“MEGLIO LIBERO CHE IN BRASILE”

“MEGLIO LIBERO CHE IN BRASILE”

DI TOMMASO LABATE

ilriformista.it

Intervista a Sergio D’Elia: Battisti libero, criminale è il carcere italiano

«Lo Stato italiano è un delinquente abituale. Basta considerare che le nostre carceri sono strumenti di tortura». E «la nostra classe politica sta ragionando secondo la logica parabrigastista del “colpirne uno”, e cioè Cesare Battisti, per assolverne cento». Intervistato dal Riformista, l’ex deputato Sergio D’Elia, leader di Nessuno tocchi Caino, grida «onore a Lula».

L'intervista che Sergio D’Elia consegna al Riformista è di quelle destinate a lasciare un segno nel dibattito sulla mancata estradizione del pluriomicida Cesare Battisti. L’ex deputato radicale (fu segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera), con un passato remoto nell’organizzazione terroristica Prima linea (ha scontato 12 anni di carcere per l’assalto al carcere di Firenze in cui nel 1978 perse la vita un agente di polizia, anche se non era fisicamente presente) e un presente storico da leader dell’associazione Nessuno tocchi Caino, difende la scelta del Brasile di non consegnare all’Italia Battisti.

D’Elia, credo che lei stia andando oltre il «rispetto» della decisione del Brasile.

Non c’è dubbio che la scelta delle autorità di un paese democratico come il Brasile dev’essere rispettata. A questo si aggiunge il giudizio severo e condivisibile su come vengono amministrate la giustizia e le carceri in Italia.

Il suo giudizio qual è ?

L’Italia non ha l’autorità politica nazionale e internazionale per protestare con chicchessia. Un paese che è stato condannato decine di volte dalla giustizia europea per come gestisce carceri e tribunali non ha titoli per chiedere al Brasile la consegna di Battisti.

Un conto è la gestione delle carceri, altra cosa sono le condanne di Battisti, non trova
v

Guardiamo al numero di morti nelle carceri italiane, pensiamo al sovraffollamento di strutture che sono, di fatto, degli strumenti di tortura. Finire in galera in Italia è come essere condannati a morte. Per questo io dico che è meglio Battisti libero in Brasile che Battisti in una prigione italiana.

Messa così, le sua sembra la difesa di un pluriomicida

A me non interessa nulla di Battisti. A me interessa la difesa del «detenuto ignoto», non di quello noto. In un carcere italiano, Battisti rischia la vita.

È stato condannato, Battisti.

Secondo la Costituzione, il carcere serve a rieducare. E io sfido chiunque a sostenere che il Battisti di 35 anni fa sia lo stesso Battisti di oggi. Il Battisti del delitto non è lo stesso uomo della pena. Per cui, Costituzione alla mano, non dovrebbe andare in galera.

D’Elia, non pensa ai parenti delle vittime?

Le loro sono le uniche istanze sacrosante. Quelle dei vari La Russa, quelle della destra e della sinistra, sono ridicole. I parenti delle vittime, in realtà, sono stati traditi non da Battisti, ma dallo Stato italiano. E non ce l’ho col governo Berlusconi. Ma con cinquant’anni di un regime partitocratico che ha sottratto a questo Paese le leggi, le garanzie e i diritti. E che ha commesso delitti su delitti.

Ci faccia un esempio.

Questo è uno Stato che si è macchiato del sangue di molte stragi. Piazza della Loggia, Piazza Fontana, l’Italicus: quando non si trovano gli autori, la strage diventa automaticamente «strage di Stato». Parliamo di decine di vittime e di centinaia di parenti delle vittime, altro che dei delitti di Battisti.


Sergio D'Elia



Che cosa c’entra col caso Battisti tutto questo?



C’entra che tutti, adesso, urlano «in galera» all’indirizzo di Battisti soltanto per assolvere se stessi. Ripeto: tutti seguono la logica parabrigatista del colpirne uno per assolverne cento. I crimini commessi da Battisti sono orrendi. Ma un delinquente abituale come lo Stato italiano non ha i titoli per insegnare niente ha nessuno.



Tommaso Labate

Fonte: www.ilriformista.it/

Link: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/321657/

1.01.2011

via www.libreidee.org

Commenti (46)

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    1. mandal2010 2 gennaio 2011

      Concordo la tua analisi

    1. Tetris1917 2 gennaio 2011

      "i morti seppelliscono i vivi"

    1. castigo 2 gennaio 2011

      ranxerox:

      Non dar via del tuo, soprattutto evita la retorica da un tanto al kilo.

      ma vedi freguggin, questa non è retorica, sono FATTI.

      quanti politicanti hai visto cadere sotto i colpi di quei "rivoluzionari"???

      Danni ne sono stati fatti abbastanza.

      e questo ti autorizza a scrivere s....ciocchezze??

    1. ranxerox 2 gennaio 2011

      Non dar via del tuo, soprattutto evita la retorica da un tanto al kilo. Danni ne sono stati fatti abbastanza.

    1. castigo 2 gennaio 2011

      consulfin:

      posto parte di un commento inserito altrove (http://domani.arcoiris.tv/grazie-lula-e-arrivederci/?#comment-59573) per dire francamente che pena mi fa chi si attacca al caso Battisti come se non potesse respirare al solo pensiero che una persona (che, tra l’altro, ha cambiato vita) resti libera.

      benissimo allora vengo a casa tua, ti ammazzo, poi cambio vita e tutto si cancella. contento??? :-D

      Io vorrei sapere cosa pensano effettivamente quando sono davanti allo specchio o seduti sul vater. Possibile che l’arresto di un uomo possa portare gioia? In che modo? Cosa avrebbero in più il giorno dopo che Battisti fosse tradotto in carcere? E i “familiari delle vittime” starebbero meglio se si compisse una vendetta? Ringiovanirebbero? Guarirebbero? A quest’ultima domanda spero si risponda negativamente, altrimenti si potrebbe pensare che qualcuno può ammalare di rancore. Che orrore!

      vero, che orrore pensare di veder pagare l'assassino del padre!!

      no no, lasciamolo piuttosto libero, che serva di esempio alle generazioni future!!

      Qui aggiungo che il carcere, lungi dal far fronte a quelle belle promesse scritte perfino sulla nostra carta costituzionale, è luogo dell'annientamento, della coltivazione dell'abbrutimento. In carcere si entra uomini e si esce bruti. verrà il giorno in cui la collettività si farà carico dei danni enormi che sta provocando questa "istituzione"? O continueremo a scaricare la "monnezza" in quei luoghi dell'oblio?

      per carità, tutti fuori, e se ti stuprano la sorella, ti rapinano o ti ammazzano un parente non ti azzardare a fiatare.

      che poi magari potrebbero cambiare vita!!

      Che cosa vuol dire incarcerare qualcuno secondo gli scandalizzati dalla decisione di Lula? togliere di mezzo gli scarti della società? senza alcun accenno alla possibilità che quello scarto da qualcuno deve pur essere stato prodotto?

      è vero, poverino, è la "società" che ha prodotto questo scarto, povero, povero figliuolo......

    1. castigo 2 gennaio 2011

      ranxerox:

      Hey sbarbi, forse non lo sapete ma senza chi fa il lavoro sporco la rivoluzione resta virtuale. Ovvero le chiacchiere stanno a zero.Saluti ed auguri

      WOW, addirittura la "rivoluzione"!!!

      e dimmi un po', bel furbacchione, la rivoluzione la fai ammazzando la gente comune o i politicanti che sodomizzano la nazione??

    1. castigo 2 gennaio 2011

      Tao:

      E chi sarebbero questi che combattono per le giuste cause secondo te? I vari D'Elia, Battisti e compagnia cantante non sembrano essere degli eroi no?

      infatti sono solo dei poveretti che non meriterebbero nemmeno un briciolo di attenzione, non fosse che hanno ammazzato persone che non c'entravano nulla, e mai il politicante di turno.... che mistero misterioso....

      O ti senti difeso e protetto da questi personaggi?

      francamente non si capisce a quale post tu stia rispondendo, nonostante sia in coda al mio......

      Il paragone delle carceri italiane con quelle brasiliane poi supera di alcuni anni luce il ridicolo, forse non conosci molto della storia del brasile.

      quindi??

      La minaccia finale poi... ma chi sei il giustiziere della notte?

      forse tu preferisci vederti preso per i fondelli da un assassino che, sorridente, vive una vita che tuo padre non può più vivere.

      ma probabilmente per le "persone" come te giustizia è solo una parola....

      Fatte 'n'artra biretta và che è mejo.

      credo proprio che lo farò.

      tu invece è meglio se smetti :-D

    1. NerOscuro 2 gennaio 2011

      D'Elia sembra non capire la differenza che c'è tra legge, istituzioni, costituzione e pratica, inoltre usa degli artifici dialettici degni degli scolari delle medie.
      Infatti, anziché preoccuparsi di sostenere, se possibile, una difesa di Battisti attacca lo "Stato" italiano e le stragi commesse dai servizi segreti. Un'affermazione stoltissima in bocca ad uno che è deputato. Primo perché è deputato e allora fa parte della combriccola criminale che sta additando come "Stato", secondo perché accusare lo "Stato" di fare delle stragi è una cosa grave e per serietà dovrebbe circostanziare (non è un privato cittadino e non si trova al bar sotto casa sua).

      Tutta la tirata sulle carceri italiane è ancora peggio. Per D'Elia il carcere sembra che debba essere un luogo di villeggiatura. No, il carcere è prima tutto un luogo dove si separano i delinquenti passati in giudizio dalla gente comune e probabilmente la loro salute importa solo dopo che sono stati messi in condizione di non nuocere. D'Elia dovrebbe farsi un giretto al Carcere dei Piombi a Venezia per vedere com'era un vero trattamento disumano e lì sono stati davvero imprigionati intellettuali e studiosi controversi per le loro idee, non dei terroristi come Battisti.

      Si tocca il fondo quando dice che:

      Secondo la Costituzione, il carcere serve a rieducare. E io sfido chiunque a sostenere che il Battisti di 35 anni fa sia lo stesso Battisti di oggi. Il Battisti del delitto non è lo stesso uomo della pena. Per cui, Costituzione alla mano, non dovrebbe andare in galera.

      A parte che D'Elia, l'ex terrorista, si accorge ora della Costituzione garantista, ma da quando in qua un crimine come l'omicidio è prescrivibile secondo le leggi italiane in accordo con la sua amata Costituzione? Inoltre cosa significa che una persona passati 35 anni non è più la stessa? Secondo quale parametro? L'età!? Beh, per uno che ha cominciato a delinquere a 18 anni, si vede dai successivi anni di rapine, omicidi e latitanza la volontà di cambiamento. Se poi bastassero gli anni che passano (da latitante per lui) per rendere "diversa" una persona, allora chiunque può essere diverso in qualche misura anche il giorno dopo. Mi pare che D'Elia abbia molte idee, ma ben confuse.

    1. IVANOE 2 gennaio 2011

      Senza difendere delitti e reati che ogni persona di buon senso deve assolutamente condannare e chiedere che venga fatta giistizia..ma proprio questo governo parla ? Proprio questo parlamento abusivo deve pontificare ?
      Ma quelli che stanno oggi al governo cosa hanno fatto quando il argentina il regime militare massacrava anche i nostri confratelli ? E zorzi che fine ha fatto ? kappler ? E non ultimo i bravi ex ragazzi dei NAR assunti dal sindaco di Roma.... e allora SILENZIO PER FAVORE !!!
      Un omicidio è un omicidio da qualsiasi parte venga fatto...ma farlo in modo gratuito come spesso hanno fatto le ideologie di destra è ancora peggio....
      RIPETO CHE SI FACCIA SILENZIO E SI LASCI ALLA STORIA GIUDICARE I VERI COLPEVOLI !!!

    1. consulfin 2 gennaio 2011

      impegnato a scrivere il mio commento, solo ora vedo il tuo: purtroppo tempo siano parole al vento.

    1. consulfin 2 gennaio 2011

      posto parte di un commento inserito altrove (http://domani.arcoiris.tv/grazie-lula-e-arrivederci/?#comment-59573) per dire francamente che

      pena mi fa chi si attacca al caso Battisti come se non potesse respirare al solo pensiero che una persona (che, tra l’altro, ha cambiato vita) resti libera. Io vorrei sapere cosa pensano effettivamente quando sono davanti allo specchio o seduti sul vater. Possibile che l’arresto di un uomo possa portare gioia? In che modo? Cosa avrebbero in più il giorno dopo che Battisti fosse tradotto in carcere? E i “familiari delle vittime” starebbero meglio se si compisse una vendetta? Ringiovanirebbero? Guarirebbero? A quest’ultima domanda spero si risponda negativamente, altrimenti si potrebbe pensare che qualcuno può ammalare di rancore. Che orrore!

      Qui aggiungo che il carcere, lungi dal far fronte a quelle belle promesse scritte perfino sulla nostra carta costituzionale, è luogo dell'annientamento, della coltivazione dell'abbrutimento. In carcere si entra uomini e si esce bruti. verrà il giorno in cui la collettività si farà carico dei danni enormi che sta provocando questa "istituzione"? O continueremo a scaricare la "monnezza" in quei luoghi dell'oblio?

      Che cosa vuol dire incarcerare qualcuno secondo gli scandalizzati dalla decisione di Lula? togliere di mezzo gli scarti della società? senza alcun accenno alla possibilità che quello scarto da qualcuno deve pur essere stato prodotto?

      Questa mancanza di riflessione mi sembra si riscontri non solo sul carcere ma su parecchi altri temi: la maternità (i padroni guardano con orrore all'assunzione di una donna in età fertile, e come se loro fossero nati sotto un cavolo, vogliono trovare continuamente forza lavoro senza che nessuno tra i propri dipendenti la produca); il lavoro (occorre lavorare per lavorare, mica per stare meglio e soddisfare più bisogni. L'occhio è rivolto al PIL attuale e non si vede la trave che a lungo termine fa danni colossali); le malattie psichiatriche (farmaci sedativi, e la società "dei sani" può vivere tranquilla)... Mi fermo perché altrimenti vomito.

    1. ranxerox 2 gennaio 2011

      Hey sbarbi, forse non lo sapete ma senza chi fa il lavoro sporco la rivoluzione resta virtuale. Ovvero le chiacchiere stanno a zero.Saluti ed auguri

    1. lucamartinelli 2 gennaio 2011

      proviamo a ragionare, cari amici, stando al di sopra delle parti. nemmeno a me interessa di Battisti. Interessa molto invece come è stato condannato, violando qualsiasi diritto e buon senso. credo che basti ricordare che fu accusato di due omicidi commessi alla stessa ora dello stesso giorno in due citta' diverse. Se non fosse tragico ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Lo stato non esercitava il diritto ma perseguitava. Lo stesso stato assassino di cittadini innocenti, da Valpreda a Pinelli. Per condannare Battisti lo stato credette ai pentiti senza riscontri. Che strano fenomeno quello dei pentiti. Se un pentito accusa un potente è un calunniatore. Se accusa un presunto terrorista che appartiene al popolo viene creduto ciecamente. Spero di essere stato chiaro amici: il problema non è Battisti ma lo stato e la sua giustizia di classe. Vorrei infine rivolgere un appello agli amici che hanno commentato l'articolo denigrando D'Elia. Occorreva controbattere con argomenti e non denigrando il personaggio. Vi siete accorti che avete fatto come i berlusconiani? Non controbattono mai ma offendono sempre. Non è il modo corretto. Grazie.

    1. bstrnt 2 gennaio 2011

      Basta rinchiudere nelle carceri italiane per qualche decennio i 950 quisling, da 20000 € mensili, che ci umiliano e ci svendono ogni giorno ai poteri forti internazionali con l'accusa di alto tradimento.
      Il cambiamento di quanto da te enunciato, sarebbe immediato.
      Per esempio in carcere non vanno tenuti quelli implicati in reati minori, quelli che eludono le nuove frontiere del proibizionismo stigmatizzate da fior di intellettuali al par di Giovanardi o della Binetti, quelli che dissentono in maniera incisiva dal pensiero unico, quelli da tempo immemorabile in attesa di giudizio e quelli che sono dentro perché condannati con molta leggerezza "giudice" che poi non è tenuto a rispondere del proprio operato; credo che se un minimo di onestà intellettuale fosse applicata dai politicanti di questo paese le carceri sarebbero decisamente meno affollate e non sarebbero strumento di tortura per i soliti sfigati.
      Prova poi a vedere se quelli che definisco "culattoni di regime", qualora per qualche ragione essere portati a provare le patrie galere, se la loro libertà viene limitata in celle di 8 metri quadrati affollate da 6 persone.

      Troppo facile ergersi a giudici e pontificare sulle altrui manchevolezze quando reati e colpe ben più gravi sono nel DNA del nostro stato.

      Non si richiede nessun stravolgimento come paventato nel tuo intervento, solo un utilizzo più appropriato di un minimo di intelligenza.

    1. delerio85 2 gennaio 2011

      che tristezza.e che tristezza sentire questo paraculo affermare queste cose.
      uno che prima ha dichiarato guerra allo stato, e poi dopo che lo stato lo ha perdonato (ricordiamoci che la prima condanna a D'Elia prevedeva l'interdizione dai pubblici uffici,condanna poi revocata) ha iniziato la carriera politica appoggiato da quei fasulli dei radicali (ricordiamoci che la cara e dolce Emma Bonino ha partecipato a una riunione della fortunata serie Bildeberg), è stato eletto (!!!) ed è campato a lungo con un profumato stipendio pagato dai cittadini italiani tutti.e ora torna sulle sue orme difendendo la libertà di un pluriomicida.della serie il lupo perde il pelo ma non il vizio. che nervoso!!!ora mi tocca andare a correre al parco per smaltire tutta sta bile. spero solo per D'Elia che le nostre strade non si incrocino mai in qualche vicolo buio

    1. Tao 2 gennaio 2011

      E chi sarebbero questi che combattono per le giuste cause secondo te? I vari D'Elia, Battisti e compagnia cantante non sembrano essere degli eroi no? O ti senti difeso e protetto da questi personaggi? Il paragone delle carceri italiane con quelle brasiliane poi supera di alcuni anni luce il ridicolo, forse non conosci molto della storia del brasile. La minaccia finale poi... ma chi sei il giustiziere della notte? Fatte 'n'artra biretta và che è mejo.

      ario

    1. delerio85 2 gennaio 2011

      magari Torreggiani ci andrebbe pure a prenderlo, se non fosse sulla sedia a rotelle proprio per l'omicidio del padre,a cui Battisti collaborò.

    1. bstrnt 2 gennaio 2011

      Non credo proprio, l'analisi di Sergio D'Elia è ineccepibile!
      L'Italia è una colonia USA dove gli omicidi e le stragi di stato si sono ripetuti un'infinità di volte, magari in ossequio all'infame trattato del dopo guerra.
      Per inciso sarebbero anche ricordare i 21 morti del Cermis passati praticamente sotto un'acquiescenza di stato da dare i brividi per l'assoluta mancanza di dignità.
      Non capisco l'esasperazione del caso Battisti, quando centinaia di casi ben più eclatanti sono passati praticamente sotto silenzio.
      Le carceri in Italia sono poi veri strumenti di tortura indegni di una nazione minimamente civile nelle quali, guarda caso, vanno a finire solamente certe classi di persone, mai gli eunuchi del potere.
      Non so se Lula abbia tenuto conto di queste valutazioni, ma io avrei fatto esattamente come lui!

    1. mystes 2 gennaio 2011

      Le ragioni per cui Lula ha atteso il 31 dicembre per non estradare Battisti sono sostanzialmente due, come ha rivelato la stampa brasiliana:
      1) non pregiudicare l'elezione a Presidente della sua "cocca" Dilma: infatti, se avesse disatteso la sentenza del STF l'opposizione se ne sarebbe servito per impedire l'elezione di Dilma e forse ci sarebbe riuscita;
      2) concedendo l'estradizione sei mesi fa e contrariando la sentenza del STF avrebbe rischiato l'impecheament. Mica fesso Lula!....
      Si è guardato gli affari suoi fottendosene altamente dell'Italia.

    1. radisol 2 gennaio 2011

      Riproponiamo un articolo di Carmillaonline dove si ripercorrono tutte le contraddizioni e le ambuiguità delle condanne e dei processi avvenuti contro Battisti fra pentiti smentiti e sentenze "politiche". red. ...........
      http://www.senzasoste.it/internazionale/caso-battisti-ecco-perche-lula-nega-lestradizione-i-dubbi-su-processi-e-condanne

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