Home / ComeDonChisciotte / “MEGLIO LIBERO CHE IN BRASILE”

“MEGLIO LIBERO CHE IN BRASILE”

DI TOMMASO LABATE
ilriformista.it

Intervista a Sergio D’Elia: Battisti libero, criminale è il carcere italiano

«Lo Stato italiano è un delinquente abituale. Basta considerare che le nostre carceri sono strumenti di tortura». E «la nostra classe politica sta ragionando secondo la logica parabrigastista del “colpirne uno”, e cioè Cesare Battisti, per assolverne cento». Intervistato dal Riformista, l’ex deputato Sergio D’Elia, leader di Nessuno tocchi Caino, grida «onore a Lula».

L’intervista che Sergio D’Elia consegna al Riformista è di quelle destinate a lasciare un segno nel dibattito sulla mancata estradizione del pluriomicida Cesare Battisti. L’ex deputato radicale (fu segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera), con un passato remoto nell’organizzazione terroristica Prima linea (ha scontato 12 anni di carcere per l’assalto al carcere di Firenze in cui nel 1978 perse la vita un agente di polizia, anche se non era fisicamente presente) e un presente storico da leader dell’associazione Nessuno tocchi Caino, difende la scelta del Brasile di non consegnare all’Italia Battisti.

D’Elia, credo che lei stia andando oltre il «rispetto» della decisione del Brasile.

Non c’è dubbio che la scelta delle autorità di un paese democratico come il Brasile dev’essere rispettata. A questo si aggiunge il giudizio severo e condivisibile su come vengono amministrate la giustizia e le carceri in Italia.

Il suo giudizio qual è ?

L’Italia non ha l’autorità politica nazionale e internazionale per protestare con chicchessia. Un paese che è stato condannato decine di volte dalla giustizia europea per come gestisce carceri e tribunali non ha titoli per chiedere al Brasile la consegna di Battisti.

Un conto è la gestione delle carceri, altra cosa sono le condanne di Battisti, non trova
v

Guardiamo al numero di morti nelle carceri italiane, pensiamo al sovraffollamento di strutture che sono, di fatto, degli strumenti di tortura. Finire in galera in Italia è come essere condannati a morte. Per questo io dico che è meglio Battisti libero in Brasile che Battisti in una prigione italiana.

Messa così, le sua sembra la difesa di un pluriomicida

A me non interessa nulla di Battisti. A me interessa la difesa del «detenuto ignoto», non di quello noto. In un carcere italiano, Battisti rischia la vita.

È stato condannato, Battisti.

Secondo la Costituzione, il carcere serve a rieducare. E io sfido chiunque a sostenere che il Battisti di 35 anni fa sia lo stesso Battisti di oggi. Il Battisti del delitto non è lo stesso uomo della pena. Per cui, Costituzione alla mano, non dovrebbe andare in galera.

D’Elia, non pensa ai parenti delle vittime?

Le loro sono le uniche istanze sacrosante. Quelle dei vari La Russa, quelle della destra e della sinistra, sono ridicole. I parenti delle vittime, in realtà, sono stati traditi non da Battisti, ma dallo Stato italiano. E non ce l’ho col governo Berlusconi. Ma con cinquant’anni di un regime partitocratico che ha sottratto a questo Paese le leggi, le garanzie e i diritti. E che ha commesso delitti su delitti.

Ci faccia un esempio.

Questo è uno Stato che si è macchiato del sangue di molte stragi. Piazza della Loggia, Piazza Fontana, l’Italicus: quando non si trovano gli autori, la strage diventa automaticamente «strage di Stato». Parliamo di decine di vittime e di centinaia di parenti delle vittime, altro che dei delitti di Battisti.

Sergio D’Elia

Che cosa c’entra col caso Battisti tutto questo?

C’entra che tutti, adesso, urlano «in galera» all’indirizzo di Battisti soltanto per assolvere se stessi. Ripeto: tutti seguono la logica parabrigatista del colpirne uno per assolverne cento. I crimini commessi da Battisti sono orrendi. Ma un delinquente abituale come lo Stato italiano non ha i titoli per insegnare niente ha nessuno.

Tommaso Labate
Fonte: www.ilriformista.it/
Link: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/321657/
1.01.2011

via www.libreidee.org

Pubblicato da Davide

  • Fabriizio

    che dire ?

    i politici aiutano i politici

    i medici aiutano i medici

    e gli ex brigatisti, gli ex brigatisti …

  • francefar

    D’elia, te lo dico con un eufemismo.. vai a svuotarti l’intestino.

  • federasta

    chi mi spiega le possibili ragioni x le quali il Brasile si tiene stretto stretto Battisti?

  • castigo

    per i parenti delle vittime: andatevelo a prendere.
    nel democratico brasile la vita umana vale molto poco, se avete ancora un briciolo di dignità andatevelo a prendere.
    aspettare l’elemosina dello “stato” italiano ed i giochetti della diplomazia serve solo a macerare nel dolore, oltre che a farsi prendere per il culo da politicanti che sfruttano la questione solamente per fare un po’ di vetrina.
    d’altronde non erano forse i vari battisti e battistini che nelle piazze urlavano: chi genera lutto verrà distrutto???

    quanto al “signor” d’elia commento solo questa frase:

    Questo è uno Stato che si è macchiato del sangue di molte stragi. Piazza della Loggia, Piazza Fontana, l’Italicus: quando non si trovano gli autori, la strage diventa automaticamente «strage di Stato». Parliamo di decine di vittime e di centinaia di parenti delle vittime, altro che dei delitti di Battisti.

    tu, con i tuoi amichetti scemi, sei stato strumento di questa strategia.
    sarebbe forse meglio se la lingua, anziché usarla per pontificare in questo modo, la utilizzassi per pulirti il posteriore…..

  • dana74

    lo stato italiano uccide?
    Vero, fa da sicario per conto terzi.
    Nelle carceri si muore?
    Accade, che facciamo allora bruciamo il codice penale e chiudiamo per sempre le carceri?

  • thefabrix

    si

  • radisol

    Riproponiamo un articolo di Carmillaonline dove si ripercorrono tutte le contraddizioni e le ambuiguità delle condanne e dei processi avvenuti contro Battisti fra pentiti smentiti e sentenze “politiche”. red. ………..
    http://www.senzasoste.it/internazionale/caso-battisti-ecco-perche-lula-nega-lestradizione-i-dubbi-su-processi-e-condanne

  • mystes

    Le ragioni per cui Lula ha atteso il 31 dicembre per non estradare Battisti sono sostanzialmente due, come ha rivelato la stampa brasiliana:
    1) non pregiudicare l’elezione a Presidente della sua “cocca” Dilma: infatti, se avesse disatteso la sentenza del STF l’opposizione se ne sarebbe servito per impedire l’elezione di Dilma e forse ci sarebbe riuscita;
    2) concedendo l’estradizione sei mesi fa e contrariando la sentenza del STF avrebbe rischiato l’impecheament. Mica fesso Lula!….
    Si è guardato gli affari suoi fottendosene altamente dell’Italia.

  • bstrnt

    Non credo proprio, l’analisi di Sergio D’Elia è ineccepibile!
    L’Italia è una colonia USA dove gli omicidi e le stragi di stato si sono ripetuti un’infinità di volte, magari in ossequio all’infame trattato del dopo guerra.
    Per inciso sarebbero anche ricordare i 21 morti del Cermis passati praticamente sotto un’acquiescenza di stato da dare i brividi per l’assoluta mancanza di dignità.
    Non capisco l’esasperazione del caso Battisti, quando centinaia di casi ben più eclatanti sono passati praticamente sotto silenzio.
    Le carceri in Italia sono poi veri strumenti di tortura indegni di una nazione minimamente civile nelle quali, guarda caso, vanno a finire solamente certe classi di persone, mai gli eunuchi del potere.
    Non so se Lula abbia tenuto conto di queste valutazioni, ma io avrei fatto esattamente come lui!

  • delerio85

    magari Torreggiani ci andrebbe pure a prenderlo, se non fosse sulla sedia a rotelle proprio per l’omicidio del padre,a cui Battisti collaborò.

  • Tao

    E chi sarebbero questi che combattono per le giuste cause secondo te? I vari D’Elia, Battisti e compagnia cantante non sembrano essere degli eroi no? O ti senti difeso e protetto da questi personaggi? Il paragone delle carceri italiane con quelle brasiliane poi supera di alcuni anni luce il ridicolo, forse non conosci molto della storia del brasile. La minaccia finale poi… ma chi sei il giustiziere della notte? Fatte ‘n’artra biretta và che è mejo.
    ario

  • delerio85

    che tristezza.e che tristezza sentire questo paraculo affermare queste cose.
    uno che prima ha dichiarato guerra allo stato, e poi dopo che lo stato lo ha perdonato (ricordiamoci che la prima condanna a D’Elia prevedeva l’interdizione dai pubblici uffici,condanna poi revocata) ha iniziato la carriera politica appoggiato da quei fasulli dei radicali (ricordiamoci che la cara e dolce Emma Bonino ha partecipato a una riunione della fortunata serie Bildeberg), è stato eletto (!!!) ed è campato a lungo con un profumato stipendio pagato dai cittadini italiani tutti.e ora torna sulle sue orme difendendo la libertà di un pluriomicida.della serie il lupo perde il pelo ma non il vizio. che nervoso!!!ora mi tocca andare a correre al parco per smaltire tutta sta bile. spero solo per D’Elia che le nostre strade non si incrocino mai in qualche vicolo buio

  • bstrnt

    Basta rinchiudere nelle carceri italiane per qualche decennio i 950 quisling, da 20000 € mensili, che ci umiliano e ci svendono ogni giorno ai poteri forti internazionali con l’accusa di alto tradimento.
    Il cambiamento di quanto da te enunciato, sarebbe immediato.
    Per esempio in carcere non vanno tenuti quelli implicati in reati minori, quelli che eludono le nuove frontiere del proibizionismo stigmatizzate da fior di intellettuali al par di Giovanardi o della Binetti, quelli che dissentono in maniera incisiva dal pensiero unico, quelli da tempo immemorabile in attesa di giudizio e quelli che sono dentro perché condannati con molta leggerezza “giudice” che poi non è tenuto a rispondere del proprio operato; credo che se un minimo di onestà intellettuale fosse applicata dai politicanti di questo paese le carceri sarebbero decisamente meno affollate e non sarebbero strumento di tortura per i soliti sfigati.
    Prova poi a vedere se quelli che definisco “culattoni di regime”, qualora per qualche ragione essere portati a provare le patrie galere, se la loro libertà viene limitata in celle di 8 metri quadrati affollate da 6 persone.

    Troppo facile ergersi a giudici e pontificare sulle altrui manchevolezze quando reati e colpe ben più gravi sono nel DNA del nostro stato.

    Non si richiede nessun stravolgimento come paventato nel tuo intervento, solo un utilizzo più appropriato di un minimo di intelligenza.

  • lucamartinelli

    proviamo a ragionare, cari amici, stando al di sopra delle parti. nemmeno a me interessa di Battisti. Interessa molto invece come è stato condannato, violando qualsiasi diritto e buon senso. credo che basti ricordare che fu accusato di due omicidi commessi alla stessa ora dello stesso giorno in due citta’ diverse. Se non fosse tragico ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Lo stato non esercitava il diritto ma perseguitava. Lo stesso stato assassino di cittadini innocenti, da Valpreda a Pinelli. Per condannare Battisti lo stato credette ai pentiti senza riscontri. Che strano fenomeno quello dei pentiti. Se un pentito accusa un potente è un calunniatore. Se accusa un presunto terrorista che appartiene al popolo viene creduto ciecamente. Spero di essere stato chiaro amici: il problema non è Battisti ma lo stato e la sua giustizia di classe. Vorrei infine rivolgere un appello agli amici che hanno commentato l’articolo denigrando D’Elia. Occorreva controbattere con argomenti e non denigrando il personaggio. Vi siete accorti che avete fatto come i berlusconiani? Non controbattono mai ma offendono sempre. Non è il modo corretto. Grazie.

  • ranxerox

    Hey sbarbi, forse non lo sapete ma senza chi fa il lavoro sporco la rivoluzione resta virtuale. Ovvero le chiacchiere stanno a zero.Saluti ed auguri

  • consulfin

    posto parte di un commento inserito altrove (http://domani.arcoiris.tv/grazie-lula-e-arrivederci/?#comment-59573) per dire francamente che
    pena mi fa chi si attacca al caso Battisti come se non potesse respirare al solo pensiero che una persona (che, tra l’altro, ha cambiato vita) resti libera. Io vorrei sapere cosa pensano effettivamente quando sono davanti allo specchio o seduti sul vater. Possibile che l’arresto di un uomo possa portare gioia? In che modo? Cosa avrebbero in più il giorno dopo che Battisti fosse tradotto in carcere? E i “familiari delle vittime” starebbero meglio se si compisse una vendetta? Ringiovanirebbero? Guarirebbero? A quest’ultima domanda spero si risponda negativamente, altrimenti si potrebbe pensare che qualcuno può ammalare di rancore. Che orrore!
    Qui aggiungo che il carcere, lungi dal far fronte a quelle belle promesse scritte perfino sulla nostra carta costituzionale, è luogo dell’annientamento, della coltivazione dell’abbrutimento. In carcere si entra uomini e si esce bruti. verrà il giorno in cui la collettività si farà carico dei danni enormi che sta provocando questa “istituzione”? O continueremo a scaricare la “monnezza” in quei luoghi dell’oblio?
    Che cosa vuol dire incarcerare qualcuno secondo gli scandalizzati dalla decisione di Lula? togliere di mezzo gli scarti della società? senza alcun accenno alla possibilità che quello scarto da qualcuno deve pur essere stato prodotto?
    Questa mancanza di riflessione mi sembra si riscontri non solo sul carcere ma su parecchi altri temi: la maternità (i padroni guardano con orrore all’assunzione di una donna in età fertile, e come se loro fossero nati sotto un cavolo, vogliono trovare continuamente forza lavoro senza che nessuno tra i propri dipendenti la produca); il lavoro (occorre lavorare per lavorare, mica per stare meglio e soddisfare più bisogni. L’occhio è rivolto al PIL attuale e non si vede la trave che a lungo termine fa danni colossali); le malattie psichiatriche (farmaci sedativi, e la società “dei sani” può vivere tranquilla)… Mi fermo perché altrimenti vomito.

  • consulfin

    impegnato a scrivere il mio commento, solo ora vedo il tuo: purtroppo tempo siano parole al vento.

  • IVANOE

    Senza difendere delitti e reati che ogni persona di buon senso deve assolutamente condannare e chiedere che venga fatta giistizia..ma proprio questo governo parla ? Proprio questo parlamento abusivo deve pontificare ?
    Ma quelli che stanno oggi al governo cosa hanno fatto quando il argentina il regime militare massacrava anche i nostri confratelli ? E zorzi che fine ha fatto ? kappler ? E non ultimo i bravi ex ragazzi dei NAR assunti dal sindaco di Roma…. e allora SILENZIO PER FAVORE !!!
    Un omicidio è un omicidio da qualsiasi parte venga fatto…ma farlo in modo gratuito come spesso hanno fatto le ideologie di destra è ancora peggio….
    RIPETO CHE SI FACCIA SILENZIO E SI LASCI ALLA STORIA GIUDICARE I VERI COLPEVOLI !!!

  • NerOscuro

    D’Elia sembra non capire la differenza che c’è tra legge, istituzioni, costituzione e pratica, inoltre usa degli artifici dialettici degni degli scolari delle medie.
    Infatti, anziché preoccuparsi di sostenere, se possibile, una difesa di Battisti attacca lo “Stato” italiano e le stragi commesse dai servizi segreti. Un’affermazione stoltissima in bocca ad uno che è deputato. Primo perché è deputato e allora fa parte della combriccola criminale che sta additando come “Stato”, secondo perché accusare lo “Stato” di fare delle stragi è una cosa grave e per serietà dovrebbe circostanziare (non è un privato cittadino e non si trova al bar sotto casa sua).
    Tutta la tirata sulle carceri italiane è ancora peggio. Per D’Elia il carcere sembra che debba essere un luogo di villeggiatura. No, il carcere è prima tutto un luogo dove si separano i delinquenti passati in giudizio dalla gente comune e probabilmente la loro salute importa solo dopo che sono stati messi in condizione di non nuocere. D’Elia dovrebbe farsi un giretto al Carcere dei Piombi a Venezia per vedere com’era un vero trattamento disumano e lì sono stati davvero imprigionati intellettuali e studiosi controversi per le loro idee, non dei terroristi come Battisti.
    Si tocca il fondo quando dice che:

    Secondo la Costituzione, il carcere serve a rieducare. E io sfido chiunque a sostenere che il Battisti di 35 anni fa sia lo stesso Battisti di oggi. Il Battisti del delitto non è lo stesso uomo della pena. Per cui, Costituzione alla mano, non dovrebbe andare in galera.

    A parte che D’Elia, l’ex terrorista, si accorge ora della Costituzione garantista, ma da quando in qua un crimine come l’omicidio è prescrivibile secondo le leggi italiane in accordo con la sua amata Costituzione? Inoltre cosa significa che una persona passati 35 anni non è più la stessa? Secondo quale parametro? L’età!? Beh, per uno che ha cominciato a delinquere a 18 anni, si vede dai successivi anni di rapine, omicidi e latitanza la volontà di cambiamento. Se poi bastassero gli anni che passano (da latitante per lui) per rendere “diversa” una persona, allora chiunque può essere diverso in qualche misura anche il giorno dopo. Mi pare che D’Elia abbia molte idee, ma ben confuse.

  • castigo

    Tao:

    E chi sarebbero questi che combattono per le giuste cause secondo te? I vari D’Elia, Battisti e compagnia cantante non sembrano essere degli eroi no?

    infatti sono solo dei poveretti che non meriterebbero nemmeno un briciolo di attenzione, non fosse che hanno ammazzato persone che non c’entravano nulla, e mai il politicante di turno…. che mistero misterioso….

    O ti senti difeso e protetto da questi personaggi?

    francamente non si capisce a quale post tu stia rispondendo, nonostante sia in coda al mio……

    Il paragone delle carceri italiane con quelle brasiliane poi supera di alcuni anni luce il ridicolo, forse non conosci molto della storia del brasile.

    quindi??

    La minaccia finale poi… ma chi sei il giustiziere della notte?

    forse tu preferisci vederti preso per i fondelli da un assassino che, sorridente, vive una vita che tuo padre non può più vivere.
    ma probabilmente per le “persone” come te giustizia è solo una parola….

    Fatte ‘n’artra biretta và che è mejo.

    credo proprio che lo farò.
    tu invece è meglio se smetti 😀

  • castigo

    ranxerox:

    Hey sbarbi, forse non lo sapete ma senza chi fa il lavoro sporco la rivoluzione resta virtuale. Ovvero le chiacchiere stanno a zero.Saluti ed auguri

    WOW, addirittura la “rivoluzione”!!!
    e dimmi un po’, bel furbacchione, la rivoluzione la fai ammazzando la gente comune o i politicanti che sodomizzano la nazione??

  • castigo

    consulfin:

    posto parte di un commento inserito altrove (http://domani.arcoiris.tv/grazie-lula-e-arrivederci/?#comment-59573) per dire francamente che
    pena mi fa chi si attacca al caso Battisti come se non potesse respirare al solo pensiero che una persona (che, tra l’altro, ha cambiato vita) resti libera.

    benissimo allora vengo a casa tua, ti ammazzo, poi cambio vita e tutto si cancella. contento??? 😀

    Io vorrei sapere cosa pensano effettivamente quando sono davanti allo specchio o seduti sul vater. Possibile che l’arresto di un uomo possa portare gioia? In che modo? Cosa avrebbero in più il giorno dopo che Battisti fosse tradotto in carcere? E i “familiari delle vittime” starebbero meglio se si compisse una vendetta? Ringiovanirebbero? Guarirebbero? A quest’ultima domanda spero si risponda negativamente, altrimenti si potrebbe pensare che qualcuno può ammalare di rancore. Che orrore!

    vero, che orrore pensare di veder pagare l’assassino del padre!!
    no no, lasciamolo piuttosto libero, che serva di esempio alle generazioni future!!

    Qui aggiungo che il carcere, lungi dal far fronte a quelle belle promesse scritte perfino sulla nostra carta costituzionale, è luogo dell’annientamento, della coltivazione dell’abbrutimento. In carcere si entra uomini e si esce bruti. verrà il giorno in cui la collettività si farà carico dei danni enormi che sta provocando questa “istituzione”? O continueremo a scaricare la “monnezza” in quei luoghi dell’oblio?

    per carità, tutti fuori, e se ti stuprano la sorella, ti rapinano o ti ammazzano un parente non ti azzardare a fiatare.
    che poi magari potrebbero cambiare vita!!

    Che cosa vuol dire incarcerare qualcuno secondo gli scandalizzati dalla decisione di Lula? togliere di mezzo gli scarti della società? senza alcun accenno alla possibilità che quello scarto da qualcuno deve pur essere stato prodotto?

    è vero, poverino, è la “società” che ha prodotto questo scarto, povero, povero figliuolo……

  • ranxerox

    Non dar via del tuo, soprattutto evita la retorica da un tanto al kilo. Danni ne sono stati fatti abbastanza.

  • castigo

    ranxerox:

    Non dar via del tuo, soprattutto evita la retorica da un tanto al kilo.

    ma vedi freguggin, questa non è retorica, sono FATTI.
    quanti politicanti hai visto cadere sotto i colpi di quei “rivoluzionari”???

    Danni ne sono stati fatti abbastanza.

    e questo ti autorizza a scrivere s….ciocchezze??

  • Tetris1917

    “i morti seppelliscono i vivi”

  • mandal2010

    Concordo la tua analisi

  • Rossa_primavera

    Come sempre avviene in chi e’ di matrice ideologica vetero marxista,
    si comincia il ragionamento ribaltando completamente i termini del
    problema:lo Stato italiano e’ delinquente.Caro d’Elia il vero delinquente
    con sentenza passata in giudicato e’ Cesare Battisti ed e’ una vergogna
    che un paese civile come il Brasile non consegni quel mascalzone alla
    giustizia italiana che avra’ mille difetti ma e’ sicuramente migliore di
    quella giustizia proletaria e di quei tribunali del popolo di cui lo stesso
    Battisti era uno degli esponenti.Del resto se erano i cervelli come quelli
    dell’ex deputato radicale a guidare la rivoluzione,non c’e’ da stupirsi che
    la stessa sia miseramente e rapidamente fallita.

  • radisol

    La verità vera è che, anche al di là delle enormi incongruenze relative alle condanne inflitte a Cesare Battisti, in Italia, negli anni settanta ed ottanta del secolo scorso c’è stata una “guerra civile a bassa intensità” che nessuno ha mai voluto riconoscere come tale ….

    E che quindi non ha mai trovato una vera e propria “chiusura”, come avviene per tutte le guerre civili, con la ovvia amnistia che, magari in cambio della confessione delle colpe individuali, appunto le chiude ….

    L’ha fatto il Sud Africa dopo l’avvento di Mandela, l’ha fatto la Francia, l’ha fatto con molta discrezione persino la Germania ….

    Qui sta cosa non si è mai fatta perchè il Pci non ha mai voluto riconoscere il ruolo di “combattenti comunisti” a quelli che si erano mossi in armi alla propria sinistra … ed in verita nemmeno il ruolo di comunisti a quelli che, alla sua sinistra, si erano mossi senza armi ….

    A complicare il tutto, poi, ci si è messo più recentemente l’avvento al governo di personaggi ex Msi, il caso più evidente sono La Russa, Gasparri ed Alemanno, pieni di spirito vendicativo da un lato contro l’allora estrema sinistra ma anche di spirito totalmente assolutorio nei confronti di assassini e bombaroli della loro parte, alcuni dei quali proprio di Alemanno, sin dai tempi del ministero dell’agricoltura ed oggi al comune di Roma, sono diventati a vario titolo stretti collaboratori ….

    Tra l’altro credo che al di là delle questioni di merito strettamente giuridiche ed anche di questioni geopolitiche e geoeconomiche, il rifiuto di Lula ( e prima ancora della Francia) all’estradizione di Battisti sia anche dovuto proprio all’atteggiamento da “cani arrabbiati” di questi post-fascisti ….

    Soltanto ieri quel cretino di Gasparri se n’è uscito con la frase ” il governo brasiliano è pieno di ex guerriglieri e quindi è normale che difendano un ex guerrigliero come Battisti”….

    Peccato che l’unica ex guerrigliera – che peraltro faceva guerriglia, meglio ancora lotta partigiana, contro una dittatura militare – nell’attuale governo brasiliano sia proprio la signora che da ieri è succeduta a Lula …. cioè proprio chi, nella “speranza” auspicata dal ministro degli esteri Frattini, potrebbe ribaltare la decisione di Lula ….

    Vi sembra che, dopo la sparata demenziale di Gasparri, la “speranza” espressa da Frattini ha oggi maggiori o minori possibilità di essere messa in pratica ?

    K.

    http://bellaciao.org/it/spip.php?article28153#forum26030

  • Tao

    L’unanimismo con cui politici e commentatori di destra e sinistra gridano all’offesa all’onore italico per la mancata estradizione di Battisti riporta alla mente il clima “bulgaro” che ha accompagnato l’annientamento del movimento degli anni ’70. L’altra sera, un Mentana in trance tatcheriana mostrava schede sugli interessi economici italo-brasiliani, affermando che la quinta potenza economica del pianeta (noi, sic!), doveva e poteva sferrare un colpo all’economia carioca. In collegamento dalla Procura di Milano, Spataro (noto giurista che ha inaugurato l’uso redditizio dei pentiti – tu mi incastri tizio e caio e io ti riduco la pena) assicurava il paese sulla colpevolezza del fuggiasco. Berlusconi ha ammonito il presidente Lula che avrebbe dovuto giustificare la sua decisione ai parenti delle vittime attribuite a Battisti (nessuno, a sinistra, ha pensato che Berlusconi doveva ancora giustificare alle vittime di Capaci e via D’Amelio l’eroica figura di Vittorio Mangano.).  Napolitano, come sempre, ha manifestato stupore e rammarico. Con l’unica nobile eccezione de Il Manifesto, i media di sinistra si sono posti alla testa del risveglio patriottico del paese. C’è un articolo di certo Gianni Marsilli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 31/12, che è, a questo proposito, una piccola chicca. Lo ripropongo alla vostra attenzione.

    Nel brodo di coltura parigino, il killer è diventato un vincitore. Da Henry Lévy a Carla Bruni, la rete che sostiene il giallista

    C’è il “caso Battisti”, le pendenze italiane, la latitanza francese, la prigione brasiliana. Ma c’è anche, e soprattutto, il caso clinico della gauche transalpina, o meglio quell’ambiente molto parigino che un giorno si ispira a Che Guevara e un altro a Voltaire, giostrando disinvolta tra esotiche pulsioni rivoluzionarie e grandi principi di democrazia.

    Nel comitato di sostegno a Cesare Battisti si son trovati nomi illustri, o comunque molto noti: per prima la scrittrice Fred Vargas, che l’ha foraggiato e protetto, e che ha trovato una sponda persino all’Eliseo nella première dame Carla Bruni, all’origine – pare – dell’incontro con il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro, al quale ha spiegato la natura di “vittima” del personaggio in questione.

    Al fianco di Fred Vargas è subito apparso Bernard Henri Levy, filosofo e saggista, vociante moschettiere al servizio dei diritti dell’uomo dalla Bosnia alla Georgia, passando per Russia e Pakistan. Levy, bontà sua, si astiene dal pronunciarsi sulla colpevolezza o meno di Battisti. Non esita invece a denunciare il fatto, assai fantasioso, che di Battisti in Italia si voglia fare l’emblema degli anni di piombo, usandolo come capro espiatorio di tutta la stagione terroristica, e che quindi il poveretto sia vittima di “persecuzione” e “calcoli elettoralistici”. Levy si aggrappa poi a quella che chiama la “stranezza” italiana, secondo lui contraria al diritto europeo: che si possa giudicare una persona in contumacia, e che se il latitante viene arrestato non abbia diritto a un processo tutto nuovo in sua presenza, per quanto la sentenza sia passata in giudicato. Si guarda bene, Levy, dal ricordare l’evasione di Battisti nell’81 e il fatto che nel corso dei diversi gradi di giudizio la legge italiana prevede la presenza della difesa del latitante, come nei fatti è avvenuto.

    Sotto la protezione della Ville Lumière

    A sostenere Battisti sono stati anche Philippe Sollers, il guru delle lettere e dell’editoria francese, che in un secondo tempo, a dire il vero, ha temperato i suoi focosi propositi, dopo essersi accorto di aver sposato non una grande causa, ma una grande cacca di cavallo della quale non controlla gli schizzi. E poi Gilles Perrault, scrittore e “comunista” di radicali convinzioni, disegnatori come Bilal e Tardi e financo i massimi responsabili della Lega per i diritti dell’uomo. Non è stato da meno il sindaco socialista della capitale, Bertrand Delanoe, che dopo aver dichiarato Battisti “sotto la protezione” del Comune, ancora nei giorni scorsi straparlava di “presunzione d’innocenza”. Le firme in favore di Battisti, alla fin fine, sono state circa 12mila: l’ambiente letterario e intellettuale più qualche migliaio di anime tanto candide quanto ignoranti. Perché è stato questo che ha accompagnato in questi anni l’impegno per la scarcerazione di Battisti: la mistificazione costante e puntuale della più recente storia italiana. Ci mise del suo anche Erri De Luca quando scrisse su Le Monde: “La Francia ha avuto bisogno di una rivoluzione per mutare la monarchia in repubblica. L’Italia ha avuto bisogno delle scosse rivoluzionarie degli anni ’70 per acquisire una democrazia…”.

     Il caso Battisti è stato presentato come il calvario di un uomo rappresentativo di “una generazione di vinti”. Lo stesso Levy ha paragonato l’Italia degli anni ’70 alla Gran Bretagna alle prese con il problema irlandese, o alla Francia durante la guerra d’Algeria. Insomma in Italia, in quegli anni, ci sarebbe stata una guerra civile, e Battisti, come gli altri “rifugiati” , avrebbe il solo torto di averla persa. Battisti e compagnia avrebbero combattuto contro la P2 e i rigurgiti fascisti: nessuno di questi intellettuali si è preso la briga di spiegare (visto che non si presero la briga di capire, trent’anni fa) che i “combattenti” sparavano nella schiena di docenti universitari, magistrati, giornalisti, sindacalisti. O macellai e gioiellieri, come nel caso di Battisti.

    In questa visione asina e romantica l’Italia è narrata con drammaturgia cilena, dove ai brigatisti tocca il ruolo di “resistenti”. È questo il brodo di coltura del movimento di sostegno a Battisti, quello che gli ha permesso di filarsela da Parigi e approdare in Brasile, che ha amplificato e mediaticamente legittimato le sue affabulazioni, che l’ha santificato come scrittore, quindi intoccabile per la casta di Saint Germain des Prés. In qualche salone tappezzato di libri e quadri di gran pregio, ieri pomeriggio, ci si preparava a stappare lo champagne con vista sulla Senna.

    Quanto a Torregiani: chi era costui?

    Andrea Leoni
    Fonte: http://www.facebook.com
    2.11.2011

  • terzaposizione

    Accordo di fornitura dalla Francia di armi ed affini valore 12miliardi con alcune clausole, tra le quali il proseguimento della dottrina Mitterand,cioè protezione per rifugiati politici.

  • radisol

    Torregiani, chi era costui ? Fermo restando il fatto che sono contrario alla pena di morte per chiunque …. e fermo restando che ammazzare Torregiani ha finito per santificare il “tipo umano” da lui rappresentato …. Torregiani era uno che, a cena in un ristorante di lusso con altri gioiellieri, accortosi che qualcuno stava rapinando la cassa dello stesso ristorante, ha pensato bene – insieme ad un suo collega – di ingaggiare una sparatoria nell’affollatissimo locale al termine della quale non è morto solo uno dei rapinatori, ma pure un ignaro commensale e fu ferito gravemente un cameriere …. detto brutalmente, se si fosse fatto i cazzi suoi il ristorante avrebbe perso quella sera parte dell’incasso ma non si sarebbe creatasenza quella rischiosissima situazione, per cui oggi sarebbero realisticamente ancora vivi non solo il rapinatore, ma anche l’ignaro commensale ed il medesimo Torregiani … vogliamo poi ricordare il fatto che, in occasione del successivo attentato nei suoi confronti, fu lui ad estrarre di nuovo il revolver e fu lui, certo involontariamente, a ferire ed a rendere paraplegico il figlio adottivo che era con lui, come dimostrato nei processi ai suoi attentatori ?….
    Insomma, ripeto, sono del tutto contrario all’ammazzamento di chiunque, ho sempre combattuto – pur da “antagonista” – ogni logica lottarmatista …. ma forse “santificare” Torregiani non è proprio il caso …

  • victorserge

    battisti è stato fortunato.
    la sua fortuna è stata avere dalla sua parte il grosso dell’establishment della cultura francese.
    le vittime presunte di battisti, perché occorre sottolineare che non c’è nessuna prova che battisti sia un assassino, se non le deposizioni dei suoi ex compagni i quali hanno avuto dei fortissimi sconti di pena a seguito di queste deposizioni, hanno avuto la massima ingiustizia da parte del sistema giudiziario italiano: hanno visto gli assassini dei loro familiari uscire presto di galera grazie agli sconti di pena.
    ma ora pretendono di ottenere la massima giustizia sperando di inchiodare in carcere un uomo di cui non c’è uno straccio di prova contro di lui se non con testimonianza non probatorie.
    bel traguardo avere giustizia condannando un uomo di cui non si ha la certezza della sua colpevolezza!!

    ma insomma, fino a prova contraria anche valpreda non era forse il mostro?

    poi invece abbiamo a capo dell’esecutivo un uomo che cerca di sottrarsi ai processi come unico modo per occultare prove a suo carico per i suoi grattacapi giudiziari.

    ma che bel metro di giudizio che esiste in italia!!

    mettendo i piedi nel piatto vorrei aggiungere che da tempo cuba protesta per la mancata estradizione di posada carriles, ma non si odono frastuoni di voci che reclamano giustizia nei confronti delle vittime degli attentati perpretati da quell’infame terrorista protetto da un potente amico e finanziatore quali il governo usa.

    gli italiani sono un popolo ipocrita; si o no? SI!

    ps.
    vergogna e malafede a chiunque in questo blog pretende di dichiarare battisti colpevole dei reati a lui ascritti.
    se davvero si vuole chiarire la sua posizione nei confronti della giustizia italiana che gli garantiscano un processo vero e non uno farsa come gli hanno fatto.

    vergogna! vergogna! vergogna!

  • Random

    Ma un delinquente abituale come lo Stato italiano non ha i titoli per insegnare niente ha nessuno.

    Questa frase me la stampo e la’ffiggo nella mia stanza.

    Mi piace troppo.

    Random

  • consulfin

    riporto pubblicamente le obiezioni ad alcuni punti del mio intervento di cui castigo mi ha degnato.

    mio: posto parte di un commento inserito altrove (http://domani.arcoiris.tv/grazie-lula-e-arrivederci/?#comment-59573) per dire francamente che pena mi fa chi si attacca al caso Battisti come se non potesse respirare al solo pensiero che una persona (che, tra l’altro, ha cambiato vita) resti libera.

    castigo: benissimo allora vengo a casa tua, ti ammazzo, poi cambio vita e tutto si cancella. contento??? 😀

    mio: Io vorrei sapere cosa pensano effettivamente quando sono davanti allo specchio o seduti sul vater. Possibile che l’arresto di un uomo possa portare gioia? In che modo? Cosa avrebbero in più il giorno dopo che Battisti fosse tradotto in carcere? E i “familiari delle vittime” starebbero meglio se si compisse una vendetta? Ringiovanirebbero? Guarirebbero? A quest’ultima domanda spero si risponda negativamente, altrimenti si potrebbe pensare che qualcuno può ammalare di rancore. Che orrore!

    castigo: vero, che orrore pensare di veder pagare l’assassino del padre!!
    no no, lasciamolo piuttosto libero, che serva di esempio alle generazioni future!!

    mio: Qui aggiungo che il carcere, lungi dal far fronte a quelle belle promesse scritte perfino sulla nostra carta costituzionale, è luogo dell’annientamento, della coltivazione dell’abbrutimento. In carcere si entra uomini e si esce bruti. verrà il giorno in cui la collettività si farà carico dei danni enormi che sta provocando questa “istituzione”? O continueremo a scaricare la “monnezza” in quei luoghi dell’oblio?

    castigo: per carità, tutti fuori, e se ti stuprano la sorella, ti rapinano o ti ammazzano un parente non ti azzardare a fiatare.
    che poi magari potrebbero cambiare vita!!

    mio: Che cosa vuol dire incarcerare qualcuno secondo gli scandalizzati dalla decisione di Lula? togliere di mezzo gli scarti della società? senza alcun accenno alla possibilità che quello scarto da qualcuno deve pur essere stato prodotto?

    castigo: è vero, poverino, è la “società” che ha prodotto questo scarto, povero, povero figliuolo……

    per la prima obiezione: in effetti, se mi ammazzi tutto si cancella, almeno per me. Non ci avevi pensato?

    per la seconda, non commento perché è proprio l’atteggiamento che critico nel mio primo intervento

    riguardo alla brutalità del carcere, se la pensi diversamente devi proporre una riforma costituzionale. Devi avere il coraggio di scrivere nero su bianco la costituzione reale e non quella formale. In altri termini bisogna che si scriva, nella legge fondante la Repubblica Italiana, ciò che in carcere accade veramente: tutto tranne la rieducazione. Perché, vedi, la rieducazione prevede proprio il “cambiare vita”
    Mi dispiace che tu non ti rende conto che i “violentatori di mia sorella” non sono in carcere (non ancora). Oppure tu hai sentito di sorelle violentate nei parchi da detenuti che erano in quello stesso momento in cella? I ragazzini autori di stragi, come se ne trovano ad esempio nella patria della libertà, vengono spesso da buone famiglie in cui non è stato in carcere nessuno! Ti metto alla prova: rispetto a questo vorrei tanto che tu scrivessi un ritrovato per mettere al sicuro mia sorella. Te ne prego.
    Se ci fai caso, lo stesso Battisti, prima di compiere i delitti che gli sono stati attribuiti, era un uomo libero, non era in carcere. Ti suggerisco di guardare un interrogatorio condotto da Robert Kennedy nei confronti di uno sceriffo che voleva arrestare preventivamente un sacco di gente: è spassosissimo. Lo trovi, credo, su Arcoiris o su luogocomune.
    Purtroppo nessuno è riuscito a risolvere questo problema: impedire a chicchessia di delinquere (soprattutto in una società capitalistica, in cui ti dicono, dalla sera alla mattina, che se non sei in un certo modo e se non hai determinate cose forse neanche scopi).

    Infine, ritengo che ci sia poco da ironizzare sulle colpe della società. Perché non si può certo pretendere di attribuire alla società solo i risultati positivi (che mi sembrano ben pochi, detto francamente) e le deviazioni alla sola indole del singolo. Mi rendo conto che può essere un concetto ostico, ma bisogna fare i conti col fatto che chi “non consente” è partorito dalla società di cui fa parte, proprio come chi “consente”. E, spesso, forse sempre, chi “consente” è più colpevole di chi “non consente” perché tace, piega la schiena, non si batte, pensa per se. D’altronde, lui ha una famiglia sulle spalle, se ce l’ha. Se non ce l’ha se la deve fare. E se la deve fare secondo i canoni che gli sono dettati dalla cultura dominante, di cui si nutre e su cui si basa la società.

    Malauguratamente, altri vedono le cose diversamente. Altri trovano ingiusto che ci sia gente che, per aggiungere milioni ai miliardi che già ha, non si fa scrupoli a licenziare i dipendenti, a gettare sul lastrico intere famiglie. E questa assenza di scrupoli, addirittura paga in termini di accettazione di quella società di cui sopra (sapessi come è figo marchionne! e come è osannato dagli azionisti, dagli avventori dei locali che frequenta!). Altri capiscono che chi li comanda lo fa perché in qualche modo si è impossessato di ciò che non è suo e che, quindi, avrebbe potuto, in una società più giusta, appartenere anche a loro [agli Altri del soggetto] (non vorrei scomodare Marx, per carità), ma non solo: egli [chi comanda] ha il potere proprio perché la massa [quella società che tu vuoi monda] è costituita da persone che “consentono”. E allora agiscono [questi Altri] di conseguenza, andando per le spicce, lasciando qualche morto sul marciapiede.
    Ma davvero quel morto è innocente [mai sentito parlare della colpa della vittima?]?
    Ma se quel morto, mettiamo un gioielliere di un paese dell’emisfero settentrionale, è innocente, cosa sono quelle miriadi di morti che si contano soprattutto nell’emisfero meridionale e che rimangono sepolti nelle miniere d’oro, in cui erano entrati per il miraggio di qualche centesimo di dollaro che sarebbe servito a sfamare le proprie famiglie (possono avercele, loro, le famiglie o è una prerogativa solo di chi consente e si adegua ai dettami sociali delle società opulente)? I padroni di quelle concessioni sono mai comparsi davanti alle famiglie delle loro vittime? O vogliamo pensare che sono innocenti?
    Guardati addosso. Indossi qualcosa che è stato estratto da quelle miniere? Ti senti INNOCENTE?

    Hai mai fatto caso che la tua automobile consuma un derivato del petrolio? Lo sai, vero, da dove viene il petrolio? Lo sai che ci sono state e ci sono guerre in corso per il petrolio? Ti senti innocente? Hai mai visto comparire davanti alle famiglie delle vittime del petrolio i padroni delle compagnie petrolifere [tu potresti essere uno di questi padroni, ci vuole poco: basta possedere qualche quota di un fondo di investimento. Sei mai stato al cospetto dei familiari delle tue vittime]?

    devo continuare?

    Non conosco Battisti. Non lo voglio difendere. Non credo abbia bisogno del mio patrocinio. Col mio intervento volevo solo dare il mio contributo per riflettere sulla faciloneria con cui si punta il dito e con cui si chiede vendetta. E tutto ciò, con mia grande meraviglia, avviene in un paese in cui “non si può non dirsi cattolici”: scagli la prima pietra… ricorda qualcosa? la storia di Caino ricorda qualcosa? No? ma com’è possibile, se la ricorda persino a me che sono un miscredente? Addirittura chi annuncia ricorsi all’Aja è in prima fila per inserire nella costituzione europea i riferimenti alle “radici cristiane”! Ammazza!!! Per buttarla in caciara, tutto ciò avviene dopo aver ascoltato De André.
    E non credere che prima di scrivere il mio intervento io non abbia provato a calarmi nei panni sia di Battisti sia di un familiare di una vittima. Se lo credi, vuol dire che TU non hai fatto la stessa cosa.
    Saluti
    P.S. Ma, scusa, che cosa ti da il “veder pagare l’assassino del padre”? ti fa stare meglio? Se sì, ti prego: spiega pubblicamente come.
    PPS Ma, scusa, secondo te perchè gli “assassini del padre” dovrebbero andare in carcere e, soprattutto, una volta dentro, che cosa devono fare? Possono “cambiare vita” o devono rimanere assassini fedeli a se stessi, eternamente in cerca di padri da uccidere, in modo che tu, sicuro di saperli in gabbia, possa agevolmente dimenticartene? Questo mi sarebbe piaciuto vedermi scrivere nella tua critica.
    PPPS. Complimenti, se ho capito il tuo pensiero, non potevi sceglierti un nome più appropriato: in castigo, dietro la lavagna per tutta la vita.

  • consulfin

    che non sia, quello di Gasparri, un lapsus?

  • mariosoldati

    ……… un gran baccano intorno al nulla ………….. battisti, yara, sarah, wikileaks, terroristi, musulmani , cristiani ammazzati, Fiat, sono lo spettacolino per intrattenere i soliti tontoloni …………….. intanto LORO fottono le NS vite ogni santissimo giorno ………… BASTAAAAAAAAAAA!!!!!

  • Rossa_primavera

    Tu stesso citi Valpreda come esempio ma la differenza tra lui e Battisti
    e’ evidente:Valpreda fu interrogato e sospettato nel corso delle prime
    indagini ma fu poi completamente scagionato,Battisti e’ stato condannato con sentenza definitiva dopo i tre gradi di giudizio previsti
    dall’ordinamento giuridico italiano,di cui come sai due di merito e uno
    di legittimita’.Ha avuto insomma un processo con tutte le garanzie
    costituzionali e giuridiche che si riservano ad un imputato.
    Quanto al fatto che Berlusconi sia o meno processato,sia o meno un mascalzone,sia o meno un gangster,la faccenda non ha alcun legame con quella di Battisti che,ripeto,secondo la giustizia italiana si e’ macchiato di crimini gravissimi e deve pagare il suo conto come hanno
    fatto devo dire molto dignitosamente altri protagonisti di quegli anni di piombo assumendosi in toto le loro responsabilita’.
    Del resto se ammazzi un orefice e rendi invalido suo figlio per sempre
    il fatto di averlo fatto in nome di un’utopica giustizia proletaria non e’ un’attenuante giuridica ne’ morale.Che paghi il suo conto

  • victorserge

    il punto è proprio sulla regolarità del processo cui è stato sottoposto, cioè i raeti ascrittigli dalla giustizia, in questo caso ingiustizia, italiana.
    è vero che ha subito 3 gradi di giudizio, ma a questo mi domando, visto che mi piacciono le comparazioni, se anche il processo a tortora sia stato effettivamente regolare.
    io credo in fondo che non sia battisti a dover provare ne la sua innocenza, ne pentirsi, ma è la giustizia che deve provare la sua colpa; ciò che appunto non è stato possibile farlo, proprio per mancanza di riscontri probatori a seguito di testimonianze.
    inoltre voglio aggiungere che egli è stato giudicato da un tribunale in cui vigevano leggi di emergenza, ergo al limite della costituzionalità.

    il caso di berlusconi è emblematico e non è vero che non c’entra nulla.
    un signore a capo del governo si “loda” di non poter essere processato dalla giustizia italiana che ha le prove della sua colpevolezza non solo sulla base di testimonianze ma sulla base di riscontri oggettivi: testimonianze e conti correnti.

    valpreda è stato scagionato solo a causa dell’enormità delle accuse a lui rivolte le quali non avrebbero nemmeno dovuto portarlo al primo grado di giudizio.

    concludo: in italia la giustizia è una solenne vergogna e vergogna a chi crede che essa non lo sia.

    per quanto riguarda il pentimento mi viene un pò da ridere.
    è un pò come se l’impero austro-ungarico avesse proposto uno sconto di pena a mazzini per i danni che ha fatto durante il risorgimento italiano.
    oppure i borboni a garibaldi.
    oppure che sò, a george washington l’impero britannico avesse chiesto un pentimento delle sue azioni.
    la storia del pentimento è ridicola e ridicoli sono coloro che ci credono.

    negli anni settanta in italia c’era una guerra che è stata combattuta da tre parti distinte: la lotta armata comunista, quella fascista e lo stato.
    di tutti e tre è risultato vincitore lo stato, uno stato che ha vinto solo grazie alla corruzione del suo interno, ma che se ne è fottuto altamente delle vittime che egli stesso ha prodotto.
    uno stato che si vanta di volere giustizia quando ha come presidente del consiglio un gangster.
    ma vogliamo scherzare?
    ci sono cose ben più gravi che l’affrontare in caso battisti!!

  • giustino

    Corretta la lista degli specchietti per le allodole,però toglierei fiat dalla lista…è un vero problema.

  • radisol

    Oggi TG e media vari ci hanno frantumato le scatole ……. col figlio in carrozzella di Torregiani, oltretutto diventato nel frattempo dirigente del partitello fascista della Santanchè …. che si baciava col Berluska …. e poi pure con Di Pietro … durante la sparutissima manifestazione, a base di saluti romani, davanti all’ambasciata brasiliana in Piazza Navona a Roma.

    Nessuno, nel panorama mediatico italico, che abbia avuto il coraggio di dire due verità elementari, emerse chiarissimamente nei processi :

    1) Cesare Battisti non ha partecipato all’attentato contro Torregiani, i cui esecutori materiali, tutti “pentiti” o “dissociati”, se la sono cavata con pochi anni di reclusione e senza che nessuno, nemmeno Torregiani figlio, si scandalizzasse per questo … Battisti, per quell’omicidio avvenuto a Milano, è stato condannato solo per “concorso morale” … visto che le stesse sentenze lo condannano per avere fatto, lo stesso giorno ed alla stessa ora nei pressi di Udine, da autista nel commando che uccise Sabbadin ….

    2) Il figlio di Torregiani è stato ferito e ridotto in carrozzella non per un colpo degli attentatori – tra i quali, ripeto, Battisti comunque non c’era – bensì per una pallottola sparata dal padre in reazione all’aggressione. Certo del tutto involontariamente, ma questo è ….

    E l’una e l’altra cosa sono scritte chiaramente nelle sentenze che hanno riguardato Cesare Battisti ed il gruppo armato di cui faceva parte …

    Eppure, chiunque oggi sia passato per un Tg ( compreso il Tg3 ) e non conosca i fatti …. sarà convinto che Battisti ha materialmente ammazzato Torregiani e ne ha reso paralitico il figlio ….

    Tutto ciò dovrebbe indurre a qualche seria riflessione sull’uso, questo sì veramente criminale, dei media ….

    Nessuno vuole “santificare” Battisti che non è certo un “eroe”, nè un angioletto nè tantomeno un “simpatico” …. ed, a scanso di equivoci, chi scrive è sempre stato uno che ha combattuto a viso aperto, anche quando questo era un tantino pericoloso, ogni logica lottarmatista …

    Ma se , per pura convenienza strumentale del momento o per banalissima vigliaccheria politica, si possono avallare certe palesi falsità senza che nessuno, in quasi tutto il panorama informativo italico, abbia nulla da obiettare …. vuol dire che questi sono veramente capaci di tutto …. e che tutti noi stiamo messi molto male …. indipendentemente dalla vicenda di Cesare Battisti ….

    E magari, in Francia o in Brasile, di queste cose si sono resi conto … forse è il caso che ce ne rendiamo conto pure noi !

  • castigo

    consulfin:

    riporto pubblicamente le obiezioni ad alcuni punti del mio intervento di cui castigo mi ha degnato.

    cominci male, figliuolo.
    atteggiarti a vittima non ti da automaticamente ragione…..

    mio: posto parte di un commento inserito altrove (http://domani.arcoiris.tv/grazie-lula-e-arrivederci/?#comment-59573) per dire francamente che pena mi fa chi si attacca al caso Battisti come se non potesse respirare al solo pensiero che una persona (che, tra l’altro, ha cambiato vita) resti libera.

    castigo: benissimo allora vengo a casa tua, ti ammazzo, poi cambio vita e tutto si cancella. contento??? 😀

    mio: Io vorrei sapere cosa pensano effettivamente quando sono davanti allo specchio o seduti sul vater. Possibile che l’arresto di un uomo possa portare gioia? In che modo? Cosa avrebbero in più il giorno dopo che Battisti fosse tradotto in carcere? E i “familiari delle vittime” starebbero meglio se si compisse una vendetta? Ringiovanirebbero? Guarirebbero? A quest’ultima domanda spero si risponda negativamente, altrimenti si potrebbe pensare che qualcuno può ammalare di rancore. Che orrore!

    castigo: vero, che orrore pensare di veder pagare l’assassino del padre!! no no, lasciamolo piuttosto libero, che serva di esempio alle generazioni future!!

    mio: Qui aggiungo che il carcere, lungi dal far fronte a quelle belle promesse scritte perfino sulla nostra carta costituzionale, è luogo dell’annientamento, della coltivazione dell’abbrutimento. In carcere si entra uomini e si esce bruti. verrà il giorno in cui la collettività si farà carico dei danni enormi che sta provocando questa “istituzione”? O continueremo a scaricare la “monnezza” in quei luoghi dell’oblio?

    castigo: per carità, tutti fuori, e se ti stuprano la sorella, ti rapinano o ti ammazzano un parente non ti azzardare a fiatare. che poi magari potrebbero cambiare vita!!

    mio: Che cosa vuol dire incarcerare qualcuno secondo gli scandalizzati dalla decisione di Lula? togliere di mezzo gli scarti della società? senza alcun accenno alla possibilità che quello scarto da qualcuno deve pur essere stato prodotto?

    castigo: è vero, poverino, è la “società” che ha prodotto questo scarto, povero, povero figliuolo……

    bastava rispondere direttamente al mio intervento, e si capiva lo stesso a cosa ti riferissi 😉

    per la prima obiezione: in effetti, se mi ammazzi tutto si cancella, almeno per me. Non ci avevi pensato?

    perdonami, mi pareva fosse chiaro, ma vedo proprio che mi tocca farti un disegnino.
    riformulo in modo a te più comprensibile: ti ammazzo un parente, poi cambio vita e tutto si cancella. bello, vero??
    la tua vita è distrutta ed io mi godo la mia…. fico…..

    per la seconda, non commento perché è proprio l’atteggiamento che critico nel mio primo intervento

    riguardo alla brutalità del carcere, se la pensi diversamente devi proporre una riforma costituzionale. Devi avere il coraggio di scrivere nero su bianco la costituzione reale e non quella formale. In altri termini bisogna che si scriva, nella legge fondante la Repubblica Italiana, ciò che in carcere accade veramente: tutto tranne la rieducazione. Perché, vedi, la rieducazione prevede proprio il “cambiare vita”

    il carcere servirà anche a rieducare, ma per prima cosa serve a togliere di mezzo un PERICOLO per le persone oneste.
    di la verità, non ci avevi pensato…..

    Mi dispiace che tu non ti rende conto che i “violentatori di mia sorella” non sono in carcere (non ancora). Oppure tu hai sentito di sorelle violentate nei parchi da detenuti che erano in quello stesso momento in cella? I ragazzini autori di stragi, come se ne trovano ad esempio nella patria della libertà, vengono spesso da buone famiglie in cui non è stato in carcere nessuno!

    mi rendo conto che non sono stato chiaro (mettiamola così…..).
    cito: in carcere si entra uomini e si esce bruti.
    cos’abbia di umano uno stupratore beh, questo stento davvero a capirlo…..
    ma non scarichiamo la monnezza in carcere, lasciamola in mezzo alla strada, in modo che possa ancora danneggiare, perché dobbiamo essere buoni e comprensivi.
    peccato che lo stupratore nel vicolo non sia né l’uno né l’altro.

    Ti metto alla prova: rispetto a questo vorrei tanto che tu scrivessi un ritrovato per mettere al sicuro mia sorella. Te ne prego.

    una .38 a canna corta in borsetta??

    Se ci fai caso, lo stesso Battisti, prima di compiere i delitti che gli sono stati attribuiti, era un uomo libero, non era in carcere. Ti suggerisco di guardare un interrogatorio condotto da Robert Kennedy nei confronti di uno sceriffo che voleva arrestare preventivamente un sacco di gente: è spassosissimo. Lo trovi, credo, su Arcoiris o su luogocomune.

    sii cortese, evidenzia il punto della mia replica nel quale avrei affermato di volere arresti preventivi indiscriminati……

    Purtroppo nessuno è riuscito a risolvere questo problema: impedire a chicchessia di delinquere (soprattutto in una società capitalistica, in cui ti dicono, dalla sera alla mattina, che se non sei in un certo modo e se non hai determinate cose forse neanche scopi).

    forse non impedire alle persone di difendersi.
    comunque non sapevo che il poverino avesse fatto quel che ha fatto solo per una trombata……

    Infine, ritengo che ci sia poco da ironizzare sulle colpe della società. Perché non si può certo pretendere di attribuire alla società solo i risultati positivi (che mi sembrano ben pochi, detto francamente) e le deviazioni alla sola indole del singolo. Mi rendo conto che può essere un concetto ostico, ma bisogna fare i conti col fatto che chi “non consente” è partorito dalla società di cui fa parte, proprio come chi “consente”. E, spesso, forse sempre, chi “consente” è più colpevole di chi “non consente” perché tace, piega la schiena, non si batte, pensa per se. D’altronde, lui ha una famiglia sulle spalle, se ce l’ha. Se non ce l’ha se la deve fare. E se la deve fare secondo i canoni che gli sono dettati dalla cultura dominante, di cui si nutre e su cui si basa la società.

    ma le decisioni sulla tua vita le prendi TU o le prende la signora società???
    non nego che questa ti possa influenzare, ma da lì ad attribuirle tutte le colpe ce ne corre.
    ah, a proposito, tu da chi sei stato educato, dai genitori o dalla signora società??

    Malauguratamente, altri vedono le cose diversamente. Altri trovano ingiusto che ci sia gente che, per aggiungere milioni ai miliardi che già ha, non si fa scrupoli a licenziare i dipendenti, a gettare sul lastrico intere famiglie. E questa assenza di scrupoli, addirittura paga in termini di accettazione di quella società di cui sopra (sapessi come è figo marchionne! e come è osannato dagli azionisti, dagli avventori dei locali che frequenta!).

    anche qui ti chiedo la gentilezza di indicarmi dove posso aver scritto queste cose……..

    Altri capiscono che chi li comanda lo fa perché in qualche modo si è impossessato di ciò che non è suo e che, quindi, avrebbe potuto, in una società più giusta, appartenere anche a loro [agli Altri del soggetto] (non vorrei scomodare Marx, per carità), ma non solo: egli [chi comanda] ha il potere proprio perché la massa [quella società che tu vuoi monda] è costituita da persone che “consentono”. E allora agiscono [questi Altri] di conseguenza, andando per le spicce, lasciando qualche morto sul marciapiede.

    sfiga per il morto, soprattutto quando non si chiama marchionne.
    perché di “marchionne” ammazzati da quelli che vanno per le spicce non ne ho visti molti……. chissà perché…… è un mistero misterioso……

    Ma davvero quel morto è innocente [mai sentito parlare della colpa della vittima?]? Ma se quel morto, mettiamo un gioielliere di un paese dell’emisfero settentrionale, è innocente, cosa sono quelle miriadi di morti che si contano soprattutto nell’emisfero meridionale e che rimangono sepolti nelle miniere d’oro, in cui erano entrati per il miraggio di qualche centesimo di dollaro che sarebbe servito a sfamare le proprie famiglie (possono avercele, loro, le famiglie o è una prerogativa solo di chi consente e si adegua ai dettami sociali delle società opulente)? I padroni di quelle concessioni sono mai comparsi davanti alle famiglie delle loro vittime? O vogliamo pensare che sono innocenti?
    Guardati addosso. Indossi qualcosa che è stato estratto da quelle miniere? Ti senti INNOCENTE?

    assolutamente SI, considerando che mi sbatto dalla mattina alla sera per portare a casa la pagnotta.

    Hai mai fatto caso che la tua automobile consuma un derivato del petrolio? Lo sai, vero, da dove viene il petrolio? Lo sai che ci sono state e ci sono guerre in corso per il petrolio? Ti senti innocente?

    assolutamente SI.
    anzi, semmai mi sento una vittima di questo sistema e DELLE PERSONE COME TE che vogliono colpevolizzarmi nonostante sia solamente uno dei tanti schiavi che lavorano per poco più che un tozzo di pane.

    Hai mai visto comparire davanti alle famiglie delle vittime del petrolio i padroni delle compagnie petrolifere

    no ma mi piacerebbe tanto.

    [tu potresti essere uno di questi padroni, ci vuole poco: basta possedere qualche quota di un fondo di investimento. Sei mai stato al cospetto dei familiari delle tue vittime]?

    mi spiace per le tue acute deduzioni ma non ho mai posseduto niente del genere….

    devo continuare?

    fai pure come più ti aggrada, figliuolo, non sia mai che io ti privi del piacere di scriverti addosso.

    Non conosco Battisti. Non lo voglio difendere. Non credo abbia bisogno del mio patrocinio. Col mio intervento volevo solo dare il mio contributo per riflettere sulla faciloneria con cui si punta il dito e con cui si chiede vendetta.

    basterebbe la Giustizia.

    E tutto ciò, con mia grande meraviglia, avviene in un paese in cui “non si può non dirsi cattolici”: scagli la prima pietra… ricorda qualcosa? la storia di Caino ricorda qualcosa? No? ma com’è possibile, se la ricorda persino a me che sono un miscredente? Addirittura chi annuncia ricorsi all’Aja è in prima fila per inserire nella costituzione europea i riferimenti alle “radici cristiane”! Ammazza!!!

    ma non ti accorgi che quella è solo fuffa messa in bella vista apposta per distrarre le persone??

    Per buttarla in caciara, tutto ciò avviene dopo aver ascoltato De André.

    sii gentile, lascia fuori almeno lui dai tuoi deliri……

    E non credere che prima di scrivere il mio intervento io non abbia provato a calarmi nei panni sia di Battisti sia di un familiare di una vittima. Se lo credi, vuol dire che TU non hai fatto la stessa cosa.

    a dire la verità mio padre NON è morto di morte naturale, per cui sò benissimo cosa si provi ad essere nei panni della vittima…..

    Saluti

    anche a te.

    P.S. Ma, scusa, che cosa ti da il “veder pagare l’assassino del padre”? ti fa stare meglio? Se sì, ti prego: spiega pubblicamente come. PPS Ma, scusa, secondo te perchè gli “assassini del padre” dovrebbero andare in carcere e, soprattutto, una volta dentro, che cosa devono fare? Possono “cambiare vita” o devono rimanere assassini fedeli a se stessi, eternamente in cerca di padri da uccidere, in modo che tu, sicuro di saperli in gabbia, possa agevolmente dimenticartene? Questo mi sarebbe piaciuto vedermi scrivere nella tua critica.

    normalmente chi sbaglia, paga.
    capisco che per te possa essere un concetto un po’ ostico, ma la regola dovrebbe essere questa…..

    PPPS. Complimenti, se ho capito il tuo pensiero, non potevi sceglierti un nome più appropriato: in castigo, dietro la lavagna per tutta la vita.

    francamente dopo tutto questo po po di intervento mi aspettavo qualcosa di meglio. 😀

    P.S. se proprio devi rispondere, usa il tasto “rispondi” sotto la mia replica….

  • federasta

    grazie ad entrambi x i chiarimenti

  • consulfin

    Hai ragione su tutto. La colpa è mia: non avrei dovuto raccogliere la tua sfida. Quanti anni di lavoro forzato senza redenzione finale mi devo fare?

  • castigo

    neanche uno.
    avere un’opinione diversa non comporta infrangere la legge….. almeno non ancora, per nostra fortuna.
    ed io intendo sfruttare l’opportunità, finché ci viene concessa…..

  • Ram

    C’è qualcosa che mi sfugge. Perchè all’improvviso ci frega tanto che Battisti torni nelle nostre carceri? E dall’altra parte, perchè qualcuno non vuole? Sinceramente non vedo dove sia il problema. Capirei le ragioni delle vittime, ma perchè si mobilitano gli Stati?

  • radisol

    Vaglielo a dire ai brasiliani che il caso Battisti non è un caso politico.

    Vaglielo a dire alla presidente Roussef che deve rimandare Battisti in un paese dove il governo non è imbottito di fascisti e dove non si permette ai fascisti di scendere in piazza e insultare il Brasile e nemmeno d’insultare la democrazia italiana e le vittime dei nazifascimi, esponendo celtiche e saluti romani. Vaglielo a dire che i politici presenti, in quei rari casi in cui succede, non fanno una piega perché sono ragazzate folcloristiche. Vaglielo a dire che sul Giornale di Berlusconi hanno pubblicato centinaia d’insulti al Brasile, alle sue istituzioni e al suo popolo, solo per far sfogare i ragazzini con l’ormone imbizzarrito.

    Vaglielo a dire che siamo un paese civile. Vaglielo a dire che il ministro della Difesa non ha insultato e minacciato il Brasile, vaglielo a dire che si crede D’Annunzio e che non è l’unico caso umano nell’esecutivo.

    Vaglielo a dire, proprio a lei che dai fascisti amici di questi fascisti è stata torturata negli anni delle dittature fasciste, che in Brasile sono durate fino al 1989. Vagli a chiedere di compiere un atto che non può compiere, per smentire il suo mentore e compagno di partito e suo predecessore alla prima carica del paese.

    Vagli a dire che il Duce da noi mandava gli oppositori in vacanza e che il sindaco di Roma e i suoi compagni di partito non hanno riempito i posti di governo di camerati provenienti dall’eversione nera, vagli a dire che qui il fascimo non era proprio fascismo e che al governo e in posizioni di responsabilità escludi che ci siano fascisti. Vagli a dire che i fascisti che l’hanno torturata con questi non hanno niente a che fare.

    Vagli a dire che è una questione di giustizia, che questi non sono fascisti e che Battisti non morirà in carcere come accade ad altri per sfortunati incidenti. Vagli a dire che i francesi gli hanno dato asilo per anni per un errore e che quando se ne sono accorti gli è scappato. Vaglielo a dire che è giusto che i terroristi stiano in galera per la quiete della brava gente timorata di Dio, vaglielo a dire che in Italia la giustizia è senza falle, che Berlusconi scherza quando dice che è eversiva, corrotta, politicizzata e allo sfascio.

    Coraggio, caro il nostro Ministro degli Esteri Frattini, vaglielo a dire in Brasile, di persona, come ci si apetta dal rappresentante di un grande paese che espone francamente le sue ragioni, capirai che una lettera non può bastare in un caso del genere.

    Tocca a te, facciamo tutti il tifo per te, facci sognare.

    Mazzetta ——————————————-

    http://mazzetta.splinder.com/post/23834604/frattini-vaglielo-a-dire-ai-brasiliani ——————————————-

    ( a questo link c’è un video con i fascisti alla manifestazione contro il Brasile )