MARRAZZO (“IL RITORNO”) E UNA STRANA IDEA DI VERITA’

MARRAZZO (“IL RITORNO”) E UNA STRANA IDEA DI VERITA’

DI FEDERICO ZAMBONI

ilribelle.com

Ecco fatto. Sono bastati sei mesi, e una sentenza della Cassazione che come vedremo si presta agli equivoci, per dare modo a Piero Marrazzo di rialzare la testa, tornando a indossare i panni della vittima. Gli stessi che aveva cercato di vestire subito dopo che si erano diffuse le prime voci sulle sue assidue frequentazioni di prostitute transessuali e che, ben presto, era stato costretto ad abbandonare sotto l’infuriare dello scandalo.



Andiamo a rileggerle, quelle dichiarazioni iniziali che vennero pronunciate col tono indignato di chi non c’entra nulla e si vede coinvolto suo malgrado in una brutta, bruttissima storia alla quale è completamente estraneo. Quelle frasi che cercavano di schivare qualsiasi addebito riconducendo tutto a un’odiosa macchinazione ai suoi danni, approntata allo scopo di costringerlo ad abbandonare il posto di governatore del Lazio. E, soprattutto, a non potersi ricandidare alla guida della Regione, spianando così la strada alla vittoria del centrodestra.«Mi vogliono colpire alla vigilia delle elezioni. Sono amareggiato e sconcertato per il tentativo di infangare l’uomo per colpire il Presidente. Quel filmato, se davvero esiste, è un falso. È stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Non ho mai pagato, nego di aver mai versato soldi. Bisogna vedere se l'assegno che dimostrerebbe il pagamento l’ho firmato io. Occorrerà attendere l'esito delle perizie calligrafiche». E ancora: «Non ero a conoscenza di questa vicenda, quanto sta accadendo non risponde a verità. Quanto è successo, è un atto di una gravità inaudita, e dimostra che nel nostro paese la lotta politica ha raggiunto livelli di barbarie intollerabili. Ma io non mi dimetto e vado avanti». E infine (“visibilmente emozionato”, sottolineava l’articolista del Corriere della Sera): «Ho una famiglia alla quale tengo più di ogni altra cosa e che voglio preservare con tutte le mie forze. Sul piano politico ho risposto, sul piano umano mi faccio delle domande. Da questo momento, di questo argomento parleranno esclusivamente i miei legali».

Sic.

Com’è andata a finire lo sappiamo tutti. Le indiscrezioni sono diventate certezze, con tanto di nomi e cognomi, ricostruzioni circostanziate e testimonianze a non finire. A quel punto Marrazzo non ha avuto alternative e ha dovuto riconoscere che almeno qualcosa di vero c’era. Eccome se c’era. Gli incontri coi trans si erano svolti realmente e a più riprese. All’insaputa dei famigliari e, innanzitutto, di sua moglie. Sul piano giudiziario gli eventuali reati e le relative responsabilità erano tutte da accertare, ma sotto ogni altro profilo la situazione era obiettivamente insostenibile. L’immagine politica e l’integrità personale erano ormai in frantumi. L’unica cosa che restava da fare era cospargersi il capo di cenere e affidarsi alla clemenza altrui.



Piero Marrazzo lo ha fatto. Espressioni contrite, frasi addolorate, addirittura dei periodi di “ritiro spirituale” presso questa o quella comunità religiosa. L’intero ventaglio – o l’intero repertorio – del pubblico pentimento. Salvo poi, però, non rassegnare subito le dimissioni da presidente della Regione, preferendo invece la via della “auto sospensione”, e salvo conservare ulteriormente la carica di consigliere regionale, continuando a percepire i relativi emolumenti. Un miscuglio di atteggiamenti contraddittori, sul doppio binario della depressione e del calcolo, che sollevava non pochi dubbi sulla sincerità di quel “mea culpa”.



Oggi, all’indomani del pronunciamento della Cassazione che riconosce l’esistenza di un complotto ordito dai carabinieri che lo ricattarono e di cui egli fu «chiaramente vittima predestinata», i dubbi escono rafforzati. Marrazzo prende la palla al balzo e si lancia al contrattacco. «Ho sempre detto la verità», afferma risoluto. E già che c’è annuncia che la sua vita professionale potrebbe ricominciare da un momento all’altro: «Sono pronto a rientrare in Rai, sono a disposizione dell’azienda. Tornerò a fare il mio “vecchio” lavoro nella comunicazione».

Ma il punto chiave è nella prima parte. È in quel categorico, e fin troppo orgoglioso, «Ho sempre detto la verità». Che probabilmente si riferisce solo alla questione del ricatto organizzato dai carabinieri infedeli, ma che formulato in questi termini così sommari si espande a dismisura. Fino a suggerire l’idea che il povero Marrazzo sia un esempio di lealtà e che non abbia alcuna colpa in tutto quello che gli è successo. Guarda caso, era la versione iniziale. Guarda caso, è la versione sbagliata.



Federico Zamboni

Fonte: www.ilribelle.com

21.04.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Commenti (30)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. patmar111 23 aprile 2010

      Bravo/a Lavidia! Troppo semplice e lineare. Adesso è colpa dei ricattatori se lui si è trovato in quella situazione, poveraccio! Mi fa una pena! Non vedo l'ora di trovarmelo in qualche programma a moraleggiare dall'alto della sua esperienza.

    1. patmar111 23 aprile 2010

      quoto

    1. lavidia 23 aprile 2010

      veramente la pistola alla nuca se la è messa da solo e per questo era ricattabile! Ossia se non si fosse trovato in quella situazione non avrebbe avuto nulla da temere !

    1. alvise 22 aprile 2010

      Che faccia di m... sto marrazzo ragazzi.E chi dice "non mi interessa se tira di coca", è da perdonare, non sa quel che dice.Ad uno che tira di coca non gli farei tirare manco un carretto, altro che fargli condurre una regione intera.E poi, se nella trappola non c'è il formaggio il topo non entra.Se marrazzo non fosse stato in quella casa i carabinieri si sarebbero attaccati al tram, mancava il pretesto.A meno che non ce lo avessero gettato dentro di forza, ma così non è stato, marrazzo c'era andato di sua volontà.
      Dove c'è una merda ci sono le mosche, se merda non c'è le mosche vanno da un'altra parte.

      Che cacchio di scuse banali va cercando marrazzo.Ovvio che i carabinieri coinvolti sono da legare, ma in questo caso sono le mosche, la merda, lascio alla fantasia.Ma già, gli avranno detto "guarda che con queste folle di persone che guardano il grande fardello, il calcio, la fattoria, iaia hoooooh, isola dei fumosi, ecc, chi vuoi faccia caso se rientri e dici cazzate in tibbù". Daranno qualche programma tibbù a questa emorroide, starà molto attento se avrà un impatto doloroso, e dopo alcune settimane si sentirà pulito come un bambino.Qualche giorno fa, sui giornali è uscita la notizia che molti trans coinvolti nell'affaire marrazzo, sarebbero in pericolo di morte.Dovrebbero denunciarlo per - procurato coinvolgimento con sussistente pericolo di omicidio, e metterlo in cella con sircana, l'altro depra**** del PD.

    1. totonno 22 aprile 2010

      Senza aggiungere parole vi invito a leggere questo articolo e a farvi due risate !!??

      La Vergine delle suole può guarirti dalla voglia di nerchia! Come difendere (e promuovere) la propria perduta rispettabilità etero-borghese

      Ecco uno schema collaudato di riabilitazione vipparola - ti piace la nerchia? ti piace la coca? t’hanno sgamato? - niente paura, si fa così: sparisci dalla circolazione per qualche mese di fila, un annetto o giù di lì, ti trasferisci per un po’ nella pittoresca sperduta villazza di Filicudi o dove ti pare a te - l’importante è che sia lontano lontano - il tuo ufficio stampa mette in giro la voce che sei in ritiro spirituale a lavorare la terra e ad aiutare ritardati e bisognosi tra le mura di una qualche austera comunità di recupero gestita da bonari asceti religiosi con l’aiuto dei quali te ne stai soffertamente umilmente meditando alla ricerca del tuo io interiore, del te stesso quello vero - il te stesso a cui la coca e la nerchia non gli piacevano, il te stesso prima dei dodici anni cioè - che dev’essersi smarrito da qualche parte;

      e una volta che sono passati questi pochi mesi, bingo!, puoi ricominciare a venderti in qualità di Uomo Rinato, che è una merce richiestissima, oppure meglio ancora, in qualità di Cristiano Rinato Miracolato e Militante - basta autocertificare che il ritorno all’ovile sia miracolosamente avvenuto sotto l’egida di un santo chessoio o della Vergine Maria (altro che nerchia, immacolata quella lì!, ha concepito wireless) - e allora ecco che il generoso Vipmondo televisivo-politico, che si sa è sempre affamato di parabole edificanti di patetico spettacolare squallore, torna ad accoglierti a braccia aperte ed è pronto a offrirti una seconda chance, la scaletta è quella solita, collaudatissima:

      1) cominci rilasciando interviste su Oggi, Gente e rivistacce assortite, “Esclusivo! Parlo per la prima volta dopo un anno di silenzio: così Dyo mi ha dato la forza di tornare a credere in me stesso e mi ha fatto rientrare in seno alla famiglia, che è il valore fondamentale numero uno - in appendice, assaggiata da un entusiasta Sandro Mayer, la straordinaria ricetta della torta campagnola che ho imparato in convento dal mio padre spirituale Fra Marcellino e che cucino sempre per il mio handicappato preferito Mongo”;

      2) diventi presenza fissa di qualche discarica del pomeriggio televisivo - immancabile quando si toccano argomenti che hanno a che fare con la vita dissoluta e i tranelli demoniaci dello show business - si annuisce pensosi alle puttanate spicciole di qualche sedicente psichiatra cripto-catechista e si chiacchiera con Paolo Brosio scambiandosi impressioni preoccupate a proposito di una apparizione pareidolica della Madonna di Medjugorje sulla suola dello stivale di un pastore bosniaco: annuncia forse la fine del mondo? una purificazione di massa? una guerra atomica? (il pastore bosniaco dice: “ке рзумко вуовеш колим!” - traduzione: “ho solo pestato una merda!” - l’inviata RAI dice: “buone notizie! il signor Stefanović dice che secondo lui è un segno di speranza”);

      3) scrivi un libro di memorie in cui racconti della tua odissea privata e del soffertissimo rapporto con tua moglie, adesso per fortuna pienamente recuperato (mai! mai! mai separarsi! bisogna pur difendere una minima parvenza di rispettabilità etero-cristiano-borghese) - si intitola Un uomo tutto nuovo, c’ha la prefazione di Antonio Socci e lo si va a presentare da Bruno Vespa, ospite in studio il caro don Mazzi con cui si parla della brutta brutta situazione di sfruttamento della prostituzione in Italia;

      4) vai all’Isola dei famosi e ti commuovi “grazie, grazie, grazie a tutti” e a stento trattieni i caldi lacrimoni quando durante un turno di nomination Simona Ventura strepita “sei una persona forte che è andata contro tutto e tutti ma ce l’hai fatta! sei un grande! ti vogliamo bene! l’italia ti vuole bene!”;

      5) ti candidi nell’UDC.

      E insomma, un solo consiglio a Marrazzo, se posso dare un consiglio a Marrazzo, senti Marrazzo: la storia della cocaina secondo me è meglio non smontarla, anzi!, è meglio tenerla su in piedi pure se non è vero, perché sai, fidati, così dopo puoi raccontare che era tutta colpa della droga, che eri obnubilato dalla droga, che la voglia di nerchia è un effetto collaterale della droga - meglio la droga che la nerchia, no?

      di Betty Moore, 28 ottobre 2009

    1. totonno 22 aprile 2010

      Senza aggiungere parole vi invito a leggere questo articolo e a farvi due risate !!??

      La Vergine delle suole può guarirti dalla voglia di nerchia! Come difendere (e promuovere) la propria perduta rispettabilità etero-borghese

      Ecco uno schema collaudato di riabilitazione vipparola - ti piace la nerchia? ti piace la coca? t’hanno sgamato? - niente paura, si fa così: sparisci dalla circolazione per qualche mese di fila, un annetto o giù di lì, ti trasferisci per un po’ nella pittoresca sperduta villazza di Filicudi o dove ti pare a te - l’importante è che sia lontano lontano - il tuo ufficio stampa mette in giro la voce che sei in ritiro spirituale a lavorare la terra e ad aiutare ritardati e bisognosi tra le mura di una qualche austera comunità di recupero gestita da bonari asceti religiosi con l’aiuto dei quali te ne stai soffertamente umilmente meditando alla ricerca del tuo io interiore, del te stesso quello vero - il te stesso a cui la coca e la nerchia non gli piacevano, il te stesso prima dei dodici anni cioè - che dev’essersi smarrito da qualche parte;

      e una volta che sono passati questi pochi mesi, bingo!, puoi ricominciare a venderti in qualità di Uomo Rinato, che è una merce richiestissima, oppure meglio ancora, in qualità di Cristiano Rinato Miracolato e Militante - basta autocertificare che il ritorno all’ovile sia miracolosamente avvenuto sotto l’egida di un santo chessoio o della Vergine Maria (altro che nerchia, immacolata quella lì!, ha concepito wireless) - e allora ecco che il generoso Vipmondo televisivo-politico, che si sa è sempre affamato di parabole edificanti di patetico spettacolare squallore, torna ad accoglierti a braccia aperte ed è pronto a offrirti una seconda chance, la scaletta è quella solita, collaudatissima:

      1) cominci rilasciando interviste su Oggi, Gente e rivistacce assortite, “Esclusivo! Parlo per la prima volta dopo un anno di silenzio: così Dyo mi ha dato la forza di tornare a credere in me stesso e mi ha fatto rientrare in seno alla famiglia, che è il valore fondamentale numero uno - in appendice, assaggiata da un entusiasta Sandro Mayer, la straordinaria ricetta della torta campagnola che ho imparato in convento dal mio padre spirituale Fra Marcellino e che cucino sempre per il mio handicappato preferito Mongo”;

      2) diventi presenza fissa di qualche discarica del pomeriggio televisivo - immancabile quando si toccano argomenti che hanno a che fare con la vita dissoluta e i tranelli demoniaci dello show business - si annuisce pensosi alle puttanate spicciole di qualche sedicente psichiatra cripto-catechista e si chiacchiera con Paolo Brosio scambiandosi impressioni preoccupate a proposito di una apparizione pareidolica della Madonna di Medjugorje sulla suola dello stivale di un pastore bosniaco: annuncia forse la fine del mondo? una purificazione di massa? una guerra atomica? (il pastore bosniaco dice: “ке рзумко вуовеш колим!” - traduzione: “ho solo pestato una merda!” - l’inviata RAI dice: “buone notizie! il signor Stefanović dice che secondo lui è un segno di speranza”);

      3) scrivi un libro di memorie in cui racconti della tua odissea privata e del soffertissimo rapporto con tua moglie, adesso per fortuna pienamente recuperato (mai! mai! mai separarsi! bisogna pur difendere una minima parvenza di rispettabilità etero-cristiano-borghese) - si intitola Un uomo tutto nuovo, c’ha la prefazione di Antonio Socci e lo si va a presentare da Bruno Vespa, ospite in studio il caro don Mazzi con cui si parla della brutta brutta situazione di sfruttamento della prostituzione in Italia;

      4) vai all’Isola dei famosi e ti commuovi “grazie, grazie, grazie a tutti” e a stento trattieni i caldi lacrimoni quando durante un turno di nomination Simona Ventura strepita “sei una persona forte che è andata contro tutto e tutti ma ce l’hai fatta! sei un grande! ti vogliamo bene! l’italia ti vuole bene!”;

      5) ti candidi nell’UDC.

      E insomma, un solo consiglio a Marrazzo, se posso dare un consiglio a Marrazzo, senti Marrazzo: la storia della cocaina secondo me è meglio non smontarla, anzi!, è meglio tenerla su in piedi pure se non è vero, perché sai, fidati, così dopo puoi raccontare che era tutta colpa della droga, che eri obnubilato dalla droga, che la voglia di nerchia è un effetto collaterale della droga - meglio la droga che la nerchia, no?

      di Betty Moore, 28 ottobre 2009

    1. lucky63 22 aprile 2010

      sicuramente gli agenti dei cc sono dei traditori della patria;

      il problema vero non è se Marrazzo lo da o lo prende, ma è l'uso di sostanze stupefacenti.

      tieni presente che un ragazzino che è alla guida di un mototino è fa uso di sostanze psicotrope viene denunciato e punito perchè ha commeso un reato;

      Marrazzo era il governatore della regione Lazio, responsabili di 4/5 milioni di persone, una persona che non sa "intendere ne volere" non puo avere incarichi importantissimi.

    1. patmar111 22 aprile 2010

      Quello che ha dato tanto fastidio, secondo me, non sono gli affaracci suoi, ma l'arroganza, il senso di impunità, che ha fatto sì che Marrazzo fosse ricattabile e di conseguenza sputtanato. Chiunque lo abbia ricattato, lui è certamente andato a cercarsela. Il richiamo della foresta era così forte e impellente da mettere da parte un qualsiasi straccio di precauzione? Ed ora si ripresenta bello bello, con la sua faccia di tolla perchè se lo paghiamo qualcosa deve pur fare, e magari si sente un martire eroe, lui e non la sua signora e le sue figlie che devono averne passate di inimmaginabili. Qui tutti a fare i superiori, a minimizzare quello che è successo, che il suo comportamento è solo affar suo, che la sessualità si vive come più piace, ma prima o poi trovera qualcuno che lo manderà, in diretta, a fare in c..... e cosa farà Marrazzo? Si offenderà sdegnato? boh!

    1. Diapason 22 aprile 2010

      "non importa se una persona sia Gay" (...perché maiuscolo? :O ) o etero, l'importante è che viva la propria sessualità con pudore e rispetto"

      Questa frase fa un po' a pugni con

      "per colpa sua e della sua sporcizia morale"

      ...Non mi quadra: gay o etero basta che viva la sessualità con pudore" (più pudore dello stare dentro una casa, che vuoi?) "e rispetto" (...verso chi?)

      Cioè: gay o etero è ok, ma se è Marrazzo è sporcizia morale?

    1. Diapason 22 aprile 2010

      ...Il pesce puzza dalla testa.

    1. renatino 22 aprile 2010

      E' anche vero che Marrazzo ha cercato di nascondere il suo "scandalo".
      In un certo senso si è eliminato da solo. Pensate se avesse subito denunciato chi ha cercato di ricattarlo; oggi sarebbe una storia diversa. byez

    1. Eli 22 aprile 2010

      Sono d'accordo sull'analisi. Il complotto c'è stato anche perché la destra voleva papparsi il Lazio (ricordate l'intrusione nel cervellone della sanità da parte degli scherani di Storace). Ma credo che i carabinieri corrotti siano stati solo la manovalanza, i responsabili vanno cercati altrove.

    1. cesare52 21 aprile 2010

      Complimenti per il commento informato ed esaustivo.

    1. andyconti 21 aprile 2010

      GRAZIE COMEDONCHISCIOTTE PER PERMETTERE INFORMAZIONE VERA E CONFRONTO FRA LETTORI, IN QUESTA SITUAZIONE DI TOTALE DECADENZA POLITICA L'UNICA COSA DA FARE E' MANTENERE LA NOSTRA DIGNITA', CHE PER NOI E' QUALCOSA DI PREZIOSO, MENTRE QUESTA CRICCA DI PARASSITI E' IL RISULTATO DI UNA SELEZIONE AL CONTRARIO E DIMOSTRA CHE TUTTO IL SISTEMA ISTITUZIONALE CON I SUOI PERVERTITI E PAPPONI DOVREBBE ESSERE MESSO ALLA GOGNA E SPEDITO ALL'INFERNO.

    1. radisol 21 aprile 2010

      Perchè con una pistola alla nuca e fotografato e filmato in mutande in casa di una trans forse Marrazzo non era proprio in condizioni di scegliere cosa fare ... come dire ad un impiegato di banca che è colpa sua se consegna il denaro ad eventuali rapinatori che gli intimano di fare ciò .... o ad un commerciante siciliano se dietro minacce paga il pizzo ai mafiosi ....

    1. Kerkyreo 21 aprile 2010

      I polizitti o i carabinieri o i vigili urbani o gli spazzini non sono il vero problema. Loro sono una CONSEGUANZA del problema.
      Lo sai gia' qual' e' il vero problema!! i vertici!
      il paese va a schifo perche' i gestori che abbiamo al potere sono dei farabbutti!

    1. yiliek 21 aprile 2010

      Se è per uso di cocaina dovremmo decimare l'intera popolazione!!!

    1. lavidia 21 aprile 2010

      La Cassazione, ha stabilito che Marrazzo è innocente da ogni addebito penale,sia per l auto pubblica ad uso privato ,sia per l'uso privato di cocaina sia per aver versato,tramite assegni, 20.000 euri ai carbinieri, al fine di impedire venisse divulgato il filmato con cui lo ricattavano.
      Anche ammettendo che i primi 2 non siano reati,come è possibile considerare legale e non reato,il versamento di denaro per soddisfare un ricatto?

    1. Tao 21 aprile 2010

      L'ETERNO RITORNO

      FONTE: BAMBOCCIONIALLARISCOSSA.ORG

      La lieta novella è arrivata, giusto ieri, a reti e pagine dei giornali unificate. L’ex governatore del Lazio - ed ex conduttore tivù; ed ex frequentatore di festini a luci rosse; ed anche ex ospite di luoghi eremitaggio vari (http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/28/amico_abate_verra_noi_Mistero_co_8_091028004.shtml) -, insomma: l’ex tante cose, Piero Marrazzo dovrebbe rientrare in Rai (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2010/04/20/visualizza_new.html_1764447205.html) entro fine mese. Cioè tra una manciata di giorni.

      In effetti i magistrati - dopo lo scandalo che aveva portato alle sue dimissioni - l’hanno, per certi versi, scagionato. Secondo i giudici della quarta sezione della Cassazione (http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=R42VB) , infatti, Marrazzo è stato “vittima di un’imboscata”; la droga, anche se era sua, era “irrilevante”, perché tanto era per uso personale; e pure “irrilevante” era il fatto che sia andato a prostitute con l’auto blu della Regione e pagata con le tasse dei contribuenti, perché da governatore del Lazio era “autorizzato a servirsi” della macchina di rappresentanza. Evidentemente anche per andare a mignotte. Del resto si sa: noblesse oblige.



      In realtà la quarta sezione della Corte di Cassazione non si è espressa proprio proprio sul caso Marrazzo. Per quello - visti i tempi lumaca della giustizia italiana - bisognerà ancora aspettare. No, la Cassazione doveva - e lo ha appunto fatto - dire la sua sulla scarcerazione di uno dei carabinieri che - con la famosa imboscata - avrebbe pescato l’allora governatore a braghe calate. Le considerazioni sulla posizione di Marrazzo sono state fatte, quindi, un po’ en passant. Altri magistrati dovranno dire la loro. E molti dubbi debbono ancora essere completamente fugati, a partire da quello su dove Marrazzo trovasse i soldi per droga e transessuali (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/05/inchiesta-marrazzo-nel-mirino-conti-spese.html) , che - a quanto pare - pagava a peso d’oro. Ma l’ex governatore ha preso questo primo pronunciamento come un’ottima notizia (“La suprema corte ha cristallizzato la verità”, l’ex governatore del Lazio dixit). E ieri - con una raffica di interviste (http://www.unita.it/news/italia/97626/piero_marrazzo_il_ritorno_io_vittima_e_testimone ) - ha annunciato la sua rentrée nella televisione pubblica. Quella pagata - come la Regione Lazio (che parrebbe continuare anche ora a versargli uno stipendiuccio (http://libero-news.it/news/393532/La_Regione_paga_ancora_auto_e_stipendio_a_Marrazzo.html - da tutti gli italiani.

      Per fare cosa? “Sono a disposizione dell’azienda. Farò quello che loro riterranno”, ha risposto diplomaticamente Marrazzo al quotidiano torinese “La Stampa”. Difficile dire se tornerà a recitare il ruolo di difensore dei deboli e sdegnato fustigatore dei potenti come ai tempi belli, quando conduceva “Mi manda RaiTre”. Per certo dovrebbe tornare a incassare il suo stipendio sempre pagato dai contribuenti. Che è già qualcosa.

      Del resto: si può davvero biasimare questo desiderio di ricominciare, di tornare in qualche modo in scena, e rimettere le mani su quel che, a parer suo, gli spetta?



      Ecco, in teoria, forse sì.

      Per dire. Quando si era candidato, a guidare il Lazio - nel non lontano 2005-, Marrazzo dipingeva Marrazzo (http://www.pieromarrazzo.it/show.jsp?page=13476) così: “Mi chiamo Piero Marrazzo e vorrei raccontarvi due o tre cose che so di me. Ho 46 anni e sono nato a Roma, all’Aventino il 29 luglio 1958. La famiglia è la mia vera grande passione. Ho tre figlie: (…). Con loro e con Roberta, la donna della mia vita, passo tutto il mio tempo libero. Sono cattolico, cresciuto, come molti ragazzi della mia generazione, frequentando l’oratorio e la parrocchia di Santa Chiara“. Si candidava nella regione del Vaticano. Si dipingeva come cattolico. Chiedeva il voto dei cattolici. Ma oggi - probabilmente - anche tanti suoi ex elettori cattolici vorrebbero dirgli due o tre cosette che nel frattempo hanno scoperto su di lui.



      C’è, insomma, la questioncella della fiducia tradita e il fatto che ha mentito ai suoi elettori. Così come ha mentito ai suoi ex colleghi giornalisti, negando - all’inzio dello scandalo - l’esistenza del video e bollando tutta la storia come una bufala (http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/marrazzo-spiato/marrazzo-spiato.html) . E poi - ultimo ma non meno importante - ci sono gli strascichi di una vicenda giudiziaria che ancora è lungi dall’essersi conclusa. Quale credibilità potrebbe avere, quindi, se dovesse tornare a fare il giornalista in Rai?



      Ma tant’è. Si potrebbe, si diceva, criticarlo. Ma solo in teoria. Perché la prassi - alla faccia degli scandali e di una coerenza ritenuta evidentemente superflua - è un’altra.



      Per rendersene conto basta ripassare - anche distrattamente - la cronaca delle ultime settimane. Per esempio: ultimamente è tornata anche Sandra Lonardo, in arte Lady Mastella. I giudici l’avevano confinata a Roma, lontana dagli affetti e dalla natìa Ceppaloni (fuor di metafora: i magistrati le avevano appioppato un divieto di dimora in Campania per una spinosa vicenda di appalti e nomine ( http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/napoli-mastella/napoli-mastella/napoli-mastella.html ). Ebbene. Diecimila elettori - con le elezioni del fine marzo scorso - l’hanno prontamente “rispedita” a Napoli a fare il consigliere regionale ( http://www.asca.it/regioni-CAMPANIA__LONARDO__HANNO_VINTO_LA_RETE_DEGLI_AMICI_E_QUELLA_VIRTUALE-482286-campania-5.html ) . Un ritorno in politica in pompa magna che segue - a distanza di meno di un anno - quello del più celebre marito, Clemente Mastella. Pure lui finito varie volte nel mirino dei giudici. E pure lui rieletto - a furor di popolo, con 110mila preferenze (http://www.clementemastella.it/content/view/44/8/) - al Parlamento europeo.



      Ed è tornata, senza dare troppo nell’occhio, anche l’ex leghista ed ex presidente della Camera - e regina del trasformismo - Irene Pivetti. Quando stava sulla poltrona più alta di Montecitorio si dipingeva come integralista cattolica ( http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/24/Pivetti_rosario_contro_moschea_co_0_95062412229.shtml ) . E infatti, gettata la carriera politica alle ortiche, si era giustamente riciclata come show girl, dedicandosi a programmi dal sapore trash, tipo il celebre “Bisturi” che conduceva assieme al travestito Platinette. Ecco. Ora - dopo aver annunciato in diretta tivù il divorzio dal marito (http://www.ilgiornale.it/spettacoli/i_salotti_tv_sono_diventati_confessionali/29-03-2010/articolo-id=433357-page=0-comments=1) - sta rientrando a piccoli passi sulla scena istituzionale: una manciata di settimane fa, è stata meritatamente nominata presidente di Iptv (http://www.asca.it/news-TLC__IRENE_PIVETTI_NOMINATA_PRESIDENTE_DELL_ASSOCIAZIONE_IPTV-905116-ORA-.html) , l’associazione costituita da Fastweb, Telecom e Wind per promuovere la televisione via internet (l’Iptv, appunto). Terrà i contatti con il mondo della politica. E chissà, appunto, che non ci rientri definitivamente.

      Del resto: mai dire mai. E lo sa bene Daniela Santanchè. Che alle ultime elezioni - quelle che hanno consacrato premier Berlusconi - aveva fatto proclami storici (http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=1587) . Si era candidata premier per “La Destra”. Si era definita orgogliosamente “fascista”. E aveva definitivamente rotto con il Cavaliere a colpi di insulti. Lo aveva definito “parte del teatrino della politica”; un uomo che vede le donne “solo orizzontali”; un venditore di bufale con un programma di governo “inattuabile” (http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/01/Santanche_choc_mia_carriera_Per_co_9_080301086.shtml). Trombata alle elezioni, non era manco stata eletta in Parlamento. Ma neanche due anni dopo, a inizio marzo di quest’anno, è diventata sottosegretario (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/03/01/visualizza_new.html_1709130930.html) . E - neanche a farlo apposta - ha preso la delega all’Attuazione del programma. Chiaramente del governo Berlusconi.



      Ma è tornato - per finire e scorsa settimana - perfino il senatore a vita e democristiano doc, Emilio Colombo . Nel 2003 - alla tenera età di 83 anni - il suo nome era finito in una incresciosa inchiesta su droga e prostituzione (http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/romabene/romabene/romabene.html?ref=search) . Si scoprì che comprava cocaina, ma - come si affrettò a precisare lui (http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/romabene/verbali/verbali.html) - solo per “uso terapeutico”. Risultato: sette giorni fa, Colombo ha voluto festeggiare il suo novantesimo compleanno, intervenendo in Senato (http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/04_aprile/13/senato_schifani_celebra_90_anni_colombo_protagonista_-2-,23804282.html) . Aveva un messaggio importante: voleva invitare i colleghi tutti a “credere nella democrazia senza imboccare scorciatoie, difendendola dalle tossine del populismo”. La senatrice ex Diccì ora Piddì, Maria Pia Garavaglia (http://it.wikipedia.org/wiki/Mariapia_Garavaglia) lo ha applaudito ed elogiato: una “lezione di invidiabile onestà intellettuale”. Parole da test antidoping.



      Insomma. A volte ritornano. In Italia, sempre. E secondo un copione ben preciso: in caso di scandali, promesse da infrangere, amici da rinnegare o nemici da abbracciare - se è necessario - si esce di scena. Si aspetta un po’ sulla soglia; ci si pente; ci si duole. E poi si torna baldanzosi e speranzosi a suonare il campanello. Al limite, si passa dalla finestra. E quindi? E quindi non stupisce il desiderio di rientrare di Marrazzo, che se non dovesse farcela a questo giro, ce la farà quasi sicuramente al prossimo, quando le acque si saranno definitivamente quietate. Stupisce un’opinione pubblica smemorata, indifferente e portata sempre a farle passare tutte. Quando non a dare una mano. Perché tanto “il più pulito c’ha la rogna”. Perché “lui sì, e l’altro no?”. Perché qualcuno, i Mastella e non solo i Mastella, li avrà pure votati.

      Fonte: http://bamboccioni-alla-riscossa.org

      Link: http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=5890

      21.04.2010

    1. Cornelia 21 aprile 2010

      L'unico che ha del sale in zucca qui è Pausania.

      Io mi sento più al sicuro con un governatore che va a trans, che con dei carabinieri che minacciano e ricattano la gente.

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