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MARRAZZO (“IL RITORNO”) E UNA STRANA IDEA DI VERITA’

DI FEDERICO ZAMBONI
ilribelle.com

Ecco fatto. Sono bastati sei mesi, e una sentenza della Cassazione che come vedremo si presta agli equivoci, per dare modo a Piero Marrazzo di rialzare la testa, tornando a indossare i panni della vittima. Gli stessi che aveva cercato di vestire subito dopo che si erano diffuse le prime voci sulle sue assidue frequentazioni di prostitute transessuali e che, ben presto, era stato costretto ad abbandonare sotto l’infuriare dello scandalo.

Andiamo a rileggerle, quelle dichiarazioni iniziali che vennero pronunciate col tono indignato di chi non c’entra nulla e si vede coinvolto suo malgrado in una brutta, bruttissima storia alla quale è completamente estraneo. Quelle frasi che cercavano di schivare qualsiasi addebito riconducendo tutto a un’odiosa macchinazione ai suoi danni, approntata allo scopo di costringerlo ad abbandonare il posto di governatore del Lazio. E, soprattutto, a non potersi ricandidare alla guida della Regione, spianando così la strada alla vittoria del centrodestra.«Mi vogliono colpire alla vigilia delle elezioni. Sono amareggiato e sconcertato per il tentativo di infangare l’uomo per colpire il Presidente. Quel filmato, se davvero esiste, è un falso. È stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Non ho mai pagato, nego di aver mai versato soldi. Bisogna vedere se l’assegno che dimostrerebbe il pagamento l’ho firmato io. Occorrerà attendere l’esito delle perizie calligrafiche». E ancora: «Non ero a conoscenza di questa vicenda, quanto sta accadendo non risponde a verità. Quanto è successo, è un atto di una gravità inaudita, e dimostra che nel nostro paese la lotta politica ha raggiunto livelli di barbarie intollerabili. Ma io non mi dimetto e vado avanti». E infine (“visibilmente emozionato”, sottolineava l’articolista del Corriere della Sera): «Ho una famiglia alla quale tengo più di ogni altra cosa e che voglio preservare con tutte le mie forze. Sul piano politico ho risposto, sul piano umano mi faccio delle domande. Da questo momento, di questo argomento parleranno esclusivamente i miei legali». 

Sic. 

Com’è andata a finire lo sappiamo tutti. Le indiscrezioni sono diventate certezze, con tanto di nomi e cognomi, ricostruzioni circostanziate e testimonianze a non finire. A quel punto Marrazzo non ha avuto alternative e ha dovuto riconoscere che almeno qualcosa di vero c’era. Eccome se c’era. Gli incontri coi trans si erano svolti realmente e a più riprese. All’insaputa dei famigliari e, innanzitutto, di sua moglie. Sul piano giudiziario gli eventuali reati e le relative responsabilità erano tutte da accertare, ma sotto ogni altro profilo la situazione era obiettivamente insostenibile. L’immagine politica e l’integrità personale erano ormai in frantumi. L’unica cosa che restava da fare era cospargersi il capo di cenere e affidarsi alla clemenza altrui. 

Piero Marrazzo lo ha fatto. Espressioni contrite, frasi addolorate, addirittura dei periodi di “ritiro spirituale” presso questa o quella comunità religiosa. L’intero ventaglio – o l’intero repertorio – del pubblico pentimento. Salvo poi, però, non rassegnare subito le dimissioni da presidente della Regione, preferendo invece la via della “auto sospensione”, e salvo conservare ulteriormente la carica di consigliere regionale, continuando a percepire i relativi emolumenti. Un miscuglio di atteggiamenti contraddittori, sul doppio binario della depressione e del calcolo, che sollevava non pochi dubbi sulla sincerità di quel “mea culpa”. 

Oggi, all’indomani del pronunciamento della Cassazione che riconosce l’esistenza di un complotto ordito dai carabinieri che lo ricattarono e di cui egli fu «chiaramente vittima predestinata», i dubbi escono rafforzati. Marrazzo prende la palla al balzo e si lancia al contrattacco. «Ho sempre detto la verità», afferma risoluto. E già che c’è annuncia che la sua vita professionale potrebbe ricominciare da un momento all’altro: «Sono pronto a rientrare in Rai, sono a disposizione dell’azienda. Tornerò a fare il mio “vecchio” lavoro nella comunicazione».

Ma il punto chiave è nella prima parte. È in quel categorico, e fin troppo orgoglioso, «Ho sempre detto la verità». Che probabilmente si riferisce solo alla questione del ricatto organizzato dai carabinieri infedeli, ma che formulato in questi termini così sommari si espande a dismisura. Fino a suggerire l’idea che il povero Marrazzo sia un esempio di lealtà e che non abbia alcuna colpa in tutto quello che gli è successo. Guarda caso, era la versione iniziale. Guarda caso, è la versione sbagliata. 

Federico Zamboni
Fonte: www.ilribelle.com
21.04.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • maumau1

    ma di che parliamo..
    Marrazzo è stato rimosso per motivi di finanziamenti non dati alle case di cura di Angelucci/Geronzi che avevano truffato la sanità del Lazio
    ed a cui Marrazzo aveva rifiutato di rinnovare i 70milioni l’anno di rimborsi..(finchè non avessero restituito i 150milioni truffati)
    e devolvendo qui soldi in un fondo per i disoccupati e chiunque non raggiungesse 8000euro l’anno dai 30 ai 45anni..
    quindi i soldi invece di andare alle banche andavano ai poveracci..
    e questo in una Italia dove comandano le banche non è possibile..
    dove non esiste il sussidio che esiste in tutti gli stati europei..

    appena a giugno approvata la legge che istituiva il fondo..i primi di luglio iniziarono a circolare le foto …

    ogni politico ha scheletri nell’armadio e se ti metti contro i poteri forti escono fuori e se non ce l’hai li creano ad arte..

    Geronzi ha risanato anche tutti i debiti dei DS ecco perchè nessuno del PD ha difeso Marrazzo…..

    inoltre Marrazzo aveva chiesto ed ottenuto le dimissioni dell’assessore alla sanità che concedeva rimborsi truffaldini alle cooperative sia bianche che rosse della sanità laziale..
    ecco perchè nessuno ha fiatato sulle dimissiondi Marrazzo..

    persone come Marrazzo e Vendola sono scomode..

    ecco perchè Vendola disse ”io faccio outing cosi’ non possono ricattarmi”
    se non l’avesse fatto quando D’Alema ha appoggiato Boccia scommettiamo che avrebbero fatto uscire dossier sull’Omosessualità di Vendola e magari usciva pure qualche trans..e Vendola perdeva le elezioni..
    invece non l’hanno potuto fare e Vendola ha vinto e l’accordo PD-Casini
    che prevedeva in cambio dell’appoggio in molte regioni(appoggio conteso al PDL)la vendita dell’Acquedotto Pugliese al gruppo Caltagirone il cui referente politico è Casini marito della figlia del fondatore..e quindi di fatto Casini è l’erede di questo immenso gruppo economico,le ricchezze vanno a lui (gruppo che vanta la maggiore liquidità tra i gruppi economico-finanziari italiani…)
    quindi ci sarebbe da chiedere perchè questo conflitto di interesse non viene messo in luce..è come se i soldi fossero di Casini essendo il marito della figlia i soldi vanno a lui!!

    ciao

  • redme

    ..BRAVO!!….

  • ilnatta

    temo proprio che sia come dici tu!

  • Pausania

    Però non si parla mai del fatto che ci siano poliziotti che sfruttano la prostituzione, spacciano droga e ricattano altra gente.

    Perché OK, Marrazzo tirerà di coca, ma almeno quelli sono fatti suoi. Se invece la polizia si comporta come i peggiori criminali, io comincio a preoccuparmi. E non poco.

  • prischia

    E’ semper una bruta storia dala quale nessune ne esce pulito, soprattutto perche’ c’e di mezzo quache morto.

  • zufus

    concordo in pieno.

  • ottavino

    Doveva essere condannato a morte.

  • Tao

    L’ AUTO-ASSOLUZIONE DI PIERO MARRAZZO E QUEL CASO CHIUSO TROPPO IN FRETTA

    DI ALESSANDRO TAURO
    alessandrotauro.blogspot.com

    Se c’è un aspetto delle cronache politico-giudiziarie italiane che non sfugge nemmeno agli occhi del più disattento cittadino-spettatore è la capacità innata del mondo dell’informazione (e della politica) di trasformare ogni evento, ogni episodio, in una curiosa altalena tra due eccessi, una sorta di oscillazione repentina tra innocentismo e processo sommario, trascendendo dalla più elementare realtà dei fatti.

    Il Caso Marrazzo torna oggi a mostrare con prepotenza questa nefanda realtà molto italiana.

    Nell’ottobre 2009 Marrazzo era, agli occhi della pubblica opinione, l’espressione massima di una classe politica allo sbando, incapace di mantenere ben saldo il nesso tra moralità pubblica ed etica politica. Per molti era colpevole di aver ceduto ad uno squallido ricatto, per altri di aver mentito in prima battuta agli inquirenti. Qualcuno lo additava per aver fatto uso di sostanze stupefacenti nelle pause tra una seduta e l’altra, qualcun’altro per il semplice fatto di essere andato a trans. Altri invece per esserci andato con l’auto blu.
    Da due giorni, invece, l’ex governatore del Lazio è vittima. Lo è per la magistratura ma lo è ancora di più per la stampa, intenta a rilanciare l’inaspettata fase di “pulizia” dell’immagine dell’ex politico-giornalista.
    La Corte di Cassazione ha certificato l’innocenza giudiziaria di Piero Marrazzo nella vicenda che tanto scandalo destò a suo tempo. Il suo ruolo, in termini penali, è quello di vittima. E di occasionale testimone.

    “Vittima e testimone”. Con questi due aggettivi l’ex Presidente stesso, Piero Marrazzo, ha ridefinito la sua collocazione nella inquietante vicenda dello scorso autunno. Gli stessi due attributi con cui potremmo definire un imprenditore che denuncia il tentativo di estorsione del pizzo in Sicilia o un giornalista scomodo assassinato da sicari al soldo di qualche potente vittima delle sue indagini.

    Ma il significato che due aggettivi assumono in un contesto non sono sempre traducibili in altri. E questo Piero Marrazzo dovrebbe saperlo bene. Essere innocenti penalmente non equivale ad esserlo politicamente.
    Cedere ad un ricatto consegnando assegni, occultare la notizia per mesi, mentire spudoratamente ai magistrati durante la prima convocazione, tentare di comperare una prova di reato e acquistare cocaina da consumare tra un appuntamento politico e l’altro possono non configurarsi come reati, ma sono il sintomo drammatico di un’incapacità dirigenziale tradotta ai massimi livelli. Oltre che di uno status di ricattabilità (consapevole) perdurato diversi mesi.

    La Corte di Cassazione punta il proprio dito accusatore verso le sole figure dei Carabinieri colpevoli del tentativo di ricettazione del filmato; in particolar modo verso i due autori del video incriminato (Luciano Simeone e Carlo Tagliente) ed il presunto organizzatore (Nicola Testini).
    Ed assolve tutti gli altri protagonisti, a partire dai mediatori della fallita vendita del filmato (Agenzia Masi e Massimiliano Scarfone) e dai potenziali acquirenti (Libero, Panorama, Chi). E reputa di fondamentale aiuto tutte le testimonianze fornite. La ragione dell’innocenza: il mancato acquisto del video proprio in virtù della consapevolezza di tutti del possibile reato alle porte.

    Tra queste testimonianze come dimenticare la versione fornita da Carmen Pizzuti, titolare dell’agenzia fotografica Masi? A più riprese ha riferito di un accordo di vendita del filmato praticamente concluso con la famiglia Angelucci (proprietari di Libero, tra cui Antonio deputato PDL) ed il direttore del quotidiano, Maurizio Belpietro, per 100 mila euro, accordo che andò a monte solo a causa della telefonata di Alfonso Signorini a Carmen Pizzuti che avvertì dell’interessamento di Panorama e della telefonata di Silvio Berlusconi a Piero Marrazzo che informò quest’ultimo sulla collocazione del video e della possibilità di vendita esclusiva.

    Se tale testimonianza è ritenuta credibile quanto le altre, come poter archiviare la vicenda come l’atto esclusivo di quattro mele marce? E come poter ignorare la realtà dei molteplici incontri (alcuni terminati con una rissa sfiorata) tra Piero Marrazzo e Antonio Angelucci, titolare di cliniche private del gruppo Tosinvest nella regione Lazio, avvenuti in una fase in cui il Presidente della regione era consapevole di essere ad un passo dallo “sputtanamento” giornalistico e l’onorevole PDL acquirente del video e autore primario di tale massacro pubblico?

    Alessandro Tauro
    Fonte: http://alessandrotauro.blogspot.com
    Link: http://alessandrotauro.blogspot.com/2010/04/lauto-assoluzione-di-piero-marrazzo-e.html
    21.05.2010

    Lettura consigliata: L'”affaire” Marrazzo: le domande, i dubbi e le “ombre ingombranti” di cui si è persa traccia (http://alessandrotauro.blogspot.com/2009/11/laffaire-marrazzo-le-domande-i-dubbi-e.html)

  • radisol

    Nessuna simpatia per Marrazzo, del resto pur avendolo votato nel 2005 ( dall’altra parte c’era nientemeno che Storace !) non mi ispirava particolare simpatia nemmeno prima di questa triste vicenda ….. Comunque è vero che è stato “sputtanato” per aver negato qualcosa ad Angelucci, tra l’altro aveva appena cambiato Assessore alla Sanità, criticando il precedente per troppa “intelligenza” proprio col big della sanità privata, ed alla testa dell’operazione “sputtanatoria” è risultato esserci proprio “Libero”, cioè il quotidiano proprietà di Angelucci …. Ma, al di là di questo ed al di là che sarebbe bene che Marrazzo sparisse per sempre da ogni visibilità mediatica, mi sembra molto più inquietante il fatto che un gruppo di carabinieri spacciasse, ricattasse, vendesse informazioni acquisite nel proprio lavoro al miglior offerente e che, almeno in un caso ( ma più realisticamente sono due), addirittura eliminasse fisicamente testimoni scomodi delle proprie malversazioni …. O no ?

  • Kerkyreo

    Che gente di merda!!!!
    Ma non tanto perche’ e’ andato a travestiti, solo perche’ ha sfasciato una famiglia dove i figli con ogni probabilita’ verranno derisi per colpa sua e della sua sporcizia morale!
    Marrazzo e’ semplicemente un sudicio come tanti! Merdee!!! mi viene la nausea solo a scrivere il commento!
    Non importa se una persona sia Gay o etero, l’importante e’ che viva la propria sessualita’ con pudore e rispetto.

  • Cornelia

    L’unico che ha del sale in zucca qui è Pausania.
    Io mi sento più al sicuro con un governatore che va a trans, che con dei carabinieri che minacciano e ricattano la gente.

  • Tao

    L’ETERNO RITORNO

    FONTE: BAMBOCCIONIALLARISCOSSA.ORG

    La lieta novella è arrivata, giusto ieri, a reti e pagine dei giornali unificate. L’ex governatore del Lazio – ed ex conduttore tivù; ed ex frequentatore di festini a luci rosse; ed anche ex ospite di luoghi eremitaggio vari (http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/28/amico_abate_verra_noi_Mistero_co_8_091028004.shtml) -, insomma: l’ex tante cose, Piero Marrazzo dovrebbe rientrare in Rai (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2010/04/20/visualizza_new.html_1764447205.html) entro fine mese. Cioè tra una manciata di giorni.

    In effetti i magistrati – dopo lo scandalo che aveva portato alle sue dimissioni – l’hanno, per certi versi, scagionato. Secondo i giudici della quarta sezione della Cassazione (http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=R42VB) , infatti, Marrazzo è stato “vittima di un’imboscata”; la droga, anche se era sua, era “irrilevante”, perché tanto era per uso personale; e pure “irrilevante” era il fatto che sia andato a prostitute con l’auto blu della Regione e pagata con le tasse dei contribuenti, perché da governatore del Lazio era “autorizzato a servirsi” della macchina di rappresentanza. Evidentemente anche per andare a mignotte. Del resto si sa: noblesse oblige.

    In realtà la quarta sezione della Corte di Cassazione non si è espressa proprio proprio sul caso Marrazzo. Per quello – visti i tempi lumaca della giustizia italiana – bisognerà ancora aspettare. No, la Cassazione doveva – e lo ha appunto fatto – dire la sua sulla scarcerazione di uno dei carabinieri che – con la famosa imboscata – avrebbe pescato l’allora governatore a braghe calate. Le considerazioni sulla posizione di Marrazzo sono state fatte, quindi, un po’ en passant. Altri magistrati dovranno dire la loro. E molti dubbi debbono ancora essere completamente fugati, a partire da quello su dove Marrazzo trovasse i soldi per droga e transessuali (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/05/inchiesta-marrazzo-nel-mirino-conti-spese.html) , che – a quanto pare – pagava a peso d’oro. Ma l’ex governatore ha preso questo primo pronunciamento come un’ottima notizia (“La suprema corte ha cristallizzato la verità”, l’ex governatore del Lazio dixit). E ieri – con una raffica di interviste (http://www.unita.it/news/italia/97626/piero_marrazzo_il_ritorno_io_vittima_e_testimone ) – ha annunciato la sua rentrée nella televisione pubblica. Quella pagata – come la Regione Lazio (che parrebbe continuare anche ora a versargli uno stipendiuccio (http://libero-news.it/news/393532/La_Regione_paga_ancora_auto_e_stipendio_a_Marrazzo.html – da tutti gli italiani.

    Per fare cosa? “Sono a disposizione dell’azienda. Farò quello che loro riterranno”, ha risposto diplomaticamente Marrazzo al quotidiano torinese “La Stampa”. Difficile dire se tornerà a recitare il ruolo di difensore dei deboli e sdegnato fustigatore dei potenti come ai tempi belli, quando conduceva “Mi manda RaiTre”. Per certo dovrebbe tornare a incassare il suo stipendio sempre pagato dai contribuenti. Che è già qualcosa.

    Del resto: si può davvero biasimare questo desiderio di ricominciare, di tornare in qualche modo in scena, e rimettere le mani su quel che, a parer suo, gli spetta?

    Ecco, in teoria, forse sì.

    Per dire. Quando si era candidato, a guidare il Lazio – nel non lontano 2005-, Marrazzo dipingeva Marrazzo (http://www.pieromarrazzo.it/show.jsp?page=13476) così: “Mi chiamo Piero Marrazzo e vorrei raccontarvi due o tre cose che so di me. Ho 46 anni e sono nato a Roma, all’Aventino il 29 luglio 1958. La famiglia è la mia vera grande passione. Ho tre figlie: (…). Con loro e con Roberta, la donna della mia vita, passo tutto il mio tempo libero. Sono cattolico, cresciuto, come molti ragazzi della mia generazione, frequentando l’oratorio e la parrocchia di Santa Chiara“. Si candidava nella regione del Vaticano. Si dipingeva come cattolico. Chiedeva il voto dei cattolici. Ma oggi – probabilmente – anche tanti suoi ex elettori cattolici vorrebbero dirgli due o tre cosette che nel frattempo hanno scoperto su di lui.

    C’è, insomma, la questioncella della fiducia tradita e il fatto che ha mentito ai suoi elettori. Così come ha mentito ai suoi ex colleghi giornalisti, negando – all’inzio dello scandalo – l’esistenza del video e bollando tutta la storia come una bufala (http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/marrazzo-spiato/marrazzo-spiato.html) . E poi – ultimo ma non meno importante – ci sono gli strascichi di una vicenda giudiziaria che ancora è lungi dall’essersi conclusa. Quale credibilità potrebbe avere, quindi, se dovesse tornare a fare il giornalista in Rai?

    Ma tant’è. Si potrebbe, si diceva, criticarlo. Ma solo in teoria. Perché la prassi – alla faccia degli scandali e di una coerenza ritenuta evidentemente superflua – è un’altra.

    Per rendersene conto basta ripassare – anche distrattamente – la cronaca delle ultime settimane. Per esempio: ultimamente è tornata anche Sandra Lonardo, in arte Lady Mastella. I giudici l’avevano confinata a Roma, lontana dagli affetti e dalla natìa Ceppaloni (fuor di metafora: i magistrati le avevano appioppato un divieto di dimora in Campania per una spinosa vicenda di appalti e nomine ( http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/napoli-mastella/napoli-mastella/napoli-mastella.html ). Ebbene. Diecimila elettori – con le elezioni del fine marzo scorso – l’hanno prontamente “rispedita” a Napoli a fare il consigliere regionale ( http://www.asca.it/regioni-CAMPANIA__LONARDO__HANNO_VINTO_LA_RETE_DEGLI_AMICI_E_QUELLA_VIRTUALE-482286-campania-5.html ) . Un ritorno in politica in pompa magna che segue – a distanza di meno di un anno – quello del più celebre marito, Clemente Mastella. Pure lui finito varie volte nel mirino dei giudici. E pure lui rieletto – a furor di popolo, con 110mila preferenze (http://www.clementemastella.it/content/view/44/8/) – al Parlamento europeo.

    Ed è tornata, senza dare troppo nell’occhio, anche l’ex leghista ed ex presidente della Camera – e regina del trasformismo – Irene Pivetti. Quando stava sulla poltrona più alta di Montecitorio si dipingeva come integralista cattolica ( http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/24/Pivetti_rosario_contro_moschea_co_0_95062412229.shtml ) . E infatti, gettata la carriera politica alle ortiche, si era giustamente riciclata come show girl, dedicandosi a programmi dal sapore trash, tipo il celebre “Bisturi” che conduceva assieme al travestito Platinette. Ecco. Ora – dopo aver annunciato in diretta tivù il divorzio dal marito (http://www.ilgiornale.it/spettacoli/i_salotti_tv_sono_diventati_confessionali/29-03-2010/articolo-id=433357-page=0-comments=1) – sta rientrando a piccoli passi sulla scena istituzionale: una manciata di settimane fa, è stata meritatamente nominata presidente di Iptv (http://www.asca.it/news-TLC__IRENE_PIVETTI_NOMINATA_PRESIDENTE_DELL_ASSOCIAZIONE_IPTV-905116-ORA-.html) , l’associazione costituita da Fastweb, Telecom e Wind per promuovere la televisione via internet (l’Iptv, appunto). Terrà i contatti con il mondo della politica. E chissà, appunto, che non ci rientri definitivamente.

    Del resto: mai dire mai. E lo sa bene Daniela Santanchè. Che alle ultime elezioni – quelle che hanno consacrato premier Berlusconi – aveva fatto proclami storici (http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=1587) . Si era candidata premier per “La Destra”. Si era definita orgogliosamente “fascista”. E aveva definitivamente rotto con il Cavaliere a colpi di insulti. Lo aveva definito “parte del teatrino della politica”; un uomo che vede le donne “solo orizzontali”; un venditore di bufale con un programma di governo “inattuabile” (http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/01/Santanche_choc_mia_carriera_Per_co_9_080301086.shtml). Trombata alle elezioni, non era manco stata eletta in Parlamento. Ma neanche due anni dopo, a inizio marzo di quest’anno, è diventata sottosegretario (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/03/01/visualizza_new.html_1709130930.html) . E – neanche a farlo apposta – ha preso la delega all’Attuazione del programma. Chiaramente del governo Berlusconi.

    Ma è tornato – per finire e scorsa settimana – perfino il senatore a vita e democristiano doc, Emilio Colombo . Nel 2003 – alla tenera età di 83 anni – il suo nome era finito in una incresciosa inchiesta su droga e prostituzione (http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/romabene/romabene/romabene.html?ref=search) . Si scoprì che comprava cocaina, ma – come si affrettò a precisare lui (http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/romabene/verbali/verbali.html) – solo per “uso terapeutico”. Risultato: sette giorni fa, Colombo ha voluto festeggiare il suo novantesimo compleanno, intervenendo in Senato (http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/04_aprile/13/senato_schifani_celebra_90_anni_colombo_protagonista_-2-,23804282.html) . Aveva un messaggio importante: voleva invitare i colleghi tutti a “credere nella democrazia senza imboccare scorciatoie, difendendola dalle tossine del populismo”. La senatrice ex Diccì ora Piddì, Maria Pia Garavaglia (http://it.wikipedia.org/wiki/Mariapia_Garavaglia) lo ha applaudito ed elogiato: una “lezione di invidiabile onestà intellettuale”. Parole da test antidoping.

    Insomma. A volte ritornano. In Italia, sempre. E secondo un copione ben preciso: in caso di scandali, promesse da infrangere, amici da rinnegare o nemici da abbracciare – se è necessario – si esce di scena. Si aspetta un po’ sulla soglia; ci si pente; ci si duole. E  poi si torna baldanzosi e speranzosi a suonare il campanello. Al limite, si passa dalla finestra. E quindi? E quindi non stupisce il desiderio di rientrare di Marrazzo, che se non dovesse farcela a questo giro, ce la farà quasi sicuramente al prossimo, quando le acque si saranno definitivamente quietate. Stupisce un’opinione pubblica smemorata, indifferente e portata sempre a farle passare tutte. Quando non a dare una mano. Perché tanto “il più pulito c’ha la rogna”. Perché “lui sì, e l’altro no?”. Perché qualcuno, i Mastella e non solo i Mastella, li avrà pure votati.

    Fonte: http://bamboccioni-alla-riscossa.org
    Link: http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=5890
    21.04.2010

  • lavidia

    La Cassazione, ha stabilito che Marrazzo è innocente da ogni addebito penale,sia per l auto pubblica ad uso privato ,sia per l’uso privato di cocaina sia per aver versato,tramite assegni, 20.000 euri ai carbinieri, al fine di impedire venisse divulgato il filmato con cui lo ricattavano.
    Anche ammettendo che i primi 2 non siano reati,come è possibile considerare legale e non reato,il versamento di denaro per soddisfare un ricatto?

  • yiliek

    Se è per uso di cocaina dovremmo decimare l’intera popolazione!!!

  • Kerkyreo

    I polizitti o i carabinieri o i vigili urbani o gli spazzini non sono il vero problema. Loro sono una CONSEGUANZA del problema.
    Lo sai gia’ qual’ e’ il vero problema!! i vertici!
    il paese va a schifo perche’ i gestori che abbiamo al potere sono dei farabbutti!

  • radisol

    Perchè con una pistola alla nuca e fotografato e filmato in mutande in casa di una trans forse Marrazzo non era proprio in condizioni di scegliere cosa fare … come dire ad un impiegato di banca che è colpa sua se consegna il denaro ad eventuali rapinatori che gli intimano di fare ciò …. o ad un commerciante siciliano se dietro minacce paga il pizzo ai mafiosi ….

  • andyconti

    GRAZIE COMEDONCHISCIOTTE PER PERMETTERE INFORMAZIONE VERA E CONFRONTO FRA LETTORI, IN QUESTA SITUAZIONE DI TOTALE DECADENZA POLITICA L’UNICA COSA DA FARE E’ MANTENERE LA NOSTRA DIGNITA’, CHE PER NOI E’ QUALCOSA DI PREZIOSO, MENTRE QUESTA CRICCA DI PARASSITI E’ IL RISULTATO DI UNA SELEZIONE AL CONTRARIO E DIMOSTRA CHE TUTTO IL SISTEMA ISTITUZIONALE CON I SUOI PERVERTITI E PAPPONI DOVREBBE ESSERE MESSO ALLA GOGNA E SPEDITO ALL’INFERNO.

  • cesare52

    Complimenti per il commento informato ed esaustivo.

  • Eli

    Sono d’accordo sull’analisi. Il complotto c’è stato anche perché la destra voleva papparsi il Lazio (ricordate l’intrusione nel cervellone della sanità da parte degli scherani di Storace). Ma credo che i carabinieri corrotti siano stati solo la manovalanza, i responsabili vanno cercati altrove.

  • renatino

    E’ anche vero che Marrazzo ha cercato di nascondere il suo “scandalo”.
    In un certo senso si è eliminato da solo. Pensate se avesse subito denunciato chi ha cercato di ricattarlo; oggi sarebbe una storia diversa. byez

  • Diapason

    …Il pesce puzza dalla testa.

  • Diapason

    non importa se una persona sia Gay” (…perché maiuscolo? :O ) o etero, l’importante è che viva la propria sessualità con pudore e rispetto
    Questa frase fa un po’ a pugni con
    per colpa sua e della sua sporcizia morale
    …Non mi quadra: gay o etero basta che viva la sessualità con pudore” (più pudore dello stare dentro una casa, che vuoi?) “e rispetto” (…verso chi?)
    Cioè: gay o etero è ok, ma se è Marrazzo è sporcizia morale?

  • patmar111

    Quello che ha dato tanto fastidio, secondo me, non sono gli affaracci suoi, ma l’arroganza, il senso di impunità, che ha fatto sì che Marrazzo fosse ricattabile e di conseguenza sputtanato. Chiunque lo abbia ricattato, lui è certamente andato a cercarsela. Il richiamo della foresta era così forte e impellente da mettere da parte un qualsiasi straccio di precauzione? Ed ora si ripresenta bello bello, con la sua faccia di tolla perchè se lo paghiamo qualcosa deve pur fare, e magari si sente un martire eroe, lui e non la sua signora e le sue figlie che devono averne passate di inimmaginabili. Qui tutti a fare i superiori, a minimizzare quello che è successo, che il suo comportamento è solo affar suo, che la sessualità si vive come più piace, ma prima o poi trovera qualcuno che lo manderà, in diretta, a fare in c….. e cosa farà Marrazzo? Si offenderà sdegnato? boh!

  • lucky63

    sicuramente gli agenti dei cc sono dei traditori della patria;

    il problema vero non è se Marrazzo lo da o lo prende, ma è l’uso di sostanze stupefacenti.

    tieni presente che un ragazzino che è alla guida di un mototino è fa uso di sostanze psicotrope viene denunciato e punito perchè ha commeso un reato;

    Marrazzo era il governatore della regione Lazio, responsabili di 4/5 milioni di persone, una persona che non sa “intendere ne volere” non puo avere incarichi importantissimi.

  • totonno

    Senza aggiungere parole vi invito a leggere questo articolo e a farvi due risate !!??

    La Vergine delle suole può guarirti dalla voglia di nerchia! Come difendere (e promuovere) la propria perduta rispettabilità etero-borghese

    Ecco uno schema collaudato di riabilitazione vipparola – ti piace la nerchia? ti piace la coca? t’hanno sgamato? – niente paura, si fa così: sparisci dalla circolazione per qualche mese di fila, un annetto o giù di lì, ti trasferisci per un po’ nella pittoresca sperduta villazza di Filicudi o dove ti pare a te – l’importante è che sia lontano lontano – il tuo ufficio stampa mette in giro la voce che sei in ritiro spirituale a lavorare la terra e ad aiutare ritardati e bisognosi tra le mura di una qualche austera comunità di recupero gestita da bonari asceti religiosi con l’aiuto dei quali te ne stai soffertamente umilmente meditando alla ricerca del tuo io interiore, del te stesso quello vero – il te stesso a cui la coca e la nerchia non gli piacevano, il te stesso prima dei dodici anni cioè – che dev’essersi smarrito da qualche parte;

    e una volta che sono passati questi pochi mesi, bingo!, puoi ricominciare a venderti in qualità di Uomo Rinato, che è una merce richiestissima, oppure meglio ancora, in qualità di Cristiano Rinato Miracolato e Militante – basta autocertificare che il ritorno all’ovile sia miracolosamente avvenuto sotto l’egida di un santo chessoio o della Vergine Maria (altro che nerchia, immacolata quella lì!, ha concepito wireless) – e allora ecco che il generoso Vipmondo televisivo-politico, che si sa è sempre affamato di parabole edificanti di patetico spettacolare squallore, torna ad accoglierti a braccia aperte ed è pronto a offrirti una seconda chance, la scaletta è quella solita, collaudatissima:

    1) cominci rilasciando interviste su Oggi, Gente e rivistacce assortite, “Esclusivo! Parlo per la prima volta dopo un anno di silenzio: così Dyo mi ha dato la forza di tornare a credere in me stesso e mi ha fatto rientrare in seno alla famiglia, che è il valore fondamentale numero uno – in appendice, assaggiata da un entusiasta Sandro Mayer, la straordinaria ricetta della torta campagnola che ho imparato in convento dal mio padre spirituale Fra Marcellino e che cucino sempre per il mio handicappato preferito Mongo”;

    2) diventi presenza fissa di qualche discarica del pomeriggio televisivo – immancabile quando si toccano argomenti che hanno a che fare con la vita dissoluta e i tranelli demoniaci dello show business – si annuisce pensosi alle puttanate spicciole di qualche sedicente psichiatra cripto-catechista e si chiacchiera con Paolo Brosio scambiandosi impressioni preoccupate a proposito di una apparizione pareidolica della Madonna di Medjugorje sulla suola dello stivale di un pastore bosniaco: annuncia forse la fine del mondo? una purificazione di massa? una guerra atomica? (il pastore bosniaco dice: “ке рзумко вуовеш колим!” – traduzione: “ho solo pestato una merda!” – l’inviata RAI dice: “buone notizie! il signor Stefanović dice che secondo lui è un segno di speranza”);

    3) scrivi un libro di memorie in cui racconti della tua odissea privata e del soffertissimo rapporto con tua moglie, adesso per fortuna pienamente recuperato (mai! mai! mai separarsi! bisogna pur difendere una minima parvenza di rispettabilità etero-cristiano-borghese) – si intitola Un uomo tutto nuovo, c’ha la prefazione di Antonio Socci e lo si va a presentare da Bruno Vespa, ospite in studio il caro don Mazzi con cui si parla della brutta brutta situazione di sfruttamento della prostituzione in Italia;

    4) vai all’Isola dei famosi e ti commuovi “grazie, grazie, grazie a tutti” e a stento trattieni i caldi lacrimoni quando durante un turno di nomination Simona Ventura strepita “sei una persona forte che è andata contro tutto e tutti ma ce l’hai fatta! sei un grande! ti vogliamo bene! l’italia ti vuole bene!”;

    5) ti candidi nell’UDC.

    E insomma, un solo consiglio a Marrazzo, se posso dare un consiglio a Marrazzo, senti Marrazzo: la storia della cocaina secondo me è meglio non smontarla, anzi!, è meglio tenerla su in piedi pure se non è vero, perché sai, fidati, così dopo puoi raccontare che era tutta colpa della droga, che eri obnubilato dalla droga, che la voglia di nerchia è un effetto collaterale della droga – meglio la droga che la nerchia, no?

    di Betty Moore, 28 ottobre 2009

  • totonno

    Senza aggiungere parole vi invito a leggere questo articolo e a farvi due risate !!??

    La Vergine delle suole può guarirti dalla voglia di nerchia! Come difendere (e promuovere) la propria perduta rispettabilità etero-borghese

    Ecco uno schema collaudato di riabilitazione vipparola – ti piace la nerchia? ti piace la coca? t’hanno sgamato? – niente paura, si fa così: sparisci dalla circolazione per qualche mese di fila, un annetto o giù di lì, ti trasferisci per un po’ nella pittoresca sperduta villazza di Filicudi o dove ti pare a te – l’importante è che sia lontano lontano – il tuo ufficio stampa mette in giro la voce che sei in ritiro spirituale a lavorare la terra e ad aiutare ritardati e bisognosi tra le mura di una qualche austera comunità di recupero gestita da bonari asceti religiosi con l’aiuto dei quali te ne stai soffertamente umilmente meditando alla ricerca del tuo io interiore, del te stesso quello vero – il te stesso a cui la coca e la nerchia non gli piacevano, il te stesso prima dei dodici anni cioè – che dev’essersi smarrito da qualche parte;

    e una volta che sono passati questi pochi mesi, bingo!, puoi ricominciare a venderti in qualità di Uomo Rinato, che è una merce richiestissima, oppure meglio ancora, in qualità di Cristiano Rinato Miracolato e Militante – basta autocertificare che il ritorno all’ovile sia miracolosamente avvenuto sotto l’egida di un santo chessoio o della Vergine Maria (altro che nerchia, immacolata quella lì!, ha concepito wireless) – e allora ecco che il generoso Vipmondo televisivo-politico, che si sa è sempre affamato di parabole edificanti di patetico spettacolare squallore, torna ad accoglierti a braccia aperte ed è pronto a offrirti una seconda chance, la scaletta è quella solita, collaudatissima:

    1) cominci rilasciando interviste su Oggi, Gente e rivistacce assortite, “Esclusivo! Parlo per la prima volta dopo un anno di silenzio: così Dyo mi ha dato la forza di tornare a credere in me stesso e mi ha fatto rientrare in seno alla famiglia, che è il valore fondamentale numero uno – in appendice, assaggiata da un entusiasta Sandro Mayer, la straordinaria ricetta della torta campagnola che ho imparato in convento dal mio padre spirituale Fra Marcellino e che cucino sempre per il mio handicappato preferito Mongo”;

    2) diventi presenza fissa di qualche discarica del pomeriggio televisivo – immancabile quando si toccano argomenti che hanno a che fare con la vita dissoluta e i tranelli demoniaci dello show business – si annuisce pensosi alle puttanate spicciole di qualche sedicente psichiatra cripto-catechista e si chiacchiera con Paolo Brosio scambiandosi impressioni preoccupate a proposito di una apparizione pareidolica della Madonna di Medjugorje sulla suola dello stivale di un pastore bosniaco: annuncia forse la fine del mondo? una purificazione di massa? una guerra atomica? (il pastore bosniaco dice: “ке рзумко вуовеш колим!” – traduzione: “ho solo pestato una merda!” – l’inviata RAI dice: “buone notizie! il signor Stefanović dice che secondo lui è un segno di speranza”);

    3) scrivi un libro di memorie in cui racconti della tua odissea privata e del soffertissimo rapporto con tua moglie, adesso per fortuna pienamente recuperato (mai! mai! mai separarsi! bisogna pur difendere una minima parvenza di rispettabilità etero-cristiano-borghese) – si intitola Un uomo tutto nuovo, c’ha la prefazione di Antonio Socci e lo si va a presentare da Bruno Vespa, ospite in studio il caro don Mazzi con cui si parla della brutta brutta situazione di sfruttamento della prostituzione in Italia;

    4) vai all’Isola dei famosi e ti commuovi “grazie, grazie, grazie a tutti” e a stento trattieni i caldi lacrimoni quando durante un turno di nomination Simona Ventura strepita “sei una persona forte che è andata contro tutto e tutti ma ce l’hai fatta! sei un grande! ti vogliamo bene! l’italia ti vuole bene!”;

    5) ti candidi nell’UDC.

    E insomma, un solo consiglio a Marrazzo, se posso dare un consiglio a Marrazzo, senti Marrazzo: la storia della cocaina secondo me è meglio non smontarla, anzi!, è meglio tenerla su in piedi pure se non è vero, perché sai, fidati, così dopo puoi raccontare che era tutta colpa della droga, che eri obnubilato dalla droga, che la voglia di nerchia è un effetto collaterale della droga – meglio la droga che la nerchia, no?

    di Betty Moore, 28 ottobre 2009

  • alvise

    Che faccia di m… sto marrazzo ragazzi.E chi dice “non mi interessa se tira di coca”, è da perdonare, non sa quel che dice.Ad uno che tira di coca non gli farei tirare manco un carretto, altro che fargli condurre una regione intera.E poi, se nella trappola non c’è il formaggio il topo non entra.Se marrazzo non fosse stato in quella casa i carabinieri si sarebbero attaccati al tram, mancava il pretesto.A meno che non ce lo avessero gettato dentro di forza, ma così non è stato, marrazzo c’era andato di sua volontà.
    Dove c’è una merda ci sono le mosche, se merda non c’è le mosche vanno da un’altra parte.

    Che cacchio di scuse banali va cercando marrazzo.Ovvio che i carabinieri coinvolti sono da legare, ma in questo caso sono le mosche, la merda, lascio alla fantasia.Ma già, gli avranno detto “guarda che con queste folle di persone che guardano il grande fardello, il calcio, la fattoria, iaia hoooooh, isola dei fumosi, ecc, chi vuoi faccia caso se rientri e dici cazzate in tibbù”.

    Daranno qualche programma tibbù a questa emorroide, starà molto attento se avrà un impatto doloroso, e dopo alcune settimane si sentirà pulito come un bambino.Qualche giorno fa, sui giornali è uscita la notizia che molti trans coinvolti nell’affaire marrazzo, sarebbero in pericolo di morte.Dovrebbero denunciarlo per – procurato coinvolgimento con sussistente pericolo di omicidio, e metterlo in cella con sircana, l’altro depra**** del PD.

  • lavidia

    veramente la pistola alla nuca se la è messa da solo e per questo era ricattabile! Ossia se non si fosse trovato in quella situazione non avrebbe avuto nulla da temere !

  • patmar111

    quoto

  • patmar111

    Bravo/a Lavidia! Troppo semplice e lineare. Adesso è colpa dei ricattatori se lui si è trovato in quella situazione, poveraccio! Mi fa una pena! Non vedo l’ora di trovarmelo in qualche programma a moraleggiare dall’alto della sua esperienza.