MA PERCHE' MAI UN PROFESSORE DI ECONOMIA DOVREBBE ESPRIMERSI PUBBLICAMENTE SU GAZA ?

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DI MARXISTA DELL'ILLINOIS N.2

sollevazione.blogspot.it

Che c'entra il sionismo con l'econometria ?

15 agosto. Non mi aspettavo che il mio intervento su Magdi Allam, Alberto Bagnai e la tragedia palestinese avrebbe avuto tanta eco. Si vede che ho messo il dito su una delle piaghe.
Mentre l'Allam tace (dev'essere impegnato in qualche ritiro spirituale coi druidi lefebvriani), il Bagnai ha invece prontamente risposto con un pistolotto interminabile e sconclusionato, rivendicando tuttavia le sue frequentazioni ma tacendo sul genocidio di Gaza. E questo, l'omertà sulla tragedia palestinese, questo me lo aspettavo. Meglio tacere se si cerca nel prossimo futuro di salire sul carro del prossimo vincitore, tanto più se si ritiene che verrà fuori dalla cerchia di quelli che oggi comandano, e che sono tutti amici di Israele —chi ha orecchie per intendere intenda.

I brocchi della setta del cavajere nero si sono scatenati: "che c'entra Gaza? perché mai un "geniale economista" dovrebbe esprimere le sue opinioni sulla vicenda palestinese?"
Un distillato clamoroso di questa ignavia, dell'idea che se uno si occupa di econometria non è tenuto ad esecrare dei crimini contro l'umanità, che anzi debba estraniarsi e tacere su una tragedia (compiuta anche con armi fornite dal governo italiano) che da un mese è sulle prime pagine dei media mondiali, è ben espresso in questo post:

ANKYN SCRIVE:

14 agosto 2014 16:37

«Ma perché mai un professore di economia dovrebbe esprimersi pubblicamente su Gaza?Potrà coltivare la sua opinione in santa pace senza per forza dover fare il tuttologo?
Altrimenti a questo punto rimproveriamo a chiunque qualsiasi cosa: a Bagnai di non dire nulla su Gaza e Ucraina, a Sollevazione di non esprimersi sul disastro ambientale, a mia sorella di tacere sul massacro dei cavallucci marini nella Nuova Guinea (sì, è ironia), e via strumentalizzando.Sì, STRUMENTALIZZANDO: è questa l'operazione messa in atto da articoli del genere.Rimproverare ad un esperto di X di non occuparsi di Y significa semplicemente trovare scuse per criticarlo, probabilmente perché non si è in grado di farlo sul terreno di cui è esperto».

Che la scuola italiana fosse diventata una cloaca era noto, non che fosse un'opificio di imbecilli per di più immorali... L'idea che la scienza non abbia una base etica, che gli scienziati non debbano prendere posizione e siano al di sopra delle lotte sociali, non è solo reazionaria, è smentita dalla storia della scienza. La scienza non è infatti né neutrale né autonoma, è eteronoma invece. Non solo perché lo scienziato è guidato da una qualche concezione del mondo, la sua ricerca, salvo rare eccezioni, ubbidisce agli interessi delle classi dominanti.

"Strumentale" denunciare l'omertà davanti a tragedie enormi? E' come se dopo Hiroshima e Nagasaki si fosse considerato inammissibile chiedere ai fisici di esprimere condanna di quelle inaudite ecatombi. Ciò che in effetti il potere americano cercò di impedire. Senza esito, visto che lo stesso Oppenheimer, subito dopo il successo dell'esperimento che ha visto esplodere la prima bomba atomica a Los Alamos dichiarò: «I fisici hanno conosciuto il peccato e questa è una conoscenza che non potranno perdere».

Ove il fisico Oppenheimer non fosse familiare ai fanatici seguaci della Dea scienza, ricordiamo quanto affermò un altro Alberto (è solo un caso di omonimia), tale Einstein. Conoscono essi la sua pugnace battaglia politica e non solo morale per metter al bando la bomba atomica? Ne dubitiamo, altrimenti non vomiterebbero simili bestialità.

Non conosceranno nemmeno quanto Einstein scrisse della destra sionista, equiparandola ai fascisti. L'occasione gli fu fornita dalla strage di Deir Yassin del 9 aprile 1948. I sionisti trucidarono 240 tra uomini, donne e bambini inermi.
A Gaza le vittime della macchina bellica israeliana sono più di duemila, tra cui 432 bambini e 243 donne. 9886 i feriti, tra cui 2878 bambini. Deir Yassin è nulla in confronto, e ciò richiederebbe una rivolta morale da parte di tutti, anzitutto degli intellettuali e del mondo della cultura. Prevalgono invece ignavia e silenzio, ovvero la complicità morale col sionismo e le loro potenti lobbi occidentali.

Ed ora, nel tentativo di rinfrescare la memoria a certi ottenebrati, leggiamo quanto Einstein scrisse, con la Arendt e gli altri, davanti ad uno dei tanti crimini sionisti:

AGLI EDITORI DEL NEW YORK TIMES

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista. E’ stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, una organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.

L’odierna visita di Menachem Begin, capo del partito, negli USA è stata fatta con il calcolo di dare l’impressione che l’America sostenga il partito nelle prossime elezioni israeliane, e per cementare i legami politici con elementi sionisti conservativi americani. Parecchi americani con una reputazione nazionale hanno inviato il loro saluto. E’ inconcepibile che coloro che si oppongono al fascismo nel mondo, a meno che non sia stati opportunamente informati sulle azioni effettuate e sui progetti del Sig. Begin, possano aver aggiunto il proprio nome per sostenere il movimento da lui rappresentato.

Prima che si arrechi un danno irreparabile attraverso contributi finanziari, manifestazioni pubbliche a favore di Begin, e alla creazione di una immagine di sostegno americano ad elementi fascisti in Israele, il pubblico americano deve essere informato delle azioni e degli obiettivi del Sig. Begin e del suo movimento.

Le confessioni pubbliche del sig. Begin non sono utili per capire il suo vero carattere. Oggi parla di libertà, democrazia e anti-imperialismo, mentre fino ad ora ha apertamente predicato la dottrina dello stato Fascista. E’ nelle sue azioni che il partito terrorista tradisce il suo reale carattere, dalle sue azioni passate noi possiamo giudicare ciò che farà nel futuro.

Attacco a un villaggio arabo

Un esempio scioccante è stato il loro comportamento nel villaggio Arabo di Deir Yassin. Questo villaggio, fuori dalle strade di comunicazione e circondato da terre appartenenti agli Ebrei, non aveva preso parte alla guerra, anzi aveva allontanato bande di arabi che lo volevano utilizzare come una loro base. Il 9 Aprile, bande di terroristi attaccarono questo pacifico villaggio, che non era un obiettivo militare, uccidendo la maggior parte dei suoi abitanti (240 tra uomini, donne e bambini) e trasportando alcuni di loro come trofei vivi in una parata per le strade di Gerusalemme. La maggior parte della comunità ebraica rimase terrificata dal gesto e l’Agenzia Ebraica mandò le proprie scuse al Re Abdullah della Trans-Giordania. Ma i terroristi, invece di vergognarsi del loro atto, si vantarono del massacro, lo pubblicizzarono e invitarono tutti i corrispondenti stranieri presenti nel paese a vedere i mucchi di cadaveri e la totale devastazione a Deir Yassin.

L’accaduto di Deir Yassin esemplifica il carattere e le azioni del Partito della Libertà.

All’interno della comunità ebraica hanno predicato un misto di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale. Come altri partiti fascisti sono stati impiegati per interrompere gli scioperi e per la distruzione delle unioni sindacali libere. Al loro posto hanno proposto unioni corporative sul modello fascista italiano. Durante gli ultimi anni di sporadica violenza anti-britannica, i gruppi IZL e Stern inaugurarono un regno di terrore sulla Comunità Ebraica della Palestina. Gli insegnanti che parlavano male di loro venivano aggrediti, gli adulti che non permettavano ai figli di incontrarsi con loro venivano colpiti in vario modo. Con metodi da gangster, pestaggi, distruzione di vetrine, furti su larga scala, i terroristi hanno intimorito la popolazione e riscosso un pesante tributo. La gente del Partito della libertà non ha avuto nessun ruolo nelle conquiste costruttive ottenute in Palestina. Non hanno reclamato la terra, non hanno costruito insediamenti ma solo diminuito la attività di difesa degli Ebrei. I loro sforzi verso l’immigrazione erano tanto pubblicizzati quanto di poco peso e impegnati principalmente nel trasporto dei loro compatrioti fascisti.

Le discrepanze

La discrepanza tra le sfacciate affermazioni fatte ora da Begin e il suo partito, e il loro curruculum di azioni svolte nel passato in Palestina non portano il segno di alcun partito politico ordinario. Ciò è, semza ombra di errore, il marchio di un partito Fascista per il quale il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi e gli Inglesi) e le false dichiarazioni sono i mezzi e uno stato leader l’obbiettivo.

Alla luce delle soprascritte considerazioni, è imperativo che la verità su Begin e il suo movimento sia resa nota a questo paese. E’ maggiormente tragico che i più alti comandi del Sionismo Americano si siano rifiutati di condurre una campagna contro le attività di Begin, o addirittura di svelare ai suoi membri i pericoli che deriveranno a Israele sostenendo Begin. I sottoscritti infine usano questi mezzi per presentare pubblicamente alcuni fatti salienti che riguardano Begin e il suo partito, e per sollecitare tutti gli sforzi possibili per non sostenere quest’ultima manifestazione di fascismo.

Firmato:ALBERT EINSTEIN, ISIDORE ABRAMOWITZ, HANNAH ARENDT, ABRAHAM BRICK, RABBI JESSURUN CARDOZO, , HERMAN EISEN, M.D., HAYIM FINEMAN, M. GALLEN, M.D., H.H. HARRIS, ZELIG S. HARRIS, S IDNEY HOOK, FRED KARUSH, BRURIA KAUFMAN, IRMA L. LINDHEIM, NACHMAN MAISEL, SEYMOUR MELMAN, MYER D. MENDELSON, M.D., HARRY M. OSLINSKY, SAMUEL PITLICK, FRITZ ROHRLICH, LOUIS P. ROCKER, RUTH SAGIS, ITZHAK SANKOWSKY, I.J. SHOENBERG, SAMUEL SHUMAN, M. SINGER, IRMA WOLFE, STEFAN WOLFE»

New York, Dec. 2, 1948

Marxista dell'Illinois n.2

Fonte: http://sollevazione.blogspot.it

Link: http://sollevazione.blogspot.it/2014/08/che-centra-il-sionismo-con-leconometria.html

15.08.2014

Commenti (39)

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    1. roberto4321 15 agosto 2014

      sono anni che Bagnai (con Borghi e Rinaldi) si spende affinchè una parte della sinistra (prima) e Grillo (poi) dicessero chiaramente che occorreva uscire dall'Euro il prima possibile, senza star a parlare di Eurobond o vaneggiare di sbattere i pugni sul tavolo a Bruxelles come propone(va) Grillo.
      Non gli è riuscita, e come sappiamo l'unico partito che si è dichiarato prima delle Europee per l'uscita dall'Euro senza se e senza ma è stata la Lega (oltre a Fratelli d'Italia che comunque è e rimarrà una costoletta di FI).
      Ho idea che l'endorsement di Bagnai alla Lega sia maturato per la frustrazione di non vedere accolte le sue idee da nessuna altra parte politica e nella convinzione che le Europee segnassero uno spartiacque, con la speranza di limitare in qualunque modo la vittoria del PUD€ in questo momento fondamentale.
      Col senno di poi dico che io non l'avrei fatto (visto il risultato era meglio se lui rimaneva "de sinistra" che faceva più male), ma col senno di poi son tutti bboni.

      Per quanto riguarda Gaza se lui si lasciasse tirare per la giacca andrebbe contro tutto quanto detto nel suo blog in tutti questi anni, e cioè che la ssssinistra si considera bella e buona esclusivamente in quanto si batte per i diritti dei pppalestinesi e per le nozze gay, per lo jus soli e i diritti delle donne, vaneggia di equità sociale e poi zitta zitta dopo averti ben distolto l'attenzione ti svende ai Draghi e ai Monti il nostro Paese rendendo inevitabile la "macelleria sociale" a danno delle fasce sociali più deboli (visto che sul grembiule rosso gli schizzi di sangue si notano meno come ama ripetere lui).

      Ciao



    1. RosannaSpadini 15 agosto 2014

      Tutto vero quello che dici, sono perfettamente d'accoro con te, anch'io ho seguito il blog, per due anni, ho letto tutto quanto scritto da Bagnai, il quale ha anche perfettamente ragione a prendesela con la sinistra (Tsipras, Sel, Comunisti) che rappresenta la ruota di scorta del PD, partito "fascista" che sta instaurando una dittatura oligarchico finanziaria in Italia.

      Però a questo punto ti chiedo cosa ne pensi:

      1) delle alleanze politiche fatte da Bagnai in occasione delle europee
      2) del fatto che lui si trinceri dietro la neutralità della scienza, per quanto riguarda Gaza

      Grazie, a presto

    1. Georgios 15 agosto 2014

      Rileggendo i miei 2 precedenti commenti ho constatato due frasi che ad una lettura disattenta possono sembrare contraddittorie:

      1o commento: conosco la critica di Bagnai verso la sinistra che [...] considero giusta.

      2o commento: condivido la critica dell'articolista a Bagnai.

      La prima si riferisce alla posizione della sinistra riguardo l'euro. La seconda alla posizione di Bagnai verso le alleanze.

      Se non si sta attenti di questi giorni....

    1. roberto4321 15 agosto 2014

      cara Rosanna, touchè, ma quando non ho voglia di fare delle "analisi politiche acute" (grazie) mi piace dare un po' di biada ai cerebrolesi che abbondano su questo forum.
      Ma visto che mi stimoli allora ti dirò quello che penso realmente della vicenda.
      Io per mesi mi sono letto il blog di Bagnai (Goofynomics), dopodichè mi sono letto le 400 e passa pagine del suo libro (il tramonto dell'Euro), le ho capite, interpretate e dissezionate una ad una (visto ch'è pieno di serie di dati, grafici e calcoli). Sono arrivato perfino a scaricarmi le serie di dati dalle sue fonti ricreandomi io stesso i grafici per verificare che quello che diceva fosse vero. Purtroppo dimostra che con l'Euro a noi italiani ci hanno messo un cappio al collo mentre al contrario ci hanno guadagnato i tedeschi, e che prima ne usciamo meglio è, punto. Nel dimostrare ciò si scaglia contro quella parte politica oggettivamente responsabile della nostra entrata nell'Euro: il PD. Dimostra che i dirigenti del PD sapevano benissimo cosa significava per un paese ad economia ad inflazione più alta legarsi con un tasso di cambio fisso (come con lo Sme prima e l'Euro poi) a paesi ad inflazione più bassa, il tutto grazie al famoso discorso di Napolitano che trovi riassunto qui:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/19/eurozona-quando-giorgio-napolitano-era-contro-la-moneta-unica/987141/
      Lo fa nel libro e a più e più riprese sul suo blog, scagliandosi veementemente contro coloro che si credono di sssinistra solo perchè raccolgono firme per il popolo pppalestinese o perchè dichiarano il loro odio verso B, salvo poi farci entrare nell'Euro prima e inneggiare a Monti poi, ben sapendo che se non puoi svalutare la moneta devi per forza svalutare i salari (quindi anche i diritti), alla faccia del partito dei lavoratori (eccecredo che poi si incazza se gli chiedono cosa ne pensa del problema dei pppalestinesi!).
      Ma penso che la goccia che ha fatto traboccare il vaso e rotto definitamente i ponti con la sinistra la trovi qui: http://goofynomics.blogspot.it/2014/07/la-liberazione.html , dove descrive e motiva il suo sommo godimento per la chiusura dell'Unità.
      Il problema principale di tutto questo discorso è che Bagnai stesso si è sempre dichiarato sin da tempi non sospetti "de sinistra", anzi estrema sinistra, anzi proprio un compagno.
      Ed è proprio su questo punto che ora i pennivendoli falliti di sinistra stanno cercando in tutti modi di demolirlo (perchè delle critiche di un fassista te ne sbatti, ma quelle di un compagno fanno male, molto male), dimostrando che visto che se ne impippa del sommo problema dei pppalestinesi (poi tireranno fuori lo jus soli e tutto il repertorio classico), allora il nostro non può essere di sinistra, non può che essere un fassssista travestito (ergo quello che dice di brutto sulla sinistra sono tutte balle).
      Un caro saluto.


    1. Georgios 15 agosto 2014

      Dopo averlo letto posso dire che in generale condivido la critica dell'articolista a Bagnai.

      Non condivido la nota argomentazione della sinistra rivoluzionaria che si può riassumere nella frase dell'articolo "la
      causa del marasma sociale non è il sistema capitalistico stesso, e
      nemmeno la metastasi dell'iper-finanziarizzazione, bensì... l'euro
      ". E' una frase che circola negli ambienti analoghi anche qui.

      E non la condivido, in un certo modo lo ripeto, perché il corso degli eventi storici oggi e' quello della retromarcia. Cioè non stiamo andando verso un miglioramento dei rapporti sociali, verso un salto rivoluzionario in base alla contraddizione tra rapporti di produzione e forze produttive, ma verso un degrado dei rapporti di produzione che richiedono un altro tipo di forze produttive più consoni allo stato di suddito-servo della gleba.

      Ne e' testimonianza più di ogni altra cosa l'attacco alla cosa più "sacra" della società borghese: l'attacco alla proprietà privata.

      Per cui essere contro l'euro, principale strumento di questo degrado sociale, e contro questa dittatura neo-feudale europea, ma non solo, essere contro la creazione di questi vassalli dell'impero nel mondo, secondo me, e' obbligatorio.

      Non vorrei fare questo discorso troppo lungo però. Rimaniamo all'essenziale.

    1. Georgios 15 agosto 2014

      Anche se non ho ancora letto quest'articolo (cosa che comunque farò), conosco la critica di Bagnai verso la sinistra che, come forse avrai capito anche dalle mie prese di posizione passate, considero giusta.

      Questo e' una cosa. Cercare alleanza tra chi hai scritto tu stessa e' un'altra. E ripararsi dietro la supposta neutralità della scienza e' peggio ancora.

      La natura e' neutrale, il suo studio e le applicazioni di questo studio, cioè la scienza e la tecnica no.

    1. RosannaSpadini 15 agosto 2014

      Georgios, forse tu non sai che Bagnai quotidianamente se la prende con la sinistra (quindi anche con l'autore dell'articolo, definito appunto Marxista dell'Illinois2), sostenendo che la sinistra lo avrebbe tradito o comunque avrebbe tradito gli ideali "proletari", e in questo ha ragione, ma non ha ragione quando fa di tutte le erbe un fascio.

      Per capire meglio consiglio anche a te di leggerti l'articolo precedente, che avrebbe fatto nascere un dibattito così acceso, tra Bagnai e sollevazione.blogspot.it.

      L'articolo è indicato nell'incipit: "15 agosto. Non mi aspettavo che il mio intervento su Magdi Allam, Alberto Bagnai e la tragedia palestinese avrebbe avuto tanta eco. Si vede che ho messo il dito su una delle piaghe."

      http://sollevazione.blogspot.it/2014/08/che-centra-bagnai-con-gaza-di-marxista.html

    1. RosannaSpadini 15 agosto 2014

      roberto4321, tu che fai delle analisi politiche così acute, rileggiti l'incipit dell'aticolo ed anche l'articolo precedente, su Allam/Bagnai, forse non l'hai letto proprio.

      "15 agosto. Non mi aspettavo che il mio intervento [sollevazione.blogspot.it]
      su Magdi Allam, Alberto Bagnai e la tragedia palestinese avrebbe avuto
      tanta eco. Si vede che ho messo il dito su una delle piaghe. Mentre
      l'Allam tace (dev'essere impegnato in qualche ritiro spirituale coi
      druidi lefebvriani), il Bagnai ha invece prontamente risposto con un
      pistolotto interminabile e sconclusionato, rivendicando tuttavia le sue
      frequentazioni ma tacendo sul genocidio di Gaza. E questo, l'omertà
      sulla tragedia palestinese, questo me lo aspettavo. Meglio tacere se si
      cerca nel prossimo futuro di salire sul carro del prossimo vincitore,
      tanto più se si ritiene che verrà fuori dalla cerchia di quelli che oggi
      comandano, e che sono tutti amici di Israele —chi ha orecchie per
      intendere intenda."

      Poi mi saprai dire ...

    1. roberto4321 15 agosto 2014

      non vedo cosa c'entri Bagnai con la tragedia di Gaza, così come penso che il suddetto non c'entri niente nella tragedia dei cani abbandonati nel periodo estivo, nella mattanza delle balene perpetrata dal Giappone o con la deforestazione dell'Amazzonia.
      Mi sembra squallido il fatto che si prenda la faccia di Bagnai dopo averle cercato di tirarlo per la giacca per raccattare un po' di audience per un argomento che, come quello di Gaza, non interessa un caxxo ai più (non per cattiveria ma perchè ne abbiamo già abbastanza dei nostri per doverci indignare anche del problema dei palestinesi, dei peshmerga o dei morti nel canale di Sicilia).



    1. Kiddo 15 agosto 2014

      Finalmente!


      Quotone per Aloisio e per ANKYN .


    1. haward 15 agosto 2014

      Certo, ma senza la "moral suasion" di Einstein e Szilard sarebbe difficilmente decollato.

    1. Tonguessy 15 agosto 2014

      Nè Szilard nè Einstein facevano parte del progetto Manhattan. Oppenheimer invece si.

    1. haward 15 agosto 2014

      Ricordo all'Autore che sant'Albert Einstein è stato lo scienziato che, approfittando della suo enorme ascendente, ha preso carta e penna ed ha scritto al presidente Roosevelt nell'agosto del 1939 (insieme al collega Szilard) per convincerlo ad avviare il programma militare nucleare che porterà ad Hiroshima e Nagasaki.

      Poi, visto che si parla di Gaza ed Israele, sarebbe anche arrivato il momento di chiedersi come mai Szilard, Einstein, Oppenheimer e tutti gli altri scienziati del progetto Manhattan fossero tutti circoncisi (a parte Enrico Fermi che, però, aveva una moglie ebrea).
    1. Georgios 15 agosto 2014

      Bagnai e' un megalomane di grandissima conoscenza scientifica e, nel migliore dei casi, scadenti capacità politico-sociali.

      Va "sfruttato" per la prima e ignorato per le seconde.

    1. Aloisio 15 agosto 2014

      ormai per attirare la lettura di post che altrimenti pochissini leggerebbero, alcuni usano il sotterfugio di usare Bagnai ,anche a spropostio , sapendo che la sua fama è un appeal sicuro per gran parte dei lettori. Quello che non sanno, piddini e piddinoidi, è che bastano pochi secondi di lettura ,per un lettore di media cultura, per tirare metaforicamente lo sciacquone degli articoli partoriti da menti oppresse da inconsistenza e vanità.

    1. RosannaSpadini 15 agosto 2014

      Il problema fondamentale che pone il Marxista dell'Illinois n.2 è il rapporto tra scienza ed etica. Le scelte dello scienziato devono essere assolutamente autonome e indipendenti da implicazioni etiche oppure no? O meglio, un economista che fa ricerca scientifica deve prendere posizione nei confronti di un drammatico genocidio, di un atroce olocausto, quale è quello di Gaza?

      È logico che dovrebbe prendere posizione, così come sostenuto e ben documentato nell’articolo. Per di più un economista che ha scritto un libro straordinario quale è “Il tramonto dell’euro”, avrebbe poi dovuto starsene fuori dal dibattito politico e svolgere solo la sua funzione di tecnico terzo.

      Invece purtroppo Bagnai ha fatto scelte politiche molto sbagliate, perché ha riesumato vecchie cariatidi della politica italiana e del mondo dell’informazione, pienamente responsabili del massacro sociale che l’Italia sta subendo ora, quali; la Lega, Matteo Salvini, Magdi Allam, Gianni Alemanno, Giorgio La Malfa, Mario Giordano, Giorgia Meloni, in un post ha difeso addirittura Giuliano Ferrara.

      Persone che hanno contribuito a firmare tutti i Trattati europei, Fiscal Compact, Mes, Pareggio di bilancio, Trattato di Lisbona ecc. che stanno distruggendo l’Italia, e che sono salite sul carro del probabile vincitore per riciclarsi al prossimo turno della girandola del potere. È come dire: per salvare la casa che brucia, mi alleo con uno dei piromani, perché mi ha promesso che non lo farà più.

      Mi sembrano scelte del tutto illogiche, molto strane e ambigue. Forse l’acceso nazionalismo lo appassiona a tal punto da non saper distinguere gli onesti dai disonesti, ma questo pone un altro problema: uno scienziato così capace è in grado poi di sapersi muovere in ambito politico con altrettanta abilità, o può fare anche lui diversi errori? Oppure le scelte politiche che fa sono del tutto libere da possibili compromessi? Forse no.

      Quello che mi disturba ulteriormente è anche l’arroganza e la megalomania dell’Alberto, solo apparentemente allora democratico, se è disposto ad offendere e insultare in maniera assolutamente gratuita gli zerbini follower che hanno idee diverse dalle sue, sulle pagine del suo blog (basta frequentarlo per conferma), e invece difendere quei bei tizi, nominati prima, che si sono macchiati di gravi responsabilità politiche nei confronti di tutti gli italiani.

      Dunque la sua mi sembra la morale gesuitica di un bravissimo economista dal superego lievemente dilatato:

      quando Narciso si specchia troppo nell’acqua dello stagno putrefatto, rischia di finirci dentro e affogarsi.

    1. cardisem 15 agosto 2014

      Non riesco a comprendere il senso dell’articolo. La mia attenzione era stata subito attirata dalla foto di Bagnai, professore alla D’Annunzio, ma poi nel testo non si parla di Bagnai, di cui pensavo si intendesse fare una critica.

      Considerata la serietà del Forum di CDC, libera anche per i troll sionisti che di tanto in tanto si affacciano e a fronte di siti spudoratamente sionisti dove ogni diversamente pensante può constatare come gli è precluso qualsiasi contraddittorio, svolgo qui le conisderazioni sorte dalla lettura del testo:
      1°) La Gabriele d’Annunzio di Chieti / Teramo. Non sapevo ci insegnasse Bagnai, noto “israeliano”. Apprenderlo è una illuminazione: i conti tornano. Anni addietro quella università entrò nell’occhio del ciclone mediatico perché un suo professore voleva far fare una lezione a… Faurisson! Per non fargliela fare fu addirittura chiusa l’università, i portoni sprangati. Vi fu la raccolta di 900 firme, ancora disponibili in rete, che può essere vista come una autoschedatura del Sionisti dichiarati e sfegatati… Naturalmente, io non entro nel merito delle tesi di Faurisson, ma sul fatto che uno possa o non possa parlare, soprattutto in una "università”: i preti di "Civiltà Cattolica” così commentarono: ma se le tesi storiche non vengono discusse e dibattute nelle sedi universitarie, dove altrimenti? Cosa ci stanno a fare le università? Le cose andarono come andarono, ma poi l’Università di Teranmo si distingue e si distingue per iniziative in senso contrario a quelle volute dal docente che voleva far parlare Faurisson all’interno dei suoi seminari… Qualsiasi cosa si pensi sulle tesi di Faurisson, le tanto decantate "libertà accademiche” sono andate a farsi fottere e se qualcuno ancora ci crede o è un ingenuo o fa parte della baracca sionista. Bagnai è fra questi ed è allocato in quel di Teramo. Quanto a Renzi la prima volta che ne sentii parlare subito mi venne spontaneo definirlo come il Capriles italiano… Credo di averci azzeccato e ogni giorno sono confermato in quella mia prima impressione.

      2°) Nel testo si parla di "fascismo” e "nazismo” non per il loro concreto significato storico-geopolitico, ma per la valenza ormai negativo-idelogica che questi termini hanno assunto, anche negli articoli in apparenza i più scientifici. Ebbene, signori, basta un poco di studio per apprendere come fascismo e nazismo ebbero un rapporto organico e costante nel tempo con il sionismo e con la costruzione dello «Stato ebraico di Israele», a spese del terzo arabo innocente, di cui nessuno si dava e si dà pensiero.
      Un solo esempio? Abbiamo assistito all’uccisione di quattro bambini palestinesi che giocavano sulla spiaggia, colpiti (se non erro) da cannonate di precisione sparate da navi militari della marina israeliana… Chi ha creato la Marina israeliana? Ma il fascismo! Qui davanti a me un libro di L. Spinelli, «Il sionismo in Italia e nella politica estera fascista», impostato prevalentemente sul tema dell’addestramento di quegli allievi che poi costituiranno la Marina israeliana… Sul "razzismo” sia il nazismo sia il fascismo con il sionismo si intendevano perfettamente e andavano pure d’accordo, ciascuno dal proprio punto di vista… Quindi, mettere in opposizione “sionismo ebraico” e nazismo o fascismo è una forzatura, basata sulla necessità di far risultare le “sacrosante” ragioni di Israele dalla obbligata e costruita “demonizzazione” di fascismo e nazismo, in realtà assai omogenei al sionismo (che nel tempo precede e succede a fascismo e nazismo) e persino più moderati…

      3°) L’informazione e tutto il sistema educativo-universitario-infantile o retorico-politico è strettamente dipendente da quel sistema di potere che fu edificato con l’ingresso in Italia ed Europa delle armate liberatrici dell’Impero Us-rael… Se almeno si è consapevoli di questo ci si guasta di meno il fegato, e si combatte con maggiore serenità d’animo quella lotta che ognuno di noi ha scelto di combattere.

    1. Tao 15 agosto 2014

      È impossibile tacere su quanto sta avvenendo in questi giorni a Gaza. Chi non prende posizione è e resta connivente con il crimine e con l’insensatezza dilaganti. Israele sta compiendo un vero e proprio genocidio ai danni dei Palestinesi. Se si è intellettualmente onesti e non venduti al potere, occorre stare senza se e senza ma con i Palestinesi.

      Occorre stare dalla parte dei più deboli. In una guerra in cui da una parte tirano missili e dall’altra pietre, non dovrebbe, del resto, essere difficile scegliere con chi schierarsi. A meno che, naturalmente, non si sia in cattiva fede o pagati da qualcuno. Resistenza a oltranza a Israele e agli Stati Uniti! Viva gli Stati e i popoli che resistono! Viva chi continua a lottare per la libertà, contro l’imperialismo che fa il deserto e lo chiama pace!

      Diego Fusaro
      Fonte: www.facebook.com
      15.08.2014

    1. Tonguessy 15 agosto 2014

      lo scienziato è guidato da una qualche concezione del mondo, la sua
      ricerca, salvo rare eccezioni, ubbidisce agli interessi delle classi
      dominanti.

      Concetto complicato, pare. Ad un estremo di questa visione c'è la definizione di "partito-scienza" (Lotta comunista). Che poi sarebbe un ossimoro, stando alla definizione qui sopra.
      All'altro estremo ci sarebbe il primitivismo, ovvero nessuna scienza (così come la conosciamo) in un mondo senza stratificazioni sociali (cioè senza classi dominanti).
      Certo che il bravo Moreno si sta cacciando in un bel pasticcio se mette in discussione il ruolo della scienza. Prevedibile una sequela di difese d'ufficio molto vicine all'insulto.

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