MANCA MENO DI UN ANNO A RIVOLTE MONDIALI, LO DICONO TEORICI DI SISTEMI COMPLESSI

MANCA MENO DI UN ANNO A RIVOLTE MONDIALI, LO DICONO TEORICI DI SISTEMI COMPLESSI

DI BRIAN MERCHANT


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Qual' è la ragione principale per cui combattiamo? Per i popoli oppressi le ragioni plausibili e giustificabili sono molte – povertà, oppressione, privazione di diritti, etc. - ma la più importante è la più primitiva. È la fame, semplice. Se c'è un singolo fattore che riaccende la fiamma dei disordini sociali, questo è il cibo che scarseggia o che costa troppo. Lo dice un gruppo di teorici di sistemi complessi di Cambridge, ed ha senso.



In un paper del 2011 (1), ricercatori del Complex System Institute (CSI) hanno svelato un modello che spiega accuratamente perché le ondate di disordini che hanno colpito il mondo nel 2008 e 2011 sono accadute in quel periodo. Il fattore determinante è stato il rapido aumento del prezzo degli alimenti. Il loro modello identifica una precisa soglia per il prezzo mondiale degli alimenti che, quando viene superata, può portare a disordini globali.
Il MIT Technology Review (2) ci spiega come funziona il modello del CSI: “La prova viene da due fonti. La prima viene dai dati raccolti dalle Nazioni Unite disposti su un grafico che rappresenta nel tempo i prezzi dei cibi, il cosiddetto indice dei prezzi alimentari dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO). La seconda sono le date delle rivolte nel mondo, qualsiasi sia la loro causa.” I dati sui grafici riportano questo:





Abbastanza facile. I punti neri sono i prezzi degli alimenti. Le linee rosse sono le rivolte. In altre parole, ogni volta che l' indice dei prezzi degli alimenti delle Nazioni Unite, che misura il cambio mensile dei prezzi in un paniere di beni alimentari, supera i 210 punti, le condizioni sono mature per disordini sociali per il mondo. Ovviamente il CSI non afferma che ogni volta che si supera il limite di 210 immediatamente scoppiano disordini; dice solo che la probabilità di scoppi di rivolte aumenta notevolmente. Per miliardi di persone nel mondo, il cibo copre l' 80% della spesa giornaliera (per le persone del mondo ricco, come voi e me, è circa il 15%). Quando i prezzi salgono, le persone non possono permettersi altro, o addirittura neanche il cibo stesso. E se non puoi mangiare – o peggio, la tua famiglia non può mangiare – combatti.


Ma quanto è preciso questo modello? Un aneddoto sottolineato dai ricercatori nel rapporto ci offre un' idea. Loro scrivono che “il 13 dicembre 2010 abbiamo presentato un rapporto governativo che analizzava le ripercussioni della crisi finanziaria mondiale ed abbiamo proprio identificato il rischio di disordini sociali ed instabilità politica dovuto al prezzo del cibo.” Quattro giorni dopo, Mohamed Bouazizi si è dato fuoco in segno di protesta in Tunisia. E tutti sappiamo cosa è successo dopo. (3)

Oggi l' indice dei prezzi alimentari si aggira sui 213, già da un po' di mesi – giusto al di là della soglia identificata. La bassa produzione del mais negli Stati Uniti, il più grande produttore mondiale, ha aiutato a tenere alti i prezzi.

Yaneer Bar-Yam, uno degli autori del report, ha detto recentemente ad Al-Jazeera: “La recente siccità nel mid-west degli Stati Uniti minaccia di causare una catastrofe mondiale... Quando le persone non sono più in grado di nutrire se stesse e le proprie famiglie, avvengono disordini sociali diffusi. Siamo vicini ad un' altra crisi, la terza in cinque anni, e probabilmente la peggiore, in grado di causare nuove rivolte per il cibo e tumulti come per la Primavera Araba.” (4)

Eppure il prezzo dei cibi non è aumentato ai livelli catastrofici degli scorsi anni. Durante gli anni delle rivolte diventate rivoluzioni, abbiamo visto l' indice dei prezzi alimentari aumentare a 220 punti e raggiungere i 240. Quest' anno stiamo oscillando fra i 210 e i 216 – proprio al limite. Ma il CSI si aspetta che il pericoloso trend dell' aumento dei prezzi alimentari continui. Anche prima che gli eventi climatici estremi hanno fatto balzare i prezzi quest' anno, nel loro report del 2011 predissero che la prossima grande breccia sarebbe avvenuta ad agosto 2013, seguita dal rischio di disordini in tutto il mondo. Quindi, se il trend continua, questi teorici di sistemi complessi dicono che manca meno di un anno ad un vulcano di rivolte mondiali.

Ma la verità è che queste predizioni sono tutto tranne che impossibili. In un mondo ben riscaldato dal cambiamento climatico, sono ormai la norma eventi climatici imprevedibili ed estremi come la siccità che ha prosciugato il 60% degli Stati Uniti ed il caldo record (5) che ha ucciso il suo bestiame. (6) Solo due anni fa, un' ondata di caldo in Russia ha danneggiato il raccolto di grano ed ha dato un colpo devastante al mercato alimentare mondiale – la verità è che il padre inatteso della Primavera Araba è il riscaldamento globale, così dicono alcuni. (7)

E andrà solo a peggiorare, e peggiorare, e peggiorare. Il cambiamento climatico ha aggravato disastri come questo e un nuovo rapporto dell' Oxfam (8) rivela che “il prezzo medio degli alimenti di base come il mais potrebbe più che raddoppiare nei prossimi venti anni, comparato con il trend dei prezzi del 2010”. Questo rapporto mostra nei dettagli come i poveri saranno più vulnerabili di quanto si pensava agli shock dei prezzi alimentari dovuti ai cambiamenti climatici. Dopo tutto, abbiamo “truccato i dadi del clima”, come piace dire a James Hansen della NASA, e le probabilità che si verifichino disastri sono più alte che mai.

Tutto questo ci dice che fino a che aumentano i cambiamenti climatici – e sembra che niente possa fermarli – e finché manteniamo un sistema alimentare mondiale soggetto a picchi volatili dei prezzi e a sfruttamenti degli speculatori (9), senza nessuna riforma, il nostro pianeta sarà sempre più irrequieto. La fame sta arrivando, e così anche le rivolte.


Brian Merchant

Fonte: http://motherboard.vice.com

Link: http://motherboard.vice.com/2012/9/10/we-are-now-one-year-and-counting-from-global-riots-complex-systems-theorists-say--2

10.09.2012



Traduzione a cura di REIO per www.Comedonchisciotte.org

NOTE

1 - http://arxiv.org/pdf/1108.2455v1.pdf

2 - http://www.technologyreview.com/view/425019/the-cause-of-riots-and-the-price-of-food/

3 - http://utopianist.com/2011/02/protest-gone-pop-how-we-watch-forward-remix-the-revolution/

4 - http://www.aljazeera.com/indepth/features/2012/08/20128218556871733.html

5 - http://motherboard.vice.com/2012/7/12/it-s-official-america-is-now-a-massive-natural-disaster-zone

6 - http://www.nytimes.com/2012/07/16/us/heat-forces-ranchers-to-sell-herds-to-cut-losses.html

7 - http://thinkprogress.org/climate/2011/01/30/207426/egyptian-tunisian-riots-food-prices-extreme-weather-and-high-oil-prices/

8 - http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/ib-extreme-weather-extreme-prices-05092012-en.pdf

9 - http://www.guardian.co.uk/global-development/poverty-matters/2012/aug/02/world-teetering-brink-global-food-crisis

Commenti (26)

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    1. nigel 23 settembre 2012

      I teorici dei sistemi complessi dicono quando saranno impiccati i banksters?

    1. mincuo 23 settembre 2012

      Io ho collaborato con loro e con altri. E' molto diversa la traduzione: "manca meno di un anno a rivolte mondiali...."
      Quando mai l'hanno detto? Mai. E nel testo non esiste infatti.
      Nemmeno "rivoluzioni". Hanno detto, ed è vero, che c'è correlazione tra prezzo del cibo e instabilità politica e sociale, correlato a sua volta con quota di reddito/cibo.

      Che poi se uno legge l'articolo, al netto delle "interpretazioni" dell'autore, è quello che si legge.

      Inoltre chi fa scenari fa intervalli di confidenza, non dice "accadrà questo o quello". Quello è il mago Othelma, anche se poi viene richiesto da sempre dai giornali e TV di fare l'indovino, perchè la gente al massimo capisce quello e quello gli si da. Ma nessuno scenario professionale o previsione dice ad esempio "la borsa andrà a..." E' per i giornali e Tv quella roba e serve anche come fulfilling prophecy ai media. Che se le inventano la maggior parte.

      Ma gli scenari sono una scienza complessa ed esiste solo in ragione di probabilità assegnate a diversi eventi, non a uno solo, e in ragione di diverse componenti, non una sola.

    1. Jor-el 23 settembre 2012

      Cumulo di stpidaggini. La fame puó qualche volta provocare rivolte, mai rivoluzioni.

    1. Eshin 23 settembre 2012

      MANCA MENO DI UN ANNO A RIVOLTE MONDIALI, LO DICONO TEORICI DI SISTEMI COMPLESSI........... ....un controsenso. La teoria stessa non permetterebbe una previsione del genere ....http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_complesso

    1. AlbertoConti 23 settembre 2012

      “il prezzo medio degli alimenti di base come il mais potrebbe più che raddoppiare nei prossimi venti anni, comparato con il trend dei prezzi del 2010”. Dall'inondazione di liquidità operata in questi giorni dalle principali BC del pianeta per salvare questo sistema bancario globale ormai fallito, si può facilmente immaginare che l'ipotesi previsionale virgolettata si avveri ancor prima dei vent'anni da oggi. Soprattutto vista la totale assenza di volontà politica nel contrastare la parte "finanziaria" del fenomeno, la speculazione borsistica sui futures ed altri strumenti demenziali. Le politiche occidentali rappresentano una realtà ben lontana da quella delle maggioranze degli affamati nel mondo, nonostante la diffusione progressiva del fenomeno povertà anche all'interno delle società occidentali. Quindi c'è una doppia responsabilità disattesa dai decisori universali, quella fisica, sulle scelte dei modi di produzione e di consumo (è appena uscito il nuovo modello di serie Ferrari, tra i pochi orgogli nazionali, da 760 cavalli e oltre 340 Km/h, al modico prezzo di 280.000 €), e quella "monetaria", in senso lato, che comprende le convenzioni, le tecniche, l'apparato di gestione e decisione, insomma tutto il complesso paradigma monetario che ha accelerato le sperequazioni e minato irrimediabilmente la propria stessa stabilità e sostenibilità, fondata su una fiscalità ormai ai limiti dell'inasprimento che uccide la fonte stessa del reddito di massa.
      L'articolo può essere discusso e criticato, ma la tendenza che evidenzia è più che spiegabile con le evidenze che stiamo osservando in cronaca. Il guaio è che da un lato, quello delle masse, la consapevolezza sistemica è difficile da raggiungere, mentre dall'altro, quello delle elite dei decisori universali, questi effetti catastrofici dal punto di vista umano potrebbero essere addirittura voluti e perseguiti. Quel che resta della "classe media" dovrebbe veramente darsi una mossa per scongiurare il peggio.

    1. ericvonmaan 23 settembre 2012

      Bah, teorie

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