sta succedendo in Francia. Sarà anche una chimera sociologica, ma a me piacerebbe veder raddoppiare l’astensionismo. Così, per vedere l’effetto che fa.

  • tersite

    Complimenti per l’articolo, ma ripeto: questi articoli andrebbero indirizzatti alle donne. Sono loro che tengono in piedi la società così com’è. Loro che continuano ostinatamente ad essere indifferenti. E lei lo sa professoressa Randazzo. E’ troppo intelligente per non saperlo…

  • tersite

    il popolo sovrano nun se po’ sentì….manco ar bagaglino

  • RobertoG

    Chi è? Mah, un tempo si chiamava virgo_sine_macula, donna insegnante e leghista. Ora Gioacchino_Murat, uomo, immunologo cattolico liberale. Insomma uno(a) al cui confronto le maschere di Pirandello erano acqua fresca. Una vera pacchia per psichiatri d’assalto.

  • tesunpo

    Divide et impera…

  • Gioacchino_Murat

    Vedo che in materia di psichiatria d’assalto sei molto ferrato,forse come
    curante ma,molto piu’ probabilmente,come curato(laico).

  • pietro200

    meno male che i leccaculo accattoni come te ne hanno ormai per poco.

  • Gioacchino_Murat

    E saranno quelli con le pezze al sedere come te a fare piazza pulita?

  • Gioacchino_Murat

    Li mortacci tua,che sei de centocelle?

  • Gioacchino_Murat

    Unicuique suum tribuere.

  • radisol

    Se Noemi fosse inglese o americana, ovvero se l’intera storia si svolgesse in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, ecco che cosa succederebbe a questo punto nella soap opera che la vede (co)protagonista. Un quotidiano scandalistico offrirebbe a lei, o al padre di lei, o alla madre di lei, una cifra strabiliante, diciamo 500 mila euro, un milione di euro, forse anche di più, per raccontare tutto dei suoi incontri in privato con il leader maximo, per sapere se ne è l’amante o la figlia illegittima, per apprendere cosa si dicevano, cosa facevano, eccetera. Il leader smentirebbe o direbbe che sono affari suoi privati e che non vuole infierire su una giovane irretita dalla fame di scandali di una stampa senza freni. Qualche parlamentare presenterebbe però interrogazioni per sapere se è vero che il leader ha avuto rapporti con minorenni, se ha sperperato denaro pubblico a tal fine, se ha abusato della ragazza. Dopo aspro dibattito, il parlamento, con voto bipartisan, approverebbe una commissione d’inchiesta sulla vicenda. Il leader sarebbe chiamato a testimoniare, sotto giuramento. I suoi avvocati negherebbero qualsiasi uso improprio di beni dello stato, sottolioneando che di soldi ne ha abbastanza di suo; quanto al resto, a quello che c’è stato o non c’è stato tra il leader e la ragazza, direbbero che non è stato commesso alcun reato, nè lei ha sporto denuncia contro di lui, quindi in che cosa consiste lo scandalo? I membri della commissione parlamentare d’inchiesta, dopo avergli fatto giurare di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, rivolgerebbero tuttavia al leader domande del tipo: è vero o non è vero che vi siete incontrati con Noemi nella città X, nella città Y, nella città Z? E’ vero o non è vero che lei le ha regalato una collana di questo valore e un diamante di quest’altro valore? E così via. Cercando di parare i colpi, a un certo punto il leader risponderebbe: “No, non è vero”. Successivamente, dietro lauto pagamento dei tabloid scandalistici a caccia di scoop di cui sopra, emergerebbe un testimone (un autista, una guardia del corpo, un cameriere, una zia di Noemi, un vicino di casa), disposto a fornire la prova che il leader, perlomeno su quel singolo punto, ha mentito. Se il vizio privato può essere perdonato, e certamente non perseguito quando avviene tra adulti (da sottolineare “adulti”) consenzienti, la menzogna pubblica sotto giuramento è inamissibile, commenterebbero mondo politico, mass media, opinione pubblica. Verrebbe istituito un procedimento di impeachment, il parlamento voterebbe la condanna, il leader sarebbe costretto, prima o dopo il voto a seconda della sua tenacia, a dimettersi; mentre sui tabloid scandalistici continuerebbero a uscire rivelazioni di donne di ogni genere, che spifferano tutto quel che sanno sul leader e sulle sue abitudini sessuali. Nel frattempo, lasciato dalla moglie e abbandonato dagli ex-alleati politici, il leader si ritirerebbe a vita privata in un’isola lontana, chessò, alle Bermuda, lasciando il suo impero mediatico ai figli. Quanto a Noemi, scritto un libro di memorie, interpretati un paio di film di serie B, co-presentata un’edizione del Grande Fratello o di altro reality show televisivo, sposerebbe un farmacista, gli darebbe un paio di bambini e, poco alla volta, verrebbe dimenticata.

    ———————————————————————————-

    Enrico Franceschini “My Toube”

  • pietro200

    no, sara’ la legge della sopravvivenza.

  • Eli

    Bravo Roberto! Anch’io avevo l’impressione che Murat fosse l’incoercibile Virgo: stesse banalità, stessa superficialità ed arroganza. E poi la Virgo è sparita, chè tutti la mandavano a quel paese, e “lui” è comparso. Mi diverte un mondo, è come avere Gasparri nel Forum.

  • pietro200

    stavo esattamente pensando la stessa cosa.

  • castigo

    Siccome mi dicono la randazzo sia permalosa (triste vita, quella dei permalosi), riscrivo il commento usando un italiano più forbito ed adatto ai suoi sensibili occhiucci…. alla faccia del titolo dell’articolo, che immagino sia stata lei a scegliere 😉

    la randazzo non ha fatto altro che accodarsi agli altri che parlano di una vicenda (stile eva express) che avrebbe dovuto essere lasciata al suo giusto oblio, e che pur abbellita di considerazioni, piuttosto scontate, sulle poche donne in politica (che comunque anche se poche alla fine sono uguali ai maschi, cioè fanno schifo) e qualche altra cosuccia politically correct, non meritava certo questi fiumi di inchiostro….. ma in fondo a noi……

    CHE COSA DIAVOLACCIO CE NE IMPORTA

    della meretrice e del suo lenone, al di là del gossip???
    che si separino pure, a me la vita non cambia di una virgola, e non sentivo certamente il bisogno di essere inondato da tutto questo mare di parole inutili……

  • Gioacchino_Murat

    Adoro il darwinismo sociale,ma nel frattempo,prima che scompaiano quelli
    come me,ti informo che altri sono gia’ scomparsi dal parlamento e dalla
    vita politica,indovina chi?

  • Gioacchino_Murat

    Gasparri parla con la patata in bocca,ha le mascelle pronunciate,ha l’occhio
    da triglia,e’ fascista ed e’ brutto,io invece ho una dizione perfetta,sono
    decisamente un bell’uomo,dai lineamenti regolari e l’occhio azzurro e poi,
    dulcis in fundo,voto comunista.

  • Gioacchino_Murat

    L’importante e’ che sia alto l’astensionismo al referendum cosi’ non passa
    e Berlusconi alle prossime elezioni avra’ la maggioranza senza le lega.

  • Gioacchino_Murat

    I politici temono anche la Bonino e la sua ferrea logica

  • Eli

    Di Gasparri, oltre al vuoto umano ed alla banalità sociologica, esprimi pure la stessa, immarcescibile presunzione. Clone!

  • marcello1950

    Mignottopoli è purtroppo il punto arrivo ed il tentativo di fuga disperante di una generazione senza sbocchi e senza futuro, di una politica della sinistra che ha svenduto le possibilità di sviluppo in italia, liquidando le BANCHE di interesse nazionale e le partecipazioni statali e vendendo il debito agli stranieri e di una politica della destra fatta di vendita di fumo e di offerte a prostituirsi.

    dove i sindacati hanno rinunciato a fare un politica per qualità del lavoro condizione per la qualità dei prodotti e difesa del MADE IN ITALY precondizione per difendere i posti di lavoro e si sono messi a fare politica come galoppini per gli interessi dei partiti (PCI, DS, PD o PDL),
  • nessuno

    E saranno quelli con le pezze al sedere come te a fare piazza pulita?


    Murat la merda in confronto a te è una cosa pulita sei una latrina vivente