MANCA LA CORRENTE

MANCA LA CORRENTE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Immaginate un gruppo di tecnici abili ed esperti che hanno messo a punto un software innovativo capace di rivoluzionare l’informatica finora conosciuta in tutto il mondo, con ogni conseguenza positiva immaginabile. Essi hanno lavorato anni impiegando i più sofisticati mezzi a disposizione, e tutt’ora lavorano a ritmi impressionanti per aggiungere potenza al loro software. Il programma rivoluzionario è compatibile con quasi tutti i computer, alcuni lo recepiscono senza intralci, altri faticano e necessitano di maggiori attenzioni, ma sostanzialmente il dischetto che lo contiene è stato inserito nell’unità ottica di milioni di pc. Però, nulla è accaduto. Il gruppo di esperti ha quindi insistito nell’inserimento del dischetto nelle fessure dei computer, nulla. Hanno ripetuto quell’operazione infinite volte, ma nulla. I tentativi del gruppo sono continuati per anni, a vuoto. Essi sono dunque ritornati al lavoro sul software, ancora aggiunte, mirabolanti idee, ma sempre nulla. I computer, ostinati e contro ogni aspettativa, non hanno dato segno di alcun cambiamento significativo nel loro funzionamento. Finché qualcuno si accorge che quegli esperti avevano pensato a tutto, ma proprio a tutto, meno che a una cosa: dare corrente ai computer. I computer non erano, e non sono, accesi. Nessuno li ha accesi.


Paradossale o ridicolo, vero? Invece no. E’ precisamente ciò che è accaduto e che sta accadendo nell’intero movimento nazionale, e internazionale, dell’Antisistema. Un’insieme di cervelli raffinati hanno messo a punto un mezzo per inserire nella testa dei cittadini un software nuovo, cioè una nuova consapevolezza del Potere che li governa e di come esso li sta divorando. Milioni di libri, film, conferenze, eventi, iniziative, avvertimenti, denunce, indignazioni - il software - sono ormai entrati nella conoscenza di milioni di esseri umani occidentali - i pc -, e ci si aspettava un cambiamento epocale. Ma nulla. Anzi, le cose appaiono peggiori di prima quasi ovunque. A quel punto l’Antisistema si è s-cervellato, spellato le meningi, per raffinare il suo software, vi ha aggiunto altri e più sofisticati libri, film, conferenze, eventi, iniziative, avvertimenti, denunce, indignazioni… ma nulla. Finché qualcuno, io e pochi altri, gli ha fatto notare che i cittadini del mondo occidentale - i pc - sono (quasi tutti) spenti. Inutile insistere. Essi hanno sì introiettato il software (chi bene, chi un po’ meno, tutti ne sono oggi contagiati), ma sono rimasti inerti. Necessitano della corrente, devono cioè essere messi in grado di funzionare. Bisogna attaccargli la spina, se no è inutile insistere.



Le persone sanno ormai fino alla nausea cosa non va, ma non agiscono, e questo è un fatto. La regola che soffoca il 99% dei cittadini del primo mondo è l’immobilità, l’immobilità di spettatori/consumatori rassegnati a tutto. Se non li aiutiamo a mettersi in moto, è stupidamente inutile ficcargli in testa ancora un’altra manciata di denunce, di scandali, di grida ed improperi. Per mettere in moto le persone del nostro mondo la strada è solo una, e l’ho descritta nei dettagli in altri miei lavori. Ma di nuovo la sintetizzo qui di seguito:

- Studiare a fondo il Potere e come agisce per creare consenso. Cioè conoscerlo alla perfezione.



- Formarci in un esercito di attivisti compatto, disciplinato, su tutto il territorio nazionale.

- Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica, e inserirle in tutto il nostro lavoro.



- Individuare i VERI pericoli per i Diritti e per le democrazie dei cittadini, mettere da parte al momento quelli marginali.

- Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione della GENTE COMUNE, cui finalmente verranno spiegati con linguaggi elementari i meccanismi che ne condizionano – e violentano - la vita di ogni giorno: dal business sulla loro salute alla manipolazione a tavolino del mercato del lavoro; dal sistema finanziario alla creazione artificiosa di insoddisfazione perenne; dall’atomizzazione degli individui per sottrargli ogni potere ai trattati sovranazionali stipulati a loro insaputa e che ne condizioneranno ogni mossa nella vita; dall’evirazione dei parlamenti nazionali alla vera devastante funzione dell’istituto scuola; il dilagare della 'politica della paura' ecc. in una lunga lista. La nuova elementare chiarezza nella spiegazione fornita alla gente comune è il primo dei tre agenti nell'accensione dei cittadini inerti .



- Studiare i metodi per rendere gradevole la trasmissione alla gente di tutta quella comunicazione.

- Diffonderci nei luoghi della gente comune (treni, sale d'attesa dei medici, parchi, dopolavoro, bar, ipermercati, autobus, uff. postali ecc.), implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati. Si tratta in particolare di sottoporre ai cittadini i COSTI ESATTI che dovranno pagare per vivere in un mondo migliore per tutti, e di mostrargli però anche i VANTAGGI che gli torneranno in tasca. Dovremo dunque incaricare degli economisti di calcolare quei costi con precisione, lungo i modelli di giustizia e di sostenibilità, e noi dovremo aver ben presenti i vantaggi da esporre alle persone. La chiarezza precisa su ciò che dovranno pagare ma anche su ciò che guadagneranno nel cambiare la Storia è il secondo agente per l'accensione del loro agire.



- Indicare alle persone delle vie ad uso immediato e facile, modulate a seconda della tipologia di cittadino/a, per contrastare chi gli sta macinando la vita. Cioè, cosa può fare la sarta di 70 anni, cosa il lavoratore indebitato o quello impegnatissimo, cosa i giovani liceali, cosa il qualunquista o la donna con prole. ecc. Questa pratica facilitata ne risveglia l'autostima poiché fornisce subito un modo facile per partecipare e sentirsi per la prima volta attori e non più spettatori. E' il terzo agente fondamentale dell'accensione dei cittadini.

- Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Il lavoro degli attivisti deve essere pagato e avvalersi di mezzi idonei su scala nazionale, SEMPRE. Va compreso che questa è una guerra che combattiamo contro i poteri economici più colossali del pianeta; non la si può combattere con le ‘belle anime’, le feste di piazza e internet.



- Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita importanti, ma anche a saper vedere la assai maggiore convenienza finale - ciò che gli rientra in tasca - di un mondo più in equilibrio. Il lavoro è lungo e poco emozionante; richiede dunque attivisti dotati di costanza, non esagitati adoranti seguaci.



- Mettere da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano l’Antisistema, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse, e con i metodi di cui sopra. Rinunciare ai nostri ‘paladini’, per divenire tutti noi i singoli protagonisti attivi di questo esercito.



Questo, e solo questo darà la ‘corrente’ agli esseri umani occidentali, li accenderà mettendoli finalmente in grado di decidere se agire o no. L’alternativa a questo, è di continuare a infarcire di ‘software’ una montagna di ‘computer’ spenti. Purtroppo oggi in Italia gli attivisti hanno deciso di continuare a fare ciò, sobillati in questa demenziale condotta dagli odierni ‘paladini’ di gran moda. Una follia. Vi è chiaro?



Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=125

1.08.2009

Commenti (91)

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    1. zingaro 2 agosto 2009

      1) Il coglione di turno c'è già stato, visti i risultati dei referendum di Francia, Olanda, Irlanda gli altri hanno aderito senza referendum.
      2) L'italia non ha nulla a che vedere con uno stato libero.
      3) Se comandassimo io o te questo sarebbe già avvenuto. Ma io e te siamo qui a piangerci addosso e a leccarci le ferite

    1. zingaro 2 agosto 2009

      Le 4 stronzate che abbiamo le abbiamo grazie al sistema che ci va stretto e sono ad esso collegate; se usi il telefonino lo fai con mezzi del sistema e lavori per pagarli, la TV ha palinsesti offerti dal sistema con tutto ciò che ne consegue, le auto (e quì entriamo in un campo che conosco benissimo) sono a favore del sistema (sono costruite per tenerti legato alla casa madre: manutenzioni, riparazioni, accessori. Sono costruite per rubarti i tuoi soldi per tutto il tempo che la terrai). Non è detto che in un secondo tempo tutto questo non si possa riottenere, ma ora bisognerebbe distaccarsi quindi rinunciare.
      Il problema è che tutti, propio come te (e forse anche come me), fanno fatica a rinunciare agli agi e alle comodità (o a far soffrire i propri cari).

    1. antonp 2 agosto 2009

      "Ci sono due persone, l' una fa come gli pare e condiziona l' altra a non interferire, ad adattarsi, e a muoversi in conformita' di come pensa, agisce lei. L' altra, si riduce, Non si espone". Sono d'accordo, pienamente. però la mia impressione è che qui ognuno viaggia su binari diversi. Forse l'idea è che siamo tutti sulla stessa barca, anzi sullo stesso treno, ma non è che fors viaggiamo su binari paralleli, senza incontrarci mai, soprattutto senza confonderci mai gli uni con gli altri (ma qui il discorso diventa ben più ampio del tema dell'articolo ma diventa la vita stessa delle persone). e allora ecco si che la chiave di tutto è "nessuna spiegazione, se non la sua dell'altro". E' vero c'è l'invadenza, ma anche l''indifferenza, il disinteresse. Forse la mia testa parla da dentro un sacco, ma non vedo la volontà di un cambiamento radicale (seppur positivo) attorno a me. Vedo che (o mi sembra di vedere) che la spinta che sta dietro le vite di molti di noi riguardi l'immanente. E non parlo del pane, della sopravvivenza, ma dei bisogni più articolati, non primari.
      Non sento dire "Ho il pane, voglio più giustizia, libertà" ma "voglio questo, voglio quello". Siamo sazi nella pancia, ma abbiamo continuamente fame nella testa, e per questo i le nostre energie sono indirizzate ad esaudire questa nuova fame. Faccio un esempio. Poniamo che il nostro bisogno primario e più urgente da soddisfare sia il pane. E che allo stesso tempo sia il desiderio più difficile da esaudire, allora cosa succederebbe? Un risposta possibile sarebbe "è dura avere il pane figuriamoci che mi importa della libertà, della giustizia". Non è un pò quello che accade oggi? Al posto del pane inseguiamo altre cose che percepiamo come fondamentali. Comunque ripeto io non voglio dare spiegazioni. e mi scuso per le ripetizioni ma ragiono mentre scrivo..

    1. proxer 2 agosto 2009

      vi butto li una idea semplice semplice:
      creare un quotidiano gratuito, finanziabile tramite offerte o anche tramite pubblicità se necessario e diffonderlo nelle città.

    1. proxer 2 agosto 2009

      io non so in che mondo viva paolo, ma io che vivo in mezzo alla gente ti assicuro, caro paolo, che la gente sa poco o nulla della "verità".
      I siti di controinformazione sarebbero una buona cosa se gran parte delle cose che vengono scritte non fossero assurdità stile "morbo di morgellons" e via dicendo.
      Lo stesso grillo rischia spesso di cadere di lievello dando credito a cose tipo " il metodo di bella " o " le palline che lavano senza sapone".
      Se non puoi sconfiggere il nemico allora cerca di imitarlo, quidi:
      1- servono risorse finanziarie, o comunque bisogna trovare partner disposti a supportarci.
      2- bisogna pensare in grande e mirare al controllo di almeno una grande tv nazionale.
      3- creare un unico movimento con propio partito, stando attendi a creare qualcosa di davvero innovativo e funzionale.
      4- fare attenzione a non andare troppo sul filosofico , evitare lunghissimi articoli poco comprensibili e comuqnue noiosi, imparare a parlare chiaramente alla gente
      5- terminare ogni articolo con una proposta seria di risoluzione del problema, evitare di criticare e basta.

    1. Dylan66 2 agosto 2009

      Insomma Paolo Barnard ci consiglia un partito fatto di iscritti attivisti che combattono strada per strada per il consenso, spiegando a tutti cosa c'è che non va e a cosa dovremmo aspirare. Insomma il partito di una volta. Quello che sta tendando di fare Bersani con il PD?

      Barnard ci sta dicendo che il dissenso gridato contro Berlusconi non produce cambiamenti e non smuove i voti. C'è bisogno di una lotta capillare, vis a vis con la gente, a cui tutti dovremmo partecipare se veramente vogliamo ribellarci all'Italia di oggi.
      Dietro ai nostri PC parliamo solo tra di noi.

    1. MrAsh 2 agosto 2009

      Condividiamo perfettamente il punto di vista , oserei dire che il problema di internet e anche la sua più grande qualità "interattività"che e quello che alcuni , come me ,come lei probabilmente cercano, ma le masse no , sono assoggettate dalla passività e quindi non sfruttano il reale potenziale di uno strumento come internet.
      estendere la conoscenza restaurare il sistema educativo e formativo della persona sono sicuramente punti chiave , le nuove generazioni o quelle che devono venire non hanno condizionamenti e asuefazzioni , per loro digerire il cambiamento sarà cosa da niente.

      saluti, ed un a risentirci presto.

    1. mikaela 2 agosto 2009

      Si vede che non hai letto quello che c'e' scritto nel link che ho mandato.
      Lo studio fatto da Barnard per un mondo migliore vale anche per un Italia Migliore,(ognuno deve cominciare in casa propria)ed infatti tanti riferimenti di quel grande lavoro che Barnard gia scriveva nel 2001 e poi ripreso anche nel 2004 sono riportati anche in questa considerazione.In rete si trova anche la lettera che Barnard scrisse a Giulietto Chiesa quando egli lo invitava a far parte del suo gruppo,Barnard si rifiuto' perche' vedeva quel tipo di movimento destinato al fallimento(Come poi e' avventu guarda l'ultimo post di Chiesa su CDC che chiede aiuto e nuove idee agli intellettuali).

    1. ottavino 2 agosto 2009

      Bisogna onestamente ammettere che se si tratta di "avere" un qualcosa, questo sistema è quello che può garantire meglio tale "avere". Non è un caso che un certo tipo di opposizione è scomparsa. Per quanto riguarda il benessere dell'occidentale, questo stato di cose è quello che può fornirne di più, poichè solo ingannando si può far finta di essere così ricchi. E noi sappiamo bene che è tutto un inganno. Ci sarà un momento che ci verrà presentato il conto, che sarà molto salato, ma fino a quel momento, nessuno ci seguirà. E nessuno ci seguirà neanche dopo, in quanto non c'è niente di chiaro e definito nell'orizzonte politico che abbiamo. Quindi non vedo il problema. Utilizziamo il tempo che abbiamo disposizione per crescere, per comprendere meglio l'esistenza, la vita. Dedichiamo del tempo allo studio degli aspetti spirituali della vita, che sono fondamentali, e che il cristianesimo da quattro soldi che ci è stato propinato, ci ha fatto misconoscere.
      Basta con il potere, con il pensare di conquistarlo, gestirlo, ecc. Che se lo tengano e che saltino in aria tutti quelli che amano tenerlo stretto, quando il potere salterà...

    1. barlavento 2 agosto 2009

      Per fare in modo che questo cambiamento nelle "coscienze" della massaia di Voghera o del salumiere sottocasa e dell'autista dell'autobus che ti porta in fabbrica (finchè ci sarà una fabbrica)..... non è di Barnard il dovere e l'impegno è TUO ed E' MIO, E' DI TUTTI NOI!!!!! Cominciamo a darci una mossa, e vedremo con stupore e gioia quanta gente è come noi, vuole come noi diventare SOGGETTI E NON PIU' OGGETTI DELLA PROPRIA VITA.
      P.S.: un consiglio: quando parlerai con il salumiere sottocasa lascia perdere le parabole aristoteliche, parlagli di come le grandi catene di distribuzione stanno rovinandogli il lavoro , il futuro e di chi le controlla.

    1. Zret 2 agosto 2009

      Pare sia tardi.

    1. icemark 2 agosto 2009

      Chi di voi (noi) è disposto a rinunciare a qualcosa? Chi è disposto a rinunciare alla tv, al telefonino, all'auto euro 5,6,7...? Chi è disposto a rinunciare alla sua casa e magari costruirsela in un pezzo di terreno demaniale? Chi è disposto a coltivare col sudore della fronte il cibo per il sostentamento invece di andare alla domenica al più vicino centro commerciale e fare incetta di confezioni pronte per il consumo?

      Io, putroppo intorno a Roma non si trova un pezzetto di terra per costruire una casetta di legno di 80mq + piccolo orto a prezzi accessibili.

      Ciao

    1. brunotto588 2 agosto 2009

      Secondo me Barnard ha sollevato finalmente il problema N. 1, che è squisitamente un problema di "comunicazione efficace", ossia di mettere realmente a confronto le parti interessate ad un potenziale cambiamento ( e non sono poca cosa, considerati tutti i trombati dal sistema: il problema è come renderli massa consapevole ).
      Internet ??? Mah, buono più per essere una "finestra di controllo" del sistema stesso, che per rendersi strumento di un reale cambiamento ... Non per niente il sistema lo tollera !
      Il primo passo da fare secondo me è indebolire gli attuali dinosauri mediatici: astenersi dal comperare QUALUNQUE giornale e rivista, disdire l' abbonamento tv ... così facendo si minerebbe la pseudo-informazione sul piano anche economico, perchè le stesse multinazionali non investirebbero più in pubblicità ( la vera ossatura di tutto il sistema, informativo prima e di potere poi ).
      E' strano, vero, sentirsi dire che la semplice ed apparente innocua pubblicità è più pericolosa di una riunione del Bielderberg ??? Eppure è così.

    1. barlavento 2 agosto 2009

      Dimenticavo...lascia perdere l'idea degli sponsor. Uno sponsor dà solo quando riesce a vedere un interesse personale, privato o corporativo. MAI PER UN INTERESSE GENERALE. E' passata l'epoca dei Feltrinelli, infatti guarda la fine che ha fatto...

    1. tersite 2 agosto 2009

      l'80-90%delle persone vive proprio in un'altra dimensione e credo sia incapace di vivere altrove.

    1. barlavento 2 agosto 2009

      E dagli con quei duemila.... ti faccio un piccolo teorico calcolo. Diciamo che di questi 2000 un quarto cioè 500 assumiamo la responsabilità di " essere" Gandhi e ci muoviamo. Ognuno di noi in 3 mesi riesce ad aprire gli occhi e la volontà di agire a 100 altre persone. Dopo 3 mesi già saremo in 50.000 continuamo a muoverci e dopo altri 3 mesi riusciamo, ognuno di noi, a svegliare l'azione di altre 20 persone. Dopo 6 mesi già saremmo un milione. A questo punto saremo già pronti a fissare una data per il X-DAY ( per esempio il 2 novembre 2010). Tu ti immagini l'impatto che avrebbe in questo sistema già marcio dalle fondamenta, un milione di persone che smettono di lavorare, pagare bollette, mutui, trasporti; in poche parole STOP totale al foraggio per questo sistema.....te lo immagini...beh se lo immagini...cominciamo a MUOVERCI!!!!!

    1. brunotto588 2 agosto 2009

      Guarda che c'è tutta una categoria di persone ed attività ( e io sono tra questi ) che ha dovuto "chiudere baracca", economicamente parlando, per le belle novità portate dagli eurobanchieri e dalla dittatura di Bruxelles.
      Qundi c'è una potenziale "massa interessata", neanche tanto piccola e fortemente motivata, ad un' eventale inversione di rotta. L' importante è che le parti in gioco entrino in contatto tra loro; è ora di piantarla di farsi le pippe su Internet, che a questo livello di utilizzo rimane riserva di una ristretta elite.
      Prendi Bertani ( per fare solo il primo nome che mi è venuto in mente ): è uno che scrive magistralmente, e che dice le cose come stanno; ma chi lo segue non può essere che un' elite ... come del resto è un' elite quella che si informa su internet, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza di formazione e dimestichezza con computer ecc ...
      L' unica cosa certa è che occorre trovare solidarietà e contatti tra i ( e non sono pochi ! ) "localisti" che di Bruxelles e banchieri ne hanno avuto già pieni i coglioni.

    1. brunotto588 2 agosto 2009

      E' esattamente quello che volevo dire: la gente pensa che "cambiare" implichi chissà cosa, lotta cruenta e rivoluzioni attive ( che non farebbero altro che prestare il destro ad ulteriori restringimenti della libertà, o peggio ). Al contrario, i giornali, la Tv, i media, la "pubblicità" vengono vissuti come "innocui" e tranquillamente ingoiati. ( ma si potrebbe fare un paragone perfetto con i "tranquilli alimenti modificati, farmaci ecc" che il sistema ti fa ingoiare a tua insaputa, e giocando sulla tua buona fede ). Penso che siamo tutti d' accordo ad imputare la colpa prima di tutto ciò alla mancanza di un vero giornalismo informativo, cosa di cui Barnard è esempio vivente. Ecco: unite due + due: i giornali vivono SOLO grazie alla pubblicità ( il prezzo all' edicola non basterebbe per la carta ); idem dicasi per tutte le radio e Tv. Boicottare i media equivale a fare in modo che le stesse multinazionali rinuncino ad investirvi ( e potrebbe essere anche solo in una nazione, perchè no ! ) e questo porterebbe sulla scena attori minori, ma più bravi e non asserviti al sistema ... Da lì il gioco è breve: certo occorrerebbero sponsor, da ricercare soprattutto tra i "localisti" che ne hanno pieni i coglioni di globalizzazione ed europa dei banchieri. NB: quando dicevo che 2000 accessi fanno ridere i polli, mi riferivo non al livello qualitativo delle argomentazioni, ma a quello "quantitativo" dei lettori, che non arriveranno MAI a "far massa" ... e questa è l' unica cosa che può interessare e preoccupare il sistema. Il problema vero ed il vero punto su cui lavorare è quindi, ancora, come estendere la conoscenza, non essendo internet lo strumento adatto perchè comunque elitario.

    1. Lestaat 2 agosto 2009

      Ohhh....finalmente.
      Una tua seria opinione sulle cose invece che sulle opinioni altrui.
      Non sono sicuro però sul ruolo così fondamentale che dai all'informazione nel cambiamento.
      E' chiaro che si deve parlar chiaro e forte dei veri problemi che affliggono la società, ma non mi illuderei troppo sull'utilità nel, diciamo, ingrossare le fila, di quelli che vedono le cose per quelle che sono.
      Temo che "questi siamo" e questi resteremo. Perchè il cambiamento possa avvenire nelle "coscienze" è necessario che tale cambiamento avvenga tra i giovani universitari tanto quanto tra le "casalinghe di voghera" e il macellaio sotto casa e la vedo duretta.
      Tutte quelle belle informazioni che hanno profondamente cambiato la percezionione del mondo e la comprensione della realtà in cui viviamo, nel sottoscritto in primis, sono putroppo parole rivolte ad un numero mostruosamente ristretto di popolazione non perchè non ci siano i mezzi, ma perchè non c'è chi le ascolta.
      Prendi Saviano, ha venduto 6 milioni di copie di Gomorra in una platea di possibili aquirenti di più di 400 milioni. Certo se ne è fatto un gran parlare ma che risultato ha avuto? Che la gente ora sa ....beh...quello che già sapeva che politici,camorra ed economia vanno a braccetto. Cos'è cambiato davvero? Quel che è accaduto per l'unidici settembre è abbastanza esemplificativo della situazione. Ormai tra chi pensa all'atuto attentato, chi pensa al "l'hanno lasciato accadere" e chi pensa che comunque sia andata è uno schifo l'uso che ne stanno facendo la gente ha capito l'OGGI, eppure non cambia nulla, perchè ci si arrende, perchè si hanno altri problemi più immediati, perchè si hanno pochi problemi, perchè.......tanti enormi e più o meno importanti perchè.
      Quindi concordo in pieno con quel che proponi come un ritrovarsi insieme per costruire qualcosa di diverso, e cercare di capire, da zero, come risolverlo e come proseguire, ma ritengo purtroppo che dobbiamo arrenderci all'idea che la rivoluzione, intesa come cambiamento indipendente dalla forma che le si da, la fa sempre una minoranza perchè alla maggioranza non interessa affatto.

    1. brunotto588 2 agosto 2009

      E' esattamente quello che volevo dire: la gente pensa che "cambiare" implichi chissà cosa, lotta cruenta e rivoluzioni attive ( che non farebbero altro che prestare il destro ad ulteriori restringimenti della libertà, o peggio ).
      Al contrario, i giornali, la Tv, i media, la "pubblicità" vengono vissuti come "innocui" e tranquillamente ingoiati. ( ma si potrebbe fare un paragone perfetto con i "tranquilli alimenti modificati, farmaci ecc" che il sistema ti fa ingoiare a tua insaputa, e giocando sulla tua buona fede ).

      Penso che siamo tutti d' accordo ad imputare la colpa prima di tutto ciò alla mancanza di un vero giornalismo informativo, cosa di cui Barnard è esempio vivente.
      Ecco: unite due + due: i giornali vivono SOLO grazie alla pubblicità ( il prezzo all' edicola non basterebbe per la carta ); idem dicasi per tutte le radio e Tv.
      Boicottare i media equivale a fare in modo che le stesse multinazionali rinuncino ad investirvi ( e potrebbe essere anche solo in una nazione, perchè no ! ) e questo porterebbe sulla scena attori minori, ma più bravi e non asserviti al sistema ...
      Da lì il gioco è breve: certo occorrerebbero sponsor, da ricercare soprattutto tra i "localisti" che ne hanno pieni i coglioni di globalizzazione ed europa dei banchieri.
      NB: quando dicevo che 2000 accessi fanno ridere i polli, mi riferivo non al livello qualitativo delle argomentazioni, ma a quello "quantitativo" dei lettori, che non arriveranno MAI a "far massa" ... e questa è l' unica cosa che può interessare e preoccupare il sistema.
      Il problema vero ed il vero punto su cui lavorare è quindi, ancora, come estendere la conoscenza, non essendo internet lo strumento adatto perchè comunque elitario.

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