MEGLIO AFFITTARE L'UTERO O LA VAGINA ?

MEGLIO AFFITTARE L'UTERO O LA VAGINA ?

DI ROBERTO QUAGLIA

roberto.info

Ho lottato con me stesso per non dire assolutamente nulla in merito alla grande telenovela nazionale – utero sì, utero no (nel senso dei contratti di locazione uterina agevolata per spermatozoi ed ovuli senza fissa dimora). Alla fine ho dovuto arrendermi e dire la mia anch’io.

Nella stragrande maggioranza delle discussioni in merito il tema è mal posto. Se ne fa una questione morale e sulle questioni morali possiamo stare a cianciare fino alla fine dei tempi.

Il tema invece – come sempre – è innanzitutto capire di cosa stiamo parlando.

In verità non è difficile comprendere che cosa sia l’atto di affittare l’utero di una donna per farvi crescere un bambino proprio. E’ un contratto di prostituzione. A chi se ne fosse dimenticato gioverà ricordare che sesso e procreazione sono categorie di fenomeni attigui, talvolta addirittura correlati, e che l’utero non a caso si trova subito al di là della vagina. Non vorrei qui passare per complottista, ma vi assicuro che non è una coincidenza. C’è una ragione se utero e vagina sono così vicini.

Così come viene definito prostituzione l’atto di affittare una vagina per il proprio piacere, è logico che si debba definire prostituzione anche l’atto di affittare un utero per il proprio piacere. Si tratta ovviamente di un piacere anche nel secondo caso, se pure non di un piacere strettamente genitale. Tuttavia anche il piacere di un orgasmo e quello di avere un figlio se ci si pensa bene sono essenzialmente affini. L’orgasmo è infatti il “premio di riproduzione” della specie, lo zuccherino con cui la natura persegue i suoi misteriosi fini spingendo le creature ad accoppiarsi – per riprodursi. Quando poi ad una coppia in seguito nascesse un figlio, il piacere si eleva ad un ordine superiore. Dal piacere sensoriale estemporaneo dell’orgasmo al piacere esistenziale permanente della maternità/paternità.

Se affittare un utero per ottenerne un bambino permette di raggiungere un piacere di ordine superiore di quello che si ottiene affittando una vagina, questo vuol dire che si tratta di un atto di prostituzione di ordine superiore. Non ci vuole molto a capirlo, d’altra parte basta guardare con spirito critico ad alcuni indicatori inequivocabili: la durata del rapporto è straordinariamente superiore – nove mesi contro una manciata di minuti. Il prezzo della prestazione è anche straordinariamente superiore – decine di migliaia di euro anziché quattro spiccioli. Lo stress fisico ed emotivo patito dalla donna che presta il servizio è anch’esso straordinariamente superiore. Durante una gravidanza il fisico si deforma, il metabolismo cambia e la donna corre anche dei rischi di salute in caso di complicazioni. Il parto è infinitamente più doloroso di qualsiasi rapporto sessuale – anche di sesso estremo! E dopo il parto esiste il trauma della separazione dal figlio, visto che la donna è “programmata” dalla natura ad amare la creatura che da alla luce, ed invece qui se ne deve privare. Insomma, gravidanza e parto lasciano marcate conseguenze permanenti sul fisico e la psiche delle donna, diversamente da un semplice rapporto sessuale. E’ quindi un atto di prostituzione di livello straordinariamente più elevato. L’altissima retribuzione fuga ogni dubbio.

Sia chi per proprio uso affitta da una donna una vagina che chi ne affitta un utero lo fa sulla spinta del proprio istinto di riproduzione. Nel primo caso l’istinto di riproduzione si ferma all’atto estemporaneamente gratificante che per milioni di anni avrebbe volentieri portato al concepimento (prima della recente invenzione degli anticoncezionali), nel secondo caso l’istinto di riproduzione si spinge più a fondo puntando ad una gratificazione meno estemporanea e più duratura – cioè un’effettiva riproduzione.

Non entrerò qui nel merito dell’annoso dibattito se la prostituzione sia un bene o un male. Se ne discute da migliaia di anni e la gente non si è mai trovata d’accordo a riguardo. E non sarà certo la mia opinione che cambierà le cose, quindi me la terrò per me. Ma trovo tristissimo il fatto che su cinquanta milioni di italiani che oggi appassionatamente si scannano sull’argomento “uteri in affitto”, da quello che essi dicono e scrivono e arrivi alla mia attenzione pare che nessuno riesca neppure ad inquadrare il fenomeno per ciò che esso sia: un atto di prostituzione.

Una volta che abbiamo la corretta chiave di lettura tutto il resto è più facile. Le opinioni che ognuno di noi ha per la prostituzione genitale valgono (o devono valere) anche per la prostituzione uterina. Se non è così finiamo in piena dissonanza cognitiva, l’anticamera dell’infermità mentale. E come le opinioni, anche le regole di comportamento devono essere le stesse, e così le leggi. Se la legge permette la prostituzione genitale, perché non dovrebbe permettere la prostituzione uterina? Se la legge punisce lo sfruttamento della prostituzione genitale, perché non dovrebbe punire lo sfruttamento della prostituzione uterina? Quanta parte dei 150.000 euro che pare costi affittare un utero vengono trattenuti dagli intermediari (agenzie, cliniche, medici, ecc.), in altre parole dai “magnaccia” che mettono in contatto il cliente con la fornitrice del servizio? Ripeto che non sto qui dando alcun giudizio sulla questione, indico solamente un metodo per ragionare in modo sensato. Cioè capire innanzitutto di cosa stiamo parlando – e poi argomentare ed agire di conseguenza. In difetto di ciò ogni parola detta è solo rumore.

E per me con questo si chiude l’argomento “utero in affitto”, mettere in chiaro di cosa si stia effettivamente parlando è più che abbastanza, non sento il bisogno di entrare qui nel merito delle opinioni. Lascio ad altri lo spasso.

Tuttavia, a latere, nel caso specifico che ha scatenato il gran chiacchiericcio nazionale (chiamarla discussione mi pare eccessivo) è emerso anche un altro problema, dovuto al fatto che l’affittuario dell’utero dello scandalo sia un politico di tradizione comunista, Nichi Vendola. E’ un problemuccio di pura indole politica, soprattutto per chi lo abbia votato o comunque si riconosca in quell’area politica. I social networks si sono riempiti di voci che si chiedono se sia “di sinistra” affittarsi a carissimo prezzo un utero per procurarsi un bambino. Curiosamente, molte delle voci che si sono poste l’interrogativo, come Famiglia Cristiana, non sono affatto di sinistra, quindi io mi chiedo perché il problema li tanga. Un vizio comune è lamentarsi delle azioni di politici e di forze politiche che non si è votato. Perché mai si pretende che chi non ci rappresenta faccia proprio quello che vogliamo noi? Mi sembra molto infantile. Ognuno dovrebbe invece concentrare il proprio spirito critico verso chi egli/ella abbia votato e mandato al potere, non solo perché essi e solo essi lo/la rappresentano, ma perché votarli è stata anche una propria responsabilità, e quindi se si comportano male essi hanno sì colpa, ma in seconda battuta – il primo responsabile è l’elettore che con il proprio voto lo ha legittimato (almeno se vogliamo far finta di essere in democrazia).

Diversamente, il pubblico che si riconosce in Vendola e/o nell’area politica che egli rappresenta, la sinistra, ha maggior titolo di discutere l’aspetto politico del gesto di Vendola, essendoci in ballo l’identità collettiva della sinistra. Tuttavia curiosamente (ma forse non troppo), una parte del popolo di sinistra non sembra trovare problemi ideologici nel gesto di Vendola di affittare un utero (e con esso la donna portatrice di utero) per nove mesi e 150.000 euro. Qualcuno o con la coda di paglia o le idee molto confuse ha tirato in ballo concetti come “il gesto d’amore di crescere un figlio per altri”, dimenticandosi piccoli dettagli come i 150.000 euro sborsati, facendo quindi penosa confusione fra amore e prostituzione. Il che ci lascia col dubbio se sia più incinta la madre degli stupidi o quella degli ipocriti (e se anche in questi caso gli uteri siano in affitto). Preme sottolineare che inoltre qui il tema non è il problema morale utero in affitto sì oppure utero in affitto no, ma se si tratta di un comportamento politicamente compatibile con l’identità “di sinistra”. A giudicare da quel che si legge in giro, parrebbe di sì. Naturalmente ci sono anche voci di sinistra che “dicono qualcosa di sinistra” (volendo citare una celebre battuta di Nanni Moretti), come questo articolo apparso su Megachip che a sua volta ne riporta altri – nel caso vogliate approfondire l’argomento.

Degli altri temi volentieri tirati in ballo in queste occasioni – matrimonio gay, adozione gay ed adozione figliastri (perché mai dovrei dirlo in inglese? bisogna proprio essere scemi…) in unioni gay, eccetera eccetera, io non ho parlato perché esulano dall’argomento precipuo “utero in affitto” e aiutano quindi solo a confondere le idee. I temi di discussione non vanno mescolati, soprattutto a casaccio, altrimenti ogni speranza di capire i fatti del mondo se ne va fatalmente a puttane.

Ad ogni modo, tutte queste discussioni sono destinate all’oblio. Già vent’anni fa i giapponesi hanno inventato una tecnica per l’incubazione artificiale extrauterina (EUFI) testandola sui feti di capra. Prima o poi si arriverà ad una produzione industriale di uteri artificiali ed il fenomeno dell’utero umano in affitto scomparirà. Forse, scomparirà anche il fenomeno della gravidanza intraumana. Quale donna vorrà infatti accettare di deformare il proprio corpo e subire i tormenti del parto quando ci sarà una macchina in grado di sostituirla in questa disagevole incombenza? Nella lista di nozze futura dei vostri figli o nipoti oggi bambini, accanto a lavatrice e lavastoviglie preparatevi a trovare anche l’incubatrice, con obsolescenza programmata garantita dopo il secondo bambino.

Roberto Quaglia

Fonte: http://roberto.info/

Link: http://roberto.info/2016/03/04/meglio-affittare-lutero-o-la-vagina/

3.03.2016

www.robertoquaglia.com
twitter.com/robertoquaglia

Commenti (35)

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    1. GioCo 4 marzo 2016

      A mio avviso la questione non si può porre a livello morale ne si può equiparare l'utero in affitto con l'affitto della vagina, piuttosto con l'affitto "tecnico" della vagina, per esempio i dispositivi internet per il sesso a distanza.
      Infatti la macchina (che in questo caso è medica) che toglie gli ovuli per reimpiantarli nella donna donatrice, non è un processo inscritto nell'evoluzione e prorpio dell'uomo, ma un intervento tecnico e umano per stabilire una possibilità ove vige un limite esteso e precostituito.
      La differenza non può essere rimessa a una questione morale, come non può diventare una questione morale l'uso di cumuli di pattume inquinogeno in siti privi di copertura legale, come l'India, il delta del Niger o la Costa d'Avorio.
      A me non disturba la questione morale ma l'uso indiscriminatamente e ferocemente acritico che si fa della tecnologia, dove diventa morale ciò che non è affrontato PRIMA dal punto di vista meramente pratico e per le ricadute OVVIE sataniche collettive, pervasive, perenni. Cioè indiscutibilmente NON accettabili a nessun livelli e per nessuna giusticazione plausibile.
      La prostituzione è stata legalizzata e poi resa illegale in passato ma tanto la pratica non è mai cessata e mai cesserà. Non c'è un guadagno nella moralità legalizzata ma sempre uno spostamento dei pesi per capire chi tra i più deboli paga il pizzo. Se legalizzo la prostituzione, paga la comunità per le ricadute sociali che i bordelli portano con sé, come il gioco d'azzardo e il consumo di alcolici che aumentano. Però si guadagna un maggiore controllo sanitario e legale (quindi si può contenere lo sfruttamento, se ci sono le volontà politiche, ovviamente). Se invece si rende illegale, la prosituzione va completamente fuori controllo, diventa di strada e chi ci perde è la prostituta che non ha più coperture sanitarie ne alcuna possibile garanzia in caso di aggressione e può essere più facile preda di mercificazione, schiavitù e sfruttamento. Come accade oggi in Italia per le moldave e le africane.

      L'utero in affitto invece è un fenomeno completamente nuovo e trattarlo in modo così superficiale equiparandolo a un problema organico direi che è irritante, questi si che è irritante, a meno che la sinistra non si dichiari seguace di Freud, che vetusto signore che intendeva tutte le pulsioni umane originate dal sesso. Sono passati un po' di anni, forse Quaglia non si è accorto che la psicologia ha pesantemente rivisto quel modello e nel frattempo ha imparato a riconoscere l'affettività come differente dalla pulsione sessuale. Nessuno si può permettere di dire che l'affetto di un figlio adottato sia minore di uno figlio consenguineo per un genitore solo perché è adottato, anche perché l'affetto come emozione è una questione valutativa individuale, accade a livello mentale e non è genetico. Certamente in una società pesantemente influenzata dalla cultura cristiana cattolica come la nostra non è così, ma la questione non diventa per questo biologica, rimane mentale.

      Sull'utero di vetro direi che c'è da frenare. Piacerebbe molto avere la possibilità di uno sviluppo fetale in vitro ma per ora non è chiaro cosa ne viene fuori. Già la clonazione è stata scartata dall'industria perché pone seri problemi di residua vitalità dell'animale, figuriamoci una roba complessa come lo sviluppo del feto in vitro. Ma nemmeno le uova di salmome si sviluppano in vitro, un motivo ci sarà, no? Seguo da vicino le ricerche e sospetto che i risultati rimarranno per decenni molto più deludenti di quelli delle copie genetiche. Nel frattempo verranno affinate le tecniche note che lo si voglia oppure no.
      Ci viene imposto il TTIP e tante altri trattati-schifezza, la politica e il buon senso stanno rapidamente diventando quelli della Famiglia Addams ma senza che riescano a farci ridere, non possiamo più permetterci di ragionare ancora sulla moralità di quanto è DA GESTIRE (volenti o nolenti) senza essere travolti da tsunami di merda in crescita di forza esponenziale.
      E' obbligatorio pensare a come contenere il disastro ormai già in corso oppure, come ripeto spesso, aspettare di venire inesorabilmente spazzati via dalla storia.




    1. Denisio 4 marzo 2016

      OOOOOOOHHHH! Questo è proprio il centro della questione! L'uomo molliccio-moderno ha smesso di prendersi cura di se stesso delegando la funzione al prete, al medico, allo psichiatra, al chimico, al compare, finendo per dimenticarsi di se stesso e delle sue possibilità e attenzione per riempire questo vuoto di facoltà si accontenta di vedere la vita surrogata che scorre davanti ad un monitor, seduto comodamente con una pastiglia per il mal di testa, una per la depressione, una per l'artrite e un sonnifero quando è ora di dormire. Dopo questo salto quantico si sente maturo per poter finalmente smettere di far fatica a riprodursi così valuta comodamente di poter delegare anche questo. Tanto dice l'uomo molliccio-moderno ci sono altri che fanno anche questo, di che mi devo preoccupare, basta cercare con gogol!....scusate ma mi partirebbe una bestemmia che farebbe eruttare il monte fuji ....

    1. Capra 4 marzo 2016

      Il concetto della vagina vicina all'utero propio non l'ho capito... Io ho lo scroto vicino all'ano.

      Nel caso della prostituzione se la donna resta gravida è solitamente per sbaglio, i due attori principali sono meretrice e cliente. Nell'altro caso la figura principale è il bimbo, e qui penso che il discorso cambi totalmente
    1. rossland 4 marzo 2016

      Ehhhh...ma quanto mi sei acido...Guarda che si festeggia di Vendola l'unica cosa che oggettivamente fa: narrazioni teoriche su una sinistra che non c'é e sull'utero che non ha e perciò lo affitta. E dato che affittandone uno serve a narrarsi che non conta quanto si spende ma quanto si ama ciò che compri, lui ama la narrazione di sé padre per amore.
      Mica fa l'alpinista.
      E come politico si diverte alle narrazioni dei Riva, mica ai lamenti seccanti degli abtanti del tamburi.
      E' la fuffa narrativa corrente, bellezza!

    1. cdc_16 4 marzo 2016

      Ecco, qualcuno finalmente che ci arriva!

      Nel primo messaggio con la parola "persona" intendevo il bambino, ma visto tutti gli altri messaggi a parte il tuo, devo ammettere di aver sbagliato termine.
      Dei vari uteri non mi interessa nulla.
    1. Scifraroc 4 marzo 2016

      " e le masturbazioni cerebrali....." cantava Bertoli.

    1. oriundo2006 4 marzo 2016

      Si, anche a me il paragone pare azzardato: e allora chi affitta la propria capacità di lavoro anch'esso/a rientra nella categoria ? Un po' troppo, mi sembra...e cmq tutti questi discorsi NON tengono conto del bambino...

    1. Vocenellanotte 4 marzo 2016

      Analisi senz'altro pragmatica, ma non condivisibile perché se è vero che la donna del proprio corpo fa quello che vuole quando è in condizioni di scegliere e sostenere il proprio ruolo (prostituta), allora le andrebbe consentito l'affitto del proprio utero, senza dubbio. Ma tra i due aspetti non c'è linearità perciò questa semplificazione non è accettabile. Anzi diventa il cavallo di troia meccanicistico per cui alla fine diventiamo tutti prostituti.



    1. mazzam 4 marzo 2016

      (..)perché mai dovrei dirlo in inglese?(..)
      Perchè fa figo e nelle tavolate serali da il là ai pidioti di arrotolare la lingua su qualcosa di esotico.
      E poi figliastro non è per niente blasé..

      Di questo tempo sciocco così ebbe a dire il troppo velocemente dimenticato Flaiano:

      "La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé."


      Io per me sogno un mondo senza vendoli...

      Ma anche voi pugliesi... ma chi ve lo fa fare di macinarmi lo scroto con certi figuri...

      Mahhh...
    1. giannis 4 marzo 2016

      Dunque.. Una donna vende il suo corpo per soldi oppure una donna vende il suo utero per soldi....si , la questione e la stessa, si tratta sempre di prostituzione

    1. idea3online 4 marzo 2016

      Nel passato veniva detto..dai a Cesare quello di Cesare, ed a Dio quello di Dio. Il mondo dopo il morso della Apple, è continuato tra bene e male, il bene stava alla larga dal male, ed il male stava alla larga dal bene. Cesare e Dio ognuno per la sua strada. Ma adesso la famosa frase inizia a non volerla applicare più il Potere. Ed ecco che l'Anticristo dice.....dai a Cesare quello che è di Cesare e dai a Cesare quello che è di Dio. Ed ecco che la sfida a Dio da qualche anno è stata lanciata, Cesare sfida Dio. Nella vita di ogni giorno assistiamo alla competizione tra il potere mafioso ed il potere di Cesare. Non c'è dubbio che lo Stato è superiore nella competizione, ma Cesare permette ai suoi "figli malandrini", di applicare il libero arbitrio anche applicando il male, ma sia chiaro, alcune sfere della società sono solo territorio di Cesare, ed ecco che quando le mafie entrano in territori di competenza dello Stato ecco che si attiva subito la disciplina. Con questo esempio, capiamo che è sotto i nostri occhi un equilibrio di pace tra il bene ed il male secondo sapienza umana. Ma esiste anche un accordo celeste, tra principati contro Dio(figli malandrini, antiStato tra uomo e uomo, ed antiDio&antiCristo, tra angeli ed angeli), e Dio stesso. Ed ecco che assume il giusto significato la famosa frase: dai a Cesare quello che di Cesare e dai a Cesare quello che è di Dio. Il problema è che quando viene sfidato Dio si è dentro sempre a qualche Profezia. Che l'antiStato sfidi lo Stato le conseguenze sono note, che l'antiCristo sfidi Dio, le conseguenze sono poco note ma simili. Soprattutto in Occidente si è rotto questo equilibrio tra Dio e Cesare, siccome quella frase è stata detta dall'ebreo Gesù, significa che ai piani alti è molto tenuto in considerazione questo equilibrio dal Supremo.

      Ed ecco che se Dio esiste veramente, probabilmente stiamo vivendo una fase della storia che ha rilevanza profetica, quando il Faraone sfidò il Dio di Abramo tutti conosciamo le conseguenze. Se siamo dentro la profezia dell'Apocalisse che durerà decenni, lo capiremo durante la nostra vita, la stessa che significa Rivelazione, sarà come un bocciolo che piano piano si apre sino all'atto finale quando i petali cadano, alla settima coppa quando Babilonia cadrà. Ma sino ad allora quanti anni.......secondo gli ebrei siamo nell'anno 5776.......224 anni ancora per i 6000 anni.....se è vero che sono 224 anni, saranno gli anni più profetici della storia dell'Universo.
    1. andriun 4 marzo 2016

      "...Qualcuno o con la coda di paglia o le idee molto confuse ha tirato in ballo concetti come “il gesto d’amore di crescere un figlio per altri”,... "


      Se guardiamo alla coda di paglia, ricordo molto bene i commenti di chi diceva che oggi si vive il rapporto di coppia meglio e con un'amore maggiore di quello che vivevano le nostre nonne, costrette da un vincolo indissolubile a portare fino alla fondo le loro scelte. Peccato che con l'amore a "scoppio" non vi possa essere progettualità, e nemmeno ci può essere stabilità. Quindi è scontato che in caso di concepimento il figlio andrà ad uno dei due(facilmente, almeno qualche tempo fa, ma potrebbe essere ancora così, alla femmina).

      Non siamo forse di fronte alle dissonanza, cognitiva, ma certo di una certa superficialità/stupidità femminile è probabile, visto che l'intervistato era una femmina che parlava a nome di altre donne inquinate dal pensiero femminista a cui ovviamente sia il tecnico (psicologo/sociologo) maschio(effeminato) che il cronista donna le davano ragione sostenendola in questa naturali assurdità.

      Sembrava che entrambi non volessero vedere, l'egoismo, l'opportunismo e l'ipocrisia dietro cui questi stessi soggetti che parlano di "amore" vero, si trincerano per giustificare una separazione(come scelta unilaterale) che privasse. magari senza giusti motivi(tra cui escludo alcuni tipi di violenza), della possibilità al figlio di avere un padre. Anche se va detto che per quanto mi riguarda, pur criticando fortemente l'operato della donna(da cui potrei essere tacciato di violenza psicologica, specie in un rapporto di coppia, visto la decadenza odierna), la responsabilità maggiore va certo addebitata ai loro protetti e protettori che, resi effeminati(oramai si tratta di un circolo vizioso dalle stesse donne), legiferano in loro favore stimolandole a scegliere sì la strada più semplice, ma certo non la più giusta.

    1. ottavino 4 marzo 2016

      Non è affatto l'utero in affitto il problema.

      Il problema è "chi fa cosa".
      L'uomo deve smetterla di vivere conto terzi. Quello che può fare lui deve farlo lui.
      La trombata deve farla lui. Deve proprio mettere il pisellino dentro la vagina.
      Che cosa resta dell'uomo se gli togli le sue funzioni? Niente, a quel punto può scomparire.
      L'uomo è le sue funzioni e quindi deve funzionare, non deve delegare ciò che lo riguarda.
      Niente funzionamento, niente uomo.
      È ridicolo festeggiare l'alpinista che raggiunge l'everest e contemporaneamente festeggiare Vendola.
      Non so se mi spiego.
    1. AlbertoConti 4 marzo 2016

      Quando la logica è uno spasso ...

    1. cdc_16 4 marzo 2016

      Qua vi state rincoglionendo in molti, la questione è semplice: si vuol dare la possibilità di comperare letteralmente una persona? Si o no?

      Che sono questi giri di parole, la questione è tutta qui.

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