MARRAZZO (“IL RITORNO”) E UNA STRANA IDEA DI VERITA’

MARRAZZO (“IL RITORNO”) E UNA STRANA IDEA DI VERITA’

DI FEDERICO ZAMBONI

ilribelle.com

Ecco fatto. Sono bastati sei mesi, e una sentenza della Cassazione che come vedremo si presta agli equivoci, per dare modo a Piero Marrazzo di rialzare la testa, tornando a indossare i panni della vittima. Gli stessi che aveva cercato di vestire subito dopo che si erano diffuse le prime voci sulle sue assidue frequentazioni di prostitute transessuali e che, ben presto, era stato costretto ad abbandonare sotto l’infuriare dello scandalo.



Andiamo a rileggerle, quelle dichiarazioni iniziali che vennero pronunciate col tono indignato di chi non c’entra nulla e si vede coinvolto suo malgrado in una brutta, bruttissima storia alla quale è completamente estraneo. Quelle frasi che cercavano di schivare qualsiasi addebito riconducendo tutto a un’odiosa macchinazione ai suoi danni, approntata allo scopo di costringerlo ad abbandonare il posto di governatore del Lazio. E, soprattutto, a non potersi ricandidare alla guida della Regione, spianando così la strada alla vittoria del centrodestra.«Mi vogliono colpire alla vigilia delle elezioni. Sono amareggiato e sconcertato per il tentativo di infangare l’uomo per colpire il Presidente. Quel filmato, se davvero esiste, è un falso. È stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Non ho mai pagato, nego di aver mai versato soldi. Bisogna vedere se l'assegno che dimostrerebbe il pagamento l’ho firmato io. Occorrerà attendere l'esito delle perizie calligrafiche». E ancora: «Non ero a conoscenza di questa vicenda, quanto sta accadendo non risponde a verità. Quanto è successo, è un atto di una gravità inaudita, e dimostra che nel nostro paese la lotta politica ha raggiunto livelli di barbarie intollerabili. Ma io non mi dimetto e vado avanti». E infine (“visibilmente emozionato”, sottolineava l’articolista del Corriere della Sera): «Ho una famiglia alla quale tengo più di ogni altra cosa e che voglio preservare con tutte le mie forze. Sul piano politico ho risposto, sul piano umano mi faccio delle domande. Da questo momento, di questo argomento parleranno esclusivamente i miei legali».

Sic.

Com’è andata a finire lo sappiamo tutti. Le indiscrezioni sono diventate certezze, con tanto di nomi e cognomi, ricostruzioni circostanziate e testimonianze a non finire. A quel punto Marrazzo non ha avuto alternative e ha dovuto riconoscere che almeno qualcosa di vero c’era. Eccome se c’era. Gli incontri coi trans si erano svolti realmente e a più riprese. All’insaputa dei famigliari e, innanzitutto, di sua moglie. Sul piano giudiziario gli eventuali reati e le relative responsabilità erano tutte da accertare, ma sotto ogni altro profilo la situazione era obiettivamente insostenibile. L’immagine politica e l’integrità personale erano ormai in frantumi. L’unica cosa che restava da fare era cospargersi il capo di cenere e affidarsi alla clemenza altrui.



Piero Marrazzo lo ha fatto. Espressioni contrite, frasi addolorate, addirittura dei periodi di “ritiro spirituale” presso questa o quella comunità religiosa. L’intero ventaglio – o l’intero repertorio – del pubblico pentimento. Salvo poi, però, non rassegnare subito le dimissioni da presidente della Regione, preferendo invece la via della “auto sospensione”, e salvo conservare ulteriormente la carica di consigliere regionale, continuando a percepire i relativi emolumenti. Un miscuglio di atteggiamenti contraddittori, sul doppio binario della depressione e del calcolo, che sollevava non pochi dubbi sulla sincerità di quel “mea culpa”.



Oggi, all’indomani del pronunciamento della Cassazione che riconosce l’esistenza di un complotto ordito dai carabinieri che lo ricattarono e di cui egli fu «chiaramente vittima predestinata», i dubbi escono rafforzati. Marrazzo prende la palla al balzo e si lancia al contrattacco. «Ho sempre detto la verità», afferma risoluto. E già che c’è annuncia che la sua vita professionale potrebbe ricominciare da un momento all’altro: «Sono pronto a rientrare in Rai, sono a disposizione dell’azienda. Tornerò a fare il mio “vecchio” lavoro nella comunicazione».

Ma il punto chiave è nella prima parte. È in quel categorico, e fin troppo orgoglioso, «Ho sempre detto la verità». Che probabilmente si riferisce solo alla questione del ricatto organizzato dai carabinieri infedeli, ma che formulato in questi termini così sommari si espande a dismisura. Fino a suggerire l’idea che il povero Marrazzo sia un esempio di lealtà e che non abbia alcuna colpa in tutto quello che gli è successo. Guarda caso, era la versione iniziale. Guarda caso, è la versione sbagliata.



Federico Zamboni

Fonte: www.ilribelle.com

21.04.2010

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Commenti (30)

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    1. Kerkyreo 21 aprile 2010

      Che gente di merda!!!!
      Ma non tanto perche' e' andato a travestiti, solo perche' ha sfasciato una famiglia dove i figli con ogni probabilita' verranno derisi per colpa sua e della sua sporcizia morale!
      Marrazzo e' semplicemente un sudicio come tanti! Merdee!!! mi viene la nausea solo a scrivere il commento!
      Non importa se una persona sia Gay o etero, l'importante e' che viva la propria sessualita' con pudore e rispetto.

    1. radisol 21 aprile 2010

      Nessuna simpatia per Marrazzo, del resto pur avendolo votato nel 2005 ( dall'altra parte c'era nientemeno che Storace !) non mi ispirava particolare simpatia nemmeno prima di questa triste vicenda ..... Comunque è vero che è stato "sputtanato" per aver negato qualcosa ad Angelucci, tra l'altro aveva appena cambiato Assessore alla Sanità, criticando il precedente per troppa "intelligenza" proprio col big della sanità privata, ed alla testa dell'operazione "sputtanatoria" è risultato esserci proprio "Libero", cioè il quotidiano proprietà di Angelucci .... Ma, al di là di questo ed al di là che sarebbe bene che Marrazzo sparisse per sempre da ogni visibilità mediatica, mi sembra molto più inquietante il fatto che un gruppo di carabinieri spacciasse, ricattasse, vendesse informazioni acquisite nel proprio lavoro al miglior offerente e che, almeno in un caso ( ma più realisticamente sono due), addirittura eliminasse fisicamente testimoni scomodi delle proprie malversazioni .... O no ?

    1. Tao 21 aprile 2010

      L’ AUTO-ASSOLUZIONE DI PIERO MARRAZZO E QUEL CASO CHIUSO TROPPO IN FRETTA

      DI ALESSANDRO TAURO

      alessandrotauro.blogspot.com


      Se c'è un aspetto delle cronache politico-giudiziarie italiane che non sfugge nemmeno agli occhi del più disattento cittadino-spettatore è la capacità innata del mondo dell'informazione (e della politica) di trasformare ogni evento, ogni episodio, in una curiosa altalena tra due eccessi, una sorta di oscillazione repentina tra innocentismo e processo sommario, trascendendo dalla più elementare realtà dei fatti.

      Il Caso Marrazzo torna oggi a mostrare con prepotenza questa nefanda realtà molto italiana.

      Nell'ottobre 2009 Marrazzo era, agli occhi della pubblica opinione, l'espressione massima di una classe politica allo sbando, incapace di mantenere ben saldo il nesso tra moralità pubblica ed etica politica. Per molti era colpevole di aver ceduto ad uno squallido ricatto, per altri di aver mentito in prima battuta agli inquirenti. Qualcuno lo additava per aver fatto uso di sostanze stupefacenti nelle pause tra una seduta e l'altra, qualcun'altro per il semplice fatto di essere andato a trans. Altri invece per esserci andato con l'auto blu.

      Da due giorni, invece, l'ex governatore del Lazio è vittima. Lo è per la magistratura ma lo è ancora di più per la stampa, intenta a rilanciare l'inaspettata fase di "pulizia" dell'immagine dell'ex politico-giornalista.

      La Corte di Cassazione ha certificato l'innocenza giudiziaria di Piero Marrazzo nella vicenda che tanto scandalo destò a suo tempo. Il suo ruolo, in termini penali, è quello di vittima. E di occasionale testimone.

      "Vittima e testimone". Con questi due aggettivi l'ex Presidente stesso, Piero Marrazzo, ha ridefinito la sua collocazione nella inquietante vicenda dello scorso autunno. Gli stessi due attributi con cui potremmo definire un imprenditore che denuncia il tentativo di estorsione del pizzo in Sicilia o un giornalista scomodo assassinato da sicari al soldo di qualche potente vittima delle sue indagini.

      Ma il significato che due aggettivi assumono in un contesto non sono sempre traducibili in altri. E questo Piero Marrazzo dovrebbe saperlo bene. Essere innocenti penalmente non equivale ad esserlo politicamente.

      Cedere ad un ricatto consegnando assegni, occultare la notizia per mesi, mentire spudoratamente ai magistrati durante la prima convocazione, tentare di comperare una prova di reato e acquistare cocaina da consumare tra un appuntamento politico e l'altro possono non configurarsi come reati, ma sono il sintomo drammatico di un'incapacità dirigenziale tradotta ai massimi livelli. Oltre che di uno status di ricattabilità (consapevole) perdurato diversi mesi.

      La Corte di Cassazione punta il proprio dito accusatore verso le sole figure dei Carabinieri colpevoli del tentativo di ricettazione del filmato; in particolar modo verso i due autori del video incriminato (Luciano Simeone e Carlo Tagliente) ed il presunto organizzatore (Nicola Testini).

      Ed assolve tutti gli altri protagonisti, a partire dai mediatori della fallita vendita del filmato (Agenzia Masi e Massimiliano Scarfone) e dai potenziali acquirenti (Libero, Panorama, Chi). E reputa di fondamentale aiuto tutte le testimonianze fornite. La ragione dell'innocenza: il mancato acquisto del video proprio in virtù della consapevolezza di tutti del possibile reato alle porte.



      Tra queste testimonianze come dimenticare la versione fornita da Carmen Pizzuti, titolare dell'agenzia fotografica Masi? A più riprese ha riferito di un accordo di vendita del filmato praticamente concluso con la famiglia Angelucci (proprietari di Libero, tra cui Antonio deputato PDL) ed il direttore del quotidiano, Maurizio Belpietro, per 100 mila euro, accordo che andò a monte solo a causa della telefonata di Alfonso Signorini a Carmen Pizzuti che avvertì dell'interessamento di Panorama e della telefonata di Silvio Berlusconi a Piero Marrazzo che informò quest'ultimo sulla collocazione del video e della possibilità di vendita esclusiva.



      Se tale testimonianza è ritenuta credibile quanto le altre, come poter archiviare la vicenda come l'atto esclusivo di quattro mele marce? E come poter ignorare la realtà dei molteplici incontri (alcuni terminati con una rissa sfiorata) tra Piero Marrazzo e Antonio Angelucci, titolare di cliniche private del gruppo Tosinvest nella regione Lazio, avvenuti in una fase in cui il Presidente della regione era consapevole di essere ad un passo dallo "sputtanamento" giornalistico e l'onorevole PDL acquirente del video e autore primario di tale massacro pubblico?



      Alessandro Tauro

      Fonte: http://alessandrotauro.blogspot.com

      Link: http://alessandrotauro.blogspot.com/2010/04/lauto-assoluzione-di-piero-marrazzo-e.html

      21.05.2010

      Lettura consigliata: L'"affaire" Marrazzo: le domande, i dubbi e le "ombre ingombranti" di cui si è persa traccia (http://alessandrotauro.blogspot.com/2009/11/laffaire-marrazzo-le-domande-i-dubbi-e.html)

    1. ottavino 21 aprile 2010

      Doveva essere condannato a morte.

    1. zufus 21 aprile 2010

      concordo in pieno.

    1. prischia 21 aprile 2010

      E' semper una bruta storia dala quale nessune ne esce pulito, soprattutto perche' c'e di mezzo quache morto.

    1. Pausania 21 aprile 2010

      Però non si parla mai del fatto che ci siano poliziotti che sfruttano la prostituzione, spacciano droga e ricattano altra gente.

      Perché OK, Marrazzo tirerà di coca, ma almeno quelli sono fatti suoi. Se invece la polizia si comporta come i peggiori criminali, io comincio a preoccuparmi. E non poco.

    1. ilnatta 21 aprile 2010

      temo proprio che sia come dici tu!

    1. redme 21 aprile 2010

      ..BRAVO!!....

    1. maumau1 21 aprile 2010

      ma di che parliamo..
      Marrazzo è stato rimosso per motivi di finanziamenti non dati alle case di cura di Angelucci/Geronzi che avevano truffato la sanità del Lazio
      ed a cui Marrazzo aveva rifiutato di rinnovare i 70milioni l'anno di rimborsi..(finchè non avessero restituito i 150milioni truffati)
      e devolvendo qui soldi in un fondo per i disoccupati e chiunque non raggiungesse 8000euro l'anno dai 30 ai 45anni..
      quindi i soldi invece di andare alle banche andavano ai poveracci..
      e questo in una Italia dove comandano le banche non è possibile..
      dove non esiste il sussidio che esiste in tutti gli stati europei..

      appena a giugno approvata la legge che istituiva il fondo..i primi di luglio iniziarono a circolare le foto ...

      ogni politico ha scheletri nell'armadio e se ti metti contro i poteri forti escono fuori e se non ce l'hai li creano ad arte..

      Geronzi ha risanato anche tutti i debiti dei DS ecco perchè nessuno del PD ha difeso Marrazzo.....

      inoltre Marrazzo aveva chiesto ed ottenuto le dimissioni dell'assessore alla sanità che concedeva rimborsi truffaldini alle cooperative sia bianche che rosse della sanità laziale..
      ecco perchè nessuno ha fiatato sulle dimissiondi Marrazzo..

      persone come Marrazzo e Vendola sono scomode..

      ecco perchè Vendola disse ''io faccio outing cosi' non possono ricattarmi''
      se non l'avesse fatto quando D'Alema ha appoggiato Boccia scommettiamo che avrebbero fatto uscire dossier sull'Omosessualità di Vendola e magari usciva pure qualche trans..e Vendola perdeva le elezioni..
      invece non l'hanno potuto fare e Vendola ha vinto e l'accordo PD-Casini
      che prevedeva in cambio dell'appoggio in molte regioni(appoggio conteso al PDL)la vendita dell'Acquedotto Pugliese al gruppo Caltagirone il cui referente politico è Casini marito della figlia del fondatore..e quindi di fatto Casini è l'erede di questo immenso gruppo economico,le ricchezze vanno a lui (gruppo che vanta la maggiore liquidità tra i gruppi economico-finanziari italiani...)
      quindi ci sarebbe da chiedere perchè questo conflitto di interesse non viene messo in luce..è come se i soldi fossero di Casini essendo il marito della figlia i soldi vanno a lui!!

      ciao

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