MI DICONO CHE SONO IN PRIMA PAGINA SU “REPUBBLICA”...COME UN MOSTRO ?

MI DICONO CHE SONO IN PRIMA PAGINA SU “REPUBBLICA”...COME UN MOSTRO ?

DI ANTONIO CARACCIOLO

civiumlibertas.blogspot.com

Stavo ancora dormendo ed il telefono continuava a squillare. Ho avuto paura. Temevo per una mia anziana zia, l’unica sorella di mio padre rimasta ancora in vita. Era invece un amico che mi avvisava di aver sentito da una rassegna stampa che sarei finito in prima pagina su Repubblica e forse anche altrove. Io non ne so ancora nulla e non muterò le mie abitudini: non compro giornali all’edicola. Aspettavo ieri per la verità una telefonata da parte di un giornalista di Repubblica che però non vi è stata. Aveva trovato il mio cellulare su facebook (che mi sono affrettato a cancellare) e mi aveva chiamato ed io avevo risposto qualcosa ma senza poter approfondire. Gli ho dato il fisso dichiarandomi disponibile a rispondere a sue domande purché deontologicamente corrette e non mi facesse poi dire il contrario di quel che penso, come è successo un’altra volta con un giornalista, la cui disonestà resta per me esemplare e istruttiva.



Nella foto: Il Prof. Antonio CaraccioloRiguardo ai temi caldi, oggetto di possibile speculazione, preciso per comodità dei pigri o di chi non ha tempo per leggere le migliaia di pagine scritte su questo blog o non vuol

1. Professionalmente parlando non sono uno storico revisionista, etc. etc. Non mi intendo e non mi occupo di camere a gas e cose simili. Naturalmente ho letto e vado leggendo libri a sostegno dell’una e dell’altra posizione. Sarei un timido se dicessi che una qualche opinione non me la vado formando, ma ribadisco che sono io il primo a non dare importanza ad una mia opinione che non è mai diventata posizione sul merito delle questioni. E quindi ben conoscendo la malafede dei miei detrattori rivendico il diritto a non rispondere sulle mie private opinioni, mentre invece mi batto con tutte le mie forze sulla posizione di vuol difendere il sacro principio della libertà di pensiero e di ricerca.

2. La mia posizione come cittadino e come studioso è che debbano avere tutta la loro vigenza costituzionale gli artt. 21 e 33 della costituzione, cioè: libertà di pensiero e libertà di ricerca. Nel mio monitoraggio mi è capitato di imbattermi in un parlamentare che diceva grosso modo “purtro c’è l’art. 21 che...”. Ma mia posizione è: “Per fortuna che c’è ancora l’art. 21...”. Ma la libertà di pensiero è sempre più minacciata ed è di ieri una notizia che mette l’Italia agli ultimi posti nelle difesa di questa libertà che non deve essere confusa con la libertà di stampa.



3. Sono vivamente allarmato di vedere come questi articoli fondamentali per la nostra democrazia vengano sempre più elusi e disattesi. In Torino un docente di liceo è stato sottoposto a visita psichiatrica per aver osato criticare Israele a seguito di una domanda, forse fraudolenta, a lui posta da una sua allieva. In Roma un professore di liceo è stato sospeso a seguito di campagna di stampa abilmente orchestrata. Spedizioni punitive vengono fatte da squadracce che nulla hanno da invidiare ad altre squadracce di triste memoria. E si potrebbe continuare. Di quanto sta succedendo vado a fare monitoraggio ed ho di che essere preoccupato. Sui nostri politici in quanto custodi delle nostre libertà non vi è da fare nessun affidamento. Sono molto più interessati ai loro privilegi, alle loro prebende, che non alle libertà dei cittadini, di cui invece dispongono le potenti lobbies.

4. In paesi di antica civiltà come Germania e Francia si mandano in galera con estrema facilità persone di nulla responsabili che di avere le loro opinioni e le loro tesi, opinabili quanto si vuole, ma certamente non “reati” o “crimini in sé”, come taluni cattivi spiriti da me monitorati vorrebbero e pretenderebbero. Manco i cani stanno più tranquilli: si vada alla storia del cane Adolf narrata da Maurizio Blondet.



5. Io sono sì un docente ricercatore alla Sapienza – sono più fiero e orgoglioso della parte “ricercatore” che non di quella “docente –, ma qui in questa scrivania sono a casa mia. Più avanti a destra vi è una porta blindata che mi dovrebbe proteggere dall’esterno.

6. Poiché ho imparato a essere sospettoso, dico ai malpensanti che il programma dei miei corsi degli ultimi anni va dalla fine della prima guerra mondiale all’inizio della seconda. Spiego i contenuti del volume di Carl Schmitt, Posizioni e concetti in lotta con Weimar-Ginevra-Versailles 1933-1939, dove di “Olocausto” e simili non si tratta. Sconfinamenti causali riguardano altre opere di Schmitt da me tradotte e prefate, in particolare la Dottrina della costituzione, che è del 1928 e che sarà forse oggetto della mia occupazione didattica nel prossimo semestre. Tra gli ultimi argomenti trattati vi è stata la Tirannia dei valori nelle diverse edizioni apparse in italiano e confrontata con l’originale tedesco.



7. Sono sempre stato assolutamente ligio ai miei doveri universitari: ciò mi si chiede di fare o di non fare io faccio o non faccio, ma ho sempre saputo e sempre mi è stato detto che libertà di pensiero e di ricerca sono valori sacri per ogni studioso, grande o piccolo che sia, ma degno di questo nome. I miei pochi studenti sono liberi di frequentare i miei corsi. Non solo hanno piena libertà di intervenire e contraddirmi, ma sono sollecitati da me a farlo ed insegno loro anche le regole del corretto dibattito scientifico: ad argomento si risponde con argomento. Come “ricercatore” non rigorosamente tenuto alla “docenza” e sulla base dell’intricata normativa che non ha mai veramente disciplinato lo status di ricercatore, posso liberarmi della “docenza”. Per cui vi è una situazione ideale dove docenti e discenti si possono incontrare sulla libera scelta e accettazione reciproca. Un grande filosofo spagnolo, che mi onorava della sua amicizia, soleva dire e scrivere che l’autorità di un docente si basa sulla fiducia dei suoi studenti, non sul registro di classe e sul potere di dare voti. Mi dice un mio amico Avvocato, che ha letto l’articolo e me ne ha dato un parere legale, che vi sarebbe soltanto di censurabile un cero riferimento alla mia attività universitaria. Intuisco la malafede altrui e forse le intenzioni. Io sono fiero di essere un Ricercatore e non mi piace chiamarmi Professore. Ma cionostante ho sempre goduto della stima e dell’affetto dei miei studenti, che non ho mai voluto fossero numerosi. Non avrei potuto curarli. Chi deve capire spero capisca.



8. In rete, ho trovato e trovo molte sciocchezze su Carl Schmitt. In ultime dette da un illustre accademico francese. Ho incominciato a farne la critica, ma distratto da altre cose ho poi trascurato un altro mio blog tematico: i Carl Schmitt Studien , dove tratto i temi e la letteratura schmittiana. Trovo però più utile e produttivo verificare la validità delle analisi di Carl Schmitt attraverso l’esame della contemporaneità che non attraverso lo sfoglio e la classificazione di una letteratura, certamente abbondante, ma spesso ripetitiva oltre che strumentalmente denigratoria. Già a suo tempo Carl Schmitt scriveva che la lettura di Bodin e di Hobbes lo aiutavano meglio a comprendere il presente che non gli scrittori contemporanei. Per non parlare poi dei giornalisti o degli ascari assoldati per scopi politici. In America vi è stato un indebito appropriamento del pensiero di Schmitt, che però è il nostro Machiavelli, certamente avente a cuore più di ogni altro la libertà dei nostri popoli d’Europa, da lui già presagita come obiettivo irrangiungibile negli scritti dal 1923 al 1939.

9. A differenza di molti miei colleghi, che ancora diffidano del mezzo, io mi servo di internet, in particolare, di un sistema di oltre 30 blogs fra loro collegati, dove ancora in forma di bozza e di ipotesi traccio pubblicamente le linee dei miei interessi teorici e delle mie ricerche. È come se fosse una bottega di lavoro aperta, dove chi lo desidera può curiosare. Ed è per questa via che sono oggi finito sulla prima pagina di Repubblica. Se si parli bene o male, non so. In pratica, per ogni nuovo interesse anziché pensare alla solita pubblicazione accademica, apro un nuovo blog, cui se del caso seguirà la carta stampata.

10. Io sono qui a disposizione di chiunque abbia argomenti da porre. Non considero ricevibili insulti, stupidaggini e tutto ciò che è perdita di tempo. Le critiche sono state da me sempre bene accette, quando però sono critiche. Spesso non lo sono... Sul piano del metodo scientifico e del dibattito franco ed onesto non mi sento inferiore a nessuno. Aspetto.

Antonio Caracciolo

Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com

Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/10/mi-dicono-che-sono-in-prima-pagina-si.html

22.10.2009

Commenti (173)

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    1. castigo 22 ottobre 2009

      va bene professore, se lo dice lei allora mi correggerò.

      quale campo di rieducazione mi consiglia??

    1. cesare52 22 ottobre 2009

      Xlevred. La tua riflessione mi piace e concordo. Ma noi siamo per a liberta anche di chi esprime idee urticanti. gari per criticarli dopo che le hanno dette non prima. Non siamo come loro quelli che rimpiangono l'olio di ricino, il manganello, e i lager

    1. ADANOS 22 ottobre 2009

      Quindi Caracciolo é in realtà Winston Smith?
      Dannazione!!!
      Grazie per la dritta!!!

      Quindi casa sua è la sede del Ministero della Verità?
      ficooooooo!!!

      DRIIIIIIN DRIIIIIN SVEGLIAAAAAAAAAA

      Qua non ci sono neonazisti, antisemiti , antisionisti, antigiudei, anti-antigoym o roba del genere. Chi esprime solidarieta al professore è solo un' antifigliodiputtana.

      se non riesci a capire questo mi chiedo che cavolo ci fai su CDC.

      come si dice in queste situazioni?
      ah si ...
      "che te lo dico a fare".

      buona notte.
      adanos

    1. cesare52 22 ottobre 2009

      Xtonguesy. La tua approvazione mi fa molto piacere. Acutissima l-osservazione sullo sterminio degli indiani d-america. Sulla questione numerica i nazi ci marciano, mica perche sono interessati veramente ad una ricerca storica ma siccome confidano che i documenti sull-olocausto dopo una guerra distruttiva difficilmente si troveranno e svalutano i superstiti, quelli con i numeri sul braccio, la matricola indelebile dei lager, chiamandoli vecchi portati di qua e di la, beh sperano i nazi in una rivincita magari contro Norimberga etc. parlano di liberta proprio loro che facevano passare la gente per il cammino. Che vuoi farci caro amico e il paradosso di questa epoca di confusione. Proprio chi se avesse le mani libere riorganizzerebbe i lager e ti ci metterebbe dentro pretende da te la possibilita di dirlo. E si indigna anche.

    1. cesare52 22 ottobre 2009

      Xfernet. Nazi= nazionalsocialista

    1. harth88 22 ottobre 2009

      Purtroppo credo che per una verità definitiva (o accettabilmente accurata), dovremmo aspettare ancora dei decenni, qualsiasi essa sia (magari sono 10mln).. In questo clima dove tutto ciò che riguarda il nazismo è tabu e i tentacoli delle lobby israeliane fanno la guardia a una verità ufficiale insindacabile, non mi sorprende che ricercatori come l'autore dell'articolo abbiano vita difficile. Consoliamoci del fatto che nel passato li bruciavamo al rogo, quindi forse l'uomo, che di certo dalla Storia non impara niente, tende comunque a migliorare con il passare dei secoli.. Complimenti a Repubblica, i cui manganellatori fanno concorrenza a quelli del Giornale di famiglia.

    1. fernet 22 ottobre 2009

      Cosa significa la parola nazi?

    1. edo 22 ottobre 2009

      Sarebbe opportuno anche chiedersi perchè Hitler ce l'avesse tanto con gli ebrei... il motivo ci sarebbe... e anche perchè gli ebrei che Hitler non voleva, sono stati però gentilmente rifiutati dagli USA... ma anche sarebbe utile chiedersi che uso ha fatto lo stato ebraico dei risarcimenti ottenuti dalla germania e dalle aziende tedesche coinvolte nello sfruttamento dei prigionieri.
      Tutto questo senza nulla togliere all'abominio della follia umana che mai impara da qualunque tragedia; oggi gli abitanti dello stato ebraico stermìnano i palestinesi (Marrazzo e Alemanno non hanno ancora visitato Gaza? Ah, sono troppo impegnati a celebrare il male del passato, l'unico che sia mai esistito) e il prof. Caracciolo vive le stesse discriminazioni vissute dagli ebrei dal 1934.
      Dov'è il cammino civile dell'umanità? Senza verità non è possibile nessuna libertà. L'esperienza di Caracciolo ci ricorda che siamo sotto un regime totalitario. Ricordiamo anche Ariel Toaff, che con il suo "pasque di sangue" visse la stessa vergognosa gogna di Caracciolo e ricordiamo anche che la gente che oggi ha il potere vuole che non impariamo niente dal passato ma solo farci capire la "lezione" con l'arroganza degli Hitler di borgata.

    1. marimari 22 ottobre 2009

      "Chiunque abbia inventato le camere a gas, dovrebbe fare quella fine..."

    1. myone 22 ottobre 2009

      IL discorso della causa ebrea nella seconda guerra mondiale, viene cosi storicamente conteso, solamente per un motivo: Rinfacciare allo stato Israeliano, se il tanto danno subito dai nazzisti, sia inferiore o maggiore, del danno che lo stato ebraico, infligge ai civili palestinesi. Questo e' tutto. Da qui, il conteggio di quanti morti ebrei erano o non erano, e se l' esser stato ebreo deceduto al quel tempo, era per fame, per fucilazione, o se per asfisia in camere a gas incerte, presupposte, o vere. Questo ancora, per mettere sulla bilancia, se uno stato, in virtu' dell' antisemitismo, proiettato ai pochi o molti che lo vorrebbero applicare nell' ambito islamico, gli dia il diritto, di mettere a ferro e fuoco, qualche milione di persone.



      Sarebbe ora di dire, che tutti i soldati, 999.999 su 1.000.000, operanti o deceduti, di tutte le guerre, di tutte le questioni arrivate a guerre, di tutti le liberazionio di tutte le opressioni o invasioni, sono state vittime a mo' degli ebrei, in quanto, dovettero andare ad ammazzarsi. Perche', quando arrivano i primi colpi, ci si sente gia' nella merda, e non si capisce piu' il perche' veramente si e' li a lasciarci la vita.

      E allora? Ogni persona dovrebbe avere il diritto di richiedere che non si presentino piu' situazioni del genere, avere il diritto, di apellarsi ad ogni giustizia, affinche' giustizia regni. Ma si vede che no e' cosi, perche' nessuno si appella pi'u a niente, e chi si appella e puo', conosce solo la strada dell' opposto, quell' opposto, che tanto confdanno o recrimina, ma che fumenta e attua. Vero o no, sbalgiato o no, questo non lo so, e penso non lo sappiano nemmeno loro, perche' il meccanismo, e' cosi lacerato e meccanico e complicato, che chiunque puo' lavarsi le mani, e non sentirsi propio parte di quello che fa'. Pero' si fa, e si continua a fare, facendolo divenire l' unico modo di andare avanti, e non tanto per una gisutizia, ma per un movente o motivo, che poi pora sempre ad altro, quell' altro, che prima era motivo di rivendicazione e di reazione, ora, e' motivo e basta, perche' con le rivendicazioni e le reazioni, si mira ad altro.

      Io credo che, al di la di camere a gar e nazzismi vari, nelgi israeliani si sia insinuata una determinazione irrazionale e determinata, senza via di ripiego e di dialogo, visto che, dall' altra parte, ci sono le medesime condizioni, e che queste condizioni, sono fatte pagare dalgi stessi islamici ai propri civili, e dagli ebrei, non sapendo piu' a chi mirare per far finita questa disputa, disputa che, essendo immersa nella nebbia piu' fitta, ha fatto determina ad israele, il non piu' ritorno, fino a che, esiste un solo islamico che dica qualcosa in merito, perche' questo qualcosa in merito, e' latente e profondo come pensiero e se possibile come azione, ed e' il motto che dal 48, quando israele si proclamo' stato, su territorio autoctono secolare, e terreni vari presi a prezzo da ottomani e da inglesi, si vide dichiarata una guerra dall' intero mondo islamico arabo confinante e non solo, guerra che vinse, e che ancora non si e' posta un' ultima parola, rimanendo ferme le motivazioni di chi ha mosso guerra, allora come ora, mai uno stato israeliano e mai gli ebrei li come popolo. Questa e' la solfa che si continua e che loro continuano a tener fede, gli uni a modo loro e gli altri pure, a modo loro.

      Quando gli israleiani o sionisti o come li volete definire, non solo hanno avuto una dichiarazione di guerra e mai un trattato di pace, ma hanno pure vinto quella guerra, e hanno poi nel tempo lasciato terre conquistate e spostati insediamenti pur di pervenire a uno stop, si trovano nel tempo, ancora un guerreggiare, e non lo chiamo terrorismo, e decien e decine di miliaia di persone paestinesi, dove, civili grandi e piccoli, si armano e fanno armare i bambini facendolgi scuola di guerra e di odio, non puo' che algi occhi di un altro popolo, non farci caso se, nella mattanza, pur di rispettare un diritto ad esitere e stare, porti a conseguenze che noi vediamo, critichiamo, e che ci sembrano essere criminali. La' , tutti sono criminali. E chi ammazza e' criminale. Ma la legge della guerra e' cosi. Ed e' una guerra aperta, dal momento che si e' dichiarata, continuata, tentata di chiudere, e ancora continuata sempre piu' convinta e determinata di prima.

      Gli islamici hanno un fondamento che prevarica su alcune questioni di fondo ebreaiche, e prevaricano pure su altro, a tal punto, sembra a me, di essersi voluto tutto questo, e di continuare a volerselo.

      Allora, a che serve, dico io, continuare a far passare la storia cretinamente, per avvalolare o no nla legittimita' di questo o di quello, o per voler criminalizzare o condannare, chi, non facendosi criminale a come la vediamo noi, darebbe alito ad altri criminali forse piu' criminali ancora e sopratutto di fondo, che se ora non fossero vittime, dovremmo criminalizzare loro, perche' per forza di cose, le medesime maniere, le avrebbero e le hanno tutt' ora, disponibilita' permettendo.

      Giusto bastonare il forte, ma giusto istruire pure l' istigatore.

      In mancanza di una via di mezzo, gisuto sia cosi, anche se, all' apparenza, tutto sembra il rovescio di tutto.

      Per quanto riguarda la liberta' di oppinione, questa non si basa su fatti gia' esistiti, il che on ce ne puo' fregare di nulla, non riportando alla luce la realta' di oggi. Ma la liberta' di oppinione, non deve marcire su fatti estemporanei, fuori dal tempo e dalla logica, perche' passati, per non saper dire quello che invece si dovrebbe dire. Hai liberta' di parlare e di fare oppinione, criticare e giudicare, conadnnare se sei sicuro, e questo per il fine di far desistere conduzioni e condizioni disumane e ingiuste, ma non hai il diritto di fare ipocrisia, rovesciando il passato, senza che porti a nulla nel presente, e facendo si che il futuro sia peggio.

      Bisonga trovare oggi il coraggio di denunciare e giudicare, al presente, e non facendoci valore sul passato, perche' e' come mettersi nel buso al posto dello struzzo.

      E questo, bisogna farlo a gli uni e algi altri, anche se spesso, a quanto si viene a sapere, gli altri, sono il frutto degli uni.

      Allora, bisogna al presente, mettere ai ferri personaggi e sistemi, giudicandoli e facendoli cambiare rotta e sistema, e vale per tutte e due el parti che si posssano citare all' ordine del giorno d' oggi.

      Ma qui, vattene alla pesca, di come fare e di chi pescare, perche' , tutto sembra occulto. L' unica cosa lampante e alla luce del sole, e' una realta', che attua e basta, e dire o ridire, sembra non scostarla minimamente da una soluzione, se non che la soluzione stessa sia quello che si fa e si vede.

      E allora che fare? Dove e come trovare un modo che le parti si guardino e sopratutto si facciano vedere dalgi altri? E poi, ci sono persone che sanno guardare e guardando, sanno dire come si dovranno guardare le cose da ora in poi? Penso di no. RImarra' solamente una parte che con infiniti argomenti dira' il tutto possibilie perche l' altra sia dalla parte del torto, e un' altra, che con la sua parte e ragione e ragioni, si sentira' dalla parte della ragione, e contraddira' l' altra parte. A questo mdo, finche' non si arrivera' a una fine, non se ne verra' mai piu' fuori, e volenti o dolenti, vedremmo e ci sorbiremmo, quello che abbiamo sempre veduto e supportato, con il suo contradditorio.

      Finche' tutto gravita sui danari, sulle ragioni, sui tornaconti, alla faccia della vita, non ci saranno mai regole e ne coscenze, se non dubbie, fallaci, e mortali.

      Una cosa e' certa; viviamo nell incominicabilita', nonostante possediamo menti e mezzi perche' non sia, e ogni fuoco, diventa un vulcano, per nulla, con nulla, e su nulla.

      Mentre il fuoco vero, si espande in ogni modo.

      Ma guai a puntare dito. Su ogni dito che punti, ce ne sono 9 che si rivolgono contro a te.

      Noi occidentali, siamo i fautori, non solo in passato, sanguinamente, ma nel presente, di disfatte di interi popoli, con la nostra democrazia e sistema colorato o tinto di economia e perbenismo. Intere aree sono alla fame per sfruttamento nostro, e come mometa, li paghiamo con armi e politiche di alleanza tornaconto, Vi basterebbe questo?

      Eppure votiamo, gli diamo il diritto di essere per noi, e loro non fanno altro che, eseguire quello che il sistema puo' e da' il diritto di fare.

      Qui la frittata e' gia' fatta, perche' l sistema e' cosi.

      E il nostro sistema, si allea ed e' parte di un altro sistema piu' grande, che a sua volta e' parte del sistema piu grande ancora. E se questo sistema sistema cosi, non ci saranno altri sistemi se non questo.

      E siamo alla frutta. Quando un si schiera anche con una sola parola , si schiera con tutto e con tutti di una parte o dell' altra, con tutta la cultura o la politica o che si voglia, messa in campo, e il campo, e' sempre diviso in due. Usa israele europa // islam russia e altro.

      L' apice e' questo. Il modello, e' uguale per tutti, perche' il sistema con le sue regole e Sregole, e' parificato e distribuito, sia da una parte che dall' altra, e chi puo' fa', chi non puo', protesta. E tutti sono vittime e carnedici, citava una qui da qualche parte.

      Vi immaginate voi, un mondo che si interroga, solamente per le cause che si vedono, e che no sono mai quelle nostre, perche' a parlar di tempo che fa' e fara', e' la cosa migliore per respirare e chiudere li qualsiasi questione, se tuti si domandassero che e' israele e palestinesi, usa islam, russia e cina che dovrebbero fare, ecc ecc ecc?

      Vedrete allora che, la causa palestine diventera' la causa di ogni posto e luogo, fra etnia uguali e vicini di casa, perche' le questioni mondiali, vivono e gravitano, sulle questioni dei governi, dove loro, ne sono, palesemente o occultamente, gli interpreti perfetti.

      Quando cominceremo a dire la nostra su casa nostra, e cominceremo a vedere che le cose no sonon piu' in mano ad un potere che gestisce un sistema, a ad altri concetti di vita e di regole, allora si comincera' a poter dire quello che si vorrebbe dire, e sopratutto, ad attuare quello che, anziche' dire si dovrebbe fare e vedere attuato.

      Si vede che, in questa sbornia generale, ci siamo tutto e c'e' il tutto.

      Ma non servira' ne a cambiare, e ne a fermare quello che gia' c'e' seminato nell' uomo, e che, male o bene o peggio, continuera' a fare, e che vediamo e vedremo, di giorno in giorno, senza stupirci delle sue mutazioni o conseguenze, ma trovandoci ancora qui, accaniti o no, a dire e a raccontare, lo scontato, che minimamente sapremmo toccare, cambiare, o decifrarlo, e sopratutto, riconvertirlo in una lingua migliore e nuova.

    1. cesare52 22 ottobre 2009

      Xalbertgast. E' una ottima riflessione la tua. Opportuna ed adiamantina. 'Il problema e che nella confusione attuale c`e un mostro che qualcuno vuole risuscitare cercandodi farlo uscire dalle fogne della Storia. Tranquillo come nessuno puo far resuscitare l'impero romano, chi ci prova al limite fa dei toga party cosi questi fanno solo ridere. La storia una volta e tragedia l'altra e farsa. Il ridicolo e che parlano di liberta proprio i nostalgici del Terzo Reich

    1. cesare52 22 ottobre 2009

      @erwin. La leggo e mi sembra di trovarmi in un dialogo di una famosa canzone di DE ANDRE- :Signore lo sa che ho perso due figli? Signora lei e una persona piuttosto distratta! . Incomunicabilita assoluta. Sono stati dai nazisti perseguitati e sterminati con una pulizia etnica pianificata da uno Stato nel cuore dell Europa milioni di cittadini solo per la propria religione. Spesso erano cittadini tedeschi ed addirittura moderati che avevano votato proprio per Hitler. Di fronte a questo non ci sono ne ci possono essere ne se ne ma. Chi come lei lo fa fa il furbetto contando su l-impossibilita di trovare tutti i documenti dopo una guerra distruttiva. Lei mi pare continuare a combattere la seconda guerra mondiale come un neonazista che non si convince che non esiste pi il Terzo Reich. Come uno che vuole vendicare Norimberga. Come quel giapponese trovato in un isola del Pacifico che avendo la radio rotta non pot[ sentire il comunicato di resa dellimperatore nipponico. Naturalmente la liberta d'espressione qui non c'entra, ne i palestinesi od il sionismo. La sua e una pulsione di chi non ha capito che il nazismo non c'e piu. Io dio fortunatamente. Lei se ne faccia una ragione.

    1. cesare52 22 ottobre 2009

      @castigo. le affermazioni sessiste cioè di disprezzo verso le donne i gay o comunque verso chi ha diverso costume o desiderio sessuale non sono opinioni sono disprezzo e diventano prima o poi limitazione della libertà altrui. Le donne, per dire, e non femmine, non hanno nessuna colpa dei rancori di qualcuno se questi va sempre in bianco. E magari quelle soldatesse usassero i mitra a mo di vibratori, il problema è che con i mitra ci sparano in funzione di una politica di bantustan e quantaltro verso i palestinesi e le palestinesi. Questo mi sembra il problema. Francamente non mi aspettavo di trovare post di una rozzezza da uomo di Cromagnon su CDC. Se lei approva questa morale dispreggiativa si corregga anche lei. Ne ha bisogno.

    1. myone 22 ottobre 2009

      L' ideologia monta, e i mezzi, sono giustificati per altre rivendicazioni. Tutti riconoscono i fini, e l' odio e il modo, ma quando si viene davanti all' altra parte della realta', che e' quella di rendersene e renderne conto, allora tutti cadono dalle nuvole, e si accrogono, che non erano loro, ma che erano gli altri, e loro, solo un pezzo di mosaico, ma senza valore, senza potere, e un disegno imposto. Quando si deve rendere conto, se l' intento valeva il modo, nessuno risponde piu'. L' intento pero', era la parte sognata, idealizzata, violenta, allucinata, di una pianificata e pacifica follia, quando lgi altri eseguivano e te comandavi, e quando gli altri andavano a morire, e la tua realizzazione si faceva sempre piu' convinta e reale, a tal unto, che quando la dovevi prendere in mano, o darne spiegazioni, non rimaneva nulla, se non una giusta sentenza, che nemmeno con la morte piu' atroce, dave giustizia a niente, perche' il patimento di milioni di vite, non potranno mai piu' ritornare alla loro esistenza. E cosi si ripete oggi, fra chi dice e insignua, minaccia e attua. Nemmeno un solo morto, gisutifica e dara' ragione, ad ogni azione compiuta. Ma cosi oggi volgiono, e cosi si misurano. E piu' calca la mano l' uno, e piu' ricalca la mano l' altro, che puo' di piu', come fondo di ragione e di verita'. Questa razzionale azione di concepire e attuare le cose per vie traverse, impera in ogni modo, ed e' l' unica ragione finale che vince sempre. Bisognerebbe che, ogni azione e danno fatto , si calamitasse sulla pelle dei diretti interessati, e poi lasciarli li a meditare il proseguimento delle cose, in che modo sarebbe bene andare avanti. Le cose, finirebbero di subito, e si prenderebbero strade migliori, dove non sono tortuose, ma libere e infinite, perche' almeno si sarebbe capito che il valore della vita e' una cosa impagabile. Invece, offesi e offensori, vinti e vincitori, sono sempre al di la del vetro, come spettatori, e chi paga, sono sempre quelli che dovrebbero avere il diritto primario di vivere. Poi si, il dire, va a finire ai fatti. E li, il principio di fondo, e' fare un mea culpa su cosa si e' detto e quali erano gli intenti. Ma qui oggi e ieri , nessuno ammette nulla.

    1. lucamartinelli 22 ottobre 2009

      che argomento rovente, amici. innanzitutto solidarieta' al prof. Caracciolo,incondizionata. che dire che non sia gia' stato detto da chi mi ha preceduto? non voglio aggiungere nulla. solamente una considerazione: quello che Israele dal '48 fa a gente inerme, e il genocidio a Gaza è l'ultimo esempio, toglie a quella nazione il diritto di "esigere" il rispetto e la considerazione di tutto il mondo per il "suo" olocausto. saluti a tutti

    1. RIPLAY 22 ottobre 2009

      La fine dello spettacolo di Dieudonné Jai fait le con (Ho fatto il coglione) allo Zénith (Parigi), 26 dicembre 2008.
      Lo Stato francese e la Lobby ebraica hanno risposto
      a questo sketch con le accuse di "ingiuria razziale" e "contestazione dell'esistenza di crimini contro lumanità" [www.youtube.com]. Il processo si è tenuto a Parigi il 22 settembre 2009. In tale occasione, la Procura ha chiesto per Dieudonné la pena di un anno di reclusione (con la condizionale) ed unammenda di 10.000 euro.
      La sentenza è attesa per il 27 ottobre 2009.

    1. Eracle 22 ottobre 2009

      A te fa tanto schifo che si faccia una vera ricerca storica?

      A me a scuola insegnavano che i nazisti facevano paralumi con la pelle degli ebrei, specialmente con le pelli di persone tatuate.
      Oggi è noto che è una assurda menzogna, ma ci è voluto molto tempo e tante ricerche per sfatare questo mito.
      Mi insegnavano anche che i nazisti facevano le saponette con il grasso degli ebrei bruciati nei forni.
      Fortunatamente anche questa menzogna è stata sfatata grazie a persone volenterose che hanno avuto il coraggio di fare vere ricercahe storiche.
      Ora alcuni studiosi di fama mondiale asseriscono che le camere a gas naziste non sono mai esistite...

      Chissà quali altre sorprese ci riserva la storia se solo si permettesse di fare vere ricerche a tutto campo senza finire in galera?

    1. DanieleS85 22 ottobre 2009

      Piena solidarietà al professor Caracciolo.
      In tanti siamo al suo fianco.

    1. DanieleS85 22 ottobre 2009

      La libertà di espressione o è per tutti, o per definizione non è tale.
      Quindi grazie ai partigiani, ma tutti devono godere di questa libertà.
      (E comunque Caracciolo non è fascista...)

    1. castigo 22 ottobre 2009

      ma allora che senso ha combattere queste "assurdità" a colpi di leggi speciali??

      se ci sono documenti incontrovertibili li si lasci parlare, questi "negazionisti".

      se sono solo panzane, che male possono fare, di fronte alla Verità??

      i dogmi sono utili solo alle cose la cui esistenza non può essere dimostrata, alle quali si deve credere per "fede".

      è forse questo il caso dell'olocausto??

      a sentire certe campane si direbbe di sì......

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