MEMORY DOG

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DI MIGUEL MARTINEZ

kelebek.splinder.com

Ogni anno, svolgiamo il nostro temino sul Giorno della Memoria assieme a non pochi svogliati ragazzini a scuola.

Siccome siamo troppo vecchi per rischiare la bocciatura, ci permettiamo una discreta libertà, sostenendo ogni volta qualche variante di un concetto molto semplice.

Esistono innumerevoli "Giornate della Memoria": lo sono anche le feste dei santi cristiani, ad esempio, o il 4 novembre.

Simili Giornate non hanno nulla a che vedere con le persone che commemorano. Separare attentamente i morti dei campi nazisti, o della prima guerra mondiale, o delle persecuzioni romane, dalle loro relative Giornate.

Le Giornate non parlano affatto della memoria, cioè dei ricordi miei o tuoi, e nemmeno di quelli dei miei o dei tuoi nonni, ma di ciò che un sistema di dominio ha deciso di ricordare o meglio ricostruire per motivi suoi.

Il dominio decide di ricordare i morti, perché la morte è inviolabile, irrevocabile e al di sopra della critica. I morti risorgono ogni anno, puntualmente, per trasmettere questa loro santità e fissità al dominio.

L'anno scorso, ci siamo fatti aiutare da Giancarlo Elia Valori per avere un'idea dell'uso politico del Giorno della Memoria.

Quest'anno, abbiamo fatto ricorso al grandissimo poeta israeliano, Yehuda Amichai, che mi auguro molti lettori conoscano.

So per mestiere quanto si perde nelle traduzioni, per cui mi limito a riportare la versione inglese, che immagino sia già povera rispetto all'originale.
And I do now what every memory dog does:
I howl quietly
And piss a turf of remembrance around me,
No one may enter it.
Yehuda Amichai (Yehuda Amichai: A Life of Poetry 1948–1994. Selected and trans. Benjamin and Barbara Harshav. New York: Harper Perennial, 1995, p. 410).



Miguel Martinez

Fonte: http://kelebek.splinder.com

Link: http://kelebek.splinder.com/post/22130754/Memory+dog

27.01.2010

Commenti (54)

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    1. Serafino 27 gennaio 2010

      cesare52: "Lei naturalmente sa che esiste una legge, approvata formalmente anche dall'Italia che per esempio in Francia ed in Germania la porterebbe davanti ad un tribunale e poi in carcere per quello che lei ha appena scritto" Io sono in Italia quindi non vedo perché dovrei preoccuparmi di leggi illiberali di altre nazioni e non comprendo quindi la finalità di tale istruzione. Sicuramente lapalissiana è l'incoerenza di chi ieri mi consigliava di ringraziare la sconfitta del nazismo perché ciò garantiva la mia libertà di espressione per poi smentire la cosa in maniera insensata oggi con il suo commento delle 14:53:14 CST a questo post, di cui ho citato in cima la parte che rivela tale incoerenza. Lei poi dice "Non si illudano i signori nazirevisionisti che mancandola memoria, morti gli internati, si possa dare un colpo di spugna. Non vi illudete questo non succederà" Beh, finché i palladini delle verità olocaustiche sono inattaccabili come lei dimostra quotidianamente di essere, la vedo effettivamente dura... :-)

    1. Melkitzedeq 27 gennaio 2010

      "Legge sui kamikaze": demenza senile o malafede?

    1. Melkitzedeq 27 gennaio 2010

      E' vero! In Cina, in Russia, in India, ecc. se ne guardano bene da queste celebrazioni, a loro della "shoa" non importa nulla, questa "religione" e' imposta solo ed unicamente all'Europa (e si sta cercando di farlo anche con gli arabi), questo evidenzia la sua finalita' politica.

    1. eresiarca 27 gennaio 2010

      10:44 Si apre la cerimonia al Quirinale. Conferire più di 80 medaglie al merito

      Si sono aperte al Quirinale le premiazioni dei lavori scolastici rivolti ad approfondire la conoscenza della Shoah. Ospite d'onore il premio Nobel Elie Wiesel. Il presidente della Repubblica ha conferito una medaglia d'oro al merito civile alla memoria della signora Emilia Marinelli Valori, che tra il 1938 e il 1945, a Meolo (Venezia) "rischiando la propria vita offrì sostegno alle forze partigiane e organizzò un'attività clandestina per dare ospitalità e assistenza a molti ebrei e ad altri perseguitati, che riuscì a sottrarre alla deportazione e alla morte". La medaglia è stata ritirata dal figlio, Giancarlo Elia Valori. Ai sopravvissuti nei campi di sterminio sono state conferite altre 80 medaglie.

      Questo ed altro in questa rassegna del conformismo della "colonia Italia":
      http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/27/dirette/giorno_della_memoria-2088480/

    1. Nellibus1985 27 gennaio 2010

      Appunto Cesare52, il confronto serve a questo. I revisionisti, non negazionisti (non è affatto la stessa cosa), vengano smentiti (cosa della quale non sono affatto certo) dopo un serio confronto, documenti e testimoninze alla mano, non con altezzose scrullate di spalle, come fanno moltissimi intellettuali che sposano la tesi ufficiale. Così facendo si sottraggono a una feconda ed utilissima discussione, cosa che, qualora siano in buona fede, mette a nudo la loro stupidità, mentre se fossero in malafede, non farebbero che celare furbescamente il vuoto su cui si basano i loro dogmi. E' così che si dovrebbe discutere, in qualsiasi campo, evitando di schierarsi fanaticamente d una parte o dall'altra. Si rifletta e si traggano le debite conclusioni, che la ragione in tasca non ce l'ha nessuno. Saluti.

    1. cesare52 27 gennaio 2010

      @Serafino. Lei naturalmente sa che esiste una legge, approvata formalmente anche dall'Italia che per esempio in Francia ed in Germania la porterebbe davanti ad un tribunale e poi in carcere per quello che lei ha appena scritto. Una consolazione lei ammette che forse qualche caso di ebreo ucciso magari proprio per la sua religione. Naturalmente secondo lei non ci fu nessun rastrellamento di ebrei, nessuna soluzione definitiva per gli ebrei. I lager non erano campi organizzati per sterminare o spremere fino alla morte la manodopera ebrea e non . Erano dei campeggi un po rudi ma maschi secondo lei. Mi permettera di credere piuttosto a Primo Levi ed al suo indmenticabile "Se questo è un uomo". Leggendolo si viene portati per mano in un viaggio all'interno del lager , comprese le selezioni delle SS: tu di qua tu di la. La parte sbagliata significava "passare per il cammino". Lui c'era e lo descrive. Ed io ci credo. Non si illudano i signori nazirevisionisti che mancandola memoria, morti gli internati, si possa dare un colpo di spugna. Non vi illudete questo non succederà.

    1. Nellibus1985 27 gennaio 2010

      Io la partecipazione umana la concedo a chiunque abbia sofferto, senza distinzioni di etnia. Quello che voglio sottolineare è il fatto che le persone che hanno subito sulla propria pelle quegli orrori sono defunte per la stragrande maggioranza, e il rispetto e la partecipazione umana non sono ereditari. Posso provare grande rispetto per le persone che ho indicato, in forza di ciò che hanno subito, non per i loro discendenti, che non hanno subito niente, anzi, tutti hanno sotto gli occhi le efferatezze che commettono giorno dopo giorno. Ciò significa che la seconda guerra mondiale è finita. Finita da sessantacinque anni. E dopo sessantacinque anni sarebbe ora che si cominciasse a parlare con serietà di ciò che è accaduto, non aggrapparsi al feticismo d'appartenenza, categoria rigorosamente religiosa. Facciamo luce sulle testimonianze, sui documenti e su tutto ciò che possa rendere giustizia a quella terribile fase del secolo breve. Finchè l'atteggiamento sarà invece questo, di ottuso e pregiudizievole rifiuto di prendere in considerazione le tesi e le prove fornite dai cosiddetti "revisionisti", rimarremo le pecore che siamo. Punire penalmente il revisionismo è un passo decisivo verso questa pericolosissima deriva, finalizzata a sacralizzare l'olocausto e ad inchiodare, di conseguenza, l'Europa all'eterno senso di colpa verso gli ebrei.

    1. Serafino 27 gennaio 2010

      Esimio cesare52, il Terzo Reich è storia passata e non saranno dei gruppetti di neonazisti a ricrearlo, non se lo dimentichi. Non esiste alcun "negazionista" che afferma che non ci sia stata alcuna vittima civile tra gli ebrei! Ce ne sono però parecchi che sostengono qualcosa di "leggermente" diverso, ovvero che non ci sia stato un solo ebreo giustiziato in quanto tale. Immagino che quest'ultima tesi abbia sicuramente qualche possibilità di essere falsificata, poiché qualche soldato esaltato che in preda ad una crisi mistico-meinkampfistica abbia deciso di "farsi giustizia contro l'odiato giudeo" da solo può tranquillamente esserci stato, come d'altro canto ritengo che le stragi di civili siano purtroppo una particolarità di pressoché tutti gli eserciti del mondo noto in ogni tempo. Tuttavia, per incolpare di ciò il Terzo Reich, bisognere trovare qualche ordine da esso scritto che autorizzasse la giustizia sommaria ai membri del proprio esercito o, ancora peggio, lo sterminio mediante gasazioni o fucilazioni di massa. Visto che immagino che lei abbia a disposizione prove e documentazioni in merito a tali autorizzazioni, non posso che augurarle sonni tranquilli e lunga vita alle sue idee!

    1. cesare52 27 gennaio 2010

      @Nellibus1985. Vede se uno si fa le domande giuste poi le risposte giuste vengono fuori. Anche se se si usano le parole giuste poi si capisce di più e non si mistifica. Per esempio ad Auschwitz non ci fu un incidente ferroviario in cui la gente soffrì e perse la vita. La peculiarità di Auschwitz fu che qualcuno, i nazisti, la vita la tolserò a qualcun altro : gli ebrei. E chi soffrì, e lei ha almeno la decenza di ricordarlo e volentieri gliene do atto, non soffrì fino alla morte tra sofferenze ed umiliazioni, per una calamità naturale ma per una serie di comportamenti codificati, studiati ed applicati secondo un protocollo minuzioso anche nei minimi particolari: la divisa a righe, la scodella, le adunate, le ispezioni etc etc. Non solo la morte ma anche il sadismo del trattamento. Vede a me ha colpito anche il suo "massimo rispetto " e partecipazione umana no? Perchè il massimo che concede è "massimo rispetto" a chi è stato rastrellato e fatto vivere in condizioni che se applicate al canile municipale della sua città lei sarebbe insieme ad altri lì davanti a protestare? Secondo me lei può fare di più. Per esempio considerare gli internati in un lager persone come lei e che non hanno fatto niente per meritarsi un trattamento simile, l'unica colpa è aver avuto una relizione ed una razza diversa. Confido che lei ci pensi e vada al di là della retorica, questa si facile e scontata del "massimo rispetto" e capisca che cosa vuol dire rastrellare e creare lager di sterminio per chi è inoffensivo ma ha una religone od una razza diversa dalla sua. E' questo è successo nel centro dell'Europa ed è stata organizzata e pianificata da uno Stato. Non è guardando a quello che è successo nell'ex Yugoslavia dove è ricomparsa la peste della puliza etnica ed i lager, o guardando a Gaza, che io paragono ad Hiroshima e Nagasaki, una cosa del passato ma è un mostro che quando può risorge. Ecco perchè "il dialogo con i negazionisti", lei saprà che la società degli storici rifiuta a costoro l'uso del termine "revisionisti", è una cosa indecente solo a nominarla. Basta guardare da che ambiti viene ilnegazionismo: dai neonazisti. Si guardi la biografia di costoro e si vedrà una sequeladi nomi che militano in vari gruppetti neonazi. Con qualche trasfuga di ex sinistro che viene usato come fiore all'occhiello ma il grosso posa su gruppetti ed organizzazioni naziste. Quale è il loro intento? Approfitando della crisi ideale, politica, sociale, economica portata dalla globalizzazione cercano una rivincità, e di risuscitare il Terzo reich. Tutto qui. Altro che revisionismo storico. C'è un signore anche qui che interviene a più non posso con le tesi naziste che non ha vuto neanche le parole di rispetto per i deportati ed uccisi nei lager, anzi nega che ci sia stato anche un solo morto, lo dice con tanto prosopopea e senza alcuna pietà. Non è stata una sorpresa apprendere che in una perquisizione recente a casa sua sono state trovate bandiera con la croce uncinata, bandiere della Decima Mas foto e ritratti di Hitler. Con questi figuri dovrebbe aprirsi il dibattito? A me pare indecente e complice solo ipotizzarlo. Le ricordo che un articolo fondamentale della nostra Costituzione, la prima loegge che si può definire le fondamenta del nostro Stato e della nostra convivenza civile dice "L'Italia è una Repubblica nata dalla Resistenza" gi proprio da quei partigiani che la Decima Mas impiccava con il fil di ferro o con i ganci da macellaio e li lasciava lì impedendone l epoltura e con un cartello che diceva "Ha osato alzare le armi contro la Decima Mas". Mai più il Terzo reich. Senza se e senza ma.

    1. eresiarca 27 gennaio 2010

      Questa manfrina dura finché dura, da noi, il dominio degli Usa.
      Faccio notare che la "religione dell'Olocausto" vige solo nei Paesi sottomessi all'America. Va da sé che tale parodia della religione stabilisce una sorta di "Principio invertito" attorno al quale tutta una pseudo civiltà viene fatta ruotare. Comunque, se ci si fa caso, ci si accorge che la "religione dell'Olocausto" si compone di una serie di elementi tratti dal Cattolicesimo e resi adatti alla parodia. Altrimenti non si spiegherebbero i silenzi - quelli sì! - della Chiesa sulla canea ebraica sui cosiddetti "silenzi di Pio XII".

    1. Nellibus1985 27 gennaio 2010

      Massimo rispetto per chi soffrì e perse la vita ad Auschwitz, ma questa retorica sulla Shoah sta diventando insopportabile. Ogni anno la stessa storia, le stesse prediche, le stesse banalità. Non è ponendo la Shoah in una dimensione trascendentale che si riuscirà ad evitare che qualcosa di simile ricapiti. Non è costruendo una nuova religione senza dio, come la definisce Costanzo Preve, che si riuscirà ad innescare dibattiti storici seri e decenti sulla questione. E' ora di ascoltare anche i cosiddetti "revisionisti", è ora di sottoporre ad indagine il materiale che consente loro di abbracciare un'ipotesi diversa da quella ufficiale. Finchè rimarremo inchiodati a questo tabù, e ci lasceremo intimorire dagli anatemi scagliati dal clero depositario dei dei dogmi di questo credo, non riusciremo mai ad elaborare una coscienza storica (che, per ovvi motivi, presuppone una conoscenza storica) da questo fatto, e continueremo a porci in una condizione di subalternità nei confronti della comunità ebraica.

    1. walterkurtz 27 gennaio 2010

      Proprio così purtroppo...

    1. Truman 27 gennaio 2010

      Nei forum:

      Giornata delle memoria di Civium libertas

      La giornata della memoria e l'ipocrisiadi Pietro Ancona

    1. AlbertoConti 27 gennaio 2010

      Ma no, dai, questo è un anno speciale, ogni anno lo è. Questo è l'anno dei muri attorno a Gaza, del perfezionamento di un embargo che fa del popolo palestinese un ghetto non meno significativo per sofferenza indiscriminata. Ricordiamo il presente, il passato prossimo e il passato remoto, che nell'insieme formano un imbuto dai contorni indefiniti, ma dalla conclusione molto chiara.

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