MARINE E JEAN-LUC

MARINE E JEAN-LUC

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics.blogspot.it


Lo scorso agosto (2011) Rossana Rossanda, esponente di
spicco della pseudo-sinistra italiana, un'intellettuale che aveva espresso la
sua solidarietà al "compagno Mao" all'epoca del "Grande Passo
Avanti" (20 milioni di morti), e dalla quale era dunque naturale
attendersi sostegno all'euro nel 2011 (decine di suicidi), pubblicava su
"Il Manifesto", il giornale della pseudo-sinistra italiana, un
articolo nel quale, col pretesto di porre domande agli economisti e ai
"padri" dell'euro, dava le sue risposte sulla crisi: risposte, ahimè,
tragicamente false, come ci si poteva ben attendere da qualcuno che aveva speso
i suoi anni migliori, ormai lontani, a criticare l'economia di mercato, senza
far prima lo sforzo, all'epoca giudicato superfluo, di comprenderla.

Seguì un dibattito sul giornale della pseudo-sinistra.


Commenti (51)

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Nascondi area commenti 11 caricati
    1. lucamartinelli 24 aprile 2012

      Anche i somari sono capaci oggi di dire che l'Euro è stata una tragedia per i paesi PIIGS.

    1. lucamartinelli 24 aprile 2012

      E' vero che puzza di massoneria e che ha sostenuto l'aggressione alla Libia?

    1. Tao 24 aprile 2012

      Il primo dato che colpisce è la debacle della sinistra radicale: il Fronte di sinistra (Fdg), dato tra il 15 e il 17% non è andato oltre l'11. Sui risultati del Nuovo partito anticapitalista (Npa) e di Lutte ouvriere (Lo) è meglio stendere un velo pietoso.

      La domanda viene da sé: come mai il voto di protesta, soprattutto quello operaio e popolare ha premiato il Fronte nazionale di Marine le Pen (Fn)?

      La sinistra se la cava con la nota litania del... populismo. "I populisti sono più bravi di noi ad intercettare la rabbia della gente". In questa considerazione è implicità una certa spocchia elitaria, per certi versi tipicamente francese, verso le masse popolari, l'idea implicita che i cittadini non siano all'altezza dell'elite illuminata.

      Un alibi che fa acqua da tutte le parti. bene ha fatto Pasquinelli ha rispondere per le rime a Preve, che sta dalla parte di Le Pen. Ma la campagna della Le Pen, per quanto populista, ha messo il dito sulla piaga, la piaga dell'Unione europea e dell'euro. Le Pen ha avuto il coraggio di mettere in discussione il tabù europeista, di denunciare non solo le politiche di rigore antipopolari, ma di dire che la loro causa è l'oligarchica Unione euro-tedesca. Questo non lo hanno detto né il Fdg, né il Npa, né Lo. Le Pen ha indicato un bersaglio concreto, ha detto cose che fanno oramai parte (per quanto ostracizzate dai media) del comune sentire, ha detto che occorre riprendersi la sovranità nazionale e popolare. Qual'è stato il cavallo di battaglia dell'estrema sinistra francese? Essa ha additato le colpe del marasma economico e sociale, o al capitalismo in generale, o ai ricchi speculatori.

      Un discorso astratto, stantio, retorico, privo di ogni aderenza alla realtà. Peggio ancora, in nome di un malinteso internazionalismo, mentre l'eurocrazia accentra su di sé tutti i poteri e travolge le conquiste democratiche, ha bollato come retrogrado ogni appello alla sovranità nazionale, di fatto facendo capire, col discorsetto (astrattissimo) dell'Europa dei popoli, che considera quest'Unione oligarchica un male minore rispetto alla sovranità nazionale e dunque popolare.



      Per quanto in modo evanescente, la Le Pen ha difeso la nazione e il diritto del popolo francese a decidere del suo futuro. Di più ha coniugato questo con l'appello furbesco alla difesa della laicità, dei diritti delle donne e degli omosessuali, spiega come mai il Fronte nazionale ha di nuovo sfondato tra le classi sociali più umili, anzitutto operaie e rurali.

      Ecco la ragione principale che spiega perché la sinistra radicale ha perso un'occasione storica, e perché, di converso il Fronte nazionale ha avuto successo.

      E' chiara dunque la prima lezione che viene dalla Francia, e che ci riguarda direttamente. Le elezioni d'Oltralpe indicano che la crisi ha scatenato un possente movimento tellurico, un terremoto che è solo agli inizi. Il terremoto, questo tremendo processo storico oggettivo, ha come epicentro la disgregazione dell'Unione europea. Chi prescinde da questo fattore può solo girare a vuoto e, alla fin fine, alimentare e spianare la strada a nuove destre.

      Questo terremoto è in atto anche in Italia, e anche qui si manifesterà, scombussolando il quadro politico, demolendo le vecchie rappresentanze anchilosate. La crisi sistemica apre spazi enormi alle forze radicali che isseranno sulla loro bandiera la difesa delle masse popolari, della sovranità nazionale e delle democrazia. Solo chi oggi parlerà chiaro, chi saprà indicare il nemico reale e una via d'uscita alla catastrofe che incombe, domani avrà consenso. Tutti gli altri saranno risucchiati nel gorgo.

      La sinistra radicale italiana è ammorbata dalla stessa sindrome europeista di quella francese. Quando capirà l'errore sarà troppo tardi. In poche parole questa stessa sinistra non è un veicolo per la sollevazione e la liberazione, ma un ostacolo. Ed è fisiologico che da destra sorgano forze reazionarie che, come il Fronte nazionale francese, tenteranno di occupare gli spazi sociali e politici che la crisi sistemica (che in Europa ha nell'Unione il suo perno) spalanca. Si può ancora sbarrare la strada a questa minaccia. Vent'anni di berlusconismo hanno gettato la destra in uno stato confusionale. Storace deve farne di strada per riacquisire una credibilità con capopolo, mentre la Lega è momentaneamente in panne

      Sbrighiamoci a costruire un forte, anzi fortissimo MPL, che senza questa spina dorsale non avremo nemmeno un vasto fronte popolare. I tempi comunque stringono.

      Piemme

      Fonte: www.sollevazione.blogspot.it

      24.04.2012

    1. AlbertoConti 24 aprile 2012

      "Accà nisciuno è fesso". Eppure tranne Bagnai e Preve "nisciuno" riconosce che la Le Pen ha ragione, non come politica ma come analista finanziaria, che oggi è la vera cosa che conta. Che la sinistra storica e, a maggior ragione, i suoi eredi, siano alquanto fessacchiotti è cosa risaputa da sempre ("Contrordine compagni!" è del '47), ma qui si tratta di quella minoranza d'intellettuali selezionati per merito che dovrebbero far luce alle folle "spaesate" dal mercato unico in paesi così diversi nel sapersi organizzare. E allora c'è da chiedersi seriamente perchè anche la proverbiale saggezza napoletana viene clamorosamente smentita dai fatti, riassumibili in "Accà so' tutti fessi". La mia prima risposta intuitiva è che c'è un serio problema di punto di vista. In queste cose occorre ragionare sui fatti, e i fatti sono tutti legati a doppio filo col pensiero unico, così che alla lunga anche il più indipendente dei pensatori ne rimane contaminato, perdendo il senso della distinzione tra struttura reale e struttura possibile (sindrome TINA). E più le cose precipitano, più si sente il vincolo della logica del reale: meglio un volantino oggi che capirci qualcosa domani! Contrordine compagni! Non è così che si esce da una crisi strutturale.

    1. Affus 24 aprile 2012

      la destra può avere qualche chances solo se riesce a contrapporre alla società utopica uguliatarista la sua visione sociale della giustizia basata su alcuni principi etici di una razionalità oggettiva che non è nè di destra ,nè di sinitra .

    1. Affus 24 aprile 2012

      la destra può avere qualche chances solo se riesce a contrapporre alla società utopica uguliatarista la sua visione sociale della giustizia basata su alcuni principi etici di una razionalità oggettiva che non è nè di destra ,nè di sinitra .

    1. Fabriizio 24 aprile 2012

      Si, articolo chiaro e forte.

    1. Giancarlo54 24 aprile 2012

      Marine ha preso il voto degli operai togliendolo a Melenchon. Ieri mattino una radio, non mi ricordo quale, citava questo fatto per sottolineare come gli elettori del FN fossero meno istruiti e di conseguenza più ignoranti degli elettori di Hollande, Sarkozy e Melenchon. Insomma il FN come nuovo partito degli ultimi e degli sfruttati. la cosa non farà piacere a tanta gente ma oramai le cose stanno così.Il FN è tutto fuorchè un partito di "destra". Purtroppo anche Bagnai cade nel solito e tragico errore parlando di destra/sinistra. Se così fosse dovremmo dire che Marine Le Pen è di sinistra estrema e Hollande di destra moderata. Certo non nego che nel FN ci siano ancora delle frange xenofobe, ma oramai sono sempre più marginali, largamente sostituite da una maggioranza anti-euro, popolare, identitaria ma non xenofoba. Marine Le Pen è un faro a cui anche noi italiani dovremmo fare riferimento.

    1. Tonguessy 24 aprile 2012

      non c'è che un elemento più duro del pensiero unico di destra: il pensiero unico di sinistra, quand'è, come oggi in Italia, di destra!


      Questo significa che nominare la sinistra in queste condizioni è assolutamente fuori luogo. La Rossanda non è di sinistra, o almeno è di sinistra quanto Casini e Cicchitto.

      La manovra a tenaglia della destra ha sortito i risultati sperati: immettere il Pensiero Unico (nato anche grazie alla manipolazione dell'inconscio collettivo tramite la pubblicità e tutta l'azione mediatica) come unica alternativa possibile, e parallelamente svuotare la sinistra di significato fino a farla coincidere con la destra.

      Le alternativo diventano, grazie a questa manovra concordata, poco o nulla credibili, fagocitate e digerite dal Moloch uniformante. Chi chiede l'uscita dall'euro si trova così ad affrontare il supplizio di Tantalo.

    1. Aironeblu 23 aprile 2012

      Bagnai nota giustamente come nella SINISTRA, italiana e non, vi sia restato ben poco "di sinistra", e di come i politici di sinistra servano in realtà gli interessi delle Elites dei poteri; aggiungerei che vale lo stesso anche per la DESTRA. E che il dualismo destra-sinistra in realtà non c'è mai stato, è stato davvero un "teatrino", allestito ad arte, o autogeneratosi, non importa, che è servito unicamente a tenere impegnata l'opinione pubblica su temi di secondaria importanza, mentre sui veri temi importanti (economia, energia, stato sociale, armamenti, politica estera) le elites potevano discutere tranquillamente all'ombra delle loro logge segrete e dei club Bilderberg. STANIAMOLI!!!!!!!!!!!!!!

    1. gattocottero 23 aprile 2012

      Grande articolo.



      Meno male che i francesi hanno capito chi è questo Mélenchon, questo soggetto poco raccomandabile ha un curriculum da fare tremare i polsi...

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