DI HS
comedonchisciotte.org
Gent.le Davide e gent.issimi amici di comedonchisciotte,
forse in questi giorni i "complottisti" potrebbero incassare una clamorosa rivincita nei confronti degli scettici e, ovviamente, di chi ha tutto l'interesse a rigettare e dileggiare certe teorie scomode.
Domani sera il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Gioele Magaldi presenterà il suo sconcertante album dei più grandi massoni d'Italia e del mondo ne "I massoni" che sarà pubblicato in questi giorni da Chiarelettere.
A quanto, pare, dalle parole del facoltoso massone e da quanti hanno avuto occasione di leggere il testo, si squaderna una realtà sconcertante perchè non vi sarebbe stato potente - oggi e nel passato – che non abbia aderito alla "Fratellanza", ma non è tutto...
Il libro del Gran Maestro non citerebbe le fonti, ma sarebbe pronto a esibire i documenti a sostegno delle proprie gravi e sorprendenti dichiarazioni in caso di contestazione. "Massoni" è soprattutto incentrato sul disvelamento delle cosiddette Ur – Lodges, ovvero le logge sovranazionali e internazionali al di sopra di quelle nazionali come il Grande Oriente d'Italia, che governerebbero il mondo. Le superlogge si dividerebbero in liberaldemocratiche e progressiste da un lato e in neoaristocratiche e conservatrici dall'altro. Altrettante espressioni ed emanazioni delle superlogge sarebbero famigerati think tank come il Bilderberg club e la Trilateral e la celeberrima loggia nazionale coperta Propaganda Due del vecchio Gelli.
Non ne so molto di più, ma le sorprese – quantomeno le "chicche" – sarebbero numerose. Quel che, invece, mi pare di capire è che l'universo delle superlogge sia, da un lato, l'espressione dell'egemonia dell'elemento "anglofono" – quindi statunitense e britannico – e, dall'altro, del bel mondo dell'alta finanza, dei grandi banchieri, delle multinazionali, delle corporations e della grande e più quotata industria.
Comunque l'autentica novità è che un testo simile venga licenziato da "dentro", dal Gran Maestro progressista di un loggia nazionale. Quindi se dovesse essere supportato da una valida e incontrovertibile documentazione ci sarà molto da riscrivere sulla nostra storia – più o meno recente e sulla cronaca -. Nessuno potrà facilmente muovere accuse di "complottismo".
HS
Fonte: www.comedonchisciotte.org
18.11.2014
GioCo 20 novembre 2014
Sono convinto che se isoliamo il problema all'individuo nel contesto, smettendo di ragionare per gruppi di individui (lo stato, la multinazionale, la banca, la società segreta, etc.) come fossero entità viventi, inizieremmo a restituire al contesto un opzione di pressione sull'individuo, ne univoca, ne prioritaria.
Dovremmo pero costruire un pensiero poliedrico, interrelato, composto, dinamico, plasmide, proprio dei multiversi e non dell'universo (mentale) entro cui siamo confinati.
Ad esempio sapere che si e no sono opposti nel pensiero universale, ma non nel multiversale, dove assumono il carattere di sfumature infinite che rendono ogni cosa coesistente e interdipendente. Quindi appare difficile poi conservare una morale, ammettere che vi sia mai stata una virtù o una capacità di giudizio e da qui al passo che fa "saltare in aria" l'idea di responsabilità il passo è breve.
Tuttavia il multi-verso non è privo di ordine o di morale, tutto l'opposto. Infatti è nel concetto univoco di assoluto che abbiamo concepito gli orrori peggiori. Sempre. Questo perché il contraltare di una rigida disciplina morale dettata per i molti è la certezza della mancanza dell'errore: se seguo "a paperetta" gli orrori-errori, a prescindere da quali essi siano, non sono che un mero esecutore di ragioni superiori, quindi di fatto non-responsabile.
Peccato che la responsabilità sia frutto di una intensa ricerca individuale che ci porta al necessario continuo dubbio e alla contemplazione dell'ignoto, alla valutazione e rivalutazione in occasione degli eventi che ci obbligano all'azione, al sapere dei nostri limiti e dei nostri equilibri davanti a sfide che troppo spesso paiono travalicarli. Al saperci capaci di reggere il dolore della colpa quel tanto che basta a rielaborare, a riconsiderare a sapere trasformare una sicura sconfitta i una fonte inesauribile di speranza.
Ma chi oggi si allena nel difficile esercizio del funambolo che procede sul sottile filo del fato e sulle trame che intreccia tra gli uomini? Chi ha sentore del pericolo che riserva, oziare l'allenamento alla propria responsabilità nel giudizio?
Sapere che cosa fa o non fa questo Magalli ci alleggerirebbe di questo peso? Dice qualcosa sulla lotta tra logge? Oppure ci dirà come i singoli le hanno usate per i loro scopi? Ci potrà forse dire se erano impostori (dal punto di vista del segreto della loggia)? Ci dirà se ci sono individui "ribelli"? Che potere effettivo hanno coloro che sono indicati?
Io credo che Magalli sa bene che il suo sarà un lavoro che farà un grande rumore, ambiguo quanto basta per piacere senza dare risposte nette. Come molti lavori noti, prima del suo.