MEGLIO ESSERE INFELICI E NON FARE UN CAZZO TUTTA LA VITA. GRILLO SPIEGA IL REDDITO DI CITTADINANZA

MEGLIO ESSERE INFELICI E NON FARE UN CAZZO TUTTA LA VITA. GRILLO SPIEGA IL REDDITO DI CITTADINANZA

FONTE: ILFOGLIO:IT

Per il leader del M5s, per "rimettere al centro l'individuo invece che il mercato" bisogna lavorare meno, lavorare in pochi, ma guadagnare di più. La proposta di finanziare l'ozio.

Lunedì sera, a San Vincenzo, in Toscana, Beppe Grillo, durante il comizio con Alessandro Di Battista, ha spiegato bene il senso di una delle proposte chiave del Movimento 5 stelle: il reddito di cittadinanza, che consisterebbe nel garantire un sussidio a chi è disoccupato, inoccupato, pensionato o a basso reddito fino al raggiungimento della soglia di 780 euro al mese. Perché serve il reddito di cittadinanza? Perché non si può lavuràr così tanto.

“Sta andando avanti – ha detto il comico genevose – una rivoluzione che noi non percepiamo perché ci siamo dentro. Siamo a cavallo di due sistemi. Uno (di questi è quello) della globalizzazione di qualsiasi cosa che è imploso su se stesso. Abbiamo il dovere di immaginarci un mondo in un altro modo che non sia quello del lavuràr, del lavuràr, del lavuràr. Oggi ho sentito l’amministratrice delegata di Google (Yahoo, ndr) dire che la vera felicità è lavorare 70-80 ore a settimana. Ma la vera felicità per quel mondo lì gliela lascio! Preferisco essere un infelice e non fare un cazzo tutta la vita. C’è una via di mezzo. Ecco perché noi abbiamo in programma il reddito di cittadinanza. Diamo la possibilità di mettere al centro l’individuo invece che il mercato, il mercato del lavoro!”.

Dalle parole di Grillo, dunque, emerge con chiarezza che il senso del reddito di cittadinanza è facile da spiegare: non esiste che il salario sia legato alla produttività, bisogna invece lavorare un po’ meno tutti, o anche non lavorare, e guadagnare tutta la vita senza fare un tubo. Non lavorare meglio, lavorare tutti, guadagnare di più. Ma semplicemente lavorare meno, lavorare in pochi, guadagnare di più. Non un reddito di cittadinanza, come lo intendeva Milton Friedman, dunque, ma un trattamento assistenziale per finanziare l’ozio e non fare più un cazzo per tutta la vita. Sempre meglio che lavuràr.

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/politica/2016/08/10/beppe-grillo-m5s-reddito-di-cittadinanza___1-v-145784-rubriche_c166.htm

10.08.2016

Commenti (51)

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    1. michiamoaldo 17 agosto 2016

      Avvisate l'amministratrice di google (yahoo) che ci sto. Attendo lettera di assunzione.

    1. Simulacres 17 agosto 2016

      “Il lavoro ha sempre di più dalla sua tutta la buona coscienza: l'inclinazione alla gioia si chiama già «bisogno di ricreazione» e comincia a vergognarsi di se stessa. «È un dovere verso la nostra salute», si dice quando si è sorpresi durante una gita in campagna. Anzi, si potrebbe ben presto andare così lontano da non cedere a una inclinazione alla vita contemplativa (vale a dire all'andare a passeggio, con pensieri e amici), senza disprezzare se stessi e senza cattiva coscienza. Ebbene! Una volta era tutto in contrario: era il lavoro ad aver su di sé la cattiva coscienza. Un uomo di buoni natali nascondeva il suo lavoro quando le necessità lo costringevano a lavorare. Lo schiavo lavorava oppresso dal sentimento di fare qualcosa di spregevole. «La nobiltà e l'onore sono soltanto nell'otium e nel bellum», così suonava la voce dell'antico pregiudizio" (Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza).

      p.s. a seguito del seguente commento che è un copia e incolla, per chi è interessato... vi sono un paio di altri commenti dello stesso “autore” che dànno il senso e la misura della questione…

      mincuo ha scritto:

      @Simulacres.

      Giusto. Ma io non volevo"allargare il discorso" TUTT'ALTRO.

      Comunque quel che dici è giusto. Ma non è solo automazione, o razionalizzazione, o concentrazione (grazie a informatica ecc....) che anzi sono ancora sottoutilizzate rispetto alle potenzialità (specie nei servizi che fanno il 70/80% di PIL) perchè lì si innesta un discorso sociale. (Che li mandiamo a fare?) che a sua volta (ma questo è un discorso "di punta" quindi non adatto qui), ridisegna il concetto stesso di lavoro e di chi lavora, che fino ad oggi è "un diritto" e/o "un dovere".

      Lasciamo stare per carità, tanto la gente se le troverà (già un po' se le trova) applicate in futuro senza averci capito niente....come sempre è stato...intanto gliela meneranno un altro po' col liberismo o il sol dell'avvenire.....

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=81427&postdays=0&postorder=asc&start=300

    1. Rosanna 17 agosto 2016

      Primadellesabbie , non riesco a capire quale sarebbe questa "evoluzione interessante" che tu hai notato ... sono sempre stata favorevole al Reddito Minimo Garantito ..

      ma tu che fine hai fatto ultimamente ??

    1. falkenberg1 17 agosto 2016

      Come sovente accede le affermazioni del sig. Grillo Giuseppe vanno capite, sfrondate della parte ironica e volutamente sopra le righe!! Ovviamente e confermando l'opinione circa ''il Foglio'' che confermo e confermerò sempre perchè altro non merita, occorre estrapolare il concetto espresso da Grillo sfrondandolo da esagerazioni linguistiche e concettuali puramente provocatorie, come tipico del suo stile, e valutando la parte pratica e non teatrale delle sue affermazioni. E' pur sempre un ottimo comico che, purtuttavia, castigat, ridendo, mores!! Il reddito di cittadinanza è un passaggio doveroso già applicato da anni ed anni in tantissima parte dell' Europa e che, da noi, viene demonizzato per motivi biechi di cassa, da saccheggio di risorse da parte del solito combinato disposto micidiale ed illegale da parte di ''politica'', istituzioni, malsana imprenditoria, mafie diverse colluse e sodali con il potere! Reddito di cittadinanza non vuol dire affatto incentivo a non fare un cazzo foraggiati e mantenuti a spese della collettività! Prendiamo, ad esempio, la realtà che frequento quotidianamente! Un ambiente negletto ed abbandonato da comune, provincia, regione e semplici cittadini. Io ti concedo reddito di cittadinanza e tu, ovviamente, ti attivi, insieme ad altri, per aiutarmi a recuperare quella vasta zona recuperandola, ripristinando l'alveo del fiume esondato a causa di enormi tronchi che ostruiscono l'alveo del Sagittario e potendo, oltretutto, provvedere e beneficiare della vendita di enormi quantità di legname e scusi tanto se è poco!! E via così con altri esempi analoghi! Reddito di cittadinanza non è essere pagati per non fare un cazzo bensì mettere l'individuo, l'ambiente ed altri valori positivissimi estromettendo il venefico mercato e tutti disvalori cancerogeni e metastatici annessi e connessi! Il discorso deve essere approfondito! Cordiali saluti!!

    1. Primadellesabbie 17 agosto 2016

      Cara Rosanna, nei tuoi ultimi due periodi mi sembra di cogliere un'evoluzione interessante della tua posizione, ma forse perché non sono aggiornato.


      Ritengo estremamente benvenuto un provvedimento che, come conseguenza, induca a ripensare i meccanismi selettivi, i ruoli e le "vocazioni".

      Se poi fosse accompagnato (altra possibile conseguenza) da un massiccio sfoltimento della burocrazia e dei suoi apparati, l'utilità immediata diverrebbe addirittura secondaria.


    1. permaflex 17 agosto 2016

      Sono arrivato alla conclusione che è contrario al RdC chi ha paura che soldi pubblici vengano dirottati e chi ha paura di maggiori tasse,le categorie sono due quindi lavoratori pubblici e proprietari di casa/e.Ora mi sembra che proprio tu avessi scritto qualcosa sul fatto che buona parte dei leghisti nelle regioni del nord siano,a dispetto dell'avversione verso lo stato centralista,proprio impiegati pubblici.Sommando quindi cogli impiegati pubblici di provenienza PD e proprietari di case PD e leghisti e finalmente si arriva al dipanamento sul conquibus del perchè piddini e leghisti si trovino d'accordo

    1. permaflex 17 agosto 2016

      Breve resoconto del periodo lavorativo più felice della mia vita quando l'uffico si trovava a soli 50 km da casa (e naturalmente contratto nuovo ogni 6 mesi):sveglia alle 6,40 arrivo in stazione ed attesa media di 40 minuti per treni soppressi,arrivo in ufficio dopo aver evitato le zecche sui treni alle 9,riunione su obiettivi mentre si sta uscendo e ritardo sull'uscita di almeno mezz'ora,ritorno a casa con stesso tran-tran dell'andata su treno da terzo mondo,arrivo a casa alle 8.Tempo per attività fisica:zero,passato da 80 a 115 kg in un bè,tempo per relazioni sociali e vita affettiva:zero,stipendio,ero programmatore,a livello di operaio non specializzato,produttività sul lavoro in calo dopo le prime 5 ore e soprattuto dopo qualche anno di questa vita,ah e last but not least carriera:zero.Allora quello che dice Grillo mette il dito su vari punti
      1)stipendi più bassi d'europa
      2)produttività data dallo sfruttamento tra le più basse d'europa
      3)ammortizzatori sociali a disposizione solo per i lavoratori a tempo indeterminato

      ed inoltre

      4)visione del futuro equivalente a quella di una talpa cieca (e sodomizzata)
      5)momeno di felicità incommisurabile:quando ti licenziano

      P.S. ma è capitato anche a voi di essere licenziati preferibilmente il giorno prima delle vacanze od il giorno del compleanno?Almeno questo potremmo vietarlo?Grazie

    1. Quantum 17 agosto 2016

      E perché è male essere deindustrializzati e perdere il lavoro?


      È un concetto ancora difficile da digerire, che lavorare non è una necessità, come in passato era considerata cosa orribile. Oggi invece è la massima aspirazione.

      Le teorie monetariste vanno invece scomodate, perché è alla loro base che costruisci una società che può fare a meno di molto lavoro. Non di tutto, pur garantendo un tenore di vita accettabile.

      Ma come semplice strumento non bastano, perché vanno applicate a politiche di decrescita, che non significa tornare al medioevo. Ma riconfigurare la società per evitare gli sprechi e il ricambio continuo di beni.

      Non ci serve cambiare cellulare 2 volte l'anno come status symbol, ma ci servono strumenti validi e durevoli per la comunicazione interpersonale (che è ciò che un cellulare è).
      Non ci servono 3 automobili a famiglia, ma 3 biciclette e 3 tessere gratuite per mezzi pubblici efficienti e puliti. E quando ti serve una automobile la noleggi a costi irrisori.

      Cioè vanno sconfessate le teorie Bernaysiane (dal nipote di Freud che le portò in USA), sul fare leva sulla psiche umana per creare bisogni inesistenti che spingano a consumare continuamente oggetti che sono per lo più inutili per la nostra vita.

      Ci sono oggetti che ci hanno migliorato la vita, e questi sono indubbiamente necessari. Ma l'obsolescenza pianificata che è illegale, lo rimane solo sulla carta, perché non viene condannata. Anzi diventa pure motore del PIL.


    1. Rosanna 17 agosto 2016

      Grillo ha perfettamente ragione, ma le rivoluzioni della storia non sono mai state comprese nel momento in cui si realizzavano, se non da un'élite di teste pensanti, e che le affermazioni olografiche di un comico abbiano avviato la rivoluzione incompresa dei 5 stelle, la dice lunga sul livello di perspicacia culturale e politica del Paese.

      Comunque coloro che negano la necessità di un Reddito Minimo Garantito come unica risposta percorribile in questo momento storico, che risponda alle condizioni attuali di delocalizzazione della produzione e peggio alla drastica e progressiva riduzione del lavoro, si ostinano ad affermare i soliti slogan ad effetto "reddito della gleba" ed altre amenità vacanziere, naturalmente a vantaggio dei soliti fanatici followers, privi di autonomia speculativa.

      Allora in un mondo in cui il lavoro sparisce giorno dopo giorno, questi amabili personaggi dovrebbero spiegarci in che modo si dovrebbe creare lavoro e a quali condizioni. E che fine devono fare i milioni di espulsi in via definitiva dal mondo del lavoro e le loro famiglie, nell'attesa che venga loro concesso quello che un giorno era un loro diritto ? Pulizia antropologica ?

      Ma naturalmente Grillo si esprime per paradossi, così com'è evidente per chi ne percepisce le sfumature mediatiche, ecco perché il Reddito Minimo Garantito non è un regalo a chi ozia, ma un sostegno economico fondamentale, per la serenità degli individui e delle famiglie, che non hanno pane e nemmeno brioches, come vorrebbero i feroci e interessati oppositori.

      Giusto il ricorso alla nostra cultura cattolica del sagace commento al Foglio di Paolo Carcano, che condanna il capitalismo calvinista, e che ci ha destinati a condividere frame atavici depressivi, dato che la vita sarebbe "questa valle di lacrime" a cui dovremmo abituarci. E giusto anche il ricorso al Marxismo, come ideologia che avrebbe tentato la liberazione dell'umanità spostando denaro dai ricchi proprietari e imprenditori, al misero proletariato, attraverso la conquista rivoluzionaria dei mezzi di produzione.

      Dunque non dovrebbe essere lo stato a garantire non solo il lavoro, ma anche la serenità della vita dei suoi cittadini, così come dice la Costituzione? E perché no, visto che noi siamo i costituenti di questo stato, e visto chela forma istituzionale viene ancora definita "Repubblica Parlamentare Democratica".

      Non dimentichiamo inoltre che proprio il ricatto dell'esistenza costituisce la prima arma con cui s'impone lo sfruttamento delle classi subalterne, e soprattutto lo strumento mediante il quale il capitalismo può affermarsi nel modo più dispotico e prepotente.

      E che dire poi dello scandalo del bail-in di Banca Etruria, dove un dirigente di agenzia ha denunciato che i dipendenti dell'istituto di credito venivano sottoposti a pressioni enormi per rifilare a risparmiatori inconsapevoli i titoli a rischio, con la minaccia del licenziamento. Oppure allo sfruttamento cui è sottoposto l'individuo delle tante rapine indotte dall'attuale sistema usurocratico, rappresentato dall'euro e dai trattati europei.

      Ciò dimostra come gli oppositori del Reddito Minimo Garantito incondizionato facciano il gioco dello strozzinaggio finanziario sovranazionale che ha reso l'1% più ricco del restante 99% della popolazione mondiale, tali e quali a coloro che votano il partito di governo che ha condotto una politica criminosa.

      Quindi chi oggi si schiera contro il reddito incondizionato agisce a favore del ricatto del forte sul debole, e quindi delle élite e del loro disegno di dominio globale, e non ci sono solo gli incoscienti o inconsapevoli del problema, ma ci sono anche i diversamente cinici, che parlano dalle loro ipocrite pagine web, senza rendersi conto che i loro dogmi assurdi condannano milioni di persone a vivere nell'indigenza e ai margini della società, secondo le esigenze del capitale.

      Naturalmente su questo livello si schierano tutti i cosiddetti sovranisti, che hanno fatto della campagna anti euro, un'evidente campagna autoreferenziale a sostegno delle proprie tasche e di eventuali amene e ambite poltroncine.

      Sono gli "illuminati" del sovranismo, che colonizzano le coscienze e depistano le giuste risoluzioni … i falsi campioni del falso riscatto delle classi impoverite dalla globalizzazione, che in realtà sono del tutto allineati alle criminali idiozie del neoliberismo.

    1. AlbertoConti 17 agosto 2016

      Senza scomodare le teorie monetariste, basta rinnegare la "libera circolazione di merci, capitali, persone", un maledetto "principio" liberista che ci ha deindustrializzato e rovinato, fino a mandarci sul lastrico. Un "principio" che doveva garantirci il "miglior prezzo" su ogni cosa. Lo vedremo sempre meglio questo "miglior prezzo" nelle bollette recapitate dalle multiutility straniere, nella GDO straniera, nelle banche straniere, nei pomodori olandesi e nelle bistecche tedesche. Ma soprattutto nella "nostra" moneta straniera. Qui sì che ci vuole un bel "vaffanculo", ma temo che Grillo lo riservi a tutt'altro. Staremo a vedere.

    1. Quantum 17 agosto 2016

      Il lavoro sta finendo.
      Ma di ridurre le ore di quelli che già lavorano per darne la metà ai disoccupati non se ne parla da nessuna parte.


      20-24 ore a settimana, 3 giorni lavoro io, 3 giorni lavori tu. Entrambi abbiamo 4 giorni liberi per costruirci una vita, il padrone incamera comunque il suo surplus produttivo per soddisfare la sua psicosi di potere e ricchezza.

      Con le monete FIAT questo è possibile, perché chi crea il denaro ne decreta il valore e quindi lo modula, come una unità di misura. Ossia decide quanto deve essere il suo potere di acquisto per permetterti di arrivare a fine mese anche con 3 giorni di lavoro. E tartassare gli stacanovisti per disincentivare il non voler lasciare 3 giorni liberi ad un altro lavoratore.

      Non è utopia, tecnicamente è fattibile. Basta dare ascolto ai cartalisti e gli economisti keynesiani.



    1. gix 17 agosto 2016

      Diciamo che si tratta din un articolo del caz, proveniente da fonte altrettanto del caz. Una volta chiarito questo, proviamo a guardare la questione in maniera un po' più obiettiva, anche se per forza di cose semplificando il discorso. Per cominciare, i partiti della prima repubblica hanno adottato per decenni una sorta di reddito di cittadinanza mascherato da lavoro nel pubblico impiego o privato, nonchè parastato comunque controllato, con il sistema delle raccomandazioni nella economia precedente a mani pulite (ante 92), in gran parte in mano allo stato. Non si trattava di poche persone, ma di molti milioni di lavoratori, in gran parte tutt'ora presenti soprattutto nel pubblico impiego, poiché ormai il privato sopravvive come può. All'epoca, anche quando lo Stato non assumeva direttamente, sovvenzionava comunque, in un modo o nell'altro, il lavoro nel settore privato sia a livello di grande industria (vedi stessa Fiat), sia di piccole industrie, anche con sistemi discutibili, tipo cassa del mezzogiorno ecc. Oggi tutto questo è morto, e Grillo non ha fatto altro che prenderne atto. Non si tratta di fare o non fare niente ed essere comunque pagati. Il problema è puramente legato ad una disponibilità di reddito, che consenta almeno una dignitosa sussistenza; in fondo chi vuole vivere del proprio lavoro può sempre farlo. Non c'è poi un cambio di sistema con tempi sufficentemente lenti da consentire un adattamento generale della popolazione che lavora. Il lavoro, si sta estinguendo ad una velocità che mette in crisi le basi stesse della convivenza sociale. Si estingue sia il lavoro dipendente, sia il lavoro autonomo, in quanto, quest'ultimo, non più esercitabile a condizioni accettabili. Lasciamo perdere i motivi e le implicazioni, per i quali i poteri forti stanno spingendo il sistema in questa direzione, sarebbe discorso troppo lungo, ma così è perché evidentemente fa comodo. Quindi chi imposta la questione dal punto di vista della produttività dei lavoratori, ovvero se sia giusto o meno dare soldi alla gente anche se sta a casa a non fare niente, è in mala fede.

    1. MarioG 17 agosto 2016

      tale obiettivo di fuoriuscita dell'Arbeiter dal suo stato di minorità lavorativa è stato già raggiunto dai paesi del Golfo grazie alle proprie risorse naturali che consentono ai cittadini veri e propri di godere delle loro ricchezze senza lavorare ma soltanto investendole in iniziative profittevoli.

      Come e' noto, fra le "risorse naturali" dei paesi del Golfo ci sono gli schiavi asiatici... Altrimenti, col beep che 'godrebbero delle loro ricchezze'!

      Oggi siamo grillini per lo stesso motivo per cui 40 anni fa eravamo comunisti,

      E meno male che ERANO comunisti!

    1. Toussaint 17 agosto 2016

    1. Denisio 17 agosto 2016

      Concordo totalmente perchè le teorie di decrescita felice o non felice poi se fossero applicate (anche domani) renderebbero la felicità al quadrato perchè sicuramente meno eco-devastanti per l'ecosistema che ci ospita.

    1. robotcoppola 17 agosto 2016

      Ok.
      Da quello che leggo non posso che essere stra d'accordo con Grillo.
      Il reddito di cittadinanza (in realtà reddito minimo garantito) è un grande passo verso una società più civile.
      Un salvagente per la stragrande maggioranza della popolazione, assolutamente non in grado di competere con gli enormi avanzamenti tecnologici che possono svolgere (più velocemente e meglio) la quasi totalità dei compiti umani (per ora quelli più ripetitivi, a breve anche quelli meno ripetitivi ...).
      Chi pensa di essere al sicuro e capace di cavarsela da solo superando i sempre più crescenti standard d'ingresso nel mondo del lavoro è solo un illuso.
      Si può intuire come il mercato del lavoro sia destinato a morire e con esso l'economia del consumo ...
      Segue che gran parte dell'umanità sarà presto considerata inutile all'oligarchia dominante e il processo di riduzione di diritti che sta avvenenendo in tutto il mondo ne è il campanello d'allarme.
      Se non fosse come descritto sopra, perché in tutto il mondo sono in atto dei processi DEPRESSIVI col chiaro intento di abbattere sia la DOMANDA (maggiore disoccupazione) che l'OFFERTA (maggiori tasse/costi(impedimenti burocratici ...) ?
      I presunti miglioramenti economici di alcuni stati sono riconducibili a mere speculazioni finanziarie, estremamente precarie/transitorie/effimere.
      Riguardo il reddito di cittadinanza si può discutere COME implementarlo non certo sulla sua utilità/necessità... Magari supportandolo con monete complementari, molto utili per l'economia interna e per lo scambio di beni e servizi a basso KNOW-HOW. Non solo, le monete complementari ci permetterebbero di ridimensionare il potere dei banchieri internazionali e nello stesso tempo di ridurre il debito pubblico.

    1. Quantum 17 agosto 2016

      Non è vero che non si può finanziare un reddito di cittadinanza.

      Anche se non sarebbe corretto applicare una simile iniziativa, e sarebbe molto meglio creare programmi di lavoro garantito, il cosiddetto Job Guarantee teorizzato dall'economista Matthew Forstater.

      Usando la Mosler Economics Modern Money Theory, di Warren Mosler, spiegata fino allo sfinimento da Paolo Barnard, il denaro diventa unità di misura del lavoro umano, e lo stato a moneta sovrana crea il denaro per i programmi di lavoro garantito, in attesa che il settore privato riassorba i disoccupati, tenuti attivi dallo Stato in una miriade di lavori di risanamento del paese e di assistenza sociale.

      Con moneta sovrana il reddito di cittadinanza è possibile, ma non sostenibile nel lungo periodo.
      Perché la vera ricchezza è quella che producono persone attive con il loro lavoro e il loro ingegno.
      Per questo è molto meglio avere cittadini abili e capaci, piuttosto che ozianti.

    1. Denisio 17 agosto 2016

      Si potrebbero analizzare gli intenti indubbiamenti necessari a diminuire il lavoro, per non stracciarsi le vesti un giorno e pretendere di lavorare oltre a quanto, tramite due righe di decreto, già si lavora, pena l'essere emarginati socialmente. Favorire scambi di merci locali, salvaguardare per quanto possibile il patrimonio pubblico, far vivere l'arte, favorire il turismo lento, smettere il braccio di ferro tra stato e regioni su chi deve gestire cosa, insomma il campo d'applicazione dei principi liberali mi sembra questo. Non solo purtuttavia è faticoso e prevede un percorso ostracizzato non facile ma necessario contro i mandanti del potere sempre più totalitario a cui stiamo "assistendo" in qualità di cavie votanti. Continuo a dire che è atto sterile starsene davanti al PC ad ingaggiare informazioni di primo pelo e costruirci sopra una caporeto, una disfatta generale, un tradimento dei valori con teoremi sterili o quasi infantili. Forse che un sogno non ha bisogno di lavoro per essere concretizzato?, forse che non esiste libertà che non debba essere conquistata? forse che se fosse gratuita, dopo un pò annoierebbe come accadeva solo 15-20 anni fa..
      A parte questo volevo condividere un video che fa capire dove indubbiamente porta il rispetto dei valori nella linea politica del 5s, si tratta dell'intervento in piazza dell'onorevole Dibba. Non c'è un minimo di senso in quello che dice, sembra confermare le teorie di Monti e Co su quanto va dicendo riguardo l'€uro, le banche, i comitati d'affari de tal ri(chi)one etc..etc...

      https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/935033926608672/

    1. AlbertoConti 17 agosto 2016

      La vera felicità non si misura in ore di lavoro, ma nel fare il lavoro che ti piace.
      Condizione necessaria per poterlo fare è liberarsi dal ricatto esistenziale del lavoro a qualsiasi costo, ricatto ben rappresentato dal jobs act e dalla loi travail, le due normative che "recepiscono" le direttive globaliste, o europee nella fattispecie.

      Certo che sembra un paradosso, che richiama alla mente lo stereotipo leghista del "terrone che non fa un cazzo", ma ai paradossi non si può che opporre paradossi. Il futuro produttivo è sempre maggior automazione, sempre maggior produttività, sempre maggior profitto concentrato nelle elite. Solo una scelta politica consapevole può arginare questa tendenza distruttiva del tessuto sociale.

      Se poi guardiamo ai numeri non c'è storia. 1.800 miliardi di PIL diviso 60 milioni di italiani fa 30.000 euro l'anno a testa, compresi poppanti e ottuagenari. E vuoi che non si trovino 10.000 euri per la minoranza che non ce la fa?

    1. PietroGE 17 agosto 2016

      Il punto dell'assurdità grillina è la separazione tra diritti e la base economica che dovrebbe finanziarli. I diritti sono diventati una variabile indipendente, magari anche intellettualmente giustificata e finalizzata all'edonismo, in un mondo ideale oppure reale ma di nicchia, tipo le monarchie feudali del Golfo, se si dimentica che i soldi a loro glieli danno i consumatori europei.

      Un leader politico di questo calibro va a sbattere contro la realtà distruggendosi e distruggendo quel poco che è rimasto dell'Italia.

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